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Lazio, Pedro come Klose per l’ultima in biancoceleste: sarà lui il capitano contro il Pisa

Oggi l’ultima del campione spagnolo con la maglia della Lazio

Si chiude ufficialmente stasera il capitolo biancoceleste di Pedro. Il campione spagnolo ha salutato compagni e staff in settimana con una festa, oggi contro il Pisa vestirà per l’ultima volta la maglia della Lazio. Stando a quanto riporta il Corriere dello Sport, probabilmente indosserà la fascia al braccia: dovrebbe essere lui il capitano contro i toscani, proprio come accadde ad un altro mito come Klose, nel giorno del suo addio all’Olimpico contro la Fiorentina.

Una serata speciale almeno per omaggiare la leggenda, considerando invece che dal punto di vista del risultato poco inciderà la sfida sulla stagione.

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Lazio, manca il vero 9 dai tempi di Klose e Immobile: biancocelesti a secco di gol in 13 partite su 26

Mal di gol in casa Lazio: i numeri dei biancocelesti.

Sarri ha provato tutti da 9, non ha trovato gol. Maldini ha sorpassato subito Ratkov, nessuno dei due acquisti è stato la mossa-scossa. A Dia e Noslin sono rimaste le briciole. L’olandese è l’unico che da 9 o da ala combina qualcosa. Fatto sta, sottolinea il Corriere dello Sport, che nessun centravanti, vero o falso, tra Maldini e Ratkov, ha tirato in porta a Cagliari. Gli unici tiri nello specchio sono stati di Provstgaard, Taylor e Cataldi.

Sarri, si legge, al dato sui clean sheet (12 su 26 partite) vede opporre il dato sui non-gol: in 13 partite su 26 la Lazio è rimasta a secco. «Facciamo poco davanti», è un disco rotto. Il mercato non ha prodotto la svolta, anzi ha fatto registrare numeri al ribasso. Da agosto a dicembre la Lazio aveva una media di 11,4 tiri e di 1,1 gol. Da gennaio a oggi la media tiri è scesa a 10,9, la media gol a 0,9. Sarri sperava di non accorgersi troppo della partenza di Castellanos e invece sì.

Dopo Klose e Ciro, per citare solo due degli ultrabomber più recenti, l’attacco della Lazio è diventato un frullatore di centravanti, veri o falsi. Per il futuro, conclude il quotidiano, serviranno scelte profonde. Maldini è in prestito con diritto di riscatto a 14 milioni, scatta con l’Europa League. Ratkov è stato pagato 13 milioni. Dia sarà riscattato a giugno per 11. Noslin pesa per circa 16 milioni. La società ha scommesso sul serbo, ma con Sarri non gioca.

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Lazio, il consiglio di Klose: “Punta sui giovani. Serve un programma specifico”

Al Corriere della Sera, l’ex attaccante e idolo dei tifosi della Lazio Miroslav Klose è tornato a parlare dei biancocelesti:

“Credo si debba sempre puntare sui giovani. Ritengo sia importante fare un’analisi profonda della strada che si vuole imboccare. Che tipo di calcio vogliono vedere i tifosi? A cosa tengono loro? Quali giocatori ci sono in rosa e quali possono essere rappresentativi? I calciatori vengono per guadagnare o perché credono di poter raggiungere il successo col club? Si deve sempre cercare di fare un passo per volta, ma soprattutto bisogna mettere un freno ai problemi. E poi cominciare a migliorare un dettaglio dopo l’altro. Per esempio sui giovani: ognuno deve avere un programma d’allenamento diverso

A Norimberga alleniamo il talento. I ragazzi fra i 14 e i 16 anni e quelli fra i 17 e i 19 vengono divisi in gruppi e fanno esercizi specifici per le loro caratteristiche. Inoltre io e il mio staff facciamo delle sedute esclusivamente con loro affinché i ragazzi possano migliorare ancora, e noi avere un quadro completo del club, sapendo su quali talenti puntare in futuro. Da noi, per esempio, Rafael Lubach, che ha 20 anni, sta migliorando tantissimo”.

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Lazio, si ferma Zac e Pedro è pronto. Lo spagnolo punta il record di Klose

Il capitano si ferma per un problema muscolare lo spagnolo potrebbe partire titolare.

