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RASSEGNA STAMPA STATISTICHE

Primavera Lazio, negli ultimi due mesi meglio solo Juve e Napoli: i numeri confermano

Marzo e aprile sono stati due mesi da incorniciare per la Lazio di Maurizio Sarri, che, dopo un lungo percorso di crescita continua, si è affermata come una delle squadre più temibili, come confermato dai numeri. Nelle ultime sette giornate, infatti, l’andamento dei biancocelesti è stato addirittura da terzo posto.

I numeri della crescita della Lazio negli ultimi due mesi

Con 14 punti in classifica sui 21 disponibili, nella speciale classifica limitata alle ultime sette giornate di campionato la Lazio si collocherebbe in terza posizione, alle spalle di Juventus e Napoli. Il tutto, avendo affrontato anche squadre di primo livello, del calibro di Milan, Bologna e Napoli. Se si considera anche la doppia sfida delle semifinali di Coppa Italia, ecco che la Lazio ha perso un solo match (contro la Fiorentina) nelle ultime nove uscite fra tutte le competizioni, meglio di qualsiasi altro club di Serie A.

E’ questo il clamoroso dato riportato oggi dal Corriere della Sera, che sottolinea la netta ripresa degli uomini del tecnico Maurizio Sarri, in grado di guidare i suoi fuori dalla tempesta e dritti verso la finale di Coppa Italia. Ed è proprio la data del 13 maggio, giorno in cui si assegnerà la coccarda tricolore, il giorno cerchiato di rosso sul calendario dei biancocelesti. In vista dell’attesissima sfida, l’infermeria si va svuotando, l’Olimpico si va riempiendo, e il lavoro sul campo finalmente sta dando i frutti sperati. 

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Lazio, Mattei: “La differenza tra Lotito e Cairo la fanno Roma e Juve. Qui si festeggiano i demeriti altrui” (AUDIO)

STEFANO MATTEI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Il presidente non si prende le sue colpe, anche grazie alla Roma. La situazione Roma-Torino, per Cairo e Lotito è diversa: Lotito più che mettere in mostra i suoi meriti, mostra i demeriti della Roma. Se fosse stato a Torino questi tipi di ragionamenti non avrebbe potuti farli con la Juve; deve sparare che la Roma continui così. Si mette le medaglie dei demeriti altrui, non dei suoi meriti.

Per fare il salto di qualità serve investire, dimensione che questa società non può permettersi, vuole restare nella sua comfort zone.

La Lazio, che non andrà neanche in Europa, con quali risorse rinnoverà i contratti? E ci sono ben 12 calciatori in scadenz atra giugno e il 2027″.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, Sarri oltre le etichette ed i limiti: il massimo in piena tempesta

Stava per fargli un altro scherzetto, stavolta è riuscito a metà. Eppure sono amici, si stimano, si confidano, hanno le stesse radici tosco-empolesi, ma Sarri quando incrocia Spalletti non resiste, gliene combina sempre una. Nell’anno dello scudetto del Napoli andò al Maradona, piazzò il suo tir biancoceleste davanti all’area e portò a casa i tre punti con il gol di Vecino. Ieri c’è andato vicino, nella stessa identica maniera. È finita due a due e la Juve, come quel Napoli, in casa stava volando. Viene da sorridere a pensare che Sarri è definito nel cosmo calcistico come uno che si incatena ai suoi dogmi, ai principi, a idee che non mutano, senza deroghe, senza concessioni, un allenatore che ama giocare, rischiare e osare. E allora il Sarri di ieri come lo vogliamo catalogare? Meglio lasciar perdere le etichette, l’unica definizione corretta è “realista”.

