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DICHIARAZIONI

Lazio, Cancellieri: “Sarri non è cambiato, mi aiuterà a finalizzare meglio. Con Isaksen…” (AUDIO)

Matteo Cancellieri in conferenza stampa dallo Stadio Olimpico dopo la netta vittoria per 4-0 contro il Verona.

Quanto ti ha aiutato il lavoro di Marusic alle tue spalle?
“Bene, con Adam mi trovo molto bene. Avevamo le idee chiare fin dall’allenamento, sapevamo cosa fare in campo e ci siamo aiutati bene a vicenda. Abbiamo preparato al meglio la partita e sono contento”. 

Come hai trovato il mister dopo due anni? Che settimana è stata dopo Como?
“Il mister è sempre uguale, sa come trasmetterci le cose. Sono contento perché dopo una sconfitta come quella di Como dovevamo dare una risposta a tutti e ci siamo riusciti. Dobbiamo continuare su questa strada”.

Sarri vi chiede un maggiore attacco alla profondità?
“Sicuramente stiamo lavorando tanto sull’attacco alla profondità perché ci aiuta molto, dipende poi da come si mette in campo l’avversario. Possono esserci delle difficoltà sulle pressioni, ma quello è un aspetto su cui stiamo lavorando molto con il mister”. 

Che emozione è stata partire oggi da titolare all’Olimpico?
“L’anno scorso ho avuto un infortunio che mi ha tenuto fuori parecchio tempo e me lo sono portato dietro per tanto. Devo lavorare sulla fase di finalizzazione, sicuramente il gol può essere decisivo così come l’assist. Voglio crescere in questo e aiutare la squadra, anche in partite come queste posso farlo con un lavoro più sporco. L’importante è vincere e aiutare la squadra. Giocare qui è sempre un’emozione unica, non ti stanca mai”. 

Come gestirai il dualismo con Isaksen?
“È una cosa che ci sta, durante la stagione tutti possono essere importanti. Adesso non fa la differenza quanto giochi, ma come incidi durante le partite. Con Gustav ho un bellissimo rapporto, si allena alla grande e c’è stima reciproca. Poi sicuramente ci saranno dinamiche che si creeranno, ma abbiamo tutti un obiettivo comune”. 

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DICHIARAZIONI

Lazio, Guendouzi: “Abbiamo risposto alla gara con il Como. Castellanos? Deve fare di più” (AUDIO)

Al termine della gara insieme al Taty Castellanos ai microfoni di Dazn si è presentato Guendouzi. Il francese ha sbloccato la gara mettendo a segno il suo primo gol in campionato allo stadio Olimpico.

Le sue parole.

”Per me è importante fare gol. Devo migliorare sotto questo punto di vista e lavoro tanto per cercare di far meglio. La rete mi dà fiducia ma sono contento anche della vittoria in casa che mancava da sette mesi. Taty? Può fare molto di più di questo è forte e deve dare continuità. Vittoria? Abbiamo risposto alla sconfitta di Como”.

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DICHIARAZIONI

Lazio, Sarri: “L’Olimpico mi era mancato, vittoria per i tifosi. Taty? Deve imparare a fare quelli brutti”

Maurizio Sarri ai microfoni di Lazio Style al termine di Lazio-Verona

“Tornare a vincere in casa era l’aspetto che mi premeva di più, era un qualcosa che gravava sui ragazzi e su tutta la nostra gente. È pesante per tutti non avere una soddisfazione in casa per così tanto tempo. È stata una molla per la squadra”.

“Il Taty? Secondo me ha più gol in canna dell’anno scorso, deve imparare a fare quelli brutti. Se fa dei passi in avanti su quello può crescere nei numeri. Stasera ha fatto anche un paio d’assist di livello esteticamente elevato, queste cose le ha nel DNA. Guendouzi? Non ha mai segnato tanto in carriera, qualcosa in più dei 2/3 che fa solitamente li può fare”.

“Provedel l’ho ritrovato un po’ sottotono all’inizio, poi è cresciuto. Spero sia destinato a tornare velocemente a tornare quello di qualche anno fa. Tutto questo mi era mancato moltissimo, me la sono goduta poco. Nella testa volevo solo riportare la vittoria a questa gente”.

