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RASSEGNA STAMPA

Lazio, deprecato e con disavanzo per il mercato… eppure Lotito tratta e chiude per la Reggina

Lotito non è Lotito se non è controverso, in questo è imbattibile. All’apice dell’impopolarità laziale, asserragliato e isolato dai tifosi, nell’estate del mercato semichiuso per un disavanzo di 19,5 milioni, sta trattando la Reggina e può chiudere in settimana. Ieri si ipotizzava il closing per giovedì. «Chiacchiere», aveva detto il presidente bluffando col suo tipico ghigno-grugno. Non ci si meravigli. L’offerta per la società amaranto è sul tavolo, da 2 milioni o poco meno. Il sorpasso su Matt Rizzetta, l’imprenditore italo-americano presidente del Napoli Basket e del Campobasso (calcio), è in atto. Sempre che sia servito un sorpasso. Rizzetta è a Reggio Calabria da tre giorni e non ha mai chiuso con Nino Ballarino, proprietario della Reggina. Ieri sera ha annunciato che la sua trattativa è interrotta. Ballarino ha sempre tergiversato aspettando Lotito.

I fatti

Il presidente della Lazio non è mai uscito allo scoperto, in questa storia se ne sbircia l’ombra. Si diverte spesso a destreggiarsi tra i tranelli dell’oscurità. Non è chiaro se interverrà con un socio (alcuni nomi sono smentiti) o direttamente. Molti propendono per quest’ultima ipotesi. I laziali vivono la vicenda come l’ennesima insolenza. Gattuso avrà acquisti solo a fronte di cessioni dello stesso valore, la cui somma (tra cartellino e ingaggio al lordo per la durata contrattuale) non deve superare il totale dell’incasso. I gruppi organizzati laziali hanno annunciato la rinuncia agli abbonamenti. I ricavi saranno in contrazione record. Lotito resta abbarbicato alla poltrona e tratta l’acquisto di un’altra società dopo la Salernitana, questa l’accusa mossa. Venerdì sera, a caldo, con uno scatto d’orgoglio, si sarebbe spinto fino a pensare di risanare il gap certificato dalla commissione che regola i conti ai fini del mercato. Ha due opzioni per riaprirlo: l’immissione personale, mai così elevata (19,5 milioni), o una serie di cessioni. Se riapre, deve spendere. Cosa gli conviene?

La Reggina

Deprecato a Roma, atteso a Reggio. Il Lotito oppressore della Lazio, recidivo sfrontato, è auspicato da tanti reggini come il Lotito redentore. La Reggina da anni attende una proprietà assennata, un progetto riparativo, risanante, realmente ambizioso per riportare la società nel calcio professionistico e ritentare la storica scalata iniziata a fine anni ‘80 con la visione del presidente Pino Benedetto, portata a compimento dal presidente Lillo Foti e dal diesse Gabriele Martino. Un miracolo sportivo. La croce portata dai laziali è pesante, non è augurabile a nessuno. Reggio, i reggini, il Granillo degli oltre 20.000 della A, meritano un risarcimento morale e sportivo dopo tre anni di Serie D, è prossimo il quarto. Serve un passaggio d’epoca, non solo di proprietà. Lotito ha riportato la Salernitana in A in 10 anni (dal 2011 al 2021). L’insediamento del nuovo sindaco di Reggio, Francesco Cannizzaro, esponente di Forza Italia, lo stesso partito di Lotito, insieme alle voci sulla Reggina sono visti come mosse preparatorie per un’eventuale ricandidatura del presidente della Lazio al Senato nella circoscrizione Calabria. Lotito risponderebbe che è mosso da affetti personali quando parla della Calabria. Francesco, suo padre, era nato a Soveria Mannelli (Catanzaro), dove il nonno era maresciallo dei Real Carabinieri. Lotito nel 2017 ha ricevuto la cittadinanza onoraria. Tutto torna in questa storia se si pensa che Soveria dista circa 117 chilometri da Corigliano Calabro (Cosenza), città di Gattuso, neo-tecnico della Lazio. Solo una sceneggiatura. Ai laziali e ai reggini è d’aiuto Corrado Alvaro, il più grande scrittore calabrese: «Abbiamo il diritto di sapere non solo ciò che i rappresentanti del popolo hanno in testa, ma anche quello che hanno in tasca». Le risposte a Lotito. Corriere dello Sport

