Categorie
DICHIARAZIONI

Lazio, Fabiani: “Con Sarri individuati i ruoli da rinforzare. Non c’è la volontà di cedere i pezzi migliori”

Prima della gara contro il Milan, il direttore sportivo della Lazio Angelo Fabiani ha parlato ai microfoni di SkySport. Di seguito le sue parole.

“Mercato? Durante la sosta del campionato per le nazionali ci siamo incontrati con il presidente e con Sarri, abbiamo fatto il punto della situazione e un programma da sviluppare, che significa far crescere ancora di più questa squadra e individuare i ruoli che ci ha indicato il mister. Cessioni pesanti? Se si parla di ricostruzione, difficilmente si può mandare via un giocatore funzionale al progetto. Il calcio non dorme mai, bisogna valutare tutte le situazioni. La volontà di tutti è di non cedere i pezzi migliori”.

Categorie
ARBITRI

Milan-Lazio, per i vertici arbitrali non era rigore e il VAR Di Paolo sarà fermato

Dopo le accese polemiche del post-partita di Milan-Lazio, arriva la posizione ufficiale dei vertici dell’Associazione Italiana Arbitri in merito all’episodio chiave nel recupero del match: il caso del tocco di gomito in area rossonera da parte di Pavlovic che non ha portato al calcio di rigore chiesto dai biancocelesti. Secondo l’AIA la scelta finale presa dal direttore di gara in campo è stata corretta ma a sbagliare è stato il VAR.

Bocciato il VAR Di Paolo in Milan-Lazio

 Mentre la prestazione dell’arbitro Collu viene considerata nel complesso positivadovrebbe arrivare una bocciatura per il VAR Di Paolo. Secondo i vertici arbitrali, Di Paolonon doveva richiamare l’arbitro davanti allo schermo per l’On Field Review. L’intervento del VAR è stato giudicato un errore di procedura che ha rischiato di indurre il direttore di gara in errore.

L’errore tecnico di Collu sul fallo: era solo calcio d’angolo

 C’è però un dettaglio tecnico da aggiungere a proposito della lettura dell’episodio da parte dell’arbitro Collu. Spiegando la decisione in pubblico e ai giocatori, il direttore di gara ha affermato: “Il braccio è fuori sagoma, ma il difensore subisce un fallo”. Secondo l’analisi dell’AIA questa interpretazione non è corretta. Non c’era fallo sul difensore del Milan, così come non c’era rigore per la Lazio. La decisione giusta, “pulita”, sarebbe stata semplicemente ripartire da un calcio d’angolo. 

Categorie
CALCIOMERCATO

Lazio-Insigne, prudenza Fabiani ed accelerata Lotito: fumata bianca vicina

Nel prepartita di Milan-Lazio, il direttore sportivo della formazione capitolina, Angelo Fabiani, è tornato a commentare le voci che da giorni ruotano intorno a un possibile approdo di Lorenzo Insigne alla corte biancoceleste. Pur non negando l’interesse, Fabiani ha preferito mantenere un tono cauto, ricordando come un eventuale trasferimento debba essere esaminato con attenzione anche alla luce delle più recenti normative federali. “La situazione di Insigne va interpretata considerando anche le ultime disposizioni della FIGC. È necessario valutare diversi aspetti, perché sono molte le tematiche coinvolte“, ha spiegato, lasciando intendere che il club non voglia affrettare i tempi né esporsi pubblicamente più del necessario.

Dietro questa prudenza istituzionale, però, il quadro reale sembra molto più definito. Secondo Il Messaggero, l’affare sarebbe ormai in fase avanzata, tanto che sarebbe stato il presidente Claudio Lotito a prendere in mano la trattativa in prima persona. Il numero uno della Lazio avrebbe moltiplicato i contatti con Andrea D’Amico, procuratore dell’ex capitano del Napoli, organizzando telefonate e incontri mirati per accelerare il percorso verso la fumata bianca.

