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STATISTICHE

Lazio, sterile ma solida: la doppia faccia della Lazio in trasferta. Con la Cremonese…

Verso Cremonese-Lazio, dati Opta:

  • La Cremonese ha vinto solo una delle ultime otto partite (2N, 5P) giocate contro la Lazio in Serie A: 2-1 il 24 marzo 1996, con una doppietta di Andrea Tentoni – dopo il vantaggio iniziale di Paolo Negro – e Luigi Simoni in panchina.
  • Dopo sei trasferte consecutive senza successi contro la Cremonese in Serie A (2N, 4P), la Lazio ha vinto l’ultima gara esterna giocata allo Zini nel massimo torneo, il 18 settembre 2022: 4-0, grazie a una doppietta di Ciro Immobile, seguita dai gol di Sergej Milinkovic-Savic e Pedro.
  • La Lazio è sia una delle due squadre che non hanno trovato il gol per più trasferte in questa Serie A (10, al pari della Cremonese), sia una delle due ad avere collezionato più clean sheet nelle gare esterne del torneo in corso: nove, come l’Inter, compreso l’ultimo guadagnato sul campo del Napoli.
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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Lazio, Agostinelli: “Rovella titolare nella finale non proponibile. Si partirà con il 70% di possibilità per l’Inter” (AUDIO)

ANDREA AGOSTINELLI in collegamento a ‘NMM’

“Non credo sia proponibile, dopo la stagione che ha vissuto, che Rovella possa giocare da titolare nella finale contro l’Inter. Penso che Sarri non ci stia pensando proprio. Alla fine la scelta sarà circostritta al ballottaggio Cataldi-Patric. Se il primo sta bene, la finale me la giocherei con lui. Parto dal presupposto che contro l’Inter devi anche giocarti la partita, puntare a segnare. Poi, chiaro, dipende anche dalle condizioni fisiche. In questo momento, se dovessi ipotizzare delle probabilità di vincita, direi che la squadra di Chivu ha il 70% di possibilità di far propria la coppa. Poi è una gara secca, tutto può accadere. La certezza è che partiranno con la stessa attenzione e fame della Lazio”.

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RASSEGNA STAMPA

Ossigeno Lazio: sponsor, crediti e finale stabilizzano i conti. Ma il mercato sarà ancora vincolato…

La Lazio prova a rimettere ordine nei conti e guarda ai prossimi mesi come a una possibile fase di alleggerimento. Dopo le difficoltà vissute tra giugno e dicembre 2025, il club biancoceleste attende una serie di entrate che potrebbero dare ossigeno alla gestione economica e, di riflesso, anche alla programmazione tecnica.

Il punto centrale riguarda una cifra complessiva vicina ai 40 milioni di euro, tra sponsor, crediti, premi e possibili incassi legati alla finale di Coppa Italia. Un flusso importante, soprattutto in un momento in cui la società ha dovuto muoversi con prudenza sul mercato e fare i conti con parametri finanziari stringenti.

L’obiettivo è arrivare all’estate con una situazione più stabile, anche se il quadro resta ancora delicato. La Lazio sa che il miglioramento dei conti non cancella automaticamente tutti i limiti operativi: serviranno equilibrio, scelte mirate e attenzione ai vincoli.

Una parte rilevante delle risorse attese riguarda i crediti maturati e gli accordi commerciali. Nei prossimi mesi dovrebbero entrare somme già previste, utili per sostenere il bilancio e ridurre la pressione dopo una fase complicata.

C’è poi il capitolo sponsor, con il club al lavoro per rafforzare le entrate commerciali. La Lazio punta a incrementare i ricavi strutturali, un passaggio fondamentale per non dipendere soltanto dalle plusvalenze o dai risultati sportivi.

Un peso importante può arrivare anche dalla Coppa Italia. La finale rappresenta non solo un traguardo sportivo, ma pure una possibilità economica concreta. Tra premi, incassi e visibilità, la competizione può contribuire a migliorare il quadro complessivo.

Il nodo mercato resta il vero rischio

La parte più delicata resta però il mercato. Anche con nuove entrate, la Lazio dovrà capire quali margini avrà davvero per intervenire sulla rosa. Il rischio è quello di ritrovarsi ancora dentro un’estate condizionata dai parametri economici, con la necessità di vendere prima di comprare o di muoversi soltanto su operazioni sostenibili.

La società attende la nuova valutazione dell’indice del costo del lavoro allargato e degli altri indicatori federali. Da quei numeri dipenderà una parte consistente della libertà di manovra. Se il quadro migliorerà, la Lazio potrà programmare con maggiore serenità. In caso contrario, il mercato resterà ancora bloccato da paletti molto rigidi.

