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TIFOSI

Da New York a Cuba, anche i Lazio Club contro Lotito

Dopo la lettera di Lotito al Messaggero dove il presidente biancoceleste ha provato a coinvolgere nel dialogo di ripartenza anche i Lazio Club, stanno arrivando le prime risposte dei club biancocelesti in giro per il mondo, dopo quella della Curva Nord di ieri, che rivelava a chi non lo sapesse la presenza di club anche all’interno della tifoseria organizzata.

Da New York, dove c’è il club più noto della Lazio, chiusura totale alla proposta societaria, rivendicando anche il silenzio in situazioni passate oltre ad aver vietato l’approdo ad alcuni calciatori durante viaggi negli States. Sulla stessa linea d’onda anche altre città mondiali, da Miami a Monaco di Baviera, passando per Parigi e Cuba. I Lazio Club si uniscono al tifo organizzato: ora è tardi per aprire un dialogo.

LAZIO CLUB NEW YORK –“Con immenso stupore e disgusto abbiamo avuto modo di leggere la lettera del “signor” Lotito ai tifosi. Oltre a confermare la quasi totale mancanza di ammissione di colpe, le pressoché inesistenti scuse e le solite frasi fatte (scritte da qualcun altro), che dimostrano come questo soggetto non comprenda che la frattura tra la dirigenza e la tifoseria sia ormai insanabile, prendiamo atto della menzione dei Lazio Club.

Da parte nostra, non esiste il minimo desiderio di dialogare con chi da 22 anni INFANGA l’immagine della S.S. Lazio e l’onore dei suoi tifosi. Si prega, pertanto, di non inviare ulteriori CAZZARI a fare da intermediari presso la nostra sede.

Vi ringraziamo inoltre per non aver fatto assolutamente nulla quando i nostri giocatori sono venuti a NY, e per non aver dato la possibilità a chi, per la Lazio, compie sacrifici da oltre oceano di ricevere anche solo un ringraziamento. La porta è chiusa, anzi blindata, e resterà tale fino a quando la NOSTRA Lazio sarà prigioniera di questa tirannia. LCNYC”.


LAZIO CLUB MIAMI – “RISPOSTA ALLA LETTERA DEL SIGNOR LOTITODopo il post messo a caldo ieri, poco dopo l’uscita della lettera scritta ai Laziali da qualche lacchè ed a firma Claudio Lotito, il Lazio Club Miami ribadisce la NON volontà ad essere affiliato né legato in alcun modo all’attuale proprietà e dirigenza della S.S. Lazio S.p.A. Il Lazio Club Miami ribadisce altresì il proprio indissolubile legame e sostegno ai colori, alla storia, alla tifoseria tutta, alla squadra ed alla struttura tecnica della S.S. Lazio.

In data 12 novembre 2024 avevamo formulato un’articolata richiesta per poter essere affiliati alla S.S. Lazio come Club ufficiale. La risposta, ricevuta il 16 novembre 2024, fu: “Buongiorno, noi non gestiamo direttamente i lazio club. Ora, improvvisamente, noi saremmo “la strada concreta per ridare e ricostituire un rapporto ordinato, strutturato e rispettoso tra la società e il suo popolo.”

Troviamo tutto questo fortemente strumentale ed offensivo. Troviamo questa mossa atta a portare disunione all’interno della tifoseria e finalizzata a distogliere l’attenzione dal vero problema. La storia ci insegna che solo un popolo unito fa cadere il suo tiranno. Ed i Laziali sono uniti! D’ora in avanti, finché non cambierà la proprietà, il Lazio Club Miami aggiungerà la dicitura: LAZIO CLUB MIAMI – NON AFFILIATO”.


LAZIO CLUB MONACO – “‘TROPPO TARDITra le tante cose che sono state dette in quella lettera, che nemmeno avrà scritto lui, ci siamo soffermati in un argomento che ci riguarda da vicino, i Lazio club. La proposta di riconoscimento dei Lazio club in giro per il Mondo fu avanzata da noi medesimi qualche anno fa, ma non è mai stata presa in seria considerazione e di occasioni per parlarne ce ne sono state. L’ultima che ricordiamo è stata quel famoso ottavo di finale di Champions League contro il Bayern.

