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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Mattei: “Per Lazio-Milan pieno lo stadio ma non la cassaforte della società. In tutto ciò Lotito…” (AUDIO)

STEFANO MATTEI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“L’Atalanta ieri con Sarri in panchina non avrebbe fatto quella figura. Palladino, che io stimo, ha peccato di presunzione: affrontare il Bayern uomo a uomo, a tutto campo, con due punte, ha significato esporsi a grandi rischi. Poteva prenderne 12. L’esperienza nel calcio conta. Si dice che Sarri pensa solo alla difesa: vuol dire che ha capito che non può competere faccia a faccia con le grandi, quindi lavora prima di tutto per non prendere gol.

Il momento del calcio italiano lo vediamo anche da questo: nessuna squadra sarà ai quarti di Champions League. L’Europa League non è ai livelli della massima competizione e la Conference neanche la cito. Questo spiega anche la situazione della Nazionale.

Le società, per risparmiare, prendono profili che non si sa che tipo di rendimento possono offrire. Il Lecce Primavera ha vinto il campionato due anni fa senza un italiano. I nostri ragazzi non vengono seguiti e preparati.

La decisione dei tifosi? Credo che il comunicato sia stato fatto per far vedere che si va avanti, dimostrando l’importanza del pubblico. Giocare con 50mila spettatori è diverso da giocare davanti a 2mila. Ripeto, si va avanti, è giusto così. Per riempire lo stadio in occasione di Lazio-Atalanta avrebbero dovuto pagare tutti, invece così la Lazio avrà pieno lo stadio ma non la cassaforte. Poi una considerazione: in tutto quello che sta accadendo, con le dichiarazioni anche di Sarri e dei calciatori, avete mai sentito una parola del presidente Lotito per affrontare la situazione?

Alcuni sostengono che, in quanto dipendente, Sarri non dovrebbe esprimersi così, allora mi chiedo come mai questa società non prende provvedimenti”.

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ESCLUSIVE

‘NMM’ – Faccini: “Lato sportivo in secondo piano. Sarri sta facendo un miracolo” – (AUDIO)

Il giornalista del Messaggero, Niccolò Faccini, è intervenuto oggi pomeriggio ai microfoni di Radiosei per commentare il momento Lazio, in attesa della sfida odierna di Cagliari della squadra di Sarri.

“In casa Lazio purtroppo il lato tecnico è sempre in secondo piano. La squadra è stata smembrata dalla direzione sportiva e credo che a livello tecnico la situazione sia peggio di quello che vediamo. Arriviamo a Cagliari con la miglior difesa esterna, come il Bayern Monaco. A Cagliari, se escludiamo il ko del 2013 quando si giocò in campo neutro a Trieste, la Lazio non perde dal 2011”.

“Alla conferenza del Flaminio non ho potuto essere presente. Da quest’anno si è scelta una sala con capienza limitata, oggi è difficile anche lavorare col computer. Era possibile esserci con un giornalista per testata e questo mi sembra tanto un’autorete. Citando Dante, “Il modo ancor m’offende”. E’ sempre un lessico e un gergo che mette distanza. La società amio avviso dovrebbe interrogarsi su perché lo stadio si svuota…”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA PROGETTO STADIO

‘NMM’ – Pef, criticità e vincoli Flaminio, Zanchi: “L’ostacolo maggiore è il parere statale sulla doppia struttura. Obiettivo 2032 difficile” (AUDIO)

MARTINA ZANCHI (Il Tempo) in collegamento a ‘NMM’

“La mia domanda sulle fonti di finanziamento fatta durante la conferenza stampa del progetto Flaminio è giusto definirla banale. Nelle conferenze stampa su progetti urbanistici importanti la domanda più gettonata è quella, in virtù di un valore dichiarato dell’investimento di 480 milioni. Lo stupore successivo mi ha sorpreso. Dopo il primo intervento, va detto, c’è stata la risposta di Scibetta più articolata. La risposta alla domanda, quindi, c’era. Mi sono semplicemente chiesto il motivo di quell’iniziale smarrimento.

La Newco tecnicamente sarebbe il soggetto incaricato a firmare la convenzione con Roma Capitale per il Flaminio. Una nuova società di capitali posseduta dal club. Lotito ha sottolineato che la Lazio resterà protagonista di questo processo con una sorta di erogazione iniziale che poi si invertirebbe.

La procedura prevista è quella rispondente alla norma della Legge Stadi, ossia quella seguita dalla Roma. Prevede che si faccia una conferenza di servizi preliminare con l’obiettivo di vedersi riconosciuto l’interesse pubblico. Successivamente, laddove andasse a buon fine la procedura del pubblico interesse, si dovrà redigere un nuovo progetto definitivo più dettagliato con cui poi si andrebbe ad affrontare la procedura decisoria. Tempistiche? La Roma ha iniziato la conferenza dei servizi preliminare a novembre 2022, ha avuto il pubblico interesse dell’assemblema capitolina a maggiore 2023, ha depositato il progetto definitivo a dicembre 2025. Ora c’è l’attesa per la conferenza decisoria.

Obiettivo 2032 con la candidatura dello stadio per gli europei missione quasi impossibile? La tempistica prevista dal ministero riguarda la prima scadenza a luglio 2026 per gli ok definitivi. Diciamo che l’obiettivo che si è posta la Lazio è difficilmente raggiungibile. Devono proprio correre per essere pronti con la progettazione finale per questa estate. Anche perchè c’è la possibilità che vengano chieste delle integrazioni al progetto preliminare.

Il vincolo più complicato? Tutto ciò che non è comunale e riguarda lo stato. Loro hanno presentato una soluzione molto innovativa per tutelare la struttura originaria del Flaminio che sta marcendo. La leggera struttura aggiuntiva in estensione e protezione di quella orignaria. Bisogna vedere come la prenderanno. Con Roma Nuoto la Soprintendenza è stata molto rigida, poi ogni progetto viene valutato di per sè. Superato questo vincolo, la strada potrebbe essere in discesa. Se questo progetto, viceversa, venisse inteso come modifica dei connotati, chiaro che le cose sarebbero più complicate. Non bisogna aspettare molto per capirlo, questione di settimane. La Lazio, per tutto il resto, ha ragione a dire che quel quadrante, già oggi, è in una situazione critica. Difficile che vada a peggiorare, vale la pena cogliere le proproste della società per migliorarle.

L’opposizione dei comitati è marginale, ora spetta solo alla valutazione tecnica del progetto prendere una decisione. La posizione della Fondazione Nervi? Loro hanno minacciato di impugnare questo progetto, sono i detentori dell’eredità dei Nervi, ma non so dire quanto possa essere ostativa questa posizione”.

