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SETTORE GIOVANILE

Lazio, da Ledesma a Lombardi: tutti i tecnici del settore giovanile

Tramite un comunicato ufficiale, la Lazio ha svelato chi saranno gli allenatori del settore giovanile. Ecco la nota del club. “La S.S. Lazio rende noto l`organigramma degli allenatori del Settore Giovanile per la stagione 2025/2026”:

-UNDER 18

Fabrizio Perrotti

-UNDER 17

Cristian Daniel Ledesma

-UNDER 16

Cristiano Lombardi

-UNDER 15

Alessio Fazi

-UNDER 14

Nazionali: Valerio Gualdaroni

Regionali: Edoardo Ragaini.

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AMICHEVOLI

Lazio, ora il Galatasaray di Osimhen: all’Ali Sami Yen sarà una bolgia

La Lazio sfiderà il Galatasaray nel secondo appuntamento turco, sabato 2 agosto alle ore 20.00. La prima uscita, contro il Fenerbahce, è costata una sconfitta, per cui ora i ragazzi di Sarri cercheranno di invertire la tendenza nel match contro Osimhen e compagni. L’atmosfera sarà infuocata. Gli spalti dello stadio Ali Sami Yen saranno completamente gremiti. Questo è quanto raccontano dalla Turchia e molto probabilmente questa sarà l’atmosfera che accoglierà i biancocelesti nella seconda uscita in terra turca. Più che un’amichevole, sembra l’anticipazione di una sfida di coppa.

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ESCLUSIVE

‘QUELLI CHE…’ – Flaminio, Onorato: “Integrazione Lazio nei prossimi giorni. La data della possibile conferenza dei servizi…” (VD/AD)

ALESSANDRO ONORATO (Assessore ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda) ospite in studio a Radiosei nella trasmissione ‘QUELLI CHE…’

“Organizzare un grande evento a Roma è molto complicato, in passato Roma è stata la ‘città delle occasioni perse’. Non c’è dubbio che per me è una passione, un onore avere questo ruolo, amo la mia città. I grandi eventi e lo sport creano importanti ricadute. Ci sono stati anche ultimamente grandi appuntamenti musicali, della moda e dello sport.

Gli Oasis nella Capitale? Questi sono live di società che organizzano in tutto il mondo, l’aspetto economico è fondamentale. Ci sono delle trattative in corso.

Stadio Flaminio? La Lazio sta andando avanti in maniera molto seria su questo progetto, l’amministrazione Comunale ha chiesto delle integrazione 7-8 giorni fa; parliamo di integrazioni di chiarimento sul tipo di sviluppo del progetto, che è complesso, importante e prevede un investimento di un certo livello economico; le integrazioni riguardano anche i parcheggi e l’aspetto ambientale.

I nostri uffici sono in contatto con la Lazio che a breve credo, e dico credo perché c’è la volontà, integrerà queste carte. Integrare la documentazione prossimi giorni vuol dire che a fine mese, massimo inizio settembre, potrebbe cominciare la conferenza servizi, lo strumento tecnico dove sono chiamate tutte le Istituzioni coinvolte a dare il parere, tecnico appunto, sul progetto. Quindi non parliamo solo degli uffici del Comune, ma ci tanti organi coinvolti, circa 20.

Se si apre la conferenza servizi, come penso, vuol dire che i documenti ci sono tutti. Poi gli uffici diranno se il progetto è tecnicamente sostenibile.

Ad oggi la Lazio parla di uno stadio che si aggira attorno ai 50mila posti ma oggi parlare di questi numeri è prematuro, tutto questo sarà frutto della conferenza servizi. Io ora mi concentrerei sulla fattibilità tecnica.

Ostacoli ambientali? Il tema è tecnico, è evidente che chi abita intorno guarda con sospetto, se non timore e preoccupazione, al progetto. E parliamo di un quartiere che già oggi è penalizzato dalle partite di Roma e Lazio.

Lotito? Io lo vedo molto concentrato, convinto di questo progetto. Per noi poi conta poco l’aspetto umorale, contano i fatti. Da dicembre a oggi, con l’inizio dell’iter ufficiale, il presidente ha dimostrato grandissima professionalità.

