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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Giordano: “Se la Lazio crede di aver risolto tutto con Napoli e derby… Zaccagni-Italia? E’ il miglior esterno italiano, ma…” (AUDIO)

BRUNO GIORDANO in collegamento a ‘NMM’

“La debolezza della Lazio emerge quando si sente troppo bella, capire che la cosa più importante è dare continuità. Un giocatore di livello fa questo, tenere sempre in mente l’obiettivo e non la singola partita. Se la Lazio crede di aver risolto tutto con la vittoria di Napoli e nel derby non arriverà lontano, viceversa il discorso si fa interessante. Queste due settimane di sosta potrebbero anche portare ad un rilassamento, dovrà essere bravo Sarri, a partire da lunedì prossimo quando torneranno i nazionali, a stimolare nel modo giusto la squadra. Saranno giorni importanti per recuperare totalmente Immobile, soprattutto per fare in modo che possa anche ritrovare condizione e tenuta. In attacco – continua Giordano – , Sarri ha quattro titolari di uno spessore incredibile. Poter contare su di loro per le ultime undici gare rimanenti sarebbe davvero fondamentale. Senza Immobile, la Lazio ha compensato giocando da squadra. Con Ciro ti puoi anche permettere di giocare una gara sottotono sperando che lui ti risolva i problemi. La bravura del tecnico e della squadra è stata quella di fare gruppo, di dimostrarsi collettivo. Zaccagni-Nazionale? Stona il fatto che non sia in azzurro, in questo momento con Berardi è il miglior esterno offensivo italiano, calcolando anche il fatto che Insigne e Bernardeschi sono fuori. Credo che sia stato un problema disciplinare, se fosse davvero così sarei d’accordo con il CT, la nazionale non va mai snobbata. Stasera con l’Inghilterra dovrebbe giocare Pellegrini a sinistra, Mancini crede anche in questa situazione che a volte ha dato buoni frutti”

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APPROFONDIMENTI

Lazio, c’è un attacco da aiutare: Gonzalez sale in prima squadra?

Oltre all’assenza prolungata di Ciro Immobile, che grava sul rendimento dell’attacco della Lazio, adesso anche i compagni di reparto cominciano a soffrire: nelle ultime 10 partite stagionali – sottolinea infatti il Corriere della Sera – ed. Roma – Felipe Anderson non ha mai fatto centro, stessa cosa vale per Zaccagni e Milinkovic-Savic. La squadra a Bologna è apparsa affaticata, e, di conseguenza, poco ispirata, specie nel secondo tempo. Questo probabilmente anche perché la Lazio è il club che, nei maggiori 5 campionati d’Europa (98 società in totale) ha utilizzato meno giocatori (21, di cui due portieri).

L’ora di Gonzalez? Non solo, nelle prime 21 di campionato Sarri ha sfruttato solo 104 cambi su 130 (escluso quello per inserire Provedel alla prima giornata). I calciatori vengono spremuti – si legge – motivo per il quale la società vorrebbe che Cancellieri e Romero vengano utilizzati di più. Sarri ha però detto di non ritenerli adeguati alle ambizioni della Lazio. In tal senso potrebbe tornare utile il 20enne l’attaccante paraguaiano Diego Gonzalez, arrivato a gennaio e che due giorni fa ha realizzato il primo gol con la Primavera. Il ragazzo si è allenato per la prima volta con la squadra.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, solo il 9% dei gol è dei nuovi acquisti. Ed i numeri evidenziano l’assenza di un vice-Ciro

Dal Corriere della Sera, l’analisi sull’impatto dei nuovi acquisti della Lazio

Impatto leggero. Troppo leggero. Gli acquisti della Lazio in questo campionato stanno incidendo poco. Vero che i biancocelesti in estate nel reparto offensivo hanno preso solo Cancellieri, ma lo è anche che, in assenza di Immobile (che nella Serie A in corso ha saltato quasi il 40% del minutaggio totalizzabile), si fatica a segnare. Un’alternativa in più, in attacco, probabilmente andava presa in estate o almeno a gennaio, come chiesto da Sarri. Rispetto all’anno scorso la Lazio è migliorata per quel che riguarda i punti fatti (+6), le reti subite (da 39 a 19) e la posizione in classifica (da sesta a terza), ma è peggiorata in fase offensiva (-11 reti all’attivo).