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PROGETTO STADIO RASSEGNA STAMPA

Lazio, le incognite finanziarie del progetto Flaminio: analisi e prospettive

Alla Lazio la pro­prietà dello sta­dio con­sen­ti­rebbe di fare un salto di qua­lità nei ricavi – scrive il Corriere dello Sport – , offren­dole la pos­si­bi­lità di sca­lare qual­che posi­zione nella gerar­chia eco­no­mica del cal­cio di Serie A. In tutte le espe­rienze euro­pee di costru­zione di stadi nuovi o di riqua­li­fi­ca­zione in chiave moderna di impianti esi­stenti, la cre­scita dei ricavi è stata note­vole. La Juve tri­plicò – da 11,5 a 31,8 milioni – i ricavi da sta­dio (biglietti, abbo­na­menti, hospi­ta­lity) già nel primo anno di entrata in ser­vi­zio dello Sta­dium. Il Lione addi­rit­tura li qua­dru­plicò, da 11 a 42, in soli due anni. La stessa espe­rienza por­tano Ben­fica, Atle­tico Madrid, Tot­te­n­ham, Ajax e tutti i club euro­pei che hanno inve­stito in un impianto moderno. Per la Lazio i ricavi da gara nell’ultimo bilan­cio 2024/25 si sono atte­stati a 22,9 milioni, con­tro i 27,7 dell’anno pre­ce­dente, in cui aveva dispu­tato la Cham­pions. È un livello troppo basso per le ambi­zioni del club, per­ché le squa­dre di ver­tice viag­giano sui 70 (il Milan) e addi­rit­tura l’anno scorso quasi 100 l’Inter, gra­zie al per­corso Cham­pions. La Juve è a 65 men­tre la Roma ha chiuso a 44,5: il dop­pio della Lazio, nella stessa città.

Lotito ha ipo­tiz­zato che dall’incre­mento dei ricavi da bigliet­te­ria e dai naming rights possa arri­vare, in aggre­gato, un extra di una tren­tina di milioni. Per ripa­gare il costo dello sta­dio (sti­mato sui 450-500 milioni) non baste­ranno però i 15 anni a cui ha accen­nato, per­ché il valore finan­zia­rio del tempo obbliga a scon­tare i flussi finan­ziari futuri. Pure con tutte le age­vo­la­zioni che il finan­zia­mento di un impianto spor­tivo potrebbe attrarre, il costo del capi­tale di un club di cal­cio non può essere sti­mato sotto il 7-8%, nella più rosea delle ipo­tesi. A tassi di sconto di tale ordine di gran­dezza, un flusso finan­zia­rio di 30 milioni per 15 anni avrebbe un valore attua­liz­zato di circa 270. Per coprirne 450 solo con auto­fi­nan­zia­mento non baste­reb­bero 50 anni, dun­que le inco­gnite finan­zia­rie del pro­getto restano signi­fi­ca­tive. A meno che i 30 milioni addi­zio­nali che Lotito si aspetta non cre­scano nel tempo.

Per fare ciò ser­virà rian­no­dare un filo spez­zato coi tifosi, che oggi diser­tano l’Olim­pico in segno di pro­te­sta. Se è vero che la volu­bi­lità delle piazze cal­ci­sti­che può sem­pre modi­fi­care tante situa­zioni, soprat­tutto se arri­vas­sero final­mente risul­tati spor­tivi tali da riac­cen­dere la pas­sione, biso­gna ricor­dare che senza il coin­vol­gi­mento di chi dovrebbe riem­pirlo, un pro­getto archi­tet­to­nico(o finan­zia­rio) è desti­nato a sof­frire. Sul fronte dei finan­zia­tori esterni, non si può esclu­dere che Lotito leghi il pro­getto al sogno di quo­ta­zione al Nasdaq, anch’esso piut­to­sto incerto per­ché compor­te­rebbe quasi cer­ta­mente una dilui­zione dell’attuale azio­ni­sta che non sem­bra risie­dere tra i desi­de­rata del pre­si­dente.

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PROGETTO STADIO

Flaminio, Onorato: “Documentazione della Lazio completa, ora sarà valutata la compatibilità con il quadrante”

 “La documentazione da parte della Lazio” sul progetto di riqualificazione dello stadio Flaminio “è molto completa, importante, e permetterà al Comune di Roma di avviare la Conferenza dei servizi che coinvolgerà più istituzioni, tantissimi soggetti che saranno chiamati a dire se questo progetto è compatibile con un quadrante importante di Roma”. Lo ha detto Alessandro Onorato, assessore ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda di Roma Capitale, a margine della presentazione dell’indagine dell’Osservatorio Destination Wedding in Italy di Convention Bureau Italia e della sua divisione Italy for Weddings, a Roma.

“Prima di dare giudizi dobbiamo aspettare che chi di competenza analizzi in maniera scientifica e puntuale una progettualità che è altrettanto importante – ha aggiunto -. Capiamo perfettamente i dubbi legittimi di chi abita in quel quadrante molto importante per Roma, a cui naturalmente noi teniamo molto e su cui abbiamo la massima attenzione. Però prima di confrontarci è fondamentale che gli uffici ci dicano puntualmente se il piano della mobilità, se il piano collegato ai vincoli di sicurezza stradale possano essere accettati o meno, altrimenti rischiamo di avere un confronto che non è completo, che non è puntuale. Io credo che sugli stadi, più che parlarne, bisogna essere molto concreti. A Roma si parla di stadi di Roma e Lazio da oltre 35 anni e nessuno li ha mai realizzati. L’amministrazione vuole che ognuno, chiamato a dare delle risposte, faccia il suo lavoro in totale serenità e indipendenza. Sono ruoli diversi da quelli della politica. Una volta che l’iter della conferenza dei servizi sarà concluso, a quel punto è normale che prima di dare un interesse pubblico ci confronteremo puntualmente con i residenti, i concittadini e un processo di partecipazione”. (ANSA).

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ESCLUSIVE

‘NMM’ – De Giuseppe: “Un’emozione presentare il progetto Flaminio, ecco cosa mi ha impressionato… Sarri e Lotito, ieri a Formello…” (AUDIO)

ALESSIO DE GIUSEPPE (Dazn) in collegamento a ‘NMM’

“Essere coinvolto nella conferenza stampa di presentazione del progetto Flaminio è stata una grande emozione, un privilegio. Dazn mi ha proposto di essere conduttore dell’evento, ne sono stato molto felice ed onorato. Devo dire che Lotito è stato molto gentile nei miei confronti, c’è stata grande attenzione con il suo staff circa i punti che andavano sottolineati. Mi ha impressionato la qualità di professionisti e tecnici che sono stati messi insieme. La loro caparbietà e la determinazione che il progetto vada a buon fine. Questo è quello che ho percepito.

Vedere questo monumento lasciato così è un pugno al cuore per ogni appassionato di sport e di architettura. Riqualificare quella zona e conservare un’opera del genere sarebbe straordinario. Dal punto di vista estetico certamente sarebbe uno stadio fuori dal comune. Per il nostro Paese sarebbe una cosa clamorosa. L’dea che hanno avuto è assolutamente rivoluzionaria e geniale, ora vedremo il corso di tutti gli aspetti della burocrazia.

La contestazione dei tifosi? E’ un grande peccato. Il pre-gara dell’Olimpico non ha nulla da invidiare a nessuno. Vengono i brividi per l’atmosfera ed il coinvolgimento. Anche Sarri ribadisce sempre questo piacere, i tifosi della Lazio sono una componente importantissima del nostro calcio. La parte sportiva è difficile da giudicare. Dal punto di vista comunicativo e tecnico, Sarri ha comunque reso. Il tifoso della Lazio si riconosce nel proprio allenatore. Oggi pensi a Sarri e pensi alla Lazio, il resto della sua carriera ora è davvero alle spalle. E’ un punto di riferimento. Ieri a Formello ho visto Sarri, l’ho incontrato, era molto sereno ed ho notato il rapporto di confidenza che ha con Lotito. Per il futuro dell’allenatore penso che tutto possa sistemarsi. E’ un punto di riferimento per tutto il mondo Lazio. E’ giusto interrogarsi su cosa sarebbe stata questa stagione senza di lui”.

