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Lazio, servono 20 milioni entro il 30 giugno per sbloccare l’indice. Lotito “risolve” con le cessioni?

La Lazio deve fare cassa. L’obiettivo è chiaro: recuperare circa 20 milioni entro la fine del mese per rientrare nei parametri e sbloccare poi il mercato in entrata. Non è più soltanto una questione tecnica, ma soprattutto economica. Prima di pensare ai rinforzi, il club biancoceleste deve alleggerire il monte ingaggi e trasformare alcuni esuberi in risorse immediate.

La situazione è stata superata di poco, ma il margine da colmare resta importante. Per questo a Formello si lavora su più tavoli, con la necessità di chiudere operazioni rapide e funzionali. La strada scelta è quella delle cessioni: non una sola uscita, ma un pacchetto di addii capace di riportare la Lazio dentro i paletti.

Romagnoli verso l’Al-Sadd

Il primo nome in uscita è quello di Alessio Romagnoli. La sua cessione all’Al-Sadd dovrebbe portare nelle casse biancocelesti circa 4 milioni, oltre al risparmio di uno stipendio pesante. Un’operazione che non risolve da sola il problema, ma rappresenta un passaggio concreto nella strategia impostata dalla società.

Non c’è solo Romagnoli. La Lazio continua a lavorare anche alla partenza di Matteo Cancellieri, per il quale resta viva la trattativa con l’Olympiakos. L’esterno è uno dei profili individuati per generare un’altra entrata utile, anche se serve ancora trovare l’intesa definitiva.

Tra i dossier più caldi c’è anche quello di Ivan Provedel, vicino all’Inter. La sua uscita sarebbe un altro tassello del piano cessioni, ma il caso più delicato resta Mario Gila. Lo spagnolo non è considerato ufficialmente in vendita, ma davanti a un’offerta importante il discorso potrebbe cambiare.

La valutazione è intorno ai 30 milioni, anche se metà della cifra spetterebbe al Real Madrid. Per questo la Lazio deve fare bene i conti: cedere Gilasignificherebbe incassare, ma anche perdere uno dei difensori più affidabili della rosa. È il vero rebus del mercato biancoceleste, soprattutto perché Gattuso vorrebbe evitare di smontare subito la struttura della squadra.La priorità non è ancora costruire, ma liberare. Il Tempo

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Lazio, anche Isaksen in bilico: confronto con l’agente. Piace il colombiano Gómez

Ultima settimana di mercato e ancora diverse situazioni da chiarire in casa Lazio.

Possono ancora essere molte le partenze in questa sessione,
dipende solo dal tenore dell’offerta. Mercoledì, riporta il Corriere dello Sport, il procuratore di Gustav Isaksen è stato a Formello per un confronto diretto con il club, un incontro esplorativo ma tutt’altro che banale. Sul tavolo il destino dell’esterno danese, che dopo una stagione vissuta a strappi non è riuscito a imporsi come titolare fisso e ora si ritrova sul filo, in attesa di capire se e quando arriveranno proposte concrete.

La linea della società, si legge, è chiara: nessuno è più intoccabile. Il suo entourage si sta muovendo soprattutto all’estero, dove il profilo dell’ex Midtjylland continua ad avere mercato. La Lazio osserva, ascolta e nel frattempo pianifica: un’eventuale uscita aprirebbe immediatamente lo spazio per un nuovo innesto offensivo, come sempre di prospettiva. In tal senso l’idea è quella di andare a caccia di un baby attaccante (la priorità), ma senza escludere alcuna pista.

Tra i nomi emersi nelle ultime ore, conclude il quotidiano, c’è quello di Andrés Gómez, colombiano classe 2002 di proprietà del Rennes, attualmente in prestito al Vasco da Gama.

