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Inter, Thuram recupera? Le ultime da Appiano. In serata la conferenza di Chivu e di un tesserato

Ancora nessuna certezza, ma uno spiraglio in più rispetto alle ultime ore. In casa Inter si sta valutando il recupero di Marcus Thuram per la finale di Coppa Italia in programma domani all’Olimpico contro la Lazio, con il francese che stamani è comunque sceso in campo ad Appiano per la rifinitura. Come detto, una buona notizia – rispetto alle notizie arrivate nella giornata di ieri – che però non dà ancora la sicurezza a mister Chivu di poter avere a disposizione il francese. Dalle 18:15, con la conferenza stampa di mister Chivu ne sapremo di più.

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Inter, contrattura per Thuram a fine allenamento: a serio rischio la finale di Coppa Italia

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Lazio-Inter, i convocati di Chivu: out Calhanoglu ed Esposito

In casa Inter, dopo la vittoria dello Scudetto, c’è ancora una Coppa Italia da conquistare, obiettivo che terrà vivo il fuoco all’interno della squadra nerazzurra per un doblete che farebbe chiudere la stagione in maniera importante. Quella contro la Lazio, di fatto, sarà una doppia sfida che vedrà il primo atto in campionato e poi la finale di Coppa Italia.

Stando a quanto riportato da Sky Sport proprio in questi minuti, Hakan Calhanoglu e Pio Esposito non saranno tra i convocati della sfida contro i biancocelesti allenati da Maurizio Sarri. Il turco non ha ancora recuperato a pieno per un risentimento muscolare alla gamba sinistra. Per lui anche la presenza per la finale di Coppa Italia è a rischio. 

Anche per l’attaccante nerazzurro, poi, ci sono difficoltà: ancora problemi alla spalla per Pio che, dunque, non sarà presente per la sfida di campionato contro la Lazio. Due brutte notizie per Chivu in vista del doppio scontro con i biancocelesti. 

Ora per Chivu servirà studiare la formazione migliore considerando le assenze dei due calciatori. Possibile che l’allenatore dei nerazzurri dia spazio ad una formazione marchiata dal turnover anche in vista della sfida di Coppa Italia che ovviamente metterà in palio un trofeo, secondo obiettivo stagionale per l’Inter. 

In avanti potrebbe trovare spazio Bonny insieme a Lautaro, mentre a centrocampo Sucic si candida seriamente per una maglia da titolare. Le prossime ore, però, saranno decisive per avere informazioni concrete e novità riguardo la formazione dell’Inter. 

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Inter, finale con la Lazio lontana per Çalhanoğlu: la situazione

Secondo il CdS, si riducono le possibilità di vedere Hakan Çalhanoğlu sul prato dell’Olimpico per la finale di Coppa Italia contro la Lazio. L’infortunio al soleo del turco, infatti, non va sottovalutato. Non si tratta del suo primo stop stagionale per un guaio fisico di questo tipo e, per questa ragione, si ricorrerà alla massima cautela. Non è da escludersi, dunque, la possibilità di rivedere in campo il numero venti dell’Inter direttamente nel continente americano, dove parteciperà al Mondiale con la maglia della Turchia.

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Torino-Lazio, D’Aversa: “Adams convocato. In attacco devo ancora scegliere…”

Roberto D’Aversa oggi pomeriggio ha presentato la gara con la Lazio. Il tecnico abruzzese si siederà per la prima volta sulla panchina granata, chiamato a sostituire Marco Baroni. Di seguito le sue parole, così come raccolte da torino.it:

Come ha trovato la squadra?
“Sicuramente come è giusto che sia col cambio di allenatore la squadra sa che non tutte le responsabilità sono dell’allenatore. Arrivavano da una sconfitta pesante e quindi mi preme cercare di risollevare il morale di questi ragazzi”.

Come deve giocare il centrocampo?
“Con personalità, per mettere in difficoltà gli avversari, la squadra ha subìto gol quindi anche il dato del possesso palla va aumentato. Le caratteristiche dipendono dal concetto di gioco, serve palleggio, serve fisicità se si gioca con i tre, altrimenti si devono fare entrambe le fasi se si gioca a due”.

Manterrà lo stesso sistema?
“A gennaio sono state fatte scelte per giocare con lo stesso sistema di gioco, quello che mi piacerebbe ed è chiaro che col tempo si velocizzerà il tutto. Il sistema di gioco lo determinano i giocatori che vanno in campo e gli avversari. Il calcio moderno sia quando hai la palla che quando la palla ce l’hanno gli altri cambia, bisogna dove ci sono gli aspetti positivi dare continuità”.

