GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’
“Cortocircuito continuo. Ieri ho raccolto le reazioni dei tifosi: la lettera di Lotito è nata e pensata male, il muro contro muro continua e non so dove possa condurre tutto questo. Mi sembra che si continui su concetti e dichiarazioni che tutto fanno tranne che ricucire la situazione, o ridurre le distanze che ormai sono siderali. A Formello vivono su Nettuno, in un altro pianeta rispetto a ciò che succede.
Le iniziative della società che ben vengano, ma devono essere ponderate bene. L’obiettivo deve essere centrato al meglio perché per tutto ciò che si è creato non puoi permetterti un altro inciampo, un altro errore.
Nel momento in cui mancano i risultati la contestazione, che è sempre stata latente vista la mancanza di empatia, riemerge. Il malcontento dei tifosi viene fuori. A volte ho reputato le critiche sproporzionate rispetto ai fatti, ai risultati ottenuti, ai trofei, ai calciatori arrivati, quest’estate invece credo che sia assolutamente comprensibile”.
“In attesa di parlare di Romagnoli e di Maldini, quella di Lecce è stata quasi una gara di Serie B.
Favole, contraddizioni, bugie, interviste discutibili, comunicati, tifosi presi di mira, classifica anonima: campionato terminato a gennaio, eccezion fatta per la Coppa Italia. Questa è la Lazio del 2026.
La Lazio ha capito che era con le spalle al muro: adesso per trattenere Romagnoli devi prolungare il suo contratto e pagare gli arretrati, ma la società vuole far trapelare che sia lui a volersene andare a tutti i costi. Il presidente Lotito, mi dispiace dirlo, ma è fuori controllo nelle dichiarazioni: i comunicati sono delle farse.
Sarri sta provocando in tutti i modi la reazione di Lotito perché vorrebbe essere esonerato ma Lotito accetta tutto per non mettere i soldi”.
Il club biancoceleste ha diramato un comunicato dopo il commento post gara di mister Sarri a proposito dell’arbitraggio di San Siro:
“La S.S. Lazio, in riferimento alle dichiarazioni rese dal tecnico Maurizio Sarri al termine della gara di campionato, precisa che – come lo stesso allenatore ha successivamente chiarito – il lavoro dell’arbitro non ha in alcun modo influenzato l’andamento della partita né il risultato finale.
Le considerazioni espresse a caldo vanno lette nel contesto immediatamente successivo alla gara, dopo momenti di comprensibile tensione sportiva.
In un periodo di grande cambio generazionale all’interno della classe arbitrale, è fondamentale che questo processo venga accompagnato e sostenuto con equilibrio, valorizzando la formazione e la crescita dei giovani arbitri.
Nella mattinata di oggi, il confronto organizzato da FIGC e Lega Serie A rappresenterà l’occasione più opportuna per esaminare con serenità quanto stiamo vivendo, in un momento di confronto e riflessione che coinvolge tutto il movimento calcistico, con l’obiettivo comune di far crescere ulteriormente il livello del nostro calcio e di tutte le sue componenti”.
Il presidente della Lazio, Claudio Lotito, è intervenuto prima di Lazio-Torino, ai microfoni di Dazn, analizzando la situazione economica del club.
“Bilancio dopo il derby perso? Se parliamo del blocco mercato, dico che è un blocco ingiusto. Parliamo di una norma interpretata in una certa maniera, atteso che la norma era stata abolita dal 1° luglio. Il mio amministratore ha ritenuto di scaricare i costi entro il 31 marzo, erano costi relativi all’Accademy – e noi stiamo lavorando anche al progetto sul Flaminio – e che potevamo slittare un futuro. Mi dissero che potevamo fare mercato a saldo zero, poi invece hanno bloccato il mercato sulla base dell’indice di liquidtà”.
“Lazio in crisi? Noi abbiamo oltre 300 milioni di patrimonio immobiliare, senza avere uno stadio di proprietà. Altri 300 milioni vale il patrimonio giocatori. Aggiuno inoltre che il settore marketing è stato valutato 250 milioni. Lo ripeto: la norma è stata valutata in maniera anomala.”