Manca un’alternativa a Immobile e i nuovi acquisti non riescono a incidere

Fra gli acquisti della Lazio c’è Vecino che ha segnato due gol in campionato (hanno fruttato 4 punti), Casale uno utile per il pareggio con la Fiorentina (+1 in classifica). Per il resto solo Romagnoli con lo Spezia (senza portare in doti punti). Sono quindi appena 4 gol sui 41 della squadra (il 9% del totale). Sta indiscutibilmente incidendo tantissimo la difesa (quindi Provedel, Romagnoli e Casale), ma i numeri evidenziano che era il caso di strutturarsi meglio in attacco. La Roma ha segnato 10 gol (su 32) in campionato con i nuovi acquisti (Solbakken compreso): è il 31%, conquistando 13 punti. Domani, col Bologna (si gioca al Dall’Ara alle 20.45, diretta Tv su Dazn), la Lazio dovrà nuovamente essere brava a difendere. Le tante assenze di Immobile possono infatti spiegare le difficoltà dei biancocelesti a recuperare una volta sotto (in tutto il campionato è successo solo alla prima giornata, proprio col Bologna).

Si affronteranno la squadra di Sarri, che è quella che più di chiunque altro ha segnato l’1-0 in questo campionato (è successo in 20 occasioni, in 13 ha poi ottenuto la vittoria), e quella di Thiago Motta, che in 4 circostanze ha vinto dopo aver subito la prima rete della gara (nessuno ha fatto meglio). Tocca alla difesa evidenziare ancora l’impatto degli acquisti laziali sul campionato. Per difendersi pure dalle critiche.

Corriere della Sera

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CALCIOMERCATO

Lazio, il tridente leggero va: ma ora serve l’attaccante

Di nuovo Felipe Anderson, di nuovo una vittoria della Lazio dei ‘leggerissimi’, ovvero del tridente senza Ciro Immobile, che ne avrà per altre due settimane: domenica scorsa con il Sassuolo ha riportato una lesione di primo grado al flessore della coscia destra. La gara di ieri vinta 1-0 contro il Bologna di Coppa Italia, che vale per il 12esimo anno consecutivo la qualificazione ai quarti di finale, certifica come la soluzione del brasiliano (autore del gol decisivo ieri) ‘falso nueve’ sia positiva, funzionale e giusta, soprattutto se le altre due ali al suo fianco, Zaccagni e Pedro, volano sulle fasce come ieri.

Certo è che Immobile rimane un’altra storia. Lo dicono i suoi numeri, lo raccontano i 4 premi di capocannoniere di Serie A vinti (unico italiano a riuscirci). E alla lunga, considerando l’inedita fragilità muscolare di Ciro, la mancanza di un’altra alternativa in attacco (oltre ai giovani Romero e Cancellieri) può essere un limite troppo grande per una squadra impegnata su tre competizioni che vuole ambire alla Champions. Ecco infatti che ieri, dopo la partita, Lotito ha incontrato Sarri e Tare per un vertice di mercato. La strategia iniziale, di puntare su un terzino sinistro, cambierà proprio per la nuova priorità rappresentata da un altro attaccante: Bonazzoli e Sanabria sono i due profili più caldi. Un acquisto necessario per alimentare le speranze nella corsa al quarto posto. Tuttomercatoweb.com

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RASSEGNA STAMPA

Difesa stabilizzata, ora Sarri deve ritrovare il suo attacco

Può capitare che per sistemare il lato debole si possa perdere di vista quello forte? Sembra essere proprio questa la situazione in casa Lazio. Se pronti via la difesa nonostante il ko contro il Napoli ha dato segnali positivi e giunti alla quinta giornata ha subito due gol in meno rispetto alla scorsa stagione (5 anziché 7), non si può dire lo stesso della fase offensiva. Rispetto al 2021/22 il conto dei palloni finiti nella porta avversaria è magro: 7 a 12. Il secondo miglior attacco della passata stagione con 77 centri, al momento viaggia praticamente alla metà della velocità. Si fa un errore però se si pensa che Sarri e il suo staff si siano soffermati troppo sulla tattica difensiva.

