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DICHIARAZIONI

Lazio, conferenza Sarri: “Valori sportivi e morali. Pochi problemi con i rigoristi. Maldini deve…” (AUDIO)

La conferenza del tecnico della Lazio, Maurizio Sarri, dopo i quarti di finale di Coppa Italia contro il Bologna:

“La prima mezzora l’abbiamo fatta in sofferenza, nella ripresa siamo scesi in campo meglio. Stranamente siamo andati in difficoltà con la palla scoperta su lanci lunghi del portiere, eravamo troppo bassi anche in costruzione. Abbiamo avuto un po’ di problemi, poi nel secondo tempo abbiamo fatto meglio e faccio i complimenti ai miei ragazzi perché sono andati sul dischetto con freddezza e lucidità.”

Sarri sui rigoristi

“Taylor era uno dei 5, Marusic in allenamento non sbaglia mai, Cataldi era dentro a prescindere, Nuno in allenamento ieri li ha tirati benissimo. Non ho avuto molti problemi nella scelta.”

Sarri sui nuovi arrivati

“Al momento non posso fare più di tanto, ci sono giocatori che sono arrivati 15 giorni fa. Chiaro che l’inserimento dei nuovi è difficile. Il gol preso oggi non lo avremmo preso con i giocatori abituati a quel tipo di posizioni. però mi sta dando gusto che le difficoltà che stiamo vivendo in questa stagione ha creato un gruppo tosto. Abbiamo avuto anche la fortuna che i nuovi arrivati si sono inseriti piuttosto velocemente e questo è un aspetto che mi dà gusto. Dal punto di vista dei valori sportivi e morali è un gruppo da apprezzare.”

“In questa partita Maldini centravanti andava bene, poi in stagione ci sarà bisogno di un Maldini più d’area di rigore. Lui è tecnico e veloce, ma gli manca l’attacco dell’area di rigore e lottare sui palloni sporchi. In partite come stasera mi sta benissimo così, in altre partite vorrei incattivirlo sportivamente. In questo punto della carriera ha tirato fuori il 50% del potenziale che ha. Ci abbiamo provato in diversi, ora spetta a me farlo crescere.”

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RASSEGNA STAMPA

Milan-Lazio, diplomazia ed auto-censura: dopo il silenzio il club studia le mosse

Polemiche attorno alla decisione di Collu nel finale di Milan-Lazio.

Quanto accaduto a San Siro ha portato inevitabili strascichi: la Lazio si è vista negare un rigore nel finale e la societò ha optato per il silenzio stampa. Come riporta il Corriere dello Sport però Lazio si sente sempre più danneggiata, in balia di sciagurate terne e varisti. Ritiene uno scippo il rigore negato a Milano, degno di entrare nella top five degli episodi che fanno casistica insieme al rigore negato a Immobile e alla seguente espulsione col Torino nel 2017 dopo il contatto con Burdisso, al gol di gomito di Cutrone nel 2018 (quando le immagini sparirono nell’imminenza del caso e riapparvero dopo), alla palla (dentro o fuori?) di McKennie prima del gol di Vlahovic a Torino con la Juve nel 2024.

A San Siro, conclude il quotidiano, non ci sono state reazioni, la società ha scelto di far parlare le immagini pubblicando l’azione incriminata su Instagram: «Le immagini parlano da sole». Il silenzio stampa è proseguito ieri, le reazioni sono state mediate dalla riflessione, dalla diplomazia e dall’autocensura, ma non è escluso che a freddo, tra oggi e domani, ci sia una presa di posizione anche alla luce delle analisi del designatore Rocchi, ha sentenziato il pasticcio confezionato dal Var Di Paolo (prima) e dall’arbitro Collu (poi). Molti tifosi laziali hanno contestato la linea scelta dal club.

