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‘NMM’ – Paglia: “Per Lotito la Lazio è un mezzo, non può esserci intesa. Futuro preoccupante e presto si scoprirà il bluff Flaminio” (AUDIO)

GUIDO PAGLIA in collegamento a ‘NMM’

“Fino a quando a Lotito non prenderà in considerazione l’ipotesi di trovare un’alternativa alla propria presidenza è tutto inutile. Sono molto preoccupato per il futuro della Lazio, l’uscita di scena di Sarri è già una cosa che mi crea il panico. Sento già dei nomi improbabili, ma il vero problema è quello dei giocatori. Perderemo i due centrali di difesa, il cuore della squadra, a meno che non si voglia perdere a zero Gila. Potrei continuare parlando del problema dei terzini e di tanto altro. C’è da rifare completamente la squadra, mi pongo domande anche sul futuro di Rovella. La mia preoccupazione è legata alla squadra che inizierà il prossimo campionato. Oltre a chi gestisce questi giocatori.

Il futuro può essere concepito solo in modo pessimistico, può davvero accadere qualsiasi cosa, anche se si sfasci tutti. Noi siamo tifosi, per noi la Lazio è un fine, per Lotito è un mezzo. Non c’è possibilità di trovare un punto d’intesa. Sul tema della ‘lazialità’ casca l’asino. Non c’è possibilità di accordo.

Sono assolutamente allineato con chi contesta nella maniera più dura questa società. Il Flaminio? Non c’è nessuna possibilità che diventi lo stadio della Lazio. Chi continua a pensare che questo possa accadere è in malafede. Ci sono troppe situazioni irrisolvibili, non ci saranno mai le autorizzazioni necessarie per la realizzazione. Servino investimenti pazzeschi, ma soprattutto in quella zona di Roma come scavi trovi reperti. A breve anche quel bluff sarà scoperto, poi lui se la prenderà con burocrazia e politica”.

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‘SVB’ – Paglia: “Fallimento totale della gestione Lotito, situazione-Romagnoli è la fotografia del momento” (AUDIO)

GUIDO PAGLIA IN COLLEGAMENTO A ‘SVB’

“La comunicazione è certamente molto importante ma secondaria rispetto a ciò che è accaduto alla Lazio. Puoi saper comunicare più o meno bene ma se la società fa degli errori clamorosi, colleziona omissioni, non c’è comunicatore bravo che tenga.

Il problema è quello che sta facendo il presidente; sta raccogliendo i frutti di ciò che ha seminato.

La petizione firmata in 36mila, vorrà dire qualcosa. Si evince il fallimento totale della gestione di questa società: di questo dovrebbe prendere atto il presidente.

Ormai c’è un solco che non ha correttivi; è un muro contro muro. Lo ha voluto lui, c’erano stati mille modi per uscirne. Ma lui pensa di essere il più bravo e che gli altri siano tutti cretini. In questa condizione non ci sono margini di miglioramento. Capisco i tifosi, a cui mando la mia solidarietà.

Romagnoli è il simbolo di ciò che sta accadendo. Capitano del Milan, talmente tifoso della Lazio che ha scelto il 13 di Nesta, che accetta la Lazio per amore, da tifoso, e poi è stato rimbambito di promesse non mantenute”.

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‘SPECIALE 14 MAGGIO’ – Paglia: “Lo scudetto fu il suggello massimo. Andai a Via Allegri a calmare i tifosi. Ecco perché Cragnotti fu decisivo…” – (AUDIO)

;L’ex responsabile delle Comunicazioni della Lazio, Guido Paglia, è intervenuto stamattina ai microfoni di Radiosei per ricordare lo scudetto vinto il 14 maggio 2000.

“Il 14 Maggio è stato sia il suggello del lavoro fatto, ma è stato il Padreterno che ci ha restituito quanto tolto l’anno prima. C’era ottimismo ma sullo spareggio, ma bisognava essere pazzi nel pensare che il Perugia battesse la Juventus. Ci fu l’eccezione Paolo Negro che credeva alla vittoria già al termine dei tempi regolamentari”.

