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RASSEGNA STAMPA

Lazio, Pedro decide il futuro: campione diviso tra MLS e Spagna

Si è conclusa ora la sua avventura alla Lazio e lo spagnolo ora valuta la prossima destinazione.


Lo spagnolo non è ancora certo di dire definitivamente addio al calcio, anche perché le proposte non mancano. Da una parte, riporta il Corriere dello Sport, c’è l’opzione MLS, dove l’Inter Miami degli ex compagni Messi, Jordi Alba e Busquets lo accoglierebbe a braccia aperte. Una tentazione ricorrente negli ultimi anni, cui Pedrito ha sempre detto “no” per continuare a misurarsi nel calcio europeo.


Dall’altra, si legge, c’è l’ipotesi del ritorno in Spagna, più precisamente nella sua Tenerife: secondo i media locali si tratterebbe di un’opzione impossibile a livello economico, ma il desiderio di tornare a casa potrebbe spingere il giocatore ad abbassare i suoi standard.

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SERIE A

Lazio, finalmente la stagione è finita: Pedro saluta da campione, è nono posto. Esordio Przyborek (AUDIO)

Termina 2-1 Lazio-Pisa, gara valida per la 38esima ed ultima giornata di Serie A; succede tutto nel primo tempo: Moreo porta avanti i suoi (23′), Dele-Bashiru pareggia (33′) e Pedro chiude la sfida (35′).

PRIMO TEMPO

Sarri fa i conti con le assenze anche a fine stagione. Sceglie così Furlanetto tra i pali; Marusic, Gila, Romagnoli e Pellegrini dietro; in mezzo al campo Dele-Bashiru, Basic e Belahyane con Cancellieri, Noslin e capitan Pedro davanti. Ritmi blandi all’Olimpico, come era pronosticabile vista l’importanza, nulla, della gara. In avvio il Pisa impegna subito Furlanetto, poi è la Lazio ad avere occasioni, prima con Cancellieri e poi con Pedro: in entrambi i casi Semper spedisce in angolo. Al 23′ però sono i toscani a passare in vantaggio con Moreo. Passano 10′ e arriva il pari con Dele-Bashiru e poco dopo Pedro sigla il raddoppio biancoceleste. Si va quindi all’intervallo sul 2-1.


SECONDO TEMPO

Si riparte con un cambio per Sarri: Provstgaard prende il posto di un acciaccato Gila. Pochi spunti nella ripresa a al 61′ il cambio che fa alzare in piedi i pochi presenti all’Olimpico: Pedro lascia il posto a Dia, ovazione per il campione spagnolo. Intanto Noslin prova a rendersi pericoloso, mette in mezzo un bel pallone sul quale però non arrivano i compagni. Al 71′ altro cambio: entra Maldini per Cancellieri, con Noslin che trasloca a destra. All’82’ c’è tempo anche per l’esordio di Przyborek che subentra insieme a Lazzari, per Dele-Bashiru e Lazzari. Poche emozioni ma almeno arriva una vittoria: dopo tre minuti di recupero cala il sipario sulla gara… e sulla stagione, finalmente.

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Lazio, Pedro come Klose per l’ultima in biancoceleste: sarà lui il capitano contro il Pisa

Oggi l’ultima del campione spagnolo con la maglia della Lazio

Si chiude ufficialmente stasera il capitolo biancoceleste di Pedro. Il campione spagnolo ha salutato compagni e staff in settimana con una festa, oggi contro il Pisa vestirà per l’ultima volta la maglia della Lazio. Stando a quanto riporta il Corriere dello Sport, probabilmente indosserà la fascia al braccia: dovrebbe essere lui il capitano contro i toscani, proprio come accadde ad un altro mito come Klose, nel giorno del suo addio all’Olimpico contro la Fiorentina.

Una serata speciale almeno per omaggiare la leggenda, considerando invece che dal punto di vista del risultato poco inciderà la sfida sulla stagione.

