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Clamoroso Reggina, cordata Lotito incontra la società granata: acquisizione in vista?

Spunta fuori una clamorosa indiscrezione che riguarderebbe il presidente della Lazio, Claudio Lotito, e la Reggina, storico club calabrese che nella prima metà degli anni 2000 ha anche militato per alcune stagioni in Serie A, attualmente in Serie D dopo un fallimento che non ha permesso alla squadra di iscriversi al campionato di Serie B nonostante i playoff raggiunti in campo con Filippo Inzaghi in panchina

Il club granata sembrava in procinto di passare di mano, con l’imprenditore italo americano Rizzetta, già proprietario del Campobasso e autore (secondo alcune fonti come il Corriere dello Sport) dell’offerta monstre da 2,2 miliardi rifiutata da Aurelio De Laurentiis per il Napoli nei giorni scorsi. Ora la trattativa ha subito una frenata improvvisa e inattesa, praticamente al momento delle firme.

Come riporta Alfredo Pedullà, a Roma si sarebbe svolto un incontro tra l’attuale proprietà granata e una cordata presenziata proprio da Claudio Lotito. Dopo aver visitato in passato le strutture proprio del Campobasso, il patron biancoceleste potrebbe tornare ad avere una seconda proprietà (vietata tra club professionistici), dopo aver dovuto cedere la Salernitana nel 2021 a Iervolino tramite il trust dopo la promozione dei campani in Serie A. Si attendono conferme e, eventualmente, sviluppi di questa nuova situazione extra campo.

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Legge di Bilancio, in commissione è scontro tra Lotito e Gasparri

Nel maxi-dossier sulla nuova legge di Bilancio – 4.093 pagine che raccolgono 5.742 emendamenti – c’è un nome che spicca più di tutti: quello di Claudio Lotito. Il senatore e presidente della Lazio ha firmato 268 proposte, risultando il vero recordman della partita parlamentare. Numeri che mettono in difficoltà perfino il suo capogruppo, Maurizio Gasparri, che di emendamenti ne ha controfirmati 135 ed è costretto all’arduo compito di scegliere cosa segnalare e cosa lasciare fuori dalla rosa. 

Come riporta La Stampa, il problema di fondo è aritmetico: Forza Italia ha presentato 677 emendamenti, più di qualsiasi altro gruppo di maggioranza, ma con soli 20 senatori potrà segnalarne appena 39. Una sorta di “lista Champions” con regole rigidissime. Nel centrodestra la distribuzione è già fissata: 123 emendamenti per Fratelli d’Italia, 57 alla Lega, 16 a Noi Moderati. 

Proprio ieri, mentre il presidente della Commissione Bilancio Nicola Calandrini (FdI) proponeva di rinviare a oggi pomeriggio l’ufficializzazione degli emendamenti segnalati per consentire un’ulteriore scrematura, in casa Forza Italia è andato in scena uno scontro accesissimo. Lotito avrebbe accusato Gasparri di non sostenere adeguatamente le sue istanze – un episodio non nuovo, considerando che ogni volta che le sue proposte vengono scartate il senatore biancoceleste reagisce in modo piuttosto energico. Lo riporta Calcioefinanza.it

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Cori fascisti a Pisa da ultrà della Roma sotto la Torre

Nél video rilanciato sui social si vede un gruppo di ultras della Roma in piazza dei Miracoli ai piedi della Torre di Pisa, sabato pomeriggio in attesa del match cheha visto i giallorossi giocare all’Arena Garibaldi della città toscana. Gli ultras intonano un coro di incoraggiarnentoverso la squadragiallorossa, sulle note però di “Faccetta nera” celeberrimo motivetto fascista dedicato all’espansionismo coloniale. A fine coro, si sente un capo ultrà urlaretrevolte «Duce». Le immagini sono state acquisite dalla Questura per essere analizzate evalutare sevi si possano ravvisare reati. L’episodio ha innescato la polemica politica. (…) Gli autori di questi cori certamente sono tra i mille e cento romanisti giunti a Pisa col biglietto (che ricordo è nominativo) e non dovrebbe essere difficilissimo perle forze dell’ordine individuarii. (…)

(Il Messaggero)

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Cremonese, Floriani Mussolini: “Il mio cognome? Più pesante per altri che per me”