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ESCLUSIVE

‘SVB’ – Arbitro Milan-Lazio, Rambaudi: ” Situazione vergognosa. Silenzio stampa? Serviva un dirigente che ci mettesse la faccia” (AUDIO)

ROBERTO RAMBAUDI in collegamento a ‘SVB’

“A me la Lazio è piaciuta a Milano, la squadra ha fatto bene, ha giocato un buon calcio, con qualità, contro una squadra chiusa. Abbiamo avuto occasioni, non abbiamo subito. Il gol lo hai preso anche per bravura degli avversari, ci sta in casa del Milan.

Decisioni arbitrali? Non ne parlo mai ma stavolta il tutto è vergognoso per com’è andata; lo paragono un po’ al gol non dato a Rovella col Parma: dopo svariato tempo annulli la rete. Vergognoso.

Silenzio stampa? Avrei preferito che un dirigente ci mettesse la faccia. Ci sono degli allenatori e delle società che hanno delle strategie chiare, Allegri è stato bravissimo a fare il suo: ha condizionato l’arbitro. Ha preso in giro gli arbitri. Ci vuole quindi una personalità, riconosciuta nel calcio, che si lamenti e si faccia ascoltare. Io sono sempre calmo e razionale nel commentare gli arbitri, questo errore invece non lo accetto: se non pensi che sia rigore non lo richiami al Var.

Ad ogni modo ora è giusto arrabbiarsi senza però piangersi addosso. Mi prendo la prestazione, l’atteggiamento: hai imposto il tuo gioco nella loro metà campo. Zaccagni sempre top nel ruolo, Castellanos è entrato bene: viene troppo criticato; ci sono dei valori tecnici in questa squadra che non sono eccelsi ma funzionali. Da Isaksen voglio e pretendo di più, come anche da Guendouzi”.

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SERIE A

Lazio, orrore a San Siro, ma la società non parla. Silenzio stampa: “Bastano le immagini”

Polemiche attorno alla scelta dell’arbitro di non concedere il rigore ai biancocelesti nel finale di Milan-Lazio.

In pieno recupero Pavlovic tocca con la mano in area la conclusione di Romagnoli ma, dopo una revisione al Var durata diversi minuti, Collu non concede il penalty a causa di un fallo precedente dei biancocelesti. Inevitabilmente gli animi si sono accesi nel finale e le polemiche non mancano, tanto che la Lazio ha optato per il silenzio stampa post gara.

Solo poche settimane fa la società biancoceelste con un comunicato si schierava della parte della classe arbitrale: “La S.S. Lazio, in riferimento alle dichiarazioni rese dal tecnico Maurizio Sarri al termine della gara di campionato, precisa che – come lo stesso allenatore ha successivamente chiarito – il lavoro dell’arbitro non ha in alcun modo influenzato l’andamento della partita né il risultato finale. Le considerazioni espresse a caldo vanno lette nel contesto immediatamente successivo alla gara, dopo momenti di comprensibile tensione sportiva. In un periodo di grande cambio generazionale all’interno della classe arbitrale, è fondamentale che questo processo venga accompagnato e sostenuto con equilibrio, valorizzando la formazione e la crescita dei giovani arbitri”. Stavolta invece la società evidentemente dà ragione al suo tecnico.

Sui social la società ha deciso di pubblicare un unico post, un video completo dell’azione che ha portato poi al richiamo al Var dell’arbitro che ha poi motivato la sua scelta con un fallo precedente di Marusic su Pavlovic. “Ci dispiace non andare in sala stampa, questa sera le immagini parlano per noi”, questo il messaggio.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Mattei: “Lazio, quanti record negativi. Ma si rendono conto del caos che hanno creato?”. Poi cita Zalone… (AUDIO)

STEFANO MATTEI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Credo che quest’anno la Lazio abbia l’intenzione di stabilire tanti record negativi. Unico quello del mercato bloccato con i tre parametri non rispettati, ora il tema riguarda la modalità di presentazione di Maurizio Sarri. Non ricordo conferenze aperte al pubblico, non capisco quindi quel riferimento nel comunicato diramato dalla società. Così come non ricordo conferenze stampa senza la presenza dei rappresentanti delle diverse testate giornalistiche. Leggendo il testo del comunicato mi è venuto in mente un film di Checco Zalone, in particolare il passaggio in cui viene detto: “Ma questi sono del mestiere?”.

