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Allegri in semifinale Champions: il muro Juve non lascia un cm: al Camp Nou è 0-0

Finisce con Neymar in lacrime al centro del Camp Nou l'avventura Champions del Barcellona. Mentre tutto lo stadio festeggiava la squadra, e i 5.000 tifosi juventini cantavano per la loro squadra in semifinale, il brasiliano e' scoppiato in un pianto dirotto, consolato dal suo ex compagno di squadra Dani Alves.

"C'è da fare i complimenti alla squadra per quello che stanno facendo, è stata una partita molto bella contro un avversario di grandissimo livello. Non abbiamo sfruttato delle occasioni a campo aperto, la semifinale è un passaggio verso Cardiff, non un traguardo". Lo ha detto Massimiliano Allegri, a Mediaset premium, parlando della qualificazione alla semifinale di Champions della Juve. "Il Barcellona per due partite non ha fatto gol, complimenti ai ragazzi, che hanno peraltro ancora margini di miglioramento – ha sottolineato il tecnico -. Non dobbiamo esaltarci, ma avere entusiasmo. Siamo nel momento-clou della stagione e non bisogna mollare niente. I ragazzi hanno grande senso di responsabilità. Dobbiamo migliorare nella gestione del pallone, anche se stasera non era facile. Ci voleva una grande Juve per passare".

"Ringrazio Dio per questa qualificazione: abbiamo giocato da grande squadra, soffrendo e sacrificandoci come serviva". Cosi' Juan Cuadrado esulta, a Mediaset, per il passaggio in semifinale di Champions contro il Barcellona. "Real o Atletico? Chi verrà verrà, ora: l'importante era qualificarsi, e lo abbiamo fatto meritandolo".

"La Juve adesso mette paura. Bisognerebbe chiedere alle nostre avversarie chi non vuole incontrarla in semifinale. Il nostro obiettivo è andare in finale". Lo ha detto Leonardo Bonucci, dopo lo 0-0 col Barcellona. "Sapevamo che venivamo a giocare la partita rischiando,siamo stati bravi a rimanere uniti e compatti – ha aggiunto a Mediaset – Merito della grande corsa degli esterni, è stata una grande prova di sacrificio e umiltà. La qualificazione col Barca conferma che siamo una grande squadra". "Dovevamo fare meglio nelle ripartenze – la conclusione di Bonucci – abbiamo regalato qualche pallone di troppo. La partita era difficile farla diversamente. Siamo stati bravi a coprire tutti gli spazi. C'è da solo applaudire questa Juve".

"Questo è il calcio, noi abbiamo pensato a giocare velocissimi, puntando la porta, ma è mancata un po' di lucidità negli ultimi metri. Si è vista una partita bella, fra due grandi squadre. Complimenti alla Juve. Quando uno non si arrende fino all'ultimo minuto e i tifosi ti spingono fino all'ultimo, questa è la conferma che siamo partiti per vincere sempre, ogni titolo". Lo ha detto Luis Enrique, dopo l'eliminazione contro la Juventus, in Champions, parlando a Mediaset premium. "La Juve ha un grandissimo allenatore, ha grandi campioni, ha tutte le possibilità di vincere, ma altre squadre pensano di fare lo stesso", ha aggiunto

Il Monaco conquista la semifinale di Champions contro ogni pronostico, ma esprimendo un gioco frizzante, divertente, a volte anche irresistibile. E non è la prima volta. La squadra allenata dal portoghese Leonardo Jardim, dopo essersi imposta per 3-2 a Dortmund, nella sfida contro il Borussia funestata dalle esplosioni che hanno coinvolto il pullman dei tedeschi, nello stadio Louis II, stasera ha bissato il successo dell'andata grazie alle reti di Mbappe dopo 3' e Radamel Falcao, servito da Lemar, al 17'. L'uno-due nella porta di Burki ha tolto ogni speranza ai gialloneri che escono dal torneo. Inutile la rete di Reus dopo 3' del secondo tempo. Il 3-1 finale e' stato siglato da Germain al 36'. Alla partita, fra gli altri, ha assistito anche Vincenzo Montella: l'allenatore del Milan si è scomodato per vedere all'opera l'attaccante Aubameyang, oggetto del desiderio della nuova dirigenza rossonera e dello stesso tecnico. Dopo avere estromesso dalla competizione il Dortmund, adesso i monegaschi aspettano di conoscere il nome dell'avversaria da affrontare in semifinale. Il sorteggio per gli accoppiamenti è in programma alle 12 di venerdì, nel quartier generale dell'Uefa, a Nyon, in Svizzera. Non ci saranno teste di serie e le squadre appartenenti alla stessa federazione potranno affrontarsi. In teoria, dunque, potrebbero trovarsi di fronte Atletico Madrid e Real Madrid, le due squadre finaliste dell'ultima edizione della Champions, a Milano. Le semifinali sono invece in programma il 2 e 3 maggio (andata), il 9 e 10 maggio (ritorno). La finale si disputerà a Cardiff, sul terreno del Millennum stadium, sabato 3 giugno.

