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DICHIARAZIONI

Presentazione Flaminio, Lotito: “Fondamentale per l’accrescimento del club”. Ai tifosi: “Discutiamo e confrontiamoci per una Lazio immortale” (AUDIO)

L’intervento del presidente della Lazio Claudio Lotito durante la presentazione del progetto Flaminio:

“Ringrazio i rappresentanti delle istituzioni, i professionisti che hanno lavorato al progetto, gli organi di informazione e tutti coloro che hanno voluto essere presenti e collegati nelle varie modalità proposte dalla nostra MediaCompany. Desidero rivolgere un sincero ringraziamento al Sindaco di Roma, all’Assessore Onorato e a tutti gli uffici comunali che in questi mesi hanno seguito con attenzione e professionalità questo percorso. È stato un confronto intenso, approfondito, talvolta complesso, come è naturale quando si interviene su un quadrante strategico della città. Li ringrazio per la disponibilità al dialogo, per il lavoro tecnico svolto con senso di responsabilità e – mi permetto di dirlo con un sorriso – per averci sopportato e supportato in ogni fase di questo iter.

Oggi non presentiamo semplicemente un progetto edilizio. Presentiamo una visione. La rifunzionalizzazione dello Stadio Flaminio non riguarda soltanto la S.S. Lazio. Riguarda Roma, la
sua storia urbanistica e la sua capacità di guardare al futuro con responsabilità. Interveniamo in un contesto di grande valore storico e architettonico, nato con le Olimpiadi del 1960 e inserito nella pianificazione strategica della città. Questo significa una cosa molto chiara: il progetto si colloca nel pieno rispetto delle regole e degli indirizzi urbanistici vigenti. Lo Stadio Flaminio non è un manufatto isolato. È parte di un sistema urbano con una vocazione sportiva e culturale consolidata nel tempo. Il nostro obiettivo è rigenerare un’area oggi segnata da criticità evidenti, restituendole qualità, funzionalità, sostenibilità e tutela della sicurezza dei cittadini. Abbiamo affrontato con serietà il tema della mobilità, consapevoli delle preoccupazioni dei residenti. Il progetto prevede la delocalizzazione dei parcheggi fuori dal quartiere, il potenziamento del trasporto pubblico locale, l’incentivazione della mobilità pedonale e ciclabile e la trasformazione dell’area in un’isola ambientale.

L’obiettivo è ridurre l’impatto del traffico privato e migliorare concretamente la qualità della vita del contesto urbano. Sul piano ambientale, l’intervento comporterà un incremento significativo delle aree verdi e delle alberature, con una cintura verde intorno allo stadio e oltre 57 mila metri quadrati di pavimentazioni innovative in grado di contribuire alla riduzione degli agenti inquinanti, il progetto prevede inoltre specifiche soluzioni tecnologiche finalizzate all’abbattimento significativo dell’impatto acustico, nel totale rispetto delle abitazioni e del contesto urbano circostante. Non stiamo parlando di annunci. Stiamo parlando di studi tecnici, analisi ambientali e simulazioni scientifiche. La Lazio è una società fondata nel 1900. È parte integrante della storia di Roma. Quando assumiamo un impegno di questa portata, lo facciamo con la consapevolezza che ciò che realizziamo oggi incide sulle generazioni future.

Questo progetto rappresenta un passaggio fondamentale per l’accrescimento patrimoniale e infrastrutturale del Club, ma soprattutto costituisce un’opportunità concreta di riqualificazione per uno dei quadranti più significativi della Capitale. Siamo pronti al confronto. Siamo pronti ad ascoltare. Siamo pronti a spiegare ogni aspetto della proposta con trasparenza. Perché un progetto di questa importanza non si impone. Si costruisce con responsabilità, con rispetto delle istituzioni e con visione di lungo periodo.

Permettetemi, infine, una parola rivolta ai nostri tifosi. So che negli ultimi mesi il dibattito è stato acceso. Ascolto ogni opinione, anche quando è critica. Il mio carattere, nel bene e nel male, a volte mi porta a esprimermi con grande franchezza. Può accadere che alcune dichiarazioni vengano interpretate in modo diverso da quello che intendo. Ma ogni scelta che compio è orientata esclusivamente al bene della Lazio e sempre ispirata dal cuore. Quando si parla del futuro della Lazio, le emozioni sono forti. Ed è giusto che sia così: la passione è l’anima di questa società. Ma proprio perché la Lazio è passione, deve essere anche responsabilità. Questo progetto non nasce per dividere. Nasce per costruire qualcosa che resti. Ogni tifoso sogna uno stadio pieno, moderno, identitario. Anch’io lo sogno. Ma il sogno deve camminare sulle gambe della sostenibilità, del rispetto delle regole e dell’equilibrio economico. La Lazio deve crescere senza mettere a rischio ciò che è stato costruito in questi anni: stabilità, solidità, continuità.

