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CALCIOMERCATO RASSEGNA STAMPA

Lazio, addio Romagnoli: manca solo l’annuncio per la cessione all’Al Sadd

La fumata bianca è sempre più vicina. Romagnoli e l’Al-Sadd si aspettano da mesi e adesso il traguardo sembra davvero a un passo. L’intesa tra il difensore e il club qatariota – scrive il Corriere dello Sport – è stata raggiunta da tempo: il contratto triennale da 6 milioni di euro a stagione attende soltanto la firma definitiva. Anche tra Lazio e Al-Sadd i contatti hanno prodotto una base di accordo ormai consolidata. Restano da limare gli ultimi dettagli, quelli che spesso fanno la differenza, soprattutto quando c’è da trattare con il club di Lotito.

Nelle prossime ore, tra oggi e domani, potrebbe arrivare l’annuncio ufficiale del trasferimento. I qatarioti sono rimasti fermi sull’offerta da 3 milioni per il cartellino, cifra che la Lazio ha ormai accettato di prendere in considerazione vista la situazione contrattuale del giocatore, in scadenza nel giugno 2027. Più che sull’importo, il confronto continua sulle modalità definitive dell’operazione e sugli aspetti burocratici che ancora separano le parti dalla chiusura. Sullo sfondo resta però un tema che inevitabilmente riporta alla mente quanto accaduto a gennaio. Allora il trasferimento sembrava concluso, prima del clamoroso dietrofront arrivato negli ultimi minuti del mercato arabo. Tra i motivi della frenata ci fu anche la questione relativa ad alcune mensilità arretrate. Per questo motivo, attorno alla trattativa continua ad aleggiare lo spettro di eventuali richieste legate agli ultimi stipendi maturati dal difensore.

Si chiude così dopo 161 presenze, 8 gol e 2 assist a referto l’avventura di Romagnoli alla Lazio. E per il centrale di Anzio si apre un nuovo capitolo della carriera, il primo all’estero: contratto da 6 miioni di euro a stagione e 3 milioni nelle classe del club biancoceleste.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, Mancini chiama Romagnoli in Qatar. Per il vice Zaccagni c’è il rischio di un altro “caso Ratkov”

Società attiva sul mercato: diverse situazioni da chiarire.

Non sono escluse altre cessioni in casa biancoceleste. Stando a quanto riporta il Corriere dello Sport, si apre il capitolo Romagnoli: non è la Lazio a venderlo, ma tenerlo in scadenza nel 2027 equivale a spingerlo lontano. L’Al-Sadd di Mancini sta valutando l’occasione di prenderlo subito, non a giugno come si pensava sabato. Le sirene qatariote disorientano tutti, i soldi messi sul piatto pesano, superano i 3 milioni. Alessio ha fatto una scelta di vita legandosi alla sua amata Lazio. Nel 2023 lo strappo con Lotito, reo di non aver mantenuto la promessa di rinnovo fatta al momento della firma sul primo contratto, accettato al ribasso. I contatti degli ultimi sei mesi non hanno portato a nulla. L’Al-Sadd non ha ancora presentato offerte alla Lazio, dal Qatar non si esclude che venga fatto. Sarri frigge sempre più, per lui Romagnoli è l’incedibile per eccellenza.

Inoltre, prosegue il quotidiano, una volta chiusa la seconda mezzala si lavorerà sul vice Zaccagni. Insigne era la scelta di Sarri, Maldini quella del diesse Fabiani. Si rischia di ripetere il caso Ratkov, su Maldini non c’è il benestare del tecnico. Sta alla Lazio decidere il da farsi. L’arrivo dell’ala sinistra dipende anche dal mercato in uscita. Cancellieri è valutato dal Brentford, c’erano emissari a Lazio-Fiorentina, anche ieri a Verona. Si vocifera di una possibile offerta da 20 milioni, sarebbe un’altra manna per la Lazio. Isaksen non è incedibile, tutt’altro, le prestazioni sono scadenti, eppure è valutato 20 milioni. In uscita ci sono Belahyane, per il quale la Lazio chiede 10 milioni, e Dele-Bashiru, che sarebbe valutato dal Nottingham Forest.

