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RASSEGNA STAMPA

Lazio, Zazzaroni: “Lotito, ora basta. Fenomenologia di un rapporto ormai finito”

L’editoriale del direttore del Corriere dello Sport Ivan Zazzaroni

“L’ ho fatto. Per solidarietà: ho provato a entrare nella testa, o forse era il cuore, del laziale col quale – sia chiaro – mi scuso in anticipo se il tentativo non dovesse essere riuscito. Mi sono immaginato tifoso della squadra presieduta da oltre vent’anni da Claudio Lotito subito dopo la lettura della lettera che ha fatto pubblicare dal Messaggero. Un goffo tentativo di riavvicinamento, fallito sul nascere. La testa, il cuore, dicevo: ha inevitabilmente prevalso il fegato (spappolato). Mi sono venuti i conati di vomito, mi sono sentito una volta di più schiacciato dentro un incubo sotto vuoto. Ho trovato la lettera, probabilmente scritta con l’AI, un autentico delirio, perché afferma la miseria nella quale è caduta la Lazio, un tunnel dove la luce non esiste più. Lui non vende e basta. Il senso di spiazzamento e angoscia che provo e vorrei trasmettere al pianeta Terra è questo: tutte le squadre del mondo hanno potuto e possono sempre coltivare la speranza di una via d’uscita, mentre a noi è negata. In passato, persino nei momenti più bui abbiamo potuto pensare che sarebbe cambiato il presidente, che sarebbe arrivato qualcuno in grado di farci sognare. Ma da tempo non è più così: siamo blindati, «è mia» e tutto sotto chiave. Fuori dalla cassa, ovviamente vuota, c’è solo la disillusione che alimenta la protesta.

Lotito sopravvive anche a un disperante disamore. «Se ho paura dello stadio vuoto nella prossima stagione?» ha aggiunto ieri con la nettezza del tratto che ignora le ombre. «No, perché io non faccio le cose in termini materiali. Per me la Lazio è un’emozione e io voglio costruire emozioni. Non vogliono venire allo stadio? È legittimo. Io lavoro con responsabilità, senza interessi materiali. Pure io voglio sognare, ma io voglio sognare anche per il futuro, non solo per il presente».

Io io io. La sua è una “malattia” ormai. Ha smesso di pensare, di interessarsi realmente alle cose: nessuno che si appassioni o creda in qualcosa che non sia la sua piccola, dannata, comoda mediocrità, si comporta così” . (…)

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, Zazzaroni: “Per Lotito resistere equivale ad avere ragione ed il valore assoluto è la sua permanenza anche senza tifosi e consenso”

L’editoriale del direttore del Corriere dello Sport, Ivan Zazzaroni:

“L’intervento del presidente della Lazio sembra un trattato involontario di metafisica applicata al calcio italiano: il tempo, per Lotito, diventa categoria morale. Ventidue anni non sono presentati come una durata, ma come una prova ontologica di legittimazione: resistere equivale ad avere ragione. Una concezione che avrebbe affascinato tanto Hegel quanto certi imperatori bizantini convinti che la sola permanenza sul trono costituisse una forma di verità storica. 

Eppure il passaggio più raffinato, quasi proustiano nella sua inconsapevole ironia, è quell'”alla lunga“. Perchéalla lunga‘ è l’espressione perfetta di ogni potere che trasforma il futuro in una perpetua promessa escatologica: il compimento è sempre rinviato di qualche stagione, di qualche mercato, di qualche piano più o meno industriale. Non è più il tifoso a dover giudicare il presente: è il presente che deve eternamente pazientare davanti al futuro. 

C’è qualcosa di barocco nella retorica lotitiana: la società “forte, autonoma e indipendente” evocata come un Regno dei Cieli calcistico intravisto ma mai pienamente rivelato. E il tifoso, nel frattempo, assume quasi il ruolo del fedele chiamato ad avere fiducia nell’opera invisibile della Provvidenza gestionale. 

La grandezza comica della frase risiede proprio nel verbo iniziale: “resisto“. Non ‘guido’, non ‘costruisco’, non ‘vinco’. Resisto. È il lessico di Stalingrado trasferito in un consiglio di amministrazione. Come se il rapporto con una parte della tifoseria non fosse più quello tra il presidente e il popolo sportivo, ma tra una guarnigione assediata e il mondo esterno. 

E forse è proprio qui il capolavoro involontario dell’intervista: trasformare la gestione di una squadra di calcio in un’epopea esistenziale dove il consenso diventa superfluo perché la permanenza stessa viene elevata a valore assoluto.

