Categorie
RASSEGNA STAMPA

Lazio, Zazzaroni: “Lotito, ora basta. Fenomenologia di un rapporto ormai finito”

L’editoriale del direttore del Corriere dello Sport Ivan Zazzaroni

“L’ ho fatto. Per solidarietà: ho provato a entrare nella testa, o forse era il cuore, del laziale col quale – sia chiaro – mi scuso in anticipo se il tentativo non dovesse essere riuscito. Mi sono immaginato tifoso della squadra presieduta da oltre vent’anni da Claudio Lotito subito dopo la lettura della lettera che ha fatto pubblicare dal Messaggero. Un goffo tentativo di riavvicinamento, fallito sul nascere. La testa, il cuore, dicevo: ha inevitabilmente prevalso il fegato (spappolato). Mi sono venuti i conati di vomito, mi sono sentito una volta di più schiacciato dentro un incubo sotto vuoto. Ho trovato la lettera, probabilmente scritta con l’AI, un autentico delirio, perché afferma la miseria nella quale è caduta la Lazio, un tunnel dove la luce non esiste più. Lui non vende e basta. Il senso di spiazzamento e angoscia che provo e vorrei trasmettere al pianeta Terra è questo: tutte le squadre del mondo hanno potuto e possono sempre coltivare la speranza di una via d’uscita, mentre a noi è negata. In passato, persino nei momenti più bui abbiamo potuto pensare che sarebbe cambiato il presidente, che sarebbe arrivato qualcuno in grado di farci sognare. Ma da tempo non è più così: siamo blindati, «è mia» e tutto sotto chiave. Fuori dalla cassa, ovviamente vuota, c’è solo la disillusione che alimenta la protesta.

Lotito sopravvive anche a un disperante disamore. «Se ho paura dello stadio vuoto nella prossima stagione?» ha aggiunto ieri con la nettezza del tratto che ignora le ombre. «No, perché io non faccio le cose in termini materiali. Per me la Lazio è un’emozione e io voglio costruire emozioni. Non vogliono venire allo stadio? È legittimo. Io lavoro con responsabilità, senza interessi materiali. Pure io voglio sognare, ma io voglio sognare anche per il futuro, non solo per il presente».

Io io io. La sua è una “malattia” ormai. Ha smesso di pensare, di interessarsi realmente alle cose: nessuno che si appassioni o creda in qualcosa che non sia la sua piccola, dannata, comoda mediocrità, si comporta così” . (…)

Categorie
RASSEGNA STAMPA

Lazio, lettera di Lotito ai tifosi: “Torniamo a parlarci e rispettarci. Anche io voglio vincere, ma con sostenibilità”

Sulle colonne de Il Messaggero, il presidente della Lazio, Claudio Lotito, ha scritto una lunga lettera ai tifosi biancocelesti:

“Cari tifosi laziali, desidero innanzitutto ringraziare il Direttore e il giornale che ospitano queste righe perché offrono spazio a una riflessione ampia, in un momento delicato. Essere tifoso significa contribuire a un comune sentimento, più lente e più utile alla Lazio. Scrivo a chi gioisce. A chi vive la Lazio ogni giorno. A chi la segue allo stadio, in televisione, in trasferta, nei Lazio Club, nelle famiglie, nei quartieri, nei ricordi e nelle speranze. Scrivo a chi gioisce, a chi soffre, a chi critica. Scrivo anche a chi si è allontanato, deluso, amareggiato. Non lo faccio per alimentare polemiche. Non lo faccio per chiedere indulgenza. Non lo faccio per dire che va tutto bene, perché non sarebbe vero e non sarebbe rispettoso della vostra intelligenza. Lo faccio perché mi sembra doveroso, da Presidente della S.S. Lazio, condividere con alcuni di voi alcune responsabilità e alcune prospettive. E soprattutto perché credo sia arrivato il momento di provare ad aprire una fase nuova: una fase di dialogo, di ascolto, di rispetto reciproco.

