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Lazio, nuovo stadio Flaminio: presentazione progetto vicina, spunta un ‘no’ del Comune

Come anticipato negli scorsi mesi e più volte durante la trasmissione ‘SVB’ in onda su Radiosei e come confermato anche ieri dal Presidente Lotito, la Lazio a breve presenterà al Comune di Roma il progetto preliminare di ristrutturazione dello stadio Flaminio.

Spunta un particolare: tra le prescrizioni del Campidoglio ci sarebbe quella di non voler considerare in alcun modo l’ipotesi di realizzare in quella zona anche un centro commerciale, ma solo le opere necessarie e di corollario allo stadio stesso.

Alessio Buzzanca

(PUBBLICATO ALLE ORE 10,20)

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‘SVB’ – Fabiani (DS Lazio): “Sarà rinnovamento, non smobilitazione. Senza buttare tutta la vecchia guardia. Zac ci teneva a restare, Guendouzi nel progetto” (AUDIO)

Il direttore sportivo della SS Lazio, Angelo Fabiani, è intervenuto stamattina ai microfoni di “Sei Volte Buongiorno”

“Gli anni passano per tutti, i cicli terminano e bisogna ripartire con una programmazione. Abbiamo già iniziato l’estate scorsa prendendo giovani di prospettiva che stanno facendo abbastanza bene. Questo progetto continua, sul mercato bisogna essere sempre in movimento, come i soldi che non dormono mai. Servono operazioni funzionali al progetto di rinnovamento senza buttare chi della vecchia guardia ha ancora da dare.

Sento parlare di smobilitazione, ma non è così. Quando si cambia e si istituisce un nuovo metodo di lavoro, si registrano scossoni e mal di pancia. Ma la Lazio deve tornare al centro del progetto. Siamo professionisti retribuiti per la Lazio, non dobbiamo prendere in giro i tifosi. Deve finire tutto questo, fosse anche l’ultimo atto della mia carriera.

Se dicessi che sono tifoso offenderei i tifosi che non percepiscono emolumenti, anzi pagano di tasca loro. Però ci tengo da morire alla maglia della Lazio e nefandezze con me non passano. Zaccagni? C’è stata la stretta di mano a tarda notte, a stretto giro ci sarà l’ufficialità. Zaccagni ci teneva tantissimo a rimanere, vogliamo gente mentalizzata e con questa propensione.
La tempistica? Intanto non è vero che lo scorso anno è stato fatto tutto all’ultimo momento. Siamo partiti con 10/11 della passata stagione. La prima operazione fatta è stata quella di Castellanos. Il mercato ha diverse dinamiche che ti fanno allungare i termini. Non ho mai visto in 30 anni fare operazioni al 100% nell’immediatezza. Le lungaggini sono dovute al gioco della parti.
Tudor e Guendouzi? Caso che non ha ragione di esistere. Il francese è arrivato prima di Tudor, volete che le parti non si siano chiarite? Ci sono screzi che si ricompongono, ha solo un affaticamento al polpaccio e si sta allenando con chi recupera gli infortuni.
Come nasce l’idea Tudor? Quando durante l’anno si fa lo scouting, si seguono anche gli allenatori. Tudor per noi ha fatto un lavoro straordinario a Marsiglia e Verona. Ci ha dato l’impressione di essere elemento in grado di iniziare un progetto. C’è un modo diverso di interpretare il calcio da parte sua rispetto a Sarri e quindi anche le valutazioni di scouting che erano state fatte per Sarri, le stiamo cambiando in funzione del calcio che pratica Tudor e delle sue necessità.

Anderson? Si è comportato da persona per bene, con dignità e professionalità importanti. Ha fatto scelte di sentimento, familiare, della propria terra. Lui non avrebbe accettato un’altra italiana. Ci ha rimesso soldi, a 31 anni gli sono stati offerti 5 anni di contratto. Ha messo al centro del progetto la famiglia e loro vivono di pane, chiesa e valori”.

Alessio Buzzanca

PUBBLICATO ALLE ORE 10,20

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‘NMM’ – Di Livio “Tudor un perfezionista, sa come entrare nella testa dei calciatori. L’Italia è il suo campionato” (AUDIO)

Angelo Di Livio, ex compagno di Igor Tudor, a ‘NMM’

“Compagni di squadra nel 1998, solo un anno. Lui era una grande promessa. Poi io sono andato a Firenze e lui è rimasto alla Juventus. Di Tudor come compagno di spogliatoio ne porto un ricordo di grande professionista, molto positivo e pieno di voglia di lavorare. Lui adesso è allenatore, è molto perfezionista e ha voglia di rimettersi in gioco in Italia, me lo ha detto poco tempo fa. Sono sicuro che la Lazio abbia fatto la scelta migliore, lui è molto carico. Dovrà essere aiutato dai giocatori e dalla società, è da capire come vorrà giocare. Non penso possa andare sul 3-5-2 dato che la squadra è costruita per il 4-3-3: farà un passo per volta.

Essendo un ex calciatore, Tudor sa quali sono modi e tempi per entrare nella testa dei giocatori, c’è un momento di nervosismo nella Lazio, ma a Frosinone con quell’abbraccio hanno dimostrato compattezza. Tudor dovrà potare un’identità precisa, già dal prossimo campionato e dal mercato estivo. Lui era partito col 3-5-2, lì Luis Alberto potrebbe avere buoni valori nelle giocate, tipo Milinkovic con Inzaghi. Lazzari nella difesa a tre sarà un valore in questa squadra, a quattro è vincolato mentre a tre da quinto può essere una spina nel fianco. Dal mio punto di vista il ciclo di molti giocatori è finito, poi i senatori ed i campioni sono quelli che devono metterci la faccia.

