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PROGETTO STADIO RASSEGNA STAMPA

Lazio, Soprintendenza e piano economico: Flaminio in salita

Il futuro del Flaminio resta sospeso tra ambizione e realtà. Da una parte il progetto della Lazio, che punta a trasformare l’impianto in uno stadio moderno da oltre 50 mila posti. Dall’altra una serie di ostacoli che rendono il percorso tutt’altro che semplice: i vincoli architettonici, le osservazioni della Soprintendenza, la sostenibilità economica dell’operazione e il rapporto con la tifoseria.

Secondo l’analisi pubblicata dal Corriere dello Sport, il punto centrale è proprio questo: il Flaminio non è un’area libera su cui intervenire senza limiti, ma un’opera storica, firmata da Pier Luigi e Antonio Nervi, che deve essere tutelata. La pensilina, la struttura originaria e l’identità dell’impianto rappresentano elementi difficili da conciliare con l’idea di uno stadio completamente nuovo e funzionale alle esigenze del calcio contemporaneo.

I dubbi della Soprintendenza

La Soprintendenza ha acceso i riflettori su due aspetti chiave del progetto: la tutela della pensilina storica e l’impatto del secondo anello previsto nel piano presentato dalla Lazio. L’idea del club è quella di aumentare la capienza senza intaccare direttamente l’opera di Nervi, attraverso una struttura esterna in acciaio. Una soluzione tecnica pensata per aggirare il problema dei vincoli, ma che non cancella le perplessità. Il club avrà tempo per presentare le proprie contro deduzioni, ma il messaggio arrivato dagli uffici competenti è chiaro: il Flaminio può essere recuperato, ma non stravolto. Ed è proprio qui che nasce il nodo principale. Perché uno stadio da oltre 50 mila spettatori richiede interventi pesanti, mentre l’impianto attuale vive dentro un perimetro di tutela molto rigido.

Il problema della capienza

Sulla carta, il progetto della Lazio punta a superare il limite strutturale del vecchio Flaminio. Nella pratica, però, realizzare uno stadio moderno in quell’area significa confrontarsi con spazi ridotti, vincoli storici e soluzioni architettoniche complesse.Anche il tema della Curva Nord pesa. L’ipotesi di una curva sviluppata su due livelli, conseguenza della nuova struttura prevista per aumentare i posti, non convince una parte del tifo organizzato. E per un impianto di proprietà il rapporto con i tifosi non è un dettaglio: è uno dei pilastri del piano economico.

Il nodo economico

La questione finanziaria resta decisiva. Il progetto della Lazio viene stimato intorno ai 480 milioni di euro, una cifra enorme se paragonata ai costi ipotizzati per un semplice recupero dell’impianto e dell’area circostante. Secondo il quotidiano, la sostenibilità dell’operazione dipenderebbe in larga parte dal ricorso al debito e dalla necessità di individuare un partner industriale o finanziario forte.

È un passaggio fondamentale. Uno stadio di proprietà non si costruisce solo con un progetto tecnico, ma con un piano economico credibile, ricavi certi, consenso e una visione di lungo periodo. Senza questi elementi, il rischio è che l’ambizione resti intrappolata tra carte, autorizzazioni e conti da far quadrare.

Tifosi e politica, due variabili decisive

C’è poi il tema del consenso. Un’opera di questa portata ha bisogno del sostegno delle istituzioni, della città e soprattutto della tifoseria. La Lazio vive una fase complicata nel rapporto tra proprietà e ambiente, e questo può incidere anche sulla forza del progetto. Uno stadio pieno, vissuto e condiviso è la base per sostenere un investimento così pesante. Se invece una parte consistente del pubblico resta distante o contraria, il modello rischia di indebolirsi prima ancora di partire.

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TIFOSI

Desertificazione Lazio, L’Olimpico è il più vuoto d’Europa

La protesta dei tifosi della Lazio proseguirà, in casa, anche nella prossima stagione, al punto che non verranno sottoscritti gli abbonamenti; l’Olimpico, quindi, continuerà a restare deserto confermandosi come lo stadio più vuoto d’Europa.

