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DICHIARAZIONI

Lulic, è un addio amaro: “Evocheró ogni giorno vissuto insieme. Non ho avuto la possibilità di continuare”

Senad Lulic saluta la Lazio. Lo fa lontano da quella che è stata la sua casa per dieci e intensi anni. In un post su Instagram, il capitano biancoceleste racconta la grande avventura: "Cari laziali, è arrivato il momento di salutarci, di dirci arriverderci dopo 10 bellissimi anni e 371 presenze vissute con l’aquila sul petto, con tutto me stesso. Dopo tanti successi, e indimenticabili ricordi, lascerò la Lazio perché non ho avuto la possibilità di continuare a giocare e lottare insieme a voi".

"Non tutti i sogni sono senza fine e non tutti i sogni dipendono solo dai nostri desideri. Le speranze e le volontà, a volte, da sole non bastano. Lascerò tanti amici e tante belle persone che ho conosciuto in questo decennio biancoceleste. Ringrazio la società Lazio e il presidente Lotito per l’opportunità che mi è stata data: indossare questa maglia speciale lungo 10 anni. Un grazie molto speciale lo rivolgo a tutti i tifosi della Lazio, sappiate che vi porterò per sempre nel mio cuore. Evocherò, nel mio futuro, ogni giorno vissuto insieme a voi. Eternamente vostro, Senad". corrieredellosport.it

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QDL’ – Sarzanini (Leggo): “Settimana dell’accelerata sul mercato. Domani Hysaj, per Lazzari nessuna trattativa”

ENRICO SARZANINI (Leggo) in collegamento a 'QDL': "Mi aspetto un'accelerata sul mercato, già in questa settimana potrebbero esserci delle chiusure. Per esempio domani ci sarà l'incontro per definire l'ingaggio di Hysaj. Il suo arrivo non è connesso al futuro di Lazzari, malgrado anche l'ex Napoli sia un terzino. Poi abbiamo sempre sostenuto che serva una squadra con diverse alternative ed al momento non ci sono trattative per la cessione dell'ex Spal. Lotito lo valuta molto e Sarri potrà valutare in ritiro il suo adattamento nella difesa a quattro. Ad Auronzo prima e probabilmente in Germania a Marienfeld poi. Esuberi? Tra i tanti nomi che facciamo, penso che uno come Lukaku potrebbe essere rivalutato. I suoi problemi sono comportamentali, non certo tecnici". 

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QDL’ – Casinelli (Dir. RadiocorriereTV): “Per ora Sarri unica certezza. Primavera? E’ ora di voltare pagina”

FABRIZIO CASINELLI (Dir. Radiocorriere Tv) in collegamento a 'QDL': "L'unica certezza che abbiamo fino ad ora è Sarri. Il resto sono chiacchiere di mercato, aspetto domani che arrivi il primo giorno da laziale del tecnico toscano. Retrocedere con la Primavera, intanto, è una sconfitta per tutto il sistema Lazio e le intenzioni di rilancio del settore giovanile. Mi auguro che da domani si volti pagina. Hysaj? Chiaro che il nuovo tecnico porti giocatori che conosce e con il quale c'è stato un trascorso. E' un buon giocatore, ancore relativamente giovane. L'unico problema che vedo in questo momento è lo sfoltimento della rosa. Ci sono molti esuberi, un numero tale di giocatori importante. Tempo che lo sfoltimento della rosa possa condizionare il mercato in entrata. E' una situazione che Tare deve risolvere, anche perchè di solito sarri si affida a 16-17 giocatori, non di più per lavorare con massima tranquillità". 

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APPROFONDIMENTI

Il New York Times incorona Immobile: “Numeri da top player in Europa”

Ciro Immobile leggermente dietro Messi, Ronaldo e Lewandowski. Il New York Times esalta l'attaccante della Lazio e della nazionale di Roberto Mancini nonostante in Europa si parli poco di lui rispetto ai suoi colleghi. Il quotidiano a stelle e strisce elenca i numeri delle ultime cinque stagioni dello scugnizzo biancoceleste con ben 123 gol in 177 presenze nella sola serie A, con tanto di scarpa d'oro nella stagione 2019/2020.