Sarebbe bastata semplicemente la creazione di una sezione web e elencare tutti i Lazio club ufficiali e riconosciuti in giro per il Mondo. In questo modo, qualsiasi tifoso Laziale lontano da Roma avrebbe avuto un punto di riferimento dove incontrare altri Laziali a Londra, New York, Bruxelles, Monaco o Parigi e invece non è stato fatto nulla di tutto questo. I siti ufficiali di altre società come la Juventus e l’Inter lo fanno da sempre. Che nel momento di maggiore contestazione e ormai insanabile spaccatura tra noi e la società ci venga tesa la mano in questo modo ci fa sorridere perché lo troviamo alquanto opportunista e ipocrita.

Non siamo interessati e riteniamo che non ci siano margini per dialogare con una persona che se n’è sempre fregato altamente di noi e del nostro mondo. Rispediamo al mittente questa proposta. Siamo a un punto di non ritorno. Seguiremo la nostra Lazio al pub e quando sarà possibile verremo anche in trasferta per sostenerla sempre e comunque nella speranza di un domani più luminoso e ambizioso. Libera la LazioLazio Club München”.


LAZIO CLUB PARIGI – “Abbiamo letto con attenzione il passaggio della lettera del Presidente Claudio Lotito dedicato ai Lazio Club e alla possibilità di avviare un percorso di riconoscimento ufficiale, con l’obiettivo dichiarato di ricostruire un rapporto ordinato, trasparente e rispettoso tra la società e il proprio popolo.

Parole importanti. Parole che però arrivano dopo anni durante i quali decine di Lazio Club, sparsi in Europa e nel resto del mondo, hanno avanzato richieste, proposte e manifestazioni di interesse per costruire un rapporto più diretto e strutturato con la società. Richieste che, nella maggior parte dei casi, non hanno mai trovato ascolto. I Lazio Club sono parte integrante del popolo Laziale.

Si torna a parlare di ricucire rapporti, di promesse, di trasparenza, dei Lazio Club, dei tifosi, di rispetto, proprio mentre il rapporto tra la società e tifoseria attraversa uno dei momenti più delicati degli ultimi anni. Una coincidenza che non può passare inosservata. Ricordiamo al presidente Claudio Lotito che i Lazio Club in Europa e nel mondo che sono parte integrante del popolo laziale. ORMAI È TROPPO TARDI!

Non abbiamo bisogno di essere ricordati quando conviene. I Lazio Club esistono da sempre, continueranno a esistere e continueranno a rappresentare la Lazio ovunque, con la stessa passione che nessuno è mai riuscito a spegnere.

Se davvero esiste la volontà di costruire un rapporto ordinato, trasparente e rispettoso tra la società e i suoi tifosi, allora è arrivato il momento di passare dalle dichiarazioni alle azioni. Fino ad allora, i Lazio Club continueranno a fare ciò che hanno sempre fatto: sostenere la Lazio, difendere la propria identità, restare al fianco dei Laziali e contestare chiunque utilizzi la Lazio per fini personali, mettendo in secondo piano la sua storia centenaria, la sua dignità e il rispetto dovuto ai suoi tifosi. Lazio Club Paris”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Lazio, Mattei: “Lotito è all’angolo ma senza interesse a cedere. Lettera ipocrita che sortisce l’effetto contrario” (AUDIO)

STEFANO MATTEI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“A proposito delle notizie circolate ieri, non ho mai pensato neanche per un minuto a tutto questo. O si interviene dall’alto strappando la società a Lotito oppure lui non ha nessun interesse a fare quel passo.

La lettera, lunga, troppo lunga, è una scelta strategica comunicativa sbagliata. Scegliere un giornale vuol dire affidarti ad un amico e farti nemici tutti gli altri. Sono errori che negli ultimi mesi stanno accadendo spesso, segno di persone che sono arrivate da poco e stanno lavorando male. E’ un concentrato di ipocrisia e false verità che non servono a nulla. Ci sono solo parole vuote che non avvicina la società alla tifoseria. Anzi, sortisce l’effetto completamente il contrario. La tifoseria è ancora più arrabbiata. Questa è la conferma che questa presidenza è all’angolo, sta incassando colpi e sta accusando molto la contestazione. Con una sola mossa concreta si poteva fare molto di più, ossia un aumento di capitale”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, Lotito non mette in vendita il club ma cerca finanziatori: “Nuovi capitali, senza perdere la maggioranza”

Il presidente biancoceleste non lascia la società ma cerca un partner.

