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DICHIARAZIONI

Gasperini: “Avrei guadagnato di più a Roma, ma l’Atalanta fará un grande mercato e terrà i big. Sará squadra da Champions”

L'allenatore dell'Atalanta, Gian Piero Gasperini ha dichiarato in un'intervista alla Gazzetta dello Sport: "Roma è Roma, credo si potesse fare un buon lavoro e di sicuro avrei guadagnato di più. Ho preso tempo. A tutti i club che mi hanno contattato, anche dall'estero, ho spiegato che non avrei risposto prima dell’incontro con il presidente Percassi. La questione non era economica, ma tecnica. Non avevo bisogno di una big. Per società, squadra e tifo, io sono già in una big. Difficile trovare una proprietà appassionata e generosa come quella dei Percassi. Non potevo lasciare l’Atalanta e la sua gente prima della Champions.Tutta la città mi ha voluto bene. Non esiste una tifoseria di famiglie come la nostra".  CALCIOMERCATO – "Per prima cosa, non parte nessuno. Avviso ai naviganti: non avvicinatevi che tanto l’Atalanta non vende. Neppure se uno porta 60 milioni per Zapata o Mancini? A quelle cifre ne parliamo, perché si possono trovare sostituti. Nessuno parte e poi acquisti importanti in attacco, alternative per Gomez, Ilicic e Zapata. Un centrocampista, due se non verrà riscattato Pasalic. In difesa e sulle fasce siamo più attrezzati. Vedremo le opportunità che si presenteranno. Il mercato ormai si fa così, non inseguendo i sogni. Non mi aspetto 4-5 Ilicic. E’ nella natura dell’Atalanta scommettere su qualche giovane, ma 3-4 devono essere giocatori di spessore, già pronti per la Champions. Penso a una rosa di 17-18 titolari più qualche giovane. Il presidente Percassi è stato sempre disponibile a rafforzare la squadra, nel rispetto sacro dei bilanci. Ora l’asticella si è alzata. Luca Percassi sarà impegnato in modo diretto nella costruzione tecnica della squadra, a tempo pieno. Questo garantirà velocità d’azione e presenza continua. Un punto determinante nella decisione di rimanere a Bergamo. Ho allenato campioni come Milito e Thiago Motta, ma credo che la prossima Atalanta sarà la mia squadra più forte". 

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘9 GENNAIO 1900’ – Agostinelli: “Per fare bene club e tecnico devono avere chiaro l’obiettivo. Mihajlovic alla Roma? Io resterei al Bologna, a Trigoria situazione precaria” (AUDIO)

'9 GENNAIO 1900' – Andrea Agostinelli: “Lotito e Inzaghi possono avere delle incomprensioni come accade in tutte le famiglie, l'importante è andare avanti ma deve essere chiaro l'obiettivo; credo che alla fine di ogni stagione vengano fuori i valori”. Inzaghi smorzava la certezza di avere una rosa da Champions, differentemente dal club? “La diversità di vedute influisce sul gruppo che lavora. L'anno prossimo arrivare quarti sarà molto più difficile, azzardo a dire che le milanesi saranno più forti”. La Lazio deve fare molti inserimenti per creare nuovi stimoli? “Sulla Lazio va detto che in un club se resta lo stesso tecnico i calciatori possono perdere un po' di motivazioni. Certe volte i cicli vanno chiusi e cambiati quando si capisce che i tecnici, ma soprattutto i giocatori, non hanno più le stesse motivazioni. Credo che sia giusto cambiare molto quando la squadra non cresce più, se un gruppo è in netto miglioramento è meglio non toccarlo. Pensate a quando si cambia un tecnico in corsa, almeno nel primo periodo tutti danno qualcosa in più per motivi opposti. Io se fossi nella società cambierei molto, credo il gruppo vado rinfrescato a livello mentale: o cambio il tecnico o vanno via in tanti. Parliamo eventualmente di inserimenti di giocatori di livello”. Nelle ultime 48 oer si è parlato di Mihajlovic alla Roma? “Fossi in lui non lo farei, a Bologna è un Re e Saputo è un presidente in grado di spendere. La Roma è arrivata sesta, un campionato fallimentare e potrebbe vendere i migliori. Sinisa è nella condizione di poter scegliere, a Trigoria c'è una situazione precaria”

 

 

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DICHIARAZIONI

Gattuso: “Dal Milan avuto più di quanto dato. Ho voglia di allenare, serve un club che scelga me e il mio staff”

