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AVVERSARIO

Torino-Lazio, D’Aversa: “Adams convocato. In attacco devo ancora scegliere…”

Roberto D’Aversa oggi pomeriggio ha presentato la gara con la Lazio. Il tecnico abruzzese si siederà per la prima volta sulla panchina granata, chiamato a sostituire Marco Baroni. Di seguito le sue parole, così come raccolte da torino.it:

Come ha trovato la squadra?
“Sicuramente come è giusto che sia col cambio di allenatore la squadra sa che non tutte le responsabilità sono dell’allenatore. Arrivavano da una sconfitta pesante e quindi mi preme cercare di risollevare il morale di questi ragazzi”.

Come deve giocare il centrocampo?
“Con personalità, per mettere in difficoltà gli avversari, la squadra ha subìto gol quindi anche il dato del possesso palla va aumentato. Le caratteristiche dipendono dal concetto di gioco, serve palleggio, serve fisicità se si gioca con i tre, altrimenti si devono fare entrambe le fasi se si gioca a due”.

Manterrà lo stesso sistema?
“A gennaio sono state fatte scelte per giocare con lo stesso sistema di gioco, quello che mi piacerebbe ed è chiaro che col tempo si velocizzerà il tutto. Il sistema di gioco lo determinano i giocatori che vanno in campo e gli avversari. Il calcio moderno sia quando hai la palla che quando la palla ce l’hanno gli altri cambia, bisogna dove ci sono gli aspetti positivi dare continuità”.

Con quale stato d’animo sta vivendo questa giornata?
“Non cambia lo stato emozionale e sono orgoglioso di rappresentare questo club, abbiamo entusiasmo per scrivere una pagina importante ed è normale che ci siamo buttati sul lavoro. Il mio unico pensiero è ragionare sulla partita di domani per raggiungere l’obiettivo. Ho poco tempo per ragionare su altro”.

Che risposte hai ricevuto?
“Applicazione, compreso oggi nella rifinitura, sin dal primo allenamento c’è stata attenzione, quello che vorrei vedere è che la squadra ritrovi quello spirito”.

Ha visto giocatori consapevoli del rischio che stanno correndo?
“Se ci fosse qualcuno che non ha ancora capito il momento non farebbe più parte della squadra, il mio avvento è anche per fare in modo che questo non accada, posso garantire che laddove non si capisca verrà tagliato fuori”.

Al Filadelfia c’è stato un confronto con i tifosi: cosa vi siete detti?
“Il confronto è stato civile, quando si va in campo si lotta e si fa risultato per far sì che i tifosi siano orgogliosi. Chiaramente come ho già detto in conferenza quando sono arrivato è normale che per il raggiungimento dell’obiettivo serve un ambiente compatto e con la loro spinta sarebbe più facile ma non entro nel merito delle loro decisioni. I tifosi vanno rimotivati e dipende da noi e dai risultati e dalle prestazioni”.

Al di là della difesa a tre che ha detto sarà confermata, cambierà altro nell’assetto?
“Sulla difesa a tre ho detto che ci sono tanti difensori centrali, ma quello che determina se giocare a tre o a quattro lo determinano i terzini di ruolo e di terzini di ruolo al momento ce ne sono pochi, lavorare di reparto è diverso che lavorare sui riferimento, arrivando oggi, il tempo per eventualmente lavorare di reparto con la difesa a quattro. La formazione la valuto sempre all’ultimo minuto, è l’unica forma di rispetto che un allenatore può avere verso i propri giocatori, ma tutti devono sentirsi prossimi”.

Rispetto a quelle che sono le caratteristiche dei suoi centrocampisti, Anjorin potremmo vederlo da regista o non ne ha le caratteristiche? Anche lei crede che a sinistra sia meglio un mancino, quindi Gineitis e non Casadei?
“Vlasic è un giocatore completo, poi ci sono le caratteristiche dei giocatori, si ragiona sulla completezza e su quello di cui abbiamo bisogno. Casadei è bravo a inserirsi, Prati nel fraseggio, poi ci sono quei giocatori completi che possono ricoprire qualsiasi ruolo. Per quanto ho constatato lo stesso Anjorin quando ho giocato con due mediani e due trequartisti quel ruolo di trequartista lo poteva ricoprire ma poteva fare anche il mediano, chiaro che poi ogni allenatore deve essere bravo a mettere i giocatori dove rendono meglio”.

