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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Lazio, tifoso vittima con disperata voglia di cambiamento. Lettera Lotito? ‘Investire’ è la parola che manca…” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Il tifoso laziale è vittima di tutto questo. Quello che è successo ieri è il punto più basso in assoluto da quando io seguo la Lazio. Con l’esplosione dei social è xambiato tutto, l’amplificazione di certe situazioni. Il tifoso laziale è disposto a credere a qualsiasi cosa pur di arrivare ad una svolta societaria. Questo è il primo concetto in assoluto. C’è voglia di altro, di un’altra proprietà, di sognare, di un altro tipo di proprietà che possa riuscire a tenere il passo delle concorrenti che si affidano ad investitoti internazionali.

Sulla lettera di Lotito ai tifosi, credo che Lotito una mossa per cercare di riaprire un dialogo con i tifosi dovesse farla. Quello che conta è che dietro le parole di siano fatti, comportanti e sostanza. La parola ‘investire’ è determinante se davvero vuoi anche tu vincere ed essere ambizioso. Quella parola, nella lettera, non c’è. Ci sta, è comprensibile un’iniziativa di Lotito in questo senso, ma non è accettabile che non si investa e che non ci sia ancora un budget di mercato.

La Consob non ha obbligato la Lazio a smentire, poi nel corso della giornata le cose sono cambiate ed hanno portato al comunicato di smentita. La voglia disperata di cambiamento del tifoso della Lazio, è la morale più forte di tutto quello che è accaduto. La notizia è che è vero che Lotito cerca finanziatori, ha capito di aver bisogno di nuovi capitali, ma non perdendo la sua quota di maggioranza”.

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ESCLUSIVE

‘NMM’ – Gregucci: “Lazio, vedo l’oblio, il totale buio. Non esiste società senza popolo e tifosi alla stadio” (AUDIO)

ANGELO ADAMO GREGUCCI in collegamento a ‘NMM’

“Stiamo vivendo momenti drammatici, io l’ho definita la sacra del masochista. Quando anche i tifosi che hanno vissuto momento sportivi anche più difficili ti dicono che non andranno più allo stadio e non vogliono più parlare di Lazio, significa che siamo arrivati ad un punto terribile. Abbiamo superato la fase della tristezza. Vuol dire che è successo qualcosa di grosso, davvero. L’unione c’è, ma non andare più allo stadio porta inevitabilmente dei danni alla bandiera. Non esiste società senza popolo e tifosi allo stadio. Le società che fanno letteratura, sono quelle gestite dai tifosi e dell’azionariato popolare. Io penso che il calcio futuro non sarà degli sceicchi, ma dell’azionariato popolare o comunque questa idea del club.

Questa proprietà doveva scendere e parlare con il proprio popolo. Questo non è accaduto. Non si può rubare un sogno ed il mercato a saldo zero fa esattamente questo. L’ideale sarebbe trovare un dialogo, ma che lo scenario sia compromesso è evidente. Non comunicano quale dovrebbe essere lo sviluppo e la visione. Vedo l’oblio, il totale buio. Certamente, per quanto sia un uomo pulito ed un personsaggio integro, non può essere un solo uomo, in questo caso Gattuso, a cambiare le sorti. La soluzione la vedo complicata, in particolare dal punto di vista dell’empatia e del rapporto tra le parti. L’unita Lotito l’ha creata, mettendoci tutti dall’altra parte”

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RADIOSEI

Lazio, non è più sufficiente farsi bastare poco sperando che diventi tutto, senza far nulla affinchè accada

Negli ultimi giorni si è solo apparentemente consolidato ció che già negli ultimi mesi si stava manifestando, una realtà distopica generata ad immagine e somiglianza del proprio creatore. In realtà, nei riflessi sul futuro della Lazio si sta andando oltre. E’ stata emessa una sentenza definitiva. Non solo per ciò che hanno scelto di fare o faranno i tifosi, al netto del tentativo sempre più goffo di criminalizzare un dissenso univoco e trasversale; anche per ció che non è in grado di fare questo club, questa società, questo presidente per invertire la rotta. Sento ancora parlare di mancanza di volontà, ma la verità è che sono evidentemente esauriti gli argomenti che possano andare oltre il tentativo sposare responsabilità, anche comunicative, sugli altri. Perchè quando il gioco si fa duro, Lotito gioca a fare la ‘vittima’, la parte lesa, il frainteso, l’ammortizzatore sociale. Il fatto, però, è che non più solo una questione di mancanza di rispetto e considerazione: il nocciolo della questione è che non c’è più un reale motivo, un appiglio, una visione, una reale intenzione di rilancio che possa legittimare la necessità di continuare a possedere questa società.