Come riporta Il Messaggero, lo stadio Olimpico si conferma il più vuoto d’Europa. Con una media di 8mila spettatori presenti, la Lazio ha il numero più basso di tifosi presenti all’interno del proprio impianto. Numeri impietosi, certo, ma che descrivono perfettamente il punto di rottura e di non ritorno tra tifoseria e società.

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DICHIARAZIONI

Lazio, riecco il vero Lotito: “Reazioni alla lettera? Non mi interessa il dibattito. Stadio vuoto? Non mi fa paura”

Claudio Lotito intercettato dall’agenzia Dire nei corridoi del Senato:

“Io dormo tre ore a notte. Ho scritto questa lettera di notte e l’ho mandata, poi non mi son messo a guardare”. Le reazioni: “Se avessi voluto aprire il dibattito l’avrei fatto con chi l’ha creato strumentalmente…”. Il tifo organizzato, però, ha risposto picche: “Ormai è tardi”, hanno scritto i tifosi.

Non ha paura di uno stadio vuoto per la prossima stagione? “No- risponde – perché io non faccio le cose in termini materiali. Per me la Lazio è un’emozione e io voglio costruire emozioni. Non vogliono venire allo stadio? È legittimo. Io lavoro con responsabilità, senza interessi materiali”.

I sostenitori della Lazio continuano a chiedere un sogno, e lui osserva: “Pure io voglio sognare, ma io voglio sognare anche per il futuro, non solo per il presente. Io ho fatto una lettera aperta per riportare le cose come stanno, senza enfatizzare quello che ho fatto e quello che ho fatto io per il calcio non l’ha fatto nessuno nella storia. La Salernitana l’ho presa in eccellenza e l’ho portata in serie A”.

E ora, forse, ha messo gli occhi sulla Reggina. Magari per fare un favore all’amico di Forza Italia Francesco Cannizzaro, neo sindaco di Reggio Calabria? “Non è vero – risponde – sono solo chiacchiere…”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, la mobilitazione dei tifosi: la situazione tra stadio e abbonamenti tv. Intanto la società…

Niente Olimpico e mobilitazione per disdire gli abbonamenti alla pay tv.

La protesta è inarrestabile. Dopo le tante reazioni social di adesione alla contestazione da 24 ore rimbalzano, sottolinea il Corriere dello Sport, storie e feed di Instagram, rimandano “screen” di abbonamenti disattivati alla pay tv. Domande di rinunce e conferme di cessazione dei contratti con Dazn e Sky sono apparsi nei profili privati di tanti tifosi con note di commento. Sono diventati un collage, raccolto dai canali della Curva Nord. Nella causale alcuni tifosi hanno scritto il nome Lotito. Una rinuncia doppia, dolorosissima. Un distacco dalla Lazio mai così capillare. Un’assenza decisa per essere notata più di qualsiasi presenza.

La portata della contestazione si conoscerà nel corso del tempo. La Lazio, conclude il quotidiano, conta di lanciare comunque una campagna abbonamenti per chi volesse sottoscrivere le tessere e usufruire degli sconti. Il danno al botteghino sarà quantificabile solo in corsa così come quello già avvenuto nell’annata appena conclusa. I ricavi da gara calcolabili relativamente alla stagione 2025-26 sono parziali, si trovano nella semestrale del 31 dicembre scorso: 8,7 milioni. Nel dettaglio 4,713 milioni (ricavi da gara) e 3,962 milioni (da abbonamenti). Il conteggio è frutto delle quote-partita giocate da fine agosto a fine dicembre. I conti da gennaio a maggio si conosceranno nella prossima semestrale. I tifosi hanno rinunciato agli abbonamenti già pagati pur di protestare da fine gennaio in poi. Di biglietti ne sono stati venduti meno nelle partite in cui i gruppi organizzati hanno chiesto l’adesione all’assenza. C’è stato un pienone con il Milan, poi quello in finale di Coppa Italia. La stima maggiore per il 2026-27 prevede il rischio di un buco nel bilancio di 20 milioni tra abbonamenti, biglietteria e merchandising. I diritti tv sono la fonte principale di sostentamento per la Lazio e il calo degli abbonati è un altro rischio di indebolimento economico.

