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DICHIARAZIONI

Lazio-Inter, il doppio ex Inzaghi: “Non tiferò, vinca il migliore”

Simone Inzaghi, ex centravanti e allenatore della Lazio, nonché ex tecnico dell’Inter, ha rilasciato una lunga intervista sulle colonne della Gazzetta dello Sport, nel corso della quale ha parlato anche della finale di Coppa Italia, in programma mercoledì 13 maggio, proprio tra i biancocelesti e i nerazzurri:

”Per chi tiferò? Per nessuno. Mi siedo in poltrona e mi godo lo spettacolo. Sono due club che mi hanno dato tanto, quindi vinca il migliore. In una finale tutto può succedere, chissà». Cuore a metà, dunque, per l’attuale allenatore dell’Al-Hilal, che preferisce non schierarsi né dalla parte della Lazio né da quella dell’Inter. Scelta inevitabile per un tecnico, un uomo, che ha scritto pagine importanti della storia dei biancocelesti prima e dei nerazzurri poi.

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RASSEGNA STAMPA

Conceiçao si racconta: “Ho avuto contatti con la Lazio, ma non solo. Lo scudetto è il ricordo più bello. E su Inzaghi…”

L’ex biancoceleste, ora tecnico dell’Al-Ittihad, ha parlato a La Gazzetta dello Sport:

“Con la Lazio ho avuto contatti, ma non solo. E anche prima di firmare per l’Al-Itthiad ho avuto offerte. Qui il campionato è competitivo, le ambizioni alte, ci si allena nel pomeriggio e non la mattina. Bisogna adattarsi alle dinamiche culturali. Ma questa è una sfida, e io amo sfide così.

La soddisfazione più grande in Italia? Da calciatore, lo scudetto del 2000 con la Lazio, il più incredibile di sempre. Io, Sinisa e Stankovic ascoltavamo la radio nello spogliatoio. Era un gruppo di personalità, pieno di piccole risse ogni giorno, ma Eriksson sapeva gestirci. Ricordo anche la Supercoppa Europea del 1999, con lo United: Ferguson disse che il suo più grande rimpianto fu quella sconfitta”. 

Arabia Saudita – “Con Inzaghi stavolta ci siamo salutati. Ci siamo sfidati a ottobre e ha vinto lui. Ero appena arrivato. Dopo Porto-Inter, dove i suoi ebbero un bel po’ di fortuna, non lo salutai perché in fondo sono così, durante le partite vado in trance, ma è un grande allenatore. Abbiamo vinto lo scudetto nel 2000. Il rapporto è buono”. 

Anche lì, lei fu subito decisivo. Con le ginocchia sbucciate.

“Avevo fatto un voto alla Madonna di Fatima, feci gli ultimi 500 metri in ginocchio e poi mi presentai in ritiro. Era il 1998, segnai alla Juventus all’ultimo minuto e vincemmo la Supercoppa. La fede è una parte fondamentale della mia vita. Sono un cattolico praticante, qui non posso ma a Milano andavo in chiesa ogni giorno. Qualche mese fa il Papa mi ha invitato al Giubileo per raccontare il mio percorso e le mie difficoltà”. 

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DICHIARAZIONI

Lazio, Luis Alberto ci pensa ancora: “Senza Covid avremmo vinto lo scudetto”

A più di un anno dal suo addio alla LazioLuis Alberto torna a parlare della sua esperienza nella Capitale. Il centrocampista spagnolo, per anni faro del gioco biancoceleste e protagonista di alcune delle stagioni più brillanti dell’era recente, ha lasciato un segno profondo nella memoria dei tifosi. Nel corso di questa intervista esclusiva al portale Flashscore.it, il “Mago” ripercorre i suoi anni a Roma, racconta alcuni dei suoi ricordi più belli con la Lazio – come il rapporto con Inzaghi. Ecco un estratto:

“Ho dei ricordi molto belli. Il secondo anno è stato un po’ straordinario perché sono riuscito a segnare molti gol perché ero praticamente un attaccante, era diverso. Ma se devo tenere una cosa, è la stagione 2019/2020 fino a quando è arrivato il COVID. Ci siamo divertiti ad allenarci e a giocare, e avevamo un grande gruppo.

