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RASSEGNA STAMPA

Lazio, Giordano a Lotito: “Presidente, per una volta ci ascolti e se ne vada”

Un’altra lettera sulle colonne de Il Tempo: questa volta è l’ex calciatore della Lazio, Bruno Giordano per parlare di Lotito e della gestione della società.

“Caro Direttore, lasci che parli con la franchezza che mi ha sempre contraddistinto, perché su certe cose non riesco più a usare giri di parole. Speriamo che sia la volta buona, che Claudio Lotito decida finalmente di andarsene e di occuparsi solo della Reggina, lasciando in pace la Lazio. Perché la sensazione, ormai, è proprio questa: che pensi più ai suoi interessi personali che a noi. E allora che vada, che si dedichi ad altro, se è lì che è rivolta la sua attenzione. Il problema è che ogni volta ce n’è una diversa, e sempre in negativo. Non c’è un giorno in cui ci si possa svegliare e pensare a una buona notizia, a un sussulto d’orgoglio, a un segnale di crescita. C’è sempre qualcosa che ci trascina verso il basso, che ci toglie l’entusiasmo. E così, da tifoso prima ancora che da ex giocatore, mi ritrovo a dire una cosa che mi pesa ma che sento profondamente: Lotito ha fatto il suo tempo. La sua ora è arrivata. Se ne vada”.

“Prima c’era il Molise, ora la Calabria. Mi sembra evidente che si stia facendo la campagna elettorale anche grazie alla Lazio, che gli permette di avere visibilità, di finire su altri canali, di farsi conoscere in contesti che con il calcio non c’entrano nulla. Ma a noi tutto questo non interessa. A noi interessa soltanto il calcio, la nostra squadra, la nostra passione. E allora mi chiedo: lui, quando si preoccupa davvero della Lazio? Quando pensa al suo popolo, alla gente che riempie o che oggi diserta gli spalti? Io, sinceramente, non ce la faccio più. È una stanchezza che monta giorno dopo giorno e che ormai è diventata insopportabile”.

“Il punto è che sta facendo il politico attraverso il calcio. E qui il problema non è soltanto suo, ma anche di una politica che glielo permette, che gli consente di usare uno strumento così amato dalla gente per i propri fini. In mezzo a tutto questo, i più bastonati siamo sempre noi. I tifosi, quelli che amano la Lazio in maniera disinteressata, quelli che non hanno secondi fini se non vederla giocare e magari vincere. A lui non interessa niente, si fa soltanto i propri affari. E allora che se li faccia pure, ma lasciandoci in pace. Liberaci, presidente. È questa la parola che ci portiamo dentro da mesi”.

Me lo chiedo di continuo: perché tiene ancora la Lazio? A noi del Flaminio non importa granché, non è quello il sogno. Il vero sogno, oggi, è semplicemente che Lotito se ne vada. Perché se resta, è soltanto per una sua convenienza. Non ho mai visto, in tutta la mia vita nel mondo del calcio, una persona che sta in un club, ci rimette dei soldi e per giunta viene contestata. È una situazione che non sta in piedi, che non ha senso. E quando le cose non hanno senso, una spiegazione c’è sempre: se non molli, nonostante tutto questo, è perché hai altri interessi in ballo. Non ci sono altre risposte possibili.

“C’è poi un’ultima cosa che mi sta a cuore. Una squadra come la Lazio, con la sua storia e il suo blasone, meriterebbe competenza vera in ogni ruolo, dentro e fuori dal campo. E invece di dilettanti ne abbiamo già fin troppi in società. Serve professionalità, serve gente capace, servono uomini all’altezza del nome che portano sul petto. Non improvvisazione, non approssimazione. Lo dico con il cuore di chi questa maglia l’ha sudata, di chi sa cosa significhi rappresentare un popolo intero. Noi laziali meritiamo rispetto, meritiamo ambizione, meritiamo di tornare a sognare. E tutto questo, oggi, passa per una sola strada. Presidente, ci ascolti almeno per una volta: ci liberi”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, Lotito valuta se sbloccare o meno il mercato: è una questione di convenienza…

Lotito vorrebbe ripianare per sedare il malcontento, ma le strade possibili sono due.

