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APPROFONDIMENTI

Show must go on: Uefa e FIFA si preparano per la ripresa, contratti dei giocatori prolungati coltre giugno?

Show must go on. Lo slogan della Fifa/Uefa è piuttosto chiaro, si tenterà fino all'ultimo di terminare i campionati e le Coppe europee, con precedenza ai primi. Per questo i numeri uno del calcio continentale stanno preparando un piano di ripresa in attesa dell'ok da parte dei governi. Con il via libera, l'ipotesi che si vada ben oltre il 30 giugno è più che concreta e in tal caso, anche i contratti in scadenza dei giocatori saranno prolungati. La FIFA si sta muovendo in tal senso, pazienza se ci saranno eventualmente gare giocate prevalentemente di sera per combattere il caldo. Il calcio deve cercare in tutti i modi di andare avanti per evitare una crisi finanziaria enorme.

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INFERMERIA

Lukaku continua le terapie in Belgio: probabile addio alla Lazio in estate

Il lungo travaglio di Jordan Lukaku continua. L'esterno belga è l'unico laziale della prima squadra – insieme a Lulic – in questo momento fuori dai confini del nostro paese. Lukaku infatti era andato in Belgio prima dell'inizio dell'isolamento del nostro paese. Le motivazioni sono, purtroppo, sempre le stesse. Le ginocchia del giocatore continuano a frenarlo. In pieno inverso Jordan si era sottoposto ad un nuovo intervento di pulizia, dopo le uniche apparizioni a Firenze e Reggio Emilia con la prima squadra. Niente da fare, nuova ricaduta e nuovo stop. La Lazio valuta un possibile addio in estate.

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RASSEGNA STAMPA

George Clooney punta all’acquisto del Malaga: svolta per il caso Jony?

Nella telenovela Lazio-Jony-Malaga spunta George Clooney. Lui, la star di Hollywood. Può entrare a far parte della vicenda di mercato esplosa in estate. Clooney, prima dell’emergenza coronavirus, era in ballo per acquistare il Malaga dallo sceicco Al Thani, cugino del boss del Paris Saint-Germain. Se subentrerà erediterà la diatriba che s’è aperta dopo l’arrivo di Jony a Roma. Il giocatore spagnolo si svincolò unilateralmente per giusta causa: nel suo contratto c’era una clausola rescissoria, gli permetteva di trasferirsi in un club di massima serie nel caso in cui il Malaga fosse rimasto nella serie B spagnola (cosa che è accaduta a giugno). Gli spagnoli, secondo alcune ricostruzioni, prima avrebbero detto sì al passaggio del giocatore, poi si sarebbero opposti. Jony a quel punto ha strappato l’accordo. Il Malaga si è rivolto alla Fifa per chiedere un giudizio, la causa è in corso. La Lazio ha provato più volte a trovare un accordo per chiudere il contenzioso, il Malaga non ha mai accettato indennizzi (ritenuti bassi) e contropartite tecniche (Minala). L’arrivo di Clooney al Malaga potrebbe aprire nuovi scenari, ci sarebbe un punto di contatto diverso, si potrebbe provare a riparlarne per trovare un’intesa e transare. La Lazio e Jony hanno ottenuto un transfer provvisorio a fine agosto, permette al club di utilizzare il giocatore e allo stesso di giocare. Se il caso rimarrà oggetto di contenzioso alla Fifa, saranno i giudici a stabilire se Jony era nelle condizioni di liberarsi o se al Malaga andrà riconosciuto un risarcimento danni. Se ne saprà di più in futuro, quando l’emergenza lo consentirà. Certe cause sono lunghe, oggi ancora di più. Per tornare a Clooney si sa che è stato chiamato da Antonio Banderas, altra star, originario di Malaga nonché residente. Clooney è socio della Shed Media Group, è una casa cinematografica che ha prodotto la serie tv Brigada Costa del Sol, successo diffuso sulla piattaforma Netflix, è ambientata a Malaga. Al Thani avrebbe sparato grosso chiedendo 100 milioni per il club, non può far altro che abbassare le pretese, è in crisi finanziaria. Si vedrà. Corrieredellosport.it