Valutate il progetto per quello che è: un intervento che migliora un’area oggi degradata, che porta verde, mobilità sostenibile, qualità urbana e restituisce alla Lazio una casa coerente con la sua storia. Possiamo discutere, confrontarci, anche criticare. Ma non perdiamo di vista l’obiettivo comune: lasciare alla Lazio e alla città tutta qualcosa di solido e duraturo. Durante la prossima sosta della Nazionale presenteremo ‘Lazio 2032 – Il Sogno Responsabile’, una conferenza programmatica che delineerà il percorso strategico del Club.

In quell’occasione illustreremo, insieme alla società di consulenza Deloitte e all’Università Luiss, un piano industriale a cinque anni fondato su sostenibilità economica, crescita patrimoniale e competitività sportiva. Lo stadio è un tassello, ma la visione è più ampia. La scelta del 2032 non è casuale. È un orizzonte temporale coerente con le traiettorie europee dello sport e con le prospettive legate ai Campionati Europei. La S.S. Lazio ha già formalizzato una manifestazione di interesse affinché lo Stadio Flaminio possa essere valutato tra le possibili sedi ospitanti. Non è una promessa, né una forzatura. È un atto di responsabilità e di visione: mettere Roma e il Flaminio nelle condizioni di poter partecipare a un grande evento internazionale, qualora i requisiti tecnici e istituzionali lo consentano.

Siamo consapevoli che il percorso di assegnazione delle sedi sarà competitivo e che nella nostra città sono previste più candidature. Proprio per questo vogliamo affrontare il tema con metodo, trasparenza e programmazione.

‘Lazio 2032’ sarà un momento di confronto aperto con le istituzioni, con i nostri partner e con i tifosi, per costruire un dialogo serio e costruttivo sul futuro del Club e sul ruolo che intendiamo svolgere per la città. Il Flaminio nacque per le Olimpiadi del 1960. Oggi può ambire, con equilibrio e serietà, a tornare nel circuito dei grandi eventi europei. Non vogliamo limitarci a gestire il presente. Vogliamo costruire il futuro. Lo stadio è parte di questo disegno. Non è un punto di arrivo, ma uno strumento per crescere in modo stabile e responsabile. La Lazio è di chi la ama. E chi la ama ha il dovere di pensare al suo futuro. Noi stiamo lavorando per questo, per renderla immortale“.

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DICHIARAZIONI

Presentazione Flaminio, arch. Nervi: “Il progetto si basa sul metodo adottato da mio nonno. Tutti i dettagli” (AUDIO)

L’intervento dell’architetto Pierluigi Nervi durante la presentazione del progetto Flaminio:

“Desidero ringraziare inoltre l’ing. Alessandro Lanzetta per aver creduto nella prima ipotesi progettuale ed averla sottoposta al presidente Lotito quando gli fu mostrata circa quattro anni fa, nel corso del nostro primo incontro qui a Formello. Un ringraziamento particolare va al Comune di Roma per l’attenzione e l’interesse riservati al progetto ed alle indicazioni di approfondimento fino ad oggi ricevute. Un ultimo doveroso ringraziamento all’architetto Marco Casamonti che ha fatto suo il progetto e grazie alla propria esperienza e sensibilità ne ha reso possibile lo sviluppo e l’esecutività, spero fino alla realizzazione.

Premesso che nel corso degli anni, per gli impianti dedicati al calcio internazionale, sono state create ed imposte nuove regole, tali da rendere necessarie modifiche e conseguenti ristrutturazioni circa gli adeguamenti da adottare, si è reso opportuno ipotizzare gli adeguamenti e gli interventi obbligati per un impianto nato per ospitare incontri internazionali.

Il progetto si basa unicamente sul metodo adottato da mio nonno, l’ing. Pier Luigi Nervi, ad esempio nella proposta da lui sottoscritta e pubblicata all’epoca da numerose riviste del settore, per lo stadio Comunale di Firenze, da lui progettato e costruito alla fine degli anni venti. In pratica, senza eccessive fantasie o esagerazioni, replicava la struttura di base, realizzando dei telai analoghi agli esistenti della stessa forma e caratteristiche, posti al di sopra degli stessi, dopo averne rinforzato l’armatura ed aumentato la dimensione (foto 1-2).