Rino Gattuso è a Capri. L'occasione? Festeggiare il sessantesimo compleanno di Carlo Ancelotti: "A lui tengo tanto" dice a Sky l'ex allenatore del Milan, "È stato un allenatore e un maestro. Ci sentiamo spesso, la storia dice che ha molto più esperienza di me e mi sta aiutando anche moltissimo in questa mia nuova avventura da allenatore". Che nel Milan, il suo Milan, si è conclusa da pochissimo. "Ma a me ha dato tantissimo. La scelta è stata sofferta ma giusta, io credo che comunque il Milan sia in buone mani: ci sono dirigenti in gamba, la società è composta da grandi uomini e penso che i tifosi non si debbano preoccupare. Purtroppo non siamo stati bravi a dare un colpo da ko, dovevamo dare una sterzata alla stagione. Ma quando hai fatto 68 punti, che non sono pochi, pensi comunque che gli aspetti positivi siano superiori rispetto a quelli negativi. Il gruppo è giovane, tra l'altro: ci sono ampi margini di miglioramento. Abbiamo gioito e ci siamo dispiaciuti, ma avere avuto un seguito di 1 milione e 117mila tifosi è un dato importante. L'entusiasmo non si deve perere: ringrazio tutti per quello che mi hanno dato".  Sempre sul suo addio al Milan, di Gattuso è stata applaudita la scelta di rinunciare a molti soldi: "Ma io non vogio parlarne. Con il Milan non si parla di soldi. È stata cavalcata la notizia: quando si parla con persone perbene e c'è di mezzo il cuore, non si agisce in maniera diversa. Ho dato molto meno di quel che ho ricevuto dal Milan, non voglio essere elogiato: per me è stato normale fare questo passo per quell'ambiente che ho condiviso per tantissimi anni". E ora c'è il futuro, che intriga. "C'è voglia di allenare, sì. Non di fermarsi. Ma siamo un gruppo di lavoro, voglio condividere ogni cosa con le persone con cui sono a stretto contatto. Capire quindi cosa fare, dove andare e cosa proporre. La nostra idea è quella di proseguire e continuare a fare quel che abbiamo fatto in questi anni, ma non siamo da soli: ci serve un club che ci scelga. Vedremo". E a proposito di questo, le offerte in Italia non mancano: alcune, concrete, sono arrivate dalla Sampdoria e anche dalla Lazio, in caso di addio di Inzaghi. L'allenatore preferirebbe però provare una nuova esperienza all'estero, dove però non sono arrivate proposte finora particolarmente decise. In ogni caso, prima di accettare, Gattuso sembra intenzionato a valutare molto bene i progetti e le strategie che gli verranno presentate.

gianlucadimarzio.com

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CURIOSITA'

Tifo e Sociale, il Bologna realizza radiocronache ad hoc per i sostenitori non vedenti

 Il Bologna, protagonista di una cavalcata che ha portato a una salvezza che sembrava quasi impossibile negli ultimi mesi, è una delle società più all’avanguardia e proprio in occasione dell’ultima gara stagionale al Dall’Ara ha sperimentato un servizio che potrebbe essere utile a molti tifosi. Durante la sfida contro il Napoli grazie a “Stadio par tot”, l’iniziativa promossa da W il calcio, Istituto dei ciechi Cavazza di Bologna, Bologna Fc e Figc, è stato infatti possibile per sei tifosi ciechi e gravemente ipovedenti assistere al match. Ad assistere i sostenitori per tutti i novanta minuti sono stati Fausto Viviani di W il calcio e Marco Mattioli del Cavazza che si sono improvvisati cronisti. I tifosi sono stati così dotati di auricolari attraverso cui hanno potuto ascoltare il racconto live della partita fatto da radiocronisti dedicati a loro. Fondamentale anche il supporto di un gruppo Whatsapp pensato per consentire ai sostenitori di soddisfare le loro curiosità sul match in corso. Il progetto è particolarmente lodevole e vuole dimostrare come il calcio sia uno sport in grado di unire non solo grazie ai colori del tifo, ma che permetta anche di vivere appieno la propria passione. L’obiettivo non è comunque quello di fermarsi qui. La FIGC ha infatti già dato il suo assenso per ripetere l’iniziativa e poter dare, dove possibile, anche alcuni correttivi, il 16 e il 19 giugno in occasione delle partite Italia-Spagna e Italia-Polonia in programma sempre al Dall’Ara per il Campionato Europeo Under 21.