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SERIE A

Reazione e tabù Olimpico sfatato: poker Lazio all’Hellas. Super Taty, poi Zac, Guendo e Dia (AUDIO GOL)

Termina 4-0 la gara dell’Olimpico: alla Lazio bastano i gol in avvio di Guendouzi e Zaccagni più la rete, sempre nel primo tempo, di Castellanos per archiviare la pratica contro l’Hellas Verona. All’81’ in gol anche Dia.

PRIMO TEMPO

Sarri parte con soli due cambi rispetto alla formazione scesa in campo domenica scorsa in casa del Como: Rovella si riprende il suo posto, così come Marusic. Quindi nell’11 titolare Provedel, il montenegrino a destra, Gila e Provstgaard al centro con Tavares a sinistra; in mezzo al campo Guenoduzi, Rovella e Dele-Bashiru e davanti Cancellieri, Castellanos e Zaccagni.

Alla Lazio bastano pochi minuti per reagire a quanto accaduto al Sinigaglia: Castellanos che riceve la palla, la protegge, se confeziona un assist perfetto a Guendouzi dopo 3 minuti; al 10′ sempre Taty serve anche Zaccagni per il raddoppio. Sul finie del primo tempo stavolta l’argentino sale in cattedra e cala il tris.

SECONDO TEMPO

Dopo l’intervallo nessun cambio per Sarri e la Lazio riparte con lo stesso spartito della prima frazione di gioco. Dopo 10′ dall’inizio della ripresa Cancellieri spreca , servito da Rovella. Al 62′ Guendouzi va nuovamente in gol ma la rete viene annullata per fuorigioco. Al 66′ i primi cambi: fuori Zaccagni e Tavares, in campo Pedro e Pellegrini. Al 77′ out Castellanos e Dele-Bashiru, spazio a Dia e Belahyane. E al senegalese bastano 5′ minuti per calare il poker: servito da Belahyane, Dia sigla il definitivo 4-0. Nel finale Hysaj subentra a Marusic (85′) e la fascia di capitano passa sul braccio di Pedro. Serviva una reazione post-Como e la reazione c’è stata: ora la sosta della Nazionali che permetterà a Sarri di “perfezionare” la sua Lazio, puntando anche sui recuperi di Vecino, Isaksen e Patric.

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SERIE A

Lazio-Hellas, formazioni ufficiali: Marusic supera Lazzari, torna Rovella. Confermato il tridente


Lazio-Verona, le scelte di Sarri e Zanetti

Lazio, 4-3-3: Provedel; Marusic, Gila, Provstgaard, Tavares; Guendouzi, Rovella, Dele-Bashiru; Cancellieri, Castellanos, Zaccagni. A disp.: Mandas, Furlanetto, Lazzari, Hysaj, Pellegrini, Cataldi, Belahyane, Basic, Noslin, Pedro, Dia. All.: Sarri.

Verona, 3-5-2: Montipò; Nunez, Nelsson, Ebosse; Fallou, Serdar, Bernede, Harroui, Bradaric; Giovane, Sarr. All.: Zanetti.

Arbitro: Valerio Crezzini (Sez. AIA di Siena)
Assistenti: Alessandro Costanzo (Sez. AIA di Orvieto), Dario Garzelli (Sez. AIA di Livorno)
IV uomo: Andrea Colombo (Sez. AIA di Como)
VAR: Ivano Pezzuto (Sez. AIA di Lecce)
AVAR: Fabio Maresca (Sez. AIA di Napoli)

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SERIE A

Lazio-Hellas, i convocati di Sarri: Vecino ancora out

Il tecnico biancoceleste Maurizio Sarri ha diramato la lista dei convocati in vista della sfida di oggi in casa della Lazio contro l`Hellas Verona (ore 20:45).
Portieri: Furlanetto, Mandas, Provedel;
Difensori: Gila, Hysaj, Lazzari, Marusic, Nuno Tavares, Pellegrini, Provstgaard;
Centrocampisti: Basic, Belahyane, Cataldi, Dele-Bashiru, Guendouzi, Rovella;
Attaccanti: Cancellieri, Castellanos, Dia, Noslin, Pedro, Zaccagni.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, Taty si affida alla prima all’Olimpico per invertire la tendenza