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APPROFONDIMENTI

Lotito e la voglia matta di ripartire: ipotesi ritiro settimana prossima, si attende il via libera

La voglia di Lotito di riprendere il campionato è palese. Non solo perché la sua Lazio è lì, a giocarsi lo Scudetto con la Juventus, ma anche perché l'eventuale fine anticipata del torneo sarebbe un danno economico gigantesco per l'intero sistema. Come riporta Sky Sport, il patron avrebbe pensato addirittura di cominciare un ritiro già la prossima settimana e avrebbe già comunicato la decisione al gruppo. Dalla Lega e dall'AIC ci sarebbe stata anche una timida apertura, tutta da confermare però. Sono settimane decisive per la lotta contro il Coronavirus, Lotito non vuole farsi trovare impreparato nel caso in cui arrivasse il via libera per la ripresa delle operazioni prima del previsto.

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DICHIARAZIONI

Reja: “Edi Rama, un gesto straordinario per l’Italia. Lazio? Bello l’Olimpico pieno e in estate chissà…”

Il Ct dell'Albania, Edoardo Reja, torna a parlare in un'intervista de Il Corriere dello Sport. Gli aiuti e la generosità del presidente Rama e la 'sua' Lazio al centro delle dichiarazioni. "Edi Rama ha dato la disponibilità e ha inviato i migliori medici albanesi in una zona colpita come Bergamo, è stato un gesto straordinario. Per me è stata una gradita sorpresa, mi sento orgoglioso di guidare la nazionale albanese. Nelle ultime ore mi sono arrivati tantissimi messaggi: giocatori, allenatori, semplicemente amici e conoscenti, tutti sono stati colpiti dall’umanità dimostrata da Edi Rama e dal popolo albanese. Penso sia un esempio da divulgare a livello mondiale. Una nazione meno ricca rispetto a tanti altri Paesi in Europa ha dimostrato una solidarietà senza eguali. Conosco bene Edi Rama, è stato anche un po’ lui a convincermi ad accettare la proposta della federcalcio albanese. Lo avevo conosciuto a Roma, quando allenavo la Lazio e dopo una partita con la Juve, di cui è tifoso. Venne con Igli Tare. Organizzammo una cena nel mio albergo vicino a Ponte Milvio, presente anche Lotito. Conosco la statura e lo spessore dell’uomo. L’anno scorso mi ha telefonato per dirmi: “Cosa fai a casa? Perché non vieni ad allenare l’Albania?“. Oggi mi sento ancora più contento e orgoglioso di aver detto sì. Stop al campionato? La Lazio e l’Atalanta sono le due società più penalizzate. Parlo nell’ambito sportivo, da uomo di calcio e del momento che stavano vivendo, non certo della disperazione. Senza impegni europei, giocando una partita a settimana, Inzaghi aveva buone possibilità di riuscirci, arrivando davanti alla Juve. Mi sembrava un’opportunità unica e non è detto che ancora non ci riesca se il campionato ripartirà. Ma una cosa voglio dirla. Finalmente ho rivisto l’Olimpico pieno di laziali, di bandiere, di entusiasmo, con i bambini e la gente stretta intorno alla squadra per cantare l’inno tutti insieme. Spero di rivedere presto le stesse immagini, è un peccato essersi fermati nel momento più bello. Ora è il momento di pregare e di stringere i denti, ma sono convinto che quando il calcio ripartirà, la Lazio saprà regalarci ancora le stesse emozioni. Complimenti a Lotito, Tare e Inzaghi. Conosco bene il valore di chi conduce questa società. E lo stesso discorso riguarda Percassi, Sartori e Gasperini per l’Atalanta".