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PROGETTO STADIO

UFFICIALE – Stadio Flaminio, fissata la data di inizio della conferenza dei servizi preliminare

Sul sito del Comune di Roma la nota ufficiale sull’inizio della conferenza dei servizi preliminare per lo stadio Flaminio.

Inizierà giovedì 28 maggio 2026 la conferenza dei servizi preliminare per analizzare il progetto di riqualificazione, ammodernamento e ampliamento dello Stadio Flaminio (ai sensi dell’articolo 4 del decreto legislativo numero 38 del 2021) presentato dalla S.S.Lazio.
Nella prima riunione plenaria il Rup, insieme con i tecnici della Lazio, illustrerà il progetto agli uffici competenti dell’amministrazione comunale e degli Enti preposti alla valutazione di fattibilità del progetto, compresa la possibilità di superare o meno i vincoli sussistenti sullo Stadio.

“Il recupero e la riqualificazione dello Stadio Flaminio – dichiara il sindaco di Roma Capitale, Roberto Gualtieri – rappresentano una priorità per questa amministrazione, perché parliamo di un luogo simbolico della città che merita di tornare a vivere e a essere valorizzato. L’avvio della conferenza dei servizi preliminare è un passaggio importante previsto dall’iter: ora saranno gli enti competenti a svolgere tutte le valutazioni tecniche necessarie con la massima attenzione e nel rispetto delle procedure”.

“Questa prima fase – spiega Alessandro Onorato, Assessore ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda di Roma Capitale – è tecnica, non politica. Saranno chiamati a dare il proprio giudizio gli esperti dei 39 enti coinvolti. I tempi che la procedura prevede sono: dopo 45 giorni dalla protocollazione, salvo eventuali richieste di integrazioni che potrebbero comportare ulteriori 30 giorni e in caso di esito positivo della conferenza dei servizi, il progetto dovrà ricevere il pubblico interesse prima dalla Giunta e poi dall’Assemblea Capitolina. Successivamente la Lazio dovrà sviluppare il progetto di fattibilità tecnico-economica che dovrà acquisire i pareri in una conferenza dei servizi decisoria, con le stesse tempistiche di quella preliminare. A quel punto arriva la delibera di approvazione prima della fase di gara finale”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE …’ – Lazio, Cardone: “Lotito sbaglia tutto con i tifosi, ma la squadra merita che la sua gente vada allo stadio” (AUDIO)

GIULIO CARDONE in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Quella di Motta è una storia favolosa, da Lazio.

Io ricordo un Lazio-Inter incredibile del 2009 a Pechino, era la Supercoppa. Quando mi chiedete del divario netto, penso a quello, a l’Inter del triplete; la Lazio fece un’impresa incredibile, con sacrificio e grazie alle parate di Muslera. Poi anche le finali con la Juve mettevano la Lazio davanti a tridenti fortissimi.

L’obiettivo della Lazio, da qui alla finale, è quello di potare tutti. Ma come diceva Sarri, la differenza è tra portarli e averli in condizione, quindi si lavorerà per averli tutti al meglio.

Questa squadra merita affetto e rispetto. La situazione con i tifosi la paga la squadra. L’astio per Lotito ha nettamente superato l’amore e la passione per la Lazio. Non avallo i comportamenti di Lotito, sbaglia tutto nei modi di porsi con la tifoseria, ma va trovata un’altra soluzione. Per me non andare allo stadio non è una soluzione. Prendo atto e rispetto, ma non condivido. La premessa è che tutto nasce da come si pone il presidente, è chiaro; la frase sulla storia della Lazio è la peggiore ma la squadra merita che la sua gente vada allo stadio. Servirebbero contestazioni che non vadano ad incidere sulla squadra”.

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CURIOSITA'

Verdone polemico sul nuovo stadio della Roma: “La Lazio lo avrà al centro. Il nostro dov’è? Non mi ricordo…”

Fanno già discutere sui social le dichiarazioni di Carlo Verdone che, ospite del podcast ‘Supernova‘ di Alessandro Cattelan, ha commentato a modo suo la tematica stadi dei due club capitolini, ‘bacchettando’ la sua Roma per la scelta di Pietralata e ‘invidiando’ la Lazio, che punta sul recupero del Flaminio.

