Matteo Guendouzi ormai ha convinto tutti. Un fine 2023 da sogno con la conquista di una maglia da titolare con la Lazio, il primo gol in biancoceleste e il primo in Serie A. Le sue prestazioni arrivano fino in Francia, dove tanti tifosi sperano in una sua convocazione per i prossimi impegni della squadra allenata da Deschamps. E all’Equipe, il ds biancococeleste, Angelo Fabiani, ha parlato proprio della crescita del giocatore: “Al secondo giorno sembrava già un romano vero. È bravissimo a coprire il campo, ma è anche bravo a muovere la palla, oltre a essere un giocatore box-to-box. È un giocatore completo, fresco mentalmente, che gioca con una certa spensieratezza. Non ci vorrà molto prima che torni in nazionale. Se Guendouzi corre, la Lazio corre, se lui non corre, la Lazio non corre. E lui corre molto”.
09 07 2016 Roma
Conferenza stampa Lazio su dimissioni Marcelo Bielsa
nella foto Claudio Lotito
Foto Marco Rosi/Fotonotizia/Insidefoto
Il Governo ha deciso di non prorogare il Decreto Crescita, scelta che non consentirà ai club, nella prossima sessione di gennaio, di acquistare calciatori dall’estero con un taglio del 50% sul costo dei compensi.
Claudio Lotito, in una lunga intervista del Foglio, lancia dure accuse allo stesso Governo di cui lui fa parte. «Decreto Crescita? Parliamo di un emendamento (al Decreto Milleproroghe, ndr) non mio ma che è stato presentato da Adriano Galliani. Certo, io ero d’accordo, come qualsiasi persona di buonsenso», ha spiegato il presidente della Lazio. Come scrive calcioefinanza.it, queste le parole del senatore di FI rispetto a quanto affermato da Matteo Salvini: «Guardi, questa soluzione è demagogia pura. Come si farà adesso ad attrarre i giocatori migliori? Non è un problema del calcio, ma di tutto lo sport».
Lotito nel mirino mette anche Umberto Calcagno, numero 1 dell’Assocalcioatori. “Chi dice che così si rovinano i settori giovanili non capisce niente, come Umberto Calcagno. L’anno scorso abbiamo avuto tre squadre italiane finaliste nelle coppe europee. Da adesso in poi sarà molto più difficile essere competitivi. Spiegatemi voi come farà adesso, per esempio, la Roma a trattenere i Lukaku, i Mourinho, come fa a pagargli lo stipendio?”, spiega ancora il consigliere federale.
Lotito pensa anche ad altre discipline. “Resta un problema di tutto lo sport. Il basket italiano ha due squadre che possono competere per l’Eurolega. Ora si bloccherà tutto», ripete ancora.
Sipario sull’Esecutivo. «Hanno preso la lettera scritta dal presidente della Lega Serie A, sottoscritta all’unanimità da tutte le squadre, e l’hanno buttata nel cestino», conclude Lotito.
La finestra di calciomercato invernale prenderà il via il prossimo 2 gennaio e in casa Lazio l’obiettivo primario sembra definito. A dirlo lo stesso Maurizio Sarri che nella conferenza stampa dopo il successo sul Frosinone ha chiarito le sue priorità.
Con Daichi Kamada potenziale convocato dal Giappone per la Coppa d’Asia, Luis Alberto che attende dalla risonanza il responso sull’entità del danno alla coscia, la Lazio a gennaio rischia di restare corta a centrocampo. Sarri ha chiesto un interno, senza girare attorno al problema. Per farlo servirebbe cedere Toma Basic, il croato avrebbe richieste dalla Bundesliga ma al momento nessuna trattativa è entrata nel vivo.
In realtà, l’inquilino di Formello, come scrive oggi Repubblica, sarebbe tornato alla carica per Samuele Ricci. Il centrocampista del Torino ha un contratto da 1 milione di euro netti l’anno. Ventidue anni compiuti il 21 agosto, l’interno di Pontedera è sbarcato a Torino in prestito nel gennaio 2022, venendo poi riscattato dall’Empoli nel giugno successivo per complessivi 9,5 milioni. Con Juric si muove da interno in una mediana a due, diversamente viene schierato anche da trequartista.