“Io mi sono perso il momento delle 18:04 perché ero a fare l’annuncio per la gente che aveva invaso il campo. La paura era che ci sanzionassero per l’invasione di campo. Il mercoledì prima del 14 Maggio, Cragnotti ara ad Hannover mentre i tifosi protestavano a Via Allegri. Massimo Cragnotti decise di non andare sotto la sede Figc, alla fine andai io. I tifosi più esacerbati mi chiesero addirittura di schierare la Primavera”.

“Al rientro da Hannover Cragnotti fece gli incontri dovuti per avere garantita la regolarità del campo e la designazione di Collina fu un chiaro segnale in tal senso”.

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‘NMM’ – Paglia: “Lazio-arbitri, responsabilità di Lotito. Flaminio? Mica crederete alla Befana?” (AUDIO)

L’ex Responsabile della Comunicazione della Lazio, GUIDO PAGLIA, in collegamento a ‘NMM’!

“Questa situazione arbitrale mi sta massacrando e levando la passione per il calcio. Credo avrei avuto difficoltà a relazionarmi con la società odierna, forse saremmo andati allo scontro. La responsabilità di Lotito è evidente. Il presidente ha portato un attacco a Gravina e non dico che gli arbitro dipendano dalla FIGC, se non per la loro carriera. Se vogliono farla, quindi diventare internazionali e guadagnare di più, devono essere in buoni rapporti con la FIGC. Escludo categoricamente che sia lo stesso Gravina a ‘dare indicazioni’, credo più che sia proprio la classe arbitrale che voglia ‘farsi bella’ agli occhi della FIGC stessa. E’ il mio convincimento, non è un complotto di Gravina contro Lotito, ma una sorta di autocondizionamento dei fischietti. Ci sono una serie di episodi talmente chiari ed evidenti che meriterebbero un’indagine interna. La giustificazione dell’episodio contro l’Inter è pazzesca, onestamente”.

“Lotito ha rinunciato alla Lega, sa di essere emarginato. E’ consapevole, ma non gliene frega assolutamente niente. Non è mosso da una lazialità spinta come altri tifosi. Lui protegge il suo status da senatore, la sua carriera politica. La Lazio non è alla pari con questi interessi. Ad oggi, sa perfettamente che una campagna-arbitri condotta da lui, sarebbe controproducente anche per una questione di credibilità e non sa realmente come uscirne. Danno economico in caso di mancata Champions? E quanto ha speso la Juventus? Cioè, se non dovesse arrivare in Europa le colpe verrebbero scaricate sull’allenatore e la campagna acquisti verrebbe fatta di conseguenza. Flaminio? Ma voi credete ancora alla Befana? Non ci ho mai creduto. Credo sia una messa in scena, anche lì è stato presentato un piano che non sarà accettato. Il progetto della Roma Nuoto è più credibile e non stravolgerebbe un intero quartiere. Al Flaminio non credo dal 2000, quando provammo noi con Rutelli. Non c’è niente da fare: se scavi trovi i cocci romani, hai le mani legate anche per i posti a sedere”.

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‘SVB’ – Paglia: “Dal ballottaggio con Capello all’addio, vi racconto l’Eriksson laziale” (AUDIO)

GUIDO PAGLIA IN COLLEGAMENTO A ‘SVB’

“Ciò che è accaduto alla Lazio del primo scudetto lo sappiamo, ma dopo Sinisa possiamo dire che anche la Lazio del secondo sta vivendo una situazione antipatica.

Capello sulla panchina prima di Eriksson? Sondaggio discreto della Lazio, senza crederci  granché. Sven era già stato considerato. La trattativa l’ha gestita direttamente il presidente, nessuno sapeva niente dell’accordo, come accadeva sempre tra l’altro. Cragnotti era il finanziere che non concedeva la minima indiscrezione a nessuno, sua deformazione. Era abituato a fare affari e sapeva bene l’importanza delle tempistiche; anche degli acquisti non diceva nulla.