Romano Floriani Mussolini è un nuovo giocatore della Cremonese. Il giocatore, dopo un’ottima stagione alla Juve Stabia, arriva dalla Lazio in prestito con diritto di riscatto. Per lui sarà la prima esperienza in Serie A da protagonista e inevitabilmente il cognome farà discutere parecchio. E ha già cominciato a farlo a partire dalla conferenza stampa di presentazione: A me il cognome non ha mai creato problemi. Penso solo al campo. È pesante per altri, non per me”. Poi la polemica sull’esultanza dei tifosi della Juve Stabia al suo primo gol con la maglia dei campani (i supporters furono accusati di aver fatto dei saluti fascisti): “L’esultanza su quel gol fu normale, poi c’è stata una polemica sterile”.

Floriani Mussolini prosegue; “Parlo di calcio con mio papà a casa, anche se piano piano sto appassionando anche mamma [Alessandra Mussolini, ndr]. Spero che Gattuso possa fare bene con la nazionale e in una futura chiamata, ma adesso penso solo alla Cremonese. Avere già affrontato la Cremo in B ha pesato sulla scelta, ho subito pensato che fosse una buona decisione. Ho subito legato coi compagni. Il mister mi ha fatto un’ottima impressione, mi piacciono i principi che ci vuole trasmettere“. Infine l’emozione di tornare allo Zini, stavolta da giocatore della Cremonese e non da avversario: “Sia in campionato che ai playoff sono rimasto impressionato. Tifo davvero coinvolgente e stadio bello. Ha certamente avuto un impatto. Anche il centro sportivo è all’avanguardia e sono contento di essere qui”. 

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Ribattuta su rigore respinto e Var, l’IFAB valuta altre riforme al regolamento

Svolta storica in arrivo nel mondo del calcio. Secondo fonti autorevoli come The Times, l’IFAB – l’organo che stabilisce i regolamenti – sta seriamente valutando l’abolizione della possibilità di ribattere un rigore respinto. Una norma che esiste da ben 134 anni potrebbe essere cancellata a partire dal Mondiale 2026 in USA, Canada e Messico.

L’idea è chiara: se il portiere para o la palla colpisce il palo o la traversa, il gioco ripartirebbe con un rinvio dal fondo, esattamente come accade nelle serie di calci di rigore a eliminazione diretta. Una misura pensata per riequilibrare il “duello” tra attaccante e portiere, spesso considerato troppo sbilanciato a favore del primo, ancor di più dopo l’obbligo per i portieri di tenere almeno un piede sulla linea. In questo modo si eviterebbero anche le frequenti polemiche sugli ingressi anticipati in area da parte dei compagni del tiratore.

L’introduzione di questa modifica è stata discussa nei vertici dell’ultima Coppa del Mondo per Club e sembra avere sostenitori influenti. L’IFAB dovrà votare la proposta entro fine febbraio affinché possa entrare in vigore già dal prossimo Mondiale. Parallelamente, si discute anche un ampliamento del ruolo del VAR, che potrebbe presto intervenire anche sui secondi cartellini gialli e sui corner assegnati per errore, con l’obiettivo dichiarato di ridurre le ingiustizie senza rallentare eccessivamente il gioco.

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Torino, a breve l’annuncio dell’addio di Vanoli: ora tutto su Baroni

Il Torino ha deciso. In queste ore la società granata presieduta da Urbano Cairo ha preso la direzione di una separazione col tecnico dell’ultima stagione, ovvero Paolo Vanoli. La decisione è stata presa ed entro le prossime 48 ore arriverà anche la formalizzazione della separazione dall’ex allenatore del Venezia, con relativa ufficialità.

Per la sua sostituzione il primissimo nome resta quello di Marco Baroni, con l’allenatore che nella giornata di ieri ha lasciato ufficialmente la Lazio che a sua volta ha comunicato l’avvio della seconda esperienza di Maurizio Sarri a Formello. L’entourage del tecnico fiorentino ha già avviato i contatti con la dirigenza del Torino e salvo colpi di scena nel breve è attesa la fumata bianca con la definizione di tutti i dettagli dell’accordo.

