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Lazio, ultima chance per Przyborek: spera di esserci contro il Pisa

Quella di sabato può diventare l’occasione dell’esordio in biancoceleste del polacco.

Arrivato a gennaio dal Pogoń Szczecin, è stato utilizzato una volta con i ragazzi di Punzi, che l’ha convocato e schierato nel baby derby del 19 aprile: 71 minuti in campo in una sfida senza emozioni, terminata 0-0 al Fersini. È servita per riattivare le gambe dopo quasi tre mesi passati in panchina, senza mai trovare sbocco sul campo. Il discorso non è cambiato fino alla penultima giornata, è rimasta solamente la gara con il Pisa per rompere il ghiaccio in prima squadra. L’emergenza a centrocampo può aiutarlo a centrare il debutto in corsa. Przyborek, riporta il Corriere dello Sport, può sfruttare i forfait dei compagni per centrare la prima presenza con la Lazio. Nel mercato invernale Fabiani aveva chiuso il suo acquisto per 4,5 milioni di euro più bonus, crede nelle sue qualità, il desiderio di vederlo all’opera non si è mai concretizzato.

Classe 2007, il più giovane della rosa. Sarri non l’ha ancora preso in considerazione, in conferenza ha ribadito l’addestramento tattico e il lavoro fisico necessari prima di gettarlo nella mischia.«Per il ruolo da mezzala ci vorrà più tempo», aveva spiegato l’allenatore. Nel 3-5-2 della Polonia Under 19, di cui è il capitano, è stato schierato da seconda punta nelle amichevoli disputate a marzo. Per Przyborek l’unica chance rimasta è la giornata conclusiva con il Pisa. L’ultima possibile.

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Lazio, cambia il tridente ma non il risultato. Altra chance per Dia, Maldini titolare a Bergamo

Lazio continua a ruotare le pedine offensive ma il problema resta lo stesso: segnano tutti poco.

Sarri prova soluzioni diverse, alterna gli uomini, tenta con i veri e falsi nove. La risposta sotto porta non è ancora arrivata. Gli interpreti, evidenzia il Corriere dello Sport, sono un rebus di settimana in settimana, la costante è stata il livello del rendimento. Non all’altezza. Rischia di pesare ancora di più nel momento decisivo della stagione. Un attacco spesso sperimentale. A Napoli dovrebbe toccare a Dia, si prenderebbe la maglia da titolare per la seconda volta di fila. Ratkov, con Maldini ai box per l’infiammazione al tendine rotuleo, ha trovato spazio in corsa: un tentativo di testa,
poche altre chance a disposizione. Il serbo cerca di inserire il suo nome nelle rotazioni. Maldini non è al meglio, si trascina dietro un problema al ginocchio destro, è il tassello da recuperare e rilanciare con l’Atalanta in Coppa Italia. Questione di caratteristiche come mostrato nella semifinale d’andata all’Olimpico: perfetti l’assist e il sincronismo con Dele-Bashiru nell’azione del vantaggio firmato dal nigeriano.


Maldini, Dia e Ratkov, opzioni che non hanno dato nessuna certezza. Ma il discorso, conclude il quotidiano, non si limita solo al perno centrale del tridente. Il puzzle dell’attacco non è stato arricchito nemmeno dagli esterni, comunque maggiormente pericolosi rispetto ai tre già citati. I più prolifici – si fa per dire – sono stati Isaksen, Zaccagni e Noslin, arrivati a 4 reti complessive tra campionato e Coppa Italia (per il danese tutti i timbri in Serie A). A quota 3 ci sono Pedro e Cancellieri.

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Lazio, Maldini al Parma l’ultima doppietta in Serie A: oggi si gioca un’altra chance

Impiegato da falso nuovo, l’ex Atalanta prova a convincere.

Maldini proverà a giocarsi ogni chance fino all’ultimo, ha due mesi di tempo tra campionato e Coppa Italia. Il riscatto è legato alla qualificazione in Europa League, ormai raggiungibile attraverso la Coppa Italia. Al Parma, evidenzia il Corriere dello Sport, l’ultima sua doppietta in Serie A. Sogna altri colpi; il suo lo sta facendo. Sta ingranando da falso 9, ha creato più occasioni di tutti da quando è arrivato (7). L’istinto del bomber non ce l’ha, ha le attitudini del rifinitore. Si sta impegnando ad attaccare l’area come chiede Sarri, abbassandosi e lanciandosi nello spazio. Non è facile per nessuno giocare da trequartista e fare gol da centravanti. Daniele ha otto partite per convincere.