Con quale stato d’animo sta vivendo questa giornata?
“Non cambia lo stato emozionale e sono orgoglioso di rappresentare questo club, abbiamo entusiasmo per scrivere una pagina importante ed è normale che ci siamo buttati sul lavoro. Il mio unico pensiero è ragionare sulla partita di domani per raggiungere l’obiettivo. Ho poco tempo per ragionare su altro”.

Che risposte hai ricevuto?
“Applicazione, compreso oggi nella rifinitura, sin dal primo allenamento c’è stata attenzione, quello che vorrei vedere è che la squadra ritrovi quello spirito”.

Ha visto giocatori consapevoli del rischio che stanno correndo?
“Se ci fosse qualcuno che non ha ancora capito il momento non farebbe più parte della squadra, il mio avvento è anche per fare in modo che questo non accada, posso garantire che laddove non si capisca verrà tagliato fuori”.

Al Filadelfia c’è stato un confronto con i tifosi: cosa vi siete detti?
“Il confronto è stato civile, quando si va in campo si lotta e si fa risultato per far sì che i tifosi siano orgogliosi. Chiaramente come ho già detto in conferenza quando sono arrivato è normale che per il raggiungimento dell’obiettivo serve un ambiente compatto e con la loro spinta sarebbe più facile ma non entro nel merito delle loro decisioni. I tifosi vanno rimotivati e dipende da noi e dai risultati e dalle prestazioni”.

Al di là della difesa a tre che ha detto sarà confermata, cambierà altro nell’assetto?
“Sulla difesa a tre ho detto che ci sono tanti difensori centrali, ma quello che determina se giocare a tre o a quattro lo determinano i terzini di ruolo e di terzini di ruolo al momento ce ne sono pochi, lavorare di reparto è diverso che lavorare sui riferimento, arrivando oggi, il tempo per eventualmente lavorare di reparto con la difesa a quattro. La formazione la valuto sempre all’ultimo minuto, è l’unica forma di rispetto che un allenatore può avere verso i propri giocatori, ma tutti devono sentirsi prossimi”.

Rispetto a quelle che sono le caratteristiche dei suoi centrocampisti, Anjorin potremmo vederlo da regista o non ne ha le caratteristiche? Anche lei crede che a sinistra sia meglio un mancino, quindi Gineitis e non Casadei?
“Vlasic è un giocatore completo, poi ci sono le caratteristiche dei giocatori, si ragiona sulla completezza e su quello di cui abbiamo bisogno. Casadei è bravo a inserirsi, Prati nel fraseggio, poi ci sono quei giocatori completi che possono ricoprire qualsiasi ruolo. Per quanto ho constatato lo stesso Anjorin quando ho giocato con due mediani e due trequartisti quel ruolo di trequartista lo poteva ricoprire ma poteva fare anche il mediano, chiaro che poi ogni allenatore deve essere bravo a mettere i giocatori dove rendono meglio”.

Come sta Adams? Lei ha un’idea sull’attacco di coppie che funzionano meglio di altre?
“Adams sarà convocato, ieri ha fatto solo una parte di allenamento con la squadra e lo stesso stamattina, sul minutaggio va fatto un discorso pure con lo staff per evitare rischi che non possiamo permetterci. Per le coppie in attacco, non ho preclusioni, il pacchetto offensivo ognuno ha le sue caratteristiche. Per me tutti quelli che abbiamo possono giocare insieme, chiaro che tutti e tre insieme no ma nei due sicuramente ho ampia scelta, come ci sono centrocampisti che possono essere utilizzati in una zona di trequarti, magari anche a partita in corso”.

Cosa ha trovato di positivo?
“La predisposizione a fare quello che chiediamo, attenzione a quanto proposto. Normale che i giocatori si sentano responsabili di quello che è successo, ho giocato e ho avuto la sfortuna di subire un cambio di allenatore, il fatto che sia andato Baroni non voglia dire aver risolto la situazione, ognuno deve prendersi le proprie responsabilità. Se una squadra ottiene 9 clean sheet vuol dire che se va in campo con cattiveria e volontà molto probabilmente in questo momento la posizione di classifica sarebbe diversa. Non vedo perché dobbiamo essere la peggior difesa”.

Come sta Ilic?
“Ilic può fare tutto, la mezzala, il play, ha la personalità giusta, è un giocatore importante e bisogna lavorare perché torni in condizione”.

