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RASSEGNA STAMPA

Lukaku chiama Sarri: “Non l’ho sentito, mi piacerebbe tanto lavorare con lui. Romelu-Immobile? Due bestie”

Non è il Lukaku griffato. È Jordan, fratello minore di Romelu, un anno più piccolo. Di proprietà della Lazio: «Quando sbarcai a Roma nel 2016, i tifosi dicevano di aver preso il Lukaku sbagliato perché venivo da un Europeo in cui non avevo giocato bene». Adesso tornerà dal prestito al Royal Antwerp di Anversa(nonostante le origini congolesi, la sua città natale), ma con un grosso rimorso sulle spalle: «Purtroppo gli infortuni mi hanno condizionato, adesso sto bene, ma sarei stato entusiasta di poter essere col fratellone e la mia Nazionale ai quarti di finale».

Almeno sarà a Monaco sugli spalti? 

«Purtroppo no, perché ci sono stati concessi due biglietti e andranno mi ma e mio padre. Io farò il tifo davanti al televisore».

Che partita si aspetta?

«Il Belgio è favorito, ma nulla è scontato in questo Europeo. Quanto successo alla Francia dovrà servire da insegnamento. Molto per noi dipenderà dalla presenza di De Bruyne e Hazard. Sono in forte dubbio e, senza di loro, il nostro gioco offensivo ne risente parecchio».

Sarà tutto sulle spalle di Lukaku senior. Che sfida col suo compagno Ciro.

 

«Ho sentito mio fratello ed è carico. Lui non risente della pressione, lo ha dimostrato con l’Inter vincendo lo scudetto. Fra un amico e il sangue, io scelgo sempre la famiglia senza alcun dubbio. Sia Immobile che Romelu sono però due bestie sotto porta, non sbagliano un colpo. Lo dicono i numeri e i gol».

È vero che lei e Romelu siete i vostri maggiori critici?

« (ride, ndr). Ci schieriamo l’uno contro l’altro pure quando giochiamo alla Play. Lui addirittura studia le mie prestazioni nel dettaglio su Wyscout e mi corregge ogni sbaglio. Quando giocavamo insieme nell’Anderlecht lo faceva persino in campo, dal vivo».

Peccato che siate stati separati in Serie A, ma sopratutto nel Belgio?

«Ho 27 anni, c’è ancora il prossimo mondiale per provare a riprendermi il posto».

Quante chance ha l’Italia di passare ancora il turno?

«Io sono rimasto impressionato dal girone. Gli azzurri hanno vinto tutte le partite con una facilità disarmante. Giocano bene e la difesa regge sempre. Spero di no, ma hanno tutte le carte in regola per vincere. In una gara secca, sono gli episodi a cambiare la sorte, più della forza individuale».

Cosa ne pensa delle polemiche nostrane sull’inginocchiamento?

«Non dev’essere un gesto di solidarietà solo verso la campagna #BlackLivesMatter, ma un segno contro ogni discriminazione per il rispetto di tutti».

Da terzino chi la sta sorprendendo?

«Spinazzola sta disputando un torneo esaltantre. Ha fisico e qualità, è un po’ anarchico come me».

Invece Jordan dovrà diventare disciplinato con l’uovo allenatore biancoceleste?

«Non ho ancora parlato con Sarri, ma mi piacerebbe tanto lavorare con lui. Mi farebbe crescere e io credo di poter essere utile».

È solo una speranza quella di tornare nella capitale e restare?

«Intanto torno sicuro. La Lazio mi ha chiamato e mi ha detto di presentarmi a Formello il 10 luglio. Poi partirò per Auronzo e magari convincerò il tecnico…». Il Messaggero/Alberto Abbate

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CALCIOMERCATO

Correa-PSG: la Lazio lo valuta 45 milioni, i francesi propongono Sarabia

Per portare in Ligue1 Correa, il Paris Saint Germainvorrebbe inserire una contropartita nell'operazione. Tuttavia al momento i dialoghi sull'asse Lazio-PSG sono in stand-by perché il club biancoceleste valuta il giocatore 45 milioni ma i parigini vorrebbero inserire Sarabia nell'affare. Trattativa bloccata dunque ma si stava iniziando a ragionare proprio sulla possibilità di coinvolgere un altro giocatore che farebbe il percorso inverso rispetto a Correa. Gianlucadimarzio.com

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CALCIOMERCATO

Basic: accordo totale per l’ingaggio, distanza minima con il Bordaux

La Lazio accelera in direzione Toma Basic. L’offerta per il centrocampista classe 1996, che ha un altro anno di contratto con il Bordeaux, è di 6,5 milioni più bonus, la richiesta è superiore di 2-3 milioni. Come già svelato nel pomeriggio, ci sono accordi totali con l’entourage del centrocampista e ora esistono le basi per arrivare a una quadratura, il profilo piace molto a Maurizio Sarri. Alfredopedullà.com

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APPROFONDIMENTI

La Figc boccia il trust della Salernitana: “Non c’è indipendenza economica rispetto ai disponenti”. Le modifiche entro Sabato…

I dubbi sono diventati una vera e propria bocciatura. Per la Federcalcio il trust approntato da Lotito e Mezzaroma per uscire dal vicolo cieco della doppia proprietà -Lazio e Salernitana – in serie A, non va bene. O meglio, così non va bene. I punti critici sono almeno tre, ma ci sono due parole chiave che hanno provocato la decisione: mancata indipendenza.

