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Lazio, a Bologna con Pedro il campione senza tempo. Lo spagnolo punta diversi record

Qualità infinita a disposizione della Lazio: lo spagnolo si prende la squadra sulle spalle in questo finale di stagione.

Che sia titolare o mano, Pedro continua a fare la differenza. A Bologna, sottolinea il Corriere dello Sport, sarà lui a sostituire Zaccagni a sinistra. Leader silenzioso, riferimento tecnico e umano, lo spagnolo si prepara agli ultimi mesi in biancoceleste con la stessa intensità di sempre. Senza risparmiarsi, senza tirarsi indietro. Domani a Bologna potrebbe toccare proprio a lui partire dal primo
minuto: Pedrito, dopo gli ingressi a gara in corso contro Sassuolo e Milan, è in vantaggio su Noslin e Cancellieri per una maglia da titolare. Una scelta che avrebbe anche un valore simbolico, in quella che sarebbe la presenza numero 200 con l’aquila sul petto.

Sullo sfondo poi resta la Coppa Italia, occasione concreta per portare a casa un trofeo che Pedro (uno dei giocatori più vincenti della storia del calcio), in Italia, non ha ancora vinto. Sarebbe il congedo perfetto, il finale più romantico per un campione abituato a sollevare coppe in tutto il mondo. .

Intanto, si legge, i numeri raccontano un’altra storia significativa. Con altre otto partite da qui alla fine, la maglia della Lazio diventerà la seconda più indossata nella carriera di Pedro, superando quella del Chelsea (207) e restando alle spalle soltanto del Barcellona (321). Un dato che certifica quanto il legame con Roma, intesa come città, sia stato profondo.

L’obiettivo, conclude il quotidiano, è eguagliare le reti con il Chelsea. Con le 3 reti segnate a Fiorentina, Genoa e Juve, Pedro è il secondo miglior marcatore della Lazio in A dietro solo a Isaksen (4). Se da qui al termine riuscisse a collezionare altre 6 marcature, arriverebbe a 43 complessive da laziale, eguagliando quelle realizzate con la maglia del Chelsea (sono 99 invece i gol con la divisa del Barça). Per superare il record con i blues dovrebbe arrivare in doppia cifra, cosa che nella Capitale gli è riuscita già due volte: nel suo primo anno sulla sponda biancoceleste (9 in A e una in Europa League) e nella scorsa stagione (la sua migliore in Italia, con 14 centri considerando i 10 in campionato e i 4 in coppa)

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Lazio, Gila numeri da record: Sarri si affida a lui contro il Milan. E il futuro…

Lo spagnolo è l’uomo in più quando gioca da area ad area.

Reduce da una prestazione di altissimo livello contro il Sassuolo, Gila guiderà la difesa della Lazio contro il Milan, probabilmente senza il suo solito compagno di reparto Alessio Romagnoli. Serve SuperMario alla Lazio contro il Milan di Leao e Pulisic. Da guida difensiva, da dominante.

Per la Lazio, ricorda il Corriere dello Sport, quando il diesse Tare, oggi diesse del Milan, ci puntò sembrava un deficit di mercato. Era un assegno in bianco. Gila ora avrebbe un valore altissimo se non fosse in scadenza nel 2027. Da mesi la giostra del mercato l’ha dato all’Inter, ora al Milan e dalla Spagna hanno rilanciato la candidatura dell’Atletico Madrid. Nessuna conferma dal suo staff , le tracce saranno più chiare a giugno. La Lazio non ha mai fatto una proposta effettiva di rinnovo, ci sono stati contatti interlocutori. Questo perché il destino è segnato da tempo. Gila partirà in estate se Lotito deciderà di incassare qualche milione, da dividere però con il Real Madrid, cui spetta il 50% dell’eventuale vendita. Altrimenti si libererà a zero a giugno 2027, in questo caso il Real non prenderebbe un euro.


Quanto Gila sia un uomo chiave per la Lazio, conclude il quotidiano, lo dicono i numeri. Ha giocato 25 partite come Marusic, solo loro tra i giocatori di movimento. Mario è il giocatore della Lazio che ha percorso il maggior numero di metri palla al piede: 4091. Ha vinto più duelli aerei (51), più contrasti (28) e ha recuperato più palloni (112) tra i compagni. Solo Zaccagni ha vinto più duelli totali (142) rispetto allo spagnolo sempre tra i biancocelesti (115).

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Lazio, esordio a 21 anni e 55 giorni per Motta: battuto il record di Muslera

Debutto con la Lazio e in A lunedì sera per Edoardo Motta.

