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PROGETTO STADIO

Lazio, in arrivo la pietra tombale sull’intero progetto Flaminio da parte della Soprintendenza? (AUDIO)

Per quanto concerne il Flaminio, già entro stasera potrebbero arrivare novità definitive o quasi. Sono in corso interlocuzioni per capire se i rilevi della Soprintendenza siano superabili o meno. Tradotto, se alla Lazio verrà detto che il secondo anello non si può fare e di fatto, la capienza dovesse restare quella attuale, ovvero intorno ai 21000 posti, probabilmente la storia del Flaminio alla Lazio finirebbe oggi. Con tanti saluti alla capitalizzazione da 1,5 miliardi di euro paventata da Lotito.

Se davvero a breve assistessimo al sipario su futuro del gioiello di Nervi, bisognerebbe chiedersi di cosa hanno parlato Lotito e Campidoglio per due anni. Se davvero il Flaminio deve restare così, e probabilmente morire visto che nessuno investe almeno 20 milioni di euro per uno stadio che resterebbe inutilizzabile per il calcio a scarso della sua non redditività, non sarebbe stato meglio non battere alcun ciak invece di sostenere la possibilità di riqualificare uno stadio del 1959, lasciato colpevolmente a marcire da quasi 15 anni? Laziofamily.it/Radiosei

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘SVB’ – Rambaudi: “Lotito può scrivere quello che vuole, ma è aria fritta. Serve una conferenza” (AUDIO)

ROBERTO RAMBAUDI in collegamento a ‘SVB’

“Lotito può scrivere quello che vuole, ma è aria fritta. Se vuole riprendere in mano la situazione con passione, umiltà, fa conferenza stampa con tutte le parti e risponde alle domande in modo costruttivo, sincero, col cuore. La gente lo capisce se parli in maniera chiara e sincera.

Ha fatto delle cose buone e altre meno, lo deve dire. Si può sbagliare nella vita, ma si può anche rimediare se uno ha voglia e capacità di farlo. A me della lettera non interessa niente, non è comunicare. Io voglio il contatto. Serve una conferenza con giornalisti, tifosi, con tutto l’ambiente.

La cosa più brutta è che arriva il messaggio che sia normale che la Lazio si trovi lì, a metà classifica, a galleggiare. Una volta c’era anche il controbattere alla Roma, qui il bello è anche questo: da entrambe le parti c’è sempre stata questa voglia di competere con l’avversario. Ora sembra essere venuto meno anche questo aspetto.

Se togli i sogni, nel calcio togli tutto. Oltre ai soldi servono idee. Ci vogliono capacità, conoscenza, amore in quello che si fa. La prima cosa che deve cambiare è la comunicazione con il proprio popolo, con la sua gente. Io credo che le persone possono sempre cambiare, migliorare. Questa storia della lettera non la condivido, avrei fatto in maniera diversa organizzando una conferenza stampa con tutte le componenti”.

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PROGETTO STADIO

Lazio-Flaminio, Conferenza dei Servizi partita: entro dieci giorni il completamento della documentazione

La conferenza dei servizi preliminare andata in scena ieri a partire dalle 12 ha avuto la durata di circa un’ora e mezza. Come rivela il Corriere dello Sport, per la Lazio c’erano il presidente Lotito e tutto il suo team tecnico, che dovrà occuparsi dello sviluppo del progetto. Per il Comune di Roma presenti diversi rappresentati degli uffici preposti, fra cui il dg del Campidoglio Albino Ruberti. A completare il quadro delle presenze vari altri enti, in particolare la Fondazione Nervi, Carte in Regola e Federsupporter collegate da remoto.

Il primo a prendere la parola è stato Claudio Lotito, che ha sostanzialmente ribadito i concetti illustrati nella conferenza pubblica di qualche mese fa a Formello. Entro dieci giorni la Lazio integrerà la documentazione sull’opera, che risulta non ancora completa. A quel punto partiranno le valutazioni degli enti coinvolti che avranno 45 giorni, più eventuali altri 15 di proroga per esprimere il loro parere sulle carte presentate dalla Lazio. Il progetto Flaminio sembra finalmente entrato nel vivo. 