Una forma di gattopardismo manageriale in cui il tempo non serve a cambiare le cose, ma a convincere tutti che il semplice trascorrere degli anni coincida con il progresso. Lotito resiste e i Paradiso non possono più attendere”. 

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, Zazzaroni: “Triste chi non ha nessuno… ma la squadra la tristezza collettiva non può permettersela”

Nel corso del suo fondo per l’edizione odierna del Corriere dello Sport, Ivan Zazzaroni ha analizzato il momento della Lazio: “Sarri li vede tristi, svuotati, preoccupati per il futuro. Sulle prime, ascoltandolo dopo la brutta figura di Torino, ho pensato che si riferisse ai tifosi, non alla squadra. Perché i giocatori la tristezza collettiva non se la possono permettere, soprattutto in un momento come questo”. Il direttore del quotidiano sottolinea poi come anche i calciatori del Toro stiano
subendo la protesta del tifo e lo stadio deserto, ma nel match di domenica hanno portata a casa. Sempre nel corso del suo fondo, cita un proverbio che recita “triste chi non ha niente, più triste chi
non ha nessuno”. “I giocatori della Lazio – si legge – hanno i tifosi e devono avvertirne la presenza nell’assenza che è amore vero”.
Chiosa finale con un paragone con gli anni passati: “Nella storia recente della Lazio ci sono squadre che hanno legittimato la società quand’era a un passo dal fallimento, quando lo stipendio non correva, quando le promesse non venivano mantenute, quando lo spogliatoio era in
fibrillazione e gli scontri tra giocatori e allenatore non erano all’ordine del giorno, ma quasi. Quelle Lazio avevano giocatori molto presenti a sé stessi, gente responsabile che non si abbandonava alla tristessa. Semmai alla rabbia”

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ESCLUSIVE

‘SVB’ – Zazzaroni: “Bivio Lotito, la Lazio merita altri palcoscenici. Protesta civile, silenzio assordante” (AUDIO)

IVAN ZAZZARONI in collegamento a ‘SVB’

“Ho visto quello che sta accadendo a Torino, che è esattamente ciò che è successo a Roma. La tifoseria più presente è diventata quella più assente: questo penso sia il modo più civile per protestare. Se non mi piace un film, non vado al cinema, è normale. E l’assenza fa un rumore terribile.

‘Se tu non hai il tuo pubblico, non hai niente’, mi sembra una frase perfetta. Di stadi vuoti ne ho visti tanti ma mai avrei immaginato l’assenza della Nord, l’ho trovato un segnale molto forte. Conosco la tifoserie della Lazio, ci sono entrato in contatto anche l’anno del secondo scudetto con quell’intervista anonima che fece arrabbiare Eriksson, alla fine della stagione arrivò il tricolore. So cosa significa per i laziali non andare allo stadio, rifiutare questa gestione in questo modo l’ho trovato un suggerimento per il presidente, per riflettere sulla situazione attuale dopo 20 anni.

Sono curioso di vedere il progetto del Flaminio, lo fa un mio amico e so che è molto serio. Dubito che Lotito voglia lasciare se fa un simile progetto.

Spesso i tifosi se la sono presa per il trattamento riservato ai due presidenti delle squadre romani. Il discorso è semplice: se chiedo di cedere a Lotito, gode; Pallotta invece lo facevo arrabbiare perché effettivamente stava per cedere. E francamente non ho voglia di fare battaglie stupide.

Serviva un gesto della tifoseria ed è arrivato. Questa condizione pone Lotito davanti ad un bivio: fregarsene o fare qualcosa.

Il futuro di Sarri? Ha un contratto lungo, si parla di giovani. Per come si sta comportando adesso non mi sembra sia uno che voglia andar via ed è una sorta di garanzia. Ma la squadra è povera, sempre più povera. Secondo me c’era anche un rigore per la Lazio, sabato. ma questo comunque è secondario. Questa non è la Lazio, ha dei contenuti tecnici bassi. Con Cragnotti sognavi, siamo abituati a quella Lazio lì. La Lazio era da primato anche a livello europeo, anche la Lazio di Zeman che non vinse nulla era forte; è chiaro che sono cambiati i tempi ma siamo ad un livello mediocre.

La petizione è un segnale, c’è sicuramente della buona fede ma non servono a nulla le petizioni. Servono fatti concreti, sempre nella civiltà. A Torino la contestazione è feroce e credo non sarebbe mai iniziata senza quella della Lazio. Sta saltando fuori qualcosa di forte e di nuovo.