Taty Castellanos si prepara al debutto casalingo come tutta la Lazio e si affida alla sorte per trovare una rete che possa sbloccarlo. Partirà ancora titolare a discapito di Dia (l’Hellas Verona unica squadra a cui ha segnato all’andata e al ritorno il senegalese) e cerca un gol che in casa gli manca da febbraio (Lazio – Monza 5-1). Come riporta il Messaggero, il Taty ha sempre segnato al debutto in casa. Col Girona ha segnato al Getafe alla prima davanti ai suoi tifosi, con la Laziocontro l’Atalanta nella prima da titolare nel 2023 e poi lo scorso anno nella prima di campionato contro il Venezia. La sorte può aiutare l’argentino: Castellanos vuole sbloccarsi.

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DICHIARAZIONI

Lazio, Sarri: “Il riscatto passa da atteggiamento diverso. Se questa squadra non è adatta a me…”. Poi sull’Europa…

Vigilia di Lazio-Verona, Maurizio Sarri in conferenza stampa:

La settimana e la voglia di riscatto

“Ha lavorato in modo normale, ci siamo allenati lunedì e riposati di martedì. Mercoledì abbiamo fatto doppio allenamento, poi abbiamo preparato la gara nello specifico. La preparazione è stata normale, abbiamo lavorato di forza e per reparti. La voglia di riscatto deve essere forte, non vinciamo in casa da 6 mesi, deve essere enorme la voglia di dare una gioia ai nostri tifosi”.

L’Olimpico e le scelte

“Se si parte dal penalizzare qualcuno per la partita di Como, allora non ce la facciamo a cambiarli tutti. La prestazione è stata brutta a livello individuale e collettivo, va colpevolizzato l’atteggiamento nel collettivo. Non c’è uno più colpevole di altri, non sarà una discriminante. Mi fa piacere tornare all’Olimpico, quello che dobbiamo sentire forte è il voler dare una gioia ai tifosi. Quello va oltre alla mia voglia di tornare all’Olimpico”.

Le caratteristiche della squadra

“La mia esperienza alla Lazio non è mai stata di grande palleggio, quando parlo di come giocare non parlo del modulo ma di come si sviluppa il gioco. Io a Como già nel primo tempo ho capito che potessimo far male agli avversari solo attaccando la profondità. A Como abbiamo dei numeri che sotto tutti i punti di vista sono di Serie C. La media del 66% dei passaggi riusciti per esempio. Questo, come paradosso, mi dà pure fiducia. Non possono essere i numeri nostri. Abbiamo perso per atteggiamento, volevamo pressare ma con l’atteggiamento di chi invece vuole aspettare. Detto che il Como forse ora può esserci superiore, sicuramente lo è dal punto di vista tecnico. Noi siamo rimasti a metà strada, il palleggio degli avversari così è stato esaltato”.

C’è un blocco psicologico della squadra?

“Non è un blocco psicologico, è un passaggio da un modo di gioccare all’altro. Ora la squadra gioca pensando, quindi si possono perdere dei tempi di gioco. Io penso di proporre un calcio semplice, che non vuol dire facile. Spero che sia una fase di transizione, l’aspetto misterioso è come si vada a lottare in amichevole e poi si sia così passivi in campionato”.

Dele-Bashiru?

“Siamo alla prefazione. Ha delle qualità enormi. Può esprimere accelerazioni da 35-36 km/h, in pochi possono riuscirci. Deve raffinarsi tecnicamente, ma ha qualità forti sotto certi punti di vista”.

L’allenatore che deve adattarsi alla squadra può essere un alibi?

“Cosa si intende per caratteristiche di queste squadra? L’anno scorso veniva criticata perché giocava col 4-2-3-1, ora perché gioca con il 4-3-3. Mi conosce tutta Europa da 15 anni, se questa squadra non è adatta a me hanno sbagliato a chiamarmi. Difficile che io diventi un altro dopo tutto questo tempo”.

Ha capito sulla carta quante squadre più forti della Lazio ci sono in questo campionato?