Insomma, dopo anni di annunci, ipotesi e dibattiti, il progetto Flaminio è finalmente entrato nella sua fase più concreta. Adesso però la palla passa agli enti e agli uffici competenti. Prima arriveranno le valutazioni tecniche, soltanto dopo quelle politiche. È iniziata la fase decisiva di un percorso ancora lungo, complesso e pieno di ostacoli, ma che per la prima volta sembra davvero essersi messo in moto.

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PROGETTO STADIO

Lazio, progetto Flaminio: oggi il via alla Conferenza dei Servizi preliminare. La nota del club

La Conferenza dei Servizi preliminare relativa al progetto di riqualificazione, ammodernamento e ampliamento dello Stadio Flaminio, presentato ai sensi dell’articolo 4 del Decreto Legislativo n.38/2021, partirà oggi. La Lazio, in una nota, sottolinea di accogliere “con profonda attenzione istituzionale e senso di responsabilità l’avvio della Conferenza dei Servizi preliminare” e che parteciperà insieme ai propri tecnici, professionisti e consulenti con spirito di massima collaborazione, trasparenza e disponibilità al confronto con tutte le amministrazioni competenti”.

La società biancoceleste, poi, ribadisce ancora come “l’obiettivo del progetto è restituire alla città di Roma uno dei suoi luoghi simbolici più importanti attraverso un intervento di rigenerazione urbana, sostenibilità, innovazione infrastrutturale e valorizzazione architettonica, nel pieno rispetto delle procedure previste dalla normativa vigente e dei vincoli esistenti”. Il Flaminio, infatti, per il club biancoceleste rappresenta “una sfida che va oltre la dimensione sportiva: un’infrastruttura moderna, integrata nel tessuto urbano, capace di generare valore sociale, occupazionale, culturale ed economico per il territorio” con la Lazio che continuerà ad affrontare ogni fase del percorso con la massima serietà, professionalità e visione di lungo periodo, nella consapevolezza che “la riqualificazione dello Stadio Flaminio, abbandonato da anni, rappresenta un’opportunità concreta di recupero e valorizzazione dell’intero contesto urbano che lo circonda”, conclude la nota del club laziale.

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DICHIARAZIONI

Lazio, conferenza Sarri: “A Formello non ti ascolta nessuno, accordo veloce o rispetto il contratto. Il presidente non conosce questo gruppo” (AUDIO)

La conferenza stampa del tecnico della Lazio, Maurizio Sarri, al termine dell’ultima gara di campionato con il Pisa:

In questi anni lei ha difeso il mondo Lazio, lei ha vissuto la Lazio e la Lazialità le he entrata dentro. Grazie Mister!

Le parole che mi hai ricordato vengono fuori quando impari a conoscere cosa è questo popolo. Dall’esterno il popolo laziale ha delle etichette che quando entri dentro ti accorgi che sono delle stupidità. Io mi sono innamorato di questo popolo. Cerco sempre di entrare in sintonia con gli ambienti in cui alleni. Gli ambienti in cui questo è successo in maniera più forte sono Napoli e Lazio. Mi sono sentito uno del popolo. Indipendentemente da come finirà questa storia io il popolo laziale lo avrò sempre nel cuore”.

Cosa si sente di dire a questo ambiente?

“Non c’è tanto da dire. In questo momento il popolo laziale vive una fase che non da grandi soddisfazioni. Come finiscono i momenti belli però finiscono anche quelli brutti. Quando sono arrivato ho preso l’impegno che sarei andato avanti fino alla fine e il mio impegno lo ho mantenuto”.

Che club ha percepito?

“Ho percepito poco. Mi sono sentito poco ascoltato. La stagione è stata difficilissima, anche formativa. Sui giocatori la penso in maniera diversa dal presidente. Ho parlato con i ragazzi, le ho detto che è stato uno dei gruppi con i valori morali più forti che io abbia mai allenato. Questo gruppo non ha mai mollato. La partita di dieta sera è lo specchio di questa stagione. Abbiamo iniziato con nove indisponibili”.

Dal punto di vista tecnico, per quale motivo he deciso di tornare?

“Mi era stato detto che il mercato chiuso avrebbe portato un mercato di gennaio importante in cui avrei avuto facoltà di incidere, ma non è andata così. È stata una stagione in cui io in settimana mi sono anche divertito. Chiaro però che la squadra non era competitiva per l’Europa ma non mi pento di essere tornato”.

Stagione formativa anche per le scelte future?

