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‘SVB’ – Rambaudi: “Italia superiore alla Bosnia, ma serve scendere bene in campo. Zac? Penalizzato dal modulo di Gattuso” (AUDIO)

ROBERTO RAMBAUDI in collegamento a ‘SVB’

“L’Italia è superiore alla Bosnia, poi dipende sempre da come giochi e da come scendi in campo. Credo che la vittoria di giovedì abbia dato un po’ più di consapevolezza, ha tolto un po’ di negatività. Domani lo stadio sarà dalla loro; non ci dovrà essere frenesia, ma grande attenzione.

Formazione? Inizlmente servirà anche leadership, spirito di gruppo; poi c’è da tenere conto che a gara in corso serviranno calciatori pronti e Esposito sai che è pronto in questi casi, Retegui non lo so che impatto può avere subentrando.

Infortunio a parte, Zaccagni non penso sarebbe stato titolare, questo modulo lo penalizza.

Chi scegliere dell’Under 21 per la Lazio? Ndour. Anche Koleosho, che preferisce partire da sinistra, ma può giocare pure a destra

Il livello della Serie A è calato da 15 anni a questa parte. Sono arrivati tanti stranieri che non fanno la differenza e non aiutano ad avere qualità”.

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“QUELLI CHE…” – Mirra: “Lazio, Cremonese e Udinese per l’Europa. E sul possibile cambio modulo…” – (AUDIO)

VINCENZO MIRRA in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Le vittorie le devi fare contro squadre alla portata per dare continuità e raggiungere l’Europa, obiettivo che i biancocelesti possono centrare. Il successo di Parma poi ha un sapore particolare, per come è arrivato deve diventare una spinta determinante per gli obiettivi da raggiungere. Quella del Tardini deve essere la gara della svolta.

La sfida di oggi contro la Cremonese è difficile, è una squadra rognosa ma la Lazio queste partite, in un verso o nell’altro, le deve portare a casa.

La formazione della Lazio è ‘facile’, obbligata. A differenza delle altre volte, agli infortunati si aggiungono due squalifiche pesanti, il problema non è quindi tanto nell’11 quanto nelle sostituzioni.

La Cremonese è una squadra equilibrata, attrezzatissima e, a differenza di altre compagini che lottano per salvarsi, hanno qualità. Sono curioso di rivedere Floriani Mussolini. La Cremonese è una squadra che va presa con le molle, la Lazio non deve lasciare spazi agli avversari. Ennesima partita difficile, una sorta di scontro diretto per ambire all’Europa: ora Cremonese e Udinese, poi ci sarà il Napoli che mi preoccupa meno per assurdo, perché concede. La Cremonese è una squadra combattiva, ecco perché le gare difficili sono questa e quella di Udine.

Pedro o Noslin dal 1′? Noslin me lo aspettavo titolare anche a Parma, perché quando un calciatore subentra bene poi magari la gara dopo può trovare continuità. Pedro saprà gestire il momento. Ad ogni modo, ci sono sempre più partite nella partite, quindi starà a Sarri capire quale giocatore è più determinante a gara in corso. Spesso è anche più importante chi subentra di chi è in campo all’inizio.

Cambio modulo? Almeno all’inizio non credo che Sarri prenderà in considerazione questa ipotesi, soprattutto ora che la squadra sta trovando la sue identità. Magari in corso d’opera, con la panchina corta, potrà pensarci ma comunque ne dubito”.

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Lazio, ora il modulo è un dilemma: alla ripresa 4-4-2 o 4-3-3? Senza Zac…

Maurizio Sarri sta attraversando il periodo più delicato della sua avventura alla guida della Lazio: tra infortuni, assenze e una rosa ridotta, l’allenatore è stato obbligato a modificare assetto tattico, passando prima al 4-4-2 e poi al 4-2-3-1. Le partite si sono trasformate in un banco di prova continuo, con il dilemma sul modulo che rimane un nodo da sciogliere. 