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TIFOSI

Lotito, è record di petizioni contro: anche i tifosi della Reggina non lo vogliono

I tifosi della Reggina tramite Change.org hanno diffuso una raccolta firme contro il presidente della Lazio Claudio Lotito, il quale è interessato all’acquisizione della società calabrese. Il comunicato:

“Siamo appassionati di Reggina, e la nostra vita è scandita dalle emozioni che solo il calcio, e in particolare questo club, sa regalare. Negli ultimi tempi, però, l’ombra di Claudio Lotito si è profilata all’orizzonte della nostra amata squadra, creando preoccupazione e tensione tra noi sostenitori. Fermo restando Il rispetto per le persone, le istituzioni e le scelte tra molti tifosi emerge un pensiero a cui si voleva dare forma.

Lotito, noto per la sua gestione controversia della Lazio e la sua influenza in lega, non rispecchia le preferenze della tifoseria della Reggina ciò che chiediamo, dal momento che avverrà la cessione, è che vengano considerate tutte le offerte e le motivazioni dei soggetti interessati all’acquisto del club.

Sempre nel rispetto delle persone, temiamo che il coinvolgimento del Presidente Lotito possa distorcere la identità e autonomia del nostro club, e rappresentarlo in maniera non positiva in giro per l’Italia, laddove al momento è noto prevalentemente per il malcontento di una tifoseria ben più numerosa, della Lazio, di cui è proprietario. Fermo restando che tra qualche anno sarà tenuto a cedere comunque la Reggina ad altri per questioni di regolamento.

Chiediamo un impegno concreto affinché Lotito, laddove ci siano concorrenti con forti motivazioni rimanga, lontano dalla nostra squadra. Proteggiamo la passione e orgoglio che contraddistinguono la Reggina, un club che rappresenta non solo un gruppo di atleti, ma l’intera comunità di Reggio Calabria.

La nostra storia, il nostro orgoglio e le nostre speranze per il futuro dipendono dalla capacità di preservare le caratteristiche uniche che ci definiscono e di non lasciare che la Reggina diventi succursale, o punto di appoggio o merce di scambio“.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Ercole: “Lazio, avvilente l’impossibilità di cambiare. Lotito non fornisce soluzioni” (AUDIO)

MARCO ERCOLE (Corriere dello Sport) in collegamento a ‘NMM’

“Sono contento che da parte del mio giornale ci sia stata una presa di posizione netta sul momento della Lazio. Al di là delle opinioni e del fatto che possano esserci dei momenti di protesta e contestazione, quello che non può esserci è la possibilità di cambiare o vedere qualcosa di diverso. Si fa così, punto, senza possibilità di avere delle alternative. Questo è avvilente. Anche la lettera che ha inviato Lotito è un accumulo di banalità senza una vera soluzione alla situazione. Non c’è un passo indietro reale rispetto a tutto quello che è stato detto e fatto. E di cose gravi dette ce ne sono state e quella poteva essere un’opportunità.

Una delle cose che ha detto di voler fare a fronte della contestazione dei tifosi c’è anche quello dell’aumento di capitale. Ma eventualmente si parlare di una cifra utile per compensare i mancati incassi, non per rilanciare la Lazio”.

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TIFOSI

Da New York a Cuba, anche i Lazio Club contro Lotito

Dopo la lettera di Lotito al Messaggero dove il presidente biancoceleste ha provato a coinvolgere nel dialogo di ripartenza anche i Lazio Club, stanno arrivando le prime risposte dei club biancocelesti in giro per il mondo, dopo quella della Curva Nord di ieri, che rivelava a chi non lo sapesse la presenza di club anche all’interno della tifoseria organizzata.