Si può non essere d’accordo con una scelta societaria, con una strategia societaria, con una stagione sportiva. Si può criticare il Presidente, la società, il mercato, il rapporto con la tifoseria. Ma ridurre vent’anni di lavoro, sacrifici, responsabilità personali, risultati ottenuti e battaglie istituzionali a una caricatura significa non leggere fino in fondo cosa sia diventato oggi il calcio moderno.

Il calcio di oggi è un sistema sempre più complesso, spietatamente appoggiato a volte privo di una visione autentica. Un sistema nel quale i fautori vengono raccontati come trofei, mentre dietro quei numeri si nascondono spese indebitate, fondi che entrano nel mercato senza controllo per costruire un ritorno di passione, ma per speculare sul valore di un brand e non come emissivo di una comunità. 
Ho sempre pensato che la Lazio dovesse restare padrona del proprio destino. Questa è stata, ed è rimasta una linea fondamentale. La Lazio deve competere, deve crescere, deve ambire alla vittoria. Ma deve farlo senza perdere dignità, autonomia, equilibrio e futuro. Il primo dovere di chi amministra un club non è inseguire l’applauso di un giorno. È garantire che quella società resti solida, libera e rispettata anche domani. So bene che questo principio, a volte, può apparire duro. So bene che il tifoso vuole vincere, vuole vedere la propria squadra sempre più forte. È giusto che sia così. Anch’io voglio una Lazio capace di vincere. Ma la sostenibilità non è il contrario dell’ambizione. È il modo più serio per dare un futuro. In questo anche ho sempre messo la faccia. Nelle scelte facili e in quelle difficili. Nei momenti positivi e in quelli complicati. Ho combattuto nelle istituzioni non soltanto per la Lazio, ma per difendere il sistema calcio nel suo complesso. Perché un calcio sano, senza regole, senza equilibrio, senza rispetto per i tifosi è un calcio destinato a perdere se stesso. Questo non significa non aver commesso errori. Chi decide sbaglia. Chi governa una società complessa come la Lazio sa di farlo in modo spesso complicato, contestato. In questo sono consapevole. È per questo che chiedo che il giudizio tenga conto dell’intero quadro, non soltanto della scelta singola o più conveniente da raccontare. E dentro questo quadro c’è anche chi vuole affrontare con chiarezza il rapporto con i tifosi: deve migliorare radicalmente. Lo dico senza ambiguità. La Lazio deve trovare forme nuove, serie e responsabili di ascolto, dialogo e coinvolgimento dellapropria gente. Esistono regole, vincoli attingenti, responsabilità giuridiche e istituzionali che spesso limitano il dialogo diretto e creano, in alcuni momenti, una barriera quasi invalicabile. Ma una barriera, se esiste, va affrontata. Non ignorata. Voglio dire qualcosa di molto personale: può essere accaduto che, in qualche occasione, in un clima di forte tensione, amareggiato da polemiche, offese e attacchi continui, io abbia risposto a telefono in modo avventato, con toni che non avrei voluto usare e che possono essere stati percepiti come distanza o chiusura. Se questo è accaduto, me ne assumo la responsabilità. Ma voglio essere chiaro: non è mai stata, né ci sarà mai, una mancanza di rispetto verso i tifosi della Lazio. Il rispetto per chi ama questi colori viene prima di tutto. Ogni tifoso che merita tempo, risposta, chiarimento, passione, sacrifici personali e familiari per seguire la Lazio merita uno schianto rispetto, ma gratitudine. Perché senza questo amore quotidiano, senza questa appartenenza profonda, nessun club avrebbe davvero un’anima. E io, che ho l’onore e la responsabilità di rappresentare la Lazio, non posso e non voglio dimenticarlo.

