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DICHIARAZIONI

Lazio, Lotito: “Blocco ingiusto, potevano fare plusvalenze. A gennaio faremo mercato se ci sarà la volontà”

Il presidente della Lazio, Claudio Lotito, è intervenuto prima di Lazio-Torino, ai microfoni di Dazn, analizzando la situazione economica del club.

“Bilancio dopo il derby perso? Se parliamo del blocco mercato, dico che è un blocco ingiusto. Parliamo di una norma interpretata in una certa maniera, atteso che la norma era stata abolita dal 1° luglio. Il mio amministratore ha ritenuto di scaricare i costi entro il 31 marzo, erano costi relativi all’Accademy – e noi stiamo lavorando anche al progetto sul Flaminio – e  che potevamo slittare un futuro. Mi dissero che potevamo fare mercato a saldo zero, poi invece hanno bloccato il mercato sulla base dell’indice di liquidtà”.

“Lazio in crisi? Noi abbiamo oltre 300 milioni di patrimonio immobiliare, senza avere uno stadio di proprietà. Altri 300 milioni vale il patrimonio giocatori. Aggiuno inoltre che il settore marketing è stato valutato 250 milioni. Lo ripeto: la norma è stata valutata in maniera anomala.”

“E’ normale che all’interno della stessa stagione calcistica si possano avere due norme diverse per accedere al mercato? Perché la Uefa non ci ha punito, a differenza di altre squadre che sono state sanzionate? Questo già denota l’anomalia nell’applicazione della norma”.

Lotito: “Il mercato a gennaio senza impedimenti tecnici”

Questa situazione ci ha comportato dei danni perché avevo delle offerte importantissime per alcuni giocatori e non ho potuto fare plusvalenze anche di 60 milioni. Sicuramente stiamo attraversando un periodo particolare, abbiamo anche otto infortuni, ci manca solo che si infortuni l’allenatore. Siccome però l’allenatore è di grande qualità, dimostrerà che i giocatori valgono. La società farà gli interventi sul mercato non appena si potrà, e ribadisco che non ci sono problemi di sorta. L’indice di qualità? È dell’80%, lo chiarisco io. Tutti questi rischi di cui si parla sono cose inventate. Il mercato a gennaio? Si farà se ci sarà la volontà di farlo, non ci sono elementi che impediscono dal punto di vista tecnico”.

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CALCIOMERCATO NEWS

Costo Lavoro allargato e rischio blocco mercato bis: ecco la norma

Il blocco del mercato ha caratterizzato, in modo negativo, l’estate dei tifosi della Lazio. Come noto, il presidente Lotito è il ds Fabiani, non hanno potuto operare in entrate e né rinnovare i contratti.

Ora l’incubo riguarda solo l’indice del costo del lavoro allargato. Se entro il 30 settembre la Lazio non adeguerà i propri conti al valore di 0,8 previsto dalla FIGC, la sessione di gennaio sarà comunque vincolata. Tradotto, la Lazio potrà fare solo mercato a saldo zero.

Per il futuro, si chiedono i supporter capitolini, c’è il rischio di un nuovo blocco del mercato? Questa ipotesi, almeno sulla carta, non si può escludere. Come precisato dalle NOIF (Norme organizzative interne della federazione), se una società persistesse nel mancato rispetto della soglia del costo del lavoro allargato e lo stesso divario dal valore richiesto invece i diminuire aumentasse, avendo come riferimento i conti l prossimo 31 marzo, allora il club in qustione si vedrebbe il mercato bloccato. Per superare lo scoglio, l’unica strada sarebbe quella dell’aumento di capitale.

L’articolo 90, comma 4, punto B. delle Noif, specifica quanto segue: “qualora a seguito del deposito del successivo indicatore di Costo del Lavoro Allargato il valore dello stesso permanga al di sopra del livello-soglia e sia anche superiore rispetto al precedente valore dell’indicatore che ha determinato il provvedimento di cui al comma 4 lett. a), la Co.Vi.So.C. dispone la non ammissione ad operazioni di tesseramento dei calciatori per la successiva sessione estiva o invernale, i cui termini sono definiti annualmente dalla FIGC. Il costo contrattuale, comprensivo di parte fissa e variabile, di tutti i calciatori tesserati, non potrà essere oggetto di
rinegoziazione in aumento fino alla revoca del provvedimento da parte della Co.Vi.So.C.”.