Io sono nato e cresciuto a Ostia, nel club di Re Cecconi. Il mio idolo? Sono della nuova generazione, quindi direi Gascoigne, Signori”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Lazio, bene dietro e male avanti. Soffre l’assenza di un ‘dieci’, Rovella certezza anche per Sarri” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Pensavo che la Lazio avrebbe avuto molto più problemi contro la squadra di Mourinho ed in quell’ambiente così caldo. Ho visto spirito di gruppo, capacità di reggere l’urto, tono agonistico. Dal punto di vista tecnico-tattico è la classica situazione da bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto. Bene nell’organizzazione difensiva, male nella fase offensiva. La Lazio soffre tanto l’assenza di un numero dieci, un rifinitore che inventa la giocata, ma anche di un’ala che salti l’uomo alla Felipe Anderson.

Cancellieri ieri è andato molto male. Lui come velocità ed esplosività muscolare è giocatore interessante, ma a livello tattico, in termini di personalità e nell’efficacia fa molta fatica. Il titolare in quel ruolo è Isaksen, lo abbiamo capito ancor di più vedendo l’ex Parma. Il destino di quella fascia vedrà uno staffetta tra Isaksen e Pedro, è inevitabile.

Il tema del giorno riguarda quanto Rovella faccia fatica con il sistema di Sarri. Io confuto tutto, pur ammettendo che Cataldi ha caratteristiche ideali per questo modo di giocare, lui deve giocare, si parte da lui titolare. Poi il resto riguarda anche la sua crescita nell’interpretazione del ruolo. Quello che ho saputo è che, a prescindere dal ruolo, Rovella con Sarri giocherà sempre. Che sia da vertice basso o da mezzala, anche il progetto del tecnico toscano parte da lui. Questa non è una grande squadra, ma una buona squadra che ha bisogno di certezze. Rovella è uno di queste.

Tavares ieri alti e bassi, ma comunque sia segnali importanti. Ho visto bene anche Gila e Provstgaard, mentre Zaccagni si sta impegando a ritrovare la migliore condizione atletica. Bene, nelle circostanze in cui è stato chiamato in causa, Provedel“.

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AMICHEVOLI APPROFONDIMENTI

Lazio con applicazione, sterilità e carenze: non solo Dele, il centrocampo non crea e fatica sotto pressione. La qualità solo da Tavares e Zac

Premessa doverosa, il Fenerbahçe sta per giocarsi il suo destino Champions con il Feyenoord. È nettamente avanti nelle certezze e nella condizione. Si nota bene lo scarto durante il monologo dei primi 20’ dei turchi: la Lazio è passiva, pressa poco e male, la difesa resta bassa, c’è più attenzione alle mansioni piuttosto che a reagire, a scuotersi. Lavora tanto in fase di non possesso, ma il vero problema è la difficoltà a trovare uscite pulite dalla pressione collettiva dei padroni di casa. Questione di smarcamento dei centrocampisti, ma anche di qualitá nella gestione del pallone. È il punto debole di una mediana che corre tanto ma non brilla per tecnica. La stessa che servirebbe per sfruttare meglio il tentativo di riscatto della seconda parte di prima frazione. Ci sono più spazi, la manovra migliora, ma negli ultimi 30 metri si fa piatta. Scolastica. Pochi spunti, invenzioni, combinazioni orizzontali. Se non fosse per l’asse di sinistra Tavares-Zaccagni che accelera, duetta, crea presupposti, sarebbe notte fonda. Non basta: Cancellieri dall’altra parte è macchinoso (non salta mai l’uomo) Lazzari impreciso. Taty nervoso, non è mai in condizione di guardare la porta. Svaria, aiuta il centrocampo a trovare l’appoggio, poi peró Dele-Bashiru non arriva mai con i tempi giusti a riempire l’area. Spaesato il nigeriano, raramente nella posizione giusta. Evanescente lui, già determinanti nei recuperi, invece, Gila e Guendouzi. Aiuta anche a reggere l’urto la ritrovata serenità tra i pali di Provedel. Alla fine è più lui che imposta che Rovella. Si va diretti in avanti per aggirare il pressing di chi fa la gara. 

Le note positive: la squadra di Sarri nel complesso tiene botta, è già nel tessuto agonistico delle gare che contano, è applicata ma anche frenata. Un po’ dalle carenze tecniche, ma anche da uno spartito che ancora non va a memoria. La conseguenza: produzione offensiva sterile, poche occasioni da gol costruite, evanescenti tentativi verso la porta avversaria e poca convinzione nel dare intensità e costanza al pressing sui portatori. Un vorrei ancora poco sincronizzato, un ibrido che mantiene la posizione senza ancora una propria inclinazione. 