“Non l’ho capito assolutamente, non so cosa possiamo fare noi. Sulla carta la Lazio viene da un settimo posto. Dietro aveva il Milan, faccio fatica a immaginarlo ancora dietro. Anche il Bologna ha fatto bene in un torneo, meno in un altro. E poi c’è anche il Como che si gioca l’Europa, comincia a farsi dura quindi. Stiamo parlando di calcio sulla carta, di una squadra che nessuno di noi sa ancora come possa esprimersi”.

Cosa può portarsi dietro la Lazio di Baroni?

“Quelle tattiche sono masturbazioni mentali. La Lazio l’anno scorso ha fatto bene fino a quando ha spinto dal punto di vista mentale, non è stato un discorso tattico. Vediamo se riusciamo a innescare nuova energia, i segnali positivi purtroppo sono spariti alla prima di campionato”.

Zaccagni tira poco perché circola male la palla o è questione di caratteristiche?

“Le partite si possono vincere anche per continuità, i calciatori di qualità che possono fare la differenza quando le avversarie si chiudono sono pochi. Bisogna vedere se a livello di quantità si riesce a chiudere un’avversaria in una zona di campo critica. Alcune partite possono essere pericolose, vediamo come si può risolvere questo aspetto. L’anno scorso sono state da record 13 superiorità numeriche. Anche i 14 gol di Pedro spero siano ripetibili, però diventa difficile con gli anni che passano. Saranno le esperienze che si accumulano a farci venire in mente delle idee”.

Pedro può giocare dall’inizio?

“Zaccagni sa come la penso, per me può raggiungere la doppia cifra tutti gli anni, se non ci riesce vuol dire che sbaglia qualcosa. Attacca poco gli spazi e poco l’area, in questo può migliorare. Glielo devo ripetere. Pedro c’è sempre la possibilità che possa partire dall’inizio, tenendo sempre presente che dalla panchina è un’arma. Vediamo. A volte un’arma in panchina fa sempre estremamente comodo. Quando subentra può inventare qualsiasi cosa, non so se altre squadre hanno calciatori così”.

Infermeria?

“Vecino, Isaksen e Patric sono ancora sotto l’area medica, sembra che le evoluzioni siano positive. Il più vicino al rientro è Vecino ora, ma sono ancora 3 giocatori che si allenano a parte”.

Tavares?

“Dicesi terzino un difensore esterno, a livello di definizione. Si sta adattando a questo. Lui ha dei lavori in campo che mentalmente reputa importanti e li fa con grandi accelerazioni, altri un po’ meno. Se lo facesse in entrambe le fasi, diventerebbe di grandissimo livello. Penso possa riuscirci”.

Quali sono le basi per costruire un futuro solido?

“Quello di tornare in Europa immediatamente è un obiettivo che state dicendo voi, la società non me l’ha detto. Mi ha parlato di 3 anni partendo da una stagione di maggiore difficoltà, se noi ora riusciamo a creare 7-8 giocatori di un certo livello, poi allora ne serviranno soltanto 3 sul mercato. Altrimenti diventa un mercato difficile… A gennaio? Lo dovete chiedere alla società, io non sapevo nemmeno del blocco precedente. Bisogna costruire una base per tornare competitivi”.

Un bilancio dei primi 50 giorni di Lazio?

“Una settimana fa ti avrei detto che pensavo di essere più indietro. Dopo la prima, più avanti. Ho visto un buon precampionato contro squadre di livello, ho visto una squadra con voglia di lottare, soffrire e ottenere risultati. Domenica ho visto un’altra cosa. Non deve più mancarci l’energia. Ora la situazione è questa. La squadra ha lavorato bene durante il ritiro, tutto sommato mi sono piaciute le amichevoli. Poi sono uscito da Como come uno che fa fatica a capire ciò che ha visto”.

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STATISTICHE

Lazio-Verona: occhio ai tacchetti più cattivi della serie A

Lazio e Verona domani sera cercheranno di rimpolpare la propria classifica. Stanno peggio i padroni di casa, reduci da una bruttassimo prestazione al Sinigaglia di Como.

All’Olimpico nella sua storia la Lazio ha spesso avuto vita facile, ma domani, come rivelano i numeri OPTA, in caso di insuccesso potremmo registrare un primato negativo per Zaccagni&Co.