“Formativa perché ti può colmare dei difetti. Io nel rapporto con i giocatori sono sempre stato abbastanza duro. Quando c’è difficoltà forse ti rendi conto che aumentare il livello di empatia può aiutare molto. Forse questo era un mio difetto”.

Avrebbe la forza di continuare, sbattendo i pungi a Formello per farsi ascoltare?

“A Formello puoi sbattere i pugni quanto ti pare, non ti ascolta nessuno lo stesso. Ho altri due anni di contratto, io ho delle perplessità come il Presidente. Vediamo cosa succederà”.

Le sue sarebbero le quarte dimissioni in casa Lazio nelle ultime tre stagioni, si è dato una spiegazione?

“Mi state facendo domande che non c’entrano nulla con questa serata. Abbiamo fatto una buona partita ma soprattutto, il gol di Pedro nella serata dell’addio, rende questa serata ancora più speciale. Pedro ha vinto tutto, appena rotola la palla ha l’entusiasmo di un bambino. Ama questo sport e ha un’umiltà straordinaria. Ha fine partita ci ha detto che per lui è stato un onore chiudere la carriera con noi. Dimissioni? Non è un ambiente semplice”.

Le ha fatto più male la bugia del mercato chiuso, non essere stato ascoltato a gennaio o le ultime parole di Lotito?

“Le ultime parole mi lasciano indifferente, come lo conosco io il gruppo non lo conosce nessuno. Quando valuti la situazione è tutto il sommare degli eventi che ti porta a prendere una decisione”.

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PROGETTO STADIO

UFFICIALE – Stadio Flaminio, fissata la data di inizio della conferenza dei servizi preliminare

Sul sito del Comune di Roma la nota ufficiale sull’inizio della conferenza dei servizi preliminare per lo stadio Flaminio.

Inizierà giovedì 28 maggio 2026 la conferenza dei servizi preliminare per analizzare il progetto di riqualificazione, ammodernamento e ampliamento dello Stadio Flaminio (ai sensi dell’articolo 4 del decreto legislativo numero 38 del 2021) presentato dalla S.S.Lazio.
Nella prima riunione plenaria il Rup, insieme con i tecnici della Lazio, illustrerà il progetto agli uffici competenti dell’amministrazione comunale e degli Enti preposti alla valutazione di fattibilità del progetto, compresa la possibilità di superare o meno i vincoli sussistenti sullo Stadio.

“Il recupero e la riqualificazione dello Stadio Flaminio – dichiara il sindaco di Roma Capitale, Roberto Gualtieri – rappresentano una priorità per questa amministrazione, perché parliamo di un luogo simbolico della città che merita di tornare a vivere e a essere valorizzato. L’avvio della conferenza dei servizi preliminare è un passaggio importante previsto dall’iter: ora saranno gli enti competenti a svolgere tutte le valutazioni tecniche necessarie con la massima attenzione e nel rispetto delle procedure”.

“Questa prima fase – spiega Alessandro Onorato, Assessore ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda di Roma Capitale – è tecnica, non politica. Saranno chiamati a dare il proprio giudizio gli esperti dei 39 enti coinvolti. I tempi che la procedura prevede sono: dopo 45 giorni dalla protocollazione, salvo eventuali richieste di integrazioni che potrebbero comportare ulteriori 30 giorni e in caso di esito positivo della conferenza dei servizi, il progetto dovrà ricevere il pubblico interesse prima dalla Giunta e poi dall’Assemblea Capitolina. Successivamente la Lazio dovrà sviluppare il progetto di fattibilità tecnico-economica che dovrà acquisire i pareri in una conferenza dei servizi decisoria, con le stesse tempistiche di quella preliminare. A quel punto arriva la delibera di approvazione prima della fase di gara finale”.

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COPPA ITALIA DICHIARAZIONI

Finale Coppa Italia, Sarri: “Attraversato il deserto senz’acqua. Ora crediamoci alla follia”

La conferenza stampa del tecnico della Lazio, Maurizio Sarri, alla vigilia della finale di Coppa Italia in programma domani all’Olimpico contro l’Inter:

Come sta Cataldi? Il dubbio maggiore è in regia?