Nonostante il comunicato – nel momento in cui è arrivata l’ufficialità del “saldo zero” – mettesse nero su bianco la voglia del club di sbloccare il mercato, stando a quanto riporta Il Messaggero ci potrebbero essere delle valutazioni dentro la Lazio: conviene incassare 19,5 milioni (che è la somma che servirebbe per tornare dentro il paletto del costo del lavoro allargato) e poi doverne metterne altri per portare nuovi uomini a Gattuso, oppure è meglio rimanere così almeno fino ad agosto/settembre, con “uno esce e uno entra” e quei soldi investirli immediatamente per prendere dei giocatori più funzionali all’erede di Sarri? La lettura sembrerebbe non sia stata ancora completata e tenendo presente che in qualsiasi momento dell’estate la Lazio potrebbe sbloccare il mercato (o con l’aumento di capitale oppure con i crediti futuri) la scelta sul quale vagone salire non sembra essere stata fatta.

Forse, conclude il quotidiano, converrebbe rimanere con la sbarra abbassata anche per non rischiare a gennaio il blocco totale. La linea è sempre sottile, anche se Lotito vorrebbe ripianare subito per sedare il malcontento.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, deprecato e con disavanzo per il mercato… eppure Lotito tratta e chiude per la Reggina

Lotito non è Lotito se non è controverso, in questo è imbattibile. All’apice dell’impopolarità laziale, asserragliato e isolato dai tifosi, nell’estate del mercato semichiuso per un disavanzo di 19,5 milioni, sta trattando la Reggina e può chiudere in settimana. Ieri si ipotizzava il closing per giovedì. «Chiacchiere», aveva detto il presidente bluffando col suo tipico ghigno-grugno. Non ci si meravigli. L’offerta per la società amaranto è sul tavolo, da 2 milioni o poco meno. Il sorpasso su Matt Rizzetta, l’imprenditore italo-americano presidente del Napoli Basket e del Campobasso (calcio), è in atto. Sempre che sia servito un sorpasso. Rizzetta è a Reggio Calabria da tre giorni e non ha mai chiuso con Nino Ballarino, proprietario della Reggina. Ieri sera ha annunciato che la sua trattativa è interrotta. Ballarino ha sempre tergiversato aspettando Lotito.

I fatti

Il presidente della Lazio non è mai uscito allo scoperto, in questa storia se ne sbircia l’ombra. Si diverte spesso a destreggiarsi tra i tranelli dell’oscurità. Non è chiaro se interverrà con un socio (alcuni nomi sono smentiti) o direttamente. Molti propendono per quest’ultima ipotesi. I laziali vivono la vicenda come l’ennesima insolenza. Gattuso avrà acquisti solo a fronte di cessioni dello stesso valore, la cui somma (tra cartellino e ingaggio al lordo per la durata contrattuale) non deve superare il totale dell’incasso. I gruppi organizzati laziali hanno annunciato la rinuncia agli abbonamenti. I ricavi saranno in contrazione record. Lotito resta abbarbicato alla poltrona e tratta l’acquisto di un’altra società dopo la Salernitana, questa l’accusa mossa. Venerdì sera, a caldo, con uno scatto d’orgoglio, si sarebbe spinto fino a pensare di risanare il gap certificato dalla commissione che regola i conti ai fini del mercato. Ha due opzioni per riaprirlo: l’immissione personale, mai così elevata (19,5 milioni), o una serie di cessioni. Se riapre, deve spendere. Cosa gli conviene?