Insigne, dal canto suo, avrebbe manifestato un forte desiderio di rientrare nel campionato italiano dopo l’esperienza oltreoceano. Una volontà così marcata da essere disposto a rivedere significativamente le proprie pretese economiche: il 34enne avrebbe infatti aperto alla possibilità di scendere nelle cifre d’ingaggio, accettando la proposta biancoceleste compresa nella forbice tra 2,2 e 1,3 milioni di euro. Un passo importante che testimonia quanto il giocatore consideri la Lazio la destinazione ideale per rilanciare la propria carriera.

Categorie
ARBITRI RASSEGNA STAMPA

Milan-Lazio, Collu “Ponzio Pilato”: il non fallo di Marusic cancella il rigore

La sfida di San Siro tra Milan e Lazio si è chiusa sul risultato di 1-0 in favore dei rossoneri ma tra le polemiche per la decisione del fischietto di Cagliari Giuseppe Collu di non concedere il rigore nel finale per il tocco col braccio di Pavlovic in area. Ecco di seguito il pensiero e le pagelle per l’arbitro da parte dei quotidiani in edicola oggi. 

Il Messaggero, voto 4: “Una gara diretta fino al 90′ senza problemi. Poi rovina tutto con una decisione da Ponzio Pilato. Il gomito di Pavlovic è evidente, essendo fuori dal corpo, ma lui vede col Var un fallo di Marusic”.

Corriere dello Sport, voto 4.5: “È una partita serena per un’ora abbondante, poi Collu si complica la vita. Dal mancato fischio su Romagnoli in poi va in confusione facendosi sfuggire di mano la direzione. E nei dieci minuti finali succede praticamente di tutto. RIGORE NEGATO: L’episodio più complicato da valutare arriva in pieno recupero. Romagnoli conclude a rete ai limiti dell’area piccola, Pavlovic colpisce la palla col braccio, la Lazio chiede a gran voce un calcio di rigore. Collu inizialmente lascia giocare, poi viene richiamato dal Var: si prende tutto il tempo necessario, poi decide di non assegnare il penalty spiegando a tutto San Siro che il braccio è sì fuori figura, ma fischia fallo in attacco per una trattenuta di Marusic. È pur vero che entrambi si trattengono, ma l’abbraccio iniziale con blocco incorporato è del difensore rossonero. Altro dubbio sulla decisione finale: la distanza del tiro di Romagnoli è ravvicinata dal braccio, ma era un tiro da pochi metri verso lo specchio della porta”.

Categorie
SERIE A

Lazio, orrore a San Siro, ma la società non parla. Silenzio stampa: “Bastano le immagini”

Polemiche attorno alla scelta dell’arbitro di non concedere il rigore ai biancocelesti nel finale di Milan-Lazio.

In pieno recupero Pavlovic tocca con la mano in area la conclusione di Romagnoli ma, dopo una revisione al Var durata diversi minuti, Collu non concede il penalty a causa di un fallo precedente dei biancocelesti. Inevitabilmente gli animi si sono accesi nel finale e le polemiche non mancano, tanto che la Lazio ha optato per il silenzio stampa post gara.

Solo poche settimane fa la società biancoceelste con un comunicato si schierava della parte della classe arbitrale: “La S.S. Lazio, in riferimento alle dichiarazioni rese dal tecnico Maurizio Sarri al termine della gara di campionato, precisa che – come lo stesso allenatore ha successivamente chiarito – il lavoro dell’arbitro non ha in alcun modo influenzato l’andamento della partita né il risultato finale. Le considerazioni espresse a caldo vanno lette nel contesto immediatamente successivo alla gara, dopo momenti di comprensibile tensione sportiva. In un periodo di grande cambio generazionale all’interno della classe arbitrale, è fondamentale che questo processo venga accompagnato e sostenuto con equilibrio, valorizzando la formazione e la crescita dei giovani arbitri”. Stavolta invece la società evidentemente dà ragione al suo tecnico.

Sui social la società ha deciso di pubblicare un unico post, un video completo dell’azione che ha portato poi al richiamo al Var dell’arbitro che ha poi motivato la sua scelta con un fallo precedente di Marusic su Pavlovic. “Ci dispiace non andare in sala stampa, questa sera le immagini parlano per noi”, questo il messaggio.

