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PAROLA ALL'OPINIONISTA

Lazio, per la difesa occhi anche su Chiarodia. In attacco idea Pablo Felipe

La retrocessione del West Ham può favorire la Lazio.

Tra i nodi da sciogliere, la cessione di Romagnoli all’Al-Sadd per far entrare un giovane sostituto. Coppola, riporta Il Messaggero, piace ma non c’è nessun affondo. Oltretutto serve più un centrale dal piede mancino: occhio, si legge, a Fabio Chiarodia e all’argentino Lautaro Rivero.

Per quanto riguarda l’attacco, Noslin tornerà a fare solo l’esterno o il trequartista in un eventuale 4-2-3-1. Per Gattuso non ha caratteristiche da prima punta ed è il motivo per il quale insiste per un altro centravanti da aggiungere a Dia e Ratkov. L’agente Mendes ha proposto il 22enne Pablo Felipe, fra i nomi della talent room già a gennaio, prima di finire in Premier per 25 milioni insieme a Castellanos. La retrocessione del West Ham può favorire la Lazio. A Firenze, conclude il quotidiano, parlano di un interesse per Roberto Piccoli, magari inserendo Cancellieri più un conguaglio. Già prima dello sbarco al Milan, Santiago Gimenez era un vecchio pallino di Lotito, ma sembra ancora un sogno. Servono nuove parate, ma anche tanti gol in più.

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Lazio, l’attacco preoccupa anche per il futuro: seconda volta in tre anni senza calciatori in doppia cifra

La Lazio, per la seconda volta nelle ultime tre stagioni, ha terminato la Serie A senza nemmeno un calciatore in grado di realizzare 10 reti.

I due capocannonieri della rosa, tra un inciampo e l’altro, si sono fermati esattamente a metà strada per la doppia cifra: 5 gol per Pedro e Isaksen, i due “bomber” biancocelesti nel campionato 2025-2026. La Lazio, riporta il Corriere dello Sport, per la seconda volta nelle ultime tre stagioni, ha terminato la Serie A senza nemmeno un calciatore in grado di realizzare 10 reti. Uno score totalmente in controtendenza rispetto a quanto successo nell’abbondante decade precedente: dal 2010-2011, infatti, la squadra aveva sempre avuto almeno un giocatore con 10 timbri in un singolo campionato. Nessuna interruzione per 13 anni di fila, ecco l’elenco di coloro che hanno contribuito alla striscia fino all’inizio della stagione 2023 2024: 7 volte Immobile, 3 Klose e Candreva, 2 Hernanes e Milinkovic, una a testa Parolo, Felipe Anderson, Keita, Luis Alberto e Zaccagni.ù


Fa ancora più effetto leggere i numeri della Serie A finita contro il Pisa. Ha faticato l’intero tridente e non ci sono stati centrocampisti in grado di contribuire in modo evidente. Sabato sera Pedro ha raggiunto Isaksen a quota 5. Noslin e Cancellieri ne hanno fatti 4, Zaccagni, Cataldi e Taylor 3 (l’olandese da gennaio in poi). Qualcosa di simile era già successo nel 2023-2024, la stagione caratterizzata dalle dimissioni a marzo di Sarri, sostituito in corsa da Tudor, poi dimissionario come il Comandante. Il conto si era chiuso con Immobile a 7 gol, Vecino e Zaccagni 6, Felipe Anderson e Luis Alberto a 5. Castellanos ne aveva siglati 4 da vice-Ciro, Isaksen 3 quand’era fisso alle spalle di “Felipetto”. Kamada, Guendouzi e Patric (tutti a 2) erano stati gli altri a farne più di uno.