Per questo l’idea di chiamare tutti i Lazio Club, avviare un percorso di riconoscimento ufficiale e coinvolgere gli aderenti al codice etico della società e del territorio. Non come progetto di immagine. Non come progetto astratto. Ma come strada concreta per ridare e ricostituire un rapporto ordinato, strutturato e rispettoso tra la società e il suo popolo. Una misura non è sufficiente. Ma deve essere una mediazione seria. Perché la mia preoccupazione è questa: che si possa diventare una guerra tra voi e i vincitori, tra la società e la tifoseria, tra la ragione istituzionale e la passione popolare. La Lazio è una idea. E se essa, se una barriera si costruisce, se una parte vuole scavare una separazione, la società deve ascoltare di più e meglio. Questo è quello che farò. Ma deve essere uno sbocco dentro la logica della cura e della responsabilità”

Categorie
TIFOSI

Lettera di Lotito, la replica del tifo organizzato: “Tardiva e non risponde alle richieste di un popolo stanco di questa gestione”

Dopo la lettere del presidente Claudio Lotito, la replica dei rappresentanti del tifo organizzato:

“Leggiamo con stupore la lettera inviata dal sig. Lotito al Messaggero, una lettera che non aggiunge nulla a questi 22 anni di gestione fallimentare della nostra amata Lazio.

Potremmo commentare punto per punto e smontare, per l’ennesima volta, quello che c’è scritto ma evitiamo di farlo perché tutto quello che dovevamo dire lo abbiamo messo nero su bianco nel nostro precedente comunicato a cui, anche in questa lettera, non c’è stata risposta.

Su una cosa però vogliamo rispondere.

È una lettera inviata volutamente ai Lazio Club, lo si specifica più volte, e questo da la misura di come il sig. Lotito non conosca la tifoseria della Lazio.

Il sig. Lotito non sa che dei “gruppi del tifo organizzato” fanno parte anche diversi Lazio Club, i più rappresentativi ed attivi, questo non può saperlo semplicemente perché non conosce questo mondo e mai ha avuto interesse nel conoscerlo.

L’intento di questa lettera è quello di dividere un popolo tra buoni e cattivi, cercando di accaparrarsi una parte a discapito dell’altra, anche in questo caso non ci riuscirà, ci trova nuovamente compatti, uniti in un unico fronte che è stufo di questa situazione.

Una cosa però ci sentiamo di chiarirla: la proposta di riconoscimento dei ‘Lazio Club’, è nostra ed è stata fatta 2 anni fa, la presentammo con uno scopo ben preciso e cioè quello di eliminare la barriera tra squadra e tifosi costruita da questa gestione, riportare i giocatori alle cene con i tifosi, far vivere ai nostri figli quelle serate con i loro idoli che il sig. Lotito ha completamente cancellato da quando è diventato presidente della S.S. Lazio, ebbene quella nostra proposta fu bocciata dalla società, chi ha scritto questa lettera lo sa e ci stupiamo che abbia tirato fuori questo argomento quando è già stato discusso ed ha avuto una chiusura totale da parte della S.S. Lazio.

Si parla ancora di Academy, media company, Nasdaq, di uno stadio che verrà, di sostenibilità dei conti e di tanta fuffa ancora, ma anche questa volta nulla di concreto.

Si parla di storia dimenticando che quella ‘cazzo di storia’ per il sig. Lotito è un peso e non un plus di cui vantarsi e lo ha detto e dimostrato decine di volte in questi 22 anni, si vuole aprire un rapporto con la tifoseria, quale tifoseria? Quella che il sig. Lotito ha denigrato, umiliato, insultato, denunciato fino all’arresto di alcuni di loro con false accuse rovinando la vita di molte famiglie? Quella tifoseria che a suo dire è composta da gente che in Curva Nord si occupa esclusivamente di spaccio e gestione della prostituzione? Quella tifoseria che la società ha abbandonata a se stessa come è successo in Polonia, in Germania ed in tantissime altre trasferte senza alcun supporto societario? Quella che voleva regalare un’emozione unica ad una nipote nel giorno del ricordo di suo nonno e che il sig. Lotito gli ha negato? Quella a cui è stato vietato di esporre la parola che dovrebbe campeggiare in ogni luogo: libertà.