BARCELLONA (4-3-3): ter Stegen 6.5, Sergi Roberto 6 (33' st Mascherano sv), Pique 6.5, Umtiti 6.5, Jordi Alba 6, Iniesta 5, Busquets 6, Rakitic 5.5 (13' st Alcacer 5.5), Messi 6, Suarez 5, Neymar 6. (13 Cillessen 6 D.Suarez 19 Digne, 21 Andrè Gomes 28 Alena). All. Luis Enrique 6.

JUVENTUS (4-2-3-1): Buffon 6.5, Dani Alves 7, Bonucci 7, Chiellini 6.5, Alex Sandro 6.5, Khedira 6, Pjanic 6, Cuadrado 7 (38' st Lemina sv), Dybala 6 (30' st Barzagli 6.5), Mandzukic 6, Higuain 6 (43' Asamoah sv). (25 Neto 4 Benatia, 22 Asamoah 26 Lichtsteiner 28 Rincon). All. Allegri 7.5.

Arbitro: Kuipers (Olanda) 6.5.

Angoli: 13-4 per il Barcellona

Recupero: 1' e 3'.

Ammoniti: Iniesta, Chiellini , Pjanic e Khediraper gioco scorretto.

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Djokovic e la Lazio: “Che giocatore Milinkovic, sarà un beniamino serbo” E Sergej ringrazia…

Settimana italiana intensa per Novak Đjokovic, tennista serbo secondo nel ranking ATP da singolarista. Gli Internazionali di Roma non gli hanno sorriso, battuto in finale da Zverev. Ma il soggiorno romano gli ha permesso di assistere per la prima volta a un match all'Olimpico. Il tennista ha goduto dello spettacolo della finale di Coppa Italia tra Juventus e Lazio e, come racconta al portale Blicsport.rs, è rimasto impressionato da un suo connazionale: "Sono andato allo stadio con mio fratello Marco e mio padre Srdjan. È stata un’esperienza fantastica assistere al match che è stato trasmesso praticamente in tutto il mondo. Mio fratello era particolarmente contento perchè era la prima volta che andava all’Olimpico ed è un tifoso della Lazio. In primo luogo, devo dire che sono rimasto colpito dalle qualità dei calciatori scesi in campo e dall’atmosfera. Prima dell’inizio della partita, ho avuto il privilegio di andare in campo e vedere come da dentro tutto lo spettacolo. La cosa che più mi ha colpito è stato vedere che i sostenitori di Lazio e Juventus sono stati uniti fino all’inno d’Italia. È stato un momento glorioso che sarà ricordato. Nella Lazio gioca il nostro Sergej Milinković Savic e devo dire che eravamo tutti entusiasti: mio padre, mio fratello e io lo abbiamo visto giocare alla grande e abbiamo pensato che potrebbe diventare il nuovo beniamino serbo. Trovo molto strano che uno come lui non riesca a trovare posto in Nazionale. Tuttavia, io non tifo nessuna squadra di calcio, ma mi piacerebbe vederlo giocare per il nostro Paese. Mi sono divertito a guardarlo". Parole davanti alle quali il diretto interessato non può rimanere indifferente: Milinkovic-Savic ha infatti pubblicato su Instagram una foto che ritrae una pagina di un giornale serbo che riporta le dichiarazioni del tennista. Essere incensati da un campione come Novak Djokovic non può che far piacere.

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Presidente Lega B, slitta la nomina

Slitta la nomina del presidente della Lega B. È infatti mancato il numero legale (15 club su 22) per riunire l'assemblea elettiva, chiamata a scegliere il nuovo presidente a quasi due mesi dalle dimissioni di Andrea Abodi. Secondo indiscrezioni, le presenze si sono fermate a 13 e il vicepresidente Andrea Corradino dopo circa un'ora ha preso atto della mancanza del numero legale, come già accaduto per l'assemblea convocata il 25 marzo. Fra i dirigenti arrivati in mattinata in Lega, il comproprietario della Salernitana, Claudio Lotito, considerato il candidato favorito, il presidente dell'Entella Antonio Gozzi, l'ad del Brescia, Riccardo Sagramola, il presidente del Benevento, Oreste Vigorito, e quello del Verona, Maurizio Setti.