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DICHIARAZIONI

Tare: “Senza ripresa del campionato sarà collasso. Taglio stipendi? Ancora non ci riguarda, ma…”

Il Direttore Sportivo della Lazio Igli Tare, ai microfoni tedeschi di 'SPort 1', ha raccontato la situazione attuale del calcio italiano. "Oltre il 75% dei club finanzia il proprio budget attraverso i diritti tv, senza ricavi sarà il collasso. La stagione deve essere terminata, il campionato deve andare avanti per rispetto dei morti e dei tifosi". Il Ds è ovviamente in linea con il pensiero di Lotito, poi sul taglio degli stipendi dei calciatori: "Non riguarda la Lazio ancora, ma presto sì". La stagione dei record interrotta bruscamente: "Siamo secondi grazie alla crescita della squadra, stiamo ultimando un percorso iniziato lo scorso anno con la vittoria della Coppa Italia e proseguito con la conquista della Supercoppa. Credo nel destino, bisogna accettare la situazione, proveremo a tornare al successo quando tutto si sistemerà. Non sarà facile".

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APPROFONDIMENTI

Taglio stipendi, la Lazio resta in attesa e spera nella conclusione del campionato

La Juventus, ad ora, è l’unica squadra in Serie A ad aver approntato un piano per il taglio degli stipendi. La Lazio rimane ferma, in posizione di attesa. Lotito non ha intavolato alcuna trattativa con i suoi calciatori, il presidente biancoceleste ha solo chiesto di non lasciare la capitale per evitare le canoniche due settimane di quarantena qualora dovessero riprendere le operazioni. I danni di un’eventuale mancata ripresa del campionato sarebbero ingenti, anche per la Lazio (si calcola che possano aggirarsi intorno ai 30-35 milioni. Non una catastrofe visto le condizioni positive nelle quali versano i bilanci laziali, ma sicuramente un freno al miglioramento della rosa, soprattutto in previsione della prossima stagione. Anche per questo Lotito spera che si possano giocare le rimanenti partite in estate.

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DICHIARAZIONI

Diaconale: “La Lazio non vuole vincere lo Scudetto a tavolino, altri invece…”

Il portavoce del presidente Lotito, Arturo Diaconale, scrive un altro post per la rubtrica 'Taccuino biancoceleste', sulla sua pagina Facebook.

'Cosa me lo fa fare'

“Ma chi te lo fa fare?”. Molti amici mi rivolgono questa domanda registrando come il mio taccuino biancoceleste settimanale (e qualche volta anche bisettimanale) susciti non solo tante polemiche ma anche valanghe di insulti nei miei confronti lanciate sui social da tifosi di squadre diverse da quella di cui sono responsabile della comunicazione ed a cui ho consegnato il mio cuore fin da bambino.

Bella domanda, visto che a chiedermi di lanciare provocazioni non è il Presidente Claudio Lotito, che, semmai, mi sollecita a non gettare benzina sui fuochi. Perché lo faccio? Debbo questa risposta ai miei amici (ai miei famigliari un po’ preoccupati per il tono degli insulti) ed anche a tifosi biancocelesti di cui mi faccio Paladino non per obbligo professionale ma per mia scelta.

Sarebbe facile sostenere che a spingermi è la mia lazialità e l’ostilità nei confronti delle altre squadre antagoniste alla mia. Ma la verità è che la colpa è della mia storia professionale. Negli anni più formativi ho avuto la fortuna di lavorare nel giornale diretto da Indro Montanelli e di crescere nel rifiuto dell’omologazione, del conformismo e nel culto dell’opinione controcorrente.

Da allora ad oggi sono passati tanti anni. Ma a quell’insegnamento montanelliano sono rimasto sempre fedele (non a caso sono stato direttore responsabile per quasi vent’anni de “L’Opinione” fissando una linea di liberalismo sempre e comunque controcorrente). E tutti i libri che ho scritto non hanno mai derogato rispetto a questa scelta. Dai primi sulla libertà di stampa e su “Mani Pulite”, a quelli sul rischio dell’atomica iraniana su Israele al pericolo del neoperonismo in Italia, da quello sulle interpretazioni in chiave liberale della storia dello Stato unitario a quello sugli aspetti controversi del pontificato di Papa Francesco.