“E’ normale che all’interno della stessa stagione calcistica si possano avere due norme diverse per accedere al mercato? Perché la Uefa non ci ha punito, a differenza di altre squadre che sono state sanzionate? Questo già denota l’anomalia nell’applicazione della norma”.
Lotito: “Il mercato a gennaio senza impedimenti tecnici”
Questa situazione ci ha comportato dei danni perché avevo delle offerte importantissime per alcuni giocatori e non ho potuto fare plusvalenze anche di 60 milioni. Sicuramente stiamo attraversando un periodo particolare, abbiamo anche otto infortuni, ci manca solo che si infortuni l’allenatore. Siccome però l’allenatore è di grande qualità, dimostrerà che i giocatori valgono. La società farà gli interventi sul mercato non appena si potrà, e ribadisco che non ci sono problemi di sorta. L’indice di qualità? È dell’80%, lo chiarisco io. Tutti questi rischi di cui si parla sono cose inventate. Il mercato a gennaio? Si farà se ci sarà la volontà di farlo, non ci sono elementi che impediscono dal punto di vista tecnico”.
Lazio-Fiorentina, le parole di Marco Baroni nel pre match ai microfoni di DAZN: “Il pensiero è già a oggi, l’avversario è difficile. Vogliamo continuare il percorso, ci serve continuità, dobbiamo alzare il nostro livello e fare una partita di attenzione, compattezza e dedizione. Dele-Bashiru mediano? E’ un ragazzo che sta crescendo, ha grande fisicità e qualità, sta cominciando a pensare più veloce sul campo, questa è la grande crescita. Lui ha bisogno di spazio davanti, in questo ruolo può darci quella profondità che serve anche al mediano. L’ho messo anche per far rifiatare Rovella che non ha problemi fisici, sarà della partita. Per la strategia di gara l’abbiamo pensata così, sarà importante chi entrerà. Io voglio alzare il livello della mentalità e delle personalità, la squadra lo fa, deve trovare la gioia nel fare ciò che produciamo in allenamento. Il girone di ritorno sarà difficile. Per alzare il livello bisogna alzare quello mentale”.
Lazio-Como, vigilia. A parlare è Boulaye Dia, nel match program ai microfoni di Lazio Style
“Dobbiamo rialzare la testa, pensando subito a battere il Como per dimenticare la sconfitta nel derby e ripartire. Dobbiamo portare a casa i tre punti. Ci aspettiamo 90′ difficili e intensi, come quelli nel girone di andata, quando abbiamo vinto segnando cinque gol. Non sarà lo stesso tipo di partita ma giochiamo in casa e vogliamo un successo davanti ai nostri tifosi”.
“Ora arriveranno impegni più difficili rispetto alle prime 19 gare perché nel girone di ritorno i punti pesano tanto, ci si gioca la stagione. Tutte le partite sono dure, con le vittorie che diventano ancora più importanti rispetto a qualche mese fa. Ho tanta esperienza, so che devo aspettare pazientemente, rimanere sereno e provarci sempre in ogni partita, lavorando tutti i giorni per aiutare la squadra, l’aspetto prioritario. Il gol prima o poi arriverà, ne sono sicuro. A Roma ho trovato un grande gruppo e un bell’ambiente, compresa la città. Sto bene e sono molto felice di essere qui”.
Le parole di Tijjani Noslin in conferenza stampa di presentazione da Formello.
“Parlerò in inglese, sono molto felice di essere qui. È il mio primo passaggio in un grande club, farò il massimo per ottenere il meglio in questo grande meglio. Spero potremo raggiungere obiettivi importanti, sono Tijjani Noslin, ho 25 anni e darò il massimo per la Lazio”.
Ti è cambiata la vita in questo anno? “Si, sicuramente qualcuno mi conosceva per quello che avevo fatto prima ai tempi del Fortuna. Ci sono state molte persone che mi hanno aiutato a raggiungere quello che ho raggiunto e arrivare fin qui. Devo ringraziare il Fortuna e il Verona per l’occasione che mi hanno dato”.