La Lazio, conclude il quotidiano, riparte da lui dopo tre vittorie di fila; Daniel si impegna da falso 9 spera in un finale travolgente. A partire da oggi. Al Parma ha segnato due gol a maggio (32’ e 33’), in un minuto. Giocava con l’Atalanta a Bergamo, la partita è finita 2-3; è stata l’ultima doppietta. Il Parma insieme a Fiorentina e Genoa è la squadra cui Maldini ha fatto più gol (due).

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Lazio, Maldini chance per il riscatto: serve più efficacia

L’attaccante vuole continuare a mettersi in mostra: la Lazio riflette sul suo riscatto.

Daniel Maldini ha lasciato il segno con la Lazio nel modo più rapido possibile, segnando il suo primo e finora unico gol dopo appena un minuto e 23 secondi di partita contro Sassuolo, nella sua settima presenza in biancoceleste. Una rete, evidenzia il Corriere dello Sport, che non è passata inosservata: non solo per il peso specifico, ma anche per il dato statistico, è stato il gol casalingo più veloce della Lazio in Serie A dai tempi di Felipe Anderson contro l’Empoli, l’8 gennaio 2023 (un minuto e 18 secondi).


Un gol arrivato con lucidità, sfruttando al meglio una progressione di Isaksen. Ma che resta una marcatura isolata, ancora ben lontana dalla continuità che deve avere un attaccante. Maldini è arrivato a gennaio dall’Atalanta con la voglia di rilanciarsi e di ritagliarsi uno spazio importante, ma il suo percorso a Roma è ancora in fase di costruzione, anche perché Sarri ha deciso di avviare un processo per trasformarlo in centravanti. Daniel ha mostrato qualità tecniche evidenti, capacità di muoversi tra le linee e una certa facilità nel creare superiorità, ma manca ancora quel passo in più sotto porta. E allora Bologna può tornare a essere il teatro ideale. Non è un avversario qualsiasi per lui: proprio contro i rossoblù, quando vestiva la maglia del Monza, aveva firmato un altro gol rapido, il più veloce in Serie A nella storia del club brianzolo, dopo 3 minuti e 40 secondi.


La Lazio, conclude il quotidiano, cerca risposte, e Maldini cerca il bis. Un secondo gol che potrebbe cambiare la percezione del suo impatto e riaprire anche i discorsi legati al futuro. Già, perché la società biancoceleste è ancora in fase di valutazione sul possibile riscatto. L’operazione con l’Atalanta è stata definita con un prestito oneroso da 1 milione più 500mila euro di bonus, più un diritto di riscatto fissato a 14 milioni, che può diventare obbligo in caso di qualificazione alle coppe europee. Una cifra importante, che impone riflessioni attente e legate inevitabilmente al rendimento del giocatore.

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Lazio, ultima chance per Noslin prima del ballottaggio. Olandese anche a caccia di un record personale

L’attaccante ripartirà titolare: si gioca le carte per restare nell’11 di partenza.

Quella di Tijjani Noslin non è più una titolarità di “necessità”, ora è una maglia da difendere. Contro il Como, riporta il Corriere dello Sport, partirà ancora dall’inizio, per la quarta volta nelle ultime cinque gare della Lazio (considerando anche quella saltata per squalifica con la Fiorentina). Ma il contesto è cambiato. E con esso anche le gerarchie, che nella squadra di Sarri – vuoi per la costante emergenza, vuoi per l’avviamento del nuovo ciclo – non sono mai definitive.

L’olandese, si legge, si era guadagnato spazio e fiducia con ingressi convincenti e numeri concreti: due gol pesanti contro Lecce e Parma, un rigore procurato col Torino, prestazioni che avevano convinto il Comandante a investirci con continuità (sebbene non ne avesse ancora pienamente inquadrato il vero ruolo) anche quando davanti c’era ancora Castellanos. Poi l’addio del Taty ha cambiato tutto. Noslin è rimasto di fatto l’unico riferimento nella posizione, complice anche l’assenza di Boulaye Dia, impegnato con il Senegal in Coppa d’Africa. Un periodo, quello da unica alternativa nel reparto, che però non è stato sfruttato fi no in fondo dall’olandese.

Era l’occasione per consolidarsi, per dimostrare all’allenatore di poter reggere il peso dell’attacco. Le prestazioni, però, si sono fatte più opache, la pericolosità è calata e, soprattutto, non sono arrivati gol, né tantomeno giocate decisive. Segnali che hanno acceso una spia d’allarme, perché a Formello nessuno vive di rendita.