Si ferma sul più bello Zaccagni, bloccato da un fastidio muscolare. Stando a quanto riporta Il Messaggero, ieri subito i primi disperati esami, ma a questo punto va considerato out per la sfida col Torino. Altra tegola per Sarri, già costretto a rinunciare per infortunio a Marusic, Pellegrini e Vecino, che sperano di farcela per l’Atalanta, quando rientrerà anche lo squalificato Guendouzi. Un’emergenza senza fine quella dei biancocelesti, con Mau che ora riflette se
mantenere il 4-4-2 visto col Genoa oppure cambiare di nuovo passando al 4-2-3-1 o addirittura al 4-3-3 nonostante solo tre centrocampisti a disposizione, ovvero Basic, Cataldi e Belahyane. In tal caso il posto sull’out mancino del tridente lo andrebbe a occupare Pedro, con Cancellieri a destra e Castellanos in mezzo, con Dia quindi escluso per causa di forza maggiore. L’ultima spiaggia per mantenere il senegalese in formazione invece sarebbe lo schieramento di Pedro come esterno sinistro di centrocampo o a sorpresa Isaksen nonostante una forma fisica carente.

Il forfait di Zac ha scombinato i piani di Sarri, ma avere Pedro a disposzione è sicyramente una buona notizia, vista anche la duttilità dello spagnolo. E intanto Pedrito, sottolinea il Corriere della Sera, cerca un altro gol, l’ennesimo, che lo porterebbe a infrangere un record: con la prossima rete Pedro supererebbe Miro Klose e diventerebbe il calciatore più anziano a segnare con la maglia della Lazio.

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Lazio, l’eterno Pedro è il jolly di Sarri: nel mirino il record che appartiene a Klose

Qualità da vendere, carisma da invidiare: Pedro si prepara ad un’altra stagione da protagonista.

Una stagione incredibile per lui quella che si è conclusa da poco: Pedro, classe ’87, si prepara ad un’altra stagione da protagonosta con Maurizio Sarri, tecnico che conosce bene e con cui ha gi lavorato in più di un’occasione in passato.

L’ultima stagione del fuoriclasse che ha vinto 25 trofei, riporta il Corriere della Sera, è stata incredibile: 10 gol in campionato, 14 in totale, miglior marcatore insieme a Castellanos. Ma giocando un migliaio di minuti in meno del Taty.

Toccando numeri, si legge, che non gli riuscivano da 11 anni (15 reti in Liga, 19 complessive col Barça nel 2013-14) e una media-gol, uno ogni 149’, solo un filo peggiore del record della sua carriera, uno ogni 143’ in blaugrana nel 2009-10, quand’era un ragazzo di 22 anni e segnò 23 volte nella prima vera stagione con lo squadrone di Guardiola.

Lo spagnolo, conclude il quotidiano, ha messo nel mirino un record assoluto: perché nessun 38enne ha mai segnato nei 125 anni di storia della Lazio. Il record è di Klose, 37 anni e 11 mesi quando – invocato sul dischetto da tutto l’Olimpico – segnò un (inutile) rigore alla Fiorentina nell’ultima partita della sua carriera, il 15 maggio 2016. Pedro può “batterlo” già dalla prima partita ufficiale, il 24 agosto a Como, uno stadio dove ha segnato nell’unico confronto diretto.

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Lazio, da Scaloni a Gattuso: le alternative a Sarri

Mau in pole nelle idee della Lazio, per il club l’uomo giusto per rilanciare i giovani poco utilizzati o svalorizzati. Non è più la Lazio di Ciro, Luis e Sergej del primo Sarri. Per quanto siano insorti, sono stati le colonne della prima stagione (chiusa al quinto posto) e dell’anno Champions (chiuso al secondo, con la seconda miglior difesa dietro al Napoli campione). C’erano state le frenate dell’Inter (terza), del Milan (quarto), la discontinuità dell’Atalanta (quinta) e il crollo della Juve (settima). Ma i meriti restano. Sarri se si convincerà, nel frattempo continua il castingLotito e Fabiani si sono riuniti lunedì sera e il diesse attendeva di rivedere il presidente ieri. Lotito era atteso nelle Marche per partecipare ad un evento, è rimasto in Senato. Si sono aggiornati in serata, quando è partita la chiamata a Sarri. Fabiani era rientrato a Formello alle 19, stanno vagliando i nomi sul mercato, sono pochi: fredda la pista Thiago Motta, anche quella che può portare a ConceiçaoScaloni è una vecchia suggestione, ma dovrebbe lasciare l’Argentina. Lotito già ai tempi di Inzaghi pensava a Gattuso, sotto contratto con l’Hajduk. Klose spera nella chiamata. La panchina della Lazio è diventata una folle centrifuga. Corriere dello Sport

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘SVB’ – Rambaudi: “Pedro come Klose. Ecco che Lazio mi aspetto contro il Nizza…” (AUDIO)

Roberto Rambaudi è intervenuto ai microfoni di Radiosei nella trasmissione ‘Sei Volte Buongiorno’. Le parole dell’ex calciatore biancoceleste a pochi giorni dall’impegno di Europa League contro il Nizza:

Il messaggio che Baroni ha mandato dall’inizio è di fare un calcio offensivo, della serie ‘mi difendo attaccando’. E’ chiaro che non puoi reggere il ritmo per tutta la gara, per questo poi allena la difesa nella sua metà campo. La Lazio quando si abbassa diventa un 4-4-2; quando esce Lazzari a destra, o Tavares a sinistra, il centrocampista spacca la linea.

