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Lazio, un gol per salvare sogni e futuro: 5 Luglio 1987, Poli segna al Cambobasso

Il 5 luglio 1987, lo stadio San Paolo di Napoli fu testimone di un momento epico nella storia del calcio italiano. La Lazio, in una partita decisiva per la salvezza, affrontava il Campobasso. Sotto il sole cocente e davanti a migliaia di tifosi in trepidazione, Fabio Poli scrisse una pagina indimenticabile del club biancoceleste.

Gli ultimi minuti di gioco erano carichi di tensione, con la Lazio disperatamente alla ricerca di un gol che potesse salvare la stagione e garantire la permanenza in Serie B. Poi, l’assist perfetto di Piscedda trovò la testa di Poli, che con un colpo magistrale spedì il pallone in rete. Fu un’esplosione di gioia, un grido liberatorio che echeggiò nello stadio e nei cuori di tutti i tifosi laziali.

Quel gol, arrivato come un miracolo in extremis, non fu solo una rete vincente. Fu il colpo di coda di una squadra che aveva lottato contro ogni avversità, un gesto che simboleggiava la resilienza e l’orgoglio di una società e dei suoi sostenitori. Poli, con quel colpo di testa, non salvò solo una partita, ma anche il futuro e i sogni di un’intera comunità sportiva.

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Inzaghi fa 48 e la società lo saluta

Oggi Simone Inzaghi compie 48 anni e sono molte le gioie e i trofei raccolti dall’ex allenatore e giocatore biancoceleste. L’attuale mister dell’Inter ha giocato per la Lazio dal 1999 fino al 2010, prima di fare il tecnico delle giovanili, fino ai grandi successi sulla panchina dell’Olimpico. Nel giorno dei suoi 48 anni anche la SS Lazio ha voluto fargli gli auguri, pubblicando due foto: una mentre esultava con la maglia numero 21 e l’altra con una Supercoppa Italiana vinta da mister. Alle due immagini è stato aggiunto il commento: “Buon compleanno Simone!”.

Alessio Buzzanca

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‘QUELLI CHE…’ – Meravigliosa: la mostra fa tappa a Fiumicino (AUDIO)

La mostra itinerante di maglie e cimeli della Lazio in omaggio al cinquantesimo anniversario dello scudetto del ’74 prosegue il tour con la tappa di Fiumicino…

Agostino Lattuille:

“La tappa di Fiumicino della mostra ‘Meravigliosa’ si svolgerà dalle 11 alle 19 sia sabato 24 che domenica 25 febbraio e l’ingresso è gratuito. L’aquila Olympia verrà sabato mattina per la gioia dei bambini, ovviamente accompagnata dal falconiere Juan Bernabè. Ci sarà a margine anche la presentazione del libro ‘Come eravamo’ di Francesco Troncarelli”.

Federica Poggio (Assessore alla Cultura, Turismo e Sport di Fiumicino):

“Siamo molto emozionati nell’ospitare la mostra Meravigliosa dopo i successi di Viterbo. Inizialmente avevo pensato a un’altra location, ma quando ho visto affluenza e cimeli da esporre, ho deciso di farla nella sede comunale (in Piazza Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa) convincendo il sindaco Mario Baccini e il presidente del consiglio comunale Roberto Severini che mi hanno appoggiata. Sono laziale per motivi di famiglia: sono nata dopo il primo scudetto della Lazio, ma nonno e papà erano laziali e ora mi posso definire tifosa”.

Alessio Buzzanca

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L’Olimpico celebra Mihajlovic: il tributo nel giorno del suo compleanno (VD/FT)

Dal quel 16 dicembre 2022, quando il mondo Lazio e non solo fu scosso dalla tragica notizia della prematura scomparsa di Sinisa Mihajlovic, il tempo sembra essersi fermato. Ogni società che è stata rappresentata da Mihajlovic o come giocatore o come allenatore vuole tenere vivo il ricordo di una figura buona del nostro calcio. Il dolore è stato tanto che ha avvicinato sensibilmente il mondo dei giocatori con quello dei tifosi. Oggi, 20 febbraio, Mihajlovic avrebbe compiuto 54 anni e la città di Roma ha voluto omaggiarlo come merita. L’Olimpico infatti ha deciso di celebrarlo nel suo compleanno grazie alla splendida iniziativa di Sport e Salute insieme con Lazio e Roma.

