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PROGETTO STADIO

Lazio, in arrivo la pietra tombale sull’intero progetto Flaminio da parte della Soprintendenza? (AUDIO)

Per quanto concerne il Flaminio, già entro stasera potrebbero arrivare novità definitive o quasi. Sono in corso interlocuzioni per capire se i rilevi della Soprintendenza siano superabili o meno. Tradotto, se alla Lazio verrà detto che il secondo anello non si può fare e di fatto, la capienza dovesse restare quella attuale, ovvero intorno ai 21000 posti, probabilmente la storia del Flaminio alla Lazio finirebbe oggi. Con tanti saluti alla capitalizzazione da 1,5 miliardi di euro paventata da Lotito.

Se davvero a breve assistessimo al sipario su futuro del gioiello di Nervi, bisognerebbe chiedersi di cosa hanno parlato Lotito e Campidoglio per due anni. Se davvero il Flaminio deve restare così, e probabilmente morire visto che nessuno investe almeno 20 milioni di euro per uno stadio che resterebbe inutilizzabile per il calcio a scarso della sua non redditività, non sarebbe stato meglio non battere alcun ciak invece di sostenere la possibilità di riqualificare uno stadio del 1959, lasciato colpevolmente a marcire da quasi 15 anni? Laziofamily.it/Radiosei

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PROGETTO STADIO RASSEGNA STAMPA

Lazio, Soprintendenza e piano economico: Flaminio in salita

Il futuro del Flaminio resta sospeso tra ambizione e realtà. Da una parte il progetto della Lazio, che punta a trasformare l’impianto in uno stadio moderno da oltre 50 mila posti. Dall’altra una serie di ostacoli che rendono il percorso tutt’altro che semplice: i vincoli architettonici, le osservazioni della Soprintendenza, la sostenibilità economica dell’operazione e il rapporto con la tifoseria.

Secondo l’analisi pubblicata dal Corriere dello Sport, il punto centrale è proprio questo: il Flaminio non è un’area libera su cui intervenire senza limiti, ma un’opera storica, firmata da Pier Luigi e Antonio Nervi, che deve essere tutelata. La pensilina, la struttura originaria e l’identità dell’impianto rappresentano elementi difficili da conciliare con l’idea di uno stadio completamente nuovo e funzionale alle esigenze del calcio contemporaneo.

I dubbi della Soprintendenza

La Soprintendenza ha acceso i riflettori su due aspetti chiave del progetto: la tutela della pensilina storica e l’impatto del secondo anello previsto nel piano presentato dalla Lazio. L’idea del club è quella di aumentare la capienza senza intaccare direttamente l’opera di Nervi, attraverso una struttura esterna in acciaio. Una soluzione tecnica pensata per aggirare il problema dei vincoli, ma che non cancella le perplessità. Il club avrà tempo per presentare le proprie contro deduzioni, ma il messaggio arrivato dagli uffici competenti è chiaro: il Flaminio può essere recuperato, ma non stravolto. Ed è proprio qui che nasce il nodo principale. Perché uno stadio da oltre 50 mila spettatori richiede interventi pesanti, mentre l’impianto attuale vive dentro un perimetro di tutela molto rigido.

Il problema della capienza

Sulla carta, il progetto della Lazio punta a superare il limite strutturale del vecchio Flaminio. Nella pratica, però, realizzare uno stadio moderno in quell’area significa confrontarsi con spazi ridotti, vincoli storici e soluzioni architettoniche complesse.Anche il tema della Curva Nord pesa. L’ipotesi di una curva sviluppata su due livelli, conseguenza della nuova struttura prevista per aumentare i posti, non convince una parte del tifo organizzato. E per un impianto di proprietà il rapporto con i tifosi non è un dettaglio: è uno dei pilastri del piano economico.

Il nodo economico

La questione finanziaria resta decisiva. Il progetto della Lazio viene stimato intorno ai 480 milioni di euro, una cifra enorme se paragonata ai costi ipotizzati per un semplice recupero dell’impianto e dell’area circostante. Secondo il quotidiano, la sostenibilità dell’operazione dipenderebbe in larga parte dal ricorso al debito e dalla necessità di individuare un partner industriale o finanziario forte.