Gara di Torino? Noi dopo il gol ci siamo abbassati ma abbiamo subito solo un’occasione, di Ilic su calcio d’angolo. Ci sta contro la prima in classifica, per ottenere il risultato. ma la prova è stata buona in entrambe le fasi, Rovella per esempio era sempre al posto giusto nel momento giusto.

Che formazione mi aspetto con il Nizza? Il tecnico farà lo stesso discorso che ha fatto giovedì scorso, in base a chi ha più bisogno di recuperare. Solita staffetta Isaksen-Tchaouna? Penso che partirà il secondo ma deve capire che non deve dimostrare solo dall’inizio; anche quando subentra deve avere lo stesso spirito. L’atteggiamento che ha avuto è da ragazzino, deve essere determinato. I gesti tecnici devono essere accompagnati dalla testa. Alcune volte mi sembra più immaturo che posizionato male; dall’inizio con la Dinamo ha giocato bene, ma quando fa le cose bene poi si rilassa.

Dele-Bashiru è un giocatore che ha strapotenza fisica, con la palla al piede spacca la squadra avversaria, è una seconda punta, un trequartista e va sfruttato per questo.

Baroni ha la bravura di aver condiviso il suo calcio entrando nella testa e nella pancia dei giocatori. Ha costruito un gruppo omogeneo, anche sul piano mentale. ha creato giocatori umili che hanno fame, si equivalgono più o meno tutti. La formazione della Lazio contro la Dinamo la potevamo dare anche titolare ad inizio stagione. Qui tutti devono stare sul pezzo, pedalare, sentirsi importanti e avere una mentalità vincente. Vige la meritocrazia e questo mi piace; in questa squadra funziona perché nessuno si sente superiore.

Pedro fonte di ispirazione? Lui è ridiventato giocatore nell’ultimo mese; aveva un po’ mollato, anche di testa. I giocatori di questo calibro li devi coinvolgere sempre. Lo spagnolo i messaggi al gruppo li manda anche con il linguaggio del corpo. Ha qualità enormi, abbina tecnica a velocità incredibile; è normale che non possiamo pretendere da lui tutte le gare ad alti livelli, ma il suo consiglio lo da quotidianamente, negli allenamenti e nelle partita. Isaksen può apprendere da lui anche solo durante la partitella dell’allenamento. Un altro modello è Klose: esempio silenzioso. Tutti lo seguivano anche se non diceva una parole. Idem per Pedro, che è forte, ha vinto tanto e che può dare molto alla crescita.

Questa Lazio ha unità di intenti, si ragiona con un’unica testa. Questi sono i pregi di questo gruppo. Questa squadra deve avere fiducia e si è conquistata quella dei tifosi.

Io avevo un idolo, per come si muoveva in campo: Cruijff. A me Zeman mi ha trasformato come esterno d’attacco, sentivo i suoi consigli e poi li prendevo anche dai miei compagni, guardandoli. L’abc del calcio è tempo e spazio, abbinati alla qualità ovviamente, e io pensavo a questo. Io guardavo un po’ tutti e mi prendevo le cose migliori dai più bravi. Gianni Bui mi volle al Torino, ho fatto le giovanili lì e poi è iniziata la mia carriera.

Floriani ha gamba, ha un motore straordinario. Per me è un prospetto da Lazio, se migliora. Ha centimetri, corsa e tecnica. Deve migliorare nell’1 contro 1 dietro ma in questo Pagliuca lo sta aiutando. E’ un Lazzari un po’ più alto.

Provedel-Mandas? La bravura dell’allenatore è quella di capire quando uno sta mollando e gratificare l’altro; solo il tecnico può decidere in base a ciò che vede in settimana; probabilmente ha capito che Provedel ha bisogno di continuità per rendere al meglio. Questo discorso vale per Callejón ma anche per Immobile: se non giocavano calano. Mandas non l’avrei mandato a giocare altrove, il campionato è lungo e ci sono tante occasioni.