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DICHIARAZIONI

L’ultima di Pedro: “Mi rivedrete all’Olimpico per festeggiare il ritorno di una grande Lazio. Primo passo ritrovare l’unione con i tifosi. Su Sarri…”

Il campione spagnolo è il protagonista dell’ultimo match program stagionale.

“Sono stati giorni tristi ed emozionanti allo stesso tempo. Si chiude la mia storia con la Lazio, mi sto godendo ogni ultimo istante con i miei compagni di squadra, con i tifosi e la città. Mi mancheranno tutti, sono contento del percorso fatto con questa maglia. L’ultima stagione è stata sicuramente dura ma voglio finire bene, magari segnando, per regalarmi un ultimo ricordo positivo”.

Il feeling con la Lazio è stato subito forte – “Perché questa squadra ha dei valori che condivido, come umiltà, armonia e solidarietà. La passione dei tifosi è stata forte fin dal primo giorno, li ho sempre sentiti al nostro fianco. Mi sono subito sentito a casa, è la loro vicinanza che fa grande la Lazio”.

Stagione senza i tifosi – “Quanto è stata dura? Tantissimo. Spero che contro il Pisa decidano di entrare ma rispetto la decisione. Giocare senza la loro spinta è stato difficile. Fare bene in campionato con lo stadio vuoto è impossibile. Abbiamo passato momenti duri, non è stato semplice assistere alla situazione che si è creata tra tifosi, squadra e società. Mi è dispiaciuto non aver regalato al nostro popolo la Coppa Italia: se la sarebbero meritata e sarebbe stata la conclusione perfetta. Sono però certo che questa situazione tornerà presto alla normalità se tutti remeranno nella stessa direzione per riportare la Lazio in alto. Dove merita di stare”.

La stagione più bella – “Lo scorso anno è stato bello, così come la prima stagione di Sarri, dove il livello di gioco della squadra era alto. Con Baroni ho segnato molto, andavamo sempre allattacco e mi sono divertito tanto. Peccato per Europa League perché avremmo potuto raggiungere la semifinale. Gol più pesante? Difficile sceglierne uno solo, quello nel derby, contro il Celtic e il Porto sono stati davvero speciali. La festa sotto la Curva non la dimenticherò mai, rimarrà per sempre nel mio cuore”.

Un ex del passato con cui giocare – “Dico Klose. Miro è stato un attaccante fortissimo, qui alla Lazio ancora oggi parlano tutti del suo atteggiamento e della sua straordinaria professionalità. Una leggenda. Poi ovviamente ce ne sono stati anche altri, penso a Veron che qualche settimana fa ci è venuto a trovare a Formello”.

Il calciatore dell’attuale rosa che speri possa rimanere qui il più al lungo possibile – “Lo auguro a molti. A Rovella, Zaccagni, Taylor, che è un calciatore interessante, poi ai senatori e agli altri capitani in campo come Patric, Marusic e Cataldi”.

Ti vedremo allo stadio? – “Assolutamente si. Al 100%, spero di poter festeggiare presto una bella vittoria dal vivo insieme ai nostri tifosi”.

Sei mai stato vicino a convincere qualche tuo ex compagno a venire alla Lazio? – “Ci ho sempre provato. Anche con Messi (ride, ndr) ma ovviamente non era facile. Poi Jordi Alba e De Gea quando erano svincolati. Anche Bartra, ricordo che ne parlai con Sarri. Stesso discorso per David Luiz. Mi sarebbe piaciuto fargli conoscere la passione dei nostri tifosi”.

Sarri nella tua testa è secondo soltanto a Guardiola? – “Sì. Guardiola ovviamente è stato importante, mi ha dato fiducia quando ero giovane, permettendomi di giocare in una squadra piena di campioni come il Barcellona. Sarri lo avevo avuto già al Chelsea, abbiamo vissuto tanti anni insieme, è stato un bel percorso. Cito anche Baroni, una persona umile che dava tutto per il bene della squadra, e Tudor, preparato e con tanto carattere. Ognuno di loro mi ha insegnato qualcosa per continuare a crescere e migliorare”.