Ismajli sarà un punto di riferimento? Lui e Marianucci partono un pelo avanti?
“Partono avvantaggiati sul fatto che sanno cosa chiedo io, sanno cosa chiedo ad ogni reparto. Hanno fatto tutto l’anno con me sin dal ritiro e sanno cosa mi aspetto e cosa chiedo alla squadra, sta a loro convincermi di poter giocare dall’inizio”.

Ha visto qualcosa di diverso rispetto a quello che aveva visto da fuori?
“Sicuramente è totalmente diverso e sul campo te ne rendi conto. C’è del potenziale, ci sono giocatori che raggiungono velocità impressionanti e anche dal punto di vista tecnico, qui cito Vlasic, poi sta alla squadra dimostrare il proprio valore, singolo ma ragionando anche da squadra”.

Anjorin può tornare ai suoi livelli?
“Sulla gestione fatta qui non mi permetto di esprimermi, sono rispettoso dei ruoli. Viene dal Chelsea, è molto forte e se non è rimasto lì è perché ha avuto dei problemi. Lo scorso anno abbiamo avuto la fortuna che lui facesse 21 partite e ha dato un grosso contributo. Dobbiamo lavorare affinché torni ai suoi livelli”.

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Atalanta, si ferma anche Raspadori: salta l’andata di Coppa con la Lazio

Nell’Atalanta che ha ripreso a macinare vittorie e punti torna ad essere d’attualità il problema infortuni. Dopo De Ketelaere, appena operato al menisco interno destro lesionato al corno posteriore, si ferma anche Raspadori. L’attaccante uscito per un problema a una coscia all’86’ della partita contro la Lazio ha subito uno stiramento di primo grado al flessore sinistro. Salterà la doppia sfida Champions con il Borussia Dortmund più Napoli e Sassuolo in campionato e anche il match contro la Lazio, semifinale d’andata della Coppa Italia. Da verificare la sua disponibilità per il playoff dell’Italia in vista della possibile qualificazione azzurra ai Mondiali.

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Genoa, De Rossi e l’Olimpico quasi deserto: “Lazio rivale di una vita, mi dispiacerà non avere la solita accoglienza spigolosa”

Il Genoa, dopo la brillante rimonta per 3-2 del Ferraris contro il Bologna, si prepara a scendere in campo per la 23ª giornata di Serie A contro la Lazio, all’Olimpico. Il tecnido del Grifone De Rossi presenta così la sfida: “Ritorno in uno stadio e una città che mi ha visto crescere. Abito a cinque minuti da lì… mi dispiace se ci sarà poco pubblico, come dissi nella conferenza stampa d’addio al calcio mi mancano anche quelli che mi fischiavano“.

Le parole di De Rossi

Così il tecnico sulla salvezza: “Non eravamo spacciati prima, se pensiamo che sia finita ora saremmo stupidi e mediocri. E sono sicuro che i ragazzo non lo siano. Come siamo arrivati in una posizione più tranquilla, è facile tornare giù in tre-quattro partite. Siamo convinti di aver fatto il lavoro di cui avevamo bisogno, all’interno del quale c’è stato un po’ più di tempo libero. La reputo una settimana molto positiva”.

Sulla trasferta di Roma passata e di domani: “A Roma è stata la peggior prestazione che abbiamo fatto. Lo stadio di domani è uno di quelli dove giocano i grandi giocatori e la Lazio li ha anche se non attraversa il momento migliore della stagione. Dobbiamo essere consapevoli che una squadra e un allenatore del genere possono ribaltare questa situazione. Contestazione? Sarebbe un peccato giocare con lo stadio vuoto e mi dispiace che i nostri tifosi non possano venire in trasferta. Ma per la Lazio una contestazione può essere uno svantaggio ma anche un vantaggio”.