 

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Carpi ko con un gol di Puscas: il Benevento sale in serie A

Il Benevento ha conquistato per la prima volta la promozione nella Serie A di calcio, battendo nel ritorno della finale dei Play-off di Serie B il Carpi in casa per 1-0 grazie al gol di Puscas al 32'. "E' una gioia incredibile, ma ce lo siamo meritato. E' una promozione che abbiamo voluto e cercato, la squadra sta bene con la testa e anche fisicamente. Questa è una squadra che, al di là dei meriti, ha avuto una netta supremazia in tutta la stagione. In questo momento i miei meriti non contano, dedico la promozione a mia moglie Patrizia e ai 'miei' ragazzi, al presidente e a questo meraviglioso pubblico". Così l'allenatore del Benevento, l'ex difensore Marco Baroni.

BENEVENTO-CARPI 1-0 (1-0)

Benevento (4-2-3-1): Cragno 6; Venuti 7, Camporese 6.5, Lucioni 7, Pezzi 6 (91′ Padella sv); Chibsah 6, Viola 6.5; Eramo 5.5, Pușcaș 7.5 (73′ Cissé 6), López 6 (79′ Del Pinto sv); Ceravolo 5.5. A disp.: Gori, Ciciretti, Gyamfi, De Falco, Buzzegoli, Matera. All.: Baroni 7.
Carpi (4-4-1-1): Belec 6.5; Struna (19′ Sabbione 6), Poli 5.5 (51′ Lasagna 5.5), Romagnoli 6, Letizia 5.5; Jelenič 6, Bianco 6, Mbaye 5.5, Di Gaudio 6; Lollo 6 (74′ Fedato 6); Mbakogu 5.5. A disp.: Colombi, Gagliolo, Concas, Beretta, Carletti, Pasciuti. All.: Castori 5.
Arbitro: Pasqua di Tivoli.
Marcatori: 32′ Pușcaș.
Note – Ammoniti: Eramo (B); Bianco, Lollo, Mbaye (C).

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Bayern Monaco, Rummenigge: «Kassai ci ha fregato»

Per la prima volta provo un profondo senso di rabbia, perché questa notte siamo stati fregati. Una fregatura bella e buona". E' il duro affondo di Karl Heinz Rummenigge, ad del Bayern Monaco, sull'arbitraggio di Kassai nel quarti Champions League in casa del Real Madrid. "Viene da chiedersi – le parole di Rummenigge alla squadra, nella cena postpartita – cosa facciano le associazioni che governano il calcio: abbiamo sei arbitri in campo, sei! E abbiamo subito un'espulsione ingiusta e due gol in chiaro fuorigioco". I giocatori hanno applaudito.

Nel tradizionale banchetto del dopo partita, aperto a giocatori, staff tecnico e tutti i dirigenti e gli addetti al seguito della squadra a Madrid, Rummenigge ha preso come al solito la parola, ripreso dalla tv del Bayern che ha poi postato oggi il video sul suo sito. "Stasera abbiamo assistito a una partita drammatica ed esaltante", la sua introduzione, seguita dal duro affondo contro l'arbitraggio di Kassai. Alle sue parole ("siamo stati fregati…") tutta la sala ha applaudito, tranne il tecnico Carlo Ancelotti seduto al suo fianco a tavola. "In ogni caso voglio ringraziare la squadra, ricordando i tanti problemi della vigilia e l'infortunio capitato a Neuer", ha concluso Rummenigge annunciato che il portiere dovrà star fermo otto settimane: "Manuel si è fratturato il piede nel loro terzo gol, che era davvero in fuorigioco", la conclusione amara di Rummenigge. Corrieredellosport.it

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Morto l’ex arbitro Farina, era designatore della serie B

E' morto Stefano Farina: l'ex arbitro internazionale e designatore della Serie B, scompare all'età di 54 anni. Lascia la moglie e un figlio. Farina era malato da tempo ma non era trapelato nulla per tutelare la privacy della famiglia: "All'età di 54 anni, ci ha lasciato l'ex arbitro internazionale e attuale Responsabile della CAN B, Stefano Farina", ha scritto in una nota l'Aia.