Il tentativo di minimizzare, normalizzare, far passare il messaggio che un’intera comunità debba accontentarsi di quello che passa il convento è ufficialmente fallito. Questo è stato il vero effetto della contestazione/diserzione che ha animato gli ultimi cinque mesi della stagione. Ha risvegliato coscienze, attirato attenzioni illustri, argomentato e dato eco ad una mobilitazione che ha sortito l’effetto più grande. Quello di porre fine alle premesse basilari per proseguire ad oltranza senza le condizioni necessarie.

Anche nella forma, poi, Lotito si è trasformato nel proprio carnefice. Anche l’arroganza, la prosopopea, il narcisismo, l’egocentrismo e l’orgoglio personale devono avere un limite, oltre il quale conviene non andare. Superandolo, ha servito l’assist più invitante ad un intero popolo che ora si prepara a dare corpo non più ad una semplice manifestazione di dissenso, ma ad impartire una lezione storica travestita da boicottaggio.

È arrivata la sentenza, la più logica visto quanto non fatto per evitarla. E’ giunta la risposta alla famosa domanda che è stato legittimo porsi in questi mesi: “Dove porterà tutto questo?”. Ad un fragoroso, ma apparente abbandono per urgenza di cambiamento. Alla manifestazione pratica del “noi o lui”, di uno slogan che fino a poco tempo fa era ostaggio di un vincolo morale. La Lazio, oggi, è tutto ció di cui un tifoso non puó sentirsi rappresentato. Una scatola svuotata dall’arroganza, dall’assenza totale di sentimento, dall’indifferenza (intesa come il contrario di ambizione), dall’eleganza, dalla visione, dalle capacità imprenditoriali e sportive di chi la gestisce. È la raccolta inevitabile, ma tutt’altro che scontata, di ció che è stato seminato in oltre due decenni. Eccola, la resa dei conti che arriva dopo il punto più basso.

Il proprio carnefice ha fatto il vuoto ed ora non resta che aspettare di vedere come se la cava o fino a che punto decide di far sprofondare la ‘Prima squadra della Capitale’, sull’altare del proprio bisogno individuale. Ai più distratti, potrebbe sembrare la fine, ma per ricominciare e migliorare è doveroso fare dei sacrifici. Non è sufficiente farsi bastare poco sperando che diventi tutto, senza far nulla affinchè possa accadere. I tifosi della Lazio non si vedranno, ma ci sono. Sono vivi e uniti, tanto appassionati da mettersi nelle condizioni di scrivere una pagina di storia tutta loro. Tanto da rimettersi al centro della narrazione, con l’unico scopo di riappropriarsi della propria concezione di Lazio. Per abbattere degli steccati che non li rendono liberi di vivere la propria passione con l’orgoglio e la dignità della propria ‘cazzo di storia’. “La Lazio ha un nome e cognome, Claudio Lotito“: ora dimostri ad un popolo intero come si gestisce la sua azienza senza clienti, consensi, credibilità, soldi e umiltà. “Che problema c’è – diceva settimane fa – , faccio un aumento di capitale e risolvo il problema“. Bene, aspettiamo con ansia e ottimismo che questo primo step si concretizzi. Lo faccia e dimostri di potersela permettere senza poter meramente speculare sul capitale umano e materiale della propria gente. Daniele Baldini Radiosei

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RASSEGNA STAMPA

Lotito-Reggina, scenari, risvolti politici e la rabbia dei tifosi della Lazio: “Ennesima conferma di disinteresse”