La Reggina

Deprecato a Roma, atteso a Reggio. Il Lotito oppressore della Lazio, recidivo sfrontato, è auspicato da tanti reggini come il Lotito redentore. La Reggina da anni attende una proprietà assennata, un progetto riparativo, risanante, realmente ambizioso per riportare la società nel calcio professionistico e ritentare la storica scalata iniziata a fine anni ‘80 con la visione del presidente Pino Benedetto, portata a compimento dal presidente Lillo Foti e dal diesse Gabriele Martino. Un miracolo sportivo. La croce portata dai laziali è pesante, non è augurabile a nessuno. Reggio, i reggini, il Granillo degli oltre 20.000 della A, meritano un risarcimento morale e sportivo dopo tre anni di Serie D, è prossimo il quarto. Serve un passaggio d’epoca, non solo di proprietà. Lotito ha riportato la Salernitana in A in 10 anni (dal 2011 al 2021). L’insediamento del nuovo sindaco di Reggio, Francesco Cannizzaro, esponente di Forza Italia, lo stesso partito di Lotito, insieme alle voci sulla Reggina sono visti come mosse preparatorie per un’eventuale ricandidatura del presidente della Lazio al Senato nella circoscrizione Calabria. Lotito risponderebbe che è mosso da affetti personali quando parla della Calabria. Francesco, suo padre, era nato a Soveria Mannelli (Catanzaro), dove il nonno era maresciallo dei Real Carabinieri. Lotito nel 2017 ha ricevuto la cittadinanza onoraria. Tutto torna in questa storia se si pensa che Soveria dista circa 117 chilometri da Corigliano Calabro (Cosenza), città di Gattuso, neo-tecnico della Lazio. Solo una sceneggiatura. Ai laziali e ai reggini è d’aiuto Corrado Alvaro, il più grande scrittore calabrese: «Abbiamo il diritto di sapere non solo ciò che i rappresentanti del popolo hanno in testa, ma anche quello che hanno in tasca». Le risposte a Lotito. Corriere dello Sport

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – De Paola: “Lazio, non c’è un’associazione per andare contro Lotito, è insofferenza spontanea e trasversale. E’ scosso, ma è tardi” (AUDIO)

PAOLO DE PAOLA in collegamento a ‘NMM’

“Ho un’idea forte di quanto sta succedendo alla Lazio, dico che mi sembra che sia uno dei punti più alti, che abbia registrato nella mia carriera giornalistica, di protesta intelligente da parte di una tifoseria nei confronti della proprietà che dirige la squadra. Manifestare con l’assenza del tifo è il più grande dolore che possa subire un tifoso che mette a disposizione della sua protesta perché non ne può più, non ne può più. La proprietà di un club è una cosa sportiva, è una cosa effimera che non appartiene al proprietario momentaneo. Perlomeno gli appartiene momentaneamente e in questo frattempo il proprietario ha una sola possibilità di farsi ricordare per le imprese, per le cose belle che riesce a fare con il club, perché rispetto a qualsiasi altra azienda, l’azienda calcio si regge sulle emozioni e sui tifosi. Non appartiene al Presidente che passa per un periodo storico e poi ce ne sarà un altro. Questo diciamo qualsiasi Presidente se lo deve mettere nel proprio ufficio a caratteri cubitali, non è un’azienda di mattonelle, di piastrelle, di quello che vuoi.

Signori, una lettera scritta così di suo pugno da Lotito, in cui dice torniamo indietro in qualche modo, smettiamola, facciamo pace, dimostra che evidentemente è scosso. Evidentemente ha capito qualcosa qualche cosa, ma è troppo tardi. Penso che ci debbano essere tanti e tanti e tanti di questi passaggi da parte di Lotito per poter in qualche modo scalfire quello che è stato, scolpito nell’animo dei tifosi della Lazio.

Poi, guardate che la protesta dei tifosi è talmente bella e strutturata perché comunque il loro amore per la squadra è un amore che rimarrà sempre ovviamente. Non c’è per questa proprietà, ma per la Lazio sempre, questo è il grande messaggio. Non è che tradiscono la squadra, loro la squadra la continueranno a seguire anche in trasferta, ma non gli va più di sentirsi oggetto di un braccio di ferro di chi dice questa è la mia proprietà.

Non è la tua proprietà, è una proprietà notarile, ma il calcio non è carte bollate e notaio, il calcio è emozioni e sensazioni, è tifo. Se togli questo togli il calcio, quindi dico che il percorso che può essere stato intrapreso da Lotito deve prevedere tante altre tappe in cui ci possa essere un riavvicinamento veramente chiaro, palese, coinvolgente, tangibile con argomenti concreti, con argomenti forti, con argomenti che siano di vero coinvolgimento da parte dei tifosi nella cosa calcistica.