Quali insegnamenti ti porti dall’avventura con Baroni a Verona? “Sono molto felice di ritrovare Baroni e che abbia spinto per comprarmi, ha avuto fiducia in me e sono felice. L’ho conosciuto per qualche mese ma ha già visto cosa posso fare e a Verona ci chiedeva sempre di andare in avanti, mai di abbassarci. Non sento la pressione, gioco il mio calcio e amo giocare a calcio. Vedremo cosa succederà, capisco che ci siano aspettative vista la cifra importante che è stata spesa, ma spero di rispettare le aspettative del club nei miei confronti”.
Qual è il ruolo più adatto alle tue caratteristiche e dove ti senti più a tuo agio? “Per me la cosa più importante è giocare, non importante se a sinistra, a destra o al centro. Cercherò di fare il massimo in ogni posizione e spero di poter fare il maggior numero di gol e assist per aiutare la squadra a qualificarsi per la prossima Champions League”.
Prenderai il posto di Immobile, che responsabilità è? “Mi ha fatto piacere sapere che un allenatore come Baroni mi dia questa fiducia. Non so cosa succederà con Immobile, quel che so è che in qualsiasi posizione del campo farò di tutto per aiutare la squadra con gol e assist”.
Hai già un obiettivo a livello di gol per la prossima stagione? “Come ho detto, ho segnato cinque gol e servito quattro assist, ho aiutato il Verona a rimanere in Serie A e di questo sono felice. Ora sono un giocatore della Lazio e sarà tutto diverso, a me non interessa quanti gol segnerò, ma farò di tutto per aiutare la squadra a vincere più partite possibili e raggiungere i nostri obiettivi”.
Cosa ha portato alla tua esplosione nel nostro campionato? Come pensi di poter gestire l’eredità che lascia Felipe Anderson? “Ci sono stati tanti giocatori di alto livello nella Lazio come Anderson e Immobile che sono leggende per il club. So che nei primi mesi a Verona ho fatto bene, spero di poter fare ancora meglio perché giocherò con compagni ancora più forti. Credo che avrò più possibilità di far gol o assist e spero di poter anche raddoppiare i numeri dello scorso anno”.
Qual è il tuo punto di forza e in cosa puoi migliorare ancora? “Posso migliorare in ogni aspetto, non si raggiunge mai l’apice, si può sempre migliorare sia a livello di gol che a livello fisico. Ci sono tante cose in cui posso migliorare e spero che compagni di squadra così forti possano aiutarmi a migliorare di settimana in settimana”.
Quali sono state le tue emozioni quando hai saputo dell’interesse della Lazio? Ti hanno già parlato del derby? “Prima di tutto ringrazio il direttore per ciò che ha detto e per avermi dato la chance di essere qui. Ho saputo dell’interesse della Lazio due settimane prima della fine del campionato, mia sorella segue molto i social e ha letto dell’interesse di Torino e Lazio. Dopo la fine della stagione sono andato in vacanza e il mio agente mi ha detto che ero molto vicino alla Lazio e ho subito sperato che diventasse realtà. Del derby tutti sanno tutti, sia in Italia che all’estero tutti sanno l’importanza di questa partita, non vedo l’ora di giocare questa partita e spero di vincere entrambi i derby”.
Ti ha colpito qualcosa della Lazio quando hai giocato qui all’Olimpico? Sogni anche la nazionale? “La prima volta che sono stato a Roma ho giocato all’Olimpico contro la Lazio ricordo che era un momento difficile per la Lazio, ma vedendo lo stadio è stata una grande emozione.
Non era tutto esaurito, ma c’era più di metà stadio ed è stato straordinario, non vedo l’ora di giocare in un Olimpico pieno. Avevo già parlato una volta in un’intervista di quando ho fatto il ryder. Ora voglio pensare al giocatore che sono, so che non bisogna mollare mai, bisogna dare tutto ogni allenamento. Ovviamente la nazionale è un grande sogno per me, sento di esserci sempre più vicino. Ho già parlato con il ct e spero di arrivare presto in nazionale”.