Categorie
SERIE A

Lazio con personalità a San Siro ma non basta: decisivo Leao, Maignan super. Collu nega un rigore ai biancocelesti

Termina 1-0 Milan-Lazio, gara valida per la 13esima giornata di Serie A: decisivo Leao.

PRIMO TEMPO
Sarri sceglie la formazione vista già contro il Lecce, eccezion fatta di Vecino al posto dell’infortunato Cataldi. La Lazio parte in maniera completamente opposta rispetto a come si è presentata a San Siro nell’ultima trasferta di campionato, quella contro l’Inter; a dimostrazione di questo la palla gol in avvio capitata sulla testa di Gila: solo un provvidenziale Maignan, con un super intervento dei suoi, ha negato la gioia allo spagnolo. Nei primi 45′ i biancocelesti sono riusciti a fare la partita, anche magari per volere dei rossoneri, fatto sta però che la personalità alla squadra di Sarri non è mancata. Nel complesso più Lazio che Milan.

SECONDO TEMPO

Il Milan riparte meglio ma la Lazio riesce comunque a farsi vedere: all’occasione di Leao risponde subito Zaccagni. Al primo vero, concreto, tentativo della gara però i padroni passano in vantaggio: ci pensa Leao a siglare l’1-0 (51′). A mezz’ora dalla fine le prime mosse di Sarri: fuori Vecino e Dia, in campo si rivedono Dele-Bashiru e Castellanos; l’argentino si rende subito pericoloso. Al 70′ spazio a Pedro che prende il posto di Isaksen. A 5′ dalla fine in campo Noslin e Tavares, per Basic e Pellegrini. In pieno recupero poi gli animi si accendono: arbitro al Var per un possibile fallo di mano in area di Pavlovic su conclusione di Romagnoli; nel frattempo rosso ad Allegri e a Ianni, il vice di Sarri, per una discussione nei pressi delle panchine. Dopo una revisione lunga diversi minuti Collu non concede il rigore alla Lazio, tra le polemiche. Al triplice fischio è quindi il portoghese l’uomo-partita: va al Milan il primo dei due confronti ravvicinati con la Lazio; ora testa agli ottavi di Coppa Italia in programma giovedì all’Olimpico.

Categorie
SERIE A

Milan-Lazio, formazioni ufficiali: Sarri sceglie Pellegrini

Le formazioni ufficiali di Milan-Lazio, anticipo serale della 13^ giornata in programma alle 20,45 allo stadio Giuseppe Meazza:

MILAN (3‑5‑2): Maignan; Tomori, Gabbia, Pavlovic; Saelemaekers, Fofana, Modric, Rabiot, Bartesaghi; Leao, Nkunku. Allenatore: Massimiliano Allegri.

LAZIO (4‑3-3): Provedel; Marusic, Gila, Romagnoli, Pellegrini; Guendouzi, Vecino, Vecino, Basic; Isaksen, Dia, Zaccagni. Allenatore: Maurizio Sarri

Categorie
ESCLUSIVE

‘NMM’ – Tringali: “La Lazio deve restare sempre in partita. Milan? Non ha ancora dato il meglio” (AUDIO)

Il giornalista di Tuttosport, Francesco Tringali, è intervenuto oggi pomeriggio ai microfoni di Radiosei per parlare del campionato della Lazio, a poche ore dalla sfida del Meazza con il Milan.

“Ottavo cloean sheet contro il MIlan? Sarebbe l’ottavo contro il MIlan che di fatto ha il non subire gol come mantra. Mi piacerebbe vedere una Lazio che a San Siro possa essere in partita fino alla fine, diversamente rispetto a quanto avvenuto con l’Inter, quando il gol preso dopo 3 minuti ha segnato il match”.

“Il Milan è struttirato per essere una big ma non ha ancora il dna come Inter o altre. Ha debolezze però, è quadrata ma ha delle vulnerabilità: lì la Lazio deve colpire”.

“Fare la gara da parte della Lazio? Ci sono dei momenti in cui le squadre di Allegri ti lasciano credere di spingermi un po’ oltre e d è lì che il Milan ti colpisce, il derby vinto con l’Inter rappresenta al meglio questo. Poi se il Milan segna, recuperare è difficile”.