Lasci una Lazio diversa da come l’hai trovata: cosa auguri al club per rinascere? – “La prima cosa è ritrovare l’unione tra squadra, tifosi e Società, andare tutti verso un’unica direzione. Questo permetterà alla Lazio di tornare grande: chi verrà qui dovrà lavorare forte per il bene del club. Ora è difficile ma sono sicuro che la Lazio tra qualche anno tornerà a vincere trofei e a lottare per l’Europa e lo scudetto”.

Tornerai un giorno? Ovviamente in un’altra veste – “Difficile dirlo ma spero di sì, nella vita non si sa mai. Mi piacerebbe tornare per aiutare la squadra, rimarrò sempre vicino alla mia Lazio”.

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L’addio di Pedro: “Mi pesa lasciare questa maglia. Auguro il meglio a tutti voi e alla Lazio”. Lotito: “Un onore” (VIDEO)

Il campione spagnolo ha salutato ieri i compagni di squadra e tutto il team con una festa.

“È una giornata speciale, un giorno un po’ triste perché finisce qui la mia storia alla Lazio ma allo stesso tempo felice perché sono molto contento di essere qui con tutti voi. Ho condiviso tutti questi anni insieme a voi ragazzi, e mi avete sempre trattato nel migliore dei modi possibili. Mi avete fatto sentire molto importante e questo per me vale tantissimo. Auguro sempre il meglio a tutti voi e alla Lazio. Grazie per essere qui, ai familiari e a ognuno di voi: per me è davvero molto speciale.

Non voglio parlare troppo, ma auguro il meglio a questa famiglia. Sono sicuro che resterà sempre qualcosa di mio anche qui. Ho avuto la fortuna di vivere tanto questa maglia e lasciarla mi pesa. Però me ne vado con la testa alta, perché ho dato tutto. Mi avete sempre fatto sentire un giocatore importante, e questa per me è una famiglia vera. Sento tanto rispetto e tanta stima per questo gruppo. La festa adesso non finisce, inizia. C’è anche da ballare. Grazie a tutti quelli che hanno organizzato questa serata. Spero che vi stiate godendo questo momento insieme a me. Grazie mille a tutti e forza Lazio”.

Le parole del Presidente Lotito alla festa di Pedro: “Per me è un onore essere qui oggi. Ho voluto testimoniare la mia presenza per onorare un campione che rappresenta la storia del calcio e che incarna un modello di vita e un modello sportivo. Vorrei che tutto questo restasse impresso nei nostri cuori, perché Pedro deve essere un esempio per tutti. Non l’ho mai sentito alzare la voce, non gli ho mai visto un atteggiamento sbagliato. È sempre stato il primo ad andare in campo ad allenarsi, e il risultato si è visto: ha sempre giocato con la testa, dimostrando che il calcio ha bisogno di intelligenza prima ancora che di tecnica.

Essere qui stasera è un onore, perché testimonio la mia vicinanza a un grande campione, a una persona che è campione anche nella vita. Pedro è un esempio di dedizione, di determinazione, della voglia di non fermarsi mai. È stato un punto di riferimento, sempre in silenzio, senza mai alzare la voce. Ha tracciato un percorso importante alla Lazio, anche nei momenti più difficili, e lo ha fatto con coraggio, dimostrando che con il sacrificio, le capacità, lo spirito di gruppo e la voglia di vincere si possono raggiungere risultati straordinari. Lo ha testimoniato vincendo tantissimi trofei in carriera. Grazie per quello che hai fatto e per quello che hai dato alla Lazio. Grazie a tutti voi, buona serata. Scusatemi, purtroppo ho un’altra cena meno piacevole”.

Di seguito le parole nella sua lettera d’addio“Oggi è un giorno molto triste per me perché dico addio a questo bel percorso e alla splendida famiglia laziale. Vorrei ringraziare tutti i tifosi, i calciatori, gli allenatori e tutta la società, dipendenti e collaboratori compresi, per avermi permesso di far parte della storia gloriosa di questo club.