Nella giornata di domenica, ricordiamo, era andato in scena un summit fra il presidente Cairo, la dirigenza granata e l’entourage dello stesso Vanoli dopo le dichiarazioni pungenti del patron al termine dell’ultima giornata di campionato persa contro la Roma. Un faccia a faccia che non è servito a ricucire lo strappo, con Vanoli che nelle prossime ore lascerà ufficialmente il Torino in attesa di capire quale potrà essere la prossima tappa della sua carriera dopo un solo anno al Torino.

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Inzaghi-Inter, è finita: il tecnico ha deciso, va in Arabia

Simone Inzaghi e l’Inter si separano. I segnali delle ultime ore erano già chiari, adesso è arrivata la conferma, con l’incontro tra il tecnico e i dirigenti nerazzurri. A quattro anni esatti dal giorno in cui venne ufficializzato il suo approdo all’Inter, Inzaghi ha comunicato al club la voglia di chiudere la sua carriera nerazzurra, in anticipo rispetto alla scadenza naturale del contratto fissata nel 2026, e di accettare l’offerta dell’Al Hilal. Avventura, quella araba, che scatterà prestissimo: il tecnico si imbarcherà direzione Miami già in questo fine settimana, proprio in Florida il suo nuovo club debutterà al Mondiale per club contro il Real Madrid il 18 giugno. Decisivi, per la decisione del tecnico, la delusione forte dopo il 5-0 della finale Champions ma ancor di più il senso di stanchezza per un ciclo comunque lungo e stressante, chiuso con un ko pesante ma anche ricco di soddisfazioni

Adesso si apre la fase due della storia: il nuovo allenatore dell’Inter. La scelta sarà rapidissima, anche perché l’11 giugno il club nerazzurro decollerà in direzione Los Angeles per il Mondiale per club. Il favorito per la panchina è Cesc Fabregas, legato contrattualmente al Como, per il quale sono stati mossi dei passi già alcuni giorni fa, subito dopo l’ultima giornata di campionato giocata proprio a Como. In seconda fila il nome di De Zerbi, che in mattinata si è trincerato dietro un “non mi ha chiamato nessun club”. Presto la verità. Gazzetta.it

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Sarri, dall’Atalanta assist alla Lazio: virata su Pioli e Motta

La panchina dell’Atalanta potrebbe avere un nuovo volto dopo 9 anni: l’eredità di Gian Piero Gasperini (oggi incontra la Roma) potrebbe essere raccolta da uno tra Thiago Motta e Stefano Pioli. Secondo Skysport, la lista dei successori di Gasp si starebbe restringendo a questi due profili, con Maurizio Sarri, corteggiato dalla Lazio, in secondo piano. La famiglia Percassi, però, non ha ancora parlato con nessuno dei due allenatori, per rispetto di Gasperini che non ha ancora preso una decisione ufficiale.

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Fiorentina, clamoroso Palladino: il tecnico si dimette e la dirigenza prova a ricucire

Fiorentina, Palladino si sarebbe dimesso. A riportarlo Sky Sport, che aggiunge la volontà della società Viola di ricucire lo strappo e confermare il tecnico, fra l’altro fresco di rinnovo contrattuale. Indipendentemente da come andrà a finire a Firenze, il ballo delle panchine resta il tema di discussione per tutta l’Italia calcistica. La dirigenza Viola, oltretutto, potrebbe diventare una seria contendente per Maurizio Sarri. Il tecnico toscano non ha mai negato il gradimento per la destinazione ed ha sul tavolo diverse opportunità pronte a sbocciare.

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Lazio, Kozak appende gli scarpini: “Grazie, calcio!”

Libor Kozak chiude con il calcio. L’ex centravanti della Lazio annuncia sui social il suo addio al pallone tramite due post di ringraziamento. Kozak, alla Lazio dal 2008 al 2013 (con un anno di prestito 2009/10 al Brescia), con i biancocelesti ha totalizzato 80 presenze, con 22 gol messi a segno. Libor Kozak arrivò alla Lazio Primavera nell’estate del 2008 e fu uno degli ultimi acquisti dell’ex DS Walter Sabatini. Esordì in prima squadra nella stessa stagione. La stagione di grazia a Roma, è quella 2012/13, in cui si laurea capocannoniere dell’Europa League con 8 gol, spartendo il primato con Aritz Aduriz dell’Athletic Bilbao.