Cosa mancava alle critiche, da aggiungere al malcontento generale? Le voci sull’interesse per un’altra squadra. L’indiscrezione di mercato, in questo caso riguardante passaggi societari, ha dell’incredibile soltanto se non associato a una figura come Claudio Lotito. Il presidente della Lazio sarebbe coinvolto in una cordata, non ancora precisata, pronta a rilevare la Reggina, rimasta in Serie D dopo la mancata promozione in C (sfumata nella finale playoff contro la Nissa). La giornata di ieri, almeno inizialmente, doveva segnare l’avvicinamento definitivo tra il club amaranto e il gruppo italo-americano rappresentato da Matt Rizzetta. La trattativa con l’attuale proprietà, guidata da Ballarino, sembrava in una fase avanzata, forse risolutiva. Invece all’improvviso si sarebbe inserito un altro gruppo, associato anche a Lotito, aprendo uno scenario che fino a quel momento sembrava inatteso (nonostante si vociferasse da settimane di incontri già avvenuti).

Le ricostruzioni, com’era ovvio che fosse, hanno portato a un collegamento della notizia al contesto istituzionale cittadino. Un’interpretazione non solo sportiva, quindi, visto che Francesco Cannizzaro – neo sindaco eletto a Reggio Calabria e parlamentare di Forza Italia – conosce molto bene Lotito (stesso partito). Insomma, l’argomento Reggina – molto sentito nella regione – potrebbe portare anche a risvolti nelle politiche. Dalla Lazio non sono arrivate conferme, né smentite. L’unico a rilasciare “dichiarazioni” in merito alla vicenda, utilizzando i social, è stato proprio lo spiazzato Rizzetta: «Oggi troppo de luso per parlare e non voglio rischiare andando oltre», ha scritto su una storia Instagram. Forse la conferma di una pista che ormai appare definitivamente saltata.

Secondo le ricostruzioni di ieri ci sarebbe stato perfino un vertice in giornata tra i rappresentanti del gruppo riconducibile a Lotito e la dirigenza amaranto. Sponda Lazio, le informazioni rimbalzate hanno
acceso ancora di più la contestazione da parte dei tifosi. Soltanto pochi giorni fa era arrivato l’invito dei gruppi organizzati di non abbonarsi in vista della prossima stagione. Per molti, l’accostamento di Lotito alla Reggina, è stata l’ennesima dimostrazione del disinteresse nei confronti del club biancoceleste. «Con tutto quello che sta succedendo, lui cosa
fa? Pensa a un’altra squadra invece di investire sulla Lazio», è stato uno dei commenti più ripetuti sui social. Corriere dello Sport

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Mellone: “Lazio, futuro senza futuro. Rischio disincanto con lo scadaloso silenzio della società. Serve assunzione di responsabilità!” (AUDIO)

ANGELO MELLONE (Dir. Day Time Rai) in collegamento a ‘NMM’

“La situazione emotiva che sta attraversando la Lazio, soprattutto, ma non solo nel rapporto ingarbugliato con la propria tifoseria, è di grande difficoltà. Non credo che sia rispettoso approcciare a tutto questo in modo superficiale. Il rapporto con la stragrandissima maggioranza della tifoseria laziale è il proprio presidente è arrivato ad essere vicino al capolinea. Lo scadaloso silenzio della società su questo tema e questa situazione sta creando dei problemi grossi a chiunque ama questa società. Nella scorsa stagione il disagio era personale per quanto avvenuto fuori dal campo e fuori. Rispetto all’assenza di un racconto della realtà con ammissione delle proprie colpe, da tifoso della Lazio mi sono sentito offeso.

Sul tema abbonamento, ad oggi, mi sento di dire che io ed i miei figli non sottocriveremo la tessera. Questo, però, genera rischi e paradossi. Questa situazione rischia di rompere quel meccanismo bellissimo rappresentato dal ‘Di padre in figlio’. Siccome ci sono dei responsabili di questa situazione, qualcuno dovrebbe assumersi la responsabilità di questo svilimento, di questa amarezza che rischia di diventare disincanto. Ossia, vivere in una situazione in cui tutta quella passione e dedizione nel raccontare la grandezza della storia laziale si nasconde. Solo perchè dall’altra parte, ti senti considerato un cretino, una pedina sostituibile. Qui c’è chi ha grandissime responsabilità di questo stato delle cose, ma confesso la mia totale incapacità di formulare una previsione di ciò che possa accadere. E questo complica le cose, è un futuro senza futuro che una selva di punti interrogativi”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, la mobilitazione dei tifosi: la situazione tra stadio e abbonamenti tv. Intanto la società…

Niente Olimpico e mobilitazione per disdire gli abbonamenti alla pay tv.