“Senza Cataldi la Lazio perde altra qualità a centrocampo, in mezzo sarà una sfida fisica. Sarri quindi la qualità potrà cercarla sulle fasce. Castellanos? Credo che giocherà almeno 15 minuti, questo per poi provare a essere titolare, in Coppa Italia, già giovedì prossimo contro il Milan a Roma”.

“Il Milan ancora non ha dato il meglio. Ha giocato un mese senza Rabiot, ora Pulici è ko, senza contare l’indisponibilità di Yashari. Leao e Pulisic non fanno un centravanti, stasera potrebbe toccare a Nkunku, che se è quello visto finora non dovrebbe preoccupare. La Lazio credo potrebbe ripartire e provare a saltare il centrocampo”.

Categorie
ESCLUSIVE

‘NMM’ – Iucca: “Milan-Lazio decisa da episodi e dai singoli. Su Insigne e Zaccagni…” – (AUDIO)

Il giornalista di Sportitalia e calciomercato.it, Francesco Iucca, è intervenuto oggi pomeriggio ai microfoni di Radiosei per anticipare i temi di Milan-Lazio, 13° turno della serie A.

“Milan attendista e stabilità difensiva della Lazio: che gara sarà? Il Milan è una squadra equilibrata con ottime individualità. Soprattutto in casa i rossoneri hanno un supporto diverso, importante. Gara molto dura per i biancocelesti, anche se la contesa sarà equilibrata perché il Milan non crea molto gioco”.

“Credo che la differenza la faranno gli episodi e le individualità e il MIlan, anche senza Pulisic, ne ha tanta. La Lazio, tolto Zaccagni, non ne ha molta. Sarri si èa deguato, cambiando modo di gioco e preferendo il gioco di rimessa, giocando sugli avversari. Prima c’erano giocatori come Luis Alberto, adesso non c’è nessuno che gli si avvicini minimamente. Anche Isaksen salta l’uomo ma spesso gli manca lo spunto finale. Penso anche a Rovella, ottimo mediano ma a livello offensivo n on avrebbe inciso molto”.

“Insigne potrebbe dare qualità a Sarri e fungere da Mertens del Napoli? In assoluto, tecnicamente mi piace molto e non avrei dubbi. LO stesso Insigne ha detto che quello canadese non era calcio. Purtroppo sono un po’ scettico, sia perché a Formello non ci sono certezze sul mercato a gennaio. Fatico a dire che Insigne sia quello che serve perché lì ho Zaccagni. Io credo che alla Lazio serva una mezzala di inserimento che dia qualche gol, con maggiore qualità. Per fare giocare insieme Zaccagni e Insigne insieme credo servirebbe cambiare modulo”.

Categorie
DICHIARAZIONI

Lazio, Sarri a 360°: “Servono tutte le componenti per tornare competitivi. Sogno il ‘Maestrelli’ con me in panchina”

Maurizio Sarri, sui canali ufficiali della Lega Serie A, ha rilasciato una lunga intervista nella quale ha ripercorso tutta la sua carriera fino alla partita di domani, sabato 28 novembre, contro il Milan. Ecco le sue parole.

“Lontano dai campi ho visto partite, non è che sia cambiato qualcosa, il mondo del calcio ci rimani dentro. Purtroppo la storia familiare non è stata bellissima, sono stato preso da storie non simpatiche. Mi hanno fatto cambiare vita una serie di contingenze che ti capitano, non c’è bisogno di grande coraggio. Si comincia a scalare categorie in cui si fa un passo indietro o uno in avanti. Io avrei continuato lo stesso a farlo, è una storia di passione, che mi diverte. Non avrei fatto comunque fatica. Da quando lo faccio di professione la sensazione di andare a lavorare non ce l’ho mai avuta”.

Sarri sul livello raggiunto

“A un certo punto l’obiettivo è stato quello di farne una professione, senza avere queste ambizioni così alte. Si inizia dalla Serie C, le circostanze e la fortuna mi hanno portato più in alto di quello che pensavo”.