È un passaggio fondamentale. Uno stadio di proprietà non si costruisce solo con un progetto tecnico, ma con un piano economico credibile, ricavi certi, consenso e una visione di lungo periodo. Senza questi elementi, il rischio è che l’ambizione resti intrappolata tra carte, autorizzazioni e conti da far quadrare.

Tifosi e politica, due variabili decisive

C’è poi il tema del consenso. Un’opera di questa portata ha bisogno del sostegno delle istituzioni, della città e soprattutto della tifoseria. La Lazio vive una fase complicata nel rapporto tra proprietà e ambiente, e questo può incidere anche sulla forza del progetto. Uno stadio pieno, vissuto e condiviso è la base per sostenere un investimento così pesante. Se invece una parte consistente del pubblico resta distante o contraria, il modello rischia di indebolirsi prima ancora di partire.

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PROGETTO STADIO

Conferenza Servizi Flaminio: la Soprintendenza alza il muro (AUDIO)

Il 28 maggio scorso, come noto, è partita la Conferenza Servizi Preliminare (CSP) sulla riqualificazione del Flaminio, proposta della S.S. Lazio. Al tavolo tecnico partecipano 39 enti che hanno complessivamente 45 giorni per esprimere, singolarmente, i propri pareri. 

Nel caso dello stadio di Pietralata, ad esito della CSP, venne pubblicata la pronuncia ultima con allegati tutti i singoli pareri. 

Sulla base di questi pareri quindi, esaurito il tempo previsto dalla legge vigente, la CSP si pronuncerà sulla compatibilità tecnico-normativa-urbanistica della documentazione presentato dal club di Claudio Lotito.

Seppur in assenza di voci ufficiali, secondo quanto raccolto da laziofamily.it, la Soprintendenza avrebbe già prodotto alcune carte nelle quali si evidenziano due principali criticità. La prima riguarda la pensilina, ovvero l’unica parte di tribuna coperta del Flaminio che adesso copre quella che sarebbe la Tribuna Monte Mario dell’Olimpico. Secondo i tecnici, tale manufatto andrebbe mantenuto e non eliminato, come previsto dal progetto (in tal senso basterebbe fare una copertura sfalsata lasciando inalterata l’attuale tribuna centrale che guarda alla collina dei Parioli.

I secondi dubbi, consistenti, riguarderebbero la scelta di realizzare un secondo anello che andrebbe ad inglobare la struttura attuale del catino di Nervi. Si sosterrebbe che tale scelta andrebbe a non rendere più visibile l’unicità della forma architettonica dell’opera di Nervi. Insomma, la sensazione è che la strada per avere un sì dalla Soprintendenza,, seppur con tante prescrizioni, appare in salita.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Lazio, Cardone: “Gila-Napoli, fin qui approcci respinti. Flaminio? Chiave per il cambiamento, ecco perché…” (AUDIO)

GIULIO CARDONE in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Sono convinto che Provedel andrà all’Inter, un incontro è in programma giovedì e la trattativa entrerà nel vivo. Non c’è una distanza clamorosa tra le parti. L’idea poi è di promuovere Mandas a primo portiere, a meno che il Bournemouth non lo riscatterà; hanno tempo fino al 15 giugno. Al momento lo scenario è questo, con Motta riserva e Furlanetto che andrà a giocare; Giacomone terzo portiere.

Gila? Gli approcci del Napoli, fin qui, sono stati respinti; è ancora presto, però la situazione al momento è questa. Servono 30 milioni. Lotito e Fabiani hanno promesso a Gattuso di trattenerlo.

Il Flaminio? Per me è sbagliato, come ambiente, non spingere su questo progetto perché potrebbe essere una chiave per il cambiamento. Sarebbe una carta importante che Lotito avrebbe dal punto di vista amministrativo. A quel punto magari Lotito potrebbe optare per una svolta, ma questa è un’ipotesi”.

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PROGETTO STADIO

Lazio, Gualtieri sul Flaminio: “Conferenza preliminare avviata, sui tempi…”

“E’ iniziata la conferenza dei servizi preliminare che è la condizione preliminare per poi partire con l’iter che abbiamo seguito anche per lo stadio della Roma. Ci sono le possibilità concrete ecco di avere i tempi non troppo lunghi due stadi di grande qualità, due impianti al servizio della città dello sport e anche naturalmente tra le nostre squadre”. Lo ha detto il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, intervistato dal direttore dell’Adnkronos, Davide Desario, ad Adn Talks.