Quest’anno, conclude il quotidiano, il bottino è peggiorato drasticamente. Castellanos è stato ceduto al West Ham a metà stagione. Ratkov, pagato 13 milioni dal Salisburgo, non ha mai trovato la via del campo, nemmeno con il Pisa. L’esperimento di Maldini falso nove non ha funzionato come evidenziato dal cambio di rotta di Sarri. Noslin ha dato qualche segnale, troppo poco pure da parte sua. Dia non si è mai acceso. Negli ultimi tre anni le uniche eccezioni sono stati Pedro e il Taty con Baroni in panchina: 10 gol per entrambi. Un dato quasi toccato anche da Dia (9 da trequartista) e Zaccagni (8). I due non si sono minimamente ripetuti nella Serie A appena conclusa. Adesso, a giochi fatti, resta lo sconforto dei paragoni con il passato insieme alla preoccupazione per il futuro.

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Lazio, attacco da rifondare. I dati non mentono: a secco in 17 gare di campionato

Noslin e Isaksen, con soli 5 timbri, sono i “capocannonieri”.

Ruotano gli interpreti, non cambiano i risultati: tridente impotente, il derby è stata l’ennesima dimostrazione. Cancellieri, Dia e Noslin, zero reti e tante gestioni rivedibili delle situazioni offensive. Due pedine su tre diverse rispetto alla finale di Coppa Italia: con l’Inter erano stati scelti Isaksen e Zaccagni ai lati dell’olandese, in quel caso schierato da centravanti e non da esterno. Maldini e Pedro i subentrati in corsa nelle ultime due sfide, Ratkov quello nemmeno preso in considerazione. Ci vorrà, sottolinea il Corriere dello Sport, una rivoluzione estiva per rialzare il livello dell’attacco biancoceleste, con o senza Comandante in panchina. Nessuno punge, nessuno convince.

E la Lazio con ieri, conclude il quotidiano, è salita a 17 match di campionato a secco: in Serie A non gli succedeva addirittura dal 1988-1989 (17 pure quell’anno). I dati non mentono. Noslin e Isaksen, con soli 5 timbri, sono i “capocannonieri” di una rosa che finora ha disputato 42 partite complessive (diventeranno 43 con l’ultima gara con il Pisa). Cancellieri, Zaccagni (ora ai box per una distrazione muscolare) e Pedro inseguono a 4. Lo spagnolo – quasi 39 anni e ormai ai saluti – è quello che ha la media gol-minuti migliore (una rete ogni 248′).

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Lazio, Noslin trascinatore inatteso dell’attacco: vuole la prima finale

Olandese sempre in campo nelle partite più delicate.

Cercava spazio, non trovava nemmeno un ruolo fisso. La storia è cambiata da un mese a questa parte, insieme a lei anche le gerarchie offensive: prestazione super a Napoli, poi la conferma nella semifinale di ritorno con l’Atalanta. Noslin ha sorpassato la versione da falso nove di Maldini e la candidatura di Dia, eppure spesso era stato utilizzato sulla fascia come vice-Zaccagni. Sempre in campo, evidenzia il Corriere dello Sport, nelle partite più delicate, quelle che permettono oggi alla Lazio di capovolgere le sorti di una stagione tribolata fin dal principio.

L’olandese aveva guidato il tridente a Bergamo, nel match di ritorno chiuso ai rigori era rimasto in campo per 120 minuti nonostante le fatiche della gara precedente al Maradona. Non ha segnato, ma è stato comunque determinante. Il gol decisivo, al contrario, lo aveva messo a referto nei quarti disputati al Dall’Ara: 1-1 a inizio ripresa su assist di Dele-Bashiru, appena dopo l’ingresso al posto di Pedro (uscito per infortunio pochi minuti prima dell’intervallo). Di Noslin, in Coppa Italia, rimane indelebile soprattutto la prova con il Napoli dello scorso anno: tripletta a Conte e passaggio del turno centrato all’Olimpico. In totale, si legge, ha realizzato 4 reti in 6 presenze nella competizione. Curriculum alla mano, sarà la partita più importante della sua carriera. Non ha mai giocato un confronto di questo livello, che mette in palio un trofeo.