Raramente, sul tema Lazio, il tam tam sui social è stato più frenetico di ieri. Fibrillazione pura da parte dei tifosi biancocelesti, alimentata da voci sulla possibile cessione del club da parte di Lotito, con indiscrezioni su incontri segreti con potenziali acquirenti — nababbi arabi, imprenditori italiani — e di annunci imminenti. I tifosi sperano nella svolta, ormai da tempo contestano Lotito — hanno annunciato il boicottaggio totale, dalla campagna abbonamenti agli sponsor — e gli chiedono di fare un passo indietro. «Invenzioni», riporta La Repubblica, la secca risposta di chi è vicino al presidente, deciso a non vendere la Lazio — ma è vero che cerca partner — nonostante le pressioni che arrivano da più parti. Intanto è sempre più concentrato sul progetto Flaminio. Ieri le voci di cui sopra circolavano anche in ambienti politico-istituzionali della capitale, basate su presunte comunicazioni che il presidente e senatore forzista dovrebbe effettuare in settimana.

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Quello che è successo ieri è il punto più basso in assoluto da quando io seguo la Lazio. Con l’esplosione dei social è xambiato tutto, l’amplificazione di certe situazioni. Il tifoso laziale è disposto a credere a qualsiasi cosa pur di arrivare ad una svolta societaria. Questo è il primo concetto in assoluto. C’è voglia di altro, di un’altra proprietà, di sognare, di un altro tipo di proprietà che possa riuscire a tenere il passo delle concorrenti che si affidano ad investitoti internazionali.

Sulla lettera di Lotito ai tifosi, credo che Lotito una mossa per cercare di riaprire un dialogo con i tifosi dovesse farla. Quello che conta è che dietro le parole di siano fatti, comportanti e sostanza. La parola ‘investire’ è determinante se davvero vuoi anche tu vincere ed essere ambizioso. Quella parola, nella lettera, non c’è. Ci sta, è comprensibile un’iniziativa di Lotito in questo senso, ma non è accettabile che non si investa e che non ci sia ancora un budget di mercato.

La Consob non ha obbligato la Lazio a smentire, poi nel corso della giornata le cose sono cambiate ed hanno portato al comunicato di smentita. La voglia disperata di cambiamento del tifoso della Lazio, è la morale più forte di tutto quello che è accaduto. La notizia è che è vero che Lotito cerca finanziatori, ha capito di aver bisogno di nuovi capitali, ma non perdendo la sua quota di maggioranza”.

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Lazio, via vai in difesa: si attendono offerte per Lazzari e Pellegrini, il sostituto di Romagnoli la priorità

Hysaj è già partito e Patric, da Gattuso, è considerato un centrocampista.

Da dieci difensori che hanno chiuso la stagione con Sarri adesso in rosa ce ne stanno ufficialmente otto. Hysaj è già partito e Patric, da Gattuso, è considerato un centrocampista. A questi vanno aggiunti Romagnoli (in uscita, con l’Al-Sadd si cercano gli ultimi accordi) e si attendono offerte per Lazzari (il Sassuolo potrebbe tornare alla carica) e Pellegrini (c’è sempre il Como). Insomma, alla fine saranno in cinque, ecco perché, evidenzia Il Messaggero, servono innesti.

Coppola del Brighton e Chiarodia del Borussia Monchengladbach sono italiani, Under 23, e quindi non andrebbero a pesare sul bilancio. Arnau Martinez, si legge, è una soluzione complicata (c’è la Real Sociedad ) e Leite è ormai una pista abbandonata. A gennaio si parlava di Tiago Gabriel del Lecce, ma i costi sono troppo alti, da Premier. Rientra Floriani Mussolini dalla Cremonese (e potrebbe restare) ma è evidente che anche a livello numerico serve qualcosa. La priorità (di tutto il mercato) è il centrale sostituto di Alessio.

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Lazio, intreccio Provedel-Mandas: il club vuole trattenerne uno, Motta vice

Su Ivan Bologna, Inter e Fiorentina.

