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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Mercato Lazio, Mattei: “Da bloccato a saldo zero, la colpa è sempre del funzionario assunto da Cragnotti?” (AUDIO)

STEFANO MATTEI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Quattro giorni fa l’agenzia Dire ha intercettato in Senato il presidente Lotito che ha smentito le voci sulla Reggina ora la sta prendendo: questo è il personaggio.

Il Como per passare al mercato libero ha versato 110 milioni, anche Sassuolo e Monza hanno sanato la situazione. L’anno scorso l’unica squadra ad avere il mercato bloccato è stata la Lazio, ora l’unica ad averlo a saldo zero è sempre la Lazio. L’anno scorso la colpa è stata data ad un funzionario assunto da Cragnotti, quest’anno invece di chi è?

La filosofia di Lotito è famosa: usa e getta. Usa e poi getta cose, persone e situazioni. Tra un anno ci sono le elezioni e si candiderà, arriverà al suo obiettivo e poi getterà la Reggina.

Nella Lazio sono tutti in vendita. A Formello sperano di vendere per fare cassa, l’aspetto tecnico è secondario”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, scempio senza fine: una mattanza figlia dello sbandamento generale del club

Se può piovere, diluvia sulla Lazio, indebolita da Lotito dopo sei mesi per attendere lo sblocco del mercato e festeggiarlo con le cessioni di Castellanos (prevista) e di Guendouzi, insostituibile per livello internazionale e statura fisica. Taylor è un ottimo giocatore, ma ancora non ha capito dove si trova e doveva essere la mezzala d’inserimento accanto al francese, non sostituirlo. Una società ambiziosa avrebbe trattenuto Guendouzi, garantendogli il ritocco di ingaggio reclamato già alla fine della passata stagione. Non serviva il Como per constatare l’opera di smantellamento della Lazio. Siccome la sfiga ci vede benissimo, a Sarri è toccato l’ingrato compito di affrontare Fabregas nella notte peggiore, con due nuovi acquisti da inserire, le assenze pesanti di Basic e Vecino (oltre a Dia), il solito cortocircuito di nervosismo in cui cadono i giocatori, in perenne contrasto con gli arbitri (il diffidato Cataldi salterà il Lecce sabato prossimo), e uno stadio inviperito. Paradossale il quadretto: Sergio Cragnotti, il patron più amato dai laziali, invitato dalla società in Monte Mario, dove hanno inquadrato subito Mirwan Suwarso. Il proprietario indonesiano del Como, portato ai vertici del campionato italiano con un centinaio di milioni investiti in estate e le idee, stava sorridendo per il gol di Baturina. Non c’è stata partita. Già, perché Cesc se la gioca alla grande e palleggia in faccia ai maestri […]

Niente avviene per caso. La mattanza è figlia dello sbandamento generale e della gestione folle della società. Intendiamoci bene, Sarri aveva perso male anche all’andata e il risultato sarebbe stato identico con Guendouzi e Castellanos in campo, ma qui sta saltando tutto e si rischia di perdere il filo della stagione, se non è già successo. Giocare in questa situazione di instabilità non è facile. Anche Mau, va detto per onestà intellettuale, ieri sera ha partecipato allo sfacelo. Un esempio: Belahyane, bocciato e messo in uscita, unico centrocampista dignitoso della Lazio nel primo tempo. Sicuri di mandarlo via? Vale la pena ricordare il precedente di Gila, panchinaro per oltre un anno prima di esplodere. Nel blocco dei titolari, a rischio cessione, sono entrati Cancellieri (tra i peggiori) e Romagnoli senza contare Mandas e Tavares, in panchina. Sarri di solito impiega settimane, se non mesi, prima di lanciare un nuovo acquisto. Ieri, abbandonando le consuete cautele, non ha esitato a lanciare dal primo minuto lo “sconosciuto” Ratkov, ancora spaesato. Era proprio necessario? Il serbo oggi di sicuro non vale Taty, ma forse neppure Noslin, spesso pericoloso anche entrando per pochissimi minuti. Si può giocare, cambiare abito tattico e vincere in tanti modi, con due punte (Baroni metteva Taty e Dia) o senza centravanti di ruolo, come ha dimostrato Fabregas. Oggi, però, le disquisizioni tecniche sono inutili. Il processo va fatto alla società. Il Como, sesto a quota 37 punti, sogna la Champions. La Lazio, anche il prossimo anno, resterà fuori dall’Europa. La ricostruzione cominci subito, con basi solide, idee e soldi. Un altro rapporto con la gente laziale, molta più serenità dentro e fuori Formello. I tifosi non meritano uno scempio senza fine. Lotito rifletta bene. La notte tristissima dell’Olimpico toglie qualsiasi alibi. 