Da New York, dove c’è il club più noto della Lazio, chiusura totale alla proposta societaria, rivendicando anche il silenzio in situazioni passate oltre ad aver vietato l’approdo ad alcuni calciatori durante viaggi negli States. Sulla stessa linea d’onda anche altre città mondiali, da Miami a Monaco di Baviera, passando per Parigi e Cuba. I Lazio Club si uniscono al tifo organizzato: ora è tardi per aprire un dialogo.

LAZIO CLUB NEW YORK –“Con immenso stupore e disgusto abbiamo avuto modo di leggere la lettera del “signor” Lotito ai tifosi. Oltre a confermare la quasi totale mancanza di ammissione di colpe, le pressoché inesistenti scuse e le solite frasi fatte (scritte da qualcun altro), che dimostrano come questo soggetto non comprenda che la frattura tra la dirigenza e la tifoseria sia ormai insanabile, prendiamo atto della menzione dei Lazio Club.

Da parte nostra, non esiste il minimo desiderio di dialogare con chi da 22 anni INFANGA l’immagine della S.S. Lazio e l’onore dei suoi tifosi. Si prega, pertanto, di non inviare ulteriori CAZZARI a fare da intermediari presso la nostra sede.

Vi ringraziamo inoltre per non aver fatto assolutamente nulla quando i nostri giocatori sono venuti a NY, e per non aver dato la possibilità a chi, per la Lazio, compie sacrifici da oltre oceano di ricevere anche solo un ringraziamento. La porta è chiusa, anzi blindata, e resterà tale fino a quando la NOSTRA Lazio sarà prigioniera di questa tirannia. LCNYC”.


LAZIO CLUB MIAMI – “RISPOSTA ALLA LETTERA DEL SIGNOR LOTITODopo il post messo a caldo ieri, poco dopo l’uscita della lettera scritta ai Laziali da qualche lacchè ed a firma Claudio Lotito, il Lazio Club Miami ribadisce la NON volontà ad essere affiliato né legato in alcun modo all’attuale proprietà e dirigenza della S.S. Lazio S.p.A. Il Lazio Club Miami ribadisce altresì il proprio indissolubile legame e sostegno ai colori, alla storia, alla tifoseria tutta, alla squadra ed alla struttura tecnica della S.S. Lazio.

In data 12 novembre 2024 avevamo formulato un’articolata richiesta per poter essere affiliati alla S.S. Lazio come Club ufficiale. La risposta, ricevuta il 16 novembre 2024, fu: “Buongiorno, noi non gestiamo direttamente i lazio club. Ora, improvvisamente, noi saremmo “la strada concreta per ridare e ricostituire un rapporto ordinato, strutturato e rispettoso tra la società e il suo popolo.”

Troviamo tutto questo fortemente strumentale ed offensivo. Troviamo questa mossa atta a portare disunione all’interno della tifoseria e finalizzata a distogliere l’attenzione dal vero problema. La storia ci insegna che solo un popolo unito fa cadere il suo tiranno. Ed i Laziali sono uniti! D’ora in avanti, finché non cambierà la proprietà, il Lazio Club Miami aggiungerà la dicitura: LAZIO CLUB MIAMI – NON AFFILIATO”.


LAZIO CLUB MONACO – “‘TROPPO TARDITra le tante cose che sono state dette in quella lettera, che nemmeno avrà scritto lui, ci siamo soffermati in un argomento che ci riguarda da vicino, i Lazio club. La proposta di riconoscimento dei Lazio club in giro per il Mondo fu avanzata da noi medesimi qualche anno fa, ma non è mai stata presa in seria considerazione e di occasioni per parlarne ce ne sono state. L’ultima che ricordiamo è stata quel famoso ottavo di finale di Champions League contro il Bayern.