In mezzo alla tempesta di Formello, con una squadra che il mercato di gennaio ha indebolito, senza Zaccagni, senza Pellegrini, senza Basic per tutto il secondo tempo e fra l’altro anche senza tifosi, ma vogliamo andare a Torino e mettersi a giocare? Vogliamo davvero sfidare la Juve a tu per tu? Non scherziamo, dai. Difesa e ripartenza, questa partita ha preparato il comandante, come un allenatore che sa fare tutto, che lavora sui limiti e sulle difficoltà della sua squadra. Perché il calcio non è uno solo. Ecco, a proposito di calcio a Torino erano stati quarantasei minuti e ventitré secondi di niente. In Inghilterra la domenica era impazzita nel pomeriggio con lo spettacolo di Liverpool-Manchester City, un delirio. La domenica italiana aspettava la sera Juve-Lazio per accendersi e invece di calcio spettacolo, di emozioni, di occasioni, per quei 46 minuti e mezzo, proprio niente.

Una mosceria. Ma al 46′ e qualche secondo, pieno recupero del primo tempo, Daniel Maldini si è ricordato che è figlio di un milanista, anzi, “del” milanista, ha rubato la palla a Locatelli (un ex milanista), l’ha messa sul piede di Pedro e da lì è finita in rete. Intervallo, rientro in campo, un altro centinaio di secondi e due a zero della Lazio. Gol splendido di Isaksen, di destro. In quella manciata di minuti la squadra di Sarri era andata oltre ogni immaginazione. Come la squadra di Spalletti, ma in senso opposto. La Juve non poteva continuare così e infatti è iniziato l’arrembaggio. Lazio schiacciata, bianconeri in assedio. Con un particolare: fioccavano le occasioni per la Juve (alla fine si conteranno 34 tiri a 9 per Spalletti), ma la Lazio non si dimenticava di ripartire. Prima e dopo il gol di McKennie, la squadra di Sarri ha avuto la possibilità di segnare il 3-0 e poi, per due volte, il 3-1. Erano occasioni clamorose. La Juve ha pareggiato al sesto minuto di recupero del secondo tempo. Corriere dello Sport

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STATISTICHE

Lazio, con la Juve sfida ai propri limiti: numeri flop con le big

La Lazio è chiamata a dare un segnale forte, soprattutto quando il livello dell’avversario si alza. Il confronto con le cosiddette “big” del campionato continua a rappresentare uno dei principali nodi irrisolti della stagione biancoceleste, e la sfida contro la Juventus diventa l’occasione ideale per provare a invertire una tendenza che finora ha penalizzato il cammino della squadra.

Negli ultimi anni, infatti, il club bianconero è riuscito più volte a mettere in difficoltà la Lazio, togliendole punti pesanti e certezze, soprattutto nei momenti chiave della stagione. Un dato che pesa anche sul piano mentale, perché affrontare una squadra come la Juventus significa misurarsi non solo con il valore tecnico, ma anche con una storia recente fatta di ostacoli difficili da superare.

Numeri shock contro le big

I numeri, in questo senso, raccontano una realtà piuttosto chiara. Come sottolineato dall’edizione odierna de Il Messaggero, la Lazio ha conquistato soltanto 4 punti sui 24 disponibili contro le sette squadre che attualmente la precedono in classifica. Un bottino troppo magro per una formazione che ambisce a stabilizzarsi nelle zone alte e a competere con continuità per obiettivi importanti. Di questi quattro punti, ben tre sono arrivati proprio contro la Juventus, allora guidata da Tudor, mentre l’unico altro risultato utile è stato strappato all’Atalanta, che peraltro rappresenta il prossimo ostacolo nel calendario biancoceleste.

Questo rendimento evidenzia una difficoltà strutturale nei big match, gare in cui spesso la Lazio fatica a mantenere equilibrio, lucidità e incisività per tutti i novanta minuti. Ecco perché la sfida alla Juventusassume un valore che va oltre la classifica: vincere significherebbe rompere un trend negativo, rafforzare l’autostima del gruppo e dimostrare che il salto di qualità tanto atteso può finalmente diventare realtà.