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DICHIARAZIONI

La Scala (Piccoli Azionisti Milan): “Inzaghi non ha atteggiamento spirituale giusto…”

Giuseppe La Scala, avvocato e presidente dei piccoli azionisti del Milan, ha parlato durante Maracanànel pomeriggio di TMW Radio. Ecco le sue parole:
Sulla situazione del club rossonero
"E' una situazione fluida, ma le sensazioni sono positive. I milanisti guardano all'ingaggio di Conte all'Inter in maniera positiva. L'Inter ha un corso tracciato che dice una certa cosa, il Milan viene da Rocco e Sacchi che è ben altro. Credo che piacerebbe ai tifosi una scelta più innovativa, che punta al bel gioco, in linea con la storia rossonera. Magari Sarri. I milanisti hanno ben capito cosa ha detto Gazidis alla Gazzetta. Scelte di allenatori giovani, di cui si parla bene, può essere un profilo accettabile. Anche Giampaolo e e Zerbi sarebbe accolti con pazienza e interesse. Inzaghi è un buon tecnico ma un atteggiamento spirituale che non lo rende molto in linea con la storia milanista. De Zerbi e Giampaolo sono molto innovativi, tra i due preferirei loro a Inzaghi. Elliott ha le idee chiare sull'idea di allenatore, a Maldini è stato proposto di rendersi dirigente di un progetto che ha già individuato la proprietà. Non credo che sia Maldini a tracciare la sua linea. Gazidis ha fatto intendere che il Milan deve tornare in equilibrio, che vorrà dire tre-quattro anni di limbo. Ma un conto è crescendo con una certa filosofia, un conto un progetto con un allenatore che non è nelle corde e nello spirito della squadra".
Tuttomercatoweb.com

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ESCLUSIVE

‘NMM’ – Canigiani (Resp. Marketing): “Maglia bandiera a riposo per un po’. Supercoppa? Se non fosse in Arabia non è detto che sia in Italia (AUDIO)

AUDIO ‘NMM’ – Ascolta l’intervento di Marco #Canigiani (Resp. Marketing SS Lazio): campagna #abbonamenti, data e sede #Supercoppa Italiana, ritiro #Auronzo e presentazione nuove #maglie: “La maglia bandiera riposerà per un po’ di tempo” 

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Rambaudi: “Se Lotito vuole andare in Champions deve fare quello che Inzaghi e Tare gli chiedono” (AUDIO)

ROBERTO RAMBAUDI in collegamento a 'NMM': "Il discorso è semplice, se Inzaghi non ottiene dal mercato un miglioramento se ne va. Sa benissimo che anche nel caso non trovasse squadra adesso, la troverà in futuro. Lui sta chiedendo delle garanzie per poter puntare alla Champions, vuole un certo tipo di giocatori per migliorare la squadra. Immagino stia facendo dei nomi precisi e vorrà ricevere delle risposte. E' giusto che il direttore sportivo e l'allenatore si prendano delle responsabilità. Siamo arrivati ad un punto di non ritorno, il prossimo anno ci sarà una forte concorrenza per andare in Champions. E' arrivata finalmente l'ora che direttore e tecnico si prendano questa responsabilità. Se la Lazio vuole arrivarci deve fare come dicono loro. Conte all'Inter? Per me è un umero uno, fa la differenza"

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Mauri: “Inzaghi e Lotito stanno cercando di capire qual è la scelta migliore per la Lazio. Ecco perchè il divorzio può essere necessario…” (VIDEO)

STEFANO MAURI in studio a 'NMM': ""Alla base di tutto c'è stima reciproca e un rapporto che va al di là del lavoro. Inzaghi e Lotito stanno capendo qual è la strada migliore per la Lazio e non per i singoli o per Lotito. Non è detto che la scelta migliore sia quella di andare avanti insieme. A volte c'è la percezione di essere arrivati alla fine di un ciclo. In questa situazione è probabile che il tecnico sia pronto a chiedere molti cambiamenti. Evidentemente le due parti ancora non sono d'accordo su una questione in particolare e non credo sia il lato economico. All'interno di un gruppo, se tu ti alleni con le stesse persone, stesso metodo, stesso preparatore e compagni, può subentrare una mancanza di stimoli. Può capitare che in questo contesto le rischieste dell'allenatore possono non essere garantite dal club. Ecco che allora diventa più facile pensare a cambiare solo l'allenatore e non generare una rivoluzione. Quando subentra un problema di stimoli e motivazioni o si cambia quasi tutto o solo il tecnico". 