Per lo stadio Flaminio è stato adottato lo stesso metodo; riprendendo alcuni schizzi dei progettisti (arch. Antonio Nervi e ing. Pier Luigi Nervi) sono stati ipotizzati dei telai strutturali in acciaio, analoghi per forma agli attuali, posti all’esterno degli originari, in modo di non gravare in alcun modo sulla struttura esistente, che resta libera e non alterata, priva di qualsiasi connessione con la nuova. Questi telai sono posti ad un intervallo doppio rispetto agli attuali (m 12,00 invece di m 6,00); in questo modo la nuova struttura rende del tutto visibile dall’esterno quella esistente garantendone trasparenza e percezione.

L’intervento è chiaro che modificherà i flussi e la mobilità nella zona, almeno in occasione degli eventi e manifestazioni nel nuovo impianto. Così come sarà necessaria una nuova educazione per tutti coloro ce si recheranno allo stadio, che potrà ospitarli con nuove adeguate caratteristiche.

Infine è opportuno sottolineare che verranno ripristinati tutti gli ambienti originari quali le palestre, la piscina etc. Uno studio attento della mobilità e delle infrastrutture relative è stato fatto dall’ing. D’Olimpio”.

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PROGETTO STADIO

Lazio, presentazione pubblica progetto Flaminio: chi sarà in conferenza insieme a Lotito

Martedì 17 febbraio, alle ore 10:30, presso il Training Center di Formello, si terrà la conferenza stampa di presentazione ufficiale del progetto dello Stadio Flaminio, già consegnato al Comune di Roma.

Nel corso dell’incontro, presentato da Alessio De Giuseppe di DAZN, prenderanno la parola il Presidente della S.S. Lazio Sen. Claudio Lotito, l’architetto Pierluigi Nervi, il Prof. Arch. Domenico D’Olimpio (Responsabile Scientifico e Direttore e coordinatore del team di lavoro dell’Università La Sapienza di Roma), il Prof. Roberto De Lieto Vollaro (Dipartimento di Ingegneria Industriale, Elettronica e Meccanica dell’Università degli Studi Roma Tre), l’architetto Marco Casamonti (Studio Archea Associati), Giuseppe Rizzello (Direttore Generale Legends Global Italia) e Andrea Caloro (Legends Global Ambassador)”. Nota S.S. Lazio

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PROGETTO STADIO

Lazio, presentazione al pubblico del progetto Flaminio: la nota del club

COMUNICATO UFFICIALE – “La S.S. Lazio comunica che martedì 17 febbraio alle ore 10:30, presso il Training Center di Formello, si terrà la conferenza stampa di presentazione ufficiale del progetto dello Stadio Flaminio, già consegnato al Comune di Roma.

Nel corso dell’incontro verranno illustrati in modo organico e approfondito tutti i contenuti della proposta progettuale. Saranno presenti i professionisti, gli ingegneri, gli architetti e i consulenti che hanno contribuito alla sua elaborazione, al fine di entrare nel merito tecnico di ogni aspetto.

Il progetto verrà presentato anche attraverso un supporto video dedicato, che accompagnerà l’esposizione tecnica illustrandone la visione, le caratteristiche architettoniche e lo sviluppo funzionale.

L’intero evento sarà trasmesso in diretta sulla piattaforma ufficiale del Club, consentendo a tifosi e cittadini di seguire integralmente la presentazione.

La conferenza rappresenterà un momento di chiarezza e trasparenza nel quale verranno approfonditi:

 • le caratteristiche tecniche dell’intervento;

 • il progetto di riqualificazione del territorio;

 • i benefici per la città.

L’incontro si inserisce in un percorso di programmazione strutturale volto a dotare il Club di un’infrastruttura moderna, sostenibile e coerente con le prospettive di sviluppo futuro.

La Società conferma la volontà di garantire la massima trasparenza in ogni fase del percorso.

Un passaggio fondamentale per l’accrescimento patrimoniale ed infrastrutturale della S.S. Lazio ed una occasione unica per la riqualificazione ed il miglioramento di uno dei quadranti più importanti della Città che ospita l’impianto”

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DICHIARAZIONI

Lazio, Przyborek si presenta: “Pronto per questa sfida. Ruolo? Conta giocare”. Fabiani: “Con Sarri migliorerà ancora” (AUDIO)

La conferenza stampa di presentazione del nuovo centrocampista della Lazio Adrian Przyborek.

Fabiani:Ragazzo giovane, che seguivamo da tempo. Ha straordinarie qualità tecniche, é chiaro che può migliorare ancora tantissimo. Rientra tra i primi 50 2007 al mondo. Ha tantissimi margini di miglioramento ma già quello che ci ha fatto vedere è importante. Sono convinto che con Sarri cescerà notevolmete e sono certo di parlerà di lui come un calciatore di straordinaria importanza“.