Non è un caso se in apertura di ripresa, Sarri cambia subito anche due/terzi di centrocampo. Fuori Dele e Rovella, dentro Cataldi e Vecino. C’è più ritmo, maggiore gestione, più recuperi e di conseguenza maggiore controllo della gara. Fino all’errore grave di Guendouzi che gestisce male sotto pressione e regala con un retro passaggio sciagurato l’1-0 ai gialloblu. Capitola nel suo miglior momento e la modalità ci riporta al difetto di inizio focus: la gestione del pallone dei centrocampisti – e non solo – quando l’avversario decide di togliere spazio e tempo di giocata. Tema che si ripropone anche quando c’è da inventare. Non si sfonda mai centralmente, alla fine non resta che girare a largo affidandosi alle corsie esterne. Presenti ma non ispirate. Un tiro in porta in 90’ e diverse possibilità potenziali non finalizzate per mancanze nell’ultimo passaggio sono la logica conseguenza. Ora si resta in Turchia, la prossima contro il Gala di Osimhen sarà ancora più complicata. C’è da lavorare, magari anche di valutare alternative tattiche. Ma alla fine sono i valori in gioco a rendere a concretizzare idee e possibili soluzioni. E neanche a dirlo, mercato e società in tal senso non possono essere d’aiuto.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, Taty isolato: poco gioco, Sarri pensa al cambio modulo

Tanto, troppo digiuno. Non si rompe né con Taty né con Dia. Castellanos ha giocato di più, 60 minuti contro il Fenerbahçe. Un eremita in area. Non ha avuto un pallone. L’unico in profondità gliel’ha offerto Cataldi nel secondo tempo, mossa che spesso favoriva Immobile, sventato dal portiere Egribayat in uscita. Per il resto è rimasto sempre isolato, mai supportato dalle mezzali, mai è riuscito a far gioco con le ali né a riceverlo. Tutti lontani, compassati e intorpiditi, colpa dei carichi e dei movimenti non ancora sincronizzati. Taty, come spesso succede, s’è sbattuto a vuoto. Vagante tra reparti scollegati. Non sarà mai un centravanti pietroso, fermo al centro dell’area. E’ sempre mobile, volenteroso, propositivo, animoso, propulsivo quando c’è da garantire la prima pressione. Ma non basta mordere, bisogna colpire. E la Lazio continua a non farlo. I centravanti sono rimasti a secco, di rifornimenti e non solo di gol, contro la Primavera, contro l’Avellino, contro il Fenerbahçe. La spinta è aumentata nella ripresa con i turchi, ma non è bastata. Taty non ha il tremendismo dei centravanti cannoneggianti, è risaputo, ma qualsiasi attaccante in queste condizioni rimarrebbe isolato e desolato.

Manca palleggio, manca costruzione, la fitta trama del sarrismo non è favorita dalla condizione. La conseguenza è che davanti non si punge. L’unica occasione del primo tempo è nata da un lancio di Rovella per Cancellieri, il colpetto di testa non ha fatto paura a Egribayat. Taty non ha mai tirato, si è innervosito per l’atteggiamento dei turchi e dell’arbitro Küçük. Il nervosismo sarà cresciuto aspettando palloni giocabili, non uno che gli abbia permesso di stangare da lontano, di tirare da dentro l’area, di provarci di testa. Scatti, vampate, nulla di utile per essere pericoloso. Sarri sta lavorando sulla stabilità difensiva, ma ha perso pericolosità. Manca il collegamento tra centrocampo e attacco, nel 4-3-3 ha bisogno di una mezzala di costruzione, non c’è. Dele-Bashiru ieri girava a vuoto. Rovella non ha mai avuto il comando del gioco. Guendouzi solo faticatore. Così, davanti, come possono arrivare palloni? Qualcosa in più s’è vista nel secondo tempo, quando è entrato Cataldi, quando è toccato a Pedro, il più effervescente di oggi così com’era stato nel finale dell’anno scorso, quando Dia ha aperto un po’ il gioco abbassandosi sulla trequarti, favorendo sponde e inserimenti. Ma di tiri veri neppure l’ombra.