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PROGETTO STADIO RASSEGNA STAMPA

Lazio, il Flaminio nella lista di Euro 2032? Tempi stretti e scadenze…

Il presidente Claudio Lotito, nella conferenza stampa di presentazione del progetto Flaminio, ha parlato di sogni Europei legato alla manifestazione del 2032 e di far entrare il nuovo impianto nella lista degli stadi ospitanti: ma è davvero possibile?

Come riporta Il Messaggero nella sua edizione odierna, per poter inserire il Flaminio nella lista degli stadi per Euro 2032, la Lazio dovrà ottenere entro il prossimo 31 luglio 2026 tutta quanta l’approvazione del proprio progetto sullo stadio, sia da un punto di vista architettonico che finanziario. Se ciò non dovesse realizzarsi, ecco che il primo obiettivo prefissatosi dalla società cadrebbe amaramente.

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PROGETTO STADIO RASSEGNA STAMPA

Lazio, il sogno di un nuovo stadio con la realtà del solito Lotito

Lotito non lascia, raddoppia: «Finché sarò il presidente la società non sarà in vendita. Tutte falsità quelle dette in giro». La risposta a contestatori, retroscenisti e reazionari è arrivata a margine della presentazione del Flaminio. Lotito ha rilanciato la sua presidenza proponendo un manifesto programmatico. Parte nel 2026, è proiettato a «Lazio 2032, il Sogno responsabile», lo slogan. Si sono visti e ascoltati due Lotito ieri a Formello. Il primo, d’apertura, per la prima volta da testo. Ha letto il discorso di presentazione, una mossa per «non essere frainteso». Più che altro un Lotito “blindato”, in società volevano evitare che debordasse, per tutta la conferenza si è cercato di sottrarlo alle domande, di eludere quelle legate alla contestazione e alla petizione in corso firmata da oltre 40.000 tifosi. Tema, quest’ultimo, rimasto inevaso. L’inibizione ha retto poco. Il secondo Lotito, di chiusura, quello schiumante, è stato il Lotito più autentico: «Qatar, non Qatar. Non abbiamo bisogno di nulla, non vogliamo dipendere da nessuno. La Lazio dev’essere libera dalla dipendenza di tutti. Non libera la Lazio ma una Lazio libera».

Il progetto Flaminio da 480 milioni è un progetto rivoluzionario per il concept di “due stadi in uno”, quello esistente di Nervi e quello nuovo sovrapposto, ma è stato presentato nella stagione dell’Olimpico spopolato. Da parte di Lotito era auspicabile l’annuncio di un’azione tesa al riavvicinamento alla gente. Piani immediati, non solo futuri. «La Lazio è di chi la ama… stiamo lavorando per renderla immortale», una delle frasi più a effetto. Il presidente ha rimandato tutti a fine marzo, quando presenterà il piano “Lazio 2032”. Il Flaminio lo ha presentato come «una visione». Ha parlato di «rifunzionalizzazione» che «non riguarda soltanto la Lazio, riguarda Roma, la sua storia urbanistica…». Lotito, con lo stadio, punta a centrare una patrimonializzazione da oltre un miliardo. Ha svelato qual è la newco (new company), serve a gestire la costruzione dell’impianto, è Lazio Marketing: «Nel 2027 recupererò 30 milioni di cassa – ha spiegato Lotito – che spendo per pagare i debiti pregressi. Lazio Marketing, posseduta al 100% dalla Lazio, produce dal 2006 15-18 milioni. Se carico 480 milioni alla Lazio creo un problema. Niente scatole cinesi». Il presidente s’è detto pronto «al confronto. Siamo pronti ad ascoltare». E’ l’unico riferimento alla contestazione: «Possiamo discutere, anche criticare. Ma non perdiamo di vista l’obiettivo: lasciare alla Lazio e alla città qualcosa di duraturo».

Lazio 2032, come spiegato da Lotito, «sarà un momento di confronto aperto con le istituzioni, con i nostri partner e con i tifosi… Lo stadio non è un punto di arrivo, ma uno strumento per crescere in modo stabile…». E ancora «Lazio 2032 sarà illustrata insieme alla società di consulenza Deloitte e all’Università Luiss», si tratta di «un piano industriale a cinque anni fondato su sostenibilità economica, crescita patrimoniale e competitività sportiva». Lotito non ha risposto alla domanda legata al modo in cui sarà coinvolta Deloitte, è stato il responsabile della strategia ed organizzazione della comunicazione, Emanuele Floridi, a intervenire al posto del presidente: «Deloitte insieme alla Luiss ci aiuterà a costruire il piano strategico. Dimostreremo a tutto il calcio come in Italia è possibile fare un calcio sostenibile, senza l’intervento di fondi o indebitamenti vari». Dunque non c’è l’intenzione di aprire all’ingresso di fondi o azionisti. Tra i piani c’è lo sbarco al Nasdaq. Lazio 2032 si inserisce nel piano per gli Europei 2032: «La Lazio ha già formalizzato una manifestazione di interesse affinché il Flaminio possa essere valutato tra le possibili sedi», ha detto Lotito. Ma il progetto è alla fase di presentazione, non di approvazione. La scadenza delle candidature è luglio 2026. Lotito si è definito «gestore di un patrimonio di sentimenti da tramandare. Io non ho mai chiesto aumenti di capitale ai tifosi. Non chiedo aiuto esterno, solo il rispetto del ruolo e di quello che uno fa». E’ lo stesso Lotito che si batte contro l’azionariato popolare. Il Lotito più chiuso. Il vecchio Lotito. Corriere dello Sport

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PROGETTO STADIO

Presentazione Flaminio, Lotito su futuro, finanziamenti e Newco: “Lo stadio si autofinanzierà. La Lazio non è in vendita” (AUDIO)

Terminata la conferenza stampa di presentazione del progetto-Flaminio, spazio alle domande dei cronisti presenti.

A Lotito: “Quando è scattata la scintilla per il Flaminio? Inizialmente non aveva dichiarato ‘amore’ per questo stadio”.

“Intanto io avevo tentato come ricorderete, appena diventato presidente, di creare uno stadio fuori di Roma, perché l’ipotesi Flaminio non era percorribile, il Comune all’epoca non era disponibile. Poi all’epoca mi hanno impedito di realizzare uno stadio che sarebbe stato di livello mondiale. Impedito per presunte logiche idrogeologiche. Lo stadio si autofinanzierà tramite le sponsorizzazioni. Vogliamo un confronto trasparente, questa sarà una struttura a servizio della collettività2.