La protesta è inarrestabile. Dopo le tante reazioni social di adesione alla contestazione da 24 ore rimbalzano, sottolinea il Corriere dello Sport, storie e feed di Instagram, rimandano “screen” di abbonamenti disattivati alla pay tv. Domande di rinunce e conferme di cessazione dei contratti con Dazn e Sky sono apparsi nei profili privati di tanti tifosi con note di commento. Sono diventati un collage, raccolto dai canali della Curva Nord. Nella causale alcuni tifosi hanno scritto il nome Lotito. Una rinuncia doppia, dolorosissima. Un distacco dalla Lazio mai così capillare. Un’assenza decisa per essere notata più di qualsiasi presenza.

La portata della contestazione si conoscerà nel corso del tempo. La Lazio, conclude il quotidiano, conta di lanciare comunque una campagna abbonamenti per chi volesse sottoscrivere le tessere e usufruire degli sconti. Il danno al botteghino sarà quantificabile solo in corsa così come quello già avvenuto nell’annata appena conclusa. I ricavi da gara calcolabili relativamente alla stagione 2025-26 sono parziali, si trovano nella semestrale del 31 dicembre scorso: 8,7 milioni. Nel dettaglio 4,713 milioni (ricavi da gara) e 3,962 milioni (da abbonamenti). Il conteggio è frutto delle quote-partita giocate da fine agosto a fine dicembre. I conti da gennaio a maggio si conosceranno nella prossima semestrale. I tifosi hanno rinunciato agli abbonamenti già pagati pur di protestare da fine gennaio in poi. Di biglietti ne sono stati venduti meno nelle partite in cui i gruppi organizzati hanno chiesto l’adesione all’assenza. C’è stato un pienone con il Milan, poi quello in finale di Coppa Italia. La stima maggiore per il 2026-27 prevede il rischio di un buco nel bilancio di 20 milioni tra abbonamenti, biglietteria e merchandising. I diritti tv sono la fonte principale di sostentamento per la Lazio e il calo degli abbonati è un altro rischio di indebolimento economico.

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TIFOSI

La rivolta dei laziali, la contestazione continua: “Non ci abboniamo. Sarà boicottaggio totale…”

Attraverso un lungo comunicato il tifo organizzato della Lazio ha comunicato la sua decisione riguardante la prossima stagione, scegliendo di non abbonarsi:

«Ci vediamo costretti dunque a continuare la linea intrapresa fino ad oggi a quindi per la prossima stagione i gruppi del tifo organizzato hanno deciso che: 

NON si abboneranno e non presenzieranno alle gare casalinghe sia di campionato che di Coppa Italia; Siamo coscienti del fatto che perderemo la prelazione dei nostri posti che abbiamo occupato per decenni, ma non siamo più disposti e disponibili ad accettare questa situazione, saremo presenti solo quando lo decideremo Noi.
Siate, per una volta, coerenti con i dinieghi che avete imposto in questo anno e non usate le scenografie della Curva Nord, autofinanziate dai tifosi, per la campagna abbonamenti!
Saremo presenti in tutte le trasferte, cercando di sostenere i ragazzi e fargli capire che questa situazione non dipende né da loro né dal nuovo allenatore, al quale rivolgiamo il nostro benvenuto, chiedendogli di avere un comportamento degno del simbolo che rappresenterà;
Saremo presenti ai derby, sia in casa che in trasferta. Pensavamo di avere di fronte una tifoseria che avesse un minimo di mentalità, invece, hanno preferito alzare striscioni e fare cori contro una curva vuota, dimostrandosi quelli che sono: “Romanista…romanista”
Disdiremo in blocco e non rinnoveremo gli abbonamenti a tutte le piattaforme che trasmettono a pagamento le partite della Lazio, per sensibilizzare ulteriormente l’ambiente sportivo italiano, sia economicamente che visivamente, sul gravissimo stato in cui verte la nostra amata Lazio.
Ci ritroveremo per vedere le partire casalinghe della nostra Lazio in bar, ristoranti e pub dei nostri fratelli laziali;
Boicotteremo tutte quelle attività che daranno il loro appoggio a questa presidenza, siano essi sponsor o partner vari. Un boicottaggio che non è iniziato da noi, ma da chi ha imposto ai tesserati della SS Lazio di non frequentare le attività gestite dai tifosi più in vista.
Finché il sig Lotito resterà alla guida della SS Lazio, non daremo il nostro voto a Forza Italia e ad i candidati da lui sostenuti, fossero anche tifosi della Lazio. Questa scelta è stata provocata dal senatore Lotito, il quale ha voluto mischiare in più occasioni il suo ruolo di presidente della Lazio con quello di Senatore della Repubblica, trascinando la politica all’interno di questa disputa con la tifoseria.