Sarebbe bastata semplicemente la creazione di una sezione web e elencare tutti i Lazio club ufficiali e riconosciuti in giro per il Mondo. In questo modo, qualsiasi tifoso Laziale lontano da Roma avrebbe avuto un punto di riferimento dove incontrare altri Laziali a Londra, New York, Bruxelles, Monaco o Parigi e invece non è stato fatto nulla di tutto questo. I siti ufficiali di altre società come la Juventus e l’Inter lo fanno da sempre. Che nel momento di maggiore contestazione e ormai insanabile spaccatura tra noi e la società ci venga tesa la mano in questo modo ci fa sorridere perché lo troviamo alquanto opportunista e ipocrita.

Non siamo interessati e riteniamo che non ci siano margini per dialogare con una persona che se n’è sempre fregato altamente di noi e del nostro mondo. Rispediamo al mittente questa proposta. Siamo a un punto di non ritorno. Seguiremo la nostra Lazio al pub e quando sarà possibile verremo anche in trasferta per sostenerla sempre e comunque nella speranza di un domani più luminoso e ambizioso. Libera la LazioLazio Club München”.


LAZIO CLUB PARIGI – “Abbiamo letto con attenzione il passaggio della lettera del Presidente Claudio Lotito dedicato ai Lazio Club e alla possibilità di avviare un percorso di riconoscimento ufficiale, con l’obiettivo dichiarato di ricostruire un rapporto ordinato, trasparente e rispettoso tra la società e il proprio popolo.

Parole importanti. Parole che però arrivano dopo anni durante i quali decine di Lazio Club, sparsi in Europa e nel resto del mondo, hanno avanzato richieste, proposte e manifestazioni di interesse per costruire un rapporto più diretto e strutturato con la società. Richieste che, nella maggior parte dei casi, non hanno mai trovato ascolto. I Lazio Club sono parte integrante del popolo Laziale.

Si torna a parlare di ricucire rapporti, di promesse, di trasparenza, dei Lazio Club, dei tifosi, di rispetto, proprio mentre il rapporto tra la società e tifoseria attraversa uno dei momenti più delicati degli ultimi anni. Una coincidenza che non può passare inosservata. Ricordiamo al presidente Claudio Lotito che i Lazio Club in Europa e nel mondo che sono parte integrante del popolo laziale. ORMAI È TROPPO TARDI!

Non abbiamo bisogno di essere ricordati quando conviene. I Lazio Club esistono da sempre, continueranno a esistere e continueranno a rappresentare la Lazio ovunque, con la stessa passione che nessuno è mai riuscito a spegnere.

Se davvero esiste la volontà di costruire un rapporto ordinato, trasparente e rispettoso tra la società e i suoi tifosi, allora è arrivato il momento di passare dalle dichiarazioni alle azioni. Fino ad allora, i Lazio Club continueranno a fare ciò che hanno sempre fatto: sostenere la Lazio, difendere la propria identità, restare al fianco dei Laziali e contestare chiunque utilizzi la Lazio per fini personali, mettendo in secondo piano la sua storia centenaria, la sua dignità e il rispetto dovuto ai suoi tifosi. Lazio Club Paris”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, Zazzaroni: “Lotito, ora basta. Fenomenologia di un rapporto ormai finito”