Domanda all’ing. Alessandro Lanzetta:

“Per la tempistica, prevediamo l’inizio dei lavori per il primo semestre del 2027 e il completamento dei lavori per il primo semestre del 2031. L’iter è quello della legge sugli stadi, come quello della Roma. Per il trasporto, la metro C non è tenuta in considerazione nel nostro progetto, non c’è alcun riferimento. Sono sufficienti i trasporti esistenti. Fonti di finanziamento? Il piano economico-finanziario è di circa 600 pagine. La documentazione è stata presentata, le fonti sono di vario genere: autofinanziamento, sponsor e tutti i soliti strumenti che vengono utilizzate”.

Prende parola Cibetta:

“Per il finanziamento, c’è l’apporto di capitale che è di circa 80 milioni di euro. Mentre altre fonti sono riferite all’apporto finanziario di terzi, come la gestione degli impianti e i ricavi provenienti non solo dalla gestione ma anche da strumenti ordinari”.

Il Prof. D’Olimpio:

“I parcheggi? Il nostro è uno studio di pre-fattibilità. È prematuro parlare dei parcheggi. Abbiamo individuato delle aree a titolo indicativo, sicuri che ci può essere una compensazione tra un’area e l’altra. Le aree non possono essere interpretate come esecutive, è un punto di partenza. Va fatto il progetto. La questione acustica e dell’innalzamento dei decibel? Ne stiamo discutendo. Parliamo di cose premature in questa fase, dobbiamo ancora sviluppare la progettazione”.

Sul tema risponde anche l’arch. Casamonti:

“Sui parcheggi, bisogna tutti fare un cambio culturale. La questione dei parcheggi è sbagliata. Più parcheggi si fanno, e più macchine vengono portate. A Tirana la gente ci va a piedi allo stadio, non ci sono parcheggi. Tutti noi dobbiamo abituarci ad andare alle manifestazioni anche a piedi. Questo è un elemento di grandissimo cambiamento culturale che l’Italia deve compiere, la macchina ci fa male alla salute. Cavaletti intorno allo stadio? Ci saranno dei pali sotto ogni cavalletto, faremo delle indagini su dove andremo a forare. Saranno 46 cavalletti, ognuno avrà un palo doppio. Sono più di 90 foro di un metro e mezzo, non credo che inficeranno la parte archeologica che rimarrà intatta e preservata. Il Flaminio per gli Europei 2032? L’Italia quando vuole riesce a fare opere straordinarie in tempi brevi, cito il Ponte Morandi di Genova per esempio. Se c’è la volontà e ci sono i finanziamenti, abbiamo le capacità per farlo. Qui mi sembra che ci sia la volontà, speriamo che le cose per una volta funzionino nel modo giusto. Penso che per i tempi ci siamo”.

Prende parola Floridi:

“Il 30 marzo, Deloitte insieme alla LUISS ci aiuterà a costruire il piano strategico. Aiuteremo e dimostreremo a tutto il calcio come ancora oggi in Italia è possibile fare un calcio sostenibile, senza l’intervento di fondi o indebitamenti vari””.

Interviene il presidente Lotito:

“Abbiamo già fatto l’istanza per inserire lo Stadio Flaminio agli Europei 2032. Poi serve l’autorizzazione. Abbiamo fatto oggi questa riunione per far capire che noi vogliamo avere un confronto trasparente, siamo sicuri e convinti delle nostre idee. Riguardo ai futuri parcheggi, ma voi da Piazza del Popolo a Piazza Apollodoro prendete la macchina? A Roma ci sono anche le biciclette assistite, c’è la moto. Abbiamo previsto il parcheggio anche a Piazza Mancini”.

Domanda ad Andrea Caloro (Legends Global Ambassador):

“Il nome dello stadio? Noi siamo partner della Lazio e del presidente Lotito, sarà un lavoro a quattro mani. Siamo coinvolti nella gestione, ma non siamo esclusivisti. Altri sport o concerti? L’impianto ospiterà altri eventi nel rispetto della realtà locale. Lo stadio con queste dimensioni e questi costi non può sostenersi solo con le partite della Lazio. Nel massimo rispetto della realtà locale, il Flaminio ospiterà altri eventi”.

Interviene Lanzetta:

“La scelta del nome dello stadio è ancora prematura, anche per una questione scaramantica ci rifletteremo più avanti. Il prossimo passaggio ora è l’apertura della conferenza dei servizi, i tempi dipendono dall’analisi progettuale. Dopo l’eventuale ok, ci sarà la pubblica utilità. Speriamo di lavorare giorno per giorno per portarlo a casa”.

Parola all’architetto Pierluigi Nervi:

“Se tutta la famiglia è d’accordo con il progetto della Lazio? C’è chi è d’accordo e chi non. La Fondazione che fa capo a mio fratello Marco e sua moglie hanno delle lodevoli iniziative per la tutela delle opere. Ma solo loro fanno parte della Fondazione, nessuno della famiglia ha aderito. Noi ci aspettiamo di vedere il futuro, e il futuro è quello che abbiamo presentato”.

Lotito: 

“Ho voluto creare da sempre una società con fondamenta sul cemento armato, non sulla sabbia. Spesso uno fa una grande stagione e poi fallisce, io sento la responsabilità della comunità laziale, a differenza di quanto uno possa pensare. Ho riscoperto i luoghi d’origine, come il Parco dei Daini. Io quando sono arrivato potevo azzerare i debiti ripartendo dalla Serie C. Non ci sarebbe stato però il blasone, la matricola, l’ente morale della Lazio. Questa storia io non la devo distruggere pensando per forza di raggiungere un risultato sportivo. Io non ho chiesto aiuto esterno, chiedo solo il rispetto del ruolo e di quello che uno sta facendo. La Lazio ha studi radio, tv, voglio costruire il futuro della società, non le chiacchiere. Fino a poco tempo fa avevamo vinto più di tutti dopo la Juve, tutto questo con il fardello dei debiti di 550 milioni di euro. Me ne sono fatto carico per non disperdere il valore storico del club. Ho avuto questo fardello sulle spalle. Nel 2027 sono finiti i debiti, recupero 30 milioni di cassa, vuol dire avere 30 milioni in più per mantenere in piedi la struttura. Sono stati spesi tanti soldi, tutto l’apparato in piedi chi l’ha pagato? Abbiamo risanato tutto, questo serve per dare un futuro certo ai tifosi. Le squadre altrimenti spariscono e falliscono. Volete un fallimento? Io no, la Lazio deve essere immortale, va tramandata nei secoli. Io sono il gestore di un patrimonio di sentimenti da tramandare. Questo è quello che voglio. La società non è in vendita, tutto quello che viene detto è falsità. Qatar, non Qatar. Non ‘libera la Lazio’, ma ‘una Lazio libera’. La Lazio dev’essere libera dalla dipendenza di tutti. Basta con queste storie”.

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PROGETTO STADIO

Lazio, presentazione del progetto Flaminio: tutti gli interventi della conferenza ed il render (VD/AD)

Martedì 17 febbraio, alle ore 10:30, presso il Training Center di Formello, si terrà la conferenza stampa di presentazione ufficiale del progetto dello Stadio Flaminio, già consegnato al Comune di Roma.