Se fossi Sarri direi al club che una conferenza stampa in queste modalità non sarei disposta a farla. E’ uno schiaffo ai giornalisti, all’informazione, alla libertà di stampa. Sono d’accordo con la presa di posizione della federazione nazionale della stampa. Non so se a Formello si rendono conto il caos che hanno generato. A me la Lazio sembra una macchina che imbocca l’autostrada in contromano, prendendosela poi con le altre autovetture, non rendendosi conto che è lei che va nella direzione sbagliata”.

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SOCIETA'

Lazio, la presentazione di Sarri senza la stampa in presenza: i dettagli

La S.S. Lazio, con un comunicato, ha reso note le modalità della presentazione ufficiale del tecnico Maurizio Sarri: si terrà giovedì 10 luglio 2025, alle ore 18:00. L’evento si svolgerà presso gli studi televisivi del Training Center S.S. Lazio e sarà trasmesso in diretta esclusiva sulla piattaforma e sui canali ufficiale del club. “L’evento – si legge – , non sarà aperto al pubblico né alla stampa in presenza. Modalità per tutti i media: è possibile inviare una domanda per testata, indicando nome e cognome del giornalista. Le domande saranno lette in studio nel corso della diretta”.

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RASSEGNA STAMPA

Dal Verona al Verona, ritocca ad Isaksen

“Voleva il suo momento e Baroni è pronto a concederglielo. L’inizio di stagione di Gustav Isaksen è stato un crescendo a differenza di un precampionato molto più croce che delizia. Il buon ingresso col Milan è stato l’ultimo tassello per far sì che stasera potesse arrivare la sua ora. Guarda caso di nuovo col Verona, avversario contro cui lo scorso 27 aprile era partito per l’ultima volta nell’undici titolare”. Questo si legge nell’edizione odierna de “Il Messaggero”, nell’articolo dal titolo “La grande chance di Isaksen e il ritorno di Gila in difesa. Confermati Lazzari e Tavares”.

Gustav Isaksen è pronto al debutto stagionale dal primo minuto. Sempre subentrato nelle prime tre giornate, contro l’Hellas Verona il danese dovrebbe partire dal primo minuto. Determinante nella scelta di Marco Baroni l’ottimo ingresso contro il Milan e la rete a Udine. Per l’esterno arrivato la scorsa estate dal Midtjylland si tratta della prima titolarità dopo cinque mesi, l’ultima volta il 27 aprile proprio contro l’Hellas Verona.

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FORMELLO

Tudor: “Finiamo bene, con me Lazio prima. Nessuna analisi su chi è adatto al mio gioco. Lazio del ’74 un’ispirazione” (AUDIO)

Antivigilia Lazio-Empoli, Igor Tudor in conferenza stampa presso il centro sportivo di Formello:

Che segnali ha ricevuto dalla squadra questa settimana?
“Abbiamo lavorato bene, vogliamo finire la stagione con queste tre gare e farlo bene. Vogliamo chiudere questo percorso fatto in questi due mesi, la squadra ha lavorato bene, era seria e concentrata, consapevole dell’importanza della gara”.

Si celebrano i 50 anni dello scudetto del ’74, questa squadra può avere quello spirito?
“C’è sempre ispirazione del passato, specialmente con squadre vincenti. Ci sono due scudetti nel passato, bisogna comunque sempre valorizzare quando c’è un successo nel ’74 ed è giusto ricordare”.

Hai un’opinione chiara su cosa fare in estate sul mercato?
“Sono concentrato su cosa bisogna fare in queste ultime partite, poi ci sarà tempo per pensare al mercato. Non abbiamo fatto analisi su chi è adatto o chi non lo è, qua c’è solo focus sulle gare rimaste”.