Potevo cambiare decidendo di scrivere non solo di storia e di politica ma anche di calcio? Non potevo. Tanto più che durante la mia esperienza ormai quadriennale nel mondo calcistico mi sono reso conto dell’esistenza di pregiudizi ingiustificati nei confronti della Lazio, del suo Presidente Claudio Lotito e dei suoi tifosi. Questi pregiudizi premono sulla mia coerenza controcorrente e mi impongono di intervenire con le mie armi professionali. Di qui le battaglie per difendere la stragrande maggioranza dei laziali da accuse frutto di prevenzioni antiche ed infondate.

Le polemiche per spiegare che il legittimo interesse della Lazio a finire regolarmente il campionato non nasce dalla pretesa di vincere lo scudetto a tavolino, ma solo dalla speranza di poterlo conquistare sul campo e per rilevare come questo interesse abbia la stessa legittimità di quello di chi vorrebbe annullare il campionato in corso o per avere lo scudetto d’ufficio e potersi dedicare solo alla Champions o per evitare una rovinosa retrocessione. Le polemiche nei confronti di un inconsapevole ministro che non conosce il ruolo del calcio nell’economia e nell’immaginario collettivo del Paese. Ma soprattutto le polemiche per interrompere quella vulgata politicamente corretta e frutto di interessi precisi che tende a dipingere sempre e comunque Lotito non come un imprenditore che ha costruito negli anni una società sana ed una squadra competitiva recuperandola da una condizione drammatica e fallimentare ma una sorta di diavolo del calcio nazionale che si permette di mettersi di traverso ai potenti per eredità, censo o grande presenza mediatica e che per questo va relegato nell’inferno fasullo ed ipocrita dei presunti cattivi.

Bastano queste ragioni? Per me sono più che sufficienti. Anche a non lasciarmi intimidire dalle aggressioni verbali a cui non replico per non trasformare in rissa una discussione che vorrei mantenere sempre ad un livello di totale civiltà.

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SERIE A

Nuovo scontro Spadafora-Dal Pino e presidenti divisi: campionato sempre più a rischio

Ennesimo scontro tra Governo e Sistema-calcio. Altri veleni, come se ce ne fosse bisogno. Il Ministro dello Sport Vincenzo Spadafora oggi proporrà la proroga del blocco totale dello sport italiano. L’ha annunciato ieri, in un’intervista a «Repubblica ». Bloccate competizioni e allenamenti, di fatto si chiuderà a chiave il calcio italiano, dentro una stanza dove oggi – c’è l’incontro tra la Lega Serie A e l’Aic – si stanno trovando – sulla scia della Juventus – soluzioni immediate – in primis il taglio degli stipendi – per assorbire i danni provocati dall’emergenza Coronavirus. A data da destinarsi anche la ripresa del campionato. Il Ministro ha cancellato la data del 3 maggio definendola «irrealistica ». La replica della Lega Serie A è arrivata – come leggerete in seguito – con un comunicato ufficiale diramato nella serata di ieri. Prima però va registrata una sensazione: il nostro sistema-calcio si è dato un termine, o meglio ha fissato per i giorni di Pasqua – quest’anno cade domenica 12 aprile – il momento cruciale per le decisioni sul futuro. Se i numeri del contagio saranno in evidente calo e si comincerà a intravedere uno spiraglio di normalità, allora si porrà cominciare a pensare ad una ripresa e chiusura del campionato nei mesi estivi; in caso contrario – con un’emergenza ancora d’attualità – non ci sarà più margine per pensare di finire la stagione. Corrieredellosport.it

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APPROFONDIMENTI

Lazio, Formello ancora deserta: tutti a casa in attesa del 3 aprile

La Lazio non si allena a Formello dal 7 marzo. Il piano per tornare in campo, con tutte le dovute misure di sicurezza sanitarie di Lotito, è naufragato. Tutti a casa. Il momento è delicato, Inzaghi chiama e videochiama i suoi ragazzi, soprattutto quelli che sono a Roma da soli senza famiglia e fidanzate. Avanti così sino al 3 aprile, poi bisognerà valutare la situazione in base anche al nuovo decreto che uscirà. La società, staff, allenatore e giocatori compresi, si confronteranno di nuovo in gruppo. Tutti insieme. In ballo c’è il futuro del campionato, in ballo c’è una stagione da portare a termine disputata fin qui in maniera straordinaria dai biancocelesti.