Il manifestare per anni e anni, la propria conoscenza di bilanci, di numeri, di economia ha chiuso in un cortile, questo si, arido la cosa più importante che quella del tifo. E tu, comunque, stai a dire che hanno fatto un abuso, che hanno fatto una cosa non vera, che non è così e contesti tutto. Sempre l’innalzamento della propria figura. Allora, bisogna capire che la propria figura deve essere assolutamente ridimensionata, sgonfiata, messa in secondo piano.

De Laurentiis è stato intelligente nel capire che nel momento in cui la squadra poteva fare o doveva fare il salto di qualità non ha messo la sordina, non ha messo il limitatore, è andato accelerando su quel tasso fino ad arrivare allo scudetto. Una na gestione maniacale dei soldi ha posto, in maniera volontaria o involontaria, una sorta di limite all’espansione dei traguardi sportivi 

Io dico che un testa a testa, uno scontro tra poteri forti non giova nessuno, neanche alla Lazio assolutamente. Se la mobilitazione, come in questo caso è spontanea e naturale ha un senso. Ora sto respirando un’area diversa attorno alla protesta della Lazio, sto respirando un’area di spontaneità. Vedo negli occhi della gente, nelle persone con cui parlo, proprio un’insofferenza, una trasversalità di opposizione a questo modello che è la forza vera di questa opposizione che non si può sfidare con le carte bollate, con le minacce di querela, di denuncia. No, caro Lotito, qua non c’è un’azione preordinata, c’è qualcosa che è manifestata da ogni singolo tifoso, non c’è un’associazione per andare contro Lotito. E’ proprio che non ne possono più, allora si deve prendere atto di questa cosa, facendo un’operazione di recupero di amore nei confronti di un bene che non passerà mai nel cuore dei tifosi, ma che in questo momento sta diventando ostaggio”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Mattei: “Tutti sanno che la Lazio ha bisogno di soldi. Lotito la sta condannando ad una lenta agonia” (AUDIO)

STEFANO MATTEI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Come è uscita la notizia del mercato a saldo zero, alcuni hanno detto che la Lazio sarebbe stata pronta ad intervenire. Ma pensare di progettare la Lazio e rinforzarla è un tema che si può trattare in questa situazione?

Tutti sanno che la Lazio ha bisogno di soldi quindi arrivano offerte, vedi Gila o Mandas. La Lazio spera che qualche società faccia offerte importanti ma entrerà 10 e uscirà 5-6, per delle scommesse che fino ad ora non hanno azzeccato, eccezion fatta per Taylor.

Il presidente Lotito sta condannando la Lazio ad una lenta agonia. La sua Lazio è morta, non la Lazio”.

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CALCIOMERCATO RASSEGNA STAMPA

Lazio, nodo Gila: dalla promessa a Gattuso ad una cessione quasi necessaria. Buona notizia sulla percentuale del Real…

Interesse del Napoli sul centrale della Lazio che ora potrebbe partire: la situazione.

«Ti teniamo Gila». È stata questa la promessa che Lotito e Fabiani hanno fatto a Gattuso nell’incontro di inizio giugno a Formello. Probabilmente già si sapeva che le cose sarebbero andate in questo verso e magari verrà pure mantenuta la parola data. Ovvio, tra i big lo spagnolo è senza dubbio il maggiore indiziato per un’ipotetica uscita. I motivi, sottolinea Il Messaggero, sono due, abbastanza semplici: Taylor non si tocca; Zaccagni è il capitano e ha deciso di rimanere; Cataldi nonostante sia in scadenza è cresciuto con i colori biancocelesti addosso e continuerà a dare una mano e, infine, per Rovella non c’è stata nessuna manifestazione d’interesse anche se l’annuncio di Sarri all’Atalanta previsto tra oggi e domani potrebbe smuovere qualcosa.