Siamo stati quasi in grado di lottare per lo scudetto, cosa molto difficile per la Lazio perché in Italia ci sono squadre che erano sopra di noi in termini di stipendi, come Inter, Milan, Juve e molte altre. La verità è che siamo riusciti a competere e a divertirci, e questa è stata la cosa migliore. Avevamo un ottimo staff tecnico e un ottimo gruppo di persone. Credo che quell’anno, fino a quando non è arrivato il COVID, siamo stati in grado di lottare per lo scudetto, il che è stato qualcosa di straordinario.

Inzaghi? È stata un’esperienza. All’inizio è stato difficile anche per lui, perché si trattava della sua prima occasione da allenatore. Sicuramente non è lo stesso di adesso perché è migliorato molto, ma è stato straordinario. Simone, oltre a essere un allenatore, è una persona molto vicina, cerca di aiutarti il più possibile e per noi, più che un allenatore, è stato come un padre nello spogliatoio. Ci ha sempre sostenuto sopra ogni cosa ed è stata una bellissima esperienza. Grazie a questo,intabbiamo ancora un rapporto”.

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CALCIOMERCATO

Lazio, Inzaghi ci riprova: nuovi contatti per Tavares all’Al-Hilal

Simone Inzaghi ci riprova. L’ex allenatore dell’Inter oggi all’Al-Hilal è alla ricerca di un terzino sinistro per la squadra araba e continua a trattare per i migliori laterali mancini che ci sono in Serie A a eccezione di Federico Dimarco (c’è, evidentemente, un patto di non belligeranza con l’Inter dopo il divorzio). Il primo nome è sempre lo stesso, quello di Theo Hernandez: già prima del Mondiale per Club era stato trovato un accordo col Milan, ma in quella occasione l’affare è saltato per la volontà del calciatore francese di approdare in un club più competitivo. La sua idea non è cambiata, ma un paio di settimane fa c’era l’opzione Atletico Madrid che adesso è venuta meno e se lo status quo non cambierà l’Al-Hilal nelle prossime settimane può riprovarci. A testimonianza di ciò, la visita a casa Milan dell’intermediario Federico Pastorello avvenuta questa settimana.

Nella sessione di calciomercato di giugno la società araba ha cercato di acquistare anche Angelino, classe ’97 della Roma. Anche in questo caso le due società avevano raggiunto un accordo di massima ma poi non se n’è fatto nulla. Magari se ne riparlerà a luglio, ma intanto – sottolinea Tuttomercatoweb.com – sono in corso i contatti anche per un altro terzino sinistro della Serie A. Con uno dei miglior assist-man dell’ultimo campionato italiano: il portoghese Nuno Tavares.

L’ex Arsenal non sembra profilo ideale per il calcio di Maurizio Sarri: “Nuno Tavares è l’unica incognita della difesa che troverò, è forte ma anarchico, se riusciamo a inquadrarlo diventa fortissimo”, ha detto recentemente il neo tecnico biancoceleste. Ecco perché un’offerta di quelle importanti oggi può portare alla sua cessione: la valutazione del suo cartellino si aggira sui 35-40 milioni di euro.

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DICHIARAZIONI

Lotito: “Sarà una Lazio avvincente come il Comandante. Inzaghi? Morte annunciata”

Il presidente della Lazio Claudio Lotito ha parlato a margine del sorteggio del calendario della Serie A 2025/2026, toccando i temi legati al ritorno di Sarri e anche dell’addio di Simone Inzaghi all’Inter.

Così su Sarri e sui derby

Che Lazio sarà con Sarri: Una Lazio vincente sulla base dello spirito del comandante. Cercheremo di far tesoro dell’esperienza pregressa, quella di quest’anno, per evitare che si ripetano le stesse situazioni. La squadra aveva una buona tenuta, nella prima parte eravamo in pole position poi non abbiamo proseguito“.

I derby alla 4^ e alla 37^: Fa parte della sorte visti i criteri. Auguriamoci di trovarci in una posizione tale che sia ininfluente“.

Su Inzaghi e Tare

Sorpreso dall’addio di Inzaghi all’Inter: Io non esprimo giudizi sul comportamento delle persone… Storie di una morte annunciata“.

Tare al Milan: Un professionista che ho introdotto io nel ruolo di ds, ha qualità ed è una persona seria. Si è comportato in modo corretto con la Lazio, farà altrettanto al Milan“.