Europa? Secondo me, per mille ragioni, Como e Bologna sono superiori sul piano tecnico e dei cambi. Il Como ha grande energia e non ha l’obbligo di vincere. Mi sembra la squadra favorita. Il Bologna si è un po’ compromesso ultimamente. Le vittorie della Lazio sono faticosissime. Delle tre mi sembra quella inferiore”.

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DICHIARAZIONI SOCIAL

Lazio, Sarri ribadisce la scelta: “Non potevo lasciare il popolo laziale”

“Sarri: “Non potevo lasciare il popolo laziale, il percorso non era stato completato”. E poi una carezza a Napoli: “A Coverciano dovrebbero rendere obbligatorio per gli allenatori un anno a Napoli per quello che la città dà e rappresenta”. Così Ivan Zazzaroni, direttore del Corriere dello Sport, in un post pubblicato sul proprio profilo IG con tanto di foto insieme a Maurizio Sarri, il quale è in procinto di iniziare la sua seconda avventura sulla panchina biancoceleste a quasi un anno e mezzo dall’addio. 

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“La fredda estate del laziale: I don’t have a dream”

Situazione Lazio, il commento di Ivan Zazzaroni, direttore del Corriere dello Sport: “È un’estate fredda e senza sogni, quella del laziale. Per la verità non se la vive troppo bene nemmeno il romanista che soltanto il 30 giugno ha saputo di essere, almeno per il momento, in regola con il FPF: multa di 3 milioni e passa la paura. Com’erano caldi invece i mesi di luglio e agosto nella capitale quando le voci si rincorrevano fino ad accavallarsi, gli acquisti si trovavano sempre a un passo e il tifoso poteva comporre la sua squadra ideale per immaginarsi già in Champions, vincente nel derby, comunque protagonista. 
È strana sì, questa estate, anche per noi che le vicende della Lazio le seguiamo con passione e ogni tanto veniamo rimproverati di non trattarla come l’altra.  È l’estate della pazienza, dell’attesa che qualche altro miracolo lotitiano si compia. 
È una quasi estate. Quattro giorni fa è iniziata per molti, ma non per tutti, la transumanza del mercato. Sotto pressione i top club: l’Inter, e non si sa chi sia la proprietà (Lussemburgo, Cayman, Panama) e quanto incida; il Milan, idem come sopra; la Juve, proprietà certa da 102 anni ma come dg, ds e scout il nuovo Billy Beane nelle vesti dell’incantatore di serpenti; la Roma, che ha speso più di tutti ma alla quale difettano voce e volto (provvederà Ranieri); la Lazio, che ha in Lotito il deus ex machina, la cui missione è far credere che potrebbe essere presidente del consiglio, della Repubblica e della UE ma troverebbe ugualmente il tempo per occuparsi di Ita Airways; e il Napoli, la cui combinazione Aurelio-Antonio farà probabilmente la differenza. 
Infine il Bologna, la Fiorentina, l’Atalanta (e il Como?) che dagli evidenti imbarazzi e disagi della concorrenza nobile potrebbero trarre enormi vantaggi”.  

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ESCLUSIVE

‘QDL’ – Zazzaroni: “Lazio, Baroni sta sfruttando al massimo le proprie risorse. Con Belayhane e Vecino…” (AUDIO)

IVAN ZAZZARONI (Dir. Corriere dello Sport) in collegamento a ‘QDL’

Chi ha fatto meglio sul mercato? Il Como ha fatto un mercato importante di giocatori di proiezione futura. In senso assoluto, chi ha riparato meglio sono stati il Milan e la Juventus, in particolare con Gimenez e Kolo Muani. A Milano hanno cambiato il tecnico, la prima scelta era stata sbagliata e temo anche il secondo. Ho la sensazione che Conceiçao stia dimostrando di essere un po’ troppo di pancia.

Il problema di base della Lazio è stato quello dei pagamenti e delle formule. Gli obiettivi erano Fazzini e Casadei, ma non ci sono state le condizioni finanziarie. Belayhane è un giocatore di qualità, partirà da riserva. Sta tornando Vecino che è un giocatore molto importante che sarà spesso schierato con Rovella e Guendouzi. Penso che la soluzione del 4-3-3 ora sarà presa maggiormente in considerazione.

In condizioni normale Juventus e Milan dovrebbero essere avanti in classifica a Lazio e Fiorentina. La squadra di Baroni sta sfruttando al massimo le proprie risorse, va capito quanto il mercato possa spostare. Il tecnico biancoceleste sta facendo cose importanti con 13-14 giocatori davvero forti”.