Provedel è in ripresa dopo l’operazione alla spalla, Gattuso
ha chiamato anche lui nei giorni scorsi. L’Inter lo tiene in pole da vice Martinez, sarebbe una grande occasione. Il Bologna ci pensa da tempo, potrebbe puntarci da primo. La Fiorentina lo farebbe in caso di addio di De Gea. E la Lazio? Come ribadisce il Corriere dello Sport, i rinnovi sono congelati da gennaio. Il futuro di Provedel rischia di essere intrecciato al futuro di Mandas. Il Bournemouth ha solo sfiorato la Champions, è andato in Europa League. Il riscatto del greco, per 18 milioni, sarebbe scattato solo con la Champions. Il club inglese sta riflettendo sull’opportunità di acquistare comunque Mandas offrendo qualche milione in meno. La Lazio è ferma sulla valutazione di 18 milioni, nei prossimi giorni si capirà se i biancocelesti saranno disposti a fare un piccolo sconto. Se Mandas tornerà a Formello i portieri saranno tre: Provedel, Mandas e Motta. Troppi.

L’idea della Lazio, conclude il quotidiano, è tenere solo uno dei primi due lasciando crescere Motta da vice. In ballo anche il futuro di Furlanetto, il quarto portiere utilizzato da Sarri in stagione dopo gli infortuni di Provedel e Motta e l’addio di Mandas a gennaio. I posti sono tre ed entro l’inizio del ritiro andranno assegnati. La Lazio deve garantirsi un numero uno affidabile aspettando la consacrazione di Motta

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Lazio, il club ha promesso di trattenere Gila. Romagnoli aspetta l’Al Sadd

Gattuso non avrebbe posto nessun veto alla cessione di Alessio.

La Lazio vuole trattenere Gila, lo ha promesso a Gattuso. Nonostante Mario abbia un solo anno di contratto e nonostante quel post criptico del giocatore sui social dopo l’ultima partita di campionato che aveva il sapore di un addio anticipato. Il ds Angelo Fabiani, anche senza rinnovo, stando a quanto riporta Il Messaggero, vuole respingere le offerte che potrebbero arrivare per il difensore spagnolo. Un doppio target: aiutare il club a tornare in Europa – o almeno giocarsela – e far crescere ulteriormente Provstgaard (in odore, lui sì, di prolungamento con adeguamento per non ripetere la situazione attuale) al suo fianco. Evidente, in questo modo, che il futuro di Alessio Romagnoli sia quasi segnato. A gennaio il saluto non si è consumato per un soffio, il club vorrebbe risparmiare i 3,5 milioni di euro d’ingaggio per altri 12 mesi, e ci si aspetta una nuova offerta dell’Al Sadd per il via libera definitivo. Rino non ha posto nessun veto alla cessione di Alessio.

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DICHIARAZIONI

L’ultima di Pedro: “Mi rivedrete all’Olimpico per festeggiare il ritorno di una grande Lazio. Primo passo ritrovare l’unione con i tifosi. Su Sarri…”

Il campione spagnolo è il protagonista dell’ultimo match program stagionale.

“Sono stati giorni tristi ed emozionanti allo stesso tempo. Si chiude la mia storia con la Lazio, mi sto godendo ogni ultimo istante con i miei compagni di squadra, con i tifosi e la città. Mi mancheranno tutti, sono contento del percorso fatto con questa maglia. L’ultima stagione è stata sicuramente dura ma voglio finire bene, magari segnando, per regalarmi un ultimo ricordo positivo”.

Il feeling con la Lazio è stato subito forte – “Perché questa squadra ha dei valori che condivido, come umiltà, armonia e solidarietà. La passione dei tifosi è stata forte fin dal primo giorno, li ho sempre sentiti al nostro fianco. Mi sono subito sentito a casa, è la loro vicinanza che fa grande la Lazio”.

Stagione senza i tifosi – “Quanto è stata dura? Tantissimo. Spero che contro il Pisa decidano di entrare ma rispetto la decisione. Giocare senza la loro spinta è stato difficile. Fare bene in campionato con lo stadio vuoto è impossibile. Abbiamo passato momenti duri, non è stato semplice assistere alla situazione che si è creata tra tifosi, squadra e società. Mi è dispiaciuto non aver regalato al nostro popolo la Coppa Italia: se la sarebbero meritata e sarebbe stata la conclusione perfetta. Sono però certo che questa situazione tornerà presto alla normalità se tutti remeranno nella stessa direzione per riportare la Lazio in alto. Dove merita di stare”.