De Rossi commenta così i nuovi arrivati: “Baldanzi ricomincia la fase di riabilitazione perché ha avuto un piccolo infortunio a Roma e nel suo ultimo allenamento a Trigoria una piccola recidiva. Non è stata un’altra lesione ma un piccolo riacutizzarsi del suo problema. Non ho di preciso in testa quanti giorni serviranno ancora. Anche perché il dottore ci dà una data ma lui dice che si sente bene e vuole rientrare. Sicuramente l’atmosfera di domenica al ‘Ferraris’ non ha aiutato a fargli avere la giusta cautela. Lui vorrebbe giocare già domani. Lo valuteremo di settimana in settimana. Non dovremo commettere errori stupidi per la voglia, per lui, di giocare e, per noi, di riaverlo in campo. Bijlow l’ho visto subito al centro della porta e della squadra. Si è preso le sue responsabilità e con i piedi non ha avuto paura. Sono contento della prestazione e sono contento dell’atteggiamento che ha nei confronti di questa nuova esperienza. Sta imparando l’italiano e si sta integrando bene. Non gioca due partite di seguito da tanto tempo Dovremo anche gestire i carichi di lavoro settimanali ma sono soddisfatto. Su Amorim, Diego è un direttore molto moderno dal punto di vista della ricerca del giocatore, nell’analisi dei dati e nella vicinanza all’allenatore. Ma poi a volte fa questi exploit alla Sabatini che aveva il doppio orologio con i due fusi orari. Ha preso ed è andato a convincere il giocatore, società e procuratore perché abbiamo visto qualcosa di interessante in Amorim. E’ un giocatore giovane, la reputo un’operazione intelligente“.

Infine, un commento sulla sfida ai rivali di una vita della Lazio: “Sono molto concentrato su quello che è l’aspetto calcistico. Ritorno in uno stadio e nella città che mi ha visto giocare per tutta la vita, abito a cinque minuti dallo stadio. Ci sarà un piccolo di casa. Stavolta affronteremo la squadra che per me è stata la rivale principale per tutta la vita, ma vestendo una maglia diversa da quella della Roma non lo vivo ciò come un derby ma come una partiita importantissima per la nostra salvezza. So che magari con lo stadio pieno avrei avuto un’accoglienza diversa, ma per come sono fatto io, quando parlo di emozioni, parlo anche di quelle agrodolci. Io mi caricavo di più quando giocavo fuori casa che in casa“. Genoaoggi.it

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Genoa, De Rossi già in ritiro a Roma per la Lazio: ecco il motivo

I numeri non raccontano tutto, ma possono spiegare tanto. Da quando Daniele De Rossi ha preso il Genoa solo le squadre che si giocano la Champions e il Como di Fabregas hanno fatto più punti. Lui e Palladino hanno cambiato il volto di Genoa e Atalanta. Ma se i bergamaschi hanno una rosa più forte e strutturata, il lavoro di De Rossi in Liguria finora è stato di alto profilo. Diciassette punti da novembre ad oggi, meglio solo Inter (31), Milan (26), Juve (24, a proposito di allenatori che cambiano il volto alle squadre), Como (23), Roma e Atalanta (22). Quando De Rossi e Diego Lopez hanno preso in mano il Genoa la squadra era terzultima, oggi ha sei punti di vantaggio sulla zona retrocessione. Al netto di un attacco che segna tanto, è il nono del campionato, quello che colpisce è come De Rossi si sia perfettamente calato nel Genoa e nella città di Genova. Entra a Pegli alle 7.30-8 di mattina, esce quando è buio e infatti ha detto di aver visto il balcone di casa sua con il sole poche volte. Insieme a Lopez sta mettendo mano a tutta la struttura. Sul mercato sono perfettamente allineati: come ha spiegato lui stesso, il direttore propone, Daniele valuta e dice la sua, scegliendo solo profili che possano davvero aumentare il tasso tecnico e di personalità della squadra. 

L’allenatore ha poi chiesto – e ottenuto – che venissero rifatti i campi del centro sportivo e quindi la squadra da ieri è in ritiro a Roma. Oggi primo allenamento, il gruppo resterà fino alla partita di venerdì con la Lazio. Non solo calcio: De Rossi vive quando può Genova per cercare di capirne angoli e sfumature. Ogni tanto lo va a trovare qualche vecchio amico, come Burdisso o Strootman, ma la maggior parte del tempo è dedicata al lavoro con il suo staff. Il contratto scade a giugno, con rinnovo automatico in caso di salvezza: la strada è quella giusta. Corriere dello Sport

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Udinese, club furioso dopo Firenze: Natale in ritiro

Situazione calda all’Udinese, uscita sconfitta per 5-1 contro la Fiorentina allo Stadio Artemio Franchi nella penultima gara del 2025. Il duro ko della formazione di Kosta Runjaic (il settimo stagionale) non è andato giù alla società che ha deciso di adottare il provvedimento del ritiro, che inizierà a partire dal giorno di Natale. Il prossimo impegno dei bianconeri sarà casalingo, contro la Lazio di Maurizio Sarri, sabato 27 dicembre alle ore 18:00.