Rimane, insomma, solamente Mario, pressato dal Napoli su indicazione di Massimiliano Allegri (lo voleva anche al Milan) che potrebbe portare nelle casse biancocelesti quei milioni che servirebbero per chiudere la pratica. C’è una novità, tra le altre cose, sulla percentuale di rivendita che la Lazio deve versare al Real Madrid: rimane sempre il 50%, ma deve essere tolto il costo del cartellino che il club ha pagato agli spagnoli il 12 luglio del 2022 per portarlo in Italia. Quindi 5 milioni in meno. In pratica: se gli azzurri dovessero presentarsi con un’offerta di 30 al Real ne verrebbero girati “solamente” dieci. L’ipotesi rimane in piedi. D’altronde, conclude il quotidiano, anche il giocatore che prima sembrava essere convinto del progetto (o per meglio dire, sarebbe stato disposto a rimanere a scadenza per guadagnare di più dall’anno prossimo avendo la possibilità di accasarsi a parametro zero) sta avendo un po’ di tentennamenti vedendo la situazione. Si cercherà in tutti i modi di evitare questo pesante addio.

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TIFOSI

Lotito, è record di petizioni contro: anche i tifosi della Reggina non lo vogliono

I tifosi della Reggina tramite Change.org hanno diffuso una raccolta firme contro il presidente della Lazio Claudio Lotito, il quale è interessato all’acquisizione della società calabrese. Il comunicato:

“Siamo appassionati di Reggina, e la nostra vita è scandita dalle emozioni che solo il calcio, e in particolare questo club, sa regalare. Negli ultimi tempi, però, l’ombra di Claudio Lotito si è profilata all’orizzonte della nostra amata squadra, creando preoccupazione e tensione tra noi sostenitori. Fermo restando Il rispetto per le persone, le istituzioni e le scelte tra molti tifosi emerge un pensiero a cui si voleva dare forma.

Lotito, noto per la sua gestione controversia della Lazio e la sua influenza in lega, non rispecchia le preferenze della tifoseria della Reggina ciò che chiediamo, dal momento che avverrà la cessione, è che vengano considerate tutte le offerte e le motivazioni dei soggetti interessati all’acquisto del club.

Sempre nel rispetto delle persone, temiamo che il coinvolgimento del Presidente Lotito possa distorcere la identità e autonomia del nostro club, e rappresentarlo in maniera non positiva in giro per l’Italia, laddove al momento è noto prevalentemente per il malcontento di una tifoseria ben più numerosa, della Lazio, di cui è proprietario. Fermo restando che tra qualche anno sarà tenuto a cedere comunque la Reggina ad altri per questioni di regolamento.

Chiediamo un impegno concreto affinché Lotito, laddove ci siano concorrenti con forti motivazioni rimanga, lontano dalla nostra squadra. Proteggiamo la passione e orgoglio che contraddistinguono la Reggina, un club che rappresenta non solo un gruppo di atleti, ma l’intera comunità di Reggio Calabria.

La nostra storia, il nostro orgoglio e le nostre speranze per il futuro dipendono dalla capacità di preservare le caratteristiche uniche che ci definiscono e di non lasciare che la Reggina diventi succursale, o punto di appoggio o merce di scambio“.

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ESCLUSIVE

‘9 GENNAIO’ – Bisignani: “Lotito non si fa aiutare, non vende e chiede cifre folli per la Lazio. I fondi ci sono, ma…” (AUDIO)

LUIGI BISIGNANI in collegamento a ‘9 GENNAIO 1900’

“Stavo ascoltando un grande laziale che è l’assessore ai grandi eventi e allo sport del Comune di Roma che è Alessandro Onorato, che sta facendo la sua convention qua a Roma. Sul Flaminio? Ancora non ha detto nulla ma certo, il Flaminio è il sogno per tutti noi biancazzurri.