Iscritto alla sezione di Novi Ligure dal dicembre del 1979, Farina ha debuttato in Serie A nel gennaio del 1995. Ha diretto 236 gare nella massima serie e 117 in Serie B. Ha inoltre arbitrato due finali di Supercoppa Italiana e la finale di Supercoppa Europea del 2006.

"Il presidente dell'Aia, Marcello Nicchi, e il vice Narciso Pisacreta, insieme ai componenti del Comitato Nazionale, al responsabile del Settore Tecnico Arbitrale Alfredo Trentalange, ai Responsabili degli Organi Tecnici Nazionali, ai Componenti della CAN B, Cristiano Copelli e Gabriele Gava, anche a nome dei 35.000 arbitri italiani, esprimono alla famiglia di Stefano profondo cordoglio e vicinanza. Si uniscono il segretario dell'Aia Francesco Meloni, il vice segretario Massimo Solfanelli, il responsabile della segreteria della CAN B Davide Garbini, il direttore responsabile della rivista "l'Arbitro"

Il presidente della Figc, Carlo Tavecchio, ha disposto un minuto di silenzio su tutti i campi di calcio da stasera, in occasione del match Benevento-Spezia, match valido per i quarti di finale dei play-off di serie B. Le Nazionali azzurre, impegnate nei prossimi giorni, scenderanno in campo con il lutto al braccio.repubblica.it

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Cragnotti Fc, parla Massimo: “Non voglio creare un’altra Lazio”. Negro: “Orgoglioso di essere qui”

AGGIORNAMENTO ORE 13:28 -Massimo Cragnotti per parlare di questo evento è intervenuto ai microfoni di Sky: “Un’iniziativa importante, sono emozionato visto che torno nel mondo del calcio dopo tanto tempo dal gradino più basso che è la scuola calcio. Tutto creato poco tempo fa, quindi molto velocemente. La Cragnotti FC è una nuova realtà del calcio romano, ho affidato il settore giovanile a Volfango Patarca insieme a Negro, Fabbro e Mari. Punto molto sui valori che saranno quelli della professionalità, dell’onestà e del rispetto. Se le famiglie entreranno a far parte della nostra società, entreranno in una realtà seria. Adesso l’importante è mostrare di esser professionali e dovremo lavorare molto. Se c’è il lavoro vengono i risultati e l’obiettivo è scovare nuove promesse e nuovi talenti del calcio romano. A Simone (Inzaghi, ndr)  voglio bene, con lui ho avuto un buonissimo rapporto, è arrivato giovanissimo alla Lazio come ero giovane io e ha dimostrato di avere grandi doti tecniche. Lo sta dimostrando anche oggi come allenatore e gli auguro il meglio. Nella mia Lazio tanti allenatori? Erano grandi professionisti, grandi giocatori. Prima dal punto di vista umano e poi da quello tecnico. Se non hai giocatori che hanno grandi ambizioni non si vince al di là dell’allenatore. Con Paolo Negro è nata l’idea di lavorare insieme un mese fa: all’inizio doveva essere un consulente tecnico, poi gli ho detto di ripensarci e stare in campo perché è un esempio per i bambini e ha accettato di prendere gli allievi. Noi non siamo la Lazio, siamo per le famiglie e i bambini, vogliamo dare un servizio, un qualcosa di importante”.

AGGIORNAMENTO ORE 12.52 – Massimo Cragnotti risponde alle domande dei giornalisti presenti: "La scelta dei colori è perché risaltassero agli occhi dei bambini con il verde fluo e pantaloncini blu. La scelta del logo dei leoni è dovuta al fatto che esprimono forza, volontà e aggressività in senso buono". Poi prosegue: "Da oggi a quando sarà le iscrizioni sono aperte dalle 10 alle 13 e con orario pomeridiano dalle 15 alle 19. Il 4 e il 6 è una prova per conoscere il centro e vedere dove andranno a fare la scuola calcio. Chi vuole iscriversi prima può farlo nel frattempo. Le iscrizioni ai campionati sono già state effettuate, il numero delle squadre dipende dal riscontro dei ragazzi. Ho già 100 bambini prenotati per il 4 e il 6. È normale che si pensi alla Lazio, ma io non voglio creare un’altra Lazio, voglio creare la Cragnotti FC. Guardo dentro casa mia e cercherò di lavorare al massimo per dare al calcio romano nuovi talenti e nuove promesse". Infine conclude: "Ho ricevuto tante richieste di affiliazione che ho messo in stand by. Prima voglio organizzare al massimo la società, poi quando saremo in condizione parleremo con le altre realtà. Al momento non voglio pensare al domani, prima voglio creare e per creare devo lavorare tanto. I bambini devono venire a divertirsi, nessuno vuole mettere pressione: devono essere liberi di giocare. Ho girato molto dopo l’esperienza della Lazio, soprattutto in America c’è un discorso di servizio. In Italia manca quest’idea di dare servizio alla gente: onestà, professionalità e rispetto sono questi i miei valori principali".