SOLDI E NOMINE- In particolare gli incroci riguardano le regole che legano i due trustee, le figure chiave dell’operazione, ai cosiddetti “guardiani” della proprietà e soprattutto all’amministratore delegato, il generale della guardia di Finanza Ugo Marchetti (che Lotito aveva candidato nel 2017 alla presidenza della Lega), nominato dalla vecchia proprietà. Insomma, un problema di persone e di impalcatura generale dell’operazione. Ma c’è un altro tema: il trust con i due trustee navigherebbe senza in risorse in mare aperto, cioè nel piano si prevede una dotazione economica minima. Uno scenario che renderebbe inevitabile un rapporto di “dipendenza economica” fra i due trustee e la vecchia proprietà. Non è realistico, per i legali incaricati di stilare la relazione, pensare che la sola rata dei diritti televisivi possa garantire l’autonomia necessaria per i sei mesi previsti per trovare un compratore. Nella relazione si legge quindi che “in virtù del processo di scelta delle persone componenti del trust e delle regole previste nella gestione dello stesso” si ritiene che la soluzione prospettata “non sia un vero e proprio ‘blind trust’. È che “non è stata assicurata indipendenza economica al trust rispetto alle società disponenti”.

PROSSIME PUNTATE- E ora? Ora la vecchia proprietà dovrà approntare le dovute modifiche per evitare il rischio che la domanda di iscrizione, presentata regolarmente entro la giornata di ieri, possa essere respinta. La bocciatura arrivata in tempi rapidissimi, in pratica a poco più di tre giorni dalla consegna della documentazione, è segno che si vuole dare il tempo per trovare un’altra direzione e uscire dallo stallo: la scadenza per regolarizzare la posizione scade sabato alle ore 20. I tempi poi saranno veloci: entro il 7 luglio sarà convocato un consiglio federale per analizzare il nuovo piano modificato e prendere una decisione definitiva. Gazzetta.it

 

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CALCIOMERCATO

Hysaj, giovedì incontro con l’agente per definire l’ingaggio

Elseid Hysaj alla Lazio. Secondo quanto riferito da Alfredo Pedullà l’incontro programmato per la scorsa settimana, e poi rinviato, si terrà giovedì. Esiste già una base di intesa per il terzino albanese che tra qualche giorno si libererà a parametro zero dal Napoli. Intesa che verrà formalizzata nel vertice di mercoledì, pronto un contratto quinquennale.

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ESCLUSIVE

‘QDL’ – Zoff: “L’Italia può giocarsela con le migliori. Immobile? I numeri sono fatti”. Mazzola: “Siamo forti e compatti”

DINO ZOFF in collegamento a 'QDL': "Per il momento non ci sono grandi sorprese in questo Europeo, certo ieri è uscito dalla competizione il Portogallo che meritava di più contro il Belgio. L'Italia sta facendo un gran bene, i numeri sono numeri e si è vista anche la qualità della rosa. Credo che ce la possiamo giocare con le due-tre migliori della competizione. Donnarumma ha battuto il mio record? Mi interessa poco (ride, ndr), è stata la nazionale a raggiungere il record di imbattibilità. Questi sono numeri che confermano davvero la bontà del lavoro e la forza della squadra. Con l'Austria ha rischiato è vero, ma ora avrà la possibilità di confermarsi nella parte finale della competizione. Immobile? Anche qui è una questione di cifre, le sue parlano chiaramente. Il suo lo fa sempre, sono i fatti che parlano"

SANDRO MAZZOLA in collegamento a 'QDL': "Mi sto divertendo a vedere questi Europei, non mi aspettavo di vedere tanto talento. Non mi aspettavo un'Italia così forte e compatta, mi piace Immobile. A volte succede che in partenza un tecnico ti mette in una posizione che non ti va bene, poi è la personalità del calciatore che sposta a suo favore la questione". 