Primo approccio con Eriksson? Chiaramente anche Mancini si era espresso bene su di lui. La persona era talmente gradevole, sempre sorridente ed entusiasta, che il primo approccio fu di grande carica. Un momento di assoluta gioia, di entusiasmo: eravamo convinti fosse la persona giusta.

Non si arrabbiava mai. Anche quando vincevamo, al massimo stringeva i pugni mentre noi ci abbracciavamo. Era super controllato. Maestrelli? Sì, lo ricordava.

Per quanto riguarda il mercato, si confrontava inizialmente con Nello e con Mancio, poi il presidente decideva quale strada percorrere. Eriksson rispettava i ruoli e sapeva che veniva rispettavo il suo. Non amava chiedere. Non ci sono mai stati problemi  di nessun genere con lui, me lo ricordo sempre sorridente e felice. Lui era innamorato di Roma, questo ci stupì, e quando è andato via ha sempre detto che sarebbe tornato.

Signori ebbe un problema fisico, non c’era contrasto con l’allenatore. Anche Beppe era uno di quelli che non creava mai problemi. Ricordo un problema alla schiena, una leggera ernia, per questo le strade con Signori si separarono.

La notizia dell’Inghilterra l’ha riferita direttamente Eriksson a Cragnotti. La compagna di allora influì, voleva andare a Londra. Eriksson amava talmente tanto Roma che se fosse dipeso soltanto da lui non si sarebbe mai mosso. Ad ogni modo, anche in questo caso non ci fu contrasto. Lui non era sicurissimo che fosse la scelta giusta quella di andare ad allenare la Nazionale, si vedeva più allenatore di club. Sentiva questa cosa come una sorta di peso, era gratificato ma a Roma stava benissimo. Tuttavia lo spiegò in maniera chiara e Cragnotti, da gran signore, ha compreso subito.

Nesso tra Eriksson e il fatto che buona parte dei campioni del 2000 oggi allena? Direi di sì. Certo, era talmente straordinaria quella squadra che si sapeva che tutti avrebbero continuato col calcio. Hanno preso tanto da Eriksson. Il clima con lui era sereno: sorrisi e pacche sulle spalle. Poi anche Mancio, uomo di collegamento con lo spogliatoio, fece un grande lavoro. Spesso non si riusciva a capire come Eriksson riusciva a far convivere in allegria tutti questi giocatori così forti. Mancini succhiava l’esempio di Erikkson e iniziava a gestire il gruppo. Un gruppo di prime donne come quello poteva diventare un problema.

Ora il calcio è cambiato. È cambiato tutto. Non si possono fare paragoni con Eriksson. Tutti si credono Gesù in terra, lui no. Con lui erano tutti amici, c’era l’allegria. Ogni giorno c’era da ridere e da scherzare. Anche dopo una sconfitta si ripartiva, non c’erano chiacchiere e polemiche. Infine, altra nota importante, all’epoca non c’era la faziosità dei media esasperata che c’è ora”.

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‘LS’ – Paglia: “I 20 anni di Lotito? Sono sfiduciato, la situazione peggiora. Ecco il mio voto…” (AUDIO)

GUIDO PAGLIA in collegamento a ‘LS’

I venti anni di Lotito sono stati tormentati, a livello gestionale la carenza più importante è stata quella di non avere un uomo che sapesse manovrare il mercato, scoprire i talenti, costruire. Il Sartori dell’Atalanta per essere concreti.

Venti anni è un periodo terrificante, lungo una quaresima. Quando lo sento dire che non cederà mai la Lazio, che la lascerà al figlio rifletto. Questa gestione famigliare non credo che faccia il bene della Lazio, io purtroppo non ho più fiducia in Lotito da diversi anni. Non mi fa stare tranquillo leggendo ciò che dice, il fatto che lui stia dedicando sempre meno tempo alla Lazio non mi fa stare tranquillo. Sono sfiduciato, la mia sensazione è che peggiori.

Chiunque venga scelto a livello comunicativo sarà sempre plafonato da lui. Lui pretende di dover gestire la comunicazione con i suoi personali criteri. Non ci sarà mai una gestione professionale, non è assolutamente gestibile un personaggio come lui.