Alla seconda pausa del campionato, i biancocelesti devono fare i conti con ben otto indisponibili. Secondo quanto riportato dal Corriere dello Sport, il club spera però di recuperare alcuni elementi: contro l’Atalanta dovrebbero tornare a disposizione Guendouzi, Marusic e Pellegrini, mentre restano dubbi sulle condizioni di Vecino. Più lunga invece la sosta forzata di Zaccagni, fermo per 20/30 giorni, e di Rovella, che – come anticipato – ha scelto di evitare l’intervento chirurgico.

Ora Sarri è chiamato a una nuova scelta: tornare al suo 4-3-3 oppure continuare con il sistema che hanno garantito risultati migliori, come la vittoria di Genova e il pareggio con il Torino. Il rientro di Guendouzi può restituire equilibrio al centrocampo, ma le soluzioni restano limitate. L’assenza di Zaccagni obbligherà l’allenatore a puntare ancora su Pedro, con Isaksen e Noslin come alternative, con lo spagnolo chd non può reggere tutti i novanta minuti di ogni gara.

Sarri ha accantonato l’estetica per la sostanza: meno possesso palla, più verticalità e ripartenze rapide. È consapevole che, in questa fase, l’obiettivo è limitare i danni e mantenere la rotta. E il calendario non gli offre tregua: nelle prossime cinque partite contro Atalanta, Juventus e Inter si capirà molto del futuro della Lazio e del suo tecnico.

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Verso Lazio-Torino, le assenze di Baroni e il possibile cambio di modulo

Sabato all’Olimpico è in programma Lazio-Torino, gara valida per la sesta giornata di Serie A.

Momento delicato sia per la Lazio che per il Torino, con i granata che fino ad ora hanno vinto solo una gara ed hanno incassato diverse reti. Al nord si parla già di un possibile esonero di Baroni, il quale arriverà all’Olimpico con la voglia di far rialzare la testa ai granata dopo l’ultimo ko, quello col Parma.

Stando a quanto riporta il Corriere dello Sport, non sarà
della partita Ismajli, fuori causa dopo la partita di Parma dalla quale è uscito per infortunio: distrazione parziale del muscolo semitendinoso della coscia destra, recita la nota uffciale della
società.

Baroni quindi dovrà fare a meno del difensore a partire dalla gara contro la Lazio, anche per questo, si legge, crescono le possibilità di un cambio di modulo tra due giorni. Nemmeno Biraghi peraltro è al meglio, restando sulla difesa. Anjorin prosegue il lavoro a parte, col rientro fissato
dopo la sosta.

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‘NMM’ – Agostinelli: “Lazio, crescita confermata ma serve sempre questo spirito. Modulo? Il rientro di Belahyane non basta per cambiare” (AUDIO)

ANDREA AGOSTINELLI in collegamento a ‘NMM’

“Quello della Lazio non è mai stato un problema di natura tattica, la cosa principale era riportare in campo lo spirito e la fame che abbiamo visto con il Genoa ed anche nel derby. Il modulo con una punta in più ha aiutato ad essere più pericolosi, ma è lo spirito che fa la differenza. Non siamo fuori da nessuna crisi, servono ulteriori conferme, ma ho visto una squadra salita di tono anche dal punto di vista fisico.

A Marassi abbiamo avuto la conferma che quanto tieni il pallone non incide tanto. La cosa fondamentale è dare sempre la sensazione di poter far male all’avversario. Mi sembra che in tal senso la Lazio stia crescendo. Anche nel derby c’era stato un grande miglioramento. Una crescita, poi, confermata lunedì.

La prova di Basic e Cataldi è importante perchè stimola anche i cosidetti titolari. Vincere anche senza Guendouzi e Rovella equivale ad una scossa per tutti. Aggiunge stimoli e motivazioni a tutto lo spogliatoio.