Hai le type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ idee chiare su cosa fare in estate sul mercato?
“Sono concentrato su cosa bisogna fare in queste ultime partite, poi ci sarà tempo per pensare al mercato. Non abbiamo fatto analisi su chi è adatto o chi non lo è, qua c’è solo focus sulle gare rimaste”.

È tornato sul pareggio di Monza con la squadra?
“Abbiamo fatto un’analisi giusta come sempre, non è successo niente di più e niente di meno. Abbiamo lavorato su cosa non mi è piaciuto, nell’arco di queste gare che sono tante ci sta farne una più sottotono, d’altra parte avevamo tre punti e mancavano 2-3 minuti alla fine. Credo che siamo sulla strada giusta, c’è solo da finire bene a cominciare da domenica che è una partita importante”.

Si riparte da Immobile dopo il gol di Monza?
“Quello lo dico prima ai giocatori, domani c’è la rifinitura e vedremo chi scegliere”.

C’è stato un confronto con Luis Alberto e Zaccagni? Le piacciono reazioni del genere ai cambi?
“Non c’è niente, io guardo come voi tutti i giorni la televisione e ci sono sempre partite, il calcio lo vediamo tutti e c’è sempre qualcuno che reagisce male al cambio, bisogna stare dentro il limite del comportamento giusto, ma niente di esagerato”.

Cosa non le è piaciuto della sfida con il Monza?
“Monza è il passato, non voglio parlare di Monza perché adesso dobbiamo pensare all’Empoli. Abbiamo lavorato sul lavoro con il blocco basso, sulla costruzione del gioco, su come marcare nei cross dentro l’area e l’attacco dello spazio. Su questo abbiamo lavorato in vista di domenica”.

La Lazio sta perdendo terreno con le squadre che fanno bene in Europa come Atalanta, Roma e Fiorentina?
“Sono concentrato nella mia vita da allenatore e da uomo sempre sul presente, non faccio paragoni con le altre e fare programmazioni non mi appartiene, non penso che porti a niente. Devi crescere giorno per giorno, è una sfida con te stesso come calciatore e come uomo. Se si migliora allora si raggiunge l’obiettivo, se sei bravo nel tuo lavoro si va avanti, poi si vede dove ti porta quel lavoro. Meno guardi gli altri nella vita e meglio è, si vive meglio e puoi concentrarti più su te stesso”.

Sta riflettendo sui tanti punti persi da situazione di vantaggio?
“Da quando sono arrivato io la Lazio era prima in classifica con Inter e Atalanta. L’Inter ha vinto lo scudetto e l’Atalanta è in finale di Europa League. Firmerei per avere questo rendimento per i prossimi dieci anni”.

Come si gestiscono Mandas e Provedel?
“Vanno dette due cose, Mandas ha fatto molto bene ed è un giovane di prospettiva, è un ragazzo che ci ha dato in queste gare però Provedel è il nostro numero uno. Sta tornando da un infortunio importante, è in netta crescita. Per questa partita non è ancora pronto, però è a buon punto”.

Come stanno gli infortunati da Gila a Casale e Patric?
“Oggi si sono allenati, Gila vediamo se può tornare domenica o comunque ci sarà sicuramente contro l’Inter”.

In questo club vede l’ambizione di migliorarsi?
“Rispondo veloce, l’ambizione ci deve essere sempre, altrimenti come si fa in questo mestiere? Come ho detto prima, dobbiamo pensare a crescere singolarmente senza fissarsi degli obiettivi. Avere un obiettivo così senza crescere non serve a nulla”.

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FORMELLO

Tudor: “Andiamo forte fino alla fine. Obiettivi? D’accordo con Sarri, manca obiettività sul giudizio della rosa. A Rovella manca solo qualche chilo, su Taty-Ciro…” (AUDIO)

Alla vigilia della trasferta di Monza, il tecnico della Lazio Igor Tudor presenta il match in conferenza stampa:

Che Lazio vuole vedere domani a Monza?
“Sarà una partita difficile come tutte in Serie A. Meno partite rimangono e più sono importanti, ognuno lotta per i suoi obiettivi e noi dovremo preparare la partita al massimo per fare il nostro meglio”.