La priorità sarà evitare un’altra sessione vissuta in emergenza. Per questo la società sta cercando di costruire una base finanziaria più solida, senza perdere di vista le esigenze tecniche della squadra. Corriere dello Sport

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CALCIOMERCATO RASSEGNA STAMPA

Lazio, Gila all’asta: il Real segue la vicenda. I rinnovi sono un’incognita

Gila, sempre lui. Milan pronto all’assalto, Inter in corsa, la Juve s’è informata, il Napoli non è fuori. Nuove voci dall’estero, dai top club di Premier e Francia. E il Real Madrid segue con attenzione. Di due giorni fa le parole del manager Camano riportate dal sito “vavel”: “Non ci preoccupa il futuro. Siamo contenti della crescita di Mario ed è contento alla Lazio. Avrà un futuro importante“. Il Real ha sempre il 50% della rivendita da incassare in caso di cessione in estate, se andrà via a zero perderà il bonus. Lotito proverà a tenere Mario per garantirselo un altro anno, non è detto che lo venda. Col saldo zero uscite ed entrate: non sarebbe facile rimpiazzare Gila e Romagnoli, se quest’ultimo confermasse la volontà di partire. 

I rinnovi di contratto 

Tutti e due sono in scadenza a giugno 2027. Con loro anche Provedel, Cataldi, Pellegrini, Lazzari, Patric, Gigot, Cancellieri. Tutte vicende da affrontare a fine stagione, quando si conoscerà il verdetto sul mercato. Anche la finale ha posticipato ogni discorso: dall’incontro con Sarri alla lista dei giocatori da confermare, rinnovare o cedere. In scadenza a giugno prossimo c’è Basic, mentre Pedro e Hysaj hanno il futuro segnato. Lo spagnolo ha annunciato l’addio nei mesi scorsi. Il terzino andrà via. Il croato è l’unico che ha ancora chance di firmare, si era arrivati ad un passo dall’accordo a fine dicembre. Poi lo stop. Basic è stato tormentato da problemi fisici, è tornato e ha segnato a Napoli. Suo l’assist a Pedro contro l’Udinese. S’è rilanciato per il rush finale e spera ancora nel sì della Lazio. La squadra 2026-2027 è un’incognita. In caso di vittoria della Coppa Italia andrebbe programmata in base all’impegno su quattro fronti: Supercoppa, campionato, Europa League e Coppa Italia. Corriere dello Sport

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SERIE A

Serie A, Simonelli: “Roma-Lazio non in contemporanea con finale tennis, ipotesi 12.30”

“Derby di Roma? Ovviamente cercheremo di farlo per evitare le sovrapposizioni con la finale degli Internazionali. Se andiamo per esclusione: giocarlo di sera non è possibile, il pomeriggio nemmeno perché c’è la finale del tennis, resta allora la domenica alle 12.30 e credo sarà quello l’orario che sceglieremo”. Lo ha detto il presidente della Lega Serie A, Ezio Simonelli, a margine della presentazione del progetto Road To Zero della Coppa Italia, parlando della possibile sovrapposizione di Roma-Lazio di campionato con la finale degli Internazionali. “Lo slittamento al giorno dopo di direi di no, il derby merita la domenica. C’è poi anche il tema della contemporaneità in quanto sarà la penultima giornata”, ha concluso.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE …’ – Cardone: “La Lazio non si può permettere di perdere Sarri, ma non sono ottimista sulla sua permanenza” (AUDIO)

GIULIO CARDONE in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“La Conference League non attecchisce a livello di fascino. La Coppa Italia ha più fascino, per ora. Questo non significa dover snobbare la prima. Ad ogni modo non è una competizione che per quest’anno può riguardare i biancocelesti.

La società Lazio non si può permettere di perdere Sarri; è una garanzia, soprattutto in un momento così difficile con la tifoseria. Lui è l’unica certezze, o quasi, che hai, insieme allo spogliatoio. Detto questo, non sono molto ottimista: credo sia molto difficile trattenerlo. Per un breve periodo la sua comunicazione è stata meno critica nei confronti della società, ultimamente è tornata quella di una volta. Con Sarri puoi sperare in una squadra più forte, senza di lui vai verso un ulteriore ridimensionamento”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, da Noslin a Maldini: arrivano segnali dall’attacco

La produzione offensiva aumenta esponenzialmente a gara in corso.

Dopo Noslin e Cancellieri, lunedì si sono sbloccati Pedro e Maldini. La Lazio, sottolinea Il Messaggero, viaggia verso tre primati negativi che farebbero la storia: quattordicesimo attacco di A, senza rappresentanti sui primi 50 gradini della classifica marcatori, al traguardo le reti del cannoniere più prolifico potrebbero contarsi sulle dita di una mano. Dopo le 14 del 2024/25, può spuntarla di nuovo lo spagnolo, in vetta (a quota 4) con Isaksen, Cancellieri, Noslin e Zaccagni ma con la miglior media realizzativa (un gol ogni 248′).

A cinque gare dal gong il casting è aperto; con l’Udinese, si legge, si è visto il sedicesimo tridente diverso dal I’. Il punto è che la produzione offensiva aumenta esponenzialmente a gara in corso. Ben 28 dei 42 sigilli stagionali arrivano nella ripresa, è la più alta percentuale in Italia (66%). Fragoroso il dato del 2026, quando in venti uscite la squadra ha siglato ventitré reti, solo quattro nei primi tempi (17%).