Per Ricci in questo campionato 2 assist in 14 match, la scorsa stagione 2 sigilli e 1 assist in 28 recite. Nei primi sei mesi del 2022, sempre in granata, 12 presenze senza nulla a referto. Nella prima parte del 2021-2022, in Toscana per l’interno 1 gol e 1 assist in 21 sfide. Come accaduto con Juric, anche nell’ultima annata ad Empoli con Andreazzoli, Ricci non ha giocato mezzala ma è stato schierato regista basso nel centrocampo a tre.
Oltre a Ricci, l’altro nome che circola è quello di Lazar Samardzic. Mezzala di qualità o trequartista, il serbo è vincolato fino al 2026 all’Udinese ma potrebbe cambiare presto aria. Il Napoli infatti, dopo averlo già cercato in estate, a gennaio potrebbe investire circa 20 dei 25 milioni incassati dalla cessione di Elmas al Lipsia proprio sul calciatore di Cioffi. Anche per le caratteristiche fisiche, leggi una scarsa dinamicità e assenza di strappo nel lungo, Samardzic non sembrerebbe il profilo più adatto a Sarri.
Mattia Zaccagni ieri ha provato ad accendere la Lazio con le sue accelerazioni. L’ex Hellas Verona, soprattutto nella prima frazione, sembrava tornato quello della scorsa stagione, quando in 35 gare aveva segnato 10 gol e fornito 7 assist (2 assist in tre gare di Conference, 1 in 5 di Europa League).
Al momento l’esterno in campionato in 16 match ha segnato tre volte fornendo 1 assist, in Champions 5 gare a referto bianco. Il giocatore, scadenza 2025, resta in attesa del confronto decisivo con il presidente Claudio Lotito per rinnovare e restare a Roma.
Sul suo profilo X, Zaccagni stamattina ha scritto: “Reazione, cuore, vittoria. Chiudiamo bene il 2023 e prepariamoci a un anno di battaglie”. A corredo l’icona dell’Aquila e un pallone di cuoio. Un messaggio chiaro, indicativo della volontà di non mollare la corsa Champions. Nessun riferimento al contratto, Zaccagni però resta un punto cardinale di Sarri, soprattutto se Felipe Anderson non si riprendesse dal periodo di torpore che dura da circa un mese e che sta condizionando il rendimento di tutto il reparto offennsivo.
In casa Lazio, che il 3 gennaio attende l’esito di Roma-Cremonese per capire l’avversario ai quarti di Coppa Italia il 10 gennaio, si fanno i conti con chi rientra dall’infermeria. Romagnoli già oggi potrebbe allenarsi nella seduta di scarico con i giocatori non impiegati ieri: salvo ricadute, la sua presenza a Udine domenica prossima è certa. Così come il rientro di Lazzari dopo i due turni di squalifica. Per Immobilee Luis Alberto, fermi da una settimana entrambi per una lesione (quella dello spagnolo è più grave), si punta alla Supercoppa del 19 gennaio: riaverli nel derby è quasi una missione impossibile. Da valutare invece il polpaccio di Pellegrini, che ieri ha chiesto il cambio al 53’ per un problema muscolare. La Repubblica
L’ex terzino della Lazio, Ernesto Calisti, è intervenuto ai microfoni di “Quelli che hanno portato il calcio a Roma.
“La solita Lazio degli ultimi per almeno un’ora. Dopo l’1-0 del Frosinone abbiamo temuto il peggio. Squadra che tiene palla ma fatica a concretizzare. Poi ci ha pensato Castellanos. Non è Immobile ma se sta bene può garantire a Sarri 10-13 gol”.