La stagione più bella – “Lo scorso anno è stato bello, così come la prima stagione di Sarri, dove il livello di gioco della squadra era alto. Con Baroni ho segnato molto, andavamo sempre allattacco e mi sono divertito tanto. Peccato per Europa League perché avremmo potuto raggiungere la semifinale. Gol più pesante? Difficile sceglierne uno solo, quello nel derby, contro il Celtic e il Porto sono stati davvero speciali. La festa sotto la Curva non la dimenticherò mai, rimarrà per sempre nel mio cuore”.

Un ex del passato con cui giocare – “Dico Klose. Miro è stato un attaccante fortissimo, qui alla Lazio ancora oggi parlano tutti del suo atteggiamento e della sua straordinaria professionalità. Una leggenda. Poi ovviamente ce ne sono stati anche altri, penso a Veron che qualche settimana fa ci è venuto a trovare a Formello”.

Il calciatore dell’attuale rosa che speri possa rimanere qui il più al lungo possibile – “Lo auguro a molti. A Rovella, Zaccagni, Taylor, che è un calciatore interessante, poi ai senatori e agli altri capitani in campo come Patric, Marusic e Cataldi”.

Ti vedremo allo stadio? – “Assolutamente si. Al 100%, spero di poter festeggiare presto una bella vittoria dal vivo insieme ai nostri tifosi”.

Sei mai stato vicino a convincere qualche tuo ex compagno a venire alla Lazio? – “Ci ho sempre provato. Anche con Messi (ride, ndr) ma ovviamente non era facile. Poi Jordi Alba e De Gea quando erano svincolati. Anche Bartra, ricordo che ne parlai con Sarri. Stesso discorso per David Luiz. Mi sarebbe piaciuto fargli conoscere la passione dei nostri tifosi”.

Sarri nella tua testa è secondo soltanto a Guardiola? – “Sì. Guardiola ovviamente è stato importante, mi ha dato fiducia quando ero giovane, permettendomi di giocare in una squadra piena di campioni come il Barcellona. Sarri lo avevo avuto già al Chelsea, abbiamo vissuto tanti anni insieme, è stato un bel percorso. Cito anche Baroni, una persona umile che dava tutto per il bene della squadra, e Tudor, preparato e con tanto carattere. Ognuno di loro mi ha insegnato qualcosa per continuare a crescere e migliorare”.

Lasci una Lazio diversa da come l’hai trovata: cosa auguri al club per rinascere? – “La prima cosa è ritrovare l’unione tra squadra, tifosi e Società, andare tutti verso un’unica direzione. Questo permetterà alla Lazio di tornare grande: chi verrà qui dovrà lavorare forte per il bene del club. Ora è difficile ma sono sicuro che la Lazio tra qualche anno tornerà a vincere trofei e a lottare per l’Europa e lo scudetto”.

Tornerai un giorno? Ovviamente in un’altra veste – “Difficile dirlo ma spero di sì, nella vita non si sa mai. Mi piacerebbe tornare per aiutare la squadra, rimarrò sempre vicino alla mia Lazio”.

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Lazio, il club porta in Comune le integrazioni per il Flaminio: le ultime

Nell’attesa l’architetto Nervi ha inviato un’ulteriore lettera in Campidoglio sottolineando la bontà dell’opera presentata dalla Lazio.

La Lazio ha consegnato al Comune di Roma tutta la documentazione richiesta per lo Stadio Flaminio, integrando anche le parti che erano rimaste in sospeso. Adesso, spiega il Corriere dello Sport, resta soltanto da attendere che tutto il materiale venga analizzato da parte degli uffici competenti del Comune per far partire la conferenza dei servizi preliminare, nella speranza che al termine di questa venga concesso il pubblico interesse al progetto di riqualificazione, per poter entrare nel vivo del piano del club biancoceleste.

Nell’attesa, si legge, l’architetto Pierluigi Nervi (nipote dell’omonimo architetto che progettò lo Stadio Flaminio), parte dello staff di esperti del presidente Lotito, ha inviato un’ulteriore lettera in Campidoglio sottolineando la bontà dell’opera presentata dalla Lazio: «La maggior parte degli impianti sportivi dedicati al calcio in Italia e all’estero sono in via di ristrutturazione, sia in corso sia in progetto. Le norme sono cambiate, gli stadi si devono adeguare. In tutti i casi gli interventi sono ovviamente strutturalmente importanti, in generale tali da alterare la percezione dell’esistente rispetto al nuovo. In alcuni casi addirittura l’impianto precedente è stato demolito per realizzare quello nuovo. Non ci si è preoccupati di preservare la struttura attuale, anzi si è demolita».