Queste sono le scelte dei gruppi del tifo organizzato biancoceleste. Nessuno è obbligato a seguire le nostre scelte e ognuno è libero di fare ciò che vuole, ma invitiamo tutti i tifosi della Lazio di sentire il proprio cuore, senza dimenticarsi di ascoltare la propria coscienza e rispettare la propria dignità. Lo facciamo per il futuro della nostra Lazio, lo facciamo per i laziali. Stiamo compiendo l’ennesimo estremo atto d’amore, perché un giorno i nostri figli possano godersi una Lazio libera della tirannia di un uomo che ha anteposto il denaro alla passione, il proprio ego alle volontà di un popolo, l’aridità del suo cuore all’amore per un simbolo che ci ha reso e ci renderà sempre fieri! AVANTI LAZIO! AVANTI LAZIALI!»

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE …’ – Lazio, Cardone: “La preoccupazione dei tifosi è legittima. Finanziamenti? Priorità al Flaminio” (AUDIO)

GIULIO CARDONE in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Non credo ci sia un laziale non preoccupato. Serve una programmazione, serve un’organizzazione. Si va incontro ad un altro ridimensionamento.

I famosi finanziamenti che la Lazio sta cercando, attraverso diverse riunioni, mi sembrano tutti indirizzati al Flaminio. Ma la prima cosa che vuole il tifoso è che la squadra sia competitiva, forte. Sarebbe una beffa trovare i soldi per lo stadio, mentre la squadra arranca o mentre il presidente insegue Basic per rimproverarlo sul lavoro dei procuratori che hanno fretta. La preoccupazione del laziale è legittima”.

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ESCLUSIVE

‘QUELLI CHE…’ – Lazio, Mirra: “Stagione deludente, tutti colpevoli tranne i tifosi. È iniziato tutto con Baroni…” (AUDIO)

VINCENZO MIRRA in studio durante ‘QUELLI CHE…’

“Grande sofferenza quest’anno, anche se ho provato a restare ottimista perché credo che pure nelle situazioni negative possano esserci delle opportunità. Ad ogni modo, essere positivo in questo momento mi rimane difficile, sono amareggiato e deluso. Di questo declino sono tanti i responsabili e tutto nasce dalla flessione di Baroni dello scorso anno: lì si poteva costruire ma poi deve essere successo qualcosa che ha portato a questa deriva. Tutti colpevoli, esclusi i tifosi che non c’entrano niente. Stagione deludente in tutto e per tutto.

Pensare oggi a cosa potrà essere è complicato. Ora difficilmente puoi dire cosa salvare. Poi magari pensi a Rovella, che è un giocatore importante, e quindi io da qui per ricostruire ma dipende da tanti fattori.

In questo momento pensare ad un allenatore giovane potrebbe essere un rischio, perché c’è grande confusione. Se prendi un allenatore giovane, anche di belle speranze, devi essere fortunato: deve partire bene e si deve creare entusiasmo altrimenti, se continua la scia negativa di questa ultima parte di campionato, diventa tutto difficile”.