Bene sig. Lotito, i gruppi del tifo organizza della sua lettera non se ne fanno nulla!

Riteniamo che oltre ad essere tardiva non risponde minimante alle richieste di un popolo che è stanco della sua gestione e, soprattutto, ci sembra un ulteriore specchietto per le allodole messo nero su bianco da chi non conosce la determinazione e la forza di volontà del popolo Laziale.

Ribadiamo con fermezza quanto già detto nel nostro precedente comunicato a cui ognuno è libero di aderire o non aderire:

  •   NON ci abboneremo e non presenzieremo alle gare casalinghe sia di campionato che di coppaltalia;
  •   Saremo presenti in tutte le trasferte;
  •   Saremo presenti ai derby sia in casa che in trasferta;
  •   Disdiremo in blocco e non rinnoveremo gli abbonamenti a tutte le piattaforme che trasmettono a pagamento le partite della Lazio;
  •   Boicotteremo tutte le attività che daranno il loro appoggio a questa presidenza, siamo sponsor o partner vari;
  •   Non daremo il nostro voto a Forza Italia ed ai candidati da lui sostenuti, fossero anche tifosi della Lazio”.

SE I LAZIALI SONO UNITI NON SARANNO MAI SCONFITTI! AVANTI LAZIO, AVANTI LAZIALI.

I Gruppi del Tilo Organizzato.

Categorie
PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Lazio, tifoso vittima con disperata voglia di cambiamento. Lettera Lotito? ‘Investire’ è la parola che manca…” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Il tifoso laziale è vittima di tutto questo. Quello che è successo ieri è il punto più basso in assoluto da quando io seguo la Lazio. Con l’esplosione dei social è xambiato tutto, l’amplificazione di certe situazioni. Il tifoso laziale è disposto a credere a qualsiasi cosa pur di arrivare ad una svolta societaria. Questo è il primo concetto in assoluto. C’è voglia di altro, di un’altra proprietà, di sognare, di un altro tipo di proprietà che possa riuscire a tenere il passo delle concorrenti che si affidano ad investitoti internazionali.

Sulla lettera di Lotito ai tifosi, credo che Lotito una mossa per cercare di riaprire un dialogo con i tifosi dovesse farla. Quello che conta è che dietro le parole di siano fatti, comportanti e sostanza. La parola ‘investire’ è determinante se davvero vuoi anche tu vincere ed essere ambizioso. Quella parola, nella lettera, non c’è. Ci sta, è comprensibile un’iniziativa di Lotito in questo senso, ma non è accettabile che non si investa e che non ci sia ancora un budget di mercato.

La Consob non ha obbligato la Lazio a smentire, poi nel corso della giornata le cose sono cambiate ed hanno portato al comunicato di smentita. La voglia disperata di cambiamento del tifoso della Lazio, è la morale più forte di tutto quello che è accaduto. La notizia è che è vero che Lotito cerca finanziatori, ha capito di aver bisogno di nuovi capitali, ma non perdendo la sua quota di maggioranza”.

Categorie
PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Mattei: “La Lazio perderà i pezzi migliori e prenderà giovani. Paradiso? Lettera da incorniciare” (AUDIO)

STEFANO MATTEI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Quella di Tommaso Paradiso è una lettera che andrebbe incorniciata e messa all’ingresso del museo della Lazio; ha spiegato cosa è la Lazio e cosa sono i suoi tifoso. Standing ovation per lui e complimenti anche a Zazzaroni.