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DICHIARAZIONI NEWS

L’affondo di Zazzaroni : “Lo stadio della Roma potrebbe creare dei problemi a Lotito”

Il direttore del Corriere dello Sport, Ivan Zazzaroni, intervenuto nella trasmissione di Mario Corsi, ha lanciato un dardo importante nei confronti di Claudio Lotito. Quest’ultimo di fatto ritenuto un ostacolo alla costruzione dello stadio della Roma a Pietralata.

Interrogato sulle voci di cessioni della Roma e sulla possibilità che i Friedkin riescano a riprendere il miliardo versato nelle casse di Trigoria, l’inquilino di Piazza Indipendenza ha riposto citando il presidente della Lazio.

“Sento dire che i Friedkin vogliono andare via ma io so che non vogliono vendere. Se riprendono i soldi messi nella Roma appena gli firmano lo stadio? Ho paura di quello che sto per dire, perché tanto poi viene ripreso, viene utilizzato, estrapolato – ha affermato Zazzaroni – Permettere ai Friedkin di fare lo stadio creerebbe anche un grosso problema a Lotito che è una persona molto presente nel calcio, intelligente, per una questione complessiva, anche politica”.

Il giurato di ‘Ballando Con le Stelle ha aggiunto: “Non è una notizia ma una sensazione, vorrei sottolinearlo. Ho questa sensazione, che sarà molto difficile vedere lo stadio della Roma, per una questione complessiva, che è anche politica, è evidente. Lui è molto più inserito nel tessuto romano rispetto ai Friedkin. Ripeto, è una mia sensazione, ma non penso di essere molto lontano dalla realtà”. 

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Zazzaroni: “Mi scuso con i tifosi per non aver messo la foto di Mihajlovic con la maglia della Lazio”

Aprendo la trasmissione radiofonica di cui è conduttore insieme a Fabio Caressa, il direttore del Corriere dello Sport Ivan Zazzaroni si è scusato con i tifosi della Lazio: “Devo fare le mie scuse al tifo laziale. Un anno fa morì Sinisa, tutti sappiamo come, e nella pagina con un mio articolo, uscita oggi, ci sono due foto con la maglia della Roma. E’ stato un errore di un collaboratore, ma io me ne assumo la responsabilità come direttore. Il collaboratore si è anche scusato, ma ci tengo a ribadire che Sinisa era e resta un’icona laziale. Nessuna motivazione di diffusione, ho letto cose assurde in queste ore, ma si è trattato di un errore tecnico. E’ giusto che i tifosi della Lazio si siano arrabbiati, questo conferma l’amore folle che avevano per lui. Io ho sentito Arianna, conosco bene i figli, volevo andare al suo ricordo questa mattina ma poi non avrei fatto in tempo a venire qui in radio. Mi dispiace molto per quello che è successo perché in un momento di ricordo così ti sputt… un po’ tutto. Ma ormai è successo e io mi scuso”.

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Zazzaroni: “Bella, inattesa, efficace, il miracolo di Sarri”

Zazzaroni e l’analisi sulla Lazio dopo la vittoria sullo Spezia. Bella (molto spesso), inattesa e efficace ancorché imperfetta” è la Lazio di Maurizio Sarri che in estate non veniva nemmeno considerata tra le prime quattro del campionato e oggi è seconda, a +8 sulla Roma terza. Secondo Zazzaroni, quello di Sarri è un vero miracolo. Il tecnico ha costruito una squadra non difensiva, ma con la migliore difesa del campionato; non contropiedista, ma con i migliori specialisti nel ruolo del campionato; e soprattutto non più dipendente da Immobile. “Quando Tare disse che questa Lazio era da Champions, Sarri si arrabbiò”, ma nonostante l’iniziale freddezza tra i due e la difficile concorrenza con Napoli, Inter, Juve e Milan, oggi il direttore tecnico ha avuto ragione… con merito a Sarri.

La partita

La Lazio sbanca il Picco grazie ai gol di Immobile, Felipe Anderson e Marcos Antonio. Dopo un avvio complicato, la Lazio s’impone al Picco di La Spezia. Torna al gol Immobile (su rigore) e anche Felipe Anderson, che mancava dal tabellino da gennaio. Partecipa alla festa anche Marcos Antonio, che chiude i conti a pochi minuti dalla fine. Grande prova di maturità e di gestione della partita da parte dei ragazzi di Sarri, che sferrano un colpo importante in ottica Champions e mettono pressione sulle concorrenti. Quarta vittoria consecutiva in campionato, quita trasferta di fila senza subire gol.