Dalla domanda a Mancini all'abbaglio di Monchi

Il NY Times, infatti, non si spiega come mai Immobile sia così sottovalutato da giornalisti e addetti ai lavori, citando anche un'intervista a Roberto Mancini prima di Euro2020 in cui si chiedeva al ct azzurro se la sua squadra potesse sperare di fare bene nel torneo quando mancava un attaccante di prim'ordine. Così come ricorda il suo passaggio dal Dortmund al Siviglia nel 2015, visto come un incredibile abbaglio dell'ex dirigente della Roma Monchi, tornato a ricoprire il ruolo di ds del club andaluso dopo l'avventura in giallorosso. "Ci sono due ragioni per cui i trasferimenti vanno male – le parole di Monchi al quotidiano -. Uno è che il giocatore non trova la fiducia di cui ha bisogno nel suo nuovo club, o in un nuovo campionato. Questo è particolarmente importante per gli attaccanti. E la seconda è che lo stile di gioco della squadra non gli si addice. Penso che entrambi si applicassero a Ciro". Per lui era solo una di quelle cose. Sa che, a volte, gli accordi non funzionano. Lui e il Siviglia sono andati avanti.

Gli anni all'estero al momento sbagliato

Anche al Dortmund non fu un periodo felice. Era arrivato per sostituire Robert Lewandowski, ma anche in Germania, prima ancora che in Spagna, l'avventura fuori dall'Italia di Ciro fu un fiasco. Nel 2020, ricorda il NY Times, quando Immobile vinse la scarpa d'oro fu "una sorta di vendetta". Non contro qualcuno in particolare, ma semplicemente contro chi non aveva creduto in lui tra Dortmund e Siviglia. Ora l'Europeo potrebbe rappresentare il suo palcoscenico più grande e lo stesso attaccante della Lazio ai gol preferisce il trionfo finale. In fondo non conta chi segna, l'importante è farlo per proseguire quel sogno, chiamato Europeo. Repubblica.it

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APPROFONDIMENTI

Costa (Sottosegretario Ministero della Salute): “I tifosi inglesi non entreranno allo stadio Olimpico”

“Sono chiaro e netto: i tifosi inglesi non potranno venire in Italia a guardare la partita all’Olimpico con l’Ucraina il prossimo 3 luglio. Ci sono 5 giorni di quarantena, la regola deve essere rispettata. Non possiamo correre rischi. Se un tifoso inglese parte oggi, non vedrà la partita. Stesso discorso per chi è partito ieri e per chi parte oggi. Nessun tifoso inglese che arriva oggi in Italia potrà andare allo stadio per assistere alla gara tra Inghilterra ed Ucraina di Euro2020" ha dichiarato Andrea Costa, Sottosegretario al Ministero della Salute, ai microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli.
Poi, sulla finale degli Europei a Wembley: "Condivido la posizione di Draghi. Si può giocare la finale della competizione qui da noi. L’Italia ha un basso numero di contagi, giocare qui tutelerebbe la salute dei cittadini. Far giocare le gare di Euro2020 in Inghilterra non è opportuno. Ricordo le parole di Boris Johnson, che quando i contagi erano bassi auspicava di disputare le partite in Inghilterra. Il quadro oggi è mutato. L’Italia può ospitare la finale! Siamo di fronte ad un evento organizzato come Euro2020 ed i tempi sono stretti ma c’è una pandemia in corso e servono scelte straordinarie. Giocare in Italia è ipotesi da prendere in considerazione. Poi spetterà all’Uefa prendere decisioni. Mi auguro che ci sia dall’Uefa una riflessione di buon senso". Corriedellosport.it

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PRIMAVERA

Tracollo Primavera: la rabbia di Lotito e le responsabilità di Tare

Il martedì nero di Lotito. In mattina ta la Figc ha bocciato il trust sulla Salernitana e aspetta integrazioni entro sabato a mezzanotte, in serata invece la delusione per la retrocessione della LazioPrimavera. Ieri a Bologna la fine della lenta ma lunga agonia degli aquilotti, che nonostante il cambio in panchina, da Menichini a Calori – non si sono salvati: decisivo il ko per 2-1 nel ritorno del playout contro i rossoblù, dopo l’1-1 di una settimana fa. Inutile il gol del vantaggio di Raul Moro, in estate promosso con Sarri. Per la seconda volta negli ultimi quattro anni, la prossima stagione la Lazio Primavera giocherà in Serie B. Un brutto colpo per l’immagine del club di Lotito, furioso come i tifosi, che sui social hanno esternato tutta la propria rabbia. Sicuramente ha pesato, anche, il contraccolpo psicologico della tragica perdita di Guerini. Tra i più criticati sul web, il responsabi le della Primavera Tare. Repubblica

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SETTORE GIOVANILE

Primavera, la disfatta è completa: ko ai supplementari a Bologna, altra retrocessione

Play-out salvezza, gara di ritorno (1-1 all’andata): al termine del primo tempo la Lazio Primavera è in vantaggio a Casteldebole sul Bologna grazie alla rete di @raulmoro7 al 23’. Se finisse così la squadra di Calori sarebbe salva!