(Adnkronos)

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PROGETTO STADIO

Lazio-Flaminio, Conferenza dei Servizi partita: entro dieci giorni il completamento della documentazione

La conferenza dei servizi preliminare andata in scena ieri a partire dalle 12 ha avuto la durata di circa un’ora e mezza. Come rivela il Corriere dello Sport, per la Lazio c’erano il presidente Lotito e tutto il suo team tecnico, che dovrà occuparsi dello sviluppo del progetto. Per il Comune di Roma presenti diversi rappresentati degli uffici preposti, fra cui il dg del Campidoglio Albino Ruberti. A completare il quadro delle presenze vari altri enti, in particolare la Fondazione Nervi, Carte in Regola e Federsupporter collegate da remoto.

Il primo a prendere la parola è stato Claudio Lotito, che ha sostanzialmente ribadito i concetti illustrati nella conferenza pubblica di qualche mese fa a Formello. Entro dieci giorni la Lazio integrerà la documentazione sull’opera, che risulta non ancora completa. A quel punto partiranno le valutazioni degli enti coinvolti che avranno 45 giorni, più eventuali altri 15 di proroga per esprimere il loro parere sulle carte presentate dalla Lazio. Il progetto Flaminio sembra finalmente entrato nel vivo. 

Insomma, dopo anni di annunci, ipotesi e dibattiti, il progetto Flaminio è finalmente entrato nella sua fase più concreta. Adesso però la palla passa agli enti e agli uffici competenti. Prima arriveranno le valutazioni tecniche, soltanto dopo quelle politiche. È iniziata la fase decisiva di un percorso ancora lungo, complesso e pieno di ostacoli, ma che per la prima volta sembra davvero essersi messo in moto.

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PROGETTO STADIO

Lazio, progetto Flaminio: oggi il via alla Conferenza dei Servizi preliminare. La nota del club

La Conferenza dei Servizi preliminare relativa al progetto di riqualificazione, ammodernamento e ampliamento dello Stadio Flaminio, presentato ai sensi dell’articolo 4 del Decreto Legislativo n.38/2021, partirà oggi. La Lazio, in una nota, sottolinea di accogliere “con profonda attenzione istituzionale e senso di responsabilità l’avvio della Conferenza dei Servizi preliminare” e che parteciperà insieme ai propri tecnici, professionisti e consulenti con spirito di massima collaborazione, trasparenza e disponibilità al confronto con tutte le amministrazioni competenti”.

La società biancoceleste, poi, ribadisce ancora come “l’obiettivo del progetto è restituire alla città di Roma uno dei suoi luoghi simbolici più importanti attraverso un intervento di rigenerazione urbana, sostenibilità, innovazione infrastrutturale e valorizzazione architettonica, nel pieno rispetto delle procedure previste dalla normativa vigente e dei vincoli esistenti”. Il Flaminio, infatti, per il club biancoceleste rappresenta “una sfida che va oltre la dimensione sportiva: un’infrastruttura moderna, integrata nel tessuto urbano, capace di generare valore sociale, occupazionale, culturale ed economico per il territorio” con la Lazio che continuerà ad affrontare ogni fase del percorso con la massima serietà, professionalità e visione di lungo periodo, nella consapevolezza che “la riqualificazione dello Stadio Flaminio, abbandonato da anni, rappresenta un’opportunità concreta di recupero e valorizzazione dell’intero contesto urbano che lo circonda”, conclude la nota del club laziale.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE …’ – Lazio, Cardone: “La preoccupazione dei tifosi è legittima. Finanziamenti? Priorità al Flaminio” (AUDIO)

GIULIO CARDONE in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Non credo ci sia un laziale non preoccupato. Serve una programmazione, serve un’organizzazione. Si va incontro ad un altro ridimensionamento.

I famosi finanziamenti che la Lazio sta cercando, attraverso diverse riunioni, mi sembrano tutti indirizzati al Flaminio. Ma la prima cosa che vuole il tifoso è che la squadra sia competitiva, forte. Sarebbe una beffa trovare i soldi per lo stadio, mentre la squadra arranca o mentre il presidente insegue Basic per rimproverarlo sul lavoro dei procuratori che hanno fretta. La preoccupazione del laziale è legittima”.

