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ESCLUSIVE

‘SVB’ – Lazio, Caprio: “Anche vincendo lo scudetto la mia posizione non cambierebbe: nessuno ha mai offeso così i laziali” (AUDIO)

MINO CAPRIO in collegamento a ‘SVB’

“‘Onofrio e la caldaia’, avrei titolato la mia lettera. a Il Tempo, nella quale credo di aver detto tutto. In questo momento viene fuori la nostra tristezza. Viviamo un periodo così brutto che in tanti anni di Lazio non abbiamo mai vissuto.

Gattuso potrebbe sorprenderci, ma ha bisogno anche di calciatori. Quando si parla del mercato della Lazio preferisco non ascoltare la radio perché mi sopraggiungono dei disturbi, degli scompensi.

Quand’anche, nel giro di un anno o due, la Lazio vincesse il tricolore, lo dico fantasticando, io continuerei a dire ‘libera la Lazio’ perché le sue parole sono lance conficcate nel nostro stomaco. Nessun dirigente mai ha proferito parole del genere, così offensive. Sono laziale ed ho altri valori”.

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SUPERCOPPA

Inter campione, anche la Lazio festeggia: è Supercoppa

La vittoria dello scudetto da parte dell’Inter da la certezza alla Lazio di poter disputare la prossima edizione della Supercoppa Italia a prescindere dalla formula che questa potrà avere. 

Adesso è ufficiale, la Lazio parteciperà alla Supercoppa Italia. Resta da capire se la competizione sarà giocata ancora una volta col sistema delle final four o se ci sarà un ritorno alla gara secca come ipotizzato negli ultimi mesi. In entrambi i casi la Lazio ci sarà. Col sistema delle final four infatti vanno in semifinale la vincitrice dello scudetto, la vincitrice della Coppa Italia, l’altra finalista di Coppa Italia e la seconda classificata in campionato. 

Col ritorno alla gara secca la finale si disputerebbe tra la vincitrice del campionato e la vincitrice della Coppa Italia ma visto che la finale è tra Lazio ed Inter e che questi ultimi sono anche i vincitori dello scudetto la Lazio è qualificata sia che vinca la Coppa Italia, sia che la vinca l’Inter.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Testoni: “Lazio, Taylor è la prova. Se sposi pienamente Sarri devi mettergli a disposizione…” (AUDIO)

EDOARDO TESTONI (Dazn) in collegamento a ‘NMM’

“La Lazio sta cercando in campo di progettare qualcosa in funzione della prossima stagione. Chiaro che Taylor è un calciatore sul quale già sai di poter puntare. Ha una qualità molto sarriana di intendere calcio con dei gol nei piedi. Bologna dimostra anche la facilità con cui segna. Si parte da qui per continuare a costruire. E’ stato un investimento importante e corretto da fare, in linea con le caratteristiche che una mezzala di Sarri deve avere. Poi c’è un investimento come quelle di Ratkov che anche solo per tipologia si fa fatica a vederlo giocare in questo calcio. Se sposi pienamente un tecnico come Sarri poi devi mettergli a disposizione giocatori che in questo contesto possono essere valorizzati. Taylor ce l’ha, Maldini anche, Ratkov no. Era gennaio il momento in cui dovevi costruire per il futuro, poi è chiaro che non si possono azzeccare tutti i giocatori. Si possono sbagliare le scommesse, non puoi sbagliare il centravanti.

Da Sarri si è vista tanta resilienza difensiva che ti hanno permesso di fare dei punti. Nella prima mezzora di Bologna, però, ho rivisto tanto calcio sarriano. Catene esterne comprese. Si sta andando nella sua direzione. Poi, in termini di comunicazione c’è stata sempre la comunicazione giusto. Nel rispetto dei tifosi, in piena comunione con loro. A giugno, bisognerà essere più concreti nel capire quali sono le prospettive, ma non credo che Sarri abbia voglia di lasciare questo popolo”.

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RASSEGNA STAMPA

Conceiçao si racconta: “Ho avuto contatti con la Lazio, ma non solo. Lo scudetto è il ricordo più bello. E su Inzaghi…”

L’ex biancoceleste, ora tecnico dell’Al-Ittihad, ha parlato a La Gazzetta dello Sport:

“Con la Lazio ho avuto contatti, ma non solo. E anche prima di firmare per l’Al-Itthiad ho avuto offerte. Qui il campionato è competitivo, le ambizioni alte, ci si allena nel pomeriggio e non la mattina. Bisogna adattarsi alle dinamiche culturali. Ma questa è una sfida, e io amo sfide così.