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Lazio, “un supermarket senza ambizione. Tagli, ridimensionamento, gelida sottrazione…”

Nel suo editoriale sul Corriere dello Sport, Stefano Chioffi ha tracciato un ritratto impietoso di ciò che è diventata ora la Lazio:

“C’è un difetto di sostanza e coerenza nella Lazio, diventata un supermarket e privata del diritto più elementare: l’ambizione. Gennaio ha costretto Lotito a scoprire le carte. La politica delle plusvalenze e del player trading viene raccontata in modo elegante come progettualità, ma il presente restituisce un’immagine diversa. Tagli, ridimensionamento, gelida sottrazione. La forbice governa tutto: salary cap, qualità e investimenti. La squadra è stata smontata: dopo Guendouzi e Castellanos rischiano di andare via anche Romagnoli, Tavares e Mandas. Taylor e Ratkov arrivano in un gruppo impoverito. Manca una visione sportiva: non si costruisce, si tenta di mantenere l’equilibrio. Il presidente, all’inizio di luglio, parlava di un mercato bloccato per un errore amministrativo, ma sottolineava i conti perfetti. Ora l’unica realtà è che nella Lazio tutti hanno un prezzo. Si gioca con il fuoco, si imitano modelli lontani – come l’Ajax – senza averne struttura e vivaio. A Formello non si sogna: si pesa e si riduce.

[…]  I giocatori più bravi sono in fuga. Talenti come Timber e Toth rifiutano l’offerta: l’olandese firma per il Marsiglia, l’ungherese per il Bournemouth. Trentamila tifosi si sono abbonati in estate convinti che a gennaio la Lazio sarebbe stata rinforzata. Dietro la maschera di una gestione virtuosa, però, c’è una squadra spogliata. Ora si dice che il ritorno in Europa rappresenta un obiettivo graduale: teorema fumoso per giustificare il nono posto in classifica e il vuoto attuale. Ma il calcio non ragiona per formule. Nella sfida con il Como la differenza è stata più brutale dello 0-3. Strategie opposte: una proprietà che investe e coinvolge Fabregas, contro una dirigenza piatta, dove il budget delle parole ha trasformato la Lazio, seconda nel 2023 con 74 punti, in una realtà periferica del campionato. Il problema non è un ciclo che fatica a riaprirsi, ma un livello che si abbassa. Sarri resta il volto più esposto di scelte che non gli appartengono. Lotito accentra e decide. Il risultato è una società sempre meno competitiva, dove l’unica coscienza critica nasce dalla libertà intellettuale di un allenatore che rifiuta la mediocrità. Aveva in mente un’altra Lazio: Raspadori, Loftus-Cheek, le conferme di Guendouzi, Romagnoli e Gila. Un’occasione bruciata, perché la sua storia e la sua competenza valgono più dello scouting con gli algoritmi”.

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Lazio, capitolo cessioni: Bournemouth su Mandas. Tavares-Besiktas? Dia e Isaksen in bilico

Entrate ma anche uscite: le ultime in casa Lazio.

La priorità è un’altra mezzala ma potrebbero anche esserci ulteriori cessioni. Come riporta il Corriere dello Sport, Cancellieri era in ballo per il Brentford, il club però si è tirato indietro; intanto la Lazio aspetterebbe offerte per Dia e Isaksen. Il primo potrebbe avere mercato in Premier, tornerà dopo la finale di Coppa d’Africa in programma domani. E’ da riscattare dalla Salernitana per
11,3 milioni a giugno, la Lazio vorrebbe venderlo a 18. Isaksen è valutato 20 milioni. Se arrivassero soldi dagli attaccanti si punterebbe ad un colpo.

Mandas, si legge, spinge per partire, la Lazio frena. Il portiere greco si sente chiuso, la società vuole la cessione a titolo definitivo. Possono arrivare offerte in prestito oneroso più opzione di riscatto. Lo cercano Wolverhampton e Bournemouth. Serdar Adali, presidente del Besiktas, 24 ore fa dava per chiuso l’arrivo di Tavares: «L’operazione resta ben avviata e non dà segnali di rottura, anche se il club ha già pronto un piano alternativo». Tavares ha detto no ieri. Preferisce l’Al-Itthiad. I turchi offrivano alla Lazio due milioni di
prestito più 8 di riscatto.