L’impatto dalla panchina di Pedro e Maldini, conclude il quotidiano, conferma quanto di recente palesato dagli ingressi di Noslin col Parma (gol), Cancellieri col Sassuolo (assist) e Dia con Atalanta (gol) e Bologna (assist): l’incidenza dei subentrati è elevata e il 13 maggio saranno decisivi in sedici. Ora le pedine da ritrovare sono anche le più schierate. Isaksen (21 dal 1) è reduce da un mese di apatia per la delusione con la Danimarca. Quando disponi-bile, Zaccagni è sempre partito dall’inizio (28 volte), ma il gol manca dal 4 dicembre. Dia non ha mai graffiato in tredici titolarità. Capitano e senegalese sono per Sarri due potenti amuleti: nelle trentasei sfide marchiate a fuoco dal 2023 la Lazio non ha conosciuto sconfitte. Averli al meglio per l’Inter può essere un asso nella manica.

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DICHIARAZIONI

Lazio-Inter, il doppio ex Inzaghi: “Non tiferò, vinca il migliore”

Simone Inzaghi, ex centravanti e allenatore della Lazio, nonché ex tecnico dell’Inter, ha rilasciato una lunga intervista sulle colonne della Gazzetta dello Sport, nel corso della quale ha parlato anche della finale di Coppa Italia, in programma mercoledì 13 maggio, proprio tra i biancocelesti e i nerazzurri:

”Per chi tiferò? Per nessuno. Mi siedo in poltrona e mi godo lo spettacolo. Sono due club che mi hanno dato tanto, quindi vinca il migliore. In una finale tutto può succedere, chissà». Cuore a metà, dunque, per l’attuale allenatore dell’Al-Hilal, che preferisce non schierarsi né dalla parte della Lazio né da quella dell’Inter. Scelta inevitabile per un tecnico, un uomo, che ha scritto pagine importanti della storia dei biancocelesti prima e dei nerazzurri poi.

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AVVERSARIO

Inter, finale con la Lazio lontana per Çalhanoğlu: la situazione

Secondo il CdS, si riducono le possibilità di vedere Hakan Çalhanoğlu sul prato dell’Olimpico per la finale di Coppa Italia contro la Lazio. L’infortunio al soleo del turco, infatti, non va sottovalutato. Non si tratta del suo primo stop stagionale per un guaio fisico di questo tipo e, per questa ragione, si ricorrerà alla massima cautela. Non è da escludersi, dunque, la possibilità di rivedere in campo il numero venti dell’Inter direttamente nel continente americano, dove parteciperà al Mondiale con la maglia della Turchia.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, Rovella tra Patric e Cataldi: ballottaggio finale con il terzo incomodo

Lo spagnolo, di partenza fuori ruolo, è diventato più di una semplice alternativa.

Un ballottaggio continuo che è la diretta conseguenza dell’ultimo periodo, come al solito vissuto in emergenza. Patric, di partenza fuori ruolo, è diventato più di una semplice alternativa. Sfida aperta con Cataldi, ora ai box per una sindrome influenzale e alle prese con fastidi muscolari che ne hanno condizionato l’utilizzo prima e dopo la semifinale di ritorno con l’Atalanta. Sul calendario la data cerchiata in rosso è quella del 13 maggio, Sarri deve studiare il piano per arrivare alla finale con l’Inter con la migliore formazione possibile a disposizione. Significa, evidenzia il Corriere dello Sport, almeno per il centrocampo, presentarsi al confronto con la doppia soluzione percorribile: lo spagnolo confermato come vertice basso, da sempre apprezzato dal Comandante, oppure restituire la titolarità a Cataldi, riferimento biancoceleste per tutta la stagione. Rovella, appena ritrovato dal lungo stop per la frattura scomposta della clavicola destra, rappresenta un’opzione in più, al momento solamente a partita in corso. Ha bisogno di ritrovare la forma smarrita, la sua annata è stata un calvario.

Il dubbio enorme per l’ultimo atto della Coppa Italia, conclude il quotidiano, è tra Patric e Cataldi, ieri ancora fermo a causa della febbre (con tosse annessa). Non gli ha permesso di entrare nella lista dei convocati anti-Udinese. Alla fine della sfida con i friulani è stato Sarri ad accendere il possibile allarme su Danilo. Sospetta pubalgia, non confermata da Formello.


Cataldi, a causa dell’indisponibilità dei compagni, in stagione non ha mai potuto rifiatare. Lunedì a Cremona, salvo sorprese, non verrà nemmeno convocato. Meglio non rischiare nulla, conclude il quotidiano, e comunque ogni riflessione verrà approfondita soltanto quando riuscirà a riaggregarsi alla rosa dall’influenza accusata lo scorso weekend. Patric, scelto dall’inizio in tre delle ultime quattro partite (compresa la trasferta di Bergamo), prova a sfruttare le chance arrivate all’improvviso.