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ESCLUSIVE

‘QUELLI CHE…’ – Mirra: “Fare bene con la Juve per arrivare al meglio a Bologna. Maldini? Mi aspetto il salto definitivo”- (AUDIO)

VINCENZO MIRRA in studio durante ‘QUELLI CHE…’

“Ormai è sotto gli occhi di tutti la frattura tra la società e il mister. Tutto ciò che si dice dopo, non è nulla di che. La società sta cambiando radicalmente tutto, ora resta da capire se Sarri sarà l’allenatore del futuro. Per me il tecnico vuole aspettare per capire se i nuovi, escluso Maldini che conosce, potranno essere la base per costruire il futuro; serviranno quindi un paio di mesi per conoscere cosa farà l’allenatore.

La gara contro la Juventus, per i punti, non credo serva molto. Ho sempre pensato, aspettando gennaio, che la Lazio potesse rientrare nelle posizioni utili per l’Europa ma ad oggi credo che l’unica strada sia puntare sulla Coppa Italia. Chiaro che non puoi andare a Torino a fare la bella statuina ma io penserai a fare una bella partita, concentrandomi poi su quella con il Bologna che l’unica che ti può salvare.

Il risultato e la prestazione di domani potrebbero poi incidere mercoledì, chiaro quindi che Sarri metterà la formazione possibile ma gestirà con parsimonia i cambi. Questo permetterà di vedere in opera anche i nuovi. La gara di Bologna è quella che può darmi un accesso in Europa, ma a Torino non si può far male per evitare scorie al Dall’Ara.

Per me Maldini ha grandi qualità tecniche, l’errore è stato portarlo troppo presto in A. Per me starebbe bene vicino ad un’altra punta ma fino ad ora non lo abbiamo visto con continuità quindi capiremo adesso cosa può succedere. Da lui mi aspetto il salto definitivo”.

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ESCLUSIVE

‘SVB’ – Rambaudi: “Contestazione importante, punto di non ritorno. Formazione anti-Juve? Ecco che farei…” (AUDIO)

ROBERTO RAMBAUDI in collegamento a ‘SVB’

“La Juventus comunque ieri ha dimostrato di essere in forma. Koopmeiners ora è impresentabile, anche se all’Atalanta aveva fatto benissimo con Gasperini. Sulemana in due minuti ha fatto tutto quello che nel resto della gara non aveva fatto Raspadori; quando i ritmi si alzano, lui sparisce.

La Lazio domenica incontrerà una squadra con una sua identità ben precisa; sarà arrabbiata ma anche stanca dopo le energie spese. Comunque puoi fare un’ottima gara e metterli in difficoltà, giocando con attenzione e con uomini, tipo Maldini, che possono dare qualcosa in più.

Maldini centravanti, Isaksen a destra e Pedro a sinistra: così partirei a Torino.

La Lazio può far male con ripartenze, cambi gioco. Sulla base di questo metterei Provstgaard a sinistra, in mezzo Gila e Romagnoli, con Marusic a destra; in tutto ciò metterei Tavares più avanti. Magari anche a partita in corso si potrebbe provare una situazione del genere. Io nelle grandi partite Cancellieri non lo vedo.

Contro la Juventus te la puoi giocare con l’organizzazione difensiva che hai.

Contestazione? Lotito deve capire come si è arrivati a questo punto. Questo deve far capire che è finita: circa 30mila persone hanno scelto, con sacrificio, di non andare allo stadio, Non si può più far finta di niente, siamo ad un punto di non ritorno”.

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STATISTICHE

Lazio, 150 volte Pedro: come lui solo Zanetti, Handanovic e Palacio. E con la Juve può essere ancora titolare…

Verso Juventus-Lazio, dati Opta

La prossima sarà la 150ª partita di Serie A con la maglia della Lazio per Pedro; tutte queste sono arrivate ad almeno 34 anni compiuti e solo tre stranieri nell’era dei tre punti a vittoria (dal 1994/95) hanno giocato così tante gare dopo aver raggiunto questa età nella competizione: Javier Zanetti (227), Samir Handanovic (161) e Rodrigo Palacio (153).