Contro il Torino credo che Sarri sia orientato a confermare il 4-4-2. Potrei dubitare quando torneranno Guendouzi e Rovella, ma non per il solo rientro di Belahyane. Tra l’altro, non so quanta fiducia abbia Sarri in quest’ultimo. Forse un ragionamento sull’equilibrio della squadra Sarri lo farà in virtù del rientro di Tavares, visto che lo considera più offensivo di Pellegrini”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Col Genoa reazione confortante. 4-4-2? Utile per ovviare al problema della mezzala sinistra” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“C’era la curiosità, ma anche la necessità, di capire quale tipo di reazione avrebbe avuto la Lazio dopo il derby e l’emergenza. Più che l’aspetto tattico, interessava capire la reazione caratteriale, di personalità; capire che tipo di atteggiamento avrebbe avuto la squadra, la ferocia agonista necessaria in campo: un’anima questa squadra ce l’ha e il fatto che l’abbia dimostrata in questa settimana complicata è stato importante, la reazione della squadra è stata molto confortante.

Vinta una gara con Cataldi che è una riserva e Basic che era fuori lista, chiaro che se ci sono Rovella, Guendouzi o Isaksen dei segnali positivi dello scorso anno, la squadra è diversa.

Importante il gol di Castellanos che voleva reagire al derby. C’è connessione tra i giocatori, basta guardare come Taty prima di esultare si è preoccupato per Marusic. Dia ha fatto una prestazione importante, ha pressato fino all’ultimo. Con queste indicazioni, senza esaltarsi troppo per aver vinto contro un Genoa un po’ stordito, può nascere un altro campionato, si può ripartire.

Non basta l’impegno, serve una determinazione che a Reggio Emilia non c’è stata. E quella sconfitta sta pesando sulla classifica.

Con questo modulo, il 4-4-2, ogni calciatore è al suo posto e vai ad ovviare al problema della mezzala sinistra. Fondamentalmente è un 4-2-4 e per farlo serve il sacrificio di tutti gli attaccanti”.

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Lazio, cambio modulo con il rientro in lista di Basic. Pedro o Dia con Taty

Piove sul bagnato in casa Lazio. Il ko nel derby contro la Roma ha lasciato in eredità anche un’infermeria affollata, soprattutto nel reparto di centrocampo dopo che sono arrivati anche gli ultimi stop per infortunio di Rovella e Dele-Bashiru che complicano i piani di Sarri. Il tecnico biancoceleste, come anticipa oggi Il Messaggero in un box nel taglio alto della sua prima pagina, pensa a un cambio di modulo per sopperire alle numerose assenze: “Emergenza Lazio, la mossa di Sarri per ripartire. Cambio a centrocampo”, si legge nel titolo del quotidiano romano.

Per il match di campionato contro il Genoa non è da escludere un cambio di modulo: il giornale capitolino parla di ‘ballottaggio’ tra il 4-4-2 e il 4-2-3-1 con uno tra Dia e Pedro alle spalle di Castellanos e la conferma di Zaccagni e Cancellieri sugli esterni. In mediana attenzione a Basic al fianco di Cataldi, viste anche le squalifiche di Guendouzi e Belayhane. Queste le opzioni che Sarri starebbe prendendo in considerazione per l’appuntamento del Ferraris.

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Lazio, Sarri riflette: gioco, modulo e atteggiamento sotto accusa

Il meglio del peggio di una Lazio al contrario: «Non abbiamo fatto nulla rispetto a quello che avremmo voluto fare», l’afflizione più grande per Sarri. Aveva chiesto di muovere velocemente il pallone, di tormentare il Como tra le linee attaccandole, disturbandole. Aveva ordinato aggressività. Ha visto mollezza, movimenti caotici, errori tecnici e nelle scelte, passività. «Siamo piatti», si tormentava in campo domenica. Tutto il lavoro fatto in settimana è sparito, un vecchio difetto della Lazio. E non ha accettato l’atteggiamento. Dentro gli occhi di Mau starà ancora scorrendo quella processione di sguardi persi, vuoti, dei suoi giocatori. La Lazio di Como è stata sconcertante, ma il tecnico non può perdere il controllo e ancora di più non può perdere lo spogliatoio: «L’unica cosa che non posso fare quest’anno è mettere in imbarazzo i miei giocatori o criticarli. Siamo questi e rimaniamo questi». Deve riuscire a motivare la squadra, a migliorarla, a convincerla che può superarsi. Sarri dopo Como ha confessato che «c’è da fare una valutazione, ma non da perdere la testa».