Fin dal ritiro di Auronzo di Cadore i due reparti si sono alternati nelle varie sedute, a dimostrazione che il focus sull’attacco è sempre rimasto vivo. Eppure i numeri non lo confermano. Che la manovra biancoceleste abbia subito una brusca frenata lo dimostrano anche i tiri effettuati: solo 48 (9,6 a partita), il dato peggiore tra le cosiddette “sette sorelle”. Un’anomalia per una squadra abituata a una media di due gol a gara. Il Napoli appena affrontato, doppia i biancocelesti con 98 conclusioni, 19 di que- ste scagliate verso Provedel all’Olimpico.

Sarri si è accorto dei passi indietro e anche per questo motivo negli ultimi due confronti con Samp e partenopei ha scelto la qualità di Luis Alberto anziché la sostanza di Vecino a centrocampo. È questo il grande dilemma di inizio stagione, ma le due occasioni per lo spagnolo non hanno portato i frutti sperati visto il solo punto e un gol segnato. Nonostante la possibilità di affidarsi all’estro del numero 10, la Lazio è rimasta comunque fedele all’atteggiamento più guardingo di questo inizio 2022/23 e se c’è solo da difendere il Mago va in difficoltà, chiedere ad Anguissa e Lozano per conferma. A influire sul suo utilizzo alterno c’è anche un cambiamento di fondo nello stile di gioco: Sarri non predilige più il possesso palla. Con 26’ e 3’’ solo l’Atalanta con 23’ e 35’’ fa peggio della Lazio, ma la Dea a differenza del club capitolino ha sempre fatto della profondità e dell’attacco allo spazio i suoi punti di forza.

L’evoluzione dei biancocelesti passa invece dalle caratteristiche di Immobile, meno portato al fraseggio, ma mortifero in velocità. Troppo importante Ciro per gli equilibri della squadra e per questo i soli due gol segnati finora pesano tanto (lo scorso anno era già a 6). A discolpa del capitano biancoceleste però va detto che l’impegno c’è sempre e a mancare sono i rifornimenti: o arriva palla dall’amico Milinkovic (già due assist per il numero 17), oppure sono dolori. Resta comunque lui il bomber principale, con Felipe Anderson, Zaccagni, Luis Alberto e Pedro tutti con un gol segnato. Il Messaggero

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Attacco Lazio: le certezze Ciro e Pedro, la speranza Cancellieri e la crescita di Romero

Vola questa Lazio. Rimette le ali e risale ad alta quota del gol (sinora 26 in tutto) sulle Tre Cime di Lavaredo. Immobile segna, ma deve ancora tornare al meglio, nonostante un altro splendido centro di tacco nell’ultimo allenamento mattutino. Invece Felipe Anderson (ieri cena libera alla Rotonda coi nuovi Maximiano e Marcos Antonio) e Pedro sono già al top, i capocannonieri di questa prima fase del ritiro, aspettando la terza uscita contro la Triestina di domani pomeriggio alle 18, sotto lo sguardo di Lotito. Il brasiliano, fresco neosposino, si era scatenato con un poker nella prima amichevole (21-0) contro l’Auronzo. Giovedì è rimasto a secco, ma ha scartavetrato la fascia destra e sfornato – insieme a Lazzari – un cross dietro l’altro. Falso nove o esterno, ormai sa far tutto. Funambolo, ora è pure cattivo e smaliziato. Pedro invece è il solito, un trottolino indemoniato: due reti al debutto, altrettante contro il Dekani, di testa e dal dischetto. A 34 anni ha fatto un patto col diavolo, questo terribile “vecchietto”: rimane un esempio per tutto il gruppo e un beniamino per i tifosi, che lo acclamano sugli spalti dello Zandegiacomo.


LA CRESCITA DI UN TALENTO


Eccoli, in teoria, i titolari del 4-3-3 della prima gara ufficiale contro il Bologna, esordio di campionato all’Olimpico del prossimo 14 agosto. Zaccagni però non si è affatto arreso, anche se Sarri pretende da lui più incisività e meno fumo. Non può bastargli certo qualche dribbling o un rigore conquistato (e trasformato) a regalargli il posto. Invoca spazio, la pulce atomica Luka Romero. Caschetto castano e sguardo vispo, il 17enne argentino sta rubando a tutti l’occhio per i numeri che mostra sul terreno: guizzi, serpentine, tiri all’incrocio. A dispetto di quel fisico così mingherlino, Romero è intelligente, sgusciante ed esplosivo. Stavolta Sarri non potrà tenerlo fermo in panchina così tanto. Il suo talento va sfruttato, senza bruciarlo.