L’editoriale del direttore del Corriere dello Sport Ivan Zazzaroni

“L’ ho fatto. Per solidarietà: ho provato a entrare nella testa, o forse era il cuore, del laziale col quale – sia chiaro – mi scuso in anticipo se il tentativo non dovesse essere riuscito. Mi sono immaginato tifoso della squadra presieduta da oltre vent’anni da Claudio Lotito subito dopo la lettura della lettera che ha fatto pubblicare dal Messaggero. Un goffo tentativo di riavvicinamento, fallito sul nascere. La testa, il cuore, dicevo: ha inevitabilmente prevalso il fegato (spappolato). Mi sono venuti i conati di vomito, mi sono sentito una volta di più schiacciato dentro un incubo sotto vuoto. Ho trovato la lettera, probabilmente scritta con l’AI, un autentico delirio, perché afferma la miseria nella quale è caduta la Lazio, un tunnel dove la luce non esiste più. Lui non vende e basta. Il senso di spiazzamento e angoscia che provo e vorrei trasmettere al pianeta Terra è questo: tutte le squadre del mondo hanno potuto e possono sempre coltivare la speranza di una via d’uscita, mentre a noi è negata. In passato, persino nei momenti più bui abbiamo potuto pensare che sarebbe cambiato il presidente, che sarebbe arrivato qualcuno in grado di farci sognare. Ma da tempo non è più così: siamo blindati, «è mia» e tutto sotto chiave. Fuori dalla cassa, ovviamente vuota, c’è solo la disillusione che alimenta la protesta.

Lotito sopravvive anche a un disperante disamore. «Se ho paura dello stadio vuoto nella prossima stagione?» ha aggiunto ieri con la nettezza del tratto che ignora le ombre. «No, perché io non faccio le cose in termini materiali. Per me la Lazio è un’emozione e io voglio costruire emozioni. Non vogliono venire allo stadio? È legittimo. Io lavoro con responsabilità, senza interessi materiali. Pure io voglio sognare, ma io voglio sognare anche per il futuro, non solo per il presente».

Io io io. La sua è una “malattia” ormai. Ha smesso di pensare, di interessarsi realmente alle cose: nessuno che si appassioni o creda in qualcosa che non sia la sua piccola, dannata, comoda mediocrità, si comporta così” . (…)

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, lettera di Lotito ai tifosi: “Torniamo a parlarci e rispettarci. Anche io voglio vincere, ma con sostenibilità”

Sulle colonne de Il Messaggero, il presidente della Lazio, Claudio Lotito, ha scritto una lunga lettera ai tifosi biancocelesti:

“Cari tifosi laziali, desidero innanzitutto ringraziare il Direttore e il giornale che ospitano queste righe perché offrono spazio a una riflessione ampia, in un momento delicato. Essere tifoso significa contribuire a un comune sentimento, più lente e più utile alla Lazio. Scrivo a chi gioisce. A chi vive la Lazio ogni giorno. A chi la segue allo stadio, in televisione, in trasferta, nei Lazio Club, nelle famiglie, nei quartieri, nei ricordi e nelle speranze. Scrivo a chi gioisce, a chi soffre, a chi critica. Scrivo anche a chi si è allontanato, deluso, amareggiato. Non lo faccio per alimentare polemiche. Non lo faccio per chiedere indulgenza. Non lo faccio per dire che va tutto bene, perché non sarebbe vero e non sarebbe rispettoso della vostra intelligenza. Lo faccio perché mi sembra doveroso, da Presidente della S.S. Lazio, condividere con alcuni di voi alcune responsabilità e alcune prospettive. E soprattutto perché credo sia arrivato il momento di provare ad aprire una fase nuova: una fase di dialogo, di ascolto, di rispetto reciproco.

Si può non essere d’accordo con una scelta societaria, con una strategia societaria, con una stagione sportiva. Si può criticare il Presidente, la società, il mercato, il rapporto con la tifoseria. Ma ridurre vent’anni di lavoro, sacrifici, responsabilità personali, risultati ottenuti e battaglie istituzionali a una caricatura significa non leggere fino in fondo cosa sia diventato oggi il calcio moderno.