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APPROFONDIMENTI

Piano Flaminio, le condizioni di Lotito: ma il progetto potrà entrare nel vivo solo dopo le elezioni

Ormai è chiaro: Claudio Lotito vuole il nuovo stadio per la Lazio, e il Flaminio è la terra promessa. Come riporta Il Corriere della Sera, il presidente biancoceleste ha intenzione di accelerare ulteriormente nel suo progetto, ponendo quattro condizioni a riguardo. Anzitutto, la capienza: il Flaminio della Lazio dovrà avere almeno 40.000 posti a sedere, in modo da non creare alcun problema con la UEFA. Al momento, l’impianto da gioco potrebbe ospitare un massimo di 30.000 spettatori.

Seconda condizione, la copertura: uno stadio senza tetto è ormai anacronistico. Si tratta quindi di ampliare lo stadio e coprirlo, due dei principali ostacoli per il progetto di Lotito, dal momento che l’impianto è sotto la tutela della soprintendenza delle Belle Arti.

Le altre condizioni, parcheggi e viabilità, sembrano invece più raggiungibili. Il presidente ne ha già parlato con la sindaca Raggi, che ha mostrato un’apertura a riguardo, ma la questione potrà entrare nel vivo soltanto dopo le elezioni amministrative di questo autunno.

Elezioni in cui diversi candidati hanno inserito il Flaminio nei loro discorsi, alla luce delle condizioni in cui versa l’impianto e all’importanza che avrebbe la sua riqualifica. Tutto, in ogni caso, dipenderà dall’esito delle tornate elettorali. Se il nuovo sindaco accettasse le quattro condizioni poste da Lotito, si potrà fare, e la Lazo avrà il suo nuovo stadio. Altrimenti, si rischia uno stallo che non porterà a nulla. calcioefinanza.it

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DICHIARAZIONI

Italia, la carica di Acerbi: “Fermiamo Lukaku tutti insieme!”

Carichi e concentrati per un’altra grande partita da Italia. Gli azzurri di Mancini lavorano in vista dei quarti di finale contro il Belgio. Si gioca venerdì sera contro Big Rom Lukaku, l’avversario più temibile che gli italiani conoscono bene. La punta dell’Inter sta trascinando la sua nazionale. E Francesco Acerbi, al sito ufficiale della Uefa, si prepara all’incontro: “Lukaku si ferma di squadra, si ferma con il singolo. È un grandissimo attaccante, ha fatto la differenza in Serie A, sta facendo la differenza con il Belgio che ha De Bruyne, Hazard, tantissimi grandi giocatori. Lui è uno con cui devi sempre stare sul pezzo, sempre attento. Lo abbiamo già fermato, si conosce già, ma sappiamo che è un giocatore a cui se lasci mezzo spazio ti fa gol. Un giocatore di livello internazionale. Ma come lui ce ne sono molti altri. Si ferma con il gruppo, con la massima attenzione. Ma è il gruppo che alla fine sarà decisivo per vincere questa partita. C’è lui ma ce ne sono tanti altri e anche noi abbiamo tantissimi grandi giocatori. Anche per loro sarà molto difficile”.

Acerbi e la forza del gruppo
“Lukaku ha fatto doppietta quando io giocava da terzo [di difesa] perché si era fatto male Radu (con la maglia della Lazio, ndr). Anche lì avevamo fatto bene contro di lui, aveva fatto poco. Lui è un grandissimo campione ma lo conosciamo e alla fine si vince con il gruppo, vinci perché tu e tutti gli altri avete fatto una grande partita. Lo abbiamo fatto con la Lazio, adesso cerchiamo di farlo con l’Italia. Se tutti noi diamo il massimo, tutti remiamo nella stessa direzione. Ognuno deve dare il 100%. Poi puoi sbagliare, ma se sbagli c’è un compagno, se sbaglia un compagno ci sono io. Quello è il gruppo. Fa niente se si sbaglia, perché c'è un mio compagno che mi copre le spalle… Nessuno è perfetto, nessuno vince le partite da solo. Altrimenti Messi avrebbe sempre vinto il Mondiale con l’Argentina. So che quando sbaglio, c’è Bonucci o c’è Gigi che para. Quella è la forza del gruppo. Devi sempre dare il 100% sapendo che anche il tuo compagno lo sta facendo e che se ti serve una mano te la darà lui. É quello che ti può portare lontano”.