Danilo ha fatto il primo allenamento stamattina, le condizioni mediche sono un conto, l’efficienza fisica è un’altra. Nell’ultimo mese non si è mai allenato. Di dubbi, dopo la partita di sabato, ne ho 8 o 9. Abbiamo fatto talmente male a livello collettivo che non è nemmeno il caso di guardare le prestazioni individuali. Non abbiamo aggredito, è stata una prestazione del cazzo. 

Le indicazioni di questi ultimi giorni la confortano?

Quando si gioca così spesso non si può fare una tipologia di allenamenti che dà tante indicazioni. La squadra a dir la verità aveva fatto bene in allenamento anche la settimana scorsa, poi però si è sciolta in partita. Quella di sabato spero sia frutto solo di qualcosa di mentale, domani spero che sia diversa sotto tutti i punti di vista.

Quanto è orgoglioso a livello personale di essere arrivato in finale?

Sono orgoglioso della stagione, soprattutto dell’atteggiamento della squadra. Che ha sbagliato qualche partita, vero, ma non ha mai mollato. Mi ha fatto divertire negli allenamenti, per me la gara di domani ha come motivazione in più la vittoria per i calciatori, loro se lo meritano. Abbiamo fatto fuori squadre di grandissimo livello, la squadra ha attraversato il deserto senza acqua. È un motivo di soddisfazione. Siamo diversi da inizio stagione, siamo migliori. Poi può darsi che siamo scarsi come tecnico e come calciatori, ma come uomini siamo contenti di ciò che abbiamo fatto.

Che orgoglio sarebbe vincere un trofeo alla Lazio? Cosa rappresenterebbe per la sua carriera?

Io ne ho già perse due a livello nazionale di coppe, in Italia e soprattutto in Inghilterra al settimo rigore, contro il Manchester City. Avevamo fatto qualcosa in più in quella gara, quello è un grande rimpianto. Questo è un trofeo, deve essere per i giocatori e per il pubblico, vogliamo dare una soddisfazione. Anche per loro non venire allo stadio è stato faticoso. Penso di avere una carriera lunga alle spalle, non mi cambia la vita. Ma sarebbe bello dare una soddisfazione ai ragazzi e ai tifosi. 

Queste partite sono diverse dalle altre: come si affrontano? 

Dopo pranzo mi ero messo a preparare la riunione di stasera, ero in difficoltà a trovare le parole giuste. Qualsiasi cosa dica è retorica, è chiaro che sia importante, è chiaro che sia difficile. Bisogna dimenticarsi della gara di sabato, ogni parola poi diventa superflua. C’è bisogno di queste cose. Bisogna crederci fino alla follia. 

Ha un messaggio per la tifoseria e per Pedro?

Pedro è stato acciaccato fino a stamattina, oggi ha lavorato, per domani penso si metta a disposizione. Lui di solito è uno specialista di queste partite. Ha segnato nell’80% delle finale che ha fatto, riesce a tirare fuori tutto, speriamo lo faccia anche domani, pure se è uscito un po’ acciaccato da sabato. 

Su Chivu? 

Ha avuto un approccio con una bella personalità. Ha una squadra forte, l’ha sfruttata nella maniera giusta. L’Inter è la squadra nettamente più forte. 

Domani cosa dovrà fare la Lazio? 

Se l’atteggiamento mentale è quello di sabato la tattica non conta niente. Se abbiamo mentalità ma non attacchiamo gli spazi non ci fai nulla. Abbiamo preparato qualcosa di diverso. 

I tifosi potranno aiutare la squadra a non sbagliare l’approccio mentale e a essere più cattiva?

Sicuramente andare a fare il riscaldamento negli ultimi tempi è stato deprimente, il ritorno dei tifosi potrà aiutare la squadra da questo punto di vista. Io non so quanti punti ci è costato non avere tifosi allo stadio, ma sicuramente qualcosa ci è costato. Quindi sì, i tifosi da questo punto di vista ci potranno aiutare.

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COPPA ITALIA

Finale Coppa Italia, Zaccagni: “Per la coppa rinuncerei a un dito. Serata che vale la stagione”

La conferenza stampa del capitano della Lazio, Mattia Zaccagni, alla vigilia della finale di Coppa Italia in programma domani all’Olimpico contro l’Inter:

Come stai? Che percorso è stato quello in Coppa Italia?

“Mi sento bene, ho recuperato dal colpo preso. È stato un bellissimo percorso, abbiamo buttato fuori le due finaliste, siamo andati a Bergamo con personalità. Domani sera ci giochiamo questa bellissima partita che ci meritiamo e vogliamo portarci la Coppa a casa”.