Nel corso dell’incontro, presentato da Alessio De Giuseppe di DAZN, prenderanno la parola il Presidente della S.S.Lazio Sen. Claudio Lotito, l’architetto Pierluigi Nervi, il Prof. Arch. Domenico D’Olimpio (Responsabile Scientifico e Direttore e coordinatore del team di lavoro dell’Università La Sapienza di Roma), il Prof. Roberto De Lieto Vollaro (Dipartimento di Ingegneria Industriale, Elettronica e Meccanica dell’Università degli Studi Roma Tre), l’architetto Marco Casamonti (Studio Archea Associati), Giuseppe Rizzello (Direttore Generale Legends Global Italia) e Andrea Caloro (Legends Global Ambassador)”.

Prende parola Lotito, che legge un discorso scritto:

«Buongiorno a tutti, ringrazio i rappresentanti delle istituzioni, i professionisti che hanno lavorato al progetto, gli organi di informazione e tutti coloro che hanno voluto essere presenti e collegati nelle varie modalità proposte dalla nostra MediaCompany. Desidero rivolgere un sincero ringraziamento al Sindaco di Roma, all’Assessore Onorato e a tutti gli uffici comunali che in questi mesi hanno seguito con attenzione e professionalità questo percorso. È stato un confronto intenso, approfondito, talvolta complesso, come è naturale quando si interviene su un quadrante strategico della città. Li ringrazio per la disponibilità al dialogo, per il lavoro tecnico svolto con senso di responsabilità e – mi permetto di dirlo con un sorriso – per averci sopportato e supportato in ogni fase di questo iter. Oggi non presentiamo semplicemente un progetto edilizio. Presentiamo una visione.

La rifunzionalizzazione dello Stadio Flaminio non riguarda soltanto la S.S. Lazio. Riguarda Roma, la sua storia urbanistica e la sua capacità di guardare al futuro con responsabilità. Interveniamo in un contesto di grande valore storico e architettonico, nato con le Olimpiadi del 1960 e inserito nella pianificazione strategica della città. Questo significa una cosa molto chiara: il progetto si colloca nel pieno rispetto delle regole e degli indirizzi urbanistici vigenti. Lo Stadio Flaminio non è un manufatto isolato. È parte di un sistema urbano con una vocazione sportiva e culturale consolidata nel tempo. Il nostro obiettivo è rigenerare un’area oggi segnata da criticità evidenti, restituendole qualità, funzionalità, sostenibilità e tutela della sicurezza dei cittadini. Abbiamo affrontato con serietà il tema della mobilità, consapevoli delle preoccupazioni dei residenti. Il progetto prevede la delocalizzazione dei parcheggi fuori dal quartiere, il potenziamento del trasporto pubblico locale, l’incentivazione della mobilità pedonale e ciclabile e la trasformazione dell’area in un’isola ambientale. L’obiettivo è ridurre l’impatto del traffico privato e migliorare concretamente la qualità della vita del contesto urbano. Sul piano ambientale, l’intervento comporterà un incremento significativo delle aree verdi e delle alberature, con una cintura verde intorno allo stadio e oltre 57mila metri quadrati di pavimentazioni innovative in grado di contribuire alla riduzione degli agenti inquinanti. il progetto prevede inoltre specifiche soluzioni tecnologiche finalizzate all’abbattimento significativo dell’impatto acustico, nel totale rispetto delle abitazioni e del contesto urbano circostante. Non stiamo parlando di annunci. Stiamo parlando di studi tecnici, analisi ambientali e simulazioni scientifiche.

La Lazio è una società fondata nel 1900. È parte integrante della storia di Roma. Quando assumiamo un impegno di questa portata, lo facciamo con la consapevolezza che ciò che realizziamo oggi incide sulle generazioni future. Questo progetto rappresenta un passaggio fondamentale per l’accrescimento patrimoniale e infrastrutturale del Club, ma soprattutto costituisce un’opportunità concreta di riqualificazione per uno dei quadranti più significativi della Capitale. Siamo pronti al confronto. Siamo pronti ad ascoltare. Siamo pronti a spiegare ogni aspetto della proposta con trasparenza. Perché un progetto di questa importanza non si impone. Si costruisce con responsabilità, con rispetto delle istituzioni e con visione di lungo periodo. Permettetemi, infine, una parola rivolta ai nostri tifosi. So che negli ultimi mesi il dibattito è stato acceso. Ascolto ogni opinione, anche quando è critica. Il mio carattere, nel bene e nel male, a volte mi porta a esprimermi con grande franchezza. Può accadere che alcune dichiarazioni vengano interpretate in modo diverso da quello che intendo. Ma ogni scelta che compio è orientata esclusivamente al bene della Lazio e sempre ispirata dal cuore. Quando si parla del futuro della Lazio, le emozioni sono forti. Ed è giusto che sia così: la passione è l’anima di questa società. Ma proprio perché la Lazio è passione, deve essere anche responsabilità. Questo progetto non nasce per dividere. Nasce per costruire qualcosa che resti. Ogni tifoso sogna uno stadio pieno, moderno, identitario. Anch’io lo sogno. Ma il sogno deve camminare sulle gambe della sostenibilità, del rispetto delle regole e dell’equilibrio economico. La Lazio deve crescere senza mettere a rischio ciò che è stato costruito in questi anni: stabilità, solidità, continuità. Valutate il progetto per quello che è: un intervento che migliora un’area oggi degradata, che porta verde, mobilità sostenibile, qualità urbana e restituisce alla Lazio una casa coerente con la sua storia.

Possiamo discutere, confrontarci, anche criticare. Ma non perdiamo di vista l’obiettivo comune: lasciare alla Lazio e alla città tutta qualcosa di solido e duraturo. Durante la prossima sosta della Nazionale presenteremo “Lazio 2032 – Il Sogno Responsabile”. una conferenza programmatica che delineerà il percorso strategico del Club. In quell’occasione illustreremo, insieme alla società di consulenza Deloitte e all’Università Luiss, un piano industriale a cinque anni fondato su sostenibilità economica, crescita patrimoniale e competitività sortiva. Lo stadio è un tassello, ma la visione è più ampia. La scelta del 2032 non è casuale. È un orizzonte temporale coerente con le traiettorie europee dello sport e con le prospettive legate ai Campionati Europei. La S.S. Lazio ha già formalizzato una manifestazione di interesse affinché lo Stadio Flaminio possa essere valutato tra le possibili sedi ospitanti. Non è una promessa, né una forzatura. È un atto di responsabilità e di visione: mettere Roma e il Flaminio nelle condizioni di poter partecipare a un grande evento internazionale, qualora i requisiti tecnici e istituzionali lo consentano. Siamo consapevoli che il percorso di assegnazione delle sedi sarà competitivo e che nella nostra città sono previste più candidature. Proprio per questo vogliamo affrontare il tema con metodo, trasparenza e programmazione. ‘Lazio 2032’ sarà un momento di confronto aperto con le istituzioni, con i nostri partner e con i tifosi, per costruire un dialogo serio e costruttivo sul futuro del Club e sul ruolo che intendiamo svolgere per la città. Il Flaminio nacque per le Olimpiadi del 1960. Oggi può ambire, con equilibrio e serietà, a tornare nel circuito dei grandi eventi europei. Non vogliamo limitarci a gestire il presente. Vogliamo costruire il futuro. Lo stadio è parte di questo disegno. Non è un punto di arrivo, ma uno strumento per crescere in modo stabile e responsabile. La Lazio è di chi la ama. E chi la ama ha il dovere di pensare al suo futuro. Noi stiamo lavorando per questo per renderla immortale. Grazie a tutti».