Play-out salvezza Primavera: finiscono 1-1 i 90’ del match di ritorno tra Bologna e Lazio a Casteldebole. Nella ripresa è stato Ruffo Luci a pareggiare il conto su calcio di rigore dopo la rete del vantaggio biancoceleste firmato da Raul Moro (infortunatosi nella ripresa). Si va ai supplementari…

Play-out salvezza Primavera: la Lazio di Alessandro Calori non ce l’ha fatta, é di nuovo in serie B (seconda volta in 4 anni). Fatali i tempi supplementari ed in particolare il 105’, quando Rocchi (ironia del destino) ha scagliato con forza il pallone sotto la traversa difesa da Pereira. La seconda frazione supplementare non è bastata per pareggiare nuovamente i conti e salvare una stagione ancora amara.

BOLOGNA-LAZIO 2-1

Marcatore: 23' Moro (L), 64' rig. Ruffo (B), 105' Rocchi (B)

 

BOLOGNA (4-3-1-2): Molla; Arnofoli, Tosi, Khailoti, Montebugnoli (80' Annan); Viviani (80' Maresca), Farinelli, Roma; Ruffo (106' Motolese); Rabbi (72' Rocchi), Vergani (46' Pagliuca).

A disp.: Prisco, Pietrelli A., Pietrelli R., Raimondo, Cavina, Paananen, Amey.

All.: Luciano Zauri

LAZIO (4-3-1-2): Pereira; Novella, Armini, Franco, Ndrecka (11' Floriani); A. Marino (91' Cesaroni), Bertini, Coulibaly; Shehu (62' Ferrante); Moro (80' Tare), Castigliani (80' Cerbara).

A disp.: Peruzzi, Magro, Ferro, Zaghini, Santovito, T. Marino, Mancino.

All.: Alessandro Calori

 

 

Arbitro: Francesco Carrione (sez. di Castellamare)

Assistenti: Lattanzi – Cattaldo

 

NOTE. Ammoniti: 45' Vergani (B), 57' Shehu (L), 75' Tosi (B), 105' Rocchi (B), 110' Novella (L), 118' Armini (L)

Recupero: 3' pt.

 

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE… ‘ – Cardone (La Repubblica): “Anderson a prescindere da Correa. Ma il resto del mercato dipende dalla cessione dell’argentino” (AUDIO)

AUDIO 'QUELLI CHE...' – Ascolta l'intervento di MAURO MAZZA e GIULIO CARDONE (La Repubblica): "L'operazione Hysaj nelle prossime ore potrebbe sbloccarsi, Sarri dovrebbe avere il suo fidato terzino. Sul resto, c'è un po' di preoccupazione per la storia di Correa. La trattativa per Anderson può andare in porto a prescindere dalla cessione dell'argentino. Ma il resto è molto legato a questo. Il manager di Correa sta cercando di impostare un'operazione con i francesi, ma non è facile. Loro propongono anche contropartite tecniche, vedremo. Gli obiettivi li conosciamo, Brandt compreso. Stanno parlando con il padre del ragazzo che è anche il suo manager. Ci sono delle alternative al calciatore del Borussia, si stanno sondando più piste"

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ALTRE

Salernitana, i correttivi di Lotito per evitare l’incubo: la garanzia di un fondo prima dell’iscrizione e trustee differenti

La FIGC tende la mano, indicando alla Salernitana in largo anticipo la strada da seguire per evitare la clamorosa estromissione dal campionato di serie A. Ora tocca a Claudio Lotito, che aveva spaventato i pochi imprenditori realmente interessati con una richiesta spropositata, fare un passo indietro e predisporre in tempo utile un blind trust che rispetti tutti i paletti imposti dalla Federazione. Su tutti un fondo economicamente valido che consenta di allestire una rosa competitiva, che produca risultati avvicinando potenziali acquirenti. "La gestione ordinaria non può basarsi solo sull'autofinanziamento e sui soldi dei diritti tv e degli sponsor, a lungo andare si rischia una sofferenza" filtra dalla FIGC, anche l'avvocato Ruggiero Malagnini ha espresso alcune perplessità: "La FIGC non ha bocciato la Salernitana, avesse avuto questa intenzione non avrebbe concesso 5 giorni in più nè indicato i punti da chiarire. Se Lotito tira troppo la corda rischia di vanificare in una settimana il percorso fatto in 10 anni. Ormai mancano pochi giorni, per evitare un'estate di contenziosi indichino figure professionali totalmente slegate dai presidenti uscenti. Altrimenti si alimenteranno dubbi tali da spingere le autorità competenti a prendere decisioni drastiche e, in quel caso, insindacabili". Il Benevento è spettatore interessato, avrebbe mostrato alcune perplessità sulla proroga concessa ai granata ma la data del 25 giugno non era ritenuta perentoria e quindi si è agito alla luce del sole senza corsie preferenziali. "Avranno i chiarimenti che hanno chiesto, riteniamo non sia in dubbio la partecipazione della Salernitana al prossimo campionato di A. E' evidente che gli ex azionisti non abbiano alcun ruolo in società, c'è stata una prima riunione in cui abbiamo analizzato le richieste della FIGC e ci metteremo in regola nei tempi dovuti" ha ribadito Gianmichele Gentile, mentre l'avvocato Roberto Afeltra dà una lettura che induce i tifosi granata ad essere ottimisti: "Non è una bocciatura, ma un'apertura".