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INFERMERIA

Lazio, lesione Marusic e non solo: Maldini, Gigot e Gila, il comunicato del club

Il club biancoceleste ha reso note le condizioni degli infortunati. Il comunicato della Lazio:

A seguito di un consulto tra lo staff medico composto dal Prof. Ivo Pulcini, dal Prof. Fabio Rodia e dal medico sociale dott. Italo Leo, la S.S. Lazio comunica quanto segue: lesione di basso grado al polpaccio destro per Marusic e infiammazione al tendine rotuleo del ginocchio destro per Maldini. Gigot e Gila svolgono un lavoro atletico specifico, mentre Provedel e Rovella continuano i loro programmi di recupero post-operatori”.

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Fallimento Italia, il giorno del passo indietro di Gravina ed il peso dei club: avanza Malagò

Il nuovo salto nel vuoto del nostro pallone, il più fragoroso, scuote i palazzi e apre la crisi: il tempo del dentro o fuori federale è in campo. Come è stato il risveglio dopo la ritirata di Zenica nelle stanze dei nostri club? L’opposizione permanente all’attuale governance della Lega Serie A parla dell’Italia come di “un giocattolo in mano ai bambini…” (Aurelio De Laurentiis dixit), la stragrande maggioranza riflette, si interroga, aspetta una mossa, di fatto, annunciata: le dimissioni di Gabriele Gravina. Niente strappi, niente stracci, ma ciò che appartiene ad una logica conseguenza: il passo indietro del presidente della Figc davanti all’opinione pubblica e in ossequio ad un’assunzione di responsabilità inevitabile davanti a quanto accaduto in Bosnia.

Il mandato dei club al presidente Ezio Maria Simonelli è nei fatti: ascoltare, all’ora di pranzo, le parole di chi ha in mano la Figc con il 98,7 per cento dei voti dall’urna del 3 febbraio dell’anno scorso e accettarne la decisione di farsi da parte. La Serie A, sul punto, si trova tutta sullo stesso fronte e sul fronte della politica con il governo in pressing sull’inquilino di via Allegri da tempi non sospetti: Gravina lasci, ha più volte sottolineato il ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi. Una comune posizione nata, però, dalla notte di Zenica, non certo da una strategia condivisa: a tenere unite la Serie A e il mondo delle istituzioni è solo il terzo Mondiale saltato per aria. Tradotto: i club hanno intenzione di rivendicare ancora con più forza tutta quella serie di richieste a chi ha in mano il governo del Paese per dare un senso ai loro sacrifici economici e, quindi, ai conti. Oltre Gravina c’è la necessità di una “rivoluzione”. E oltre Gravina c’è l’intenzione della Lega di indicare il nome del prossimo numero uno della Figc: il peso elettorale passato dal 12 al 18 per cento non può, per le società, costituire una semplice svolta numerica, ma deve trasformarsi in una reale occasione perché i club diventino la forza motrice dell’intero sistema.

La Serie A si è data appuntamento nel tardo pomeriggio per ciò che il suo presidente Simonelli riferirà sul vertice convocato tra i numeri uno delle varie componenti federali. L’Italia del pallone si prepara, così, ad una nuova tornata elettorale e, stavolta, la tornata elettorale dovrà avere un punto di partenza diverso: i club, sul tema, giocheranno la loro partita perché se la tradizione vuole che il nome del candidato forte sia espressione della Lega Dilettanti o della Lega Pro in base al già citato “peso”, la tradizione va spezzata. Un primo nome è già sulla scena: Giovanni Malagò. Si tratterebbe di un profilo che unisca conoscenze e managerialità, di un personaggio che ha vissuto molte, moltissime stagioni in questo mondo. Per qualcuno, però, puntare su un protagonista, recente, di un rapporto non proprio idilliaco con Abodi (vedi il caso della non rieleggibilità al vertice del Coni) possa rivelarsi un boomerang nel momento in cui con i palazzi della politica romana va, comunque, instaurato un dialogo per ottenere quello che i club chiedono. Di sicuro, la volontà di affidarsi a chi ha una visione lungimirante è ben presente all’interno della Lega. Gazzetta.it