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Lazio, Taylor costruisce il gioco ma non solo: è il più pericoloso al tiro. Tutti i numeri dell’olandese

Subito titolare, non a caso: i numeri del centrocampista biancoceleste.

Arrivato dall’Ajax a gennaio, Kenneth Taylor è diventato rapidamente una pedina centrale nello scacchiere di Sarri. Il suo impatto è stato immediato, in poche settimane è riuscito a ritagliarsi un ruolo da titolare stabile, dimostrando personalità e adattamento rapido ai meccanismi della Serie A. Dal suo arrivo alla Lazio, riporta il Corriere dello Sport, soltanto Marusic è stato impiegato per più minuti tra i giocatori di movimento. Il montenegrino è arrivato a quota 807, mentre Taylor segue a 694. Un dato che certifica quanto Sarri si fidi di lui e quanto il centrocampista olandese sia diventato indispensabile nel giro di poche partite.


La sua presenza si sente soprattutto nella costruzione: è il giocatore, si legge, che ha effettuato più passaggi nella metà campo avversaria da quando è arrivato: 203 tentativi, di cui 174 riusciti. Un volume di gioco importante, che lo rende uno dei principali riferimenti nella gestione del possesso e nello sviluppo delle azioni offensive. Ma il contributo dell’ex Ajax non si limita alla fase di costruzione. È anche uno dei giocatori più attivi negli ultimi metri. Dal suo arrivo è il biancoceleste con più tiri nello specchio, quattro, ed è tra quelli che hanno concluso di più verso la porta avversaria: dieci tentativi, gli stessi di Isaksen. Nel medesimo lasso di tempo il danese lo supera nei dribbling tentati: 22 contro i 13 dell’olandese. Un altro segnale della sua capacità di rompere gli equilibri e di portare palla in zone pericolose. La sua capacità di creare occasioni per i compagni è altrettanto significativa. Taylor infatti, conclude il quotidiano, è il giocatore della Lazio che ha mandato più volte al tiro i compagni in Serie A nel periodo considerato: 7 passaggi chiave che testimoniano la sua visione di gioco. Il centrocampista olandese ha portato anche intensità nella fase difensiva. Con 14 contrasti effettuati è il giocatore della Lazio che ne ha completati di più dal suo arrivo.

Non solo: è anche quello che ha ingaggiato il maggior numero di duelli, ben 70. Un dato che racconta la sua aggressività e la sua disponibilità al sacrificio. Insomma, Taylor unisce qualità tecnica e quantità, la sua capacità di accompagnare l’azione offensiva senza perdere equilibrio lo ha reso un elemento fondamentale in entrambe le fasi.

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Lazio, ultima chance per Noslin prima del ballottaggio. Olandese anche a caccia di un record personale

L’attaccante ripartirà titolare: si gioca le carte per restare nell’11 di partenza.

Quella di Tijjani Noslin non è più una titolarità di “necessità”, ora è una maglia da difendere. Contro il Como, riporta il Corriere dello Sport, partirà ancora dall’inizio, per la quarta volta nelle ultime cinque gare della Lazio (considerando anche quella saltata per squalifica con la Fiorentina). Ma il contesto è cambiato. E con esso anche le gerarchie, che nella squadra di Sarri – vuoi per la costante emergenza, vuoi per l’avviamento del nuovo ciclo – non sono mai definitive.

L’olandese, si legge, si era guadagnato spazio e fiducia con ingressi convincenti e numeri concreti: due gol pesanti contro Lecce e Parma, un rigore procurato col Torino, prestazioni che avevano convinto il Comandante a investirci con continuità (sebbene non ne avesse ancora pienamente inquadrato il vero ruolo) anche quando davanti c’era ancora Castellanos. Poi l’addio del Taty ha cambiato tutto. Noslin è rimasto di fatto l’unico riferimento nella posizione, complice anche l’assenza di Boulaye Dia, impegnato con il Senegal in Coppa d’Africa. Un periodo, quello da unica alternativa nel reparto, che però non è stato sfruttato fi no in fondo dall’olandese.

Era l’occasione per consolidarsi, per dimostrare all’allenatore di poter reggere il peso dell’attacco. Le prestazioni, però, si sono fatte più opache, la pericolosità è calata e, soprattutto, non sono arrivati gol, né tantomeno giocate decisive. Segnali che hanno acceso una spia d’allarme, perché a Formello nessuno vive di rendita.

E adesso, conclude il quotidiano, la concorrenza è tornata a bussare con forza. La scorsa settimana è arrivato Ratkov dal Salisburgo, primo acquisto del mercato di gennaio della Lazio, erede scelto dalla società per prendere il posto lasciato libero da Castellanos; Dia in settimana rientrerà dalla spedizione in Marocco per la Coppa d’Africa, riportando a tre il numero dei pretendenti per un solo posto. Ecco perché la gara con il Como, per certi versi, diventa uno snodo cruciale. Non solo per la Lazio, chiamata a dare continuità, ma pure per Noslin, che deve dimostrare di meritare ancora
fiducia. Non più per assenza di alternative, ma per valore reale.

All’Olimpico, davanti al suo pubblico, Tijjani andrà anche a caccia di un traguardo personale: il decimo gol in Serie A. È fermo a quota 9 complessivi, sommando le reti segnate nel torneo con Verona e Lazio (5 e 4). La doppia cifra non gli era riuscita neppure in Eredivisie, dove si era fermato a 9 tra Hercules e Fortuna Sittard. Un numero tondo finora mai raggiunto in carriera (fatta eccezione per il secondo livello olandese), ma che può diventare uno stimolo. Mau lo osserva. Ratkov incalza, Dia rientra. La maglia non è più garantita

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Lazio, jolly Noslin al bivio: l’olandese lavora per convincere Sarri

L’attaccante biancoceleste lavora per mettersi in mostra agli ordini di mister Sarri.


Da lunedì la Lazio lavora a Formello in vista della nuova stagione. Sarri ha ritrovato tanti calciatori che conosceva e sta ‘”studiando” invece quelli che sono approdati a Roma la scorsa estate.

Tra i giocatori da conoscere c’è Noslin, il cui futuro è ancora da decidere. In questi giorni ha provato in tutte le zone d’attacco: a sinistra da vice-Zaccagni, poi al centro in sostituzione di Castellanos, infine a destra ieri pomeriggio a causa dell’assenza di Isaksen.

L’olandese, riporta il Corriere dello Sport, spera nella conferma e nella svolta personale. Ci sarà soltanto il campionato per accumulare minutaggio e convincere Sarri a utilizzarlo dall’inizio o più probabilmente a gara in corso. L’allenatore lo sta studiando da vicino, è uno dei pochi calciatori con cui non ha avuto modo di lavorare nel primo triennio in biancoceleste.

La sua duttilità davanti può aiutarlo a mettersi in mostra e a migliorare il bottino dello scorso anno (ha chiuso con 6 gol in 39 presenze complessive, degna di nota la tripletta al Napoli in Coppa Italia).