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LUTTO

Lazio in lutto: è morto lo storico massaggiatore Viganò. Il cordoglio del club

Non era solo un semplice massaggiatore, un vero e proprio «Mago» del calcio oppure un dirigente appassionato. La risposta è chiara per chi ha avuto la fortuna di conoscerlo o di sentir parlare di lui. Sergio Viganò, scomparso nelle scorse ore a 84 anni, era un vero e proprio punto di riferimento nel mondo del calcio, un uomo capace di trasformare anche il dolore in sollievo e di accelerare il recupero degli atleti con un tocco quasi magico. Già massaggiatore in Serie A alla Sampdoria, dal 2013 al 2019 è stato presidente della Luese nei Dilettanti in Piemonte. Milanese di Garbagnate, era ormai alessandrino d’adozione a tutti gli effetti da anni.

L’ABBRACCIO DI MANCINI E L’ECO DI UN GOL STORICO
Era il 13 maggio 2012 quando il Manchester City conquistò la Premier League grazie al leggendario gol di Sergio Agüero. Tra i festeggiamenti, l’immagine di Roberto Mancini che abbraccia Sergio Viganò a bordo campo rimane impressa nella memoria di molti. Un gesto che certifica l’importanza di Viganò non solo come professionista, ma come amico e confidente di tanti campioni. Un’amicizia che si trascinava da anni, dai tempi della Sampdoria, e che è arrivata quasi fino alle soglie della Nazionale, quando il «Mancio» avrebbe voluto con sé lo stimato professionista, con lui anche nelle avventure di Lazio e Inter, ma la chiusura del cerchio non arrivò.

Il cordoglio della Lazio

“La S.S. Lazio si unisce al cordoglio per la scomparsa di Sergio Viganò, storico massaggiatore protagonista dei nostri trionfi nazionali e internazionali”

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘9 GENNAIO’ – Mancini: “Lazio con la testa giusta, ma con mancanze in attacco. Poche speranze Champions”

RICCARDO MANCINI (Dazn) in collegamento a ‘9 GENNAIO 1900’

“Domenica ho visto un Inter scarica di pensiero, non so se fosse involontariamente condizionata già dalla finale di Champions, mentre la Lazio ha tenuto botta, ha fatto la gara che doveva fare, rispondendo botta su botta, tanto che con Isaksen poteva sbloccarla prima del vantaggio nerazzurro. Erano diversi anni che non vedevo la Lazio battagliare così a San Siro con Milan ed Inter. C’era la testa giusta nel momento giusto, anche se il pareggio toglie un po’ di speranze per il quarto posto. Alla Lazio non si può non rimproverare la mancanza di qualità negli ultimi metri, l’intramontabile Pedro a parte. E’ in attacco che è mancato lo sprint che serve.

Tare nuovo Ds del Milan? Più che sulla sua figura, mi concentrerei un po’ di più sulle mosse del club, sulla confusione che trapela da un po’ di tempo”.

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ESCLUSIVE

SPECIALE 14 MAGGIO – Mancini: “Vincere a Roma non semplice. Artefici? Sven e Sinisa in campo, Governato e Cragnotti sul mercato. Su un ritorno alla Lazio…” (AUDIO)

ROBERTO MANCINI a 25 anni dal secondo scudetto della Lazio ai microfoni di ‘QDL’:

Oggi è un giorno importante per la Lazio, ma c’è la tristezza per la retrocessione della Sampdoria. L’ho vissuta male la retrocessione in serie C, si pensa sempre di potercela fare. Va accettata anche questa parte del calcio, è giusto che la Juve Stabia abbia giocato la propria partita. Giorno duro, ma la Samp ha un grande patrimonio nei suoi tifosi e presto tornerà a giocare dove merita.

E’ importante ricordare il nostro scudetto. Roma è la città più bella del mondo, ma dove vincere non è semplice. E’ un ricordo bellissimo, indelebile nella mente di tutti quanti. Da allenatore con il Manchester ho vissuto una situazione simile, si è vinto il titolo all’ultimo secondo dopo 50 anni dall’ultima volta.