È vero che non ho portato trofei a questa che considero una casa meravigliosa, ma ho sempre difeso questa maglia con coraggio, umiltà, ambizione e passione, insieme ai miei compagni di squadra. Sono sicuro che presto si festeggerà qualcosa di importante con questi grandi uomini e calciatori. Ogni volta che entravo in campo ho alzato lo sguardo, ammirando fiero il nostro popolo.

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Lazio, con il Pisa il saluto a Pedro: pronta una targa per il campione spagnolo

Seppur in una gara ininfluente ai fini della classifica, c’è un appuntamento speciale in programma.

Sabato sera il tributo d’onore a Pedro, quella con il Pisa sarà la sua ultima partita. La Lazio, in collaborazione con Fantacalcio, saluterà il campione con una targa e una maglia celebrative. Un momento, ribadisce il Corriere dello Sport, che non vedrà la presenza dei tifosi, che concluderanno la propria stagione fuori dallo stadio per la contestazione nei confronti della società. Il loro ringraziamento, con tanto di lacrime da parte dello spagnolo, è già avvenuto al termine della finale di Coppa Italia con l’Inter. Last dance quindi per Pedrito, sabato, nella sua ultima sfida all’Olimpico.

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Lazio, commozione Pedro sotto la Nord. Il saluto: “Grazie campione”

I tifosi omaggiano il fuoriclasse spagnolo, prima di riprendere con la contestazione verso Lotito.

Aveva sognato un altro tipo di lacrime sotto la Nord al termine della gara. Avrebbe voluto salutare tutti con un trofeo, il primo della sua avventura italiana, magari con il personale nono gol in una finale (dopo i 7 con il Barcellona e uno con il Chelsea). Pedro non ci è riuscito ma, evidenzia il Corriere dello Sport, ha messo tutto sé stesso in quel quarto d’ora finale che gli è stato concesso, è entrato con l’atteggiamento di chi avrebbe voluto spaccare il mondo, caricato ancora di più dai fischi della metà dell’Olimpico interista che non gli ha perdonato la doppietta dell’anno scorso con la quale ha regalato lo Scudetto al Napoli. Il suo spirito combattivo (da un suo intervento duro su Dimarco è nato l’unico momento a nervi tesi della gara), però, non è stato sufficiente per rimettere in piedi una partita ormai abbondantemente compromessa.

Così, al triplice fischio, dopo un chiarimento immediato con il terzino dell’Inter, è andato sotto la Nord che lo aspettava per donargli l’ultimo abbraccio, visto che da adesso ripartirà lo sciopero del tifo all’Olimpico come forma di contestazione verso il presidente Lotito. Lui si è preso volentieri questo ennesimo attestato di stima da un popolo che lo ha amato sin dal primo giorno in cui ha attraversato il Tevere per sposare la causa biancoceleste. Ha guardato lo striscione esposto – “Grazie campione” – e non è riuscito a trattenere le lacrime, salutando e ringraziando di rimando tutti per quanto ricevuto in questa parte conclusiva della sua vita calcistica.

Da ieri quella della Lazio è diventata la seconda maglia più indossata nella sua carriera (207 presenze, staccato il Chelsea a 206) dopo quella del Barcellona (321). La toglierà di dosso al termine di questa stagione, dopo aver giocato contro Roma e Pisa. Saluterà senza aver alzato trofei, ma con un posto speciale nel suo cuore per sempre.

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Lazio, Coppa con i tifosi: è un ritorno che va oltre la partita. Pedro invitato sotto la Nord

Notte speciale anche per il meritato tributo a Pedro.

Mercoledì sarà tutta un’altra storia. La finale riporterà la Lazio e il suo popolo dentro lo stesso perimetro. L’Olimpico sarà pieno, completamente diverso, finalmente vivo. La metà laziale, circa 30.000 tifosi, si colorerà interamente di celeste, come richiesto dai gruppi organizzati per preparare una coreografia all’altezza dell’evento. È un ritorno, sottolinea il Corriere dello Sport, che va oltre la partita. Dopo mesi di assenza volontaria, la tifoseria torna sugli spalti per un appuntamento che vale una stagione. Una scelta ponderata, coerente con la linea della protesta ma anche con la promessa fatta alla squadra e all’allenatore. Una spinta che la Lazio cercherà di trasformare in energia, in ritmo, in convinzione. Perché contro l’Inter servirà tutto: qualità, attenzione, ma anche cuore.