Vi meritate questa finale? Dedichereste la vittoria a Sarri?

“Noi ce la meritiamo eccome per tutto quello che è stato quest’anno. Come dice Sarri abbiamo attraversato il deserto senz’acqua, è vero. Siamo contenti del percorso fatto e ci meritiamo la partita di domani sera”.

Quanto è importante questa partita?

“È fondamentale, sia personalmente che a livello di squadra. Abbiamo passato una stagione difficile, mai come quest’anno ci meritiamo la finale. Scenderemo in campo con l’atteggiamento giusto e ce la giocheremo alla grande”.

Che aria c’è all’interno dello spogliatoio?

“C’è grande positività per domani, c’è voglia. Non sappiamo il risultato, ma sappiamo che metteremo in campo quello che serve per ottenere la vittoria”.

Che emozioni provi a pensare all’Olimpico pieno?

“Me lo immagino da un po’, da quando tornavamo da Bergamo. Quando i tifosi sono venuti a salutarci ci hanno promesso che sarebbero tornati allo stadio, domani ce li dobbiamo godere perché sarà una bellissima serata”.

A cosa rinunceresti per una vittoria?

“A un dito, qualcosa (ride, ndr.). Sicuramente qualcosa di importante. Sarri? Sicuramente non rinuncerebbe alle sigarette”.

Che stagione è stata per te? Pedro?

“È il primo anno che vivo così. Mi sono buttato anche un po’ giù mentalmente, ma il mio procuratore mi ripete che ci sono certe annate che in un solo giorno le puoi risolvere, e domani sera può essere quella giusta. Su Pedro, sappiamo tutti l’esperienza che ha di queste partite, quello che ci può trasmettere sia mentalmente che in campo. Pochi giocatori hanno vinto come lui, sicuramente cercheremo di vincere anche per lui perché saranno le ultime partite qui. Qualcosa ha vinto (ride, ndr.), ma dobbiamo farlo per noi stessi”.

Dirai qualcosa alla squadra?

“Dirà qualcosa il mister Ianni, poi qualcosa io. Ma non mi sono preparato niente. Non lo faccio niente, dico quello che penso come quando vengo qui. Sicuramente ai ragazzi dirò qualcosa”.

Che è successo sabato?

“Apposta sicuramente no. Può esserci che un po’ di testa e di cuore fosse alla partita di domani. Lo lasciamo alle spalle e siamo concentrati per la finale”.

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DICHIARAZIONI

Lazio, conferenza Sarri: “Dopo aver parlato con il club capiremo se si può rispettare il contratto. Derby alle 12,30? Chi l’ha proposto deve dimettersi” (AUDIO)

La Lazio batte a domicilio la Cremonese nell’ultimo match lontano dall’Olimpico della stagione. Allo stadio Giovanni Zini i ragazzi di mister Sarri vincono 2-1 in rimonta grazie alle reti di Isaksen e Noslin. Al termine del match, lo stesso allenatore biancoceleste ha commentato il successo in conferenza stampa. Di seguito le sue parole:

Come valuta la partita?

“È una squadra che quando palleggia dimostra di saperlo fare, come nel primo tempo. Nel secondo tempo siamo stati più pericolosi. L’ideale sarebbe una via di mezzo tra primo e secondo tempo. Siamo andati in svantaggio dal niente, lì abbiamo avuto qualche momento di sbandamento. Ma era scritto che fosse una partita tosta contro una squadra che doveva fare la partita della vita”.

Noslin il migliore attaccante ora in rosa?

“Io ho fatto fatica a inquadrarlo, può giocare in vari ruoli ma non si è mai specializzato in nessuno. Credo che sia un ragazzo che a seconda dei momenti della partita può fare la punta centrale come l’esterno. La mia sensazione a fine primo tempo è che avevamo in mano la partita ma non riuscivamo a trovare soluzioni, lui in questo è bravo. Poi ho deciso di spostarlo per far entrare Dia e hanno fatto il secondo gol”.

Rimarrà alla Lazio?

“Sono qui per parlare di Cremonese – Lazio. Ci mancano quattro partite di cui due importantissime. La testa è solo a questo. Poi parleremo con la società e vedere se si può rispettare il contratto fino in fondo”.