Przyborek:La mia prima impressione è positiva, sono molto entusiasta di inizare questo viaggio in un club così importante. Non vedo l’ora di iniziare“.

Questa è una sfida e sarebbe stata una sfida a qualsiasi età. Giocare in questo campionato è sempre impegnativo, soprattutto con un club così importante, ma ho sempre sognato questo. Non ho parlato con altri giocatori prima di arrivare, mi sono semplicemente confrontato con la mia famiglia.

Mi sento pronto. L’approccio è stato positivo. Sicuramente non sarà facile, ma voglio prendere di petto la sfida e lavorare bene. Ho parlato col mister e so cosa ci si aspetta da me. Non posso che lavorare duro per cogliere le opportunità che avrò“.

Posizione in campo –Mi definirei molto flessibile, posso giocare laterale o al centro ma l’importante è giocare, iniziare a fare sul serio. Essere qui, in una delle squadre più forti al mondo, è per me una sfida e sono pronto ad accoglierla“.

Sono qui da poco ma voglio rimanere. Nuovo club, nuova cultura, nuovi amici. proprio per questo voglio restare. Non ho un obiettivo personale: so che più il livello della squadra è alto, più è meglio anche per me. Sono contento degli ottimi giocatori che ci sono e dell’ottimo club in cui sono arrivato“.

A volte io stesso mi sento un 25enne, anche giocando mi sentivo di avere questa maturità. E ora ho la possibilità di migliorare ancora“.

Da piccolo ho sempre guardato tutti i campionati e ho sempre detto che prima o poi sarei voluto arrivare in Serie A. Ora che ho raggiunto il mio sogno non vedo l’ora di iniziare“.

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DICHIARAZIONI

Lazio, Motta si presenta: “Un sogno e punto di partenza”. Fabiani: “La concorrenza era spietata” (AUDIO)

La conferenza stampa di presentazione del nuovo portiere della Lazio Edoardo Motta.

Fabiani: “Ragazzo che seguivamo e che si è contraddistinto anche per la presenza nella nazionale Under 21. Un acquisto sulla falsa riga di quanto fatto con Mandas. Riponiamo in lui fiducia, siamo contenti di averlo portato qui. C’era una concorrenza spietata”.

Motta: “Per me è un sogno che si realizza esser in un club così importante. Impressioni? Subito buone. Questo è un punto di partenza, in B ho giocato 6 mesi, non ho esperienza; qui mi sono trovato bene subito con compagni, staff e società, che vorrei ringraziare per la fiducia“.

Sulle su qualità – Devo migliorare, fisicamente e tecnicamente. In basse alle richieste dell’allenatore si devono compiere delle scelte, quindi anche con i piedi. Un mio punto di forza possono essere le posizioni, mi reputo abbastanza affidabile. Per il resto atnto da migliorare e da apprendere, cosa che voglio fare ogni giorno, anche guardando i compagni“.

Primo impatto – Ho capito quali sono le richieste e ho provato ad adattarmi subito anche per quanto riguarda la costruzione. Provedel mi ha giù aiutato tantissimo, non posso far altro che rubare qualsiasi piccolezza imparata in allenamento“.

Grande tradizione di portieri alla Lazio – Non c’è timore. Ognuno fa il suo corso. Sicuramente è uno stimolo arrivare dove c’è una grande tradizione. Io cerco di fare sempre il mio quando vengo chiamato in causa“.

Vice-Provedel – Si può imparare sia giocando che stando alle spalle di un giocatore con esperienza. Io a Reggio Emilia ho imparato tanto da Bardi che in quel momento era inamovibile“.

La chiamata della Lazio – Non me l’aspettavo. Ero pronto a pemsare alla gara col Frosinone poi è arrivata questa grande opportunità e non abbiamo detto di no“.

Nesta ex allenatore –Non ho parlato però ne approfitto per ringraziarlo con tutto il cuore perché quando so o arrivato a Reggio, con il suo staff, è stato il primo a credere in me e se sono qui è soprattutto merito suo“.

La scelta –Sicuramente la Lazio è uno dei club più importanti. Il direttore e il suo staff hanno fiducia in me e li ringrazio ancora. Io proverà a ripagare questa fiducia”.

La prospettiva di diventare il titolare in futuro –Se sono qui immagino che ci sarà prospettiva ma non spingo, aspetto il mio momento per sfruttarlo al meglio“.