Questa Olanda può vincere l’Europeo? Ci puoi raccontare le tue caratteristiche, Noslin che calciatore ricorda? “Ho visto tutte le partite dell’Olanda fin dall’inizio, la squadra non ha ancora raggiunto il suo potenziale massimo.
Spero che questa sera possa vincere, sarò sul divano a vedere la partita e spero che ci sarà la possibilità di avere una rivincita rispetto alla finale del mondiale del 2010. Sono un giocatore che lascia tutto sul campo, cerco di sentire il gioco e cerco di raggiungere sempre un livello più alto grazie anche all’aiuto dei compagni.
Sono un giocatore molto veloce, cerco di fare gol e ciò che ho imparato in Olanda è che devo cercare di creare almeno una situazione importante che possa cambiare la partita.
Ci sono tanti giocatori che osservo, se devo fare qualche nome possiamo parlare di giocatori come Mbappé, Leao, Vinicius, Dembele e anche Yamal, ma ci sono tanti giocatori anche qui alla Lazio da cui posso imparare”.
Ci puoi raccontare la tua amicizia con Snejider? Ti ha raccontato qualcosa della Lazio? “Si, mi ha parlato della Lazio. Mi ha aiutato molto nello scegliere, mi ha detto che la Lazio è un grande club e che venire a Roma sarebbe stato il passo giusto per la mia carriera e mi avrebbe aiutato molto anche per il mio futuro”.
Sei nato centravanti e hai deciso di fare l’esterno perché prendevi troppe botte? Qual è il tuo rapporto con i rigori? “Non penso che la posizione dove gioco sia un tema importante, posso giocare in tutti i ruoli dell’attacco. Sono il giocatore che sono e cerco di fare qualcosa che possa sempre creare occasioni da gol, questa è la cosa più importante. La pressione che c’è fuori dal campo non fa la differenza, l’importante per me è giocare libero con la testa e fare la differenza con le mie giocate e la mia velocità. È un giocatore di squadra e dobbiamo tutti aiutarci per cercare di raggiungere il massimo. Spero di poter segnare qualche rigore se dovessi tirarli”.
Hai seguito in passato giocatori che hanno giocato alla Lazio? “Stefan de Vrij ha giocato qui e ha fatto grandi cose se vedi la sua carriera, credo che sia un grande giocatore e tutti a Roma lo conoscono. Spero di raggiungere gli stessi obiettivi che ha raggiunto lui e spero che possa diventare campione d’Europa con la nazionale. Non seguo giocatori in particolare, cerco di raggiungere il massimo possibile concentrandomi su me stesso”.
Hai avuto modo di parlare con qualche compagno? Qualcuno ti ha fatto capire cosa significa essere arrivato alla Lazio? “È il mio terzo giorno qui, ho ricevuto un bellissimo benvenuto da tutti. Non ho avuto modo di parlare a lungo con i miei compagni, mi hanno accolto e mi stanno aiutando. Tutto lo staff che c’era a Verona con Baroni è qui e mi sta aiutando. Non vedo l’ora che inizi il ritiro, inizieremo a lavorare al meglio per essere al 100% in vista del campionato e dell’Europa League”.
Avete fatto un miracolo con Baroni, che tipo di allenatore è e cosa può dare alla Lazio? “Baroni è una persona importante per la mia vita, non è obbligatorio per un allenatore chiedere un giocatore dalla sua avventura precedente. A Verona ha dimostrato di voler giocare un calcio offensivo, l’obiettivo era vincere ogni partita. Anche a Verona ci diceva che potevamo battere anche l’Inter o il Milan, ci ha dato fiducia e se un allenatore crede in te a tua volta credi nel lavoro dell’allenatore”.
14.44 – È terminata la conferenza stampa di Tijjani Noslin
Loum Tchaouna, ha parlato ai microfoni del canale ufficiale della Lazio. Di seguito, le parole del calciatore francese.
