“Sono alla finestra e aspetto, ma ho molte perplessità. Non credo che Sarri sia contento della gestione della presidenza e del direttore sportivo.
Nella Lazio c’è anche un grosso problema di comunicazione. Non parla più nessuno, la Lazio è un club chiuso in se stesso, senza strategie.
Sarri difficilmente sopporterebbe due stagioni uguali e potrebbe dunque al termine della stagione fare un passo indietro”.
Il finale di campionato
“Prima di parlare del mercato futuro bisogna prima vedere come andrà a finire questo campionato. Se la Lazio finisse fuori dall’Europa, quale sarebbe il futuro di alcuni calciatori? Rimarrebbero? Verrebbero piazzati? La squadra verrebbe smontata? Servono tanti giocatori e ci sono tante cose da fare e la situazione in prospettiva mi sembra molto molto complicata. Ecco perché ho dubbi che Sarri voglia continuare con un progetto che non sente suo”.
FORMELLO – Le speranze sembravano ormai ridotte al lumicino, oggi è arrivato un segnale importante, in controtendenza per la difesa di Sarri. Nel seduta dell’anti-vigilia l’unico assente per questioni fisiche è stato Stefan Radu: la buona notizia riguarda, dunque, il rientro in gruppo di Luiz Felipe Ramos.
Il brasiliano ha gestito da inizio settimana in un trauma al ginocchio rimediato in nazionale. Servivano riposo e terapie visto che non c’è mai stato l’interessamento di legamenti: gli effetti si sono visti a due giorni del match, perché oggi il centrale ha svolto l’intera sessione di lavoro ed è stato anche regolarmente provato al fianco di Acerbi. Patric resta pronto, ma ora la sensazione è che possa esserci contro Scamacca e compagni. A proposito di difesa, un altro dubbio riguarda i terzini: Marusic e Lazzari sembrano in vantaggio su Hysaj.
Per il resto, se non ci saranno contrattempi scelte chiare negli altri settori. Soprattutto in attacco dove la squalifica di Pedro consegna una maglia da titolare a Zaccagni e Anderson.
Il 6 gennaio Lobotka, Rrahmani e Zielinski erano a Torino nonostante la disposizione dell’Asl di Napoli
Stanislav Lobotka, Amir Rrahmani e Piotr Zielinski il 6 gennaio erano in quarantena domiciliare, ma erano comunque in campo per la partita di Serie A dell’Epifania contro la Juventus all’Allianz Stadium, finita 1-1.
Per questo motivo il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, il responsabile sanitario Raffaele Canonico e la stessa società sono stati deferiti dalla procura della Federcalcio.
La motivazione è “per aver consentito a Lobotka, Rrahmani e Zielinski di aver partecipato alla gara Juventus-Napoli nonostante la quarantena domiciliare disposta dall’Asl”.
I tre erano stati fermati in quanto contatti stretti di positivi ma ancora privi di dose booster e con seconda dose di vaccino avvenuta da più di 120 giorni.
“Quella con il Sassuolo è la classica gara da dentro o fuori. Senza una vittoria, c’è il rischio di affrontare il finale di stagione scarichi, senza ulteriori motivazioni. A livello tecnico, potrebbe venir fuori una partita spettacolare, con molti gol. La Lazio dovrà mettersi alle spalle il derby, sono passate due settimane e la pausa delle Nazionali può aiutare a staccare un po’ la spina dalle delusioni in campionato”.
OBIETTIVI, MOTIVAZIONI
“Il pericolo di una stagione di transizione, è proprio abituarsi al concetto che i risultati sono messi in secondo piano. Non è così, la Lazio non può permettersi di non raggiungere il proprio risultato, anche per una questione meramente economica. Parliamoci chiaro, nessuno chiedeva a Sarri di vincere lo Scudetto, se la Lazio arriva al quinti-sesto posto ha fatto il suo. Ci sono dei limiti di organico che non rendono i biancocelesti all’altezza delle prime 4-5 squadre e infatti, non c’è l’obbligo della Champions League. Vedendo gli investimenti, la società non ha mai programmato una stagione pensando di ‘dover’ arrivare in Champions. Quando la Lazio era veramente in corsa per lo Scudetto, due stagioni fa, non potevamo dire che ad inizio stagione la squadra fosse stata costruita con quell’obiettivo. E infatti, nessuno poteva dirle niente, nel momento in cui non è arrivata prima”.
“A Terni ho svolto la stessa mansione di Angelo alla Lazio, è chiaro che tutto dipende dalle esigenze della società. Peruzzi dal punto di vista umano è una persona perbene, ha dato un grande contributo alla squadra. In linea di massima, conoscendolo, mi ha ispirato sempre grande fiducia ed p ina figura difficile da sostituire”.
IL DERBY, LE SCORIE E IL RUSH FINALE
“Riuscire a centrare l’Europa sarebbe il massimo. Per la Lazio questo è un anno di transizione, quando cambi tanto è difficile trovare il tuo assetto. Molto passa da partite come quella col Sassuolo, che sono apparentemente abbordabili ma nascondono molte insidie. Arrivare in Europa in una stagione del genere, non è affatto un risultato scontato. Non bisogna perdere motivazioni e concentrazione, devono essere prerogative per questo finale di stagione. Da atleta, devo dare tutto. La performance deve essere al massimo, poi a volte nel calcio gli episodi possono essere sfavorevoli, ma il professionista da sempre il massimo, in ogni contesto”.