Acerbi e il sogno Europeo
“Io credo in me stesso. Sono un giocatore forte. Giorgio è fortissimo. Lo guardo molto, come guardo altri. Sono un grande osservatore. Cerco di guardare un po’ tutti, ma poi devo credere in me stesso. Con Giorgio ho un buon rapporto, di stima reciproca. Sappiamo cosa fare e cerchiamo di mettere in campo le nostre qualità, che sono abbastanza simili ma non uguali. È un grandissimo giocatore, tanto rispetto. Siamo 26 titolari? Anche contro l’Austria, Pessina e Chiesa hanno fatto la differenza entrando dalla panchina. Pessina neanche doveva venire e adesso è un dei migliori centrocampisti, ha fatto due gol. Tutti siamo importanti ed è giusto che sia così. In un torneo come questo, a fine stagione, è caldo, gli infortuni. Lui si è fatto trovare pronto. Il merito è suo e deve essere contento di se stesso perché è lui che entra in campo, sa qual è la sua posizione e cosa deve fare quando viene chiamato in causa. Questo è merito suo. Io penso ad andare avanti, vedere come va a finire. Ogni 5-6 giorni c’è una partita e non vedi l’ora di scendere in campo, di passare il turno e arrivare fino in fondo. Fai tanti sacrifici per la maglia, per il popolo. Vuoi dare una soddisfazione a te stesso ma anche al popolo italiano, quindi non vedi l’ora di fare qualcosa di straordinario. Ogni giorno non vediamo l’ora di farlo, sempre con molta serenità, con consapevolezza dei nostri mezzi e sapendo che ogni partita è 50 e 50, dentro o fuori. Ma sono sicuro che faremo grandi cose. Serve anche un pizzico di fortuna. La fortuna te la crei, sono d’accordo, ma un pizzico ce ne vuole sempre”. Corrieredellosport.it

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DICHIARAZIONI

Anderson, Tare lavora per abbassare le richieste del West Ham. L’agente: “Chi lo sa…”

Felipe Anderson sente la saudade, ma stavolta ad attirare l’attenzione del classe ’93 non sono il verde e l'oro del suo Brasile, ma il bianco e celeste della Lazio. Da venerdì è emersa la possibilità concreta che Pipe possa tornare nella capitale e questa sembra essere la volta buona. L’ex numero 10 del club capitolino è rimasto sempre legato a Roma. Un filo mai spezzato che già la scorsa estate avrebbe potuto ricongiungersi. Felipe Anderson e Inzaghi avrebbero messo da parte i disguidi passati per tornare a cooperare nel Lazio Training Center, ma alla fine la società fece altre scelte. L’arrivo di Sarri però, da sempre estimatore del brasiliano, ha riacceso definitivamente la miccia e ora vedere Pipe di nuovo con la maglia biancoceleste non è più un miraggio.

CHE INIZIO – Al momento Felipe Anderson è legato al West Ham fino a giugno 2022. Gli Hammers nell'estate del 2018 versarono 31 milioni di euro più 6 di bonus per strapparlo alla Lazio. Nella prima stagione il brasiliano ripagò tutti gli sforzi del nuovo club venendo eletto da compagni di squadra e tifosi “Top goalscorer” insieme ad Arnautovic e vincendo anche il “Goal of the season” grazie ad un meraviglioso tiro a giro nella sfida casalinga contro il Crystal Palace.

DELUSIONE – Da lì tanti passi indietro, arrivando addirittura ad accumulare solamente 660 minuti in questa stagione tra West Ham e Porto. Felipe Anderson cerca perciò il riscatto in quella che si può considerare casa sua. 177 gare, 34 gol e 39 assist con la maglia della Lazio. Numeri importanti che potrebbero essere presto incrementati. Prestito con obbligo di riscatto, questa la formula che riporterebbe Pipe nella capitale.

PIANO – Il ds Tare cercherà di abbassare le pretese del West Ham che valuta il calciatore 8 milioni di euro. Il brasiliano non sta nascondendo in nessun modo la sua voglia di tornare dove è diventato grande e ora anche il suo agente, Kia Ava Joorabchian, è meno intransigente del solito. I suoi secchi “No” su un possibile avvicinamento alla Lazio sono tramutati in un “Nulla di nuovo, ma chi lo sa…” rivelato a Calciomercato.com. Stavolta la strada per il ritorno di Felipe Anderson comincia a tracciarsi. calciomercato.com

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RASSEGNA STAMPA

Qualità e fisicità, la Lazio ha scelto Basic per il centrocampo

Il tempo stringe, per consegnare a Sarri una Lazio pronta o quasi per il ritiro di Auronzo di Cadore, è necessario chiudere i primi colpi. Oltre al reparto offensivo dove restano caldi i nomi di Felipe Anderson e Brandt, la Lazio lavora con insistenza alla ricerca di un centrocampista polivalente dai piedi buoni che potrebbe sostituire Leiva o Luis Alberto. Come riportato da Il Messaggero, l’identikit descritto risponderebbe al nome di Toma Basic, classe 1996 in forza al Bordeaux sul quale la Lazio avrebbe messo gli occhi superando nelle ultime ore anche la concorrenza del Napoli. I biancocelesti contano di chiudere l’affare per una cifra intorno ai 10 milioni, mentre Loftus-Cheek e Damsgaard rimangono le alternative più quotate.

Laziopress.it