La soddisfazione più grande in Italia? Da calciatore, lo scudetto del 2000 con la Lazio, il più incredibile di sempre. Io, Sinisa e Stankovic ascoltavamo la radio nello spogliatoio. Era un gruppo di personalità, pieno di piccole risse ogni giorno, ma Eriksson sapeva gestirci. Ricordo anche la Supercoppa Europea del 1999, con lo United: Ferguson disse che il suo più grande rimpianto fu quella sconfitta”. 

Arabia Saudita – “Con Inzaghi stavolta ci siamo salutati. Ci siamo sfidati a ottobre e ha vinto lui. Ero appena arrivato. Dopo Porto-Inter, dove i suoi ebbero un bel po’ di fortuna, non lo salutai perché in fondo sono così, durante le partite vado in trance, ma è un grande allenatore. Abbiamo vinto lo scudetto nel 2000. Il rapporto è buono”. 

Anche lì, lei fu subito decisivo. Con le ginocchia sbucciate.

“Avevo fatto un voto alla Madonna di Fatima, feci gli ultimi 500 metri in ginocchio e poi mi presentai in ritiro. Era il 1998, segnai alla Juventus all’ultimo minuto e vincemmo la Supercoppa. La fede è una parte fondamentale della mia vita. Sono un cattolico praticante, qui non posso ma a Milano andavo in chiesa ogni giorno. Qualche mese fa il Papa mi ha invitato al Giubileo per raccontare il mio percorso e le mie difficoltà”. 

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ESCLUSIVE

‘9 GENNAIO’ – Maestrelli, parla Massimo: “Il 2 dicembre, la chiamata di Rossi Stuart, il cinema e l’amicizia con Pietrangeli” – (AUDIO)

MASSIMO MAESTRELLI in collegamento a ‘9 GENNAIO 1900’ a 49 anni dalla scomparsa di Tommaso

“Da una decina di anni a questa parte vado a Prima Porta, davanti alla cappella di babbo. Incontro molta gente, gli amici di Velletri, trascorro ore in compagnia con Padre Vittorio per poi iniziare la danza del cibo. Il prossimo anno saranno 50 anni, è passato tanto tempo.

Gli ultimi anni sono stati ricchi di tante iniziative per ricordare papà. La docuserie di Sky, il docufilm al Festival del Cinema e pochi giorni fa ho ricevuto la chiamata di Kim Rossi Stuart che mi ha invitato a casa sua. Siamo stati un pomeriggio a parlare, sono rimasto colpito di come fosse preparato su babbo. Lui cercava una storia e l’ha trovata. Non avrei mai pensato che il cinema si potesse avvicinare alla figura di mio padre. Lui è romanista, ma di quelli vivibili (ride, ndr). Ci sentiamo tutti i giorni, ci vediamo spesso a Ponte Milvio, parliamo molto e la cosa mi rende felice. Vediamo cosa uscirà fuori, quando c’è babbo di mezzo c’è sempre da stupirsi.

Non tutti sanno che Nicola Pietrangeli è stato un tesserato nel settore giovanile nella Lazio. Poi scelse di fare il tennista, ma l’amore per la Lazio è rimasto. Nacque un amicizia anche con papà ed un giorno nacque l’invito di venire ad allenarsi con la squadra. Oggi non potrebbe mai accadere. In quell’ora e mezzo in campo era trattato come se fosse un calciatore come un altro. Qualche calcio l’ha preso anche lui (ride, ndr)”.

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ESCLUSIVE

‘SVB’ – Lazio, Rambaudi: “Il Milan lotterà per lo scudetto. E sulla possibile operazione Noslin-Ilic…” (AUDIO)

ROBERTO RAMBAUDI in collegamento a ‘SVB’

“Il Milan è forte, il loro punto leggermente debole è la difesa ma sta comunque lavorando bene; Gabbia cresce, con Pavlovic e Tomori formano una difesa con interpreti sì di livello, ma non altissimo. Poi però hanno gli esterni forti, Saelemaekers fa bene entrambe le fasi. Il Milan lotterà per lo scudetto.

Operazione Noslin-Ilic? Credo che si possa fare. A Verona Noslin ha fatto un certo tipo di calcio in una squadra che doveva salvarsi, aveva voglia di imporsi poi fatto quel passo si è adagiato; sembra gli manchi la fame. Si fermano inconsciamente, è un limite che hanno.