Prende parola l’architetto Pierluigi Nervi, che legge un discorso scritto:

«Buongiorno a tutti i presenti che ringrazio per la partecipazione, desidero ringraziare inoltre l’ing. Alessandro Lanzetta per aver creduto nella prima ipotesi progettuale ed averla sottoposta al presidente Lotito quando gli fu mostrata circa quattro anni fa, nel corso del nostro primo incontro qui a Formello. Un ringraziamento particolare va al Comune di Roma per l’attenzione e l’interesse riservati al progetto ed alle indicazioni di approfondimento fino ad oggi ricevute. Un ultimo doveroso ringraziamento all’architetto Marco Casamonti che ha fatto suo il progetto e grazie alla propria esperienza e sensibilità ne ha reso possibile lo sviluppo e l’esecutività, spero fino alla realizzazione. Premesso che nel corso degli anni, per gli impianti dedicati al calcio internazionale, sono state create ed imposte nuove regole, tali da rendere necessarie modifiche e conseguenti ristrutturazioni circa gli adeguamenti da adottare, si è reso opportuno ipotizzare gli adeguamenti e gli interventi obbligati per un impianto nato per ospitare incontri internazionali. Una breve illustrazione dell’intervento in esame. Il progetto si basa unicamente sul metodo adottato da mio nonno, l’ing. Pier Luigi Nervi, ad esempio nella proposta da lui sottoscritta e pubblicata all’epoca da numerose riviste del settore, per lo stadio Comunale di Firenze, da lui progettato e costruito alla fine degli anni venti. In pratica, senza eccessive fantasie o esagerazioni, replicava la struttura di base, realizzando dei telai analoghi agli esistenti della stessa forma e caratteristiche, posti al di sopra degli stessi, dopo averne rinforzato l’armatura ed aumentato la dimensione. Per lo stadio Flaminio è stato adottato lo stesso metodo; riprendendo alcuni schizzi dei progettisti (arch. Antonio Nervi e ing. Pier Luigi Nervi) sono stati ipotizzati dei telai strutturali in acciaio, analoghi per forma agli attuali, posti all’esterno degli originari, in modo di non gravare in alcun modo sulla struttura esistente, che resta libera e non alterata, priva di qualsiasi connessione con la nuova. Questi telai sono posti ad un intervallo doppio rispetto agli attuali (m 12,00 invece di m 6,00); in questo modo la nuova struttura rende del tutto visibile dall’esterno quella esistente garantendone trasparenza e percezione. L’intervento è chiaro che modificherà i flussi e la mobilità nella zona, almeno in occasione degli eventi e manifestazioni nel nuovo impianto. Così come sarà necessaria una nuova educazione per tutti coloro ce si recheranno allo stadio, che potrà ospitarli con nuove adeguate caratteristiche. È infine opportuno sottolineare che verranno ripristinati tutti gli ambienti originari quali le palestre, la piscina, ecc. Uno studio attento della mobilità e delle infrastrutture relative è stato fatto dall’ing. D’Olimpio che ne illustrerà in seguito i dettagli. Ringrazio tutti per l’attenzione».

Parla Domenico D’Olimpio (Responsabile Scientifico e Direttore e coordinatore del team di lavoro dell’Università La Sapienza di Roma):

“La rifunzionalizzazione dello Stadio Flaminio è stata interpretata come una occasione per rigenerare un comparto urbano che attualmente evidenzia segni di degrado, architettonico e ambientale, comparto inserito in un ambito urbano che è caratterizzato dalla presenza di quello che è considerato dalla letteratura scientifica, architettonica e urbanistica, uno dei migliori quartieri residenziali di iniziativa pubblica di Roma realizzato secondo i principi del movimento moderno. In tale scenario, l’operazione di rifunzionalizzazione dello Stadio suggerisce specifiche direzioni e strategie progettuali: Lo Stadio Flaminio non può essere considerato come un manufatto edilizio fine a se stesso ma deve necessariamente essere considerato nell’ottica di una rifunzionalizzazione e rivitalizzazione dell’ambito urbano che gli appartiene Negli obiettivi di fondo c’è stato anche quello, importante, di risolvere e dare una concreta risposta alle condizioni di criticità che oggi caratterizzano l’area del quartiere Flaminio, con particolare riferimento all’ambito del Villaggio Olimpico. Criticità che possono essere sostanzialmente definite in: congestionamento dell’intera zona dovuto al traffico veicolare e alle necessità di parcheggio soprattutto nelle ore immediatamente prima e soprattutto immediatamente dopo gli eventi sportivi che si svolgono allo Stadio Olimpico, a testimonianza che il problema legato al traffico veicolare e ai parcheggi è un problema attuale esistente che non riguarda lo Stadio Flaminio, la cui realizzazione, nei termini indicati e proposti, va anzi a risolverlo. La situazione attuale, infatti, nelle giornate degli eventi sportivi che si svolgono nello Stadio Olimpico, è caratterizzata, relativamente alla problematica dei parcheggi, da una situazione caotica e poco controllata, come evidenziato da specifiche analisi del traffico; presenza di ambiti e zone urbane degradate e non controllate dal punto di vista progettuale, associate spesso a condizioni di degrado anche sociale; condizioni precarie della vegetazione diffuse nell’intero quartiere, con degrado delle specie arboree e con la presenza di specie vegetali infestanti nonché radicatesi spontaneamente grazie all’incuria e alla mancanza di manutenzione; qualità dell’aria e del microclima spesso problematica, come dimostrato dai dati forniti dalla vicina stazione di monitoraggio ambientale di Corso di Francia.

Le risposte elaborate, in termini strategici, possono essere sintetizzate in 5 tematiche nodali.

1) Delocalizzazione e azzeramento dei parcheggi auto connessi alla fruibilità dello Stadio Flaminio che insistono nelle aree del quartiere Flaminio e del Villaggio Olimpico. Più in particolare è prevista la delocalizzazione dei parcheggi in zone non residenziali per minimizzare l’impatto della mobilità privata ed evitare nella specifica zona ingorghi e congestionamenti del traffico e quindi inquinamento atmosferico ed acustico nel quartiere.