Se dovessi dare un voto a questi venti anni di gestione Lotito direi che siamo sul cinque in pagella. Una media ponderata di successi, atteggiamenti, disastri ed acquisti sbagliati. Un questo momento, rispetto all’attuale mercato, mi fermo ad una sofferta sufficienza”.

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‘QUELLI CHE…’ – Paglia: “Eriksson dopo lo scudetto chiese di vendere tutti. Quando lui andò via, Mancini si propose come allenatore” (AUDIO)

Guido Paglia, ex responsabile della comunicazione della Lazio, ai microfoni di Radiosei

Il ricordo di una squadra stellare

“Eriksson era un cardine fondamentale di quella squadra, ma non dimentichiamoci di Mancini che era il suo equilibratore di spogliatoio, ma soprattutto non dimentichiamoci di Nello Governato. Persona fondamentale per quella società. Il giorno dopo la vittoria dello scudetto andai a Formello con Cragnotti per incontrare Eriksson e pianificare il futuro. Quando gli chiedemmo cosa fare per migliorare la squadra, lui ci rispose: ‘Presidente, li venda tutti’. Perché sapeva che non avrebbero reso come avevano reso fino a quel punto. Purtroppo aveva ragione”.

Eriksson, un gentleman riservato

“Ricordo anche che in occasione del centenario della Lazio Eriksson non voleva nemmeno andare allo stadio. Piano piano lo convincemmo e riuscimmo anche a fargli fare il giro di campo. Quando andò via Eriksson, Mancini voleva fare l’allenatore al suo posto. Ma Cragnotti scelse l’uomo giusto per quel momento, cioè Zoff. Cragnotti nei momenti topici della sua storia alla Lazio diventava ermetico e nessuno sapeva in anticipo cosa stesse facendo”.

Dario Cadeddu

23/05/2024

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‘SVB’ – Guido Paglia: “Lotito ingestibile, sta sacrificando la squadra. Non credo darà spazio e autonomia a Fabiani”(AUDIO)

Lotito personaggio ingestibile… GUIDO PAGLIA in collegamento a ‘SVB’

“Difficile dire come andrà il prosieguo del campionato. Bisogna aspettare e vedere quale sarà l’impatto di Tudor, come metterà la squadra in campo e la reazione dei giocatori coi nuovi schemi.

Lotito è un personaggio ingestibile. È impossibile stargli accanto. Pensare di mettergli accanto qualcuno che gli facesse la comunicazione è impossibile. Tanto alla fine lui farà sempre quello che gli passa per la testa senza confrontarsi con nessuno.

Lui è uno dei 600 parlamentari italiani, niente di trascendentale. È lui si vuole dare un ruolo che non ha intrufolandosi dappertutto e sacrificando tempo alla Lazio. Se ne dedicasse di più, la Lazio sarebbe in una posizione migliore.

Fabiani mi sembra un’ottima persona e un ottimo professionista, ma bisogna vedere lo spazio che Lotito vorrà dargli e quanto la convivenza con Lotito possa logorarlo. Com’è successo in passato ad esempio con Peruzzi.

Che tipo di autonomia avrà Fabiani? Avrà autonomia di spesa? Certamente no. Perderemo trattative intavolate da Fabiani perché Lotito non prenderà la decisione nei tempi giusti? Certamente. Sono pessimista.

Del resto dopo la qualificazione in Champions è stato investito il 40% sul mercato. Se tu vuoi stabilizzare la Lazio ai vertici del calcio italiano, quei soldi andavano investiti tutti. A lui di portare la Lazio a un certo livello, non interessa.

Fabiani farà bene? Certo, finché Lotito non si sentirà messo in ombra da lui e a quel punto lo farà fuori come è già accaduto con altri”.