Il rientro di Castellanos è molto importante, poi il recupero di Rovella darà ancora qualcosa in più.

Mercato di gennaio? Io sono sempre contrario, non si deve ‘prendere tanto per’; serve intervenire con profili funzionali. E questo lo dico a prescindere dalla situazione economica attuale della Lazio.

Insigne? Per me non sarà determinante, ma sono certo che se Sarri lo vuole è perché sa che può dargli qualcosa di importante. Non parlo comunque di titolarità ma di coinvolgimento che può far bene a lui e alla squadra”.

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ESCLUSIVE

‘SVB’ – Serie A, Rambaudi: “Milan e Juve lotteranno per lo scudetto. L’Inter è un punto interrogativo e su Gasperini…” (AUDIO)

ROBERTO RAMBAUDI in collegamento a ‘SVB’

“Per vincere bisogna sempre fare gol, è un fatto oggettivo. Io credo che chi parla di Allegri e lo critica può avere una filosofia diversa, ma non discute il fatto che sia un vincente. C’è tanta qualità nel Milan, per me lotterà per lo scudetto. Per qualità ci metto anche la Juve in questa lotta. Chi sta facendo sicuramente una squadra più forte è il Napoli. L’Inter è un punto interrogativo. Per me l’Atalanta perde un valore aggiunto che è l’allenatore, quindi la metto sesta\settima. Per la stima che ho di Gasperini, credo sia un allenatore fortissimo che incide molto, ahinoi, vedo una Roma che farà bene; lo avrei voluto alla Lazio.

Delio Rossi a Foggia? La piazza è molto esigente, lui torna per la terza volta e sa che l’ambiente è dalla sua parte e gli permetterà di lavorare”.

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SERIE A

Inter-Lazio, probabili formazioni

Inter-Lazio, le probabili formazioni del trentasettesimo turno di Serie A. I nerazzurri di Simone Inzaghi, tornati praticamente a contatto con il Napoli capolista, cercano un avvio forte per mettere pressione ai partenopei (impegnati al Tardini di Parma) nell’ottica di un clamoroso sorpasso. La Lazio di Marco Baroni a caccia del colpaccio per coltivare le ultime speranze Champions e guadagnarsi un possibile approdo in Europa League. Per i biancocelesti out Zaccagni, Lazzari e Pellegrini per squalifica.

Probabile formazione Inter, (3-5-2) – Sommer; Bisseck, De Vrij, C. Augusto; Dumfries, Barella, Calhanoglu, Zielinski, Dimarco; Taremi, Thuram.

Probabile formazione Lazio (4-2-3-1): Mandas; Marusic Gigot, Romagnoli, Tavares; Rovella, Guendouzi; Pedro, Dia, Dele-Bashiru; Castellanos.

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DICHIARAZIONI

‘Indimenticabili’, Salas: “I migliori anni della mia carriera”. Couto: “La squadra della mia vita” (VD)

Evento ‘Indimenticabili’, ospiti d’eccezione nella serata di Gala dedicata alle celebrazioni del secondo scudetto della Lazio anche Fernando Couto e Marcelo Salas.

Fernando Couto ha aperto il cuore sul suo legame eterno con la Lazio, offrendo una riflessione toccante: «La Lazio è diventata una squadra importante per la mia vita, oggi siamo qui per festeggiare il 25° anno da quell’impresa, la vittoria dello Scudetto. Siamo felici di vedere tanti vecchi amici, purtroppo per le vicissitudini della vita ci vediamo molto poco.» Con questo commento, Couto evidenzia il valore del gruppo e l’importanza di aver dato il massimo, mostrando come l’amicizia e la dedizione vadano oltre il campo da gioco.

Passando al tema del collettivo, Couto ha aggiunto un altro strato di introspezione: «Sicuramente sì, eravamo un gruppo forte e con personalità, ma l’importante è aver dato tutto il massimo e aver divertito tanto. Anche se potevamo fare qualcosa di più, adesso festeggiamo i 25 anni dallo Scudetto e 125 della Lazio, noi facciamo parte di questa grande storia.»

Marcelo Salas, a sua volta, ha espresso un legame personale e commovente con la Lazio: «Sono stati i migliori anni della mia carriera. Avere vinto lo Scudetto con la Lazio è stato meraviglioso. Le mie figlie sono nate qui, sono molto legato alla Lazio e contento di essere qui in questa ricorrenza». Infine, entrambi hanno ricordato Eriksson e Mihajlovic con grande affetto: «Eriksson è stato un allenatore molto importante per me, abbiamo visto quello che abbiamo vinto, non solo lo Scudetto. È stato un grande allenatore e non solo per noi. Non è bello che non sia qui con noi, così come Sinisa, che mi ha aiutato tanto quando sono arrivato».