GLP

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Lazio, Lotito protesta: “Blocco su indebitamento finto e per parametri aboliti. Sarri? Anche noi sorpresi dall’interpretazione norma”

Muro contro muro: «Le regole del blocco del mercato della Lazio sono sancite in maniera molto chiara già da due anni», la chiosa del presidente della Figc, Gabriele Gravina, a Sky Sport. Eppure Lotito non sembra dello stesso avviso. Perché oggi 1° luglio entra in vigore il nuovo regolamento, che abolisce due paletti su tre (indice di liquidità e indicatore di indebitamento), conservando solo il costo del lavoro allargato, ma lo stop agli acquisti estivi della Covisoc si riferisce ancora alla trimestrale del 31 marzo: «É una follia dover versare 115 milioni per dei parametri che non esistono più, applicando una norma retroattiva invece di quella nuova. La Lazio è una società quotata in borsa. Se si crea un danno legato a un’interpretazione arbitraria della norma, che non è razionale e giustificata, poi bisogna assumersene le responsabilità», la chiosa del patron. Che ne fa un discorso di principio, ma anche pratico: «Bastava fare un blocco soft. Sino a gennaio, tu puoi vendere e comprare. Invece, si crea un blocco su un indebitamento finto. E se si infortuna un giocare per un lungo periodo, per quale motivo non potrei sostituirlo sino a gennaio? La ratio della precedente norma era quella di garantire che la squadra non fallisse durante il campionato. La Lazio non rischia il fallimento, è solida, con 300 milioni di patrimonio e nessun debito. Noi non abbiamo problemi ma non possiamo fare il mercato, che invece fanno tranquillamente club sanzionati dalla Uefa per il fair play finanziario».

Il controsenso è oggettivo, ma ratificato dall’art.90 4bis delle Noif, ed è difficile superarlo, anche se Lotito si sta battendo. Vuole riuscirci per aiutare Sarri, che ha accettato di lottare, nonostante le difficoltà sopraggiunte a poche settimane dal nuove matrimonio: «Non gli abbiamo nascosto nulla perché anche noi siamo rimasti sorpresi dall’interpretazione della norma, successivamente alla comunicazione Covisoc del 26 maggio». La scorsa settimana Mau ha avuto un chiarimento con il patron a cui è seguito un comunicato. Il tecnico ha deciso di proseguire, di rimboccarsi le maniche, anche dopo essersi confrontato con il suo staff tecnico, che considera la base dei titolari di quest’organico comunque competitiva per poter far bene nel prossimo campionato. Non è una valutazione che viene paventata solo in ambito societario.

Ora il principale compito di Sarri sarà dare le motivazioni giuste e stringersi intorno al gruppo per trascinarlo sino al traguardo «Europa, a qualunque livello». Mau aveva annunciato l’obiettivo prima di sapere del blocco del mercato, ma oggi non può essere cambiato. Diminuiscono piuttosto le pressioni del club, le parole di Fabiani lo testimoniano: «Per Sarri è l’anno zero. A lui non chiediamo nulla, ma solo la sua professionalità e la bravura che ha sempre messo dovunque è andato, e lo ringraziamo. Può partire in ritiro con una squadra che non è stata toccata, può valutare nel complesso tutti, può vederla all’opera nelle partite che contano. Poi se a gennaio c’è da fare due, tre, quattro innesti sulla scorta delle indicazioni dell’allenatore, la società li farà per dare continuità al programma triennale di cui ho sempre parlato e per cui non abbiamo buttato 115 milioni a fondo perduto». A meno che Lotito non riesca nell’impresa di abbattere prima il muro del mercato bloccato. Il Messaggero

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CALCIOMERCATO RASSEGNA STAMPA