Il primo a partire dei 9 in scadenza nel 2027 per me è Provedel perché guadagna tanto, quindi verrà promosso Motta. Mandas e Provedel serviranno per fare cassa, il dodicesimo sarà un trentenne da prendere a zero e poi il terzo portiere sarà Furlanetto.

Dei 9 in scadenza tratterrei Romagnoli, Gila e Provedel. Ci metto anche Cataldi. Sapremo comunque tra pochi giochi come la Lazio potrà operare sul mercato.

Appena aprirà il mercato la Lazio partirà da -19 milioni, 12 da dare alla Salernitana e 7 alla Juve per l’ultima rata di Rovella e Pellegrini. La Lazio perderà i pezzi migliori per fare i soldi e prenderà giovani”.

Categorie
ARBITRI

Arbitri, la risposta della Lega alla Lazio: “Se pensa ad un disegno faccia denuncia nelle sedi competenti”

Lazio? Gli risponderemo, ma ci vuole rispetto per la classe arbitrale che svolge un ruolo delicato“. Così il presidente della Lega di Serie A, Ezio Maria Simonelli, sul caso creato dalla lettera della Lazio dopo il pareggio contro l’Udinese. Il gol di Davis convalidato dall’arbitro Colombo ha scatenato la furia del club biancoceleste, che ha reagito con una “formale richiesta di intervento immediato” per il “ripetersi di errori arbitrali e disomogeneità Var“.

“Gli risponderemo come a tutte le comunicazioni di vario tipo che giungono dai club, Pec o non Pec, dopo averle analizzate nelle sedi inopportune – la risposta del presidente Ezio Maria Simonelli a a Radio Anch’Io Sport -. Sul fatto che la credibilità del campionato sia minata, non mi trovo. Ci vuole rispetto. Non è mio compito quello di dissertare sui fatti tecnici. Ieri sera ho avuto modo di sentire il designatore Rocchi per gli auguri di buon anno e mi ha anticipato che domani sera su Open Var verrà data un’ampia e dettagliata spiegazione sul gol contestato dalla Lazio”.

Simonelli duro: “Critica non tollerabile, se si sostiene altro…”

Poi prosegue, rispondendo duramente alla Lazio: “Da presidente di Lega, non posso che confermare la totale fiducia nell’operato della classe arbitrale: metterla in dubbio mina fortemente, questo sì, la credibilità del sistema e non è tollerabile. Ci può stare che un club si senta danneggiato da alcuni episodi, ma come sappiamo gli errori arbitrali fanno parte del gioco del calcio così come gli errori degli attaccanti, dei difensori e dei portieri e come tali vanno accettati senza pregiudizi. Se poi si ritiene, come scritto nella lettera, che si tratta di ‘una sequenza di episodi che, per frequenza, natura e impatto, non è più archiviabile come casualità’ allora il discorso è diverso. Se si sostiene che c’è un disegno dietro, la strada è quella della denuncia nelle sedi competenti“.

Categorie
ARBITRI SOCIETA'

Lazio-arbitri, la lettera alla Lega: “Riscontri ed iniziative o nelle sedi legali per tutelare diritti”

La Lazio ha inviato una dura lettera a Ezio Simonelli, presidente della Lega Serie A, e a Giuseppe Marotta, Stefano Campoccia e Giorgio Chiellini, consiglieri federali in quota Serie A, chiedendo loro di intervenire immediatamente contro i “continui errori arbitrali” e sollecitando la creazione di un tavolo con Aia e Figc. Nella missiva la società biancoceleste afferma di essere pronta a “intraprendere ogni iniziativa consentita a tutela dei propri diritti, dei danni economici subiti anche in considerazione dello status di società quotata, della regolarità sportiva e del rispetto dovuto ai propri tifosi”.