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DICHIARAZIONI

Lazio, Taylor si presenta: “Qui per il progetto e per ambizione. Gioco di Sarri ricorda il mio Ajax” (AUDIO)

Il centrocampista olandese si è presentato in conferenza stampa.

Lotito: Penso sia un giocatore abbastanza conosciuto; anche qui è stato fatto un avvicendamento non voluto dalla società perché abbiamo accontentato Guendouzi che voleva essere ceduto. La filosofia non è più quella di trattenere, chi vuole andare via può andare. La Lazio non deve essere un punto di partenza, chi rimane deve voler combattere con questi colori. Questo è importante per dare un segnale anche ai tifosi. Non stiamo facendo le svendite, ma c’è un lavoro importante da parte del direttore sportivo, di cui gli do atto e merito. Abbiamo una serie di dossier sui giocatori e sappiamo chi dover prendere. Avete sentito le parole di Ratkov, vogliamo anche qualità morali“.

Fabiani: Le caratteristiche di Taylor rispondono alle esigenze del nostro mister, che conosceva il giocatore. A volte facciamo finta di non conoscerli perché da anni si è messo in moto un meccanismo strano, storia che dovrà pur finire. Se non ci pensano le Istituzioni, ci dobbiamo pensare noi, non possono saltare le operazioni perché si inseriscono 4-5 intermediari che dicono anche cose non vere. Figuriamoci poi se Sarri non conosce i calciatori di Salisburgo o Ajax. Siamo contenti di aver concluso la trattativa con Taylor perché è un grande uomo così come Ratkov. Ha nella gambe il gol. Per il resto lo conoscete, gli diamo il benvenuto. Dal 2023 lo seguiamo, ha fatto in tutto 14 gol e 7 assist“.

Taylor: Le prime impressioni sono buone. Club e compagni mi hanno dato un bel benvenuto. La Lazio è arrivata da me con un bel progetto; è un grande club, ho parlato con presidente e dirigenti: è stato giusto venire qui.

All’inizio non era facile adattarsi, ma anche con l’Ajax ho giocato più o meno allo stesso modo lo scorso anno.

Essere cresciuto all’Ajax significa essere cresciuto in una delle migliori accademie al mondo. Perché ho la serie A? Campionato maturo, mi farà crescere molto.

Destra o sinistra? Per me è uguale. Quello che il mister chiede a me è ciò che chiede anche agli altri centrocampisti: palleggio veloce e provare a segnare.

La squadra penso venga sempre prima, se gioca bene significa che fa bene anche il singolo.

Farioli e Sarri hanno delle cose in comune, ma è ancora presto per dirlo. Davanti alla difesa? Posso giocarci, l’ho già fatto in passato.

I tifosi sono venuti con tanti striscioni a Verona, uno spettacolo bellissimo da vedere. I compagni? Ci ho già parlato un po’ e mi stanno aiutando.

Ho giocato circa 200 partite con l’Ajax poi c’è stata la voglia e l’ambizione di essere qui. Obiettivo? Europa.

A giocare col destro ho imparato da bambino, con mio padre. Cataldi mi ha parlato molto e quando ti parla un giocatore con esperienza non puoi far altro che ascoltarlo.

Accostamento con Kroos? Non voglio dire che sono simile. Io guardavo molto il centrocampo del Barcellona, Xavi, Iniesta e Busquets”.

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DICHIARAZIONI FORMELLO

Lazio, Sarri: “Affrontiamo la difficoltà senza alibi. Fregato ma non me la sono sentita di lasciare. Obiettivo? Creare una base per 2-3 innesti futuri”. Poi sui singoli… (AD/VD/FT)

La conferenza stampa di presentazione del nuovo tecnico della Lazio Maurizio Sarri presso il centro sportivo di Formello: Si riparte con delle difficoltà, ma ai ragazzi ho detto che dobbiamo affrontarla senza crearci degli alibi. Veniamo da due settimi posti, abbiamo bisogno di miglioramenti che in questo momento non possono arrivare attraverso il mercato. L’alternativa ora è migliorarci attraverso il lavoro. Dobbiamo lottare tutti i giorni per gli altri miglioramenti, ovvero quelli relativi alla crescita dei singoli”.

I tifosi stanno rispondendo presente:Ho detto che la Lazialità ti invade e lo dimostrano ancora una volta, i tifosi si incazzano ma poi ancora una volta sono lì. Questo significa essere laziali e questo è uno dei motivi per cui sono tornato qui“.