Quarta gara in dieci giorni? Non possiamo parlare di stanchezza, siamo all’inizio e poi pensare a questo creerebbe alibi. Non mi piace parlare di turnover, ma di scelte che il tecnico fa. La mentalità vincente si costruisce giocando. Con queste gare le energie le recuperi subito.

Tavares? Secondo me ha fatto una grande partita, ma in fase difensiva si piace un po’ troppo: questo è il difetto che deve migliorare, ma sicuramente Baroni lo ha già notato.

Viti dell’Empoli? Questa è una squadra che sta facendo bene ed è difficile da affrontare. Lui è uno di quelli che stanno facendo meglio“.

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CALCIOMERCATO

Klose trova squadra: è il nuovo tecnico del Norimberga

Miroslav Klose è il nuovo allenatore del Norimberga, formazione che milita nella Serie B tedesca. Ex bomber che segnò una caterva di gol in Bundesliga tra Werder Brema e Bayern Monaco, ma non solo. Finché lasciò la madrepatria per sbarcare in Italia e firmare con la Lazio, dove lasciò un’impronta incancellabile tra il 2011 al 2016, riuscendo a vincere la Coppa Italia con la maglia biancoceleste.

Tappe da allenatore. Dopo essersi ritirato dal calcio giocato, Klose è entrato a far parte dello staff tecnico dell’allora c.t. della Germania, Joachim Löw, a partire dal 1° novembre 2016. Un’avventura entusiasmante su una panchina prestigiosa, dopodiché a maggio 2018 si trasforma nell’allenatore dell’Under 17 del Bayern Monaco, firmando poi un contratto come vice di Hans Flick il 1° del 2020. Arrivando alla prima esperienza da tecnico in capo, al SCR Altach in Austria per 24 partite.

La presentazione Oggi è il nuovo allenatore del Norimberga. Queste le parole di Klose al suo arrivo: “Tradizione, passione, lavoro onesto, grandi tifosi: queste sono tutte cose che amo del calcio e che associo al Norimberga. Per questo motivo sono stato subito colto dall’opportunità di diventare allenatore qui”, ha commentato il 46enne ex attaccante della Lazio che nell’ultima stagione ha allenato l’SCR Altach in Austria.

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APPROFONDIMENTI

Caos Lazio: il “no” della piazza a Baroni, il silenzio dei giocatori, la speranza Sarri. Intanto in Germania rilanciano Klose

La notizia di un imminente arrivo di Marco Baroni alla guida della squadra biancoceleste ha innescato la reazione di alcuni tifosi della Lazio che – delusi per le voci che si stanno inseguendo in queste ore – stanno manifestando la propria contrarietà sull’eventuale scelta societaria: sui social è stato pubblicato l’hashtag #NoBaroni

Tutti in silenzio. Nonostante la notizia sia ormai di dominio pubblico da diverse ore, nessun calciatore della Lazio ha avuto modo di commentare l’addio di Igor Tudor alla Lazio. Nessun giocatore ha speso una parola nei confonti del tecnico dopo il suo congedo: un’ulteriore conferma di un rapporto stentato – un corpo estraneo – all’interno dello spogliatoio

Qualcuno pensava a un ritorno di fiamma, e in queste ore il nome di Maurizio Sarri era stato accostato nuovamente alla Lazio. Ma fin qui, non c’è stato alcun contatto tra le parti nonostante la stima con continua a legare il presidente Lotito, il diesse Fabiani e l’allenatore toscano

La questione della panchina della Lazio invade anche i quotidiani internazionali. Sul quotidiano tedesco Bild il primo nome che viene accostato alla panchina della Lazio è quello di Miroslav Klose, ex attaccante della nazionale tedesca e della squadra biancoceleste.

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ESCLUSIVE

Lazio choc: Igor Tudor verso l’addio, pronto Miro Klose?

Non c’è pace in casa Lazio dopo il brusco strappo con Daichi Kamada. Non bastassero le difficoltà nel ricostruire una squadra in grado di competere per la Champions, ulteriori difficoltà riguarderebbero proprio Tudor. Con un nome che rispunta a sorpresa: Miro Klose.

L’ultima “bomba” in tal senso l’ha sganciata Alessio Buzzanca sul proprio profilo X. Così scrive il giornalista nonché storico conduttore di Radiosei: “Si è vicini alla rottura definitiva tra Lotito e Tudor. Tra i due non c’è più sintonia. Prende sempre più quota il nome di Miro Klose…”.

La pesantissima indiscrezione arriva dopo le dichiarazioni di Lotito che aveva indicato nell’ex attaccante della Lazio une esempio da seguire sia per il suo attaccamento alla maglia, sia per il modo di allenarsi da autentico professionista. La storia scriverà altri capitoli, tutti da leggere.