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TIFOSI

Mihajlovic, scritta razzista dai tifosi della Roma: “Sporco serbo Roma ti schifa”

Un disappunto esternato nella forma peggiore quello degli ultras della Roma nei confronti diSinisa Mihajlovic, uno dei candidati al posto vacante sulla panchina della Roma. “Sporco serbo Roma ti schifa” è la frase razzista apparsa su un muro della Capitale firmato dal gruppo Fedayn. Un esempio di razzismo di cui il tecnico serbo è stato più volte vittima e che continua imperterrito. Il movente è essere il suo passato nella Lazio, club nel quale ha giocato per ben sei anni (dal 1998 al 2004) e a cui è sempre rimasto legato. Gesto di pessimo gusto e che va condannato. 

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CALCIOMERCATO

Tra flop, delusi e big pronti a spiccare il volo: sarà un’estate con la valigia in mano

Valigia in mano, ma non soltanto per le vacanze. In casa Lazio ci si prepara a un’estate piena di movimenti di mercato. Sono diversi i giocatori che sembrano giunti al termine dell’esperienza in biancoceleste. A cominciare da Wallace: il brasiliano è a Roma da tre anni e dopo un inizio discreto, è stato criticato per qualche errore di troppo (famoso uno in un derby perso due stagioni fa) al punto che in Lazio-Atalanta dello scorso 5 maggio, gara nella quale ha gravi colpe su tutti e 3 i gol dei bergamaschi, i tifosi hanno finito per fischiarlo a ogni tocco di palla. Da quel giorno Inzaghi non lo ha più schierato: ha estimatori in Brasile, potrebbe finire al Flamengo. Se ne occuperà Mendes, agente con il quale la Lazio deve affrontare anche il discorso relativo al futuro di Bruno Jordao e Pedro Neto.

LE USCITE

Nel corso dell’anno non ha mai convinto Riza Durmisi, che ha giocato appena due partite da titolare in campionato. La società cerca un rinforzo sulla fascia sinistra (serve un giocatore che permetta a Lulic di tirare il fiato più spesso), segno che non si punta più sull’ex Betis: la Lazio lo ha però pagato 7,5 milioni, l’idea è quindi quella di darlo in prestito (probabilmente in Danimarca) per ammortizzare il costo dell’operazione e cederlo fra un anno a una cifra più alta rispetto al suo valore attuale. Discorso simile sull’altra fascia: a destra la Lazio ha Romulo e Marusic e per Patric non c’è spazio. Il suo desiderio è quello di tornare in Spagna, ma è pronto a valutare proposte anche da altri paesi. C’è poi Guerrieri: a 23 anni è arrivato il momento di giocare. Nel 2015 venne premiato come miglior giocatore (anche fra quelli di movimento) della Final Eight del campionato Primavera. La società vuole valorizzarlo dopo che nelle ultime stagioni si è sacrificato come terzo portiere.

LE SORPRESE

Ci sono poi giocatori con i quali la Lazio potrebbe fare un po’ più di cassa. Da valutare il futuro di Milinkovic (piace alla Juventus) e Luis Alberto (su di lui il Siviglia), potrebbero partire anche Caicedo e Badelj. L’attaccante sudamericano in questa stagione è andato sorprendentemente bene: 8 i gol segnati, 7 nel girone di ritorno. Le sue reti, fra l’altro, sono sempre state pesanti (in 6 occasioni ha segnato il primo gol dell’incontro). Il rapporto con tifosi e compagni è ottimo, ma a 30 anni e con il contratto in scadenza nel 2020, vuole trovare una nuova soluzione per giocare con più continuità e sentirsi protagonista, anche perché la Lazio in attacco sta provando a chiudere per Wesley del Bruges. Su di lui c’è il Bologna. Diverso il discorso per Badelj: l’ex capitano della Fiorentina ha totalizzato 23 presenze in campionato, con una media inferiore ai 50 minuti a partita. Vuole giocare di più. Con la conferma di Inzaghi la sua cessione (lo vuole il Bordeaux) sarebbe quasi inevitabile. Incerto infine il futuro di Bastos: l’angolano in questa stagione ha fatto bene. Non ha giocato tantissimo (18 presenze in campionato, 28 in totale) ma è stato spesso schierato nelle partite più importanti: titolare nelle due semifinali di Coppa Italia con il Milan, nella finale con l’Atalanta e nelle gare con Roma, Inter, Juventus e Napoli in campionato. Per il momento partirà per la Coppa d’Africa. Solo in base alle offerte si capirà se dovrà portare con sé più di una valigia. Gazzetta.it