Il testo recapitato alla Lega Serie A e pubblicato dall’Adnkronos inizia così: “La S.S. Lazio richiama preliminarmente la Nota Ufficiale del 10 novembre 2025, con la quale la Società – in modo chiaro e responsabile – ha ribadito il proprio rispetto per il ruolo arbitrale, sottolineando al contempo la necessità di accompagnare con equilibrio l’attuale fase di rinnovamento generazionale della classe arbitrale, valorizzandone formazione e crescita. Si ritiene altresì doveroso evidenziare che la S.S. Lazio è una società quotata, soggetta a stringenti obblighi di trasparenza, correttezza gestionale e tutela del valore nei confronti del mercato e dei propri azionisti, ai quali il Club è chiamato a rispondere anche in relazione a eventi e decisioni che incidono in modo diretto sui risultati sportivi, economici e patrimoniali”.

Il club capitolino quindi osserva: “Quello spirito istituzionale ci appartiene e lo confermiamo. Proprio perché abbiamo scelto, fin qui, la linea del rispetto e del confronto, siamo tuttavia oggi costretti a dirlo con la massima nettezza: non è più tollerabile che, nel corso di questo campionato, si continui ad assistere al ripetersi di episodi arbitrali e a valutazioni Var incoerenti, disomogenee e determinanti, che stanno producendo un pregiudizio sportivo evidente ai danni della S.S. Lazio, minando al contempo la credibilità dell’intero sistema e generando rilevanti danni economici”.

“Non si tratta del singolo errore, fisiologico nello sport – incalza la lettera -. Si tratta di una sequenza di episodi che, per frequenza, natura e impatto, non è più archiviabile come casualità. La percezione – ormai diffusa e documentabile – è quella di un’applicazione non uniforme dei criteri, con conseguenze gravi su: la regolarità e la parità competitiva del Campionato; il raggiungimento degli obiettivi sportivi e le conseguenti ricadute economiche; il rapporto di fiducia tra istituzioni e pubblico; la tutela di un’intera tifoseria, cuore pulsante dell’intero sistema, che pretende, legittimamente, equità e chiarezza, che sono alla base della credibilità di questo sport”. 

Sempre la Lazio sottolinea come “il rinnovamento generazionale non può diventare un alibi. Se il sistema sceglie una fase di transizione, deve dotarsi di strumenti, protocolli e livelli di controllo tali da evitare che la ‘transizione’ si trasformi in una riduzione delle garanzie. Il Var, nato per limitare gli errori decisivi, non può essere percepito come un fattore di ulteriore confusione o discrezionalità”.

Quindi la lettera elenca cinque iniziative che ritiene vadano intraprese per ridurre gli errori arbitrali: “Per queste ragioni, la S.S. Lazio rivolge formale e urgente richiesta di intervento alla Lega Calcio Serie A, affinché, nell’ambito delle proprie competenze e in raccordo con la Figc e gli organi tecnici competenti, vengano assunte iniziative immediate, concrete e verificabili”. La prima proposta è la “convocazione urgente di un tavolo istituzionale promosso dalla Lega Serie A, con il coinvolgimento della Figc e dei referenti arbitrali competenti, finalizzato a un confronto operativo sui criteri applicativi e sulle criticità riscontrate”.

Al secondo posto un “riscontro formale scritto, nei limiti consentiti dai regolamenti, sugli episodi più rilevanti che hanno coinvolto la S.S. Lazio in questa stagione: non commenti, ma una ricostruzione chiara dei criteri adottati e delle valutazioni tecniche”.

Il terzo punto è la richiesta di “uniformità di indirizzo immediata, mediante la definizione e diffusione di linee guida operative vincolanti e coerenti su casistiche determinanti (rigori, falli di mano, fuorigioco, condotta violenta e gravi falli di gioco), con soglie di intervento Var non ambigue”.

La quarta proposta della SS Lazio sono “misure strutturate di trasparenza, compatibilmente con le norme vigenti, volte a ridurre il vuoto informativo che alimenta tensioni e delegittimazione: quando una decisione incide sul risultato, non può mancare una spiegazione istituzionale chiara e tempestiva”.