Come sta Adams? Lei ha un’idea sull’attacco di coppie che funzionano meglio di altre?
“Adams sarà convocato, ieri ha fatto solo una parte di allenamento con la squadra e lo stesso stamattina, sul minutaggio va fatto un discorso pure con lo staff per evitare rischi che non possiamo permetterci. Per le coppie in attacco, non ho preclusioni, il pacchetto offensivo ognuno ha le sue caratteristiche. Per me tutti quelli che abbiamo possono giocare insieme, chiaro che tutti e tre insieme no ma nei due sicuramente ho ampia scelta, come ci sono centrocampisti che possono essere utilizzati in una zona di trequarti, magari anche a partita in corso”.

Cosa ha trovato di positivo?
“La predisposizione a fare quello che chiediamo, attenzione a quanto proposto. Normale che i giocatori si sentano responsabili di quello che è successo, ho giocato e ho avuto la sfortuna di subire un cambio di allenatore, il fatto che sia andato Baroni non voglia dire aver risolto la situazione, ognuno deve prendersi le proprie responsabilità. Se una squadra ottiene 9 clean sheet vuol dire che se va in campo con cattiveria e volontà molto probabilmente in questo momento la posizione di classifica sarebbe diversa. Non vedo perché dobbiamo essere la peggior difesa”.

Come sta Ilic?
“Ilic può fare tutto, la mezzala, il play, ha la personalità giusta, è un giocatore importante e bisogna lavorare perché torni in condizione”.

Ismajli sarà un punto di riferimento? Lui e Marianucci partono un pelo avanti?
“Partono avvantaggiati sul fatto che sanno cosa chiedo io, sanno cosa chiedo ad ogni reparto. Hanno fatto tutto l’anno con me sin dal ritiro e sanno cosa mi aspetto e cosa chiedo alla squadra, sta a loro convincermi di poter giocare dall’inizio”.

Ha visto qualcosa di diverso rispetto a quello che aveva visto da fuori?
“Sicuramente è totalmente diverso e sul campo te ne rendi conto. C’è del potenziale, ci sono giocatori che raggiungono velocità impressionanti e anche dal punto di vista tecnico, qui cito Vlasic, poi sta alla squadra dimostrare il proprio valore, singolo ma ragionando anche da squadra”.

Anjorin può tornare ai suoi livelli?
“Sulla gestione fatta qui non mi permetto di esprimermi, sono rispettoso dei ruoli. Viene dal Chelsea, è molto forte e se non è rimasto lì è perché ha avuto dei problemi. Lo scorso anno abbiamo avuto la fortuna che lui facesse 21 partite e ha dato un grosso contributo. Dobbiamo lavorare affinché torni ai suoi livelli”.

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ARBITRI

Sostituzioni e rinvii col cronometro, VAR su corner e secondo giallo: l’Ifab “prova” la rivoluzione

L’IFAB dichiara guerra a chi perde tempo, dando più forza all’uso del cronometro contro i furbi del rettangolo verde. L’organo deputato a cambiare le regole del calcio, si riunirà oggi per la 140-esima assemblea generale, ipotizzando nuovi interventi del VAR.

Come spiega La Gazzetta dello Sport, tanti temi sul tavolo, dalle perdite di tempo, ai secondi gialli, finendo ad una nuova normativa sul fuorigioco. In primis, l’attuale soglia degli 8 secondi, utilizzata per il rinvio del portiere, sarà estesa a rimesse laterali e rinvii dal fondo.