Presenta all’evento la famiglia di Mihajlovic. La celebrazione è iniziata con Mino Caprio che ha letto una parte della biografia di Sinisa. “La partita della vita” dedicata alla famiglia e alla città che per lui è diventata nel tempo la sua seconda casa. Presenti delegazioni di Lazio (rappresentata dallo storico team manager Maurizio Manzini, il responsabili della comunicazione Roberto Rao, e Laura Zaccheo per il marketing) e Roma (rappresentata da Alessio Sarchilli).

Parlare di Sinisa è una cosa al contempo facilissima e difficilissima. Facilissima perché basta elencare quelle che erano le sue doti umane ancor prima che tecniche – ha detto in apertura del suo discorso Maurizio Manzini – Un uomo di una generosità senza pari. Un uomo che è stato un costruttore di gioco ma anche e soprattutto di vita”. Poi sulla famiglia ha aggiunto: Uomo in grado di costruire una famiglia che può essere oggetto di invidia da parte di ognuno di noi. Mi sento inadeguato a parlarne perché non riesco a dare voce a tutto quello che sento dentro pesando a Sinisa. E’ stato tutto per noi, alla Lazio ha dato forza, vitalità, passione e quell’istinto che porta a non arrenderti mai. Pensando a Sinisa, in fondo, penso solo di poter dire Grazie”. 

Nel giorno del suo compleanno ci sono tante emozioni da parte mia – ha detto la moglie Arianna che ha poi continuato – per noi è un onore tutto questo. Lo ricorderemo sempre anche grazie a tutto l’affetto che ci state dimostrando. I primi mesi senza di lui sono stati difficili, però lui ci ha sempre trasmesso il messaggio di combattere per andare avanti e noi come famiglia stiamo facendo questo. Sempre ricordandolo, tenendolo sempre nel cuore, e partecipando il più possibile alle manifestazioni che possono ricordarlo”. 

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Quattro anni fa, se ne andava Felice Pulici…

Pu-Pu-Pulici per sempre“. Il coro che lo stadio intonava per esaltare le gesta del numero uno della Lazio del ’74. Così il club biancoceleste ha deciso di ricordare sui propri canali social la leggenda Felice Pulici, scomparso quattro anni fa oggi. Il portierone fu uno degli eroi della sgangherata ‘Banda Maestrelli‘ che portò a Roma il primo tricolore. Attualmente detiene il quarto posto nella classifica all-time dei portieri meno battuti in campionato (606 minuti). Alla fine della carriera da calciatore è stato per anni dirigente laziale, dimostrando sempre l’amore per questi colori. Indimenticabile la storica frase: “La Lazio non è una squadra di calcio. La Lazio ti entra dentro, ti cattura, è lei che ti sceglie, e come i giovani figli di Sparta attrae a sé solo chi è disposto a soffrire, perché quando c’è la Lazio di mezzo non c’è mai nulla di facile“.

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Pino Wilson avrebbe compiuto 77 anni oggi: Auguri Capitano!