Lazio, c’era una volta il “non abbiamo bisogno di cedere”. Da Formello ammettono: “Ne servono sette per sbloccare…”

A pochi giorni dall’inizio ufficiale del calciomercato estivo 2025, arrivano chiare le prime delucidazioni in merito a quelle che sono necessità e strategie della società in questa complicata estate di mercato della Lazio. Cessioni degli esuberi in rosa con almeno sette uscite per sbloccare l’indice di liquidità: lo riporta Il Messaggero. Secondo quanto riferisce il quotidiano romano, Maurizio Sarri avrebbe dato l’ok al Ds Fabiani di visionare Noslin e Tchaouna prima di prendere qualsiasi decisione definitiva per il mercato in uscita. Da Formello, infatti, fanno trapelare che “non basta un’uscita, considerando gli ingaggi servono sette cessioni per sbloccare l’indice di liquidità e far entrare un nuovo acquisto”. Sono lontani e retorici i tempi in cui il presidente Lotito esclamava orgoglioso: “Non abbiamo bisogno di cedere per acquistare…”

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CALCIOMERCATO

Indice di liquidità dei club, a fine maggio controlli Covisoc: la situazione della Lazio

Come riporta Il Messaggero, anche il calciomercato Lazio della prossima estate, così come i precedenti. dovrà fare i conti con il tema legato all’indice di liquidità. A fine mese sono previsti i controlli della Covisoc mentre a giugno si saprà qual è lo stato della società da questo punto di vista. Se l’indice fosse negativo, Lotito ha due opzioni in mano: cedere alcuni giocatori oppure mettere la somma necessaria, ancora non quantificata, di tasca sua.

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Vavro per mettere in regola l’indice di liquiditá: c’è tempo fino al 22 giugno

Dopo la consueta corsa contro il tempo, la Lazio martedi sera ha depositato la documentazione richiesta per la verifica del famigerato indice di liquidità: la scadenza era a mezzanotte, mail inviata alle 23.35. Non siamo in zona Caicedo, ma quasi. Il coefficiente minimo stabilito dalla Figc è 0.5, il club biancoceleste è di poco al di sotto (0.4) e ha tempo fino al 22 giugno per mettersi in regola. Non ci sono allarmi o rischi per l’iscrizione al campionato o per il mercato dal 1° luglio in poi: servono 4.5 milioni per rientrare nei parametri richiesti. Problema già in via di soluzione, visto che è vicino l’accordo con il Copenaghen per il riscatto di Vavro: la Lazio incasserà proprio una cifra intorno ai 5 milioni. Per sistemare l’indice, basta depositare i preliminari dei contratti di cessione. Possibile che entro quella data abbia trovato la destinazione giusta, sempre in Liga, anche Escalante: il Cadice è uscito allo scoperto, altri 2-3 milioni in arrivo. Più i 10 che il Maiorcadovrà versare per Muriqi, considerando che ha deciso di riscattarlo. L’allarme cessato sull’indice di liquidità permette di pianificare gli acquisti con più serenità. La Repubblica

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La Lazio e l’indice di liquidità: il nuovo scenario

L’indice di liquidità, così come è stato ripensato dalla Federcalcio italiana, cambia del tutto. Il rapporto tra attività e passività correnti bloccava il mercato, ora invece diventerà una barriera di ingresso per iscriversi al campionato successivo. La Lazio, da almeno due stagioni di calciomercato, ha visto l’indice di liquidità creare non pochi problemi in fase di trattative. Entro fine marzo il presidente Claudio Lotito dovrà approvare la semestrale al 31 dicembre 2021. Si capiranno i conti delle casse biancocelesti. Lo scorso giugno si calcolavano perdite per 25,6 milioni e nel 2020 l’esercizio era stato chiuso con 12,9 milioni in rosso. A Formello tutti tranquilli, non ci sono preoccupazioni o dubbi in chiave 30 giugno. Ma potrebbe essere fatto un sacrificio sul mercato oppure un intervento finanziario. Discorsi comunque ancora poco maturi. Del nuovo indice di liquidità non si conoscono percentuali e coefficienti.