Esordio con vittoria per Motta. Il portiere biancoceleste, alla sua prima presenza con la Lazio e in assoluto in Serie A, festeggia il debutto con tre punti. Edoardo, evidenzia il Corriere dello Sport, ha vissuto lunedì sera una delle notti più importanti della sua carriera, diventando il portiere più giovane della storia della Lazio a partire titolare in una partita di campionato. A 21 anni e 55 giorni, contro il Sassuolo, ha superato il primato che apparteneva a Fernando Muslera, schierato dal primo minuto il 15 settembre 2007 contro l’Empoli quando aveva 21 anni e 91 giorni.

Una responsabilità pesante, arrivata all’improvviso ma, conclude il quotidiano, affrontata con personalità. L’ex Reggiana ha alternato qualche inevitabile momento di incertezza a interventi di grande efficacia, cui una parata decisiva su Doig che ha scongiurato il possibile 2-1 dei neroverdi. Un esordio complessivamente positivo.

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Lazio, scrigno plusvalenze per bilancio e parametro: con Mandas in Premier sarebbe record Lotito

Non solo per il mercato ma anche per rientrare nel parametro del 70% del costo del lavoro allargato e avere così la possibilità di muoversi liberamente la prossima estate. La Lazio nei mesi in cui tutte programmavano non ha potuto fare movimenti in entrata e lo ricordiamo tutti, ma adesso le cose sono cambiate e Fabiani due volti nuovi a Sarri li ha regalati: Ratkov e Taylor. Ma lo scrigno non è ovviamente questo, sono i soldi, da mettere nella voce del bilancio al fianco della dicitura plusvalenza: quelli che servono e che tutti i direttori sportivi bramano. E chissà, magari in questa sessione di mercato il club potrebbe battere un record che resiste dalla stagione 2017-2018, quando in un anno con le cessioni di Keita Balde al Monaco, di Biglia al Milan e di Hoedt al Southampton l’ammontare totale è stato di circa 63 milioni di euro. Sarebbe il punto più alto dell’era Lotito.

PALLA AL BOURNEMOUTH
Per superare quella somma deve essere ceduto Mandas. Il Bournemouth è piombato sul portierino greco e cer-
ca l’accordo per una cifra intorno ai 17 milioni di euro. Forse qualche milioncino in più o in meno, l’importante per la Lazio è il titolo definitivo. Se pensiamo che Christos è stato pagato dall’Ofi Creta intorno al milione, la plusvalenza potrebbe essere clamorosa, la più importante fino ad oggi. Perché al 19 gennaio si contano quelle di Tchaouna, Castellanos e Guendouzi, tutta gente che ha salutato Formello nel corso degli ultimi mesi e che hanno portato alle casse biancocelesti intorno ai 47 milioni di plusvalenze. Sommandoli a quelli che potrebbe regalare il portiere allora il record vacilla: più o meno sarebbero 64. E questo garantirebbe (ed è probabilmente il primo pensiero della società) la possibilità nei mesi estivi, quando si costruisce la stagione, di poter operare senza nessun vincolo. E magari regalare qualcuno a Sarri e mettere così a tacere le voci di una possibile separazione. Il Messaggero

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Lazio, ultima chance per Noslin prima del ballottaggio. Olandese anche a caccia di un record personale

L’attaccante ripartirà titolare: si gioca le carte per restare nell’11 di partenza.

Quella di Tijjani Noslin non è più una titolarità di “necessità”, ora è una maglia da difendere. Contro il Como, riporta il Corriere dello Sport, partirà ancora dall’inizio, per la quarta volta nelle ultime cinque gare della Lazio (considerando anche quella saltata per squalifica con la Fiorentina). Ma il contesto è cambiato. E con esso anche le gerarchie, che nella squadra di Sarri – vuoi per la costante emergenza, vuoi per l’avviamento del nuovo ciclo – non sono mai definitive.

L’olandese, si legge, si era guadagnato spazio e fiducia con ingressi convincenti e numeri concreti: due gol pesanti contro Lecce e Parma, un rigore procurato col Torino, prestazioni che avevano convinto il Comandante a investirci con continuità (sebbene non ne avesse ancora pienamente inquadrato il vero ruolo) anche quando davanti c’era ancora Castellanos. Poi l’addio del Taty ha cambiato tutto. Noslin è rimasto di fatto l’unico riferimento nella posizione, complice anche l’assenza di Boulaye Dia, impegnato con il Senegal in Coppa d’Africa. Un periodo, quello da unica alternativa nel reparto, che però non è stato sfruttato fi no in fondo dall’olandese.