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PROGETTO STADIO

UFFICIALE – Stadio Flaminio, fissata la data di inizio della conferenza dei servizi preliminare

Sul sito del Comune di Roma la nota ufficiale sull’inizio della conferenza dei servizi preliminare per lo stadio Flaminio.

Inizierà giovedì 28 maggio 2026 la conferenza dei servizi preliminare per analizzare il progetto di riqualificazione, ammodernamento e ampliamento dello Stadio Flaminio (ai sensi dell’articolo 4 del decreto legislativo numero 38 del 2021) presentato dalla S.S.Lazio.
Nella prima riunione plenaria il Rup, insieme con i tecnici della Lazio, illustrerà il progetto agli uffici competenti dell’amministrazione comunale e degli Enti preposti alla valutazione di fattibilità del progetto, compresa la possibilità di superare o meno i vincoli sussistenti sullo Stadio.

“Il recupero e la riqualificazione dello Stadio Flaminio – dichiara il sindaco di Roma Capitale, Roberto Gualtieri – rappresentano una priorità per questa amministrazione, perché parliamo di un luogo simbolico della città che merita di tornare a vivere e a essere valorizzato. L’avvio della conferenza dei servizi preliminare è un passaggio importante previsto dall’iter: ora saranno gli enti competenti a svolgere tutte le valutazioni tecniche necessarie con la massima attenzione e nel rispetto delle procedure”.

“Questa prima fase – spiega Alessandro Onorato, Assessore ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda di Roma Capitale – è tecnica, non politica. Saranno chiamati a dare il proprio giudizio gli esperti dei 39 enti coinvolti. I tempi che la procedura prevede sono: dopo 45 giorni dalla protocollazione, salvo eventuali richieste di integrazioni che potrebbero comportare ulteriori 30 giorni e in caso di esito positivo della conferenza dei servizi, il progetto dovrà ricevere il pubblico interesse prima dalla Giunta e poi dall’Assemblea Capitolina. Successivamente la Lazio dovrà sviluppare il progetto di fattibilità tecnico-economica che dovrà acquisire i pareri in una conferenza dei servizi decisoria, con le stesse tempistiche di quella preliminare. A quel punto arriva la delibera di approvazione prima della fase di gara finale”.

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ESCLUSIVE

‘NMM’ – Paglia: “Per Lotito la Lazio è un mezzo, non può esserci intesa. Futuro preoccupante e presto si scoprirà il bluff Flaminio” (AUDIO)

GUIDO PAGLIA in collegamento a ‘NMM’

“Fino a quando a Lotito non prenderà in considerazione l’ipotesi di trovare un’alternativa alla propria presidenza è tutto inutile. Sono molto preoccupato per il futuro della Lazio, l’uscita di scena di Sarri è già una cosa che mi crea il panico. Sento già dei nomi improbabili, ma il vero problema è quello dei giocatori. Perderemo i due centrali di difesa, il cuore della squadra, a meno che non si voglia perdere a zero Gila. Potrei continuare parlando del problema dei terzini e di tanto altro. C’è da rifare completamente la squadra, mi pongo domande anche sul futuro di Rovella. La mia preoccupazione è legata alla squadra che inizierà il prossimo campionato. Oltre a chi gestisce questi giocatori.

Il futuro può essere concepito solo in modo pessimistico, può davvero accadere qualsiasi cosa, anche se si sfasci tutti. Noi siamo tifosi, per noi la Lazio è un fine, per Lotito è un mezzo. Non c’è possibilità di trovare un punto d’intesa. Sul tema della ‘lazialità’ casca l’asino. Non c’è possibilità di accordo.

Sono assolutamente allineato con chi contesta nella maniera più dura questa società. Il Flaminio? Non c’è nessuna possibilità che diventi lo stadio della Lazio. Chi continua a pensare che questo possa accadere è in malafede. Ci sono troppe situazioni irrisolvibili, non ci saranno mai le autorizzazioni necessarie per la realizzazione. Servino investimenti pazzeschi, ma soprattutto in quella zona di Roma come scavi trovi reperti. A breve anche quel bluff sarà scoperto, poi lui se la prenderà con burocrazia e politica”.