E adesso, conclude il quotidiano, la concorrenza è tornata a bussare con forza. La scorsa settimana è arrivato Ratkov dal Salisburgo, primo acquisto del mercato di gennaio della Lazio, erede scelto dalla società per prendere il posto lasciato libero da Castellanos; Dia in settimana rientrerà dalla spedizione in Marocco per la Coppa d’Africa, riportando a tre il numero dei pretendenti per un solo posto. Ecco perché la gara con il Como, per certi versi, diventa uno snodo cruciale. Non solo per la Lazio, chiamata a dare continuità, ma pure per Noslin, che deve dimostrare di meritare ancora
fiducia. Non più per assenza di alternative, ma per valore reale.

All’Olimpico, davanti al suo pubblico, Tijjani andrà anche a caccia di un traguardo personale: il decimo gol in Serie A. È fermo a quota 9 complessivi, sommando le reti segnate nel torneo con Verona e Lazio (5 e 4). La doppia cifra non gli era riuscita neppure in Eredivisie, dove si era fermato a 9 tra Hercules e Fortuna Sittard. Un numero tondo finora mai raggiunto in carriera (fatta eccezione per il secondo livello olandese), ma che può diventare uno stimolo. Mau lo osserva. Ratkov incalza, Dia rientra. La maglia non è più garantita

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Lazio, occhi su Mandas: si scalda per la coppa ed aspetta il mercato

Sarri da oggi inizia a preparare il secondo match a distanza di pochi giorni col Milan.

Ieri un giorno di riposo, oggi la squadra si ritroverà a Formello per preparare Lazio-Milan di Coppa Italia, in programma all’Olimpico giovedì. La certezza da cui ripartire, è Matías Vecino. Al Meazza
l’uruguaiano è stato impiegato da regista per l’attuale mancanza di interpreti (Cataldi e Rovella out). Non è quello il suo ruolo, ma ha messo in campo ciò che Sarri gli ha chiesto: ordine, senso della posizione, letture preventive e quella fisicità che ha schermato la linea difensiva nei momenti più complicati. Una prova di solidità che il tecnico ha apprezzato e che gli vale la conferma al centro delle operazioni.

Non è escluso, conclude il quotidiano, il debutto stagionale di Mandas: il portiere greco aspetta da mesi la sua occasione (in attesa di gennaio, quando proverà a trovare una sistemazione altrove), lavora in silenzio e potrebbe trovare spazio per far rifiatare Provedel, unico giocatore della rosa a non aver saltato finora neppure un minuto. Possibili novità anche in difesa.

I terzini hanno speso molto nell’ultima sfida e la Coppa può diventare il terreno ideale per mischiare le carte. Occhi puntati su Hysaj, che può giocare solo in Coppa Italia: l’esclusione dalla lista della Serie A rende questa partita la sola occasione per rivederlo all’opera nel 2025. A sinistra e a destra Sarri potrebbe dosare gli sforzi, valutando anche il recupero di Tavares. Tra i giocatori che potrebbero approfittare di questa occasione per aumentare il minutaggio ci sono anche Dele-Bashiru e Castellanos, entrambi al rientro a San Siro dopo una lunga assenza.

Intanto, lo stesso Mandas nell’ottica del mercato di gennaio spera di trovare squadra, resta chiuso a prescindere dalle scelte di coppa. Il Parma lo prenderebbe in prestito. La valutazione, rispetto all’estate, è scesa a 7-8 milioni. Possono arrivare offerte dalla Premier o dalla Liga.

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Lazio, senza Cancellieri tocca ad Isaksen: per convicere Sarri e vendicarsi su Tudor

Il danese out ad inizio stagione, domenica potrebbe tornare titolare.

Quest’estate la mononucleosi non gli ha permesso di svolgere la preparazione insieme ai compagni, poi ha lavorato per ritrovare la miglior condizione mentre Cancellieri si è preso il posto sulla corsia destra: adesso Isaksen, visto lo stop del collega, ha la chance per provare a convincere.

Cancellieri, oltre alla Juventus, salterà anche Cagliari, Pisa e Inter prima della pausa Nazionali, con obiettivo Lecce per il rientro. La vera notizia, sottolinea Il Messaggero, considerate queste prime sette giornate di campionato, sono i 74 minuti (extra-time compreso) giocati dal danese alla New Balance Arena. Si è notata sicuramente una condizione ancora lontana da quella ottimale, soprattutto sul recupero subito nel primo tempo da Ederson, ma c’è stato anche qualche spunto, come dimostrano i 3 falli subiti e i 14 passaggi in avanti completati, con nel mezzo anche un pallone recuperato.