Dunque, partiamo dalla lettera. La lettera è stato certamente un tentativo di Lotito, il quale per la prima volta però, dobbiamo dirlo e dobbiamo riconoscerlo, ha detto che le cose non vanno bene e che perciò vanno sistemate. Questo per uno come Lotito è secondo me un grande gesto dal quale dobbiamo partire. Ecco, quello che mi sarei aspettato nella lettera, oltre al fatto di dire che le cose non vanno bene, è che cosa bisogna fare per farle andare meglio. Questa è una domanda che purtroppo nella lettera manca ed è quello che tutti i tifosi della Lazio si aspettavano di sentire. La lettera mi è sembrata sinceramente un po’ artificiale.

Innanzitutto arriva troppo tardi perché la frattura ormai è veramente molto profonda. Mi sarei aspettato delle note programmatiche. Se si parla poi del Flaminio, il Flaminio è un grande investimento, un investimento davanti al quale bisogna capire come ci si presenta, con quali fondi, chi lo supporta, perché costruire uno stadio è un’operazione molto complicata, calcolando che questo stadio è ancora un libro dei sogni. Inizia appena adesso la conferenza dei servizi, bisogna sentire ancora il parere della sovrintendenza, per cui stiamo parlando da qui a sette anni, sei anni. Mancano dei numeri economici che sono fondamentali per un progetto del genere

Lazio 2032? È una delle tante promesse e poi mi viene anche un po’ di rabbia, perché se voi leggete o se avete visto il Sole 24 Ore di oggi, dice che c’è l’interesse dei fondi internazionali per i grandi stadi o per gli stadi che si fanno in Italia. I fondi hanno tutto l’interesse a partecipare alla costruzione di stadi e allo sviluppo del calcio italiano. Se vedete l’articolo del Sole 24 Ore parla proprio di questo, l’interesse, il grande interesse dei fondi internazionali a partecipare accanto alle squadre di calcio per la costruzione degli stadi che sono un bene per tutta la comunità.

Mi piacerebbe che il Presidente Lotito, che riconosciamo ha fatto anche tante cose buone per la Lazio, si mettesse un attimo in discussione, sentisse un mondo che è un po’ diverso. Lui non se la può prendere solo con i tifosi, lui dovrebbe interloquire con tutti quei mondi, con tutte quelle grandi entità internazionali che potrebbero dare una mano alla Lazio. Un esempio per tutti, la famiglia Percassi e l’Atalanta, nessuno lo può costringere a vendere, ci mancherebbe altro, un liberale, un democristiano come me una cosa del genere non la direbbe mai. Però, santo Dio, apriti un attimo al mondo, oppure se non riesci ad aprirti il mondo fai un aumento di capitale, fai qualcosa. I tifosi hanno bisogno di qualche certezza.

L’ostilità che lui ha verso i fondi arriva dalla presunzione di dover fare tutto da soli, ma in politica, nelle imprese, nelle aziende, da soli non si fa niente. Se mi permetti tu hai parlato del Messaggero che ha scoperto adesso con la lettera di Lotito quello che è il sentimento dei tifosi della Lazio. Per questo, con Il Tempo questi argomenti li stiamo trattando da settimane, giorno per giorno e sono argomenti che abbiamo messo proprio nell’interesse della Lazio e anche per far ragionare sommessamente Lotito che prima o poi dovrà uscire dal suo bunker e confrontarsi con le realtà che amano la Lazio da generazioni, come il mio caso e come tantissimi di noi.

Tra le domande che ho fatto vorrei una risposta in particolare a quella del sogno, è quella che mi ha spinto all’inizio a scrivere la prima lettera, è quella del nonno. Io sono un nonno di nipotini che ho fatto diventare grazie anche ai miei figli Laziali, ma come fa un bambino di 7 anni, penso a Sebastiano, penso a William più grande, penso al piccolo Luigi, a diventare Laziale? Come si fa? Noi vediamo che la Roma è presente ovunque nel merchandising: vai alla stazione Termini e ci sono gli angoli della Roma, tutta la città pulsa un po’ di Roma, perché noi che siamo la squadra più antica della Capitale non abbiamo questo tipo di feeling con la città e perché Lottito non investe in quello che è il merchandising, in tutto quello che serve ad una società moderna per riuscire a creare attorno a sé quell’amore che io da nonno e i miei figli da padre stanno dando ai nipotini? 