Corriere dello Sport

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CURIOSITA'

Presenza eccellente a Lazio-Como: in tribuna anche Cragnotti

Questa sera Sarri sfida Fabregas nel posticipo della 21esima giornata. Una partita importante, decisiva, che la Lazio deve vincere per tenere aperto il discorso qualificazione europea. E in tribuna – riporta Il Messaggero – invitato dal presidente Claudio Lotito, ci sarà anche Sergio Cragnotti il numero uno dell’ultimo scudetto e mai dimenticato dai tifosi laziali. Serve il supporto di tutti (al momento previsti più o meno 35mila spettatori all’Olimpico) per cercare di superare il Como e prendersi pure una rivincita rispetto alla prima giornata, quando la squadra di Fabregas si prese i primi tre punti.

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ESCLUSIVE

‘NB’ – Cragnotti: “Lazio, Lotito sta facendo quello che può con le sue risorse. Il futuro…” (AUDIO)

“Il presidente Lotito sta facendo quello che può con le sue risorse. Tutte sono destinate ai fondi”, così l’ex presidente della Lazio Sergio Cragnotti nell’intervista rilasciata questa mattina ai microfoni di Radiosei nella trasmissione ‘Noi biancocelesti”. Ascolta l’intervento integrale nel contributo audio qui sotto⤵️

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ESCLUSIVE

ESCLUSIVA – Cragnotti: “Lontani dalla mia Lazio, ma Lotito capace. Sarri mi piace, il futuro club passa da aggregazione, Flaminio ed investimenti” (AUDIO)

Radiosei incontra l’ex presidente della Lazio Sergio Cragnotti in un a tu per tu con il nostro Augusto Sciscione (video sul profilo IG e Fb di Radiosei):

“Apprezzo moltissimo Sarri per le sue concezioni calcistiche. È un po’ in difficoltà perchè pensava di gestire qualcosa di differente, ma credo che col suo entusiasmo darà qualche soddisfazione ai tifosi”.

“La caratteristica principale era quella di trovare uno psicologo per capire questi giovani per raggiungere questi obiettivi. Alla nostra epoca li abbiamo raggiunti come con Eriksson che infondeva questi valori. Credo che Sarri debba lavorare sugli aspetti psicologici e deve far forza con quello che ha”.

“Credo che Lotito conosce il nostro campionato con alterne vicende. In alcuni anni è andato bene con Europa League e Champions ed altri come questo in cui non sta raggiungendo gli obiettivi. Siamo solo all’inizio, ma la Lazio deve far forza su se stessa per raggiungere gli obiettivi. I tifosi devono essere vicini alla squadra ed alla direzione tecnica ed appoggiare nelle battaglie future”.

“Il Flaminio ha un’importanza enorme. Uno Stadio di calcio al centro di Roma sarebbe il punto di forza di questa società, ma la burocrazia italiana sarà l’ostacolo per raggiungere questo obiettivo. Se aumenterebbe il valore della Lazio? Può certamente rafforzare patrimonialmente la società e credo sia nelle logiche del Presidente Lotito. Giorni fa sono stato a Formello ed ha dimostrato la capacità di farlo con investimenti immobiliari che sostengono il progetto sportivo”.

“Siamo molto molto lontani dalla mia Lazio anche perché non ci sono più gli artisti del pallone. Calcisticamente stiamo soffrendo il nuovo modo di gestire le società di calcio. Ora i giocatori si curano più dal punto di vista fisico che tecnico”.

“Sono fondamentali e dipende dalla capacità dei direttori tecnici. Bisogna trovare dei giocatori che poi possono donare nel futuro attraverso la compravendita dei valori nel bilancio. Sono valori che si vedono di meno perchè i giocatori medi hanno dei costi esorbitanti e crea dei risultati negativi per ottenere le plusvalenze”.

“Mi è sembrato un uomo capace di portare avanti un progetto in grado di far star più tranquilli i tifosi. Certamente il risultato calcistico è influenzato da tanti fattori che un presidente non può prevedere”.

“Mando un grande abbraccio ed un grazie per il loro amore e per la loro riconoscenza per un vecchio presidente che ha abbandonato la società da 25 anni. Evidentemente ha dato dei grandi risultati ed un nome che ha fatto volare la Lazio in tutti i continenti”.

“lo credo che la Lazio non è stata la causa di quello che ho subito nel crack Cirio. La Lazio aveva una sua vita autonoma e ricordo quanti aumenti di capitale sono stati fatti all’epoca poi seguiti con grande passione da tutti i tifosi perchè era la base per costruire qualcosa di più importante e la gente veniva ad aiutare la Lazio”.