Zaccagni è recuperato a tempo pieno?
“Zaccagni ha fatto mezz’ora nell’ultima gara, vedremo oggi come preparare la sfida di domani. È un giocatore importante, viene da un periodo problematico con gli ultimi infortuni, mancano poche gare e dobbiamo essere bravi a capire come utilizzarlo se dall’inizio o dalla panchina”.

Come ti regolerai con il rientro di Provedel?
“Provedel non è recuperato, ha fatto 2-3 allenamenti con noi e uno che sta fuori due mesi è un grande dubbio anche solo portarlo in panchina, non per fare concorrenza per giocare”.

Si può sognare la Champions o l’obiettivo è l’Europa League?
“Non so dove possiamo arrivare, noi possiamo fare un pronostico solo sulle nostre prestazioni. Questo è il nostro unico obiettivo, fare grandi prestazioni a cominciare da sabato. Poi i punti e i calcoli sono importanti, però come ho ribadito tante volte facciamo il nostro meglio poi calcoleremo i numeri alla fine. Fino all’ultima giornata non si saprà”.

Domani conta solo vincere? Come sta gestendo la staffetta Immobile-Castellanos?
“Unico risultato per noi la vittoria è una tua opinione, sulla staffetta Immobile-Castellanos vedremo oggi, sono tutti e due possibili titolari anche se questa parola conta fino a un certo punto. Penso che è una crudeltà del calcio che bisogna sempre riconfermarsi, dopo 2-3 partite si può perdere il posto e questa è una cosa brutta, ma anche bella del calcio. La Lazio è arrivata seconda l’anno scorso ma in pochi se lo ricordano, questo vale anche per i giocatori”.

Questa rosa poteva avere una classifica più importante?
“Quello che ho capito in questi 45 giorni qui a Roma è che c’è una grande passione e una grande appartenenza di chi ama questo club, penso però che essendo obiettivo ed essendo arrivato da poco c’è poca obiettività quando si fa comparazione delle rose. In Serie A ci sono 20 squadre e bisogna essere obiettivi nell’analisi della qualità della rosa, al 70/80% la qualità della rosa incide, il resto lo fa l’allenatore e la società. La qualità della rosa è fondamentale, io vedo che nel mondo Lazio manca obiettività nel capire la valutazione giusta quando si parla delle rose. Vedendo anche le prime conferenze di Sarri, lui provava a far capire questa cosa alla gente. Però quando c’è tanto amore, c’è meno obiettività. Un allenatore e un club devono essere sempre obiettivi e giusti, quando si carica qualcosa che non è collegato con l’obiettività non si fa una cosa giusta. Se mi viene chiesto di vincere i 100 metri ma so di essere tra gli ultimi non si fa una cosa giusta, poi è giusto caricare l’ambiente e creare delle aspettative superiori per avere quella spinta in più. Bisogna però mantenere l’obiettività, altrimenti non si fa il bene del club. Ieri ho visto un ragazzo di 27/28 anni, un tifoso della Lazio che mi ha chiesto lo scudetto. Abbiamo parlato di questo tema, lui la vive con cuore ed è giusto così, ma poi ci vuole anche obiettività”.

Un suo pensiero su Palladino?
“Lo conosco da bambino, lui era un primavera quando io ero alla Juventus e lo conosco. È sempre stato un ragazzo sveglio e curioso che si interessava a tutto, ha iniziato da poco questa carriera che è bella e affascinante. Sta facendo bene il suo percorso, domani mi aspetto una gara super difficile, loro sono ben organizzati con ottime qualità in fase offensiva. Dovremo fare una gara seria e sul pezzo”.

