Exit strategy di Tare… Alberto Abbate a ‘QUELLI CHE…’
“La doppia exit strategy di Tare è stata studiata benissimo in questi mesi e apparecchiata nei giorni precedenti alla sua dichiarazione.
Il Ds sa benissimo di essere con un piede fuori dalla Lazio e sa bene che o rimane lui o Sarri. Contemporaneamente spera in un ripensamento di Lotito e ormai arrivato alla scadenza dice di essere pronto a fare un passo indietro.
Così se ci dovesse essere un patatrac tra Lotito e Sarri, lui sarebbe pronto a rimanere. Se invece dovesse andare a scadenza, andrebbe via lui.
Anche la frase che a questa rosa basterebbero un paio di innesti per essere perfetta, è un modo per autoassolversi e far capire che lascia una squadra fortissima per merito suo.
E’ vero che Lotito ha provato a tenere entrambi, ma non nell’ultimo periodo. Ora le cose tra il Presidente e il Ds non vanno bene da febbraio in poi.
Non ha deciso prima solo per non creare problemi dentro lo spogliatoio con i senatori del gruppo che sono i suoi fiori all’occhiello e che sarebbero stati destabilizzati.
E’ vero che ieri Lotito ha detto che il merito della stagione non è solo di Sarri, ma ovviamente intendeva dire che va diviso per tutti.
Per me non era una risposta per assolvere Tare, ma era solo per motivare tutti e dividere con tutti i meriti. Il fatto che ora il Presidente non sia contento di Tare è oggettivo e infatti il mercato lo hanno fatto lui e Fabiani. L’albanese si è limitato a operazioni marginali.
C’è tra l’altro c’è da fare i complimenti a Fabiani ed Enrico Lotito per la Primavera: sono state ereditate le macerie ed è stata ricostruita la squadre che ha subito vinto il campionato promozione e vinto la Supercoppa”.
Alessio Buzzanca