AGGIORNAMENTO ORE 12.45 – Prende la parola anche Giancarlo Mari, tecnico degli esordienti: "Sono orgoglioso del progetto prospettato prima da Volfango e poi da Massimo. Senza alcun dubbio ho accettato l’incarico, mi è piaciuto il senso di creare qualcosa di nuovo rispetto alle scuole calcio frequentate. Cercheremo di tirare su ragazzi calcisticamente pronti, ci sarà da lavorare visto che iniziamo ora. La cosa non ci spaventa e ce la metteremo tutta per mettere i ragazzi in condizione di rendere al massimo. Il nostro impegno è agevolato dal fatto di avere alle spalle una società sana e forte, che ambisce a raggiungere i più alti livelli nel panorama laziale". A chiudere è Enrico Fabbro, allenatore dei giovanissimi: "Un mese fa ero in Tunisia ad allenare, poi ho sentito Volfango e sono tornato. Alla famiglia Cragnotti sono legato professionalmente dal campionato vinto nelle giovanili nel 2001 con la squadra costruita da Patarca. All’inizio faremo fatica da avere una struttura ben consolidata, ma dovremo incanalare tutte le energie. La nostra sarà una scuola calcio che seguirà tecnologie classiche, ma anche moderne. Il rapporto sarà molto familiare, ma valuteremo anche la parte tecnica e tattica. Il nostro fine è sociale, ma anche quello di creare il calciatore del futuro. Non sono importanti i risultati che arriveranno, adesso abbiamo bisogno di iniziare. Il nostro metodo sarà basato sulla serietà e sulla professionalità". 

AGGIORNAMENTO ORE 12.40  – Subito dopo è la volta del tecnico degli Allievi Paolo Negro: "Ho accettato subito l’offerta di Massimo perché la famiglia Cragnotti è sintomo di serietà, professionalità e onestà. Da anni mi veniva chiesto di aprire una scuola calcio, ma da solo non me la sentivo. Sono orgoglioso di far parte di questo staff e sono convinto che come è stato dal 1993 con la Lazio in crescita di anno in anno, anche questa società troverà tanti giocatori importanti: come ce ne stanno a Roma non ce ne sono altrove. Il lavoro però va svolto in modo sano e pulito, io sono qui per passione e amore per questo sport che cercheremo di trasmettere ai ragazzi che verranno".

AGGIORNAMENTO ORE 12.30 –  Massimo Cragnotti lascia la parola a Volfango Patarca: "Quando mi ha chiamato Massimo ci siamo incontrati in un ristorante in cui ho trovato Sergio Cragnotti. Mai mi sarei aspettato questo invito, e la cosa mi ha ringiovanito. Con grande impegno sto tentando di organizzare un progetto che spero diventerà bellissimo. Insegnare il calcio è sempre stato il mio mestiere, ma oltre a quello è importante il rapporto con il ragazzo. Stiamo ricevendo tantissime telefonate per poter aderire alla scuola calcio. Bellissimo avere con noi Paolo Negro, poi quando mi è stato chiesto di scegliere i collaboratori sono andato sul sicuro con Enrico Fabbro e Giancarlo Mari. Paolo avrà gli allievi, i giovanissimi Enrico e gli esordienti Giancarlo. Io presi Nesta il 13 giugno del 1985, era un bambino e partendo da quell’esperienza posso dire che ogni anno può uscire fuori un Nesta. L’11 settembre partirà il nostro programma di lavoro. Stare con i bambini è la cosa più bella al mondo". 