LAZIO-SASSUOLO
“Può venir fuori una partita aperta, il fatto che i neroverdi giochino sempre a viso aperto, può favorire la Lazio. I biancocelesti devono ritrovare la spensieratezza, la leggerezza. La squadra di Dionisi ha una classifica e una mentalità che la fa scendere sempre in campo molto fluida ed ha qualità importanti, che la rendono pericolosa per chiunque. L’ha dimostrato in questa stagione, vincendo anche su campi difficili, contro varie big. Nel derby non c’è stata nessuna reazione emotiva allo svantaggio, purtroppo ci sono dei momenti in cui deve venir fuori il carattere, nella stracittadina la Lazio ha perso soprattutto per questo motivo. Senza cattiveria agonistica, è difficile vincere partite del genere“.
CONTINUITA’ E PRESTAZIONI
“Nella Lazio non mi è piaciuta la mancanza di continuità. Ci sono state grandi prestazioni a fronte di altre di basso livello. Credo che molto sia dovuto al cambio di guida tecnica e – in generale – alla nuova filosofia. Mi auguro che – anche chi è sul piede di partenza – abbia la mentalità giusta. Bisogna dare tutto per questa maglia fino all’ultimo secondo, per la squadra, ma anche per se stessi. Non bisogna abbandonare la nave“.
Il bottino della Lazio dopo le soste per le Nazionali è di 5 vittorie, 3 sconfitte e un pareggio. Un campione di nove partite distribuite nelle ultime tre stagioni e fra queste, c’è anche un precedente proprio contro il Sassuolo. In quel caso era la Lazio a far visita ai neroverdi, al Mapei Stadium. 24 novembre 2019, una Lazio pronta a decollare, a vivere una seconda parte di stagione trionfale quanto tragica, per via della pandemia. La partita vene decisa da Felipe Caicedo, con una zampata all’ultimo respiro (91′). Con quella partita la squadra di Inzaghi raggiunse il quinto successo consecutivo e consolidò il terzo piazzamento in classifica.
Il Sassuolo sta ultimando la preparazione prima di partire per Roma. Alessio Dionisi parlerà domani (alle 17) in conferenza stampa, non è detto che Sarri faccia lo stesso. Il tecnico dei neroverdi ha un solo, grande dubbio di formazione: Domenico Berardi. L’esterno ha lasciato in anticipo (esattamente come Immobile) il ritiro della Nazionale dopo la disfatta contro la Macedonia del Nord. Berardi ha un fastidio all’adduttore, niente di serio, ma la sua presenza – visti i tempi stretti – è da considerare in dubbio. La conferenza stampa di Dionisi sarà sicuramente indicativa, esattamente come il lavoro sul campo di oggi pomeriggio.
Un ciclo prossimo al capolinea, giocatori in scadenza di contratto e le difficoltà – inziali, almeno – per adattarsi ad una filosofia di gioco diversa dal passato. La stagione della Lazio può ancora cambiare rotta, tutto dipende dal rush finale: ci sono ancora 24 punti a disposizione e il quinto posto non è affatto un miraggio. Alla soglia della trentunesima giornata, il confronto con le passate stagioni racconta le difficoltà della Lazio: mai così in basso (per punti raccolti) dal 2015/16. Era la Lazio di Pioli, che dopo 30 giornate aveva appena 42 punti. Sarri ne ha raccolti 49, mentre Inzaghi – nel 2018/19 – ne aveva 51.
ALBERTO DALLA PALMA (Corriere dello Sport) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’
“Lazio, Europa a tutti i costi. Questo è il titolo che deriva dal bilancio della Lazio pubblicato ieri. Facendo una battuta, anche se per Sarri è un fastidio giocare il giovedì, per il fatturato è determinante avere i ricavi delle competizioni europee. Senza Europa la discesa continuerebbe inesorabile. Contratto di tre anni a Felipe Anderson? Penso che possano bastare, mentre il rinnovo a Marusic di soli due anni può nascondere anche l’apertura ad una cessione in estate nel caso in cui arrivasse un’offerta importante. Questo ci sta, è quello che la Lazio avrebbe dovuto fare per Strakosha e Luiz Felipe. Quello che torna puntualmente è l’incapacità della Lazio di comunicare anche le cose positive. Strano che dobbiamo sapere di un rinnovo contrattuale tramite i documenti del bilancio”
GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!
“Per quanto riguarda l’approvazione della semestrale, possiamo dire che il bilancio è in chiaro-scuro. A sorpresa ci sono degli utili dopo 3-4 anni in passivo. E’ una cosa buona, dall’altra parte però si nota come i mancati introiti della Champions hanno fatto scendere di 30 milioni i ricavi. Si evince, poi, il rinnovo di due anni di Marusic. Il prolungamento non è lungo, ma è chiaro che torna ad essere un patrimonio. Io sinceramente non me ne priverei in estate, è uno dei pochi punti fermi della prossima difesa. Un’altra cosa interessante che abbiamo scoperto dalla relazione è che Lotito in estate ha sborsato oltre 3 milioni di euro per sbloccare l’indice di liquidità. Poi si evince il risparmio in inverno di circa 7 milioni di euro per gli stipendi dei calciatori andati via in prestito”
RADU E RAMOS
“Radu è out per il Sassuolo, ha ancora dolore al piede. Mentre per quanto riguarda Luiz Felipe, domani proverà a capire in campo le sue condizioni per la gara del giorno dopo. Secondo me non i sarà, nonostante l’assenza di lesioni ai legamenti. Credo che il riposo non sia stato sufficiente”