Ultimo punto, l’“assunzione di responsabilità e controllo di qualità, affinché errori reiterati e macroscopici producano conseguenze tecniche nei percorsi di valutazione, formazione e designazione. In assenza di ciò, ogni richiamo alla “crescita” rischia di restare una formula priva di contenuto”.

La società biancoceleste conclude la lettera affermando che “non intende alimentare polemiche né delegittimare gli ufficiali di gara. Tuttavia, il silenzio non è più una posizione sostenibile quando il ripetersi di tali episodi sta danneggiando il Club, la competizione e la fiducia del pubblico. In assenza di un riscontro tempestivo e di iniziative concrete, la S.S. Lazio si riserva di adire ogni sede istituzionale competente e di intraprendere ogni iniziativa consentita a tutela dei propri diritti, dei danni economici subiti anche in considerazione dello status di società quotata, della regolarità sportiva e del rispetto dovuto ai propri tifosi. Restiamo disponibili a trasmettere un dossier dettagliato degli episodi oggetto di segnalazione, completo di documentazione e riferimenti tecnici, nonché a un incontro in tempi immediati”.

Categorie
APPROFONDIMENTI

Stadio Flaminio alla Lazio: la lettera di Lotito per avviare la Conferenza Servizi in Campidoglio

Il presidente della Lazio, Claudio Lotito, ieri mattina si è recato in Campidoglio per depositare il progetto di pre-fattibilità per riqualificare lo Stadio Flaminio. Come previsto dall’iter, il senatore di FI ha messo agli atti una lettera necessaria per incardinare la Conferenza Servizi preliminare presso il Campidoglio.

Come riportato dal Messaggero, la missiva è lunga quattro pagine è contiene novità importanti soprattutto in termini di mobilità, come l’istituzione di una ZTL ad hoc nel quadrante dell’opera di Nervi. Una limitazione al traffico che partirebbe tre ore prima degli eventi.

Sempre per facilitare l’accesso all’opera di Nervi, previsto anche il completamento del ponte di Bailey. Parliamo di un’opera che si è fermata dopo la realizzazione di tre pilastri monchi ancora chiaramente visibili sul Tevere in zona Tor di Quinto.   

Scendendo nel dettaglio. si ipotizzano tre anni di lavori, con possibile inaugurazione per il 2028; 392 milioni di euro (più Iva) i costi. Investimento cresciuto rispetto alla stima di 250 milioni prospettata nel primo incontro in Campidoglio del 9 luglio scorso.

Flaminio: una società ad hoc per sostenere l’investimento

Nella lettera di Lotito si legge: «La società sportiva Lazio presenta, eventualmente mediante la costituzione di una “società veicolo”, in conformità a quanto previsto dalla normativa, la presente proposta di riqualificazione e ammodernamento dello stadio Flaminio ai sensi della “legge Stadi”».

Secondo Via del Tritone è quindi possibile la creazione di una società apposita, spin-off indiretto della Lazio, costituita per non far pesare il costo del nuovo Flaminio sul bilancio di Via di Santa Cornelia.  

Altro punto toccato nella missiva è lo standard qualitativo destinato al Flaminio made in S.S. lazio. «La proposta sarà finalizzata alla realizzazione di un intervento di ristrutturazione e ammodernamento dello stadio che consenta in particolare di adeguare lo stadio e le relative aree esterne (per queste ultime prevedendo adeguati finanziamenti pubblici) agli “standard Uefa” previsti per gli stadi di “categoria 4” con l’obiettivo di rendere l’impianto idoneo ad ospitare le fasi importanti sino al livello internazionale compresa la fase finale del campionato europeo di calcio “Euro 2032”». Al momento, In Italia, gli stadi “categoria 4” sono solo tre: l’Olimpico di Roma, San Siro e l’Allianz Stadium di Torino.

Gianluca La Penna