Domenica al rientro da Como l’umore era pessimo per tutti, bocche cucite. Sarri non ha parlato ai suoi ieri mattina a Formello, ha scelto la strategia morbida. E’ solito riflettere, rivedere la partita e analizzarla a freddo. Oggi la squadra riposerà, si ritroverà domani per la doppia seduta. La lezione video potrebbe essere l’occasione per tornare sul flop di Como. Di sedute di autoanalisi ne ha organizzate tantissime in passato, si ritrova a doverne rifare. Sarri deve ricominciare da capo o quasi, ma le risorse deve trovarle all’interno. Ci sono limiti che sono difficili da superare. La mancanza di una mezzala sinistra di qualità è un dato di fatto incontrovertibile e immutabile. La catena di destra è debole da un anno. Marusic e Isaksen con Baroni hanno mascherato le magagne a fatica, a momenti. Lazzari e Cancellieri, a Como, sono stati annientati. Quando manca Romagnoli la difesa va in difficoltà per quanto Provstgaard stia dando segnali, ma ha 22 anni. Tavares difensivamente è inadeguato contro avversari di valore. Zaccagni da tempo salta l’uomo con difficoltà. Taty e Dia vengono serviti poco e male, il che accentua le difficoltà che hanno sotto porta.  

Sono due i concetti chiave di Sarri. Il primo è legato alle valutazioni che farà. Il secondo riporta alla frase pronunciata in conferenza: «Vediamo prima la realtà di questa squadra e poi decidiamo come giocare». Il riferimento può essere tecnico, legato alla modalità di gioco, meno palleggio e più profondità? La Lazio ha creato pericoli solo nel secondo tempo, quando ha trovato un paio di verticalizzazioni. Il gol di Taty era arrivato su lancione di Gila, sorprendendo la difesa alta di Fabregas. La frase di Mau può anche intendere una riflessione sul modulo, ma non per il Verona, in caso dopo la sosta. A fine luglio aveva pensato al 4-3-1-2. Ma con questo assetto Zaccagni dovrebbe giocare trequartista, l’alternativa è Pedro a 38 anni. Isaksen, ancora fermo, non avrebbe posto. Nel finale di Como Mau ha impostato il 4-2-3-1, erano entrati Pedro e Dia. Lo spagnolo a destra, Dia dietro Taty, Zaccagni a sinistra. Era il modulo di Baroni. Corriere dello Sport

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Lazio, cambio di modulo in vista? Le possibili scelte di Sarri

Bene dietro, decisamente da migliorare davanti: Sarri studia il modulo per creare più occasioni da gol.

I quattro di difesa sono sicuri con Sarri, imprescindibile questo assetto dietro per il tecnico della Lazio, davanti però qualche novità potrebbe essserci rispetto al classico, solito, 4-3-3 del Comandante.

Stando a quanto riporta La Gazzetta dello Sport, l’allenatore toscano potrebbe passare al 4-3-1-2, modulo provato anche nei primi giorni di preparazione a Formello. L’obiettivo è chiaro: provare a creare più occasioni da gol.

Il passaggio al 4-3-1-2 potrebbe garantire una manovra più fluida e incisiva, senza creare problemi in fase difensiva. In questo schema, evidenzia il quotidiano, il ruolo chiave sarà quello del trequartista: Sarri immagina lì Zaccagni, ma anche Pedro, Vecino o Dele-Bashiru. Il vantaggio più evidente del nuovo modulo sarebbe la possibilità di schierare insieme Castellanos e Dia.

Tuttavia, non è escluso che l’allenatore possa alternare le due punte, inserendo un secondo attaccante come Pedro o magari Cancellieri.