E così Lotito, che ha provato fino alla fine a non perdere la sua creatura ("Le regole esistono per chi sa interpretarle, allestiremo una squadra competitiva…a prescindere dalla mia presenza" disse nel giorno della festa all'Arechi), dovrà rassegnarsi: non solo sarà necessario garantire risorse imponenti prima dell'iscrizione, ma dovrà indicare trustee e amministratori unici differenti. Anche perchè bisogna accorciare i tempi e favorire quegli imprenditori che non avrebbero alcun interesse a subentrare a ottobre, con una squadra già allestita e un mercato chiuso. Intanto mister Castori aspetta notizie, c'è un ritiro in alto mare e il ds Fabiani, fresco di rinnovo biennale, non può condurre nessuna operazione di mercato pur avendo adocchiato gente come Riccardo Gagliolo, Jean Daniel Akpa Akpro e Antonino La Gumina. Il rischio di perdere la categoria persiste, ma tutte le parti in causa lavoreranno per scongiurarlo anche per preservare il merito sportivo. Tutta la politica salernitana è scesa in campo: dal Parlamentare Piero De Luca al Sindaco Vincenzo Napoli e l'assessore Angelo Caramanno, qualcuno potrebbe chiedere una interrogazione parlamentare anche in risposta al Sindaco di Benevento Clemente Mastella. C'è poi la strada della giustizia ordinaria, quella che preoccupa la FIGC e che potrebbe mettere in discussione il famoso articolo 16 bis delle Noif in parte ritenuto, da qualcuno, anticostituzionale. "Non possiamo andare incontro ad un esproprio proletario, non è ammissibile che un imprenditore non possa fare calcio solo perchè la sorella è sposata col presidente della Lazio" ribadì Marco Mezzaroma dopo la trasferta di Pescara. Gabriele Gravina è troppo intelligente da non capire che una soluzione che prevede i granata in A sarebbe la migliore per tutti. Ma a Salerno, dopo i 20mila in piazza per festeggiare, è pronta una contestazione molto forte. tuttomercatowev.com

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RASSEGNA STAMPA

Lulic-Parolo, oggi è ufficiale l’addio ad un capitolo importante della storia biancoceleste

Si chiude un enorme capitolo della storia della Lazio con gli addii di Senad Lulic e Marco Parolo. Due senatori biancocelesti, senza il rinnovo contrattuale, salutano così, nel silenzio assordante di un’estate che porta aria di  rivoluzione. Il maledetto Covid, con gli stadi vuoti, non ha permesso nemmeno un degno tributo a due miti che si sono distinti per voglia, lazialità e professionalità. E così anche l’eroe del 26 maggio 2013, il buon Senad, dice addio da capitano. Applausi solo sui social, virtuali, in un mondo che ha tolto tanto romanticismo alle cose.

Lulic e Parolo, addii in silenzio pensando al futuro

Di rinnovo, per entrambi, non si è mai parlato. Hanno digerito l’addio, aspettando il 30 giugno, per un lungo mese. Per Lulic, dal 2011 a Roma, 371 presenze e una immagine indelebile: il gol alla Roma in finale di Coppa Italia. La sua leggenda rimarrà scolpita nella mente dei tifosi per sempre. Per Parolo invece, arrivato dal Parma nel 2014, 265 presenze. Maglia sempre sudata, leader dello spogliatoio, centrocampista di una intelligenza unica e rara. Negli anni non si è mai tirato indietro, ha ricoperto ogni ruolo del campo. Ci pensa Parolo. Così è stato. Storie di uomini, prima che calciatori. Senad è in Svizzera con la famiglia, vorrebbe continuare con il calcio vicino casa. Marco è pronto ad intraprendere la carriera da allenatore in qualche settore giovanile. Ha una scuola calcio a Gallarate, adora insegnare e ha le capacità comunicative giuste. I tifosi salutano due miti: sarebbe stato bello acclamarli dal vivo in uno stadio pieno. Targhe, maglie celebrative, striscioni. Non si può. Ma ogni tifoso, in cuor suo, ha detto grazie a due giocatori che hanno fatto la storia della Lazio. Corrieredellosport.it