È difficile portare un nipotino di 8 anni allo stadio e vedere lo stadio vuoto, la Lazio che perde, nessun tipo di campagna acquisti: è molto molto penoso, credetemi. E lo dice un tifoso della Lazio che ha sempre sofferto per la Lazio, perché noi abbiamo avuto momenti grandiosi con Lenzini e con Maestrelli, con Cragnotti, ma abbiamo anche avuto momenti di grandissima difficoltà in cui però siamo sempre stati attorno alla squadra e attorno alla nostra squadra.

Io sono riuscito a portare tutti i miei figli a diventare della Lazio perché seguendo con grande affetto e rispetto il Presidente Andreotti per tanti anni, sapevo che uno dei suoi principali crucci è che il figlio Stefano, tra l’altro grandissimo tifoso laziale, non fosse romanista come lui e persino il nipote che si chiama Giulio è della Lazio e sono abbonati alla Tribuna Tevere come tutti i veri grandi laziali. 

C’è certamente un’attesa inutile ma la pressione che stiamo facendo, che è una pressione di affetto e di amore perché dietro a noi c’è solo l’amore per la Lazio, il grande tifo della Lazio, io credo che alla fine spingerà Claudio Lotito, che è una persona troppo intelligente e che ha scadenze troppo importanti sia politiche che imprenditoriali, a capire che qualcosa deve fare. Io spero che tutto questo grande movimento, che grazie soprattutto a Il Tempo stiamo portando avanti, anche al Corriere dello Sport che so che finalmente se ne occupa in maniera seria, credo che spingerà Lotito, anche all’interno di quello che sta succedendo in Forza Italia, a ripensare un po’ le sue posizioni.

Quando si parla di proposte economiche, bisogna essere molto cauti. E secondo me stiamo sognando delle cose che non esistono, perché in questo momento la Lazio non è sul mercato. Lotito non ha nessuna intenzione oggi di vendere e non c’è nessuna offerta, come lui dice. C’è stata una polemica quando io parlavo della vecchia richiesta, ma era 7-8 anni fa, è per dire che c’è un grandissimo interesse dei fondi e dei grandi imprenditori anche internazionali attorno al calcio italiano e perciò anche attorno alla Lazio. Ma con un Lotito così chiuso che non è venditore e che comunque se fosse venditore chiederebbe delle cifre fuori dal mercato, non facciamoci illusioni, non pensiamo che arriva il Principe Azzurro col cammello o col jet a comprare la Lazio. In questo momento la Lazio secondo me non è sul mercato perché c’è un Presidente che chiede cifre astronomiche davanti invece a un mondo dei fondi che sarebbe prontissimo a fare delle offerte che fossero ragionevole.

Io credo che tutta questa azione servirà per farlo ragionare, per farlo stare con i piedi per terra. Non credo che lui voglia continuare con questo scontro così, però questo lo aspetta lui. Certamente c’è l’interesse dei fondi, basta leggere il giornale di stamattina, se comprano squadre di Serie C immaginati se non c’è qualcuno che vuole partecipare a un grande sogno in una città come Roma che ha una piazza incredibile. Roma dovrebbe essere un veicolo straordinario per un fondo con tutte le sue bellezze e con tutto quello che rappresenta. Ricordiamoci sempre che siamo la prima squadra della Capitale.

Io ho conosciuto bene Berlusconi, quando c’erano delle critiche lui la prima cosa che faceva telefonava, parlava, cercava di capire. Una squadra di calcio senza tifosi, uno stadio vuoto, non è etico visto che lui parla sempre anche di etica. Non so se lui leggerà le mie domande, certamente spero che qualche collaboratore cominci a ragionare, non a rispondere a me che sono, come ho detto e come concludevo il pezzo, un vecchio raccattapalle dell’era Lorenzo, ma si insomma faccia delle riflessioni perché noi vogliamo la Lazio grande, come vogliamo sognare, noi vogliamo una campagna acquisti adesso, vediamo che succede la settimana prossima con tutte le regole che ci sono e che speriamo consentano alla Lazio di poter avere finalmente una rosa dopo due anni di campagne acquisti ridicole.