Oggi avrebbe compiuto 77 anni. Giuseppe Wilson ‘il Capitano’ di quella gloriosa Lazio del ’74, scomparso prematuramente il 6 marzo scorso. Un pezzo di storia biancoceleste, che portava con sé, quasi fosse un libro aperto, pagine e pagine di battaglie vissute sul campo, con quella maglia numero 4 sulle spalle e la sua inconfondibile fascia al braccio. Il Capitano, leader dentro, ma soprattutto fuori dal campo era un istrionico. Il suo modo di vivere la lazialità trasbordava e dal calcio giocato negli anni si era trasferita alle tv e alle radio. Gli amici di sempre accanto e le mille iniziative in cantiere, con uno sguardo particolare sempre agli innamorati di Lazio: come il famoso appuntamento annuale ‘Di Padre in Figlio’. “Con la morte di Pino ho iniziato a credere che la vita è imprevedibile. Se n’è andato dal giorno alla notte. Ancora non riesco a crederci – Spiega Oddi a ‘SVB’ – Con Wilson se ne va uno spaccato della mia vita, che resterà nel mio cuore”. In questi giorni spesso nel mondo Lazio si è accostata la figura di Tommaso Maestrelli a quella di Sarri. “Non scherziamo – ribadisce Oddi – Per noi di quella squadra Tom era unico. Non conosco bene Sarri, ma Maestrelli aveva una dote particolare. Sapeva entrarci dentro. Vivemmo stagioni fantastiche. Ecco perchè per me Maestrelli non è paragonabile a nessun allenatore”. L’ultimo pensiero si sposta poi sul capitano: “Oggi avrebbe compiuto gli anni. Per me resta un fratello. Stento ancora a pensare che non ci sia più…”. Auguri Capitano!

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Quattro anni fa ci lasciava Mario Facco

Sono passati quattro anni da quel triste 31 agosto 2018 in cui Mario Facco ci ha lasciati. Un grande laziale che gioiva delle vittorie e si doleva delle sconfitte dei biancocelesti, ma che ricordava sempre: “Io sono nato a Milano e sono diventato laziale. I veri laziali sono i tifosi. Siete voi che l’avete vissuta da bambini coi vostri genitori a poter dire di essere laziali e vi ringrazio di avermi accolto”. Vestì la casacca biancoceleste nell’anno del primo scudetto nel 1974 e Fece parte della leggendaria Banda Maestrelli anche se in quell’anno perse il posto da titolare a vantaggio di Sergio Petrelli. Nel corso della sua carriera militò anche nell’Inter, nel Parma e nell’Avellino. Conclusa l’attività agonistica, decise di cimentarsi nella carriera di allenatore per circa 10 anni. Dopo l’esperienza a Trapani ha iniziato il percorso da opinionista, prima con la Rai commentando le partite di Serie C con Marco Lollobrigida e poi a Radiosei, con cui terminò il suo cammino.

Ciao Mario e forza Lazio!

Alessio Buzzanca

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22 anni fa il ‘doblete’: la Coppa Italia dopo lo Scudetto

22 anni fa, la Lazio completava il ‘doblete’. 18 maggio 2000, a San Siro la squadra di Eriksson -reduce dalla clamorosa vittoria dello Scudetto, 4 giorni prima- mantenne lo 0-0 contro l’Inter. La finale della Coppa Italia infatti si disputava in due gare (andata e ritorno). Nella prima i biancocelesti si imposero all’Olimpico per 2-1 grazie alle reti di Nedved e Simeone.

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Il ricordo del Capitano

Il 5 aprile è stato il trigesimo dalla morte del capitano Pino Wilson.

Lo ricordiamo con questa foto, nella tomba Maestrelli a Prima Porta assieme ai suoi compagni di sempre.

Alessio Buzzanca

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‘NMM’ – Petrelli: “La scomparsa di Wilson un enorme dolore” (AUDIO)

“Nella Lazio di Wilson non c’erano invidie. Ci si prendeva in giro, si facevano scherzi, magari si litigava, ma l’invidia non esisteva.

Mi ricordo che quando io e Wilson giocammo contro alla De Martino, avemmo duri scontri. Quando ci ritrovammo assieme alla Lazio e mi venne incontro con un abbraccio, pensai che non era così cattivo come avevo immaginato.

La Lazio attuale? Mi sembra che si stia iniziando a forgiare una squadra. Contro il Cagliari ho visto azioni molto belle e ispirate che mi hanno strappato stupore. Peccato non si sia inserita nelle prime quattro.

Ricordo quando Pino organizzò Di padre in figlio e c’erano 60.000 persone. Fu una cosa pazzesca. Vedere i figli dei giocatori che anche loro giocavano a calcio fu una delle cose più belle.

Sarò a Roma per Lazio-Venezia e spero di tornarci anche in occasioni più felici. Vedere Pino rimasto da solo nella camera mortuaria quando me ne sono andato è stata una cosa dolorosissima”.

Alessio Buzzanca