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TIFOSI

Lotito, è record di petizioni contro: anche i tifosi della Reggina non lo vogliono

I tifosi della Reggina tramite Change.org hanno diffuso una raccolta firme contro il presidente della Lazio Claudio Lotito, il quale è interessato all’acquisizione della società calabrese. Il comunicato:

“Siamo appassionati di Reggina, e la nostra vita è scandita dalle emozioni che solo il calcio, e in particolare questo club, sa regalare. Negli ultimi tempi, però, l’ombra di Claudio Lotito si è profilata all’orizzonte della nostra amata squadra, creando preoccupazione e tensione tra noi sostenitori. Fermo restando Il rispetto per le persone, le istituzioni e le scelte tra molti tifosi emerge un pensiero a cui si voleva dare forma.

Lotito, noto per la sua gestione controversia della Lazio e la sua influenza in lega, non rispecchia le preferenze della tifoseria della Reggina ciò che chiediamo, dal momento che avverrà la cessione, è che vengano considerate tutte le offerte e le motivazioni dei soggetti interessati all’acquisto del club.

Sempre nel rispetto delle persone, temiamo che il coinvolgimento del Presidente Lotito possa distorcere la identità e autonomia del nostro club, e rappresentarlo in maniera non positiva in giro per l’Italia, laddove al momento è noto prevalentemente per il malcontento di una tifoseria ben più numerosa, della Lazio, di cui è proprietario. Fermo restando che tra qualche anno sarà tenuto a cedere comunque la Reggina ad altri per questioni di regolamento.

Chiediamo un impegno concreto affinché Lotito, laddove ci siano concorrenti con forti motivazioni rimanga, lontano dalla nostra squadra. Proteggiamo la passione e orgoglio che contraddistinguono la Reggina, un club che rappresenta non solo un gruppo di atleti, ma l’intera comunità di Reggio Calabria.

La nostra storia, il nostro orgoglio e le nostre speranze per il futuro dipendono dalla capacità di preservare le caratteristiche uniche che ci definiscono e di non lasciare che la Reggina diventi succursale, o punto di appoggio o merce di scambio“.

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INIZIATIVE

Petizione “Lettera a Lotito”: firme anche da Palazzo Chigi

Questione di tifo. Anche da palazzo Chigi chiedono a Claudio Lotito di vendere la Lazio. Tra le quasi 40 mila firme raccolte online che invitano il presidente biancazzurro a farsi da parte c’è quella di Fabrizio Alfano, tifosissimo della Lazio e capo ufficio stampa di palazzo Chigi, uomo di fiducia di Giorgia Meloni. Non è una questione politica, ma di spalti e cuore. Le firme sfiorano le quarantamila (sono 39.683 al momento, in continua crescita), in calce alla “Lettera al presidente Lotito” ideata da due giornalisti di fede laziale, Federico Marconi e Alberto Ciapparoni.
“Vogliamo più rispetto per noi- si legge nella missiva indirizzata al senatore di Forza Italia- per i valori e la storia della squadra, oltre a un progetto economico e sportivo che riporti il club ad avere campioni in campo e trofei in bacheca. Qualora il presidente non fosse in grado o non avesse interesse o voglia di riportare la Lazio a competere per i vertici italiani ed europei”, l’invito a Claudio Lotito è “valutare la possibilità di cedere il club“.

La lettera è un dito puntato contro l’attuale proprietario biancazzurro: “Se non è in grado di riportare la Lazio a competere per il vertice italiano ed europeo, lo riconosca e come ha dichiarato anche lei in una recente intervista, poiché ‘tutto ha una fine’ si faccia da parte: i laziali gliene sarebbero grati, rendendole i giusti meriti“. La petizione è stata pubblicata un paio di settimane fa sulla piattaforma Change.org e ha raggiunto un numero, viene fatto notare, “superiore ai tifosi che hanno sottoscritto un abbonamento allo stadio per la stagione in corso”.

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ESCLUSIVE

‘NMM’ – Petizione, Marconi: “Duemila adesioni al giorno, successo straordinario. Sulle firme false…” – (AUDIO)

Federico Marconi, autore insieme con Alberto Ciapparoni (entrambi giornalisti e tifosi della Lazio, ndr) della lettera-petizione per chiedere a Lotito di “fare un passo indietro”, è intervenuto oggi ai microfoni di Radiosei per parlare della contestazione e delle mosse future in merito alla sua iniziativa.