Vista dall’esterno, questa sembra un’ottima scelta. E’ un allenatore giovane, che ha fatto diverse esperienze all’estero e desta molta curiosità. Io sono curioso perchè so quanto è carico, ne abbiamo parlato alla presentazione del film di Lippi e diceva di avere grande voglia di tornare in Italia. Per me la Lazio ha fatto molto bene, Tudor non è una scelta di ripiego. Non è ancora una certezza, ma è uno che ha tanta fame e voglia di far bene”.

https://podcasters.spotify.com/pod/show/radiosei98100/embed/episodes/Angelo-Di-Livio-19032024-e2h9bpk
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Esclusiva Radiosei, Stadio Flaminio: tutte le novità sul progetto (AUDIO)

Nuovo Stadio Flaminio. Come già anticipato da Alessio Buzzanca a Sei volte buongiorno di venerdì scorso e come confermato dal Presidente Lotito, uno studio di architettura di valore internazionale è stato incaricato di redigere il progetto per trasformare il Flaminio nella nuova casa della Lazio.

Emergono a proposito le prima importanti indiscrezioni su numeri e date.

Ovviamente tutta la progettazione è coperta da un NDA (non-disclosure agreement) pertanto non sarà possibile andare a fondo sui particolari, ma ci sono nuovi elementi.

Entro circa 60 giorni verrà presentato al Comune un primo progetto preliminare (studio di fattibilità). Ad oggi non è ancora dato di sapere se si procederà a ristrutturare l’esistente o se abbatterlo e costruirne uno nuovo. L’analisi di questo progetto verterà anche su questo e non è ancora stata presa una decisione, anche se la direzione presa sembra quella della demolizione.

Se dovessero terminare con esito positivo tutte le verifiche, tutte le conferenze e terminati tutti gli intoppi, dall’inizio dei lavori sarebbero necessari due anni e mezzo per veder realizzato il nuovo Stadio Flaminio.

Un altro elemento importante sarà quello dei parcheggi: è previsto un ripensamento e dunque una progettazione di tutta l’area tra il Flaminio e l’Auditorium per dotarla di un numero cospicuo di parcheggi.

E’ corretto ribadire che lo studio di fattibilità e dunque il primo progetto non è minimamente un’ipoteca sullo stadio Flaminio, ma solo un primo passo. Utile per capire quali ostacoli ci sono attorno alla possibilità di trasformare il Flaminio nella casa della Lazio e se essi sono superabili.

Insomma, siamo davvero solo all’inizio. Ma è comunque un inizio.

Alessio Buzzanca

Pubblicato alle 10,44 del giorno 26 Febbraio

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‘QUELLI CHE…’ – Fabiani: “Errori arbitrali allucinanti, ma non abbiamo perso per questo. Ho scelto il silenzio per evitare danni e alibi” (AUDIO)

ANGELO FABIANI (DS Lazio) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

Angelo Fabiani: “Su Lazio-Bologna devo fare una premessa: al netto di quello che tutti hanno visto, la Lazio non ha perso solo per colpa dell’arbitro. Anche perché prenderò una squalifica piuttosto lunga per quello che ho fatto ieri dopo la partita perché ho fatto notare all’arbitro i suoi errori.

Abbiamo preso due gol assolutamente evitabili, soprattutto il primo e abbiamo perso una partita che non meritavamo di perdere.

Distinguo il silenzio stampa dal non voler commentare la partita. Ricorderete che presi una decisione analoga a Torino quando contro la Juve prendemmo gol per colpa di una valutazione arbitrale sbagliata.

La decisione di non parlare alla stampa l’ho presa io e non il Presidente. L’ho fatto per evitare che le dichiarazioni ai media di allenatore e calciatori fossero tutte contro l’arbitro anche perché erano in molti che avevano qualcosa da dire ieri… se mando dei tesserati che hanno l’adrenalina a mille a parlare con la stampa nel post partita, rischio di fare danni grossi.

In vista di Torino-Lazio di giovedì non volevo mettere troppa benzina sul fuoco, anche perché questo è un ambiente particolare…

Ci mancano tanti giocatori e le fatiche si fanno sentire, ma non è solo a causa degli errori dell’arbitro se abbiamo perso ieri. Non è vero che la società è assente, anzi è talmente presente che ha preso questa decisione per non dare alibi a nessuno, calciatori inclusi. Al netto della giornata no del direttore di gara, la partita poteva comunque finire in maniera diversa.

La Lazio non è in silenzio stampa e torneremo a parlare giovedì per Torino-Lazio.

Mi auguro ad esempio che Patric non abbia un’altra distorsione alla caviglia causata da un brutto fallo non sanzionato, così come trovo sbagliato non dare il secondo giallo a Fabbian in occasione del fallo su Immobile.

Siamo tutti dispiaciuti quando non parliamo con la stampa perché abbiamo grandissimo rispetto per i media, ma è semplicemente un non voler rischiare di fare più danni. La decisione è solo mia e il Presidente non c’entra nulla”.

Alessio Buzzanca