IL CENTRAVANTI PROMESSO


Gioventù in rampa di lancio. Sarri è sicuro che non si scotterà nemmeno il 20enne Cancellieri nel nuovo vestito. A Verona stava maturando da esterno, adesso fa le prove da vice-Immobile in attacco. Nel primo test la doppietta, due pali in rovesciata, un autentico spettacolo. Eppure c’è già chi storce il naso perché, non appena si è alzato il livello col Dakani, Matteo si è bloccato. In realtà, Sarri non è affatto preoccupato perché l’ex Verona si muove bene, può essere da centravanti il suo futuro. Certo, lo testimonia la carta privata siglata con Lotito, il tecnico avrebbe voluto un’altra pedina più esperta al centro dell’attacco (Mertens o Caputo), ma le grandi spese sostenute lo inducono ad accontentarsi del mercato già compiuto a metà luglio. Allora bisogna sempre augurare lunga vita a Immobile, che ha scongiurato l’intervento al malleolo e ieri sera ha cenato con mamma Michela e papà Antonio. Ciro crede in Cancellieri come suo alter ego, ma Matteo andrà aspettato, ci vorrà tempo: intanto paga il pranzo a tutto il gruppo, che ieri si è riunito con i fisioterapisti (senza Sarri e lo staff tecnico) all’agriturismo Malga Maraia ad Auronzo. La cena ufficiale è stata rimandata a domani sera, sia perché giovedì è cambiato il programma degli allenamenti all’ultimo, sia per aspettare Lotito. Il presidente farà un punto con Sarri, che vuole capire quale sarà la dead line sulle cessioni di Milinkovic e Luis Alberto. La Lazio ha rimesso le ali, sta costruendo un sogno Champions, non si può precipitare nell’incubo ad agosto. Il Messaggero

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STATISTICHE

Milan difesa di ferro inseguendo il 1994. Nel ritorno solo i rossoneri con più clean sheet della Lazio

Verso Lazio-Milan, si sfidano in questa partita due delle quattro squadre che hanno ottenuto più clean sheet nel girone di ritorno di questo campionato: nove il Milan, sei la Lazio (come Roma e Genoa).

Il Milan ha collezionato sei clean sheet consecutivi in Serie A e non arriva almeno a sette dal febbraio 1994 (nove partite di fila senza prendere gol in quel caso): i rossoneri nel 2022 hanno incassato solo sette reti in campionato (in 14 incontri), solo il Liverpool (sei reti incassate in 12 gare) vanta una media gol subiti così bassa (0.5 a match) da inizio anno nei maggiori cinque tornei europei.

La Lazio vanta il migliore attacco del campionato nell’ultima mezz’ora di gioco (25 gol segnati dal 61’ in avanti), parziale in cui il Milan ha subito quattro degli ultimi sei gol in Serie A (tra cui l’ultimo in trasferta, quello di Djuric a febbraio in Salernitana-Milan).

Dati Opta

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Lazio, giostra del gol di matrice sarriana

Massimo due tocchi, attacco della profondità e gol a grappoli: benvenuti sulla giostra della LazioSarri sarà anche il maestro della difesa negli allenamenti tattici a Formello, ma non va dimenticato che il fiore all’occhiello dei suoi schemi resta l’attacco. Per chi avesse dubbi basta controllare sull’enciclopedia: «Sarrismo: la concezione del gioco del calcio propugnata dall’allenatore Maurizio Sarri, fondata sulla velocità e la propensione offensiva». Più chiaro di così. Per lunghi tratti della stagione ci si è soffermati sui problemi difensivi come se la capacità di trovare la via del gol fosse semplice prassi. Giunti alla 32esima giornata di Serie A è però necessario sottolineare che i numeri offensivi della Lazio corrispondono a molto di più dell’attuale sesto posto in classifica. L’estate scorsa Lotito convinse Sarri promettendogli di poter imporre con libertà le proprie idee senza condizionamenti come accaduto in passato. Una situazione, questa, in cui il tecnico solitamente si esalta e col passare delle settimane i risultati lo stanno confermando. L’esempio più fresco è la sfida di Marassi. In nove partite il Genoa di Blessin aveva subito solamente 3 gol mentre con la Lazio ne ha incassati 4 in un colpo solo. Protagonista il solito Immobile con la seconda tripletta stagionale, capitano della giostra del gol biancoceleste: «Ci stiamo divertendo e stiamo facendo divertire la gente». Con 64 centri il club capitolino è inferiore solo all’Inter dell’ex Inzaghi a quota 65 (ma con una gara in meno). Nelle 32 disputate dalla Lazio il dato non lascia dubbi: 2 gol a partita.