C’è un precedente, conclude il quotidiano, che sorride a Noslin: contro l’Inter riuscì a timbrare il cartellino nell’ultima giornata della Serie A 2023-2024. Finì 2-2 a Verona, segnò il provvisorio 1-1 incrociando con il sinistro su assist di Suslov. La partita risale al 26 maggio 2024, una data dolce per i tifosi, sempre a proposito di Coppa. Ripetendosi domani, realizzerebbe un sogno inimmaginabile fino a qualche anno fa, quando non giocava nemmeno nei professionisti. Adesso è il capocannoniere della rosa insieme a Isaksen (5 reti, ma con un minutaggio inferiore rispetto al danese, 1180 contro 1860) e l’attaccante pronosticato dall’inizio per l’all-in biancoceleste di domani sera. Non potrebbe scordare mai un gol nella prima finale in carriera.

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Lazio, per l’attacco piace Bayo ma c’è da sfoltire il reparto avanzato

Davanti c’è abbondanza a livello numerico.

È stato accostato Mohamed Bayo, attaccante di proprietà del Lilla, ora in prestito al Gaziantep. Come riporta il Corriere dello Sport, il club turco potrebbe riscattarlo in estate per 4 milioni di euro per poi rivenderlo subito a una cifra più alta. Sui classe 1998, oltre alla Lazio, ci sarebbero anche Stoccarda, Friburgo, Celta Vigo, Fenerbahce e Besiktas. In questa stagione ha collezionato 30 partite (2.304 minuti complessivi) realizzando 14 gol. Al conto vanno aggiunti 3 assist, la media importante ha acceso l’interesse di tante squadre.

A Formello, Bayo a parte, viene monitorato il mercato ma, si legge, vanno risolte prima le situazioni interne. C’è abbondanza a livello numerico. Dia dovrà essere riscattato dalla Salernitana dopo due anni di prestito (11,3 milioni di euro), Maldini sarà acquistato a titolo definitivo in caso di trionfo in Coppa Italia (per la qualificazione alle prossime competizioni europee). Per Ratkov sono stati spesi 14 milioni nella sessione di gennaio. Le mosse dipenderanno anche dalla permanenza di Sarri e se saranno seguite le sue indicazioni.

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Lazio, da Noslin a Maldini: arrivano segnali dall’attacco

La produzione offensiva aumenta esponenzialmente a gara in corso.

Dopo Noslin e Cancellieri, lunedì si sono sbloccati Pedro e Maldini. La Lazio, sottolinea Il Messaggero, viaggia verso tre primati negativi che farebbero la storia: quattordicesimo attacco di A, senza rappresentanti sui primi 50 gradini della classifica marcatori, al traguardo le reti del cannoniere più prolifico potrebbero contarsi sulle dita di una mano. Dopo le 14 del 2024/25, può spuntarla di nuovo lo spagnolo, in vetta (a quota 4) con Isaksen, Cancellieri, Noslin e Zaccagni ma con la miglior media realizzativa (un gol ogni 248′).

A cinque gare dal gong il casting è aperto; con l’Udinese, si legge, si è visto il sedicesimo tridente diverso dal I’. Il punto è che la produzione offensiva aumenta esponenzialmente a gara in corso. Ben 28 dei 42 sigilli stagionali arrivano nella ripresa, è la più alta percentuale in Italia (66%). Fragoroso il dato del 2026, quando in venti uscite la squadra ha siglato ventitré reti, solo quattro nei primi tempi (17%).

L’impatto dalla panchina di Pedro e Maldini, conclude il quotidiano, conferma quanto di recente palesato dagli ingressi di Noslin col Parma (gol), Cancellieri col Sassuolo (assist) e Dia con Atalanta (gol) e Bologna (assist): l’incidenza dei subentrati è elevata e il 13 maggio saranno decisivi in sedici. Ora le pedine da ritrovare sono anche le più schierate. Isaksen (21 dal 1) è reduce da un mese di apatia per la delusione con la Danimarca. Quando disponi-bile, Zaccagni è sempre partito dall’inizio (28 volte), ma il gol manca dal 4 dicembre. Dia non ha mai graffiato in tredici titolarità. Capitano e senegalese sono per Sarri due potenti amuleti: nelle trentasei sfide marchiate a fuoco dal 2023 la Lazio non ha conosciuto sconfitte. Averli al meglio per l’Inter può essere un asso nella manica.