“Sono molto contento di essere alla Lazio, è una nuova tappa per me. Spero che tutto vada bene, non ho dubbi al riguardo. Il mio obiettivo è chiaro: passare ad una nuova tappa della mia carriera, giocare al massimo per il piacere mio e della squadra, sono qui per questo. Sono contento della fiducia da parte della Lazio e spero che questa avventura abbia in serbo per me cose buone. Mio padre ha avuto un ruolo importante per la mia crescita, mi ha insegnato lui a giocare a calcio da piccolo insieme ai miei fratelli. Oggi siamo grandi ed è fiero di noi, spero possa continuare ad esserlo il più a lungo possibile.
Sono appassionato al calcio da quando sono piccolo. Le prime selezioni le ho fatte quando avevo quindici anni, ho fatto ogni categoria possibile. Ora sono entrato nel giro della Nazionale, spero un giorno di poter giocare per quella maggiore. Il gol all’Olimpico? Ero contento di aver segnato per la mia squadra, ma ora spero di segnare con la Lazio. Mi piace giocare alla playstation come tutti i giovani, ho anche provato il padel quest’estate con i miei amici.
Nelle prossime ore dovrei incontrare Baroni per il primo allenamento. L’obiettivo è stare sulla stessa lunghezza d’onda, so che le aspettative su di me sono alte. Spero potremo avere una buona intesa per poter migliorare sia in campo che fuori. Il mio idolo è Dembele, è stato un esempio per me. Mi piacerebbe somigliargli con il tempo, ha tecnica e gioca bene con entrambi i piedi. Mi piace anche molto Guendouzi, che è francese come me.
La frase “As Sabre” significa “La Pazienza”, mi rappresenta molto. Ho percorso tappa per tappa, sono passato dalla Ligue 2 alla Salernitana: ora sono alla Lazio e voglio raggiungere la Nazionale francese che è tra i miei obiettivi. Il numero di maglia sarà il 20, non era ciò che volevo ma per ora lo tengo”.
Tudor la vince allo scadere, grazie all’incornata di Marusic sull’incredibile dormita difensiva di Sekulov. Il tecnico inizia col botto la propria avventura con i colori biancocelesti. Queste le sue parole rilasciate nel post partita alle varie emittenti: “Abbiamo lavorato poco, i ragazzi sono stati bravi ad applicare le novità. Il gol sul finale è stato il massimo. Se vinci 1-0 all’ultimo secondo sono emozioni belle.
Abbiamo dei buoni esterni, possono fare tanti ruoli, ma in generale sono contento dei giocatori che ho. Romagnoli e Gila hanno fatto una grande gara, sono stati molto applicati e concentrati. Segnare al 93esimo significa che i ragazzi volevano vincere, è un bel segnale. Abbiamo fatto 6-7 allenamenti, c’è da lavorare di continuo, poi la vittoria aiuta a lavorare e dare fiducia ma si cresce sempre. Questo è un calcio un po’ diverso da quello precedente, ci sono tante cose nuove. Poi ci vuole sempre tempo, qualcosa riesce subito e qualcosa va migliorata, ma siamo sulla strada giusta”.
Interessanti anche le dichiarazioni che il tecnico croato ha rilasciato a DAZN: “Marusic ha fatto un gol da ala vera. Dovevo arrivare io per fare capire che è un’ala e non un terzino. Al gol non ho capito nulla, è stato veramente stupendo. Ho detto ai ragazzi che da ora non ci sono scuse. Ho parlato con Immobile, e gli ho detto che era giusto che partisse titolare Castellanos dopo aver fatto due gol, poi Ciro è entrato molto bene. L’ho visto motivato, sono contento”.
Interventi super per Mandas, uno dei principali protagonisti della vittoria biancoceleste contro la Juventus. Queste le sue parole alle varie emittenti: “L’allenatore è molto forte, mi piace e piace agli altri. In allenamento ci mette tanta passione, ora non bisogna parlare ma solo continuare a lavorare e fare come oggi. E’ quello che sognavo da bambino, voglio giocare e vincere con la squadra, cerco di non guardare mai chi è l’avversario e provo a dare sempre il massimo. Ho 22 anni, non sono giovane, sono molto concentrato sulla squadra. E’ la mia terza partita, voglio crescere e aiutare la squadra”.