La Reggina e i risvolti politici? Andreotti diceva che a pensare male si fa peccato, ma spesso ci si indovina. Certo c’è un grande rapporto tra Lotito il governatore della Calabria, un eminente personaggio di Forza Italia che è Occhiuto, un allenatore che è calabrese, un collegio elettorale in Molise che probabilmente non gli viene ridato… Certo la Reggina è sicuramente un modo per avvicinare il pubblico calabrese, ma non voglio pensare che una persona intelligente come Lotito, che certamente vuole essere ricandidato, finisca per fare quello che sarebbe ancora un errore più importante perché poi se la Reggina venisse promossa deve lasciarla, ricominciamo con quello che è successo con la Salernitana: alla fine aveva fatto un affare poi si è incaponito e l’ha dovuta svendere, non credo che lui rifaccia un errore del genere, sarebbe un peccato mortale”.

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CALCIOMERCATO

Lazio a saldo zero, gli interventi al vaglio di Lotito per sanare lo sforamento

Mercato a saldo zero, ma con buone probabilità che diventi libero nel giro di pochi giorni, prima del verdetto finale (fine giugno) dalla Commissione incaricata di verificare i conti dei club professionistici (la cosiddetta nuova Covisoc). È la situazione della Lazio, che ieri sera ha emesso un comunicato ufficiale per far luce sulla sua situazione. Nella nota il club fa sapere “di aver ricevuto la comunicazione della Commissione indipendente incaricata della verifica dell’indice del costo del lavoro allargato. Dalle risultanze trasmesse emerge che la società potrà procedere alle operazioni di tesseramento dei calciatori nel rispetto di quanto previsto dall’art. 90, comma 4, lettera A delle Noif”. Una fattispecie normativa che significa che, ad oggi, il club di Lotito potrebbe (a partire dal 1° luglio) effettuare soltanto operazioni in entrata che siano compensate da uscite di pari valore. In altri termini potrebbe investire per gli acquisti soltanto quanto incasserà dalle cessioni.

Lo sforamento del limite dello 0,7 del costo del lavoro allargato (il totale delle spese non deve superare il 70 % di quanto il club incassa) è però davvero minimo. E la Lazio ha ancora qualche giorno di tempo per sistemare le cose. I conti fotografati dalla commissione sono cristallizzati allo scorso 31 marzo, non possono quindi essere modificati. Ma la normativa prevede che le differenze possano essere sanate attraverso l’utilizzo di accantonamenti e crediti esigibili. Che il club romano conta di poter impiegare. C’è dunque un moderato ottimismo che questo primo stop, una sorta di cartellino giallo (un anno fa fu rosso, con il mercato bloccato) possa essere revocato quando ci sarà la decisione finale della Commissione. Se così fosse la Lazio potrebbe fare un mercato libero, senza vincoli, come già accaduto nella scorsa sessione invernale. Gazzetta.it

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Ercole: “Lazio, avvilente l’impossibilità di cambiare. Lotito non fornisce soluzioni” (AUDIO)

MARCO ERCOLE (Corriere dello Sport) in collegamento a ‘NMM’

“Sono contento che da parte del mio giornale ci sia stata una presa di posizione netta sul momento della Lazio. Al di là delle opinioni e del fatto che possano esserci dei momenti di protesta e contestazione, quello che non può esserci è la possibilità di cambiare o vedere qualcosa di diverso. Si fa così, punto, senza possibilità di avere delle alternative. Questo è avvilente. Anche la lettera che ha inviato Lotito è un accumulo di banalità senza una vera soluzione alla situazione. Non c’è un passo indietro reale rispetto a tutto quello che è stato detto e fatto. E di cose gravi dette ce ne sono state e quella poteva essere un’opportunità.

Una delle cose che ha detto di voler fare a fronte della contestazione dei tifosi c’è anche quello dell’aumento di capitale. Ma eventualmente si parlare di una cifra utile per compensare i mancati incassi, non per rilanciare la Lazio”.