Vola questa Lazio. Rimette le ali e risale ad alta quota del gol (sinora 26 in tutto) sulle Tre Cime di Lavaredo. Immobile segna, ma deve ancora tornare al meglio, nonostante un altro splendido centro di tacco nell’ultimo allenamento mattutino. Invece Felipe Anderson (ieri cena libera alla Rotonda coi nuovi Maximiano e Marcos Antonio) e Pedro sono già al top, i capocannonieri di questa prima fase del ritiro, aspettando la terza uscita contro la Triestina di domani pomeriggio alle 18, sotto lo sguardo di Lotito. Il brasiliano, fresco neosposino, si era scatenato con un poker nella prima amichevole (21-0) contro l’Auronzo. Giovedì è rimasto a secco, ma ha scartavetrato la fascia destra e sfornato – insieme a Lazzari – un cross dietro l’altro. Falso nove o esterno, ormai sa far tutto. Funambolo, ora è pure cattivo e smaliziato. Pedro invece è il solito, un trottolino indemoniato: due reti al debutto, altrettante contro il Dekani, di testa e dal dischetto. A 34 anni ha fatto un patto col diavolo, questo terribile “vecchietto”: rimane un esempio per tutto il gruppo e un beniamino per i tifosi, che lo acclamano sugli spalti dello Zandegiacomo.
LA CRESCITA DI UN TALENTO
Eccoli, in teoria, i titolari del 4-3-3 della prima gara ufficiale contro il Bologna, esordio di campionato all’Olimpico del prossimo 14 agosto. Zaccagni però non si è affatto arreso, anche se Sarri pretende da lui più incisività e meno fumo. Non può bastargli certo qualche dribbling o un rigore conquistato (e trasformato) a regalargli il posto. Invoca spazio, la pulce atomica Luka Romero. Caschetto castano e sguardo vispo, il 17enne argentino sta rubando a tutti l’occhio per i numeri che mostra sul terreno: guizzi, serpentine, tiri all’incrocio. A dispetto di quel fisico così mingherlino, Romero è intelligente, sgusciante ed esplosivo. Stavolta Sarri non potrà tenerlo fermo in panchina così tanto. Il suo talento va sfruttato, senza bruciarlo.
IL CENTRAVANTI PROMESSO
Gioventù in rampa di lancio. Sarri è sicuro che non si scotterà nemmeno il 20enne Cancellieri nel nuovo vestito. A Verona stava maturando da esterno, adesso fa le prove da vice-Immobile in attacco. Nel primo test la doppietta, due pali in rovesciata, un autentico spettacolo. Eppure c’è già chi storce il naso perché, non appena si è alzato il livello col Dakani, Matteo si è bloccato. In realtà, Sarri non è affatto preoccupato perché l’ex Verona si muove bene, può essere da centravanti il suo futuro. Certo, lo testimonia la carta privata siglata con Lotito, il tecnico avrebbe voluto un’altra pedina più esperta al centro dell’attacco (Mertens o Caputo), ma le grandi spese sostenute lo inducono ad accontentarsi del mercato già compiuto a metà luglio. Allora bisogna sempre augurare lunga vita a Immobile, che ha scongiurato l’intervento al malleolo e ieri sera ha cenato con mamma Michela e papà Antonio. Ciro crede in Cancellieri come suo alter ego, ma Matteo andrà aspettato, ci vorrà tempo: intanto paga il pranzo a tutto il gruppo, che ieri si è riunito con i fisioterapisti (senza Sarri e lo staff tecnico) all’agriturismo Malga Maraia ad Auronzo. La cena ufficiale è stata rimandata a domani sera, sia perché giovedì è cambiato il programma degli allenamenti all’ultimo, sia per aspettare Lotito. Il presidente farà un punto con Sarri, che vuole capire quale sarà la dead line sulle cessioni di Milinkovic e Luis Alberto. La Lazio ha rimesso le ali, sta costruendo un sogno Champions, non si può precipitare nell’incubo ad agosto. Il Messaggero