“Siamo vicini a quota 39.000 firme, 13.000 a settimane, 2000 al giorno. Un risultato straordinario. Con Alberto siamo stati attenti nel redigere la lettera anche perché Lotito, diciamo così, “ha la denuncia facile”. Siamo due persone pacate. Abbiamo provato a scriverla pensando alla stile Lazio, visto che in società questo stile manca”.

“Verifiche sulle firme nella petizione? Noi in primis abbiamo utilizzato change.org perché è utilizzato da oltre 570.000.000 di persone in tutto il mondo. Dopo il video della Lazio che ha cercato di screditarci, noi siamo rimasti colpiti. Da tifoso e abbonato mi sono sentito colpito e conosco mezzi di comunicazione per screditare l’avversario. Mi sarei aspettato il silenzio. Noi abbiamo scritto a change, comunicando l’accaduto”.

“La risposta è stata lunga e precisa ma abbiamo deciso di non rendere nota la risposta, anche perché la polemica si è sgonfiata. Se si ripetesse un altro video simile, non avremmo problemi a pubblicare la risposta del team italiano di change.org”.

“CI hanno risposto che le firme non verificate dopo un certo periodo di tempo vengono eliminate. Con la petizione volevamo solo la possibilità ai laziali di manifestare il proprio disagio. Mi pare che il malessere sia più che diffuso”.

“Prossimi step? Non diamo date visti i nostri impegni professionali. Volevamo creare un movimento di opinione e mi pare ci stiamo riuscendo. Uscirà fuori qualcosa a inizio settimana”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA TIFOSI

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Lazio, il successo della petizione e il proseguo della contestazione…” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“La lettera aperta indirizzata a Lotito, diventata poi petizione, ha superato le 36mila firme. Numeri che sono notizia in modo indiscutibile. Il successo di questa iniziativa passa anche dal modo e la qualità in cui è stata pensata e scritta. Iniziativa che va condivisa e sostenuta. Rispetto allo svuotamento dello stadio che può creare problemi alla squadra si può discutere, ma certamente un segnale clamoroso l’ha dato e l’iniziativa nel suo scopo è riuscita.

Il giorno in cui mi sono permesso di esprimere la mia opionione sullo svuotamento dello stadio, sottolineando il rischio sulla squadra, dai social è stata presa come un pensiero anti-protesta. In realtà, aggiungevo quanto potrebbe essere importante una manifestazione di piazza. Quella della scorsa estate ha colpito molto.

Romagnoli? Ieri si è allenato, la questione sta rientrando. Ha fatto la sessione della mattina con i difensori, è a disposizione per Juventus Lazio. Poi vedremo se Sarri lo farà giocare, c’è un ragionamento anche sul Bologna. La brutta notizia riguarda Lazzari, si è fermato nuovamente per un problema al polpaccio. Poi c’è anche uno stop per Dia, bisogna capire ma il reparto centravanti ha più alternative.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, rischio astensione e petizione: la contestazione non si ferma

Il clima attorno alla Lazio resta agitato dopo la chiusura del mercato invernale. Una parte della tifoseria organizzata ha espresso forte malcontento verso la gestione societaria e, nelle ultime settimane, la contestazione si è fatta sempre più evidente. Il tema principale riguarda le scelte del club e la mancanza di segnali considerati adeguati per rafforzare la squadra nella corsa europea.

Raccolta firme e decisione imminente

Intanto prosegue la raccolta firme promossa da gruppi di sostenitori biancocelesti, che ha già raggiunto numeri importanti e punta a crescere ancora nei prossimi giorni. L’obiettivo è far sentire la voce dei tifosi e chiedere un cambio di passo alla società. Domani i gruppi organizzati dovrebbero decidere ufficialmente quale linea adottare in vista della partita interna contro l’Atalanta: entrare allo stadio oppure dare vita a nuove forme di protesta.

Olimpico a rischio clima freddo

Tra le ipotesi discusse c’è anche quella di lasciare alcuni settori dello stadio meno partecipati, segnale forte nei confronti della dirigenza. Altri tifosi, invece, preferirebbero sostenere comunque la squadra per non penalizzare i giocatori in un momento delicato della stagione. La situazione resta quindi in evoluzione e la decisione finale arriverà a breve. Il Tempo.