Sarà inoltre una notte speciale per il meritato tributo a Pedro (uscito tra i fischi degli interisti sabato sera). Lo spagnolo, si legge, è pronto a salutare a fine stagione, la tifoseria lo ha già invitato a presentarsi sotto la Nord a fine partita, indipendentemente dal risultato.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Agostinelli: “Lazio, Sarri preserverà Noslin per la finale.Vincere domani può avere un peso”. Sulla sorpresa Pedro… (AUDIO)

ANDREA AGOSTINELLI in collegamento a ‘NMM’

“Sono convinto che domani nella prima gara contro l’Inter, Sarri non faccia giocare dall’inizio Noslin. Penso che voglia tutelarlo per la finale, è quello che in questo momento può darti qualcosa di più. Ovviamente Sarri vuole dare continuità alle cinque vittorie conquistate nelle ultime otto giornate, ma è impossibile che strada facendo non faccia anche delle scelte funzionali al 13 maggio. Lo stesso, chiaramente, farà anche Chivu. L’appetito per l’Inter viene mangiando, ma è evidente che in campionato si gioca più la Lazio.

Onestamente non credo che il match di campionato possa dare a Sarri delle indicazioni sull’Inter nell’ottica della coppa. Nella testa del tecnico già c’è quello che deve fare per la finale. Ovvio che, il risultato di domani, può avere il suo peso nelle preparazione della partita successivamente. In positivo, a livello psicologico, se vinci può farti bene. Più questa squadra colleziona risultati positivi e più forte si sente.

Sorpresa Pedro per la finale visto la sua caratura ed esperienza? No, assolutamente no da titolare. Magari ad un quarto d’ora dalla fine. La finale la Lazio la giocherà con Pedro inizialmente dalla panchina, anche perchè a fare le corse sulla fascia non ce lo vedo più”.

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Lazio, Pedro prepara l’addio in grande stile: dopo il derby festa con la squadra

Pedro si prepara a vivere le ultime settimane da calciatore della Lazio. Lo spagnolo, 38 anni a luglio e contratto in scadenza a giugno, ha ormai confermato la scelta dell’addio. Il futuro sarà svelato più avanti, ma intanto il club biancoceleste sta organizzando il modo migliore per salutare uno dei protagonisti più amati degli ultimi anni.

L’idea è quella di una doppia passerella. La prima dopo il derby, quando Pedro festeggerà con la squadra nella settimana che precederà la partita contro il Pisa. La seconda arriverà proprio nell’ultima gara di campionato all’Olimpico, dove la Lazio renderà omaggio allo spagnolo davanti ai propri tifosi.

Secondo quanto raccontato dal Corriere dello Sport, Pedro avrebbe già scelto la location per una cena con i compagni. Un momento privato, pensato per condividere il saluto con il gruppo e chiudere nel modo più emozionante la sua esperienza romana.

Il legame con la Lazio è stato forte sin dall’inizio. Arrivato nel 2021, Pedro ha saputo ritagliarsi un ruolo importante dentro e fuori dal campo, diventando un riferimento per esperienza, qualità e mentalità.

I numeri di Pedro con la Lazio

Con la maglia biancoceleste Pedro ha collezionato 205 presenze e segnato 38 gol, lasciando un’impronta evidente nel percorso della squadra. In questa stagione ha trovato meno spazio, ma il suo peso nello spogliatoio è rimasto centrale.

La possibilità di restare in società, almeno per il momento, sembra rinviata. Pedro vuole capire se potrà continuare ancora a giocare, prima di decidere quale strada prendere dopo il ritiro. La Lazio, intanto, prepara il saluto: un doppio evento per rendere omaggio a un campione che ha attraversato il calcio europeo lasciando il segno.