Il calcio di oggi è un sistema sempre più complesso, spietatamente appoggiato a volte privo di una visione autentica. Un sistema nel quale i fautori vengono raccontati come trofei, mentre dietro quei numeri si nascondono spese indebitate, fondi che entrano nel mercato senza controllo per costruire un ritorno di passione, ma per speculare sul valore di un brand e non come emissivo di una comunità. 
Ho sempre pensato che la Lazio dovesse restare padrona del proprio destino. Questa è stata, ed è rimasta una linea fondamentale. La Lazio deve competere, deve crescere, deve ambire alla vittoria. Ma deve farlo senza perdere dignità, autonomia, equilibrio e futuro. Il primo dovere di chi amministra un club non è inseguire l’applauso di un giorno. È garantire che quella società resti solida, libera e rispettata anche domani. So bene che questo principio, a volte, può apparire duro. So bene che il tifoso vuole vincere, vuole vedere la propria squadra sempre più forte. È giusto che sia così. Anch’io voglio una Lazio capace di vincere. Ma la sostenibilità non è il contrario dell’ambizione. È il modo più serio per dare un futuro. In questo anche ho sempre messo la faccia. Nelle scelte facili e in quelle difficili. Nei momenti positivi e in quelli complicati. Ho combattuto nelle istituzioni non soltanto per la Lazio, ma per difendere il sistema calcio nel suo complesso. Perché un calcio sano, senza regole, senza equilibrio, senza rispetto per i tifosi è un calcio destinato a perdere se stesso. Questo non significa non aver commesso errori. Chi decide sbaglia. Chi governa una società complessa come la Lazio sa di farlo in modo spesso complicato, contestato. In questo sono consapevole. È per questo che chiedo che il giudizio tenga conto dell’intero quadro, non soltanto della scelta singola o più conveniente da raccontare. E dentro questo quadro c’è anche chi vuole affrontare con chiarezza il rapporto con i tifosi: deve migliorare radicalmente. Lo dico senza ambiguità. La Lazio deve trovare forme nuove, serie e responsabili di ascolto, dialogo e coinvolgimento dellapropria gente. Esistono regole, vincoli attingenti, responsabilità giuridiche e istituzionali che spesso limitano il dialogo diretto e creano, in alcuni momenti, una barriera quasi invalicabile. Ma una barriera, se esiste, va affrontata. Non ignorata. Voglio dire qualcosa di molto personale: può essere accaduto che, in qualche occasione, in un clima di forte tensione, amareggiato da polemiche, offese e attacchi continui, io abbia risposto a telefono in modo avventato, con toni che non avrei voluto usare e che possono essere stati percepiti come distanza o chiusura. Se questo è accaduto, me ne assumo la responsabilità. Ma voglio essere chiaro: non è mai stata, né ci sarà mai, una mancanza di rispetto verso i tifosi della Lazio. Il rispetto per chi ama questi colori viene prima di tutto. Ogni tifoso che merita tempo, risposta, chiarimento, passione, sacrifici personali e familiari per seguire la Lazio merita uno schianto rispetto, ma gratitudine. Perché senza questo amore quotidiano, senza questa appartenenza profonda, nessun club avrebbe davvero un’anima. E io, che ho l’onore e la responsabilità di rappresentare la Lazio, non posso e non voglio dimenticarlo.

Per questo l’idea di chiamare tutti i Lazio Club, avviare un percorso di riconoscimento ufficiale e coinvolgere gli aderenti al codice etico della società e del territorio. Non come progetto di immagine. Non come progetto astratto. Ma come strada concreta per ridare e ricostituire un rapporto ordinato, strutturato e rispettoso tra la società e il suo popolo. Una misura non è sufficiente. Ma deve essere una mediazione seria. Perché la mia preoccupazione è questa: che si possa diventare una guerra tra voi e i vincitori, tra la società e la tifoseria, tra la ragione istituzionale e la passione popolare. La Lazio è una idea. E se essa, se una barriera si costruisce, se una parte vuole scavare una separazione, la società deve ascoltare di più e meglio. Questo è quello che farò. Ma deve essere uno sbocco dentro la logica della cura e della responsabilità”

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DICHIARAZIONI

Lazio, Min. Abodi: “Lotito? Mi piacerebbe una società in salute. Se nel calcio levi il cuore…”