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DICHIARAZIONI

Lazio, Lotito ad un tifoso: “Non stiamo affondando, non vedo problemi. Cragnotti? Avete sognato con una società fallita”

Un’altra telefonata al patron laziale: la risposta di Claudio Lotito

Ancora una telefonata al presidente della Lazio, l’ennesima. Un tifoso ha fatto presente a Lotito che la tifoseria è stanca di questa situazione. Prontamente il patron laziale ha risposto: “E allora che vuoi fare, sei un esperto? Se sei un tifoso fai il tifoso. Sto lavorando e mi chiami per dirmi che vi siete stufati. Hai i soldi? Se non li hai e il presidente sono io, segui quello che faccio io perché fino ad adesso siamo la società più forte dal punto di vista economico che c’è sul mercato.

Se voglio bene ai laziali? Certe volte no perché siete scemi: se foste intelligenti ragionereste col vostro cervello, e invece non lo fate. Anche davanti al ministro di Grazia e Giustizia fatto queste cose, se ne è accorto pure lui e mi ha detto: ‘Ma questi sono matti!’. Tutte queste chiamate che mi fate sono registrate. Il tifoso è autorizzato ad andare allo stadio, sempre che io voglia. Ma se mi si fate stalking io poi vi emetto il daspo.

Sono ventidue anni che faccio il presidente e la Lazio non ha problemi. Non li ha avuti neanche quest’anno, ma li hanno creati altri. E invece che attaccare loro ve la prendete con me. Non stiamo affondando, dove stanno i problemi? Ho pagato 50 milioni di stipendi ai giocatori. Se proprio volete, mettetevi le mani in tasca, tirate fuori i soldi e compratevi la società. Poi decidete voi cosa fare.

Lo sai qual è stato il mio errore? Ho sbagliato perché dovevo fare un aumento di capitale e togliermi di mezzo tutti quanti. Come ha fatto Cragnotti, che poi vi ha portato via 150 milioni, come ha fatto la gestione successiva che ha portato via altri 130 milioni. Cragnotti vi ha fatto sognare? Si è visto, i debiti li sto pagando ancora io fino al 2027. Vi ha fatto sognare con una società che era fallita. Vuoi fallire? Se è così, ci tre minuti a spendere. La situazione è questa. La Roma, il Milan e l’Inter stanno in mezzo alla me*da. La Lazio non ha vinto lo Scudetto, ma ringraziando Dio non sta in mezzo alla me*da”.

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ESCLUSIVE

SPECIALE 14 MAGGIO – Cragnotti: “Empatia e partnership finanziarie le strade per crescere. La Lazio di oggi? Soddisfatto per le risorse…” (AUDIO)

2 Coppe Italia (1998, 2000), 2 Supercoppe Italiane (1998, 2000), 1 Coppa delle Coppe (1998-1999), 1 Supercoppa UEFA (1999) e ovviamente, la vittoria del Campionato italiano 1999/2000. Questa la bacheca aggiornata da Sergio Cragnotti, Presidente della Lazio dal 1992 al 2003, oggi ai microfoni di Radiosei, in ‘NMM’

“La prima cosa che penso è che sono passati troppi anni! (ride, ndr). Un ricordo bellissimo impresso nella mente, me lo porterò dietro per sempre. Noi speravamo nello spareggio finale, anche quando ascoltavamo la radiocronaca all’Olimpico. Già ce lo portarono via la stagione precedente, lo Scudetto. Alla fine pensai di aver realizzato il mio sogno. Cercavamo di dare alla Lazio una credibilità, una notorietà nazionale ed internazionale. Il coronamento di un progetto che forse ha portato pochi frutti, ma quelli raccolti erano eccellenti. Pensai poi a mio fratello Giovanni, era lui il precursore. Era lui che seguiva tecnicamente, anche con Zoff, la costruzione della rosa”.

“Capii che il mondo dello spettacolo calcistico doveva essere incuso nella globalizzazione. Per me concetti basilari nel mondo della finanza dal quale venivo, partecipai attivamente a quello che già all’epoca era il progetto del campionato europeo per squadra. Oggi il calcio è fatto di società finanziarie. Io lavoravo molto all’estero, viaggiavo in Cina e Australia e già vedevo la Premier League proiettata in quei mercati, con enorme partecipazione. Era un concetto che doveva aggredire anche l‘Italia, ma siamo sempre stati troppo conservatori, restii a questo tipo di investimento”.

L’abbraccio con Lotito? E’ riconoscenza ad un uomo che ha portato avanti un programma, poi ognuno è fatto a modo suo. Ha mantenuto e sviluppato quel gioiello che è Formello. Quando lo presi, pensai ad una casa comune per la Lazio. Con lo stadio invece, non ci riuscii. Flaminio? Me lo auguro, sarebbe il progetto più vicino alla mentalità del laziale, nel cuore di Roma. Sviluppo per la Lazio di oggi? Lotito ha espresso ieri che per lui è fondamentale patrimonializzare la società. Altri sistemi oggi sono di carattere finanziario, in cui delle partnership vengono fatte e create per dare supporto finanziario per la crescita sportiva e per un progetto vincente. Il tifoso vuole risultati, gli Scudetti, primeggiare. Quindi, credo che le partnership siano fondamentali per crescere. Come sistema calcio, credo arriveremo ad un grande campionato europeo con campionati regionali. Un po’ come in Brasile, più o meno”.