Il primo a prendere la parola è il figlio di Sergio Cragnotti, Massimo, ideatore della Cragnotti Fc, e ufficialmente presidente e responsabile. “Sono molto emozionato, contento e orgoglioso, con tanta voglia di rimettermi in gioco. Per me questa è una grande possibilità per tornare nel mondo che amo. È un mondo a cui ho dato tanto e che mi ha dato tanto. Parto dal gradino più basso, che è la scuola calcio, ma crediamo di poter dare tanto a livello giovanile. La Cragnotti Fc è una mia idea, di cui ho parlato con mio padre, che era molto contento. Poi ho pensato a chi potesse affiancarmi. Il primo che mi è venuto in mente è stato Volfango Patarca, e chiamandolo mi ha detto subito di si. Insieme siamo riusciti in pochissimo tempo a creare uno staff di qualità, e anche la squadra. Siamo ancora in fase embrionale, abbiamo progetti di crescita futuri. La scuola calcio partirà ufficialmente l'11 settembre. Prenderemo in considerazione gli allievi provinciali, i giovanissimi provinciali, gli esordienti, fino alla scuola calcio. Voglio la massima educazione e professionalità da tutti. Io non ho tanta esperienza sul settore giovanile, ma so che questo è un mondo un po' particolare, non è un mondo proprio limpido. Io voglio creare qualcosa di serio. Dentro la Cragnotti Fc non esisteranno raccomandazioni. Mio padre Sergio saluta tutti e vi ringrazia, ma per motivi di salute non è potuto venire. Non ha ruoli operativi nella Cragnotti Football Club, ma ha solo appoggiato la mia idea". 

Si apre il sipario sulla nuova creatura ideata dalla famiglia Cragnotti. Quest’oggi al Centro Sportivo Flaminia viene presentata ufficialmente la Cragnotti FC. Nello staff figurano volti noti del panorama calcistico nazionale: Volfango Patarca sarà il responsabile della scuola calcio, tra i tecnici Paolo Negro guiderà gli allievi, Enrico Fabbro i giovanissimi e Giancarlo Mari gli esordienti.lalazziosiamonoi.it

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Tor di Valle: apposto il Segreto di Stato su parere Avvocatura

Un parere dell'Avvocatura di Stato Coperto dal Segreto di Stato, a questo si è giunti nella vicenda legata all'iter di approvazione dello stadio di James Pallotta e Luca Parnasi. Come scrive Il Corriere della Sera, questa la risposta data dal Difensore Civico del Campidoglio, Alessandro Licheri, al consigliere Andrea De Priamo che da mesi richiede di visionare il contenuto del parere dell'Avvocatura di Stato, pronuncia espressa su richiesta dalla sindaca Virginia Raggi in merito al rischio di esposto da parte dei proponenti – leggi richiesta danni – laddove l'Aula Giulio Cesare avesse detto no definitivamente al progetto stadio. Di seguito l'articolo del Corriere della Sera

"Scrive il difensore civico della Città metropolitana, Alessandro Licheri, in risposta all’ultimo ricorso del consigliere Andrea De Priamo, al quale da mesi è negato l’accesso all’atto «omissato» dall’Avvocatura: «Siamo spiacenti doverle comunicare di non poter accogliere il suo ricorso per il quale il diritto di accesso è escluso per i documenti coperti da segreto di Stato, nonché nei casi di segreto o di divieto di divulgazione altrimenti previsti». L’accesso negato per «motivi di riservatezza», il parere non disponibile perché «in unica copia in mano alla sindaca», la possibilità di dare una sbirciata ma solo senza smartphone in tasca e ora l’atto coperto dal «segreto di Stato». La storia del documento chiave dello stadio della Roma, cioè il parere dell’Avvocatura capitolina che ha indotto Raggi alla virata verso il sì all’opera onde schivare le cause multimilionarie dei proponenti, ha un inizio comico e un’ultima puntata davvero inquietante. Perché l’ennesimo tentativo di esaminare l’atto da parte del consigliere FdI, Andrea De Priamo, è andato a scontrarsi contro un muro. Di gomma, verrebbe da dire. Anche se è esagerato rispolverare per lo stadio un’espressione che la memoria lega d’istinto ai tanti misteri italiani ancora senza soluzione. Scrive il difensore civico della Città metropolitana, Alessandro Licheri, il 27 aprile scorso in risposta all’ultimo ricorso del consigliere cui da mesi è negato l’accesso all’atto «omissato» dall’Avvocatura: «Siamo spiacenti doverle comunicare di non poter accogliere il suo ricorso per il quale il diritto di accesso è escluso per i documenti coperti da segreto di Stato, nonché nei casi di segreto o di divieto di divulgazione altrimenti previsti». Niente da fare, così, dice no anche l’ex provincia, ora in mano a Raggi: è segreto di Stadio.