“Dopo il 2-1 la gara si è indirizzata, meglio così perché tutti avevamo temuto il peggio. Prima rimonta in serie A? Diventa un discorso mentale. Tutti si augurano che questa vittoria sblocchi il gruppo, dopo l’1-0 ho visto una bella reazione. Vale anche per il Taty che ha segnato e fornito un assist a Isaksen per il 2-1. La Lazio di questo girone d’andata è l’ombra della squadra dello scorso anno”.
“Quando vengono meno tre o quattro giocatori insieme fai fatica, non te lo puoi permettere. Penso a Immobile, Zaccagni e Felipe Anderson. Isaksen dal 1° minuto? Non butto la croce addosso a Felipe Anderson, non ho gradito i fischi. Felipe soffre a livello caratteriale, sta anche bene fisicamente ma vedo che sbaglia la scelta finale. Isaksen invece è più sfrontato. Se Felipe iniziasse due gare dalla panchina, per recuperarlo e stimolarlo”
“Pellegrini? Ha fatto molto bene, calciatore propositivo che ho visto molto bene in fase difensiva. Lui e Lazzari sono migliorati con palla all’avversario. Lazzeri e Pellegrini insieme? Sarri vuole un esterno più difensivo e uno più abile in attacco. Per me Marusic difende male e non attacca, non lo vedo bene e in attacco scende una vola a gara. Io lavorerei su Pellegrini e Lazzari per schierarli insieme. Mi spiace che Pellegrini si sia fermato ancora, spero non sia nulla di grave ”.
Valentin Castellanos ai microfoni di SkySport al fischio finale: “Il gol vale moltissimo, lo stavo cercando perché non l’avevo trovato nelle ultime partite. Ho sempre avuto l’appoggio della gente e della famiglia. Sono molto felice, ne avevo bisogno. Non ho mai passato un momento così difficile senza segnare, era passato tanto tempo dopo l’Atalanta. La mia posizione da numero nove è questa, ora lavoro per le prossime partite. Immobile? È il nostro capitano, è un simbolo per la Lazio e per il mondo del calcio. Lo ascolto sempre ed è importante averlo vicino”.
Quattordicimiladuecentosettantotto (14278). È questo il numero di giorni intercorsi fra il 25/11/1984, giorno nel quale si disputò Lazio-Como terminata 3-2 e il successo odierno dei capitolini in rimonta sul Frosinone per 3-1.
Ma cosa accomuna queste due partite distanti quasi quarantanni fra loro? La nazionalità di uno dei marcatori. Quello di questa sera all’Olimpico a firma di Gustav Isaksen è il primo gol messo a segno da un calciatore danese con la maglia della Lazio dopo quello realizzato in quel lontano novembre di inizio anni ’80 da una delle leggente del calcio europeo: Michael Laudrup.
L’asso danese, approdato in Italia nel 1983 grazie alla Juventus, prima di consacrarsi in bianconero fra il 1985 e il 1989 trascorse un biennio in biancoceleste sotto la presidenza di Giorgio Chinaglia. Nella prima stagione Laudrup e soci centrarono la salvezza grazie la classifica avulsa con il Genoa (25 punti a testa), mentre nel torneo successivo arrivò la retrocessione in Serie B con appena 15 punti conquistati e due sole vittorie a referto in una Serie A con 16 partecipanti. Tuttomercatoweb.com
Queste le sue parole: “Sono molto felice specialmente per la vittoria. Era importante per il campionato. Due partite, due vittorie, dobbiamo continuare così. Dal primo giorno in cui sono arrivato volevo fare un gol sotto la Curva Nord. Per me è stato un sogno.
Ho un buon feeling con Castellanos. Sono felice di avergli fatto un assist. Sono felice di essere entrato in campo e di aver aiutato la squadra, ma sono pronto per partire titolare.
Spero per questo nuovo anno di piazzarci tra le prime 4. Ogni partita è importante, ma in Coppa Italia sarebbe bello vivere un altro derby. Anche con l’Udinese sarà una bella partita, speriamo di continuare così in campionato.
Kamada? Non penso che abbia problemi, penso sia un grande calciatore. Forse ha bisogno solo di più tempo”.