Lazio, Sarri valuta un cambio di modulo

Sarri riflette sul cambio di modulo, quantomeno per garantirsi un’alternativa. Il 4-3-3 ha dei limiti strutturali senza interventi di mercato, il 4-3-1-2 può consentire al tecnico di inserire un uomo che faccia da collante sulla trequarti. Un 10, Zaccagni o Pedro, che riesca a ricevere il pallone, a trasformarlo in occasioni e assist. Mau ci sta lavorando in allenamento, in partita non ha ancora dato il via all’esperimento, potrebbe farlo al ritorno dalla Turchia. Sabato si giocherà contro il Galatasaray, non c’è tempo per provare. Lo aveva detto Sarri nella conferenza di presentazione: «Per ora stiamo lavorando sul 4-3-3 per non mandare in confusione i calciatori, ma pensiamo anche ad altri sistemi di gioco», la traccia. Il 4-3-3 di oggi è senza luce, il 4-3-1-2 può garantirla a costo di tagliare un’ala. Al momento Isaksen, fermato dalla mononucleosi. Non ce la farà con il Como, deve fare tutta la preparazione. Venti giorni per trovare modulo e gol. Corriere dello Sport

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, oggi scade la clausola di Rovella: inamovibile con Baroni, con Sarri rischia il posto

Protagonista lo scorso anno, ora in ballottaggio con Cataldi: Rovella potrebbe non essere il titolare di Sarri.

Ieri contro il Fenerbahçe, come a Frosinone con l’Avellino, Sarri ha sostituito Rovella all’intervallo. Semplice rotazione o cambio di gerarchie in corso? Quello che è stato, insieme a Guendouzi, il punto di riferimento di Baroni in mezzo al campo la passata stagione, rischia di non restare in cima alla classifica dei titolarissimi. Cataldi, rientrato dal prestito alla Fiorentina ha già fatto bene con Sarri e potrebbe ritrovare il posto da regista.

Come evidenzia Il Messaggero, dopo tre settimane di lavoro, il giovane centrocampista milanese non sembra essere entrato nel cuore di Mau, che in lui vede poche verticalizzazioni e un eccesso di possesso palla. Siamo di fronte ad un caso di mercato che può rovinare l’estate della Lazio ancora di più di quanto lo è stata fino ad oggi? Intanto, si legge, a mezzanotte scadrà la clausola con cui Rovella poteva (può) liberarsi per un club pronto a versare i 50 milioni indicati nel contratto (c’era stato un timido tentativo dell’Inter); da domani tornerà un giocatore dal valore reale di mercato, che oscilla tra i 34 e i 38 milioni di euro: il presidente Lotito lo ha dichiarato incedibile, anche perché non potrebbe sostituirlo, ma è chiaro che bisognerà aspettare gli sviluppi del campo, cioè le sentenze di Sarri a fine ritiro senza sottovalutare il fatto che il club non può permettersi che uno dei suoi principali investimenti finisca in panchina nella stagione in cui la Lazio ha solo il campionato da affrontare.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, il taglio di Basic non è più scontato: con Sarri si gioca la conferma

Da partente quasi certo a possibile restante: Basic potrebbe rimanere in gruppo.

Una squadra da studiare e due tagli da fare per la lista: Sarri valuta i singoli in base alla funzionalità e alle garanzie che possono dare al tecnico e al suo credo calcistico.

Come sottolinea il Corriere dello Sport, in principio erano a rischio taglio Basic e uno tra Noslin e Cancellieri. Poi si è ipotizzato il taglio di un terzino destro (Hysaj più di tutti essendo in scadenza nel 2026), infine di Gigot, superato da Patric. Basic, a sorpresa, si è fatto apprezzare da Sarri. Si è presentato bene e ha due fattori favorevoli per sperare nell’incredibile conferma, sempre che avvenga: il mercato bloccato e la Coppa d’Africa, che rischia di sottrarre Belahyane e Dele-Bashiru da dicembre. Sarri, si legge, potrebbe decidere di tenere il croato per garantirsi un centrocampista in più, rischia di restare solo con Guendouzi, Cataldi, Rovella e Vecino. Lo staff, conclude il quotidiano, è contento del modo in cui il giocatore si è presentato.  
 

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DICHIARAZIONI

Lazio, Dele-Bashiru: “Nelle mani di Sarri per migliorare e fare grandi cose”

Sconfitta in amichevole con il Fenerbahçe per la Lazio di Maurizio Sarri. Ai microfoni di Lazio Style Channel, il centrocampista biancoceleste Fisayo Dele-Bashiru ha commentato il risultato del match: “È stata una partita non facile contro una squadra complicata, è stato un buon modo per mettere minuti nelle gambe e poter migliorare negli allenamenti”. 