L’iter su Tor di Valle va avanti tra accelerate mediatiche e frenate burocratiche, ma il documento che, a metà febbraio, convinse la sindaca a dare l’assenso politico all’opera non è accessibile ai consiglieri comunali in quanto segnato dal timbro «top secret». E’ scomparso, ammesso che esista. Forse la decisione di dire sì allo stadio è arrivata direttamente da Milano e non è stata ponderata in base all’analisi del rischio da parte degli Uffici del Campidoglio? Non è dato sapere. E questo nonostante una precisa legge sulla trasparenza che impone agli enti pubblici di rendere tracciabili tutti gli atti. E un’amministrazione, quella a Cinque Stelle, che della trasparenza ha fatto un ariete per riuscire a sfondare il portone del Campidoglio, evidentemente palazzo di cristallo solo prima e durante la corsa elettorale. Perché ora andare avanti non si può, nella lettera c’è pure un richiamo al «segreto professionale» che vincola al silenzio l’Avvocatura. De Priamo sta valutando con i legali l’ipotesi-esposto.

Del resto è l’ultima opzione rimasta nel carnet dopo un’Odissea iniziata ormai due mesi fa con una banale richiesta di accesso. Al quale l’Avvocatura rispose candidamente di no, perché il documento è «di natura estremamente riservata», «redatto in unico originale, protocollato ma non scansionato» e perché «consegnato a mani in busta chiusa direttamente alla sindaca». Si mobilitò la Commissione trasparenza e seguì un’altra lettera di De Priamo. E lì il vicesindaco Luca Bergamo si mostrò possibilista a concedere qualche minuto per la visione, ma a patto che De Priamo lasciasse lo smartphone. Ora l’atto è ufficialmente secretato".

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Emmers elimina la Roma: la finale Primavera sarà Inter-Fiorentina

Non è stagione per Triplete. Ok, parliamo di Primavera, ma il senso dei tre titoli in una stagione avrebbe avuto lo stesso un piacevole sapore di grandezza. E invece la Roma di Alberto De Rossi sbatte sullo scoglio Inter nella seconda semifinale scudetto, sconfitta per 1-0. I nerazzurri si prendono così la rivincita dodici mesi dopo l’eliminazione in semifinale dello scorso anno, sempre al Mapei Stadium. Quella volta, con Manaj da una parte e Ponce dall’altra, aveva vinto lo spettacolo: 3-3 al 120’, con epilogo a favore dei giallorossi ai rigori. Stavolta la gara è equilibrata, le occasioni poche e il successo è di misura. Ma vale lo stesso. Domenica contro la Fiorentina, sempre qui a Reggio Emilia (ore 18) sarà l’Inter di Stefano Vecchi a giocarsi il tricolore. Il tecnico nerazzurro ha la possibilità di chiudere così una stagione – almeno per lui – da sogno, che lo ha visto debuttare su una panchina in Serie A e in Europa League con la prima squadra. Per Vecchi due titoli nei primi due anni all’Inter, uno per stagione: il Viareggio 2015 e la Coppa Italia 2016. Fiorentina avvisata.

L’UOMO CHIAVE L’ha decisa Xian Emmers, figlio d’arte – papà Marc vinse una Coppa Coppe con il Malines di Preud’homme nell’88 e a fine carriera giocò anche in Italia, a Perugia – professione centrocampista, classe ’99, arrivato due anni fa a Milano con un sogno nella valigia: diventare il nuovo Iniesta, il suo mito da sempre. Xian ha grandi qualità tecniche e ottimi tempi di inserimento, e ieri è stato la mossa a sorpresa di Vecchi. Non più interno di centrocampo nel 4-3-3, ma trequartista centrale dietro a Pinamonti nel nuovo 4-2-3-1. Ma la troppa gioia ha quasi rischiato di metterlo fuori causa. Emmers (al 3’ della ripresa) è stato caparbio nel vincere un rimpallo al limite e poi freddo nel battere Crisanto in uscita, ma dopo l’esultanza di gruppo, nel rientrare a centrocampo, ha avvertito dei giramenti di testa, che hanno spinto il medico dell’Inter a suggerire il cambio. Xian, però, ha atteso un attimo e passata la paura si è ripreso il suo posto sulla trequarti, pronto a inventare. Come una ventina di minuti dopo il gol, quando, con un cross rasoterra, ha messo Valietti solo davanti alla porta vuota ma in posizione defilata, e il terzino ha trovato solo l’esterno della porta.