Ha parlato con Marotta di Inzaghi: Non gli ho detto nulla. Il problema è che quando uno parte e deve vincere il triplete e poi non vince nulla… Come noi, eravamo proiettati all’Europa League e poi non abbiamo vinto nulla“.

Ha rivissuto i giorni di Villa San Sebastiano con Inzaghi, all’epoca dell’addio alla Lazio: La considerazione fu fatta la notte successiva ad una cena, avevo già siglato il contratto e lui avrebbe dovuto apporre la firma. Poi la notte gli ha portato consiglio… Oggi è in Arabia col contratto“.

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ALTRE

Inzaghi-Inter, è finita: il tecnico ha deciso, va in Arabia

Simone Inzaghi e l’Inter si separano. I segnali delle ultime ore erano già chiari, adesso è arrivata la conferma, con l’incontro tra il tecnico e i dirigenti nerazzurri. A quattro anni esatti dal giorno in cui venne ufficializzato il suo approdo all’Inter, Inzaghi ha comunicato al club la voglia di chiudere la sua carriera nerazzurra, in anticipo rispetto alla scadenza naturale del contratto fissata nel 2026, e di accettare l’offerta dell’Al Hilal. Avventura, quella araba, che scatterà prestissimo: il tecnico si imbarcherà direzione Miami già in questo fine settimana, proprio in Florida il suo nuovo club debutterà al Mondiale per club contro il Real Madrid il 18 giugno. Decisivi, per la decisione del tecnico, la delusione forte dopo il 5-0 della finale Champions ma ancor di più il senso di stanchezza per un ciclo comunque lungo e stressante, chiuso con un ko pesante ma anche ricco di soddisfazioni

Adesso si apre la fase due della storia: il nuovo allenatore dell’Inter. La scelta sarà rapidissima, anche perché l’11 giugno il club nerazzurro decollerà in direzione Los Angeles per il Mondiale per club. Il favorito per la panchina è Cesc Fabregas, legato contrattualmente al Como, per il quale sono stati mossi dei passi già alcuni giorni fa, subito dopo l’ultima giornata di campionato giocata proprio a Como. In seconda fila il nome di De Zerbi, che in mattinata si è trincerato dietro un “non mi ha chiamato nessun club”. Presto la verità. Gazzetta.it

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ESCLUSIVE

‘QUELLI CHE…’ – D. Rossi: “Lazio, il sesto posto rispecchia la tua dimensione ma c’è rammarico. Conference? Dannosa se non la vinci” (AUDIO)

DELIO ROSSI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Sapevo che la Lazio avrebbe fatto la sua partita ieri contro l’Inter. Il rammarico deve essere match con la Juventus, era quella la madre di tutte le partite. Bisogna aspettare l’ultima parte, ma già ora si può dire che il bilancio è positivo, per il lavoro fatto e per come si è espressa la squadra. C’è un pizzico di rammarico perché poteva essere ancora più positivo. Per quanto fatto, la Lazio avrebbe meritato di più della Conference. E’ una competizione che devi poi avere la forza di vincere, altrimenti ti può creare dei problemi, anche se dovessero giocarla le seconde linee. Se non la vinci, sono più i danni che i benefici.

E’ vero che stiamo valutando in maniera positiva il campionato della Lazio, il valore delle figurine dei giocatori biancocelesti rappresenta un range tra il quarto e l’ottavo posto. Il sesto è una via di mezzo di una dimensione chiara. Complessivamente il voto alla stagione che darei è sette.

Lazio-Lecce è una partita vera, vedremo se la forza di sopravvivere avrà più peso delle motivazioni della squadra di Baroni. Teoricamente c’è ancora la possibilità di scalare ulteriori posizioni. La logica fa pensare che sia difficile, ma non è detto. Questo campionato ha dimostrato che nessun pronostico è stato scontato.