Lo spagnolo, tra l’altro, coltiva buone speranze anche di scendere in campo da titolare per la seconda volta di fila dopo il match con il Genoa. L’addestramento di Maldini da prima punta, infatti, oltre che l’infortunio di Zaccagni (e le condizioni non ottimali di Dia), riducono il ventaglio di opzioni a disposizione di Sarri per la sfida dello Stadium

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FORMELLO RASSEGNA STAMPA

Lazio, prove di rientro per Romagnoli: parzialmente in gruppo, Juve possibile

La Lazio continua a lavorare per recuperare Alessio Romagnoli, ancora gestito con prudenza dopo i problemi fisici e di mercato delle ultime settimane. Il difensore sta alternando lavoro in gruppo e sessioni personalizzate, con lo staff tecnico che preferisce evitare rischi e accelerazioni inutili. Le prossime sedute di allenamento saranno decisive per capire se potrà tornare stabilmente tra i titolari o se servirà ancora tempo prima di rivederlo al massimo della condizione.

Le sessioni tattiche in programma serviranno a valutare le condizioni dei difensori a disposizione. Romagnoli si candida per rientrare progressivamente, ma la decisione finale dipenderà dalle risposte fisiche dopo i test sul campo. L’obiettivo è evitare ricadute e garantire continuità nella fase più delicata della stagione.

Nel frattempo la Lazio deve gestire una situazione difensiva complicata. Patric è tornato a lavorare in gruppo, mentre per Gigot servirà ancora qualche settimana prima di rivederlo disponibile. La rotazione dei centrali diventa quindi fondamentale per mantenere equilibrio e solidità nelle prossime gare.Il Corriere dello Sport.

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CALCIOMERCATO

Lazio, la Juve si muove per Mandas: l’intreccio con il Genoa

Negli sviluppi di mercato legati alla Lazio, il portiere Christos Mandas è sempre più vicino all’addio alla Capitale, con la Juventus che starebbe seguendo con interesse il suo profilo in vista della sessione invernale di trasferimenti. Il giocatore greco sembra desiderare più spazio e la prospettiva di giocare con continuità lo spingerebbe verso una nuova sistemazione, con i bianconeri pronti – secondo Alfredo Pedullá – a inserirsi ‌nella trattativa.

Il Genoa, che inizialmente era coinvolto nell’operazione per il proprio estremo difensore, ha deciso di puntare su Mattia Perin, rendendo così necessario per la Juventus cercare un’alternativa qualora l’affare con il Grifone dovesse complicarsi. Per Mandas, la Laziochiede una cifra significativa e il portiere sarebbe favorevole a trasferirsi in Piemonte se i dettagli dell’intesa lo soddisfano.

Parallelamente, i biancocelesti hanno già individuato un possibile sostituto proprio tra i giocatori del Genoa: si tratta di Nicola Leali, che sarebbe in cima alla lista dei profili valutati per prendere il posto lasciato libero da Mandas. Anche questa operazione è nelle fasi preliminari e, come per quella che riguarda il portiere greco, richiederà tempo per concretizzarsi.

Al momento è tutto ancora in divenire: le trattative sono solo agli inizi e non ci sono ancora passi decisivi, ma le prossime settimane saranno cruciali per capire se la Juventus riuscirà ad assicurarsi Mandas e se la Laziofinalizzerà l’arrivo del suo successore tra i pali.

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CALCIOMERCATO RASSEGNA STAMPA

Lazio, rinnovo in salita per Marusic: Juve e Napoli alla finestra per prenderlo a zero

«Marusic avrebbe ricevuto sondaggi da Napoli e Juve, sarebbero disposte a offrirgli un precontratto a gennaio, prendendolo a zero a giugno», così recita l’edizione odierna de “Il Corriere dello Sport” nell’articolo dal titolo “Sarri, tre colpi”. Il terzino montenegrino della Lazio ha il contratto in scadenza a giugno e il suo rinnovo non sembra più cosa certa, anzi. Per questo motivo da gennaio le squadre interessate a lui potrebbero fargli firmare un precontratto per farlo approdare a giugno.