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Lazio, Taty isolato: poco gioco, Sarri pensa al cambio modulo

Tanto, troppo digiuno. Non si rompe né con Taty né con Dia. Castellanos ha giocato di più, 60 minuti contro il Fenerbahçe. Un eremita in area. Non ha avuto un pallone. L’unico in profondità gliel’ha offerto Cataldi nel secondo tempo, mossa che spesso favoriva Immobile, sventato dal portiere Egribayat in uscita. Per il resto è rimasto sempre isolato, mai supportato dalle mezzali, mai è riuscito a far gioco con le ali né a riceverlo. Tutti lontani, compassati e intorpiditi, colpa dei carichi e dei movimenti non ancora sincronizzati. Taty, come spesso succede, s’è sbattuto a vuoto. Vagante tra reparti scollegati. Non sarà mai un centravanti pietroso, fermo al centro dell’area. E’ sempre mobile, volenteroso, propositivo, animoso, propulsivo quando c’è da garantire la prima pressione. Ma non basta mordere, bisogna colpire. E la Lazio continua a non farlo. I centravanti sono rimasti a secco, di rifornimenti e non solo di gol, contro la Primavera, contro l’Avellino, contro il Fenerbahçe. La spinta è aumentata nella ripresa con i turchi, ma non è bastata. Taty non ha il tremendismo dei centravanti cannoneggianti, è risaputo, ma qualsiasi attaccante in queste condizioni rimarrebbe isolato e desolato.

Manca palleggio, manca costruzione, la fitta trama del sarrismo non è favorita dalla condizione. La conseguenza è che davanti non si punge. L’unica occasione del primo tempo è nata da un lancio di Rovella per Cancellieri, il colpetto di testa non ha fatto paura a Egribayat. Taty non ha mai tirato, si è innervosito per l’atteggiamento dei turchi e dell’arbitro Küçük. Il nervosismo sarà cresciuto aspettando palloni giocabili, non uno che gli abbia permesso di stangare da lontano, di tirare da dentro l’area, di provarci di testa. Scatti, vampate, nulla di utile per essere pericoloso. Sarri sta lavorando sulla stabilità difensiva, ma ha perso pericolosità. Manca il collegamento tra centrocampo e attacco, nel 4-3-3 ha bisogno di una mezzala di costruzione, non c’è. Dele-Bashiru ieri girava a vuoto. Rovella non ha mai avuto il comando del gioco. Guendouzi solo faticatore. Così, davanti, come possono arrivare palloni? Qualcosa in più s’è vista nel secondo tempo, quando è entrato Cataldi, quando è toccato a Pedro, il più effervescente di oggi così com’era stato nel finale dell’anno scorso, quando Dia ha aperto un po’ il gioco abbassandosi sulla trequarti, favorendo sponde e inserimenti. Ma di tiri veri neppure l’ombra.

Lazio, Sarri valuta un cambio di modulo

Sarri riflette sul cambio di modulo, quantomeno per garantirsi un’alternativa. Il 4-3-3 ha dei limiti strutturali senza interventi di mercato, il 4-3-1-2 può consentire al tecnico di inserire un uomo che faccia da collante sulla trequarti. Un 10, Zaccagni o Pedro, che riesca a ricevere il pallone, a trasformarlo in occasioni e assist. Mau ci sta lavorando in allenamento, in partita non ha ancora dato il via all’esperimento, potrebbe farlo al ritorno dalla Turchia. Sabato si giocherà contro il Galatasaray, non c’è tempo per provare. Lo aveva detto Sarri nella conferenza di presentazione: «Per ora stiamo lavorando sul 4-3-3 per non mandare in confusione i calciatori, ma pensiamo anche ad altri sistemi di gioco», la traccia. Il 4-3-3 di oggi è senza luce, il 4-3-1-2 può garantirla a costo di tagliare un’ala. Al momento Isaksen, fermato dalla mononucleosi. Non ce la farà con il Como, deve fare tutta la preparazione. Venti giorni per trovare modulo e gol. Corriere dello Sport