PALLA A NOI – Una propensione offensiva su di giri che nasce da un altro pilastro della filosofia sarriana: possedere il pallino del gioco. Sbirciando tra le statistiche della Serie A emerge che la squadra con il possesso palla medio più alto è proprio la Lazio29 minuti e 57 secondi. Meglio anche delle prime quattro della classe (quella che si avvicina di più è il Napoli con 29’ e 30’’). Pollice in su perciò per il secondo mantra di Sarri assicurato dall’efficienza sotto porta, decisiva per concretizzare gli sforzi dell’intera manovra. Immobile e compagni hanno tirato 362 volte in totale, 156 delle quali tra i pali avversari. Considerati i 64 gol segnati significa che la Lazio fa centro ogni 2,4 tiri materializzando quindi il 41% delle occasioni. Anche qui la squadra di Sarri non ha eguali al momento in Serie A, ma stavolta il tecnico si chiama fuori visto elogiando le qualità dei calciatori stessi: «Quando i giocatori fanno certe cose il merito è loro, non mio». È anche grazie a lui però se Immobile è alla ricerca costante di record e capocannoniere con 24 golMilinkovic si ritrova ad un passo dalla seconda doppia cifra in carriera e Felipe Anderson è tornato a brillare: «Se giocasse al 100% non sarebbe qui». Prima missione compiuta quindi per il Comandante, visto che in fase di costruzione la sua Lazio ha un ritmo da scudetto, altro che da sesto posto.

Il Messaggero

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APPROFONDIMENTI

Lazio, l’attacco funziona ma la mira va sistemata: il dato

L’attacco della Lazio funziona, ma potrebbe essere davvero letale. Giorni di lettura dati in casa biancoceleste. Il reparto è il secondo della Serie A (58 gol), solo l’Inter ne ha fatti 62. Ma c’è una cosa che va sicuramente migliorata: la mira. I ragazzi di Sarri hanno concluso tra i pali avversari soltanto 140 volte nelle prime 30 giornate, un dato che comunque fa riflettere sulla bontà delle occasioni create viste le reti siglate finora: media impressionante di 1 gol ogni 2,41 tentativi verso la porta. Sette avversarie fanno meglio dei biancocelesti. L’Inter, primo attacco del campionato, conta ben 191 conclusioni nello specchio. Al secondo posto c’è il Sassuolo con 160 e poi la Roma con 154. Un aspetto che Sarri conta di sistemare per lo sprint finale fatto di otto partite utili per centrare l’Europa. Corriere dello Sport

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Lazio, la potenza dell’attacco: è il migliore del 2022

Difesa sistemata, attacco sempre efficace. La nuova Lazio del 2022 è tutta qua: appena 3 gol nelle ultime sette giornate di campionato e gol a raffica per Immobile e compagni. L’attacco funzionava già nei primi mesi dell’era Sarri: secondo miglior reparto (57 reti) dietro solo all’Inter quando si chiudeva il 2021. Ma nel 2022 nessuna altra squadra ha segnato quanto la Lazio: 18 gol in 9 partite, con una media precisa di una marcatura ogni 90 minuti in campionato. Tra le big sono i biancocelesti a comandare. La Roma e la Juve hanno realizzato 15 gol, il Milan e il Napoli 14, l’Atalanta e la Fiorentina 12 (con una partita in meno) e l’Inter appena 11. Conta tanto Immobile, è vero, ma anche Milinkovic, Luis Alberto, Felipe Anderson e Zaccagni. E un dato sorprende: i biancocelesti hanno segnato cinque volte su nove 3 gol, vincendo con uno scarto altrettanto ampio in quattro occasioni. Il divertimento alla base del gioco. La mano di Sarri, soprattutto in attacco, si vede eccome. Corriere dello Sport