“Sono un appassionato e un abbonato in Tribuna Tevere. Lo rifarò? Sono sotto spesa, devo fare economia e delle scelte (ride, ndr). A me piacerebbe una società in salute sia dal punto di vista finanziario che nelle relazioni con la comunità e nell’empatia”. Così Andrea Abodi, ministro per lo sport e i giovani, ospite a “Un giorno da pecora” su Rai Radio 1, rispondendo a una domanda sul momento vissuto dal club biancoceleste. “Lotito? Negli anni ha fatto squadre che hanno vinto diversi trofei. Ma se nel calcio levi il cuore levi una parte determinante“, conclude. Ansa

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Agostinelli: “Lazio, per cambiare le cose non basta una lettera. Lotito non pensava si arrivasse a questo punto della contestazione” (AUDIO)

ANDREA AGOSTINELLI in collegamento a ‘NMM’

“Mi chiedo il motivo per cui Lotito non ha pensato di scrivere quella lettera ai tifosi della Lazio in un momento di minore contestazione. La mia sensazione è che dire adesso alcune cose è come provare ad aggrapparsi ad una ciambella di salvataggio visto che siamo all’ultima spiaggia. Forse non pensava di potesse arrivare a questo punto della contestazione. Non so quale effetto positivo possa avere ora, anzi probabilmente peggiora le condizioni.

In un momento in cui la tifoseria organizzata ha scelto di non abbonarsi, c’è stato questa sorta di passo indietro. Secondo me, è una situazione di non ritorno. L’unica soluzione è che lui venda, ho questa percezione. Lui in questo momento si sente in grandissima difficoltà. Poi l’aspetto sportivo, il pensiero di stabilizzarsi in zone di classifica anonime è pericoloso anche per le prossime generazioni di tifosi. Per far si che si torni a diventare una squadra invidiata è necessario che cambino le cose. Ed in questo momento per cambiare le cose non basta una lettera o delle scuse”.

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TIFOSI

Lettera di Lotito, la replica del tifo organizzato: “Tardiva e non risponde alle richieste di un popolo stanco di questa gestione”

Dopo la lettere del presidente Claudio Lotito, la replica dei rappresentanti del tifo organizzato:

“Leggiamo con stupore la lettera inviata dal sig. Lotito al Messaggero, una lettera che non aggiunge nulla a questi 22 anni di gestione fallimentare della nostra amata Lazio.

Potremmo commentare punto per punto e smontare, per l’ennesima volta, quello che c’è scritto ma evitiamo di farlo perché tutto quello che dovevamo dire lo abbiamo messo nero su bianco nel nostro precedente comunicato a cui, anche in questa lettera, non c’è stata risposta.

Su una cosa però vogliamo rispondere.

È una lettera inviata volutamente ai Lazio Club, lo si specifica più volte, e questo da la misura di come il sig. Lotito non conosca la tifoseria della Lazio.

Il sig. Lotito non sa che dei “gruppi del tifo organizzato” fanno parte anche diversi Lazio Club, i più rappresentativi ed attivi, questo non può saperlo semplicemente perché non conosce questo mondo e mai ha avuto interesse nel conoscerlo.

L’intento di questa lettera è quello di dividere un popolo tra buoni e cattivi, cercando di accaparrarsi una parte a discapito dell’altra, anche in questo caso non ci riuscirà, ci trova nuovamente compatti, uniti in un unico fronte che è stufo di questa situazione.

Una cosa però ci sentiamo di chiarirla: la proposta di riconoscimento dei ‘Lazio Club’, è nostra ed è stata fatta 2 anni fa, la presentammo con uno scopo ben preciso e cioè quello di eliminare la barriera tra squadra e tifosi costruita da questa gestione, riportare i giocatori alle cene con i tifosi, far vivere ai nostri figli quelle serate con i loro idoli che il sig. Lotito ha completamente cancellato da quando è diventato presidente della S.S. Lazio, ebbene quella nostra proposta fu bocciata dalla società, chi ha scritto questa lettera lo sa e ci stupiamo che abbia tirato fuori questo argomento quando è già stato discusso ed ha avuto una chiusura totale da parte della S.S. Lazio.