Il primo pensiero quando ha saputo del blocco del mercato? Che il presidente mi aveva fregato (ride, ndr), ma ormai la decisione era presa. La decisione di tornare era quella, lasciare per la difficoltà mi sembrava brutto nei confronti del club e dei tifosi. C’è stata un’arrabbiatura di un’ora, poi ho messo da parte. Ho fatto una scelta, ho letto che sono tornato perché non avevo alternative ma ho trattato con quattro società italiane, club arabi e sudamericani. È stata un’estate prolifica, ma ho scelto la Lazio per il rapporto con l’ambiente compresi anche i magazzinieri. Tornare è una soddisfazione”.

C’è preoccupazione dopo due settimi posti consecutivi e l’impossibilità di fare mercato?L’obiettivo deve essere costruire una buona base per poi intervenire in futuro sulle 2-3 cose di cui avremo bisogno, non c’è preoccupazione. Questa squadra avrebbe bisogno di qualcosa per fare il salto di qualità necessario. Serve umiltà perché siamo reduci da due settimi posti, ma serve anche convinzione perché c’è margine per crescere. Pensare ad altro ci toglie solo energie, se questo miglioramento ci porterà qualcosa di concreto non lo so”.

Quest’anno centrare l’Europa sarebbe un miracolo?Il rischio che squadre ti sono arrivate subito dietro e possano superarti è evidente. Il Como è la squadra più attiva sul mercato, ma questo ci deve interessare fino a un certo punto, l’obiettivo deve essere costruire una bella base per poi diventare competitivi aggiungendo 2-3 innesti. Più faremo crescere questi ragazzi più saremo solidi, in questo momento se ragioniamo sulle altre squadre ci facciamo del male da soli. Dobbiamo pensare a lavorare e andare in un’unica direzione, serve determinazione feroce“.

Come procede l’adattabilità al suo calcio di Tavares e Dele-Bashiru? “Prima di tutto mi lego a ciò che diceva il presidente, ovvero che si può provare a portare a un limite la squadra ma questo limite magari non è sufficiente. Il fattore economico è fondamentale e lo dimostra il fatto che vincono sempre le società che hanno un fatturato mostruoso. Tavares e Dele-Bashiru sono due libri da scrivere, l’approccio è buono. Nuno non è tatticamente come pensavo, l’esperienza da giovane al Benfica gli ha lasciato qualcosa di importante. Dele è un ragazzo di grande forza, se impara qualche movimento ci può dare una grande mano. Noi questa settimana si voleva lavorare su moduli alternativi, ma abbiamo deciso di posticipare per evitare di mandare in confusione qualche giocatore. Ci lavoreremo quando i giocatori avranno certezze”.

Che step è mancato alla Lazio di crescere ulteriormente dopo il suo secondo posto? “Ho detto che dall’esterno avevo la sensazione che sia mancato questo impatto emotivo che per 4-5 mesi la squadra ha avuto e mi ha fatto impressione per l’energia nervosa e caratteriale che aveva. Può anche darsi che le energie nervose erano al lumicino, sono state giocate tante partite e non parlerei di fallimento per la scorsa stagione. Due anni fa c’era un gruppo con età media molto elevata, c’era bisogno di un cambiamento e i giocatori arrivano a un momento del loro percorso in cui sentono la necessità di cambiare. I cicli finiscono, su questo non c’è niente da fare. Bisogna innescare un ciclo nuovo e non è sempre così semplice, tra un paio d’anni faremo i conti”.

Tornando indietro Sarri avrebbe accettato la Lazio consapevole di non aver potuto far mercato?La vita è fatta di scelte, non puoi mai sapere quali effetti possano portare altre scelte. Da quel punto di vista sono ignifugo, non guarderò mai indietro e sindacare sulle possibili scelte fatte o non fatte. Dovevo solo scegliere se rimanere o meno e ho ritenuto fosse il caso di rimanere e affrontare tutte le difficoltà con la gente laziale”.

Sente la responsabilità anche del garante della stagione della Lazio?Sento di avere l’obbligo di dover dare tutto per rispetto a questa gente. Io non posso essere garante di risultati, né di comprare giocatori da 100 milioni. Io devo sentirmi garante di portare la mia professionalità e mettere l’anima cercando di trascinare un gruppo, magari questo non basterà perché ci serve la gente al nostro fianco. Magari possono criticarci tutta la settimana, ma poi abbiamo bisogno della gente al nostro fianco. Sento la gente partecipe al 100%”.