“Il rapporto con i tifosi? Io credo che sia fondamentale. Parlavamo di mezzi necessari alla crescita, ma tutto questo si fa per avere vicina la propria gente. Una partita senza il calore della gente non è una partita. Stadio e televisione sono due modi tanto diversi per seguire una squadra. Tutto questo si fa non per proprio egoismo, ma per dare gioia ed emozione a chi ama la maglia. Io soddisfatto della Lazio di oggi? Francamente sì, per quelli che sono i mezzi a disposizione, Lotito sta facendo navigare la squadra in Europa. Si può fare di più, ma bisognerebbe adottare un sistema diverso (vedi partnership finanziarie).

Se rifarei qualcosa diversamente? Credo che con la Lazio ne ho sbagliate poche. Forse sarei dovuto rimanere a lavorare all’estero (ride, ndr) anche comprando la Lazio. La cessione di Signori? Con quella cessione sarebbe arrivato Ronaldo. Eravamo in contatto con la famiglia, con il fratello. Avrei fatto il grande acquisto, la mia idea era di cedere, di fare la plusvalenza per portare grandi giocatori. La plusvalenza tra l’alro, all’epoca quasi non si conosceva”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Scudetto 2000, Patania ricorda: “ll titolo ‘Grazie Lazio’ nacque dallo scandalo di Parma-Juventus…” (AUDIO)

FABRIZIO PATANIA (CdS) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Dopo lo scudetto del 2000, l’allora direttore del Corriere dello Sport, Mario Sconcerti, decise di aumentare le pagine dedicate quotidianamente dedicate alla Lazio. Ricordo l’abbraccio in redazione dopo il gol di Calori, ricordo i servizi che abbiamo fatto per i festeggiamenti di quella serata. Sconcerti fece un titolo che venne contestato, ‘Grazie Lazio’, ma soprattutto dopo il gol di Cannavaro annullato del Parma contro la Juventus fece una campagna mediatica feroce a difesa della Lazio. Lo definì uno ‘scandalo’, parlò di un calcio che perse credibilità, parlò di complici che non avrebbero dovuto far passare quelle bugie. Chiese soprattutto giustizia e si augurò che qualcosa potesse accadere per ripristinare la verità. Venne aperta un’inchiesta con la Juventus che si indignò. Attaccò il sistema di difendere solo se stesso, scrisse che il calcio italiano avrebbe dovuto difendersi da mediocri con il fischietto. Dopo la partita di Perugia era emozionato, quel ‘Grazie’ era di gratitudine alla Lazio per aver salvato la credibilità del calcio”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Mattei: “Sono stato fortunato, ho commentato in diretta tv sia lo scudetto del 2000 che la Coppa Italia del 26 maggio” (AUDIO)

STEFANO MATTEI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Il 14 maggio del 2000 ebbi l’intuizione di farmi passare la partita di Perugia in bassa frequenza. All’epoca non c’erano le varie piattaforme, tutti la stavano sentendo. Solo io nello studio Rai potevo vederla, la voce di sparse e qualcuno della Lazio mi raggiunse: in una stanza 4×4 ci saranno state 50 persone.

Io ho avuto la fortuna di commentare in diretta sia quello scudetto che la famosa finale di Coppa Italia del 26 maggio 2013. Devi mantenere calma, lucidità, freddezza a professionalità; devi fare attenzione ad ogni singola parola”.

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SPECIALE 14 MAGGIO – Manzini: “Quello scudetto è stato l’apice. E il mio abbraccio con Cragnotti…” (AUDIO)

MAURIZIO MANZINI a 25 anni dal secondo scudetto della Lazio ai microfoni di Radiosei lo storico team manager biancoceleste:

“Il 14 maggio del 2000 non è una data casuale ma una data che segna l’ennesimo trionfo della Prima Squadra della Capitale. Io ho sempre creduto nei miracoli, per chi pratica una disciplina sportiva bisogna sempre puntare il più in alto possibile e nel calcio questo è lo scudetto, non posso che collocarlo all’apice.

L’abbiamo vinto forse per le personalità che c’erano nello spogliatoio e proprio per questo non ne abbiamo vinti 5/6.

Incontro Cragnotti-Lotito?? Mi ha colpito moltissimo ma soprattutto mi ha colpito l’abbraccio che ho potuto scambiare con Cragnotti: in un istante mi è passato davanti il film di una vita da laziale”.