La squadra ha segnato ancora nel recupero, come valuta questo aspetto?

“Qualcosa vuol dire, ormai non è più casuale. È una squadra che ha qualcosa in più a livello di anima. Quando l’arbitro ha chiamato cinque minuti ho spronato i ragazzi perché hanno questo senso di andare fino alla fine. A livello di gruppo squadra ci siamo dati degli obiettivi e li vogliamo centrare, per noi contano e va bene”.

Come valuta il rientro di Rovella?

“Ha avuto una stagione sfortunatissima. Rivederlo in campo mi dà gusto e soddisfazione. Sono contento dal punto di vista calcistico, poi capiremo quanto ci è mancato”.

Sull’orario del derby?

“Le date degli Internazionali si sanno da due anni, che le gare si devono giocare in contemporanea nelle giornate finali pure. Se chi fa il calendario in Lega non capisce questa cosa, deve dare le dimissioni subito. A inizio stagione abbiamo fatto il derby a 37 gradi, ora ce lo fanno giocare a maggio alle 12:30. È un insulto a Roma, alle due società romane, ai tifosi e qualcuno deve pagare. Spero che non ci facciano giocare a quell’ora, anche solo chi l’ha proposto se ne deve andare. Sicuramente io non vengo, non vi faccio le interviste per protesta. Vado in panchina poi mi alzo e me ne vado. Vorrei chiedere in Lega perché non hanno fatto giocare Inter – Milan alle 12:30”.

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COPPA ITALIA

Lazio, Sarri in conferenza: “Gara da uomini. Percassi si è lamentato? Non c’è da discutere. E su Gila e l’incontro con Lotito…”

Il tecnico della Lazio Maurizio Sarri in conferenza stampa dopo al vittoria di Bergamo: 

“Partita che ci dà gusto. In Coppa Italia abbiamo battuto le due finaliste dell’anno scorso, Milan e Bologna, oggi eliminata l’Atalanta in un campo difficile. Ci dà tanta soddisfazione, ci sentiamo meritevoli di questa finale.

Il carattere della squadra? Ha dei valori morali abbastanza elevati. Stasera ha fatto una partita da gruppo vero, che sa soffrire tutti insieme, ha fatto una partita da uomini. Per noi la sofferenza era anche superiore rispetto agli avversari. Tutti i giocatori avevano pochi allenamenti sulle gambe, è stato difficile.

Motivazioni per andare avanti? Questa partita era importante per tirare le somme di cosa abbiamo bisogno, poi era molto importante perché ci fa giocare una finale. Non mi posso basare sulla partita di stasera per capire cosa ci serve.

Lotito? L’ho visto negli spogliatoi, non c’ho parlato. Sul futuro non sappiamo nulla.

Supercoppa Italiana? Vista la situazione in Medio Oriente non è detto che andiamo lì, menomale”.

Percassi si è lamentato dell’arbitraggio? La risposta è facile: uno è fuorigioco oggettivo, non c’è da discutere. L’altro, dopo l’episodio di Cremona, non poteva non annullarlo. C’è la mano sulla palla. Il fallo di Gila è indiretto, la palla gli era sbattuta prima sul corpo. In area di rigore loro c’è stato un fallo di mano. Se si lamentano tutti mi lamento anche io. Poi si lamentano contro di noi, dopo quello che ci è successo, lasciamo perdere dai.

Se credo ai miracoli per la finale contro l’Inter? Non ci credo, so che tutte le partite non sono impossibile. La parola possibile nello sport è dura.

Gila ha preso un colpo sul tendine, non lo so.

Motta? È molto più adulto dell’età che ha, riesce a mantenere sempre una grande calma senza farsi pesare gli errori. Si è visto da come ha impattato la Serie A, c’è un momento in cui sembra un veterano. Sui rigori ha sicuramente una qualità. È mostruoso, ma mi piacerebbe che rimanesse con i piedi per terra. Ha ancora margini di miglioramento, se li trova potrebbe diventare un grande portiere”.

Un pensiero ai tifosi nel settore ospite e a Tor di Quinto? Il pensiero va anche a loro, sono tutti a soffrire davanti agli schermi. Se me li aspetto in finale? Ho grande rispetto per le decisioni delle persone. Se dovessero venire sono l’allenatore più felice del mondo”.