2) Incentivazione, all’interno dell’area in questione, del TPL – Trasporto Pubblico Locale, autobus e metro. L’area di riferimento è caratterizzata da una rete di servizio di autobus pubblici molto articolata e in grado di collegare l’area dello stadio in maniera costante ed efficace con i diversi settori dell’area metropolitana. Si punta all’incentivazione, attraverso potenziamento, del TPL, nell’ottica del conseguimento della quota di aumento del 20% degli utenti individuata dagli obiettivi generali del Piano Generale del Traffico Urbano. In particolare, si prevede il Potenziamento delle linee TPL che intersecano l’area dei 15 minuti a piedi dallo Stadio Flaminio e della mobilità dolce. La fermata della metro A di piazzale Flaminio, è ad esempio ai margini dell’area dei 15 minuti a piedi dallo Stadio Flaminio e per la maggior parte degli utenti non occorrerebbe un secondo vettore di trasporto verso lo Stadio come nel caso in cui occorre raggiungere lo Stadio Olimpico. Inoltre, occorre anche tenere presente che secondo i programmi, nel periodo in cui si potrebbe prevedere l’entrata in funzione dello Stadio, dovrebbe essere stata realizzato o dovrebbe essere in procinto di esserlo, il completamento della linea metro C fino alla Farnesina, con specifica fermata proprio a Piazza Appollodoro, davanti allo Stadio Flaminio. E’ prevista altresì la realizzazione di nuove infrastrutture di collegamento (pedonale/ciclabile), come il ripristino dell’ex Ponte Bailey realizzato nel 1962, quando il ponte Flaminio venne chiuso a causa del cedimento di un pilone e rimosso verso la fine degli anni ’60 lasciando tuttavia in opera le strutture verticali, ovvero i piloni, che dal punto di vista ambientale e del paesaggio urbano denotano un impatto da risolvereIl Ponte, ubicato all’altezza della centrale ENEL di viale di Tor di Quinto, consentirebbe di raggiungere lo Stadio direttamente dalle nuove aree di parcheggio di viale Tor di Quinto in meno di 30 minuti a piedi, con circa 15 minuti per arrivare dai parcheggi al ponte e successivi 15 minuti per raggiungere lo Stadio attraverso una passeggiata all’interno del Villaggio Olimpico. Occorre rilevare che i tempi di percorrenza a piedi dalle aree di parcheggio site a piazzale Clodio o proprio al villaggio Olimpico che servono attualmente lo stadio Olimpico sono di circa 30 minuti o anche maggiori.

3) Incentivazione della mobilità dolce ciclabile e dell’uso del motociclo, con creazione di specifici percorsi pedonali/ciclabili e aree di parcheggio per biciclette e motocicli, anche nell’ottica di raggiungere le percentuali, su base cittadina, individuate negli obiettivi generali del Piano Generale del Traffico Urbano.

4) Trasformazione dell’area di riferimento dello Stadio Flaminio in isola ambientale, nell’ottica del conseguimento degli obiettivi del Piano Generale del Traffico Urbano che prevedono la realizzazione di almeno un’isola ambientale per ogni Municipio e nell’ottica della non interferenza e continuità con le linee di sviluppo programmatiche degli scenari di trasformazione urbana e ambientale correlati agli interventi previsti nel Villaggio Olimpico in funzione del progetto della Città dei 15 minuti.

5) Ristrutturazione dell’ambiente urbano, attraverso l’implementazione delle aree verdi in continuità programmatica, ove possibile, con gli scenari previsti dal progetto della città dei 15 minuti elaborato per il II Municipio, e attraverso il recupero e la riqualificazione degli spazi urbani degradati, con particolare riferimento ad alcune aree del sotto-viadotto di Corso di Francia attraverso la realizzazione di parcheggi destinati ad autorità e addetti ai lavori.

Prof. Roberto De Lieto Vollaro (Dipartimento di Ingegneria Industriale, Elettronica e Meccanica dell’Università degli Studi Roma Tre):

“Il progetto energetico nasce nell’ambito di un accordo tra la Lazio e il nostro dipartimento. Abbiamo iniziato questa avventura, complessa, per quanto riguarda l’analisi energetica del Flaminio e per la progettazione degli impianti tecnologici. L’analisi è partita dal fabbisogno energetico del quadrante Flaminio, dove si trova lo stadio che è il cuore dell’area. È stata modellata l’influenza della produzione dell’energia elettrica dell’impianto fotovoltaico per poter autofinanziare lo stadio e cedere l’energia prodotta alla comunità circostante. Una sorta di progetto come quello del Bluenergy Stadium di Udine. La quantità di energia elettrica che potrà produrre lo stadio è pari a 1135 pali cittadini. Eviteremo impianti a combustione, utilizzando energia elettrica per cercare di limitare la CO2 in atmosfera per l’ecosostenibilità. Abbiamo cercato di fornire lo stadio di centraline di monitoraggio monoclimatico attraverso un sistema di controllo e retroazione. Avevamo pensato anche di utilizzare un sistema di accumulo innovativo, con il riuso di batterie di autovetture elettriche ‘second life’. Questo prototipo è già stato utilizzato all’Amsterdam Arena, considerato tra i più innovativi. L’obiettivo è di garantire un progetto solidale per la comunità”.

L’architetto Marco Casamonti (Studio Archea Associati): 

“Il progetto ha delle parole chiave ruota intorno a dei concetti principali. Per quanto riguarda il Flaminio i concetti principali sono responsabilità mi è stato detto bene dal presidente Lotito di presentazione. Rispetto e visione. ecco queste sono le parole chiave. Iniziamo dalla responsabilità: la società sportiva Lazio e il presidente Lotito potevano scegliere un qualsiasi altro luogo per fare il proprio impianto. La scelta del Flaminio significa anche assumersi la responsabilità dell’onore di restaurare un monumento che sarebbe sennò destinato a una fine certa, perché è un’opera in cemento armato abbandonata da anni in condizioni di degrado, ha perciò un destino segnato. Quindi la responsabilità di prendere un edificio che esiste, di decidere di restaurarlo, è un’opera complessa e di assumersi l’onere e anche l’onore di lavorare su un monumento, io credo che vada sottolineato. Poi c’è la parola rispetto che è altrettanto importante, sta alla base di questo progetto rispetto degli abitanti circostanti. La parola rispetto è fondamentale: rispetto delle persone, rispetto dei cittadini, anche rispetto del monumento nella scelta della responsabilità. Ecco questa è una parola chiave, quindi tutti gli studi acustici che sono stati fatti, le analisi del traffico, l’analisi della mobilità vanno nella direzione di un fondamentale rispetto e attenzione per la realizzazione di questa opera e nel suo utilizzo futuro nei confronti dei cittadini.

Poi c’è la parola chiave visione. Cè una visione certa in questo progetto, almeno per quanto ci riguarda e quando il presidente ci ha chiamato per dire vogliamo fare del Flaminio un’opera straordinaria. Ci siamo andati a ristudiare e ringrazio ancora una volta il nipote Pierluigi Nervi di averci anche messo a disposizione gli schizzi del nonno, i dettagli e gli studi che Nervi in principio aveva fatto non soltanto per la realizzazione dello Stadio Flaminio, ma soprattutto per l’ampliamento dello stesso. Abbiamo concepito un sistema di cavalletti che tengono uno stadio su uno stadio: questa è una visione.  Noi costruiamo uno stadio che vola sopra il vecchio stadio, quindi c’è uno stadio di cemento armato che è un’opera straordinaria e sopra c’è uno stadio che ci vola sopra letteralmente, costruito in acciaio perché l’opera di Nervi era inarrivabile in cemento armato. Il nuovo materiale deve essere leggero, ci vogliono tecnologie più avanzate. Immaginiamo 46 cavalletti che sostengono e sospendono questo stadio in acciaio. Lo stadio progettato da Pierluigi Nervi aveva in origine 40.000 posti, ma tante persone in curva stavano anche in piedi. La capienza attuale diventerà di 50mila. Viene importata a 20.000 posti seduti perché devono essere molto confortevoli la base sotto e gli altri 30.000 posti che saranno sulla parte superiore, come se ci fossero due anelli”.