Era l’occasione per consolidarsi, per dimostrare all’allenatore di poter reggere il peso dell’attacco. Le prestazioni, però, si sono fatte più opache, la pericolosità è calata e, soprattutto, non sono arrivati gol, né tantomeno giocate decisive. Segnali che hanno acceso una spia d’allarme, perché a Formello nessuno vive di rendita.

E adesso, conclude il quotidiano, la concorrenza è tornata a bussare con forza. La scorsa settimana è arrivato Ratkov dal Salisburgo, primo acquisto del mercato di gennaio della Lazio, erede scelto dalla società per prendere il posto lasciato libero da Castellanos; Dia in settimana rientrerà dalla spedizione in Marocco per la Coppa d’Africa, riportando a tre il numero dei pretendenti per un solo posto. Ecco perché la gara con il Como, per certi versi, diventa uno snodo cruciale. Non solo per la Lazio, chiamata a dare continuità, ma pure per Noslin, che deve dimostrare di meritare ancora
fiducia. Non più per assenza di alternative, ma per valore reale.

All’Olimpico, davanti al suo pubblico, Tijjani andrà anche a caccia di un traguardo personale: il decimo gol in Serie A. È fermo a quota 9 complessivi, sommando le reti segnate nel torneo con Verona e Lazio (5 e 4). La doppia cifra non gli era riuscita neppure in Eredivisie, dove si era fermato a 9 tra Hercules e Fortuna Sittard. Un numero tondo finora mai raggiunto in carriera (fatta eccezione per il secondo livello olandese), ma che può diventare uno stimolo. Mau lo osserva. Ratkov incalza, Dia rientra. La maglia non è più garantita

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Lazio-Lecce, possesso, tiri in porta ed occasioni limpide: i dati confermano il risveglio del gioco

La Lazio ha vinto e convinto contro il Lecce: i dati.

La Lazio vince 2-0 in casa contro i salentini: un pomeriggio in cui i padroni di casa hanno subito indirizzato la partita a loro favore, anche se il raddoppio è arrivato solo nel finale. Tuttavia il primo tempo della squadra di Sarri è stato di livello e i capitolini hanno registrato numeri mai sfiorati prima in questa stagione. Come riporta il Corriere dello Sport infatti, il dominio all’Olimpico è stato totale: 72% di possesso palla, 10 tiri a 0 e almeno cinque-sei occasioni limpide.

A questo il Corriere della Sera aggiunge che è dallo scorso febbraio, nella sfida contro il Monza, che la Lazio non chiudeva un primo tempo di Serie A con almeno 10 conclusioni senza concederne nemmeno una.

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Lazio, per Sarri record in carriera: mai così a lungo su una panchina. E con il Lecce ha un tabù da sfatare

Record di panchine in un club per mister Sarri: il dato.

Il tecnico toscano è tornato sulla panchina della Lazio ed è rimasto nonostante il blocco del mercato di cui non era informato: lo ha fatto per amore del popolo biancoceleste, per il legame che lo unisce a questi colori con i quali sta per tagliare un traguardo importante.

Come evidenzia Il Messaggero, Sarri festeggia domani 149 panchine biancocelesti: è il suo matrimonio più longevo di sempre, seguono Napoli (148) ed Empoli (132). Mai era tornato dov’era stato bene, ma «l’amore per il popolo laziale» era troppo forte: «A Roma mi han fatto sentire a casa», ha ammesso Mau, oggi al 1181° giorno di Lazio con uno score di 69 vittorie, 33 pari e 46 ko (media 1,64). Il Sarri-bis è una scelta di cuore «poco furba», visti i record polverizzati dal 2021 a marzo 2024, dalla più alta media spettatori all’Olimpico (44.700 nel 2023/24) al record di incassi col Bayern, dai ritiri estivi più affollati al miglior piazzamento dopo i due scudetti. In un 2022/23 da sogno la sua creatura famelica si tolse sfizi illustri: ebbe la miglior difesa della storia laziale in una A con 20 squadre e il primato di porte inviolate (21) anche in trasferta (13), il minor numero di ko esterni (4) e il miglior trend contro le big. Eppure, l’orgoglio più grande e la più cocente delusione in 40 mesi al timone attengono al- la stracittadina. «Neanche battere il Bayern mi dà più gusto dei derby vinti», confidò il Comandante, che mai si era «vergognato tanto» come dopo il 3-0 giallorosso del marzo 2022. Domani, oltre al record da festeggiare, conclude il quotidiano, anche un tabù da sfatare: il Lecce è la sua bestia nera (già 2 pari e 4 ko).