I biancocelesti hanno segnato in 22 delle ultime 23 sfide contro lgli scaligeri nella massima serie (51 reti biancocelesti nel periodo, 2.2 di media), rimanendo a digiuno solo il 5 febbraio 2020 nel periodo (0-0 in quel caso).

I romani sono rimasti imbattuti in 16 delle ultime 17 sfide interne contro l’Hellas Verona in Serie A (12V, 4N), l’unico successo in trasferta degli scaligeri nel periodo risale al 12 dicembre 2020 (2-1 con Ivan Juric alla guida).

La Lazio ha perso le ultime due gare di campionato senza segnare, l’ultima volta che i biancocelesti hanno subìto tre ko senza segnare, in Serie A, risale al marzo 2013 con Vladimir Petkovic allenatore; mentre l’ultima volta che i capitolini hanno perso tre match di fila in campionato risale al febbraio-marzo 2024 con Maurizio Sarri alla guida.

Tornando all’Olimpico, la Lazio ha vinto solo una delle ultime 12 partite casalinghe di campionato (8N, 3P): 5-1 contro il Monza lo scorso 9 febbraio. Nelle precedenti 12 gare interne aveva ottenuto 10 successi.

Nell’anno solare 2025 inoltre, solo il Venezia (10) ha pareggiato più partite della squadra di Sarri in Serie A (nove, al pari di Torino e Parma). Alel spalle della Lazio troviamo l’Hellas Verona con otto (insieme al Napoli).

Domani all’Olimpico si affrontano le squadre più cattive della serie A. Lazio (99 – 92 gialli e 7 rossi) ed Hellas Verona (98 – 88 ammonizioni e 10 espulsioni) sono le due compagini più sanzionate nella massima serie dalla stagione 2024-2025.

Il contrappasso di Zaccagni: malmenato e più ammonito

L’Hellas Verona è la squadra contro cui Mattia Zaccagni, altro ex di turno, ha partecipato a più gol in Serie A: sette (tre reti e quattro assist). Nell’anno solare 2025 inoltre, nessun giocatore è stato più ammonito di Mattia Zaccagni in Serie A: sette gialli, al pari di Álex Jiménez, Lorenzo Lucca e Jaka Bijol.

Nello stesso periodo, Zaccagni ha subito 11 falli che sono costati cartellini agli avversari, solo Assane Diao ne conta di più (17).

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NEWS

Lazio-Verona: le probabili formazioni

Maurizio Sarri e Paolo Zanetti stanno sfruttando le ultime ore per scegliere le formazioni da mandare in campo domani sera alle 20,45, quando Lazio e Verona si affronteranno per il secondo turno di serie A.

In casa Hellas, l’undici dovrebbe essere lo stesso visto in Friuli contro l’Udinese. L’unico dubbio potrebbe riguardare l’utilizzo di Ebosse al posto di Frese come terzo di sinistra. Qualche spiraglio in attacco per Mosquera quale compagno di reparto di Giovane al posto di Sarr.

Più complessa la situazione a Formello. Sarri ha tre dubbi da sciogliere. Il primo dovrebbe andare ad appannaggio di Marusic: il montenegrino dovrebbe rilevare Lazzari. In mediana, fiducia a Dele Bashiru. Il nigeriano dovrebbe essere confermato, onde evitare una palese bocciatura. Infine, Pedro sull’out destro potrebbe sostituire Cancellieri, ex di turno. Lo spagnolo, in ogni caso, entrerà a gara in corsa.

LAZIO (4-3-3): Provedel; Marusic (Lazzari), Gila, Provstgaard, Tavares; Guendouzi, Rovella, Dele-Bashiru; Cancellieri, Castellanos, Zaccagni. All. Sarri.

Squalificati: Romagnoli

Indisponibili: Isaksen, Patric

VERONA (3-5-2): Montipò; Unai Nunez, Nelsson, Frese (Ebosse); Cham, Serdar, Bernede, Niasse, Bradaric; Giovane, Sarr (Mosquera). All. Zanetti.

Squalificati: nessuno

Indisponibili: Suslov, Valentini