Ha qualche idea sui due calciatori che potrebbero essere tagliati? Come ha trovato Provstgaard?Visto che in 14 non si può giocare qualche scelta andrà fatta, sarà il percorso che ci dirà chi merita di giocare di più. Sono stati fatti nomi di giocatori che giocheranno tante partite, pensare di avere una gerarchia dopo 8-9 giorni di allenamento è una follia. In questo momento ci sono giocatori che entrano subito in condizione e altri che avranno bisogno di più tempo. Provstgaard ha una grande attitudine al lavoro, ha una professionalità incredibile. È un ragazzo destinato a crescere e fare una carriera di buon livello, poi in questo momento ha da mettere apposto anche lui alcuni dettagli“.

Ha avuto modo di contattare Insigne?Ho cancellato la lista dei desideri dopo che ci hanno bloccato il mercato. L’unico desiderio è lavorare con la squadra, pensare a quello che può succedere tra 4-5 mesi mi sembra porre l’attenzione su qualcosa che non mi fa comodo. Lorenzo mi ha dato tantissimo, ma in questo momento da quello che mi sta dicendo il presidente certe possibilità non ci sono“.

Che derby si aspetta con Gasperini?Le partite contro Gasperini sono sempre dure e difficili, la caratteristica che aveva l’Atalanta è che se l’affrontavi quando stava bene fisicamente era dura, poi magari affrontava qualche momento di down e ci potevi giocare tranquillamente. Le ultime 10 partite con Gasperini sono state sempre vittorie o sconfitte, raramente ricordo pareggi. Sarà una partita difficile, cerchiamo di renderla possibile. Il derby è la partita più costosa dal punto di vista emotivo e di energie, io stavo un giorno al letto dopo i derby perché ti prosciuga, spero mi possa dare le stesse sensazioni“.

Passati 11 giorni di ritiro è sempre convinto che serviranno 2-3 aggiustamenti?Quello va fatta una valutazione corretta, si possono variare delle considerazioni valutando i giocatori quotidianamente rispetto all’esterno. Può essere che le mie idee saranno completamente diverse tra quattro mesi rispetto a quanto pensavo 20 giorni fa. In questo momento i giocatori sono difficilmente valutabili, c’è il ragazzo che magari arriva più pronto ed è più leggero, in questi momenti ci vuole grandissima attenzione a dare dei giudizi”.

Come ha vissuto questo ritiro a Formello e come lo ha vissuto la squadra?La tendenza generale è quella di fare i ritiri nei centri sportivi, specialmente per chi ha centri sportivi di alti livelli. Sono cambiate le abitudini dei giocatori, il giocatore vuole avere la macchina per la crioterapia alle 7.30, sono necessità completamente diverse rispetto a 10 anni fa e nei ritiri in montagna è impossibile trovare queste comodità e abitudini. È una tendenza non della Lazio, ma che si sta generalizzando. Noi ci stiamo trovando bene, è chiaro che l’ideale sarebbe avere un bagno di folla e un contatto diretto con i tifosi 3-4 volte in questo periodo“.

Cosa l’ha colpita tatticamente del 4-2-3-1 di Baroni?La Lazio non mi ha colpito tatticamente, ma dal punto di vista dell’energia che sprigionava in campo. Non posso derogare sul modulo, in certi momenti della partita alzava l’energia e questo ho sempre detto della Lazio di Baroni. A me riesce un calcio diverso, non ho guardato l’aspetto tattico. A Baroni veniva contestato di giocare il 4-2-3-1 e serviva un centrocampista in più, ora arrivo io e mi si chiede di togliere un centrocampista. Belahyane mi piace, ha una bella gestione della palla”.

Si sente di ribadire di voler chiudere la carriera qui alla Lazio?Questo l’ho sempre detto, poi nella vita ci sono momenti più importanti del calcio e purtroppo ho attraversato uno di quei momenti. A me piacerebbe allenare una squadra con l’età media più bassa, è una cosa che mi affascina e penso di saper fare. Il PSG ha dato una lezione a tutti, ha fatto fuori le stelle mondiali e preso dei giovani forti, veramente forti perché li ha pagati tanti soldi, ma ho visto una squadra con una brillantezza e un’energia che con quelle stelle internazionali non poteva avere. Ha vinto dove aveva fallito, la lezione l’ha data a tutti. Questa voglia di allenare una squadra dall’età media molto bassa ce l’ho”.

Che ruolo avrà in questa Lazio Cataldi?Il capitano è il giocatore che ha più presenze nel club, Marusic ci tiene un pochino meno di Cataldi da questo punto di vista ma poi il percorso deciderà chi indosserà la maglia. Cataldi e Rovella verranno gestiti come tutti gli altri, chi merita di più gioca”.