Eriksson e Mihajlovic sono stati due artefici fondamentali di quello scudetto. Il mister aveva a che fare con 23-24 giocatori incredibili per qualità e personalità. Non era semplice gestirli. Sinisa, poi, è stato uno dei migliori giocatori del mondo. Luciano Spinosi, il vice di Sven, conosceva molto bene la piazza di Roma essendo anche passato per la sponda opposta. Poi ricorderei anche Nello Governato. Quando arrivai alla Lazio era lui il direttore sportivo, fu lui con Cragnotti l’artefice di tutto. Ho avuto la fortuna di avere grandi presidente, bravi e visionari, lui lo è stato assolutamente.

Se un giorno arrivasse una proposta della Lazio? Io faccio l’allenatore di professione, al di là di dove hai giocato e vinto, un tecnico deve prendere in considerazione qualsiasi situazione. Si può fare questa professione nella Lazio, nel Milan, nella Roma senza cancellare tutto quello che è stato fatto nel passato. Gli allenatori vogliono trovare qualcosa che li renda felice. Non solo i soldi, ma una squadra che sia bella da allenare, dove si possa far bene e divertirsi”.

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ESCLUSIVE

SPECIALE 14 MAGGIO – Il massaggiatore Doriano: “Mancini, Mihajlovic e Simeone ci credevano allo scudetto. Quando scendevano in campo…” (AUDIO)

Ruggiero Doriano, storico massaggiatore della Lazio, a 25 anni dal secondo scudetto ai microfoni di Radiosei:

“Se ho preferito la Lazio del -9 o quella dello scudetto? Quella del -9, forse perché ero appena arrivato, c’era grande entusiasmo; il clima era più famigliare, c’erano giocatori-amici. Nel 2000 era cambiato tutto l’ambiente, c’erano ovviamente giocatori fortissimi altrimenti non si sarebbero vinti quei trofei, ma mi trovavo meglio con la Lazio del -9. Con qualche personaggio non ho legato, non parlo della squadra o del presidente che sapete come ci trattava bene.

Ricordi dello scudetto? Io ero un po’ scettico, sappiamo com’era la Juventus di quel periodo, qualcuno invece era ottimista. Io avevo un collega, Sergio Viganò, che portò Mancini, che l’ultima giornata salì sul pullman con lo champagne perché se lo sentiva. Eriksson fino alla fine ci ha creduto.

Tra i più convinti della vittoria dello scudetto c’era Mancini. Anche Mihajlovic e Simeone. Menomale che mi sono sbagliato io (ride, ndr).

Il grande merito è stato di Cragnotti ma i giocatori che avevamo erano davvero forti, ma abbiamo vinto anche poco. Come minimo dovevamo avere un altro scudetto e fare qualche finale di Champions. Eravamo i più forti d’Europa. Cragnotti ha preso in un giorno Vieri, quando l’ho visto a Formello non ci credevo neanche io. Poi una volta eravamo in Brasile e a Zoff arrivò la telefonata in cui dicevano che avevamo preso Winter, Di Matteo e altre persone così; il presidente faceva delle ‘sorprese’.

Eravamo fortissimi. Loro andavano in campo e io dalla panchina avevo la sicurezza da subito che certe partite sarebbero finite 3-4 a 0, da come si mettevano, da come cominciavano.

Personalità? Abbiamo vinto proprio perché tutti ne avevano tanta. Da Veron a Mancini, a Mihajlovic. E anche Simeone, Almeyda. Quando andavano in campo lo vedevi. Sulla personalità non si poteva dire niente, erano uomini.

Lo stesso Stankovic, che era in panchina, aveva 19 anni ma quando entrava si vedeva che era forte. E l’anno dopo eravamo ancora più forte perché oltre quelli che c’erano Cragnotti prese Stam, Lopez e Crespo. Abbiam buttato lo scudetto perché l’Inter ci fece uno ‘sgarbo’.

L’anno prima ci ricordiamo cos’è successo a Firenze? Il rigore su Salas. Poi tre giorni dopo vincemmo a Birmingham, con Vieri che ha fatto gol di testa dopo che gliel’avevo fasciata.