Maurizio Sarri conferenza stampa dopo il 3-1 al Frosinone:
Prestazione importantissima di Rovella: “Ha margini di miglioramento, ha un dinamismo straordinario ma lo spreca, deve avere più senso della posizione. La squadra ha fatto una buona partita, anche nel primo tempo, con meno capacità di trasformare in occasioni da gol il gioco. Andare sotto era una bestemmia. Siamo andati sotto in maniera discutibile, un arbitro esperto fischiava fallo sul difensore. La reazione dello stadio che non ha fischiato ci ha aiutato e la squadra è venuta fuori, saltando addosso agli avversari. Alla fine il 3-1 è limitativo”.
Questa partita può essere lo spartiacque per Castellanos? “Soffriva la mancanza del gol. Appena ha segnato, è diventato un altro. Non ha un carattere fragile, perché è combattente, ma è sensile”
La Lazio ha ribaltato una partita senza Lazzari, Luis Alberto, Immobile, Felipe Anderson e Immobile. Che messaggio è? “Un messaggio importante. L’anno scorso una partita senza questi era difficile pensare di poterla vincere. Adesso, come ho sempre detto, siamo più competitivi a livello di rosa, non lo so invece a livello di 11 titolari. Alcuni giocatori stanno rendendo molto meno dell’anno scorso”.
Dal mercato preferirebbe un regista o un interno di centrocampo? “Vediamo di fare delle valutazioni logiche, ovvero il primo controllo sull’infortunio di Luis Alberto e le convocazioni del Giappone. Se questi due responsi non sono positivi, la richiesta sarà di un interno. Il vertice basso è un ruolo di alta specializzazione, Rovella può crescere se gioca lì per tante partite ma per necessità può fare anche la mezzala”.
Primo gol di testa della stagione?
“Vuol dire che siamo scarsi in quel fondamentale (ride, ndr). Siamo ripartiti dall’anno zero. Se qualche giocatore la smettesse di rendere meno del passato è nromale che va velocizzato l’inserimento dei nuovi. Se i vecchi tornassero quelli di un tempo i nuovi sarebbero una risorsa in più, invece ora soni strutturali”
Felipe Anderson?
“La scadenza del contratto non è un problema mio, ma del giocatore e della società. Oggi ha giocato perché ha fatto due o tre allenamenti strabordarti e un buon quarto d’ora. Ha fatto due o tre errori e guardandolo negli occhi aveva lo sguardo perso e sono dovuto intervenire.Probabilmente è il iù forte della rosa, ma quando vive queste giornate è giusto toglierlo”
Maurizio Sarri ai microfoni di SkySport al termine del match: “Ci sono due aspetti che mi rendono fiducioso: la reazione dello stadio quando eravamo sotto, che invece di fischiarci ci hanno sostenuto e ci hanno portato al secondo aspetto, ovvero alla reazione nostra caratteriale. Abbiamo preso in mano la partita e il risultato poteva essere anche più ampio. Certi giocatori avevano bisogno di tempo. Secondo me si sono ambientati anche velocemente, soprattutto Isaksen. Sta crescendo molto, come anche Castellanos che aveva un peso da togliersi e l’ha fatto”.
“All’inizio della stagione i difensori erano poco protetti, ora la situazione è leggermente cambiata. Sia Patric che Gila stanno facendo bene. Noi giochiamo su un terreno ingiocabile, la fase d’impostazione qui è un suicidio”.
“Kamada è di difficile interpretazione. È un ragazzo più chiuso, molto meno espansivo. Diventa più difficile tirargli fuori cosa non gli sta funzionando. Io ci credo ancora, a Francoforte avevo visto un giocatore importante”.
“Felipe è in un momento non positivo, oggi ero sicuro che avrebbe fatto grandi cose perché ieri in allenamento è stato devastante. Il primo quarto d’ora l’ho visto bene, poi ha perso un paio di palloni banali e si è spento. Da lì sono dovuto intervenire”.