Come riporta Il Messaggero Veneto, la società è furiosa dopo la figuraccia di Firenze, lamenta un atteggiamento ingiustificabile e non ha ben visto neanche le dichiarazioni stentate dell’allenatore che ha scelto di rispondere quasi a monosillabi alle domande dei cronisti. Prima del suo intervento, era arrivato quello del direttore tecnico Nani a chiedere scusa e un maggiore impegno dei giocatori, reduci, tra l’altro, dall’entusiasmante vittoria sul Napoli. “Anche in 10 si può vincere, se si è una squadra forte che parla di obiettivi importanti. Non ci sono scuse, noi non ci nascondiamo e siamo qui perché la società è presente”, aveva dichiarato il dt.

Come conseguenza della decisione presa dai Pozzo quindi l’Udinese trascorrerà la sera del 25 in ritiro e non a cena in famiglia come di consueto. Una mossa forte della società che ha diviso gli stessi tifosi friulani tra chi la ritiene una mossa giusta dopo la figuraccia di Firenze e chi invece un provvedimento troppo duro per una squadra che è comunque dodicesima, a +9 sulla salvezza.

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Cremonese, Nicola: “Lazio un blocco unico, ma andiamo convinti. Assenze? Hanno una rosa…”

Alla vigilia della sfida tra Lazio e Cremonese, il tecnico grigiorosso Davide Nicola è intervenuto in conferenza stampa per presentare il match, soffermandosi sulle difficoltà della gara e sull’atteggiamento che la sua squadra dovrà avere.

“Ho detto che noi vogliamo mantenere la categoria esprimendo il nostro gioco e rendendo la vita difficile a tutti. La Lazio è una squadra che può lottare per le prime sei posizioni in classifica, viene da un buon ruolino di marcia e in casa è sempre una formazione ostica”. Il tecnico ha poi elogiato il lavoro di Sarri“Sarri è un tecnico esperto e capace, che alle sue squadre dà ordine tattico”, analizzando nel dettaglio le caratteristiche dei biancocelesti: “Giocano di reparto, con una linea difensiva abile a leggere palla aperta e palla coperta, sappiamo perfettamente che sono un avversario difficile perché hanno una buona gestione dello spazio”.

Il focus si è poi spostato sull’approccio tattico della Cremonese“Dovremo essere abili a capire come occupare gli spazi che ci verranno concessi e calmi e capaci nel trovare le condizioni giuste prima di creare le azioni offensive”, ha spiegato Nicola, sottolineando anche l’importanza della fase finale dell’azione: “Poi servirà essere abili nell’affondo finale, oltre a saper riconoscere quali posizioni ricoprire quando saranno loro ad avere palla”. Il tecnico ha concluso rimarcando il lavoro svolto in settimana: “In settimana ci siamo preparati in questa direzione”.

Nicola ha poi parlato dell’aspetto mentale e della convinzione necessaria per affrontare una sfida di questo livello: “Credo che l’unico rischio del nostro lavoro sia non fare le cose in maniera convinta”, aggiungendo: “Noi abbiamo un’idea precisa in mente e dove non riusciamo a fare le cose con qualità abbassiamo la testa, ci lavoriamo e cerchiamo di riproporle in maniera migliore”. Tornando sulla Lazio, ha ribadito: “La Lazio è una squadra ostica perché occupa bene gli spazi e resta compatta tra i reparti, sa muoversi come un blocco unico, e quindi serve un palleggio non solo coraggioso, ma anche qualitativo”.

Il tecnico grigiorosso ha poi evidenziato le opportunità che la partita può offrire: “Fortunatamente ci sono situazioni sulle quali si può insistere per trovare le dinamiche giuste, e noi ci siamo preparati su questo”, ribadendo l’atteggiamento con cui scendere in campo: “Abbiamo le idee chiare, servono la convinzione e la voglia di stupire”. Infine, una riflessione sul valore difensivo della Lazio: “Il fatto che sia la seconda miglior difesa e la prima per porte inviolate è una sfida ulteriore, perché ci stimola a creare qualche grattacapo in più”.

In chiusura, Nicola ha parlato delle assenze e della profondità della rosa avversaria: “Anche noi abbiamo delle assenze, come altre squadre”, spiegando poi: “Della Lazio mi colpisce la rosa che ha a disposizione nonostante le assenze, ci sono giocatori di esperienza e quindi non penso che per loro sia un problema”. Il tecnico ha concluso con una riflessione condivisa: “Come ho detto prima per noi, anche per loro può essere l’opportunità di scoprire qualcosa di nuovo”.