Si parla ancora di Academy, media company, Nasdaq, di uno stadio che verrà, di sostenibilità dei conti e di tanta fuffa ancora, ma anche questa volta nulla di concreto.

Si parla di storia dimenticando che quella ‘cazzo di storia’ per il sig. Lotito è un peso e non un plus di cui vantarsi e lo ha detto e dimostrato decine di volte in questi 22 anni, si vuole aprire un rapporto con la tifoseria, quale tifoseria? Quella che il sig. Lotito ha denigrato, umiliato, insultato, denunciato fino all’arresto di alcuni di loro con false accuse rovinando la vita di molte famiglie? Quella tifoseria che a suo dire è composta da gente che in Curva Nord si occupa esclusivamente di spaccio e gestione della prostituzione? Quella tifoseria che la società ha abbandonata a se stessa come è successo in Polonia, in Germania ed in tantissime altre trasferte senza alcun supporto societario? Quella che voleva regalare un’emozione unica ad una nipote nel giorno del ricordo di suo nonno e che il sig. Lotito gli ha negato? Quella a cui è stato vietato di esporre la parola che dovrebbe campeggiare in ogni luogo: libertà.

Bene sig. Lotito, i gruppi del tifo organizza della sua lettera non se ne fanno nulla!

Riteniamo che oltre ad essere tardiva non risponde minimante alle richieste di un popolo che è stanco della sua gestione e, soprattutto, ci sembra un ulteriore specchietto per le allodole messo nero su bianco da chi non conosce la determinazione e la forza di volontà del popolo Laziale.

Ribadiamo con fermezza quanto già detto nel nostro precedente comunicato a cui ognuno è libero di aderire o non aderire:

  •   NON ci abboneremo e non presenzieremo alle gare casalinghe sia di campionato che di coppaltalia;
  •   Saremo presenti in tutte le trasferte;
  •   Saremo presenti ai derby sia in casa che in trasferta;
  •   Disdiremo in blocco e non rinnoveremo gli abbonamenti a tutte le piattaforme che trasmettono a pagamento le partite della Lazio;
  •   Boicotteremo tutte le attività che daranno il loro appoggio a questa presidenza, siamo sponsor o partner vari;
  •   Non daremo il nostro voto a Forza Italia ed ai candidati da lui sostenuti, fossero anche tifosi della Lazio”.

SE I LAZIALI SONO UNITI NON SARANNO MAI SCONFITTI! AVANTI LAZIO, AVANTI LAZIALI.

I Gruppi del Tilo Organizzato.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Lazio, Mattei: “Lotito è all’angolo ma senza interesse a cedere. Lettera ipocrita che sortisce l’effetto contrario” (AUDIO)

STEFANO MATTEI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“A proposito delle notizie circolate ieri, non ho mai pensato neanche per un minuto a tutto questo. O si interviene dall’alto strappando la società a Lotito oppure lui non ha nessun interesse a fare quel passo.

La lettera, lunga, troppo lunga, è una scelta strategica comunicativa sbagliata. Scegliere un giornale vuol dire affidarti ad un amico e farti nemici tutti gli altri. Sono errori che negli ultimi mesi stanno accadendo spesso, segno di persone che sono arrivate da poco e stanno lavorando male. E’ un concentrato di ipocrisia e false verità che non servono a nulla. Ci sono solo parole vuote che non avvicina la società alla tifoseria. Anzi, sortisce l’effetto completamente il contrario. La tifoseria è ancora più arrabbiata. Questa è la conferma che questa presidenza è all’angolo, sta incassando colpi e sta accusando molto la contestazione. Con una sola mossa concreta si poteva fare molto di più, ossia un aumento di capitale”.