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Lazio, Sarri dice “stop” alle cessioni: no allo smantellamento della squadra senza certezze in entrata

Vanno bene le plusvalenze, va bene ripianare le finanze e il bilancio, va bene immettere forze nuove e giovani in squadra, ma mister Sarri non è più disposto a sopportare cessioni e smantellamento della rosa. Le tensioni con la società e il presidente Lotito sono evidenti.

Come riporta Il Messaggero questa mattina nella sua edizione odierna, mister Sarri non è più disposto a tollerare cessioni e smantellamento della squadra. A rischio ci sono molti giocatori, in primis Cancellieri, e il tempo è poco per poterli rimpiazzare tutti adeguatamente. Delle plusvalenze al tecnico toscano importa fino a un certo punto; a lui serve allenare una squadra in grado di non ripartire ogni volta da zero. 

Non vuole più rinunciare a nessuno a gennaio, così, al buio. Per questo le tensioni con Lotito ci sono e riguardano anche gli innesti: Maldini non lo gradisce molto, poi si è parlato di Wimmer e Rayan del Vasco da Gama. In attacco, come si sa, aveva richiesto Raspadori ed è arrivato Ratkov.

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Lazio, tutti sul mercato: attesa Brentford per Cancellieri, pericolo Qatar per Romagnoli

Il vento è cambiato e a Formello lo sanno bene. Dopo le cessioni di Castellanos e Guendouzi, nella Lazio non esistono più giocatori intoccabili. È l’inizio dichiarato dell’era del player trading: tutti cedibili, nessuno bloccato a prescindere. Le strategie, inevitabilmente, si muovono di conseguenza e le prossime settimane potrebbero ridisegnare ancora una volta la rosa di Sarri. Tra i nomi più esposti al momento ci sono quelli di Isaksen e Cancellieri. Due esterni offensivi che rappresentano profili appetibili sul mercato. La pista più concreta riguarda l’ex Verona: dall’Inghilterra parlano di un possibile affondo del Brentford, pronto a mettere sul tavolo una proposta da 15-16 milioni di euro bonus compresi. La Lazio ascolta, senza chiudere la porta. Per il danese, invece, non sono ancora arrivate offerte. Ma davanti a una proposta importante, il club non farebbe muro.  

Il discorso si allarga anche ai big. Su Alessio Romagnoli insistono voci sempre più forti provenienti dal Qatar. Gli agenti del difensore avrebbero sondato il terreno e l’Al-Sadd, allenato da Roberto Mancini, sarebbe pronto a offrire un contratto da circa 6 milioni di euro a stagione. Una cifra fuori scala per i parametri biancocelesti. Per trasformare l’interesse in realtà, però, servirà anche una proposta altrettanto convincente alla Lazio: non è escluso che possa arrivare già in questo mese, ma al momento resta una pista da monitorare. Il quadro è chiaro: la società non si opporrà più a prescindere. Le uscite finanziano le entrate, le scelte tecniche si intrecciano con quelle economiche. Il tempo degli “incedibili” è finito. La Lazio ha scelto una strada diversa, in cui ogni offerta viene valutata senza pregiudizi. È il nuovo corso del mercato biancoceleste. Corriere dello Sport

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Lazio, Mancini chiama Romagnoli in Qatar. Per il vice Zaccagni c’è il rischio di un altro “caso Ratkov”

Società attiva sul mercato: diverse situazioni da chiarire.

Non sono escluse altre cessioni in casa biancoceleste. Stando a quanto riporta il Corriere dello Sport, si apre il capitolo Romagnoli: non è la Lazio a venderlo, ma tenerlo in scadenza nel 2027 equivale a spingerlo lontano. L’Al-Sadd di Mancini sta valutando l’occasione di prenderlo subito, non a giugno come si pensava sabato. Le sirene qatariote disorientano tutti, i soldi messi sul piatto pesano, superano i 3 milioni. Alessio ha fatto una scelta di vita legandosi alla sua amata Lazio. Nel 2023 lo strappo con Lotito, reo di non aver mantenuto la promessa di rinnovo fatta al momento della firma sul primo contratto, accettato al ribasso. I contatti degli ultimi sei mesi non hanno portato a nulla. L’Al-Sadd non ha ancora presentato offerte alla Lazio, dal Qatar non si esclude che venga fatto. Sarri frigge sempre più, per lui Romagnoli è l’incedibile per eccellenza.