Dal suo punto di vista che valore ha questa rosa?
“Non mi esprimo su quello, qualsiasi cosa dico creerebbe polemica. So dove va collocata la rosa della Lazio, per me è molto chiaro. L’obiettivo è sempre quello di fare meglio rispetto alla posizione dove si dovrebbe stare. Chiaramente la Lazio non era da secondo posto lo scorso anno, poi l’obiettivo personale di ogni allenatore è sempre quello di tirare fuori il massimo dalla rosa. Poi ci sono le altre squadre che magari fanno meno bene, ci sono sempre quelle dinamiche in un campionato. Se ogni squadra fa quello che deve 99,9% della classifica si sa a inizio anno. La bellezza del calcio invece è l’imprevedibilità che può fregare la gente e va oltre l’obiettività”.

Quanto le darebbe fastidio se Atalanta-Fiorentina venisse recuperata a fine campionato?
“Giocare a fine campionato non è una cosa né giusta, né regolare. Nel calcio italiano c’è tanto da migliorare su queste cose, io capisco che il calendario è complicato ma bisogna migliorare sulla regolarità di queste partite e nei modi di organizzare questi recuperi”.

Cosa vuole vedere in più rispetto alla scorsa partita?
“Ogni partita è una battaglia a sé, tu lavori sempre uguale sulle cose che vuoi migliorare e che vuoi aggiungere. È bella la solidità difensiva, abbiamo lavorato molto più sull’attacco, quasi un 80% sull’attacco e un 20% sulla difesa. Eppure la cosa che stiamo facendo meglio è proprio questa fase difensiva, dove serve cuore e voglia di non subire gol. Ci sono state partite difficili come quella col Verona, saranno solo partite difficili da qui alla fine”.

Zaccagni può crescere in fase realizzativa?
“È un giocatore che ha fatto tanti gol anche negli anni scorsi, poi è chiaro che se giochi vicino alla porta puoi essere più decisivo. Nell’ambito della gestione di una rosa devi far giocare i migliori, mantenendo il giusto equilibrio anche se il nostro obiettivo è essere offensivi e fare gol. Zaccagni ha qualità importanti, chi salta l’uomo manca in questo calcio e avere giocatori con queste qualità è importante”.

Come sta Rovella? Può giocare titolare da qui a fine campionato?
“Rove ha fatto un campionato interessante vedendo le partite in cui non c’ero io, ha avuto poi un infortunio importante con la pubalgia che lo ha rallentato. È un giocatore che mi piace perché capisce di calcio, è intelligente. Ha bisogno di mettere su qualche chilo, ci stiamo lavorando. Lui è volenteroso, vuole capire e gli ho fatto un discorso perché ci sono giocatori che stanno facendo bene e quando succede è difficile cambiare. Bisogna avere pazienza e sfruttare l’occasione”.

Cosa manca per trovare più continuità in zona gol?
“Non so cosa manca, mi metto a lavorare e credo siano anche annate che nascono così. Noi ci siamo messi a lavorare, abbiamo anche fatto qualche gol in queste sette gare, poi quello che conta sempre è creare opportunità, questo è il fattore più importante per un allenatore. Si lavora per permettere alla squadra di creare occasioni da gol, penso siamo sulla strada giusta, manca poco. C’è gente che ha gol nel DNA, sono convinto che in queste quattro gare tutti i giocatori offensivi daranno una mano”.

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FORMELLO

Tudor: “Provedel non è ancora recuperato. Forse nemmeno in panchina”

Tudor: “Solo 2 allenamenti in gruppo per Provedel. Troppo pochi per giocare”

L’allenatore della Lazio Igor Tudor ha preso parola a Formello per la conferenza stampa di presentazione del match di domani pomeriggio tra Monza e Lazio. Sul tema del portiere e dell’eventuale utilizzo fin dal primo minuto di Provedel, il mister croato ha voluto togliere ogni dubbio: “Provedel non è recuperato. Ha fatto 2-3 allenamenti con noi e uno che sta fuori due mesi è un grande dubbio anche solo portarlo in panchina, non per fare concorrenza per giocare”.

Dunque a Monza ancora una volta spazio a Mandas titolare.

Per Provedel l’obiettivo è Lazio-Empoli del 12 maggio.

Alessio Buzzanca