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ESCLUSIVE

SPECIALE 14 MAGGIO – Cragnotti: “Empatia e partnership finanziarie le strade per crescere. La Lazio di oggi? Soddisfatto per le risorse…” (AUDIO)

2 Coppe Italia (1998, 2000), 2 Supercoppe Italiane (1998, 2000), 1 Coppa delle Coppe (1998-1999), 1 Supercoppa UEFA (1999) e ovviamente, la vittoria del Campionato italiano 1999/2000. Questa la bacheca aggiornata da Sergio Cragnotti, Presidente della Lazio dal 1992 al 2003, oggi ai microfoni di Radiosei, in ‘NMM’

“La prima cosa che penso è che sono passati troppi anni! (ride, ndr). Un ricordo bellissimo impresso nella mente, me lo porterò dietro per sempre. Noi speravamo nello spareggio finale, anche quando ascoltavamo la radiocronaca all’Olimpico. Già ce lo portarono via la stagione precedente, lo Scudetto. Alla fine pensai di aver realizzato il mio sogno. Cercavamo di dare alla Lazio una credibilità, una notorietà nazionale ed internazionale. Il coronamento di un progetto che forse ha portato pochi frutti, ma quelli raccolti erano eccellenti. Pensai poi a mio fratello Giovanni, era lui il precursore. Era lui che seguiva tecnicamente, anche con Zoff, la costruzione della rosa”.

“Capii che il mondo dello spettacolo calcistico doveva essere incuso nella globalizzazione. Per me concetti basilari nel mondo della finanza dal quale venivo, partecipai attivamente a quello che già all’epoca era il progetto del campionato europeo per squadra. Oggi il calcio è fatto di società finanziarie. Io lavoravo molto all’estero, viaggiavo in Cina e Australia e già vedevo la Premier League proiettata in quei mercati, con enorme partecipazione. Era un concetto che doveva aggredire anche l‘Italia, ma siamo sempre stati troppo conservatori, restii a questo tipo di investimento”.

L’abbraccio con Lotito? E’ riconoscenza ad un uomo che ha portato avanti un programma, poi ognuno è fatto a modo suo. Ha mantenuto e sviluppato quel gioiello che è Formello. Quando lo presi, pensai ad una casa comune per la Lazio. Con lo stadio invece, non ci riuscii. Flaminio? Me lo auguro, sarebbe il progetto più vicino alla mentalità del laziale, nel cuore di Roma. Sviluppo per la Lazio di oggi? Lotito ha espresso ieri che per lui è fondamentale patrimonializzare la società. Altri sistemi oggi sono di carattere finanziario, in cui delle partnership vengono fatte e create per dare supporto finanziario per la crescita sportiva e per un progetto vincente. Il tifoso vuole risultati, gli Scudetti, primeggiare. Quindi, credo che le partnership siano fondamentali per crescere. Come sistema calcio, credo arriveremo ad un grande campionato europeo con campionati regionali. Un po’ come in Brasile, più o meno”.

“Il rapporto con i tifosi? Io credo che sia fondamentale. Parlavamo di mezzi necessari alla crescita, ma tutto questo si fa per avere vicina la propria gente. Una partita senza il calore della gente non è una partita. Stadio e televisione sono due modi tanto diversi per seguire una squadra. Tutto questo si fa non per proprio egoismo, ma per dare gioia ed emozione a chi ama la maglia. Io soddisfatto della Lazio di oggi? Francamente sì, per quelli che sono i mezzi a disposizione, Lotito sta facendo navigare la squadra in Europa. Si può fare di più, ma bisognerebbe adottare un sistema diverso (vedi partnership finanziarie).

Se rifarei qualcosa diversamente? Credo che con la Lazio ne ho sbagliate poche. Forse sarei dovuto rimanere a lavorare all’estero (ride, ndr) anche comprando la Lazio. La cessione di Signori? Con quella cessione sarebbe arrivato Ronaldo. Eravamo in contatto con la famiglia, con il fratello. Avrei fatto il grande acquisto, la mia idea era di cedere, di fare la plusvalenza per portare grandi giocatori. La plusvalenza tra l’alro, all’epoca quasi non si conosceva”.