Con la consueta spontaneità, Verdone si è detto ‘disperato’ per la decisione della Roma di costruire il nuovo stadio a Pietralata. Tra comfort e abitudine, l’attore e regista si rammarica: “Lo stanno a fa laggiù… a me l’Olimpico me stava tanto comodo…“. Poi il confronto, impietoso, con l’altra sponda della Capitale, in un derby logistico che vede i biancocelesti in vantaggio: “La Lazio avrà lo stadio in centro, mentre noi della Roma dovremo andà dove? Non mi ricordo… speriamo bene“.

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PROGETTO STADIO

Flaminio, la Lazio ha consegnato la documentazione richiesta per avviare conferenza servizi

Lazio-Stadio Flaminio, si procede a piccoli passi. Il club biancoceleste in giornata dovrebbe aver consegnato agli uffici capitolini la documentazione richiesta in data 3 marzo dall’amministrazione capitolina.

Se le carte consegnate oggi venissero ritenute congrue e sufficienti, allora dopo una breve valutazione, finalmente, si potrebbe dare il via alla Conferenza Servizi Preliminare (CSP).

Giova ricordare che la CSP deve avere una durata minima di 60 giorni. In questo periodo infatti, da parte di un altro proponente si potrebbe presentare un altro progetto per riqualificare il Flaminio.

Tutte le proposte presentate verrebbe valutate in CSP, quindi verrebbero prese in considerazione solo quelle suscettibili di pubblico interesse da parte del Campidoglio.

GLP

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PROGETTO STADIO

Lazio, il progetto Flaminio al bivio: il nodo Soprintendenza sull’attuale struttura

Il coefficiente di giallo è alto sul fronte Lazio-Flaminio. Ed è legato a quello che manca — ma che allo stato «non può proprio mancare», spiega Federsupporter — nel plico del progetto presentato dal patron Claudio Lotito. Perché tra le migliaia di pagine del dossier che «vale» investimenti sull’area da quasi mezzo miliardo, oltre ai focus su mobilità e parcheggi, non c’è ancora l’elemento imprescindibile: il nesso col Piano di Conservazione legato al programma «Keeping it modern» della Getty Foundation, strumento che garantisce il prezioso sì della Soprintendenza e blinda la polivalenza, unica in Italia, del Flaminio.

Il Piano preserva l’attuale struttura, sotterranei, campi e piscina, inclusi i «vecchi merletti» del capolavoro del Brutalismo architettonico firmato Nervi. Ed è stato adottato dal Campidoglio con delibera di giunta del 2018. Ergo, il progetto si è spinto fino al bivio: o lo spirito polifunzionale dello stadio resta tale quale, ma chissà se è compatibile con le aspettative di Lotito; o tocca annullare la delibera per ripartire alla conquista del prezioso sì dei Beni Culturali. Corriere della Sera

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Prandi: “Lazio, mai un periodo così disorientante. Non andare allo stadio unica arma…” (AUDIO)

ANDREA PRANDI (La7) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“E’ un periodo difficile, si fa fatica a vivere la lazialità. Si litiga anche con gli stessi compagni, gli amici, ci sono differenze di vedute. E’ un momento in cui bisogna restare uniti e combattere. I risultati postivi vengono molto dopo in questo periodo. Abbiamo vissuto tanti momenti di Lazio, ma uno così disorientante non c’era mai capitato.

Sulla contestazione, sono il più radicali dei radicali. Io non avrei scelto di tornare allo stadio neanche con il Milan. Lo stadio è l’unica arma che il tifoso laziale ha per contestare questa proprietà. Colpirlo su quello che f amale. Nessuna tifoseria del mondo si è mai allontanata così tanto dalla propria società. C’è un’idea di Lazio, quella che coltiviamo da bambini, che oggi non viene rappresentata a Formello. Io non andrà neanche a Lazio-Milan”.