Torino-Roma e Venezia-Juventus? Affronterà più insidie la squadra di Tudor. I granata non hanno più niente da chiedere ed inoltre c’è di mezzo la Champions per la Juventus, ossia la rivale principale dei granata. Sono le motivazioni che fanno la differenza”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Mattei: “Lazio, sgarbo ad Inzaghi. Perché non si è lamentato in Inter-Roma? Intanto Lotito…” (AUDIO)

STEFANO MATTEI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Un pareggio giusto quello di ieri per un Inter che ha sprecato una grande occasione per lo Scudetto ed una Lazio che ha giocato più per fare uno sgarbo ai nerazzurri dopo lo 0-6 dell’andata, piuttosto che per la classifica. Ho capito poco Inzaghi dopo la gara e la sua reazione con tanto di silenzio stampa. Il vero scandalo di questo campionato a livello arbitrale c’è stato in Inter-Roma. Quel rigore non dato a Bisseck è stato decisivo, ha spostato sia il discorso scudetto che quello delle coppe.

Ieri, in una partita decisiva per l’Europa e per l’intera stagione, il presidente della Lazio era al Foro Italico a vedere il tennis. Non vado oltre, dico sono che è desolante”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Lazio, il torto con la Juve decisivo per la Champions. Rimpianto Greenwood, Isaksen punto debole. Pedro resterà” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Alla fine dei conti, è risultato decisivo per la corsa Champions l’errore arbitrale in Juventus-Lazio nel girone d’andata. L’espulsione di Douglas Luiz per il colpo dato a Patric, la questione quarto posto è stata falsata già da quel giorno. Quel torto è ufficiale, riconosciuto anche dalla classe arbitrale ultimamente. La Lazio con il sesto posto parteciperà ad una competizione inferiore a quella conquistata nella scorsa stagione con il settimo posto. Cose da Lazio.

Espulsione Gimenez per la gomitata su Mancini? Ogni volta che Ranieri alza un polverone contro gli arbitri, poi la Roma passa all’incasso. La Lazio, al contrario, non ha mai fatto sentire la propria voce.

C’era stato detto che sarebbe arrivato un giocatore più forte di Greenwood, ma non è stato così. Parliamo del capocannoniere del campionato francese con 21 gol insieme a Dembele del PSG. Era esattamente quello che serviva per alzare il livello della Lazio. Bravo il club ad avere quell’intuizione, male nel non concretizzarla. Mi dispiace dirlo, ma in tal senso considero Isaksen un punto debole. Anche ieri ha fallito un’occasione incredibile, è accaduto spesso. Finirà la stagione con i gol di Marusic, ne ha fatti solo quattro in campionato. Sono numeri che servivano. Tchaouna? Andrà al PSV per 12 milioni di euro.

Pedro? Resterà alla Lazio, questa è la sua volontà, ne stanno parlando con il club di rinnovo. Lui è stato molto chiaro nelle sue ultime interviste. L’ha detto in maniera molto perentoria di aver deciso di restare e di continuare a giocare per un altro anno. Se lo scorso anno sarebbe andato via, il club non si sarebbe strappato i capelli. Ora i dirigenti della Lazio ripetono che sarà lui a decidere il suo futuro, ora si sbrighi a rinnovare in modo formale il contratto.

Con la Conference in soldi in cassa non saranno molti. La Fiorentina, arrivando in finale, ha incassato 17 milioni di euro.

Torino-Roma? In un mondo ideale sarebbe una partita complicata, ma considerando tutto ed il finale di stagione della squadra di Vanoli, mi sembra un pronostico chiuso. Se vogliamo credere alla Befana è tutto aperto, anche Venezia-Juventus non è scontata”.

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SERIE A

Lazio, “rivincita” che fa male a Inzaghi: bocca cucita a fine gara

Dopo il pareggio per 2-2 contro la Lazio a San Siro, l’Inter ha scelto di non rilasciare dichiarazioni. Nessun tesserato nerazzurro si è infatti presentato davanti alle telecamere per commentare il risultato, che impedisce alla squadra di superare il Napoli in classifica, fermato sullo 0-0 a Parma.

Inter, silenzio stampa dopo il pareggio contro la Lazio

L’inviata di DAZN, Federica Zille, ha comunicato in diretta che la società ha fatto sapere di non voler rilasciare interviste post-partita.

Nessuna dichiarazione: il possibile motivo

Rimangono ignote le motivazioni della decisione, anche se non si esclude che possa essere legata al rigore concesso alla Lazio nei minuti finali e trasformato da Pedro, episodio che ha suscitato diverse polemiche.