Passando a chi gioca sugli infortuni, chi chiederà l’intervento medico dovrà stare fuori almeno 1 minuto. Eccezioni per il portiere e nel caso in cui, il calciatore che ha provocato il ko fisico, venga ammonito o espulso. Non solo: chi viene sostituito dovrà uscire dal campo entro 10”.

Due novità invece sull’utilizzo del Var. La prima riguarda l’utilizzo della review anche per i secondi cartellini gialli. L’utilizzo del monitor, inoltre, sarà allargato anche alla valutazione sui corner assegnati.

Finiamo col fuorigioco. Il capo del calcio Fifa, Wenger, vorrebbe reintrodurre il concetto di luce. La versione più radicale vorrebbe che tutto il corpo dell’attaccante fosse oltre quello del difendente. Sarebbe una rivoluzione, i tempi saranno lunghi.

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NEWS

La prima di D’Aversa col Torino: 3-5-2 confermato con la Lazio. I dubbi del tecnico

Domani alle 18 Torino e Lazio si sfideranno in Piemonte, match contraddistinto dalle proteste dei tifosi contro Cairo e Lotito, presidenti delle due compagini.

Sulla panchina granata si siederà per la prima volta Roberto D’Aversa, il tecnico abruzzese subentra a Marco Baroni. Come riporta il sito toro.it, D’Aversa in sede di presentazione ha già ribadito che confermerà il 3-5-2.

Uno dei principali difetti imputati all’ex allenatore di Lazio e Lecce, risiedeva nella scelta di cambiare continuamente formazione, schierando raramente lo stesso 11 per due gare di seguito.

In mediana il primo interrogativo riguarda la scelta tra Casadei e Gineitis, con l’italiano che partirebbe leggermente in vantaggio. Un po’ più indietro c’è Anjorin, l’ex Empoli, anche in granata, ha pagato la fragilità fisica.

Nel reparto arretrato Ismajli si muoverà  da centrale, accanto a lui potrebbe toccare a Marianucci, già noto a D’Aversa quando allenava l’Empoli. Marianucci dovrebbe rilevare uno tra Coco e Maripan.

In attacco Adams è ancora out. Simenone dovrebbe essere titolare. Accanto all’argentino se la giocano Zapata, Kulenovic e Njie.

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ESCLUSIVE

‘NMM’ – Guidetti: “Sanremo? Mi è piaciuta molto Malika Ayane. Dargen D’Amico geniale come Cassano” – (AUDIO)

Alberto Guidetti, autore e componente della band ‘Stato Sociale’, è intervenuto oggi pomeriggio ai microfoni di Radiosei per commentare il Festival di Sanremo 2026.

“La cover? Ieri ero fuori e ho recuperato stamattina. Ditonellapiaga e Tony Pitony hanno fatto una cosa bella, lei ha tanto talento. Lui tecnicamente è molto bravo anche se io con lui non rido ma ieri è stato bravo. Qualcuno che mi ha dato qualcosa di diverso? A livello personale non tanto, mi sembra un’edizione un po’ grigia, anche dal punto di vista televisivo”.

“Sal Da Vinci va dritto, si è presentato sicuro di sé, mi sembra destinato a vincere o comunque a durare. Mi piace molto il pezzo di Malika Ayane, un po’ italo disco. Avevo tante aspettative su Tommaso Paradiso. Secondo me in quel contesto il suo brano si perde un po’. Avrei preferito un brano che spaccava, su quel palco serviva una virgola in più. L’Ultima Luna è uno dei miei brani preferiti, lì Paradiso ha dato quella solarità e il modo figo di porsi”.

“Dargen D’Amico lì in mezzo è un fuoriclasse del pensiero, velocità e acume da mettere insieme. La carriera di Dargen assomiglia a quella di Cassano, vivacità non sempre premiata. Quando è libero di fare quello che realmente ha nella testa diventa tanta roba”.

“Il brano di Hermal Meta è una filastrocca, pezzo bello ma è compleso dare una veste musicale che sia un trampolino per la poetica senza poi diventare troppo complesso”.