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Lazio, apatia e sterilità in attacco: è la squadra con più pareggi insieme al Pisa

Cercasi soluzioni offensive. Bene la difesa, ma davanti la Lazio fatica a essere pericolosa.

L’erede di Immobile non è ancora stato trovato. E i risultati biancocelesti sembrano strettamente legati alla vulnerabilità dell’attacco. Le mancate soluzioni in avanti rendono infatti la Lazio la squadra che, riporta Il Messaggero, insieme al Pisa, pareggia di più in Italia (13 volte tra Serie A e Coppa Italia) e la terza nei top cinque tornei d’Europa (14, il Leeds, 16 il Bournemouth). La via crucis per trovare la via del gol contro il Parma non è affatto un caso isolato. La deviazione di Circati sullo spunto di Noslin è stata la sorpresa nell’uovo, un pari più trovato che costruito.

Purtroppo la sosta per le Nazionali ha spezzato quel momento di entusiasmo e autostima costruito con le tre vittorie consecutive (Sassuolo, Milan e Bologna) e ha riportato in campo la versione più apatica della Lazio e la sterilità dell’attacco. In questo contesto è fisiologico che nella testa dei giocatori resti un solo grande appuntamento: la semifinale di ritorno con l’Atalanta del 22 aprile a Bergamo. Ma servono sempre i gol per riaccendere una piccola luce sul futuro.

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APPROFONDIMENTI

Lazio, carestia di gol: Noslin aggancia Zac ed Isaksen, ma il mercato ha fatto flop

Appena 32 gol realizzati in 31 giornate, numeri con cui la Lazio condivide il sesto peggior attacco della Serie A con il Cagliari. Solo il Parma e le ultime quattro della classifica hanno fatto peggio dei biancocelesti, che però in un dato risultano addirittura essere la seconda peggior squadra del campionato. I quattro gol di Isaksen lo rendono il secondo miglior marcatore meno prolifico della Serie A, dietro solo ai tre del trio Banda, Ramadani e Stulic del Lecce. Nessuno segna, ieri lo ha fatto Tifjani Noslin che con il quarto gol stagionale (tre in A più la rete in Coppa Italia a Bologna) ha agganciato il danese e Zaccagni. E sotto il profilo dei gol il mercato di gennaio non ha aiutato il reparto offensivo. Maldini è a un gol in 721 minuti di gioco in tutte le competizioni, Ratkov ancora deve trovare la prima rete in biancoceleste. L’unica nota lieta è Taylor, già a un passo dal diventare il miglior marcatore stagionali visti tre gol realizzati nelle dodici partite giocate in Serie A.

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CALCIOMERCATO RASSEGNA STAMPA

Lazio, attacco in cerca di futuro: Ratkov prova a salire, Maldini e Noslin in bilico. Piace Tresoldi

La Lazio osserva il presente e programma il futuro del reparto offensivo. Tra i temi che emergono c’è quello legato a Petar Ratkov, attaccante che prova a ritagliarsi spazio e a convincere Maurizio Sarri in vista delle prossime scelte. Il centravanti serbo resta una delle scommesse su cui il club aveva puntato con decisione, ma finora il suo inserimento non ha ancora prodotto il salto definitivo. Ecco perché il finale di stagione e le prossime occasioni diventano decisive per capire quanto potrà incidere nel progetto biancoceleste.

Il suo percorso resta strettamente intrecciato anche agli altri movimenti del reparto avanzato. Le valutazioni su Maldini e Noslin possono infatti incidere sulle strategie future, mentre dall’estero continuano a emergere profili seguiti con attenzione. L’idea della società è quella di non farsi trovare impreparata: prima capire chi può offrire garanzie immediate, poi eventualmente intervenire sul mercato con un innesto in grado di alzare il livello delle alternative.