Inoltre, prosegue il quotidiano, una volta chiusa la seconda mezzala si lavorerà sul vice Zaccagni. Insigne era la scelta di Sarri, Maldini quella del diesse Fabiani. Si rischia di ripetere il caso Ratkov, su Maldini non c’è il benestare del tecnico. Sta alla Lazio decidere il da farsi. L’arrivo dell’ala sinistra dipende anche dal mercato in uscita. Cancellieri è valutato dal Brentford, c’erano emissari a Lazio-Fiorentina, anche ieri a Verona. Si vocifera di una possibile offerta da 20 milioni, sarebbe un’altra manna per la Lazio. Isaksen non è incedibile, tutt’altro, le prestazioni sono scadenti, eppure è valutato 20 milioni. In uscita ci sono Belahyane, per il quale la Lazio chiede 10 milioni, e Dele-Bashiru, che sarebbe valutato dal Nottingham Forest.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Mattei: “Raspadori perché dovrebbe scegliere la Lazio? Tchaouna e Taty sono cessioni straordinarie” (AUDIO)

STEFANO MATTEI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Sembra tutto fatto per Castellanos, mancano solo le firme; è un’operazione che va promossa, calcolando l’aspetto economico e calcolando che non è un bomber, da questo punto di vista è un’operazione più che positiva. Ora ci si interroga su chi arriverà. Bisogna prendere uno con più gol nelle gambe e soprattutto in tempi brevi perché ora la Lazio ha tre partite ravvicinate e la coperta sarà di nuovo corta. Disponibile c’è solo Noslin per queste partite. Continua quindi l’emergenza in casa Lazio.

Raspadori è il giocatore che Sarri aveva indicato prima del blocco; il giocatore guadagna 3.800.000 milioni. La Roma gioca le coppe e la Lazio no ed è all’ottavo posto. Qualcuno mi deve spiegare perché Raspadori dovrebbe scegliere la squadra di Sarri. Non mi piace nemmeno il titolo che si fa questa mattina, mettendo così in cattiva luce la Lazio perché non c’è nessun derby in atto, la Roma è molto più avanti e la Lazio ci sta provando. Il derby parte da 0-0, qua siamo 4-0 per la Roma, recuperarlo mi sembra difficile. La Lazio ci sta solo pensando, non è la stessa cosa. Tchaouna è stato venduto per 15 milioni alla penultima della Premier League e ora Castellanos va alla terzultima del campionato. Questo fa capire che i giocatori sono buoni per quelle posizioni, gli allenatori che vengono alla Lazio devono sempre fare i miracoli. Tchaouna ad oggi ha fatto 1 solo gol, di conseguenza sia lui che Castellanos sono cessioni straordinarie”.

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Lazio, incontro Fabiani-Riso: in ballo Brescianini e Maldini (ma Sarri aspetta Insigne). Terzino e punta dipendono da…

La Lazio prova a muoversi sul mercato: le ultime.

In attesa del verdetto della nuova Commissione, Fabiani lavora in vista di gennaio. La scorsa settimana, riporta Il Messaggero, il ds ha ricevuto Beppe Riso. L’agente di Cataldi e Rovella è tornato nel centro sportivo con diversi temi sul tavolo. Un aggiornamento sui giocatori della propria scuderia, alcune questioni personali, ma anche qualche scambio di informazioni su chi potrebbe tornare utile a Sarri, principalmente Brescianini. Reduce da appena 207 minuti, l’ex Frosinone è fuori dai piani di Palladino e sta valutando altre destinazioni per trovare spazio. Tra i nomi della lista di Mau, dove spiccano Loftus-Cheek, Samardzic e Ilic (considerato regista), per caratteristiche sarebbe quello meno adatto visto che serve una mezzala di qualità, ma Fabiani lo segue da tempo e non ha esitato a sondare il terreno con l’agente, che guarda caso è lo stesso di Daniel Maldini, pupillo del ds.