Per l’ex Midtjylland, conclude il quotidiano, sarebbe una doppia
soddisfazione prendersi la scena domenica perché probabilmente deciderebbe il futuro di Tudor, che nell’esperienza a Formello gli ha concesso appena 220 minuti sui 990 disponibili bocciandolo per il fisico troppo esile. Ci sono tutti i presupposti per la rivincita ed è proprio quello che spera la Lazio, chiamata a sbloccare l’attacco inceppato.

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Lazio, senza Castellanos Dia cerca il riscatto: ora la chance per tornare decisivo

Il senegalese corre verso il recupero per essere convocato per il match di Bergamo.

Out Taty per oltre un mese, Dia cerca di riprendersi il posto da titolare. Ieri è tornato finalmente a pieno regime in gruppo; primo sospiro di sollievo, almeno in attacco dopo l’ennesimo ko. Castellanos si è strappato, starà fuori un mese e mezzo. Questa è la grande chance del senegalese, che non può più deludere Sarri, se vuole riprendersi davvero un posto fisso.

A Castiglione della Pescaia, sottolinea il quotidiano, l’allenatore aveva esaltato le doti da bomber del senegalese ed era rimasto ancora più impressionato dalle sue potenzialità al ritorno in campo a Formello. In ritiro però erano già riemersi anche i dolori alla solita caviglia destra, che lo condizionano da un anno e ora sono tornati a tormentarlo in questa seconda sosta di campionato. Dia è rimasto nella Capitale, ha dovuto rinunciare alle qualificazioni mondiali contro Sudan del Sud e Mauritania, dopo un nuovo colpo subito contro il Torino.

La Coppa d’Africa con il Senegal, conclude il quotidiano, rimane però il suo primo vero obiettivo. La Lazio sa già che dovrà rinunciarci fra il 21 dicembre (forse fino al 18 gennaio), ma ora deve puntare sulla sua voglia di rilancio. Boulaye deve soprattutto tornare a far gol, come ai tempi di Salerno: in queste prime sei giornate è finito solo una volta nel tabellino (contro il Verona), interrompendo un digiuno che in Serie A durava da quattro turni e, da subentrato, resisteva addirittura da febbraio, quando colpì il Napoli all’Olimpico.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Lazio, sconforto Taty e Dia non sa bene. Noslin verso una chance” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

Zaccagni sta migliorando molto, bisognerà capire se tra giovedì e venerdì riuscirà ad allenarsi con il gruppo. Se dovesse farcela potrebbe essere convocato e avere una ventina di minuti sulle gambe. Avendo la Juventus la settimana successiva bisognerà sicuramente fare delle riflessioni

Atalanta e Juventus sono per organico superiori alla Lazio, saranno due partite complicatissime. Le affronterai senza i giocatori più importanti. Se mi avessero detto che la Lazio avrebbe fatto quattro punti tra Genoa e Torino con tutti questi indisponibili io avrei firmato. L’infortunio di Castellanos è stato preso con sconforto, è un calciatore considerato importantissimo all’interno della squadra. Anche Dia non sta bene. Si dovrebbe provare a lanciare Noslin. Nel momento dell’emergenza credo sia importante dargli fiducia.

La Lazio ora dovrà resistere in queste gare. In questo momento è difficile fare valutazioni sulla forza della rose, non sarebbe corretto. La squadra è in una condizione difficile”.

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ESCLUSIVE

‘SVB’ – Oddi: “Col Parma gettata al vento l’ultima chance. Guendouzi e Rovella? Non si possono discutere” (AUDIO)

GIANCARLO ODDI in collegamento a ‘SVB’

“Bisogna guardare avanti, c’è poco da fare. È il momento in cui servono cuore e anima. 

Ripartiamo dall’Empoli, che ha molti punti meno di noi ma delle squadre in fondo alla classifica è quella che mi è piaciuta  di più  contro di noi. Dobbiamo pensare a vincere e basta.

Io non riuscivo a capacitarmi di quello che stava accadendo lunedì, sono cose che succedono ma è difficile capirle. La partita di era importantissima e lo sapevamo, anche alla luce degli altri risultati. Quei due punti persi sono i più importanti, ora è dura. Devi vincere altrimenti hai buttato all’aria un bel girone di andata.

Guendouzi e Rovella? Non si possono mettere in discussione, quello che fanno è sotto gli occhi di tutti. Certo, mancano i loro gol ma non si possono criticare: hanno sempre fatto il loro e anche di più.

Castellanos sembra rinato, ha fatto un gol bellissimo a Genova ma non è un bomber. Una decina di reti le garantisce. Immobile era un goleador, Taty è un centravanti che aiuta la squadra.

Da Zaccagni è Isaksen mi aspettavo qualche gol in più.

Col Parma abbiamo buttato al vento l’ultima chance, spero di sbagliarmi”.