Sarri sull’esordio più importante

“Quello a Napoli è stato tanta roba. Per me è stato un giorno pieno di emozioni”.

Sarri sulla bellezza del calcio a Napoli

“Io ho preso quella squadra senza cambiare tanti giocatori, c’erano tutte le cose al punto giusto nel momento giusto. Calcio straordinario, divertente da vedere. Non abbiamo vinto niente ma è stato un calcio bellissimo”.

Sarri sul sarrismo

“È un’ipotesi, poi bisogna confrontarsi con quelle che sono i calciatori a disposizione, non sarà mai lo stesso. Bisogna adattarle a quello che hai a disposizione. Nessuna squadra che ho avuto a disposizione ho avuto la possibilità di replicarlo”.

Sarri sui giocatori più forti allenati

“Cristiano Ronaldo alla Juve. Higuain e Mertens a Napoli. Un giocatore che in quel momento era sottovalutato era Albiol. Tra i centrocampisti dico Jorginho e Kante. Mi stavo dimenticato Hamsik, che avrebbe meritato di più in carriera. Era un calciatore da Barcellona e da Real Madrid”.

Sarri sul portare un campione allenato alla Lazio

“Direi Marek, siamo alla ricerca di costruire una base solida per fare due o tre innesti per diventare competitivi”.

Sarri sui presidenti avuti in carriera

“Sempre meglio un presidente tosto che un fondo straniero. È ovvio che il presidente sia una figura dominante, io per tutta la carriera ho avuto presidenti così. A volte meglio una litigata faccia a faccia che un fondo quando non sai con chi parlare. Ho litigato, ma fanno parte del gioco, della volontà di crescere. Se alla base ci sia voglia di crescere allora fanno bene”.

Sarri sul ritorno alla Lazio

“Che sarebbe stato un anno difficilissimo. Penso che siano stati i cinque mesi più difficili della mia carriera, tra le altre cose però anche divertenti. La componente gusto c’è, questo è già tanto”.

Sarri sulle difficoltà e lo spogliatoio

“No, le difficoltà devono essere dello staff, altrimenti si crea un alibi. La situazione è questa bisogna conviverci e andare avanti. Nel processo di invecchiamento si diventa più pazienti, ma non penso più morbido. Flaminia? Ancora non l’ho conosciuta, ma se avrà lo stesso posto di Olympia allora ce l’avrò sempre vicina”.

Sarri sul Milan in estate e Allegri

“Le storie estive quando passano non hanno più molto senso. Io mi metto seduto sulla panchina della Lazio. Con Allegri la prima volta finì 0-0. Zero tiri in porta, uno spettacolo indecoroso (ride, ndr.). Il rapporto con lui è buono, è un toscano, quindi buono. Si può avere un’idea di calcio diversa, ma c’è comunque un buon rapporto”.

Sarri sul mix di allenatori vecchi e nuovi

“È normale che sia così. Cesc Fabregas è un ragazzo con un’intelligenza sopra la media, è destinato a fare grande cose. A me piace anche Grosso. Chivu? Mi sembra che abbia grande personalità, è entrato in un ambiente difficile, che ha già tante vittorie, però lo ha fatto con gran piglio. Giampaolo una panchina in A la meriterebbe”.

Sarri sulla scaramanzia e i rimpianti

“Molto meno che da giovane. La palla però quando esce non la tocco ancora, è dei giocatori. Non più di tanti. Ho avuto un carattere che magari non mi ha permesso di arrivare a determinate cose, ma non ho fatto tanti compromessi”.

Sarri sul suo essere padre

“Sono stato un po’ assente. Rapporto un po’ conflittuale, ma quando ha iniziato a crescere è tutto migliorato. Adesso il rapporto è buonissimo”.

Sarri sul fine carriera e l’augurio che si fa

“Sarebbe bello riuscire a creare una base di calciatori che con due o tre innesti possa farti arrivare a un livello sopra rispetto a quello dove siamo. La speranza è che tutte le componenti ci diano una mano. Con la Lazio che riesca a prendere il Flaminio, che alla prima partita ci sia io in panchina e che lo stadio si chiami Tommaso Maestrelli”.