Ratkov ha bisogno di minuti, continuità e segnali concreti per ribaltare le gerarchie. Il centravanti vuole sfruttare ogni opportunità disponibile per dimostrare di poter essere una risorsa vera all’interno del sistema offensivo della Lazio. In questa fase, più che le etichette, conterà la capacità di incidere quando verrà chiamato in causa, in allenamento e in partita.

Le riflessioni di Sarri riguardano l’intero reparto avanzato. Il tecnico valuta equilibrio, affidabilità e caratteristiche dei suoi uomini in vista di una stagione che richiede risposte immediate. In questo scenario, anche le posizioni di Maldini e Noslin restano sotto osservazione: le scelte future passeranno dal rendimento complessivo del gruppo e dalla capacità dei singoli di offrire soluzioni credibili.

Accanto alle valutazioni interne, si muove anche il mercato. Tra i profili seguiti compare quello di Tresoldi, attaccante osservato dalla Lazio ma considerato un investimento oneroso. Il club continua a monitorare piste internazionali, consapevole che l’eventuale rinforzo dovrà rispondere a esigenze tecniche precise e avere margini di crescita importanti.

La situazione dell’attacco biancoceleste racconta un club impegnato su due binari: da una parte la necessità di ottenere risposte immediate da chi è già in rosa, dall’altra il lavoro di programmazione per non arrivare impreparati alle prossime finestre di mercato. Ratkov è al centro di questo crocevia: convincere Sarri significherebbe cambiare prospettiva personale e incidere anche sulle strategie future della società. Il Corriere dello Sport.

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Lazio, Sarri vuole valorizzare tutti: due tridenti per il doppio attacco al finale di stagione

A Bologna Sarri ha stravolto l’attacco durante la sfida. E tornerà a ruotare i suoi attaccanti.

Sarri al Dall’Ara è partito con un terzetto e ha concluso la sfida con interpreti completamente diversi. Isaksen, Maldini e Pedro dall’inizio. Cancellieri, Dia e Noslin sganciati nella ripresa. Le sostituzioni hanno portato forze fresche e fatto la differenza nella fase conclusiva della partita. È aumentata la stanchezza del Bologna ed è cresciuta la vivacità offensiva biancoceleste. Le rotazioni, sottolinea il Corriere dello Sport, hanno reso la Lazio più incisiva negli ultimi 30 metri. Dia è stato protagonista indiretto dei go segnati da Taylor.


La Lazio, si legge, ha faticato in trasferta per tutta la stagione, in campionato aveva siglato 8 reti in 14 gare fuori casa, ne ha realizzate 2 centrando così il sorpasso sullo stesso Bologna. Fondamentali gli ingressi dalla panchina. Sei attaccanti utilizzati in novanta minuti. Ratkov l’unico a rimanere tra le riserve per l’intero confronto. Zaccagni, l’ottavo del reparto, è fuori per una grave lesione muscolare.

Nell’attuale Serie A, conclude il quotidiano, Isaksen è il capocannoniere della rosa con soli 4 gol, l’ultimo arrivato nel big match con il Milan. Anche lui era a secco da un mese e mezzo. Maldini ne ha fatto uno in 9 presenze, deve trasformarsi in un bomber più efficace per quanto fuori posizione naturale, Sarri l’ha ribadito più volte in conferenza. Pedro è il campione da sfruttare e gestire allo stesso tempo (a Bologna non era al top della condizione). Il rendimento di Dia era stato insufficiente fino alla partenza per la Coppa d’Africa, il 4 marzo ha sbloccato la semifinale di Coppa Italia con l’Atalanta, in campionato comunque è ancora fermo al timbro rifilato al Verona alla seconda giornata. Noslin è la pedina per più posizioni (2 reti totali contro Lecce e Parma), Cancellieri l’esterno da rigenerare dopo il lungo periodo appannato che ha seguito il breve exploit del girone d’andata contro Genoa e Torino. Sarri proverà a valorizzare tutti: due tridenti per il doppio attacco al finale di stagione.