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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Mellone: “Lazio, futuro senza futuro. Rischio disincanto con lo scadaloso silenzio della società. Serve assunzione di responsabilità!” (AUDIO)

ANGELO MELLONE (Dir. Day Time Rai) in collegamento a ‘NMM’

“La situazione emotiva che sta attraversando la Lazio, soprattutto, ma non solo nel rapporto ingarbugliato con la propria tifoseria, è di grande difficoltà. Non credo che sia rispettoso approcciare a tutto questo in modo superficiale. Il rapporto con la stragrandissima maggioranza della tifoseria laziale è il proprio presidente è arrivato ad essere vicino al capolinea. Lo scadaloso silenzio della società su questo tema e questa situazione sta creando dei problemi grossi a chiunque ama questa società. Nella scorsa stagione il disagio era personale per quanto avvenuto fuori dal campo e fuori. Rispetto all’assenza di un racconto della realtà con ammissione delle proprie colpe, da tifoso della Lazio mi sono sentito offeso.

Sul tema abbonamento, ad oggi, mi sento di dire che io ed i miei figli non sottocriveremo la tessera. Questo, però, genera rischi e paradossi. Questa situazione rischia di rompere quel meccanismo bellissimo rappresentato dal ‘Di padre in figlio’. Siccome ci sono dei responsabili di questa situazione, qualcuno dovrebbe assumersi la responsabilità di questo svilimento, di questa amarezza che rischia di diventare disincanto. Ossia, vivere in una situazione in cui tutta quella passione e dedizione nel raccontare la grandezza della storia laziale si nasconde. Solo perchè dall’altra parte, ti senti considerato un cretino, una pedina sostituibile. Qui c’è chi ha grandissime responsabilità di questo stato delle cose, ma confesso la mia totale incapacità di formulare una previsione di ciò che possa accadere. E questo complica le cose, è un futuro senza futuro che una selva di punti interrogativi”.

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ESCLUSIVE

‘QUELLI CHE…’ – Fabiani: “Errori arbitrali allucinanti, ma non abbiamo perso per questo. Ho scelto il silenzio per evitare danni e alibi” (AUDIO)

ANGELO FABIANI (DS Lazio) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

Angelo Fabiani: “Su Lazio-Bologna devo fare una premessa: al netto di quello che tutti hanno visto, la Lazio non ha perso solo per colpa dell’arbitro. Anche perché prenderò una squalifica piuttosto lunga per quello che ho fatto ieri dopo la partita perché ho fatto notare all’arbitro i suoi errori.

Abbiamo preso due gol assolutamente evitabili, soprattutto il primo e abbiamo perso una partita che non meritavamo di perdere.

Distinguo il silenzio stampa dal non voler commentare la partita. Ricorderete che presi una decisione analoga a Torino quando contro la Juve prendemmo gol per colpa di una valutazione arbitrale sbagliata.

La decisione di non parlare alla stampa l’ho presa io e non il Presidente. L’ho fatto per evitare che le dichiarazioni ai media di allenatore e calciatori fossero tutte contro l’arbitro anche perché erano in molti che avevano qualcosa da dire ieri… se mando dei tesserati che hanno l’adrenalina a mille a parlare con la stampa nel post partita, rischio di fare danni grossi.

In vista di Torino-Lazio di giovedì non volevo mettere troppa benzina sul fuoco, anche perché questo è un ambiente particolare…

Ci mancano tanti giocatori e le fatiche si fanno sentire, ma non è solo a causa degli errori dell’arbitro se abbiamo perso ieri. Non è vero che la società è assente, anzi è talmente presente che ha preso questa decisione per non dare alibi a nessuno, calciatori inclusi. Al netto della giornata no del direttore di gara, la partita poteva comunque finire in maniera diversa.

La Lazio non è in silenzio stampa e torneremo a parlare giovedì per Torino-Lazio.

Mi auguro ad esempio che Patric non abbia un’altra distorsione alla caviglia causata da un brutto fallo non sanzionato, così come trovo sbagliato non dare il secondo giallo a Fabbian in occasione del fallo su Immobile.

Siamo tutti dispiaciuti quando non parliamo con la stampa perché abbiamo grandissimo rispetto per i media, ma è semplicemente un non voler rischiare di fare più danni. La decisione è solo mia e il Presidente non c’entra nulla”.

Alessio Buzzanca