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Lazio, Zaccagni mette nel mirino l’Inter e un record personale

Il capitano, in gol lunedì contro il Cagliari, non vuole fermarsi

Con Sarri aveva fatto la sua miglior stagione in A, ora Zaccagni vuole ripetersi e migliorare i suoi numeri. L’anno scorso, ricorda il Corriere della Sera, ha giocato per mesi nonostante un problema alla zona inguinale, in campo cerca sempre di spronare i compagni e ora sta anche segnando con più continuità rispetto al passato.

Dopo dieci gare è a quota 3 gol. Nessuno, nella rosa della Lazio, ha fatto meglio. Da quando gioca in serie A, si legge, non è mai riuscito ad arrivare al termine della decima giornata con più reti all’attivo (era a 3 anche nel 2022-23, quando finì il torneo a quota 10, suo record personale).

Domenica sera con l’Inter, conclude il quotidiano, Zac è
chiamato al salto di qualità. Lui, esattamente come la squadra. In carriera ha segnato a Napoli, Roma, Atalanta, Milan e Juve. Ma mai contro i nerazzurri. A San Siro, contro uno degli avversari più forti del torneo, il capitano deve confermarsi una guida.

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Lazio, Provedel è tornato l’uomo dei clean sheet e mette nel mirino un record personale

L’estremo difensore si è ripreso i pali: è sicuro e trasmette sicurezza.

Una stagione altalenante la sua lo scorso anno, che lo ha visto alternarsi spesso con Mandas fino a quando il greco si è preso la titolarità: ora, con Sarri, Provedel si è ripreso i pali. Come evidenzia il Corriere dello Sport, è tornato l’uomo da clean sheet, simbolo di una squadra che ha ritrovato compattezza e sicurezza.

Cinque gare, si legge, chiuse senza subire gol nelle prime 9 giornate di campionato, le ultime 3 consecutive, e un’imbattibilità che oggi tocca quota 270 minuti. Nella classifica dei portieri con più parate in Serie A, prima dell’inizio di questo turno, Provedel era in vetta a quota 38. E molte di queste, conclude il quotidiano, sono state decisive.

E oggi, conclude il quotidiano, Provedel punta a prolungare la striscia di imbattibilità contro il Cagliari. Nel mirino c’è un traguardo importante: i numeri della sua prima stagione in biancoceleste, quando arrivò a 620 minuti consecutivi senza subire gol in Serie A (e poi a 607 nella stessa annata), racchiusi tra il gol di Kvaratskhelia incassato con il Napoli e quello di Candreva contro la Salernitana (nel mezzo i clean sheet con Verona, Cremonese, Spezia, Fiorentina, Udinese, Atalanta). Una sequenza che lo proiettò subito dietro Luca Marchegiani, autore di una serie da 745 minuti nel torneo 1997-98, nella classifica dei portieri laziali più imbattuti di sempre in Serie A (in generale ci sarebbe pure Fernando Orsi, che arrivò a 724, ma in Serie B). Numeri ancora lontani, ma fatta eccezione per quelle sue due strisce positive Provedel non era più riuscito a superare le due partite consecutive senza subire gol. Adesso si presenta alla sfida con il Cagliari a quota 3 (suo terzo miglior risultato di sempre alla Lazio) e punta a migliorare ancora questi numeri.

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Lazio, Isaksen all’improvviso: spina nel fianco della Juve e record di falli subiti

Ieri si è preso la scena all’Olimpico: ora il danese cerca continuità.

“Si vedeva in allenamento che era in crescita ma non fino a questo punto, è stata una sorpresa anche per noi, ha giocato una grande partita”, così ieri Sarri a Dazn ha parlato di Isaksen che ieri contro la Juventus ha messo in campo una delle sue migliori prove da quando è a Roma.

Come evidenzia La Gazzetta dello Sport, la Lazio ieri è ripartita spesso grazie alle fughe dello scatenato Isaksen a destra: ha subito ben 8 falli, più di tutti in campo, più di tutti in una singola partita da quando è iniziato il nuovo campionato di Serie A.

Dopo una prova “normale” o probabilmente sottotono a Bergamo, l’esterno ieri si è dimostrato una spina nel fianco per i bianconeri. Propositivo e coraggioso nell’uno contro uno, è stato lui uno dei migliori in campo ieri considerando anche la mano che ha dato in difesa con più di 10 chilometri percorsi in novanta minuti lungo la fascia destra.