Si sente di avere alibi in questa stagione?Se ti dai degli alibi non tirerai mai fuori il 100% delle tue possibilità, ci si deve dimenticare di tutto questo. Poi il 100% delle proprie possibilità magari non può bastare, se il nostro livello di valore è 7 e rendiamo 7,1 abbiamo fatto un grande lavoro, se poi altre sette squadre faranno meglio avremo comunque fatto un grande lavoro. Ci vuole la consapevolezza di capire che ci sono tante squadre migliori di noi, ma il nostro unico appiglio per il miglioramento è il lavoro In questo momento la squadra deve essere un condensato di umiltà e valori”.

Qual è l’obiettivo del secondo ciclo di Sarri?L’obiettivo del diverimento deve essere per i giocatori, se un giocatore si diverte riesce a contagiare i compagni di squadra, lo staff, la curva e lo stadio. Divertirsi in campo ha una prerogativa, per divertirsi la domenica bisogna lavorare tanto durante la settimana. Per dominare serve equilibrio tattico, per avere equilibrio serve enorme lavoro sul campo”.

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SOCIETA'

UFFICIALE – Lazio, presentazione Sarri: data e modalità nella nota del club

Presentazione di Maurizio Sarri, c’è la data ed anche molto vicina. Andrà in scena tra 48 ore presso il centro sportivo di Formello nella modalità comunicata dalla Lazio in una nota ufficiale: “Si svolgerà giovedì 24 luglio alle ore 18:00, all’interno dello studio multimediale della S.S. Lazio, un ambiente progettato per offrire un’esperienza immersiva e interattiva. L’evento si terrà in linea con quanto previsto originariamente, con l’obiettivo di coniugare innovazione, trasparenza e valore informativo. Ogni testata regolarmente accreditata – specifica la nota – potrà partecipare con un proprio inviato, in una formula che unisce presenza fisica, accessibilità e diffusione digitale“. Il concetto dell’innovazione già divulgato nella prima parte del mese di luglio, ma con l’apertura della stampa in presenza. Correttivo rispetto alle modalità che meno di due settimane fa avevano portato i sindacati dei giornalisti a fare appello al club nella speranza di rivedere la scelta.

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DICHIARAZIONI NEWS

Lazio, presentazione Sarri senza stampa: la protesta di Odg e Fnsi: “Libertà di informazione non garantita”

La Lazio ha annunciato la presentazione del nuovo allenatore, Maurizio Sarri, con una conferenza stampa che si terrà senza la presenza dei giornalisti. La decisione ha provocato una dura reazione da parte dell’Ordine dei Giornalisti del Lazio (Odg) e della Federazione Nazionale della Stampa Italiana (Fnsi), che hanno definito la scelta “inaccettabile” e un grave attacco alla libertà di informazione.

La protesta di Ordine dei Giornalisti e Fnsi contro la scelta della Lazio

Il presidente dell’Ordine dei Giornalisti del LazioGuido D’Ubaldo, ha espresso forte critica verso questa modalità: Non è questo il modo di garantire la libertà di informazione, già da tempo messa a dura prova anche nel mondo dello sport. Purtroppo sono tanti i tentativi che ledono la dignità dei giornalisti e che impediscono di fatto il diritto-dovere di informare”. D’Ubaldo ha invitato la Lazio a rivedere “questa assurda decisione”, sottolineando che il presidente del club, Claudio Lotito, iscritto all’Ordine, dovrebbe essere sensibile a questa protesta civile.

Parallelamente, il presidente della Fnsi, Vittorio Di Trapani, ha definito l’assenza dei giornalisti alla conferenza stampa “uno schiaffo all’informazione, ai giornalisti e alla libertà di stampa”. In un post su Facebook ha chiamato alla protesta civile, invitando i giornalisti a non partecipare allo “show” organizzato dalla società biancoceleste. Di Trapani ha inoltre ringraziato l’Unione Stampa Sportiva Italiana (Ussi) per il “pronto e deciso intervento in difesa della dignità dei giornalisti sportivi”.

Un problema diffuso nel calcio italiano

La decisione della Lazio segue un trend già evidenziato in altre società sportive italiane. Un caso recente riguarda il Napoli, dove l’allenatore Maurizio Sarri ha adottato una politica di conferenze stampa “solo su invito”. Il club partenopeo ha annunciato infatti che alle conferenze stampa potranno partecipare solo i giornalisti delle testate espressamente invitate, suscitando dure critiche da parte di Odg e Fnsi, che hanno parlato di “attentato al diritto dei cittadini di essere correttamente informati”.

Questi episodi evidenziano una crescente tensione tra società sportive e giornalisti, con implicazioni rilevanti per il diritto di cronaca e la libertà di stampa nel mondo dello sport, un settore tradizionalmente molto seguito e influente nel panorama mediatico italiano.