Come va con Sarri?
“Le sensazioni sono positive, lo conoscevo ma so che continuando a seguirlo nel lavoro, potrò fare grandi cose”. 

Cosa senti di poter dare nella prossima stagione?
“Voglio migliorare ogni giorno e aiutare la Lazio a conquistare la Champions, ma anche nel crescere in zona gol”. 

Zaccagni ha detto che punta tanto su di te…
“Lo spero che vada così come ha detto, ora ci sono le amichevoli, un passo alla volta. Vogliamo fare una grande stagione”.

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AMICHEVOLI

Fenerbahçe-Lazio 1-0: errore di Guendo, i turchi ne approfittano. L’attacco biancoceleste non crea pericoli

Finisce 1-0 per il Fenerbahçe la terza amichevole estiva dei biancocelesti: in gol Kahveci al 60′.

PRIMO TEMPO

Sarri cambia ancora rispetto alle due formazioni viste titolari nelle precedenti amichevoli estive, rispettivamente contro la Primavera biancoceleste e l’Avellino. In Turchia Provedel si riprende i pali; in difesa spazio a Lazzari, Gila, Provstgaard e Tavares; in messo al campo Guendouzi, Rovella e Dele-Bashiru; davanti Cancellieri, Castellanos e Zaccagni.

Clima incandescente allo stadio di Istanbul dove il pubblico di casa si fa sentire fin dal fischio iniziale. I biancocelesti provano a farsi vedere ma nella prima frazione di gioco il dominio è prevalentemente del Fenerbahçe, con i turchi che sono anche più avanti dal punto di vista della condizione atletica visto che mercoledì avranno i preliminari di Champions e il 9 agosto cominceranno il campionato. Scintille pure in campo, prima tra tra Cancellieri e Archie Brown, poi si uniscono Castellanos e il resto dei calciatori: interviene l’arbitro che prova a riportare ordine ma diverse sono state le interruzioni di gioco nei primi 45 minuti, che si concludono con un colpo di testa pericoloso dei turchi che finisce di poco fuori.

SECONDO TEMPO

All’intervallo Sarri ne cambia quattro: fuori Provstgaard, Rovella, Dele-Bashiru e Lazzari, dentro Romagnoli, Cataldi, Vecino e Marusic. La Lazio riparte senza creare grossi pericoli e al 60′ un errore di Guendouzi, pressato, porta al vantaggio degli avversari: Kahveci sblocca la gara. Passa un minuto e Sarri ne cambia altri quattro: fuori Provedel, Castellanos, Cancellieri e Zaccagni, dentro Mandas, Dia, Pedro e Noslin. Pochi minuti e out anche Tavares, Guendouzi e Gila, dentro Pellegrini, Belahyane e Hysaj. Alla Lazio manca il cambio di passo, in attacco non riesce a concretizzare: finisce quindi con un ko la terza amichevole estiva dei biancocelesti.

IL TABELLINO:

Fenerbahçe Ülker Stadium, Istanbul (TR)

FENERBAHCE – LAZIO 1-0

Marcatori: 60′ Kahveci (F)

FENERBAHCE (4-2-3-1): Egribayat; Muldur (83′ Levent), Akcicek (72′ Caglar), Oosterwolde, Brown (83′ Djiku); Elmaz (57′ Amrabat), Santos;  Szymanski, Kahveci (73′ Under), Aydin (57′ Efe); Duran (57′ En-Nesyri,) . A disp.: Livakovic, Tarik, Mimovic, Carlos, Cenk. All.: Mourinho.

LAZIO (4-3-3): Provedel (61′ Mandas); Lazzari (46′ Marusic), Gila (67′ Hysaj), Provstgaard (46′ Romagnoli), Nuno Tavares (67′ Pellegrini); Guendouzi (67′ Belahyane), Rovella (46′ Cataldi), Dele-Bashiru (46′ Vecino); Cancellieri (61′ Pedro), Castellanos (61′ Dia), Zaccagni (61′ Noslin). A disp.:, Furlanetto, Ruggeri, Basic, Pinelli, Pedro, Sana Fernandes. All.: Sarri.

Arbitro: Zorbay Küçük; Assistenti: Esat Sancaktar – Deniz Caner Özaral; IV ufficiale: İlker Yasin Avcı

NOTE. Ammoniti: 45′ Zaccagni (L)

Recupero: 2′ p.t; 3′ s.t.