Alessio Buzzanca

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‘QDL’ – Paglia: “Bene il comunicato della Lazio. Mourinho è solo un lamentoso Geremia” (AUDIO)

“Mourinho è solo un Geremia”

“Il comunicato di risposta alle dichiarazioni di Mourinho da parte della Lazio è stato fatto bene. Sarei stato più duro, ma già averlo scritto è un passo importantissimo. Io sono più polemico e questo “Geremia” – come chiamo io Mourinho – passa le sue giornate a lamentarsi per sé e contro gli altri. Spero venga squalificato. Sono sicuro che non risponderà perché ora è impegnato nel ritorno della semifinale di questa ridicola coppa a cui la Roma partecipa. Tra l’altro parla degli arbitri degli altri per nascondere il clamoroso rigore non dato al Bologna ieri sera.

Rischi che anche l’anno prossimo sia un anno di transizione? Questo dipende se si seguiranno le richieste di Sarri o se si prenderanno giocatori sconosciuti scelti da Tare in giro per l’Europa”.

Alessio Buzzanca

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‘NMM’ – Paglia: “Lotito, presunzione e mancanza di lazialità, per questo non c’è soluzione”. E su Sarri… (AUDIO)

Guido Paglia a ‘NMM’

LOTITO-TIFOSI, MURO CONTRO MURO

“La comunicazione riguarda il presidente della Lazio. Ed è prossima allo zero. Non sa comunicare e quando lo fa, è sempre polemico e pronto ad addossare le colpe ad altri. Ma soprattutto, la comunicazione deve partire da un presupposto fondamentale: la lazialità. Lotito non ha mai saputo trasmettere questo concetto. Ha meriti indiscutibili, perché la Lazio non è fallita, ma la lazialità è un concetto a lui lontano. Si occupa di politica, sportiva e non, ma non si è mai calato nei panni del tifoso. Cragnotti era un freddo, un finanziere, ma c’erano dei momenti in cui – anche grazie al fratello – veniva fuori la lazialità. Questa è una società con brave persone, laziali, che non possono esprimersi. Lotito è geloso perfino della sua stessa ombra. Il rapporto coi tifosi va coltivato, io ne avevo fatto una malattia. Era naturale essere presenti e curare ogni piccola esigenza dei tifosi e adesso, questa mancanza è chiara. Lui è una presuntuosità tale che alcuni discorsi non lo scalfiscono neanche e non può ammettere di aver commesso errori. Una soluzione? No, non la vedo. Non c’è niente da fare”.

SARRI

Speravo che l’arrivo di Sarri potesse rappresentare un cambiamento epocale per l’era Lotito, ma adesso, non vedo motivi per essere ottimista. Mi pare che la Lazio stia finendo di pagare le rate dell’agenzia delle entrate. Lotito continua ad avere il ‘braccio corto’ a non fare investimenti seri. Le campagne acquisti sono spesso mediocri, non posso dimenticare che qui a Roma sono arrivati giocatori improbabili. In tutta Italia, purtroppo, ci stiamo riempiendo di giocatori di basso livello che arrivano dall’estero e così facendo, il calcio italiano ha ammazzato i propri vivai. La Lazio, ad esempio, era uno dei migliori settori giovanili del paese, insieme all’Atalanta. Adesso i risultati parlano chiaro: la Lazio è in Serie B, ci sono stati errori gestionali clamorosi. Senza la cessione di Milinkovic sarebbe complicato fare la prossima campagna acquisti, ed è stato l’acquisto più azzeccato”.

LA SOCIETA’, LE SCELTE

“Lotito si è affidato soltanto a Tare, non ha voluto altre persone intorno. Una società moderna deve essere composta da tante figure operative, ma anche nel passato, la Lazio aveva una struttura diversa, più ampia. Mi auguro possa rimanere Sarri, perché ho visto un gioco importante, che se avesse avuto i giocatori desiderati, sarebbe venuto fuori in maniera più evidente. La tifoseria sostiene Sarri, ma il rapporto col presidente si è incrinato. Sul rinnovo, non puoi dire a Natale che ‘il contratto è pronto’ e poi, che ‘i conti si fanno alla fine’. Spero che la campagna acquisti finanziata da Milinkovic, possa portare giocatori affini alle caratteristiche del gioco del tecnico”.