Dalla panchina si vedeva proprio che non c’era partita, che avrebbero segnato”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘9 GENNAIO’ – Mancini: “Lazio, bonus quarto posto sprecato, ma guai a mettere tutto in discussione” (AUDIO)

RICCARDO MANCINI (Dazn) in collegamento a ‘9 GENNAIO 1900’

“A Bologna ho visto e commentato una Lazio molto brutta e soprattutto stanca, provata mentalmente e fisicamente dai tanti impegni. Credo sia sbagliato mettere in tutto in discussione, il Bologna è la squadra più in forma in Italia e tra le più in forma in Europa. Credo che quanto visto sia anche fisiologico, fa parte del momento storico che stiamo vivendo nel calcio italiano. Un mese fa si facevano sondaggi in merito al futuro all’Inter di Inzaghi. C’è un quarto di finale di Europa League alla portata ed un quarto posto a soli due punti, non c’è ancora nulla da buttare. Secondo me la Lazio ha avuto a disposizione un bonus che non ha sfruttato, ora tutte le candidate al quarto posto partono alla pari. Adesso se la gioca, prima magari questa cavalcata finale potevi giocartela in modo diverso”.

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ESCLUSIVE

‘NMM’ – Mancini: “Derby equilibrato, peccato per l’assenza di Pedro. Rovella super, Baroni sta facendo…” (AUDIO)

Roberto Mancini in collegamento a ‘NMM’

“I ricordi sono sempre belli, tutti i derby lo sono stati, anche quelli non vinti sono bei ricordi. I derby sono sempre difficili, sfuggono ad ogni pronostico. Non ci sono favoriti, neanche domani. La Lazio sta facendo un ottimo campionato e la Roma si è ripresa con Ranieri. Immagino una partita molto equilibrata. Della Lazio mi sorprende molto Rovella, sta migliorando anno dopo anno, l’ho avuto in Nazionale. Ha qualità e sta migliorando. Dybala può fare la differenza nella Roma, se sta bene”.

Come vivevo i pre derby? Io sentivo più quello di Genova. A Roma ero più distaccato, anche se è una partita speciale. E’ una chiave essere distaccati, in un certo senso. Quello di Genova lo sbagliavo più spesso. Peccato per l’aassenza di Pedro, lui la differenza la fa veramente spesso. I biancocelesti hanno tanti giocatori che si sono messi in mostra. Ripeto, vedo un derby all’insegna dell’equilibrio. Somiglianze con la ‘banda Mancini’? Non so, noi eravamo tanti italiani, sicuramente Baroni sta facendo un grande lavoro”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘SVB’ – Mancini: “Con Tudor aumentata la produzione offensiva. La Champions è ancora possibile” (AUDIO)

RICCARDO MANCINI (DAZN) in collegamento a ‘SVB’

“Tudor ha iniziato testando nelle prime due partite i giocatori, facendo una difesa a tre ibrida. In realtà era più un 4-4-1-1 e piano piano ha trovato il bandolo della matassa creando la difesa a tre.

Adesso certamente rispetto a Sarri è aumentata la produzione offensiva e sta portando molti più uomini in attacco in fase di possesso. Ho la sensazione che la Lazio migliori di partita in partita. E’ vero che è arrivato un solo gol, ma sono arrivati tre pali e altre occasioni clamorose.

C’è stata qualche sbavatura difensiva da cui poteva arrivare il gol del Verona e magari staremmo parlando diversamente. Ma l’importante è la crescita.

Secondo me la Champions è ancora possibile anche a causa degli scontri diretti e dei calendari. Capisco che in palio ci siano pochi punti, ma ci sono tanti fattori che possono far ben sperare. Peccato che la Lazio si sia svegliata un po’ tardi”.

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DICHIARAZIONI

Caso Mancini, Lotito: “Nessun giocatore della Lazio lo avrebbe fatto. Ci atteniamo alla decisione, ma…”

Caso Mancini, Lotito a margine della presentazione di euro 2024 torna sull’argomento: “Un gesto così non lo avrebbe mai fatto un giocatore della Lazio, il comportamento dei nostri giocatori è completamente diverso da quello delle altre squadre. Secondo voi, è una sanzione congrua? Rispetta i valori dello sport? Ognuno di noi è in grado di giudicare. Noi non possiamo che attenerci a quello che il giudice ha deciso, solo questo posso fare”.