Andrea Caloro (Legends Global Ambassador):

“Ringrazio chi mi ha preceduto, hanno tutti descritto ampiamente il progetto. Ringrazio soprattutto il presidente Lotito per la visione. Lavoro con Legends Global, che si occupa di intrattenimento e gestisce più di 500 venue nel mondo, ovvero stadi e arene. Abbiamo contatti con i più grandi organizzatori di eventi live nel mondo e siamo subito entrati a far parte di questo progetto perché è il più importante a livello di infrastrutture oggi in Italia. Abbiamo subito capito la portata e l’importanza. Le infrastrutture sportive in Italia sono tra le più datate in Europa, quindi guardiamo con favore tutti i nuovi progetti, questo per primo. Noi arriveremo dopo: quando il progetto avrà il suo sviluppo e diventerà tutto realtà, gestiremo questo impianto, ovvero assicureremo la sostenibilità economico-finanziaria per introdurre ricavi. Siamo riconosciuti a livello globale per essere dei facilizzatori di ricavi da impianti sportivi, ovvero la gestione diretta delle operazione per revenue e guadagni degli impinati. Abbiamo delle operations attive in Italia, ma la nostra maggior dedizione da oggi in poi sarà la progettazione futura di questo stadio. Non vediamo l’ora che questo processo venga ultimato per garantirne la sostenibilità economico-finanziaria”.

Arrivano domande dalla stampa, risponde Lanzetta:

«Per la tempistica, prevediamo l’inizio dei lavori per il primo semestre del 2027 e il completamento dei lavori per il primo semestre del 2031. L’iter è quello della legge sugli stadi, come quello della Roma. Per il trasporto, la metro C non è tenuta in considerazione nel nostro progetto, non c’è alcun riferimento. Sono sufficienti i trasporti esistenti. Fonti di finanziamento? Il piano economico-finanziario è di circa 600 pagine. La documentazione è stata presentata, le fonti sono di vario genere: autofinanziamento, sponsor e tutti i soliti strumenti che vengono utilizzate».

Prende parola anche Cibetta:

«Per il finanziamento, c’è l’apporto di capitale che è di circa 80 milioni di euro. Mentre altre fonti sono riferite all’apporto finanziario di terzi, come la gestione degli impianti e i ricavi provenienti non solo dalla gestione ma anche da strumenti ordinari».

Domanda a Lotito: “Quando è scattata la scintilla per il Flaminio? Inizialmente non aveva dichiarato ‘amore’ per questo stadio”

«Intanto io avevo tentato come ricorderete, appena diventato presidente, di creare uno stadio fuori di Roma, perché l’ipotesi Flaminio non era percorribile, il Comune all’epoca non era disponibile. Poi all’epoca mi hanno impedito di realizzare uno stadio che sarebbe stato di livello mondiale. Impedito per presunte logiche idrogeologiche. Lo stadio si autofinanzierà tramite le sponsorizzazioni. Vogliamo un confronto trasparente, questa sarà una struttura a servizio della collettività».

Risponde il Prof. D’Olimpio:

“I parcheggi? Il nostro è uno studio di pre-fattibilità. È prematuro parlare dei parcheggi. Abbiamo individuato delle aree a titolo indicativo, sicuri che ci può essere una compensazione tra un’area e l’altra. Le aree non possono essere interpretate come esecutive, è un punto di partenza. Va fatto il progetto. La questione acustica e dell’innalzamento dei decibel? Ne stiamo discutendo. Parliamo di cose premature in questa fase, dobbiamo ancora sviluppare la progettazione”.

Risponde poi l’Arch. Casamonti:

“Sui parcheggi, bisogna tutti fare un cambio culturale. La questione dei parcheggi è sbagliata. Più parcheggi si fanno, e più macchine vengono portate. A Tirana la gente ci va a piedi allo stadio, non ci sono parcheggi. Tutti noi dobbiamo abituarci ad andare alle manifestazioni anche a piedi. Questo è un elemento di grandissimo cambiamento culturale che l’Italia deve compiere, la macchina ci fa male alla salute. Cavaletti intorno allo stadio? Ci saranno dei pali sotto ogni cavalletto, faremo delle indagini su dove andremo a forare. Saranno 46 cavalletti, ognuno avrà un palo doppio. Sono più di 90 foro di un metro e mezzo, non credo che inficeranno la parte archeologica che rimarrà intatta e preservata. Il Flaminio per gli Europei 2032? L’Italia quando vuole riesce a fare opere straordinarie in tempi brevi, cito il Ponte Morandi di Genova per esempio. Se c’è la volontà e ci sono i finanziamenti, abbiamo le capacità per farlo. Qui mi sembra che ci sia la volontà, speriamo che le cose per una volta funzionino nel modo giusto. Penso che per i tempi ci siamo”.

Prende parola Floridi:

“Il 30 marzo, Deloitte insieme alla LUISS ci aiuterà a costruire il piano strategico. Aiuteremo e dimostreremo a tutto il calcio come ancora oggi in Italia è possibile fare un calcio sostenibile, senza l’intervento di fondi o indebitamenti vari”.

Interviene il presidente Lotito:

“Abbiamo già fatto l’istanza per inserire lo Stadio Flaminio agli Europei 2032. Poi serve l’autorizzazione. Abbiamo fatto oggi questa riunione per far capire che noi vogliamo avere un confronto trasparente, siamo sicuri e convinti delle nostre idee. Riguardo ai futuri parcheggi, ma voi da Piazza del Popolo a Piazza Apollodoro prendete la macchina? A Roma ci sono anche le biciclette assistite, c’è la moto. Abbiamo previsto il parcheggio anche a Piazza Mancini”.

Domanda ad Andrea Caloro (Legends Global Ambassador):

“Nome dello stadio? Noi siamo partner della Lazio e del presidente Lotito, sarà un lavoro a quattro mani. Siamo coinvolti nella gestione, ma non siamo esclusivisti. Altri sport o concerti? L’impianto ospiterà altri eventi nel rispetto della realtà locale. Lo stadio con queste dimensioni e questi costi non può sostenersi solo con le partite della Lazio. Nel massimo rispetto della realtà locale, il Flaminio ospiterà altri eventi.

Interviene Lanzetta:

“La scelta del nome dello stadio è ancora prematura, anche per una questione scaramantica ci rifletteremo più avanti. Il prossimo passaggio ora è l’apertura della conferenza dei servizi, i tempi dipendono dall’analisi progettuale. Dopo l’eventuale ok, ci sarà la pubblica utilità. Speriamo di lavorare giorno per giorno per portarlo a casa”.

Parola all’architetto Pierluigi Nervi:

“Se tutta la famiglia è d’accordo con il progetto della Lazio? C’è chi è d’accordo e chi non. La Fondazione che fa capo a mio fratello Marco e sua moglie hanno delle lodevoli iniziative per la tutela delle opere. Ma solo loro fanno parte della Fondazione, nessuno della famiglia ha aderito. Noi ci aspettiamo di vedere il futuro, e il futuro è quello che abbiamo presentato”.