AMAREZZA ROMA Opaca invece è stata la prova di Marco Tumminello, tra i più attesi non solo per le straordinarie doti realizzative, ma anche perché proprio qui a Reggio Emilia nella semifinale scudetto dello scorso anno contro l’Inter, rischiò di compromettere seriamente il suo futuro alla Roma. A seguito di un’espulsione dalla panchina nei supplementari, Tumminello arrivò al faccia a faccia con l’arbitro, quasi colpendolo con una testata. Il giudice sportivo decise di fermarlo per sei giornate (e niente finale scudetto), la Roma di sospenderlo e di fargli saltare il ritiro con la prima squadra. Ma questa è storia vecchia, cancellata da una grande stagione che però si chiude senza un’altra finale scudetto. Dopo aver perso 5 delle ultime sette sfide, in finale va l’Inter, che trova così la vendetta perfetta.

La Gazzetta dello Sport

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Champions, passano Atletico e Real Madrid, ma i Blancos ringrazino Kassai

E' stata una serata targata Madrid quella del ritorno delle prime due sfide dei quarti di finale di Champions. Atletico e Real sono di nuovo in semifinale, nel caso delle 'merengue' per il settimo anno consecutivo. Ma mentre la squadra di Simeone è passata concedendo poco o nulla al Leicester, la cui favola è finita anche a livello continentale, sul successo del Real c'è l'ombra di alcune decisioni arbitrali che hanno falsato la partita, costringendo alcuni 'media' spagnoli, come quelli di Barcellona, a scrivere di autentico scandalo. Per non parlare di quelli tedeschi, anche se la 'Bild' online titola "Maledetto Cristiano Ronaldo" riferendosi non tanto ai due gol segnati dall'asso portoghese (con la tripletta di oggi arrivato a quota 100 in Champions) in palese fuorigioco, quanto al fatto che ogni volta che incontra il Bayern gli fa male. Ma l'arbitro Kassai ha sbagliato anche quando, al 39' st, ha espulso Vidal per doppia ammonizione, sventolando il secondo giallo al cileno per un fallo che non è apparso così netto.

I TABELLINI

Real Madrid-Bayern 4-2

MARCATORE: st 7′ Lewandowski rig., 30′ Cristiano Ronaldo, 32′ aut. Ramos; pus 14′ Cristiano Ronaldo; sts 4′ Cristiano Ronaldo, 6′ Asensio.
REAL MADRID (4-4-2) – Navas 5.5; Carvajal 6, Ramos 6.5, Nacho 6, Marcelo 8; Modric 6.5, Casemiro 5, Kroos 5.5 (sts 8′ Kovacic ng); Isco 6 (25′ st Vazquez 6), Benzema 6 (18′ st Asensio 7), Cristiano Ronaldo 8. A disposizione: Casilla, James Rodriguez, Morata, Danilo. Allenatore: Zinedine Zidane 6.5.
BAYERN MONACO (4-2-3-1) – Neuer 6.5; Lahm 5.5, Hummels 6.5, Boateng 7, Alaba 5.5; Xabi Alonso 6 (29′ st Muller 6), Vidal 5.5; Robben 7, Thiago Alcantara 5, Ribery 6 (25′ st Douglas Costa 5.5); Lewandowski 6.5 (42′ st Kimmich 5.5). A disposizione: Ulreich, Bernat, Rafinha, Coman. Allenatore: Carlo Ancelotti 6.5.
ARBITRO: Kassai (Ungheria) 4.
NOTE: espulso Vidal (38′ st) per somma di ammonizioni. Ammoniti Casemiro, Xabi Alonso e Hummels.

Leicester-Atletico Madrid 1-1

MARCATORI: pt 26′ Saul; st 16′ Vardy.

LEICESTER (4-4-2) – Schmeichel 6; Simpson 6, Morgan 6 (38′ st Amartey ng), Benalouane 5.5 (1′ st Chilwell 7), Fuchs 6.5; Mahrez 6.5, Ndidi 6, Drinkwater 6.5, Albrighton 6.5; Vardy 7, Okazaki 5 (1′ st Ulloa 6.5). Allenatore: Craig Shakespeare 6.

ATLETICO MADRID (4-4-2) – Oblak 6; Juanfran 6 (10′ st Lucas Hernandez 6.5), Godin 6.5, Savic 6.5, Filipe Luis 6.5 (28′ st Correa 6); Gimenez 5.5, Gabi 5.5, Koke 6.5, Saul 7; Ferreira Carrasco 5.5 (23′ st Torres 6), Griezmann 6.5. Allenatore: Diego Pablo Simeone 6.5.

ARBITRO: Gianluca Rocchi (ITA) 6.