Da quando è stato proposto nell’estate del 2024, si legge, l’ex Milan è rimasto sempre sotto osservazione. Ora con Palladino sta trovando più minuti, ma non è un segreto che Fabiani, vista l’età, lo preferirebbe a Insigne, il prescelto di Mau. Il classe ‘91 aspetta solo il via libera per ricongiungersi con l’amato Comandante. Con Lotito l’accordo è stato trovato da tempo, ma c’è da attendere per la fumata bianca perché le priorità sui rinforzi restano a centrocampo e in difesa.

Sempre sull’out mancino infatti si fa sempre più certa la necessità di cedere Nuno Tavares, nemmeno subentrato contro la Cremonese. Il portoghese ormai è ai margini nelle gerarchie di Sarri, che ha provato a includerlo nei suoi schemi salvo poi rinunciarci. D’altronde senza il blocco del mercato estivo l’ex Arsenal sarebbe stato in cima alla lista dei partenti proprio per le caratteristiche opposte a quello che chiede Mau ai terzini. Il problema però, conclude il quotidiano, è che col passare dei mesi la sua valutazione continua a scendere. In Europa gli ammiratori scarseggiano, per questo da tempo il suo entourage si è attivato in Arabia Saudita, dove il connazionale Coinceição lo accoglierebbe a braccia aperte all’Al-Ittihad. La Lazio chiede almeno 15 milioni di euro (il 35% spetterà all’Arsenal) che poi verrebbero riversati sul sostituto, con Martín del Genoa e Netz del Borussia Mönchengladbach i nomi che piacciono di più. A destra oltre a Gaaei dell’Ajax è spuntato Calabria del Panathinaikos, ma se ne riparlerà a giugno dopo le scadenze di Marusic e Hysaj. Il club greco tra l’altro sarebbe l’unico disposto a mettere subito 10 milioni sul piatto per Mandas, molto più attratto però dal Torino di Baroni, mentre la Lazio preferirebbe uno scambio con Leali del Genoa. Più complicata invece la pista Juve, che tra l’altro ha proposto Miretti senza grande riuscita.

Mau a dire il vero gradirebbe anche una punta differente da Castellanos. Il prescelto Raspadori è molto vicino alla Roma, ma tutto ruoterebbe attorno a una cessione del Taty ad almeno 25 milioni. Chissà se tornerà a farsi avanti il West Ham dopo l’imminente cessione di Füllkrug. Fuori dall’Europa l’argentino invece continua a fare muro.

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Lazio, gennaio tra vendite e svendite: in tre in cima alla lista delle uscite

Mandas in vendita. Noslin e Belahyane in svendita. In più Gigot, uno dei fuori lista. Saranno i primi ad uscire, se arriveranno offerte”. Così si legge nell’edizione odierna de “Il Corriere dello Sport”, nell’articolo dal titolo “Lazio tre tagli”.

Tre giocatori della Lazio verso la cessione. Dopo il mercato bloccato di questa estate, la società biancoceleste si prepara per il mercato di gennaio. Per avere la possibilità di operare in inverno sarà fondamentale cedere. Sulla lista dei possibili partenti Mandas, Noslin e Belahyane. Il portiere greco, cercato in estate da alcuni club inglesi, lascerà la Capitale a costo di saldo. I 15 milioni di euro di questa estate sono diventati la metà. Si cercheranno acquirenti anche per Noslin e Belahyane, arrivati la scorsa stagione ma già bocciati da mister Sarri. In uscita anche Gigot, che però difficilmente attirerà attenzioni dopo un lungo stop per infortunio.