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TIFOSI

Desertificazione Lazio, L’Olimpico è il più vuoto d’Europa

La protesta dei tifosi della Lazio proseguirà, in casa, anche nella prossima stagione, al punto che non verranno sottoscritti gli abbonamenti; l’Olimpico, quindi, continuerà a restare deserto confermandosi come lo stadio più vuoto d’Europa.

Come riporta Il Messaggero, lo stadio Olimpico si conferma il più vuoto d’Europa. Con una media di 8mila spettatori presenti, la Lazio ha il numero più basso di tifosi presenti all’interno del proprio impianto. Numeri impietosi, certo, ma che descrivono perfettamente il punto di rottura e di non ritorno tra tifoseria e società.

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CALCIOMERCATO

Lazio senza Europa, salta l’obbligo di riscatto di Daniel Maldini

La sconfitta in finale di Coppa Italia della Lazio lascia fuori i biancocelesti dall’Europa per il secondo anno di fila. Situazione che porta delle conseguenze anche in tema di mercato e di impegni presi per la prossima estate.

Nel caso di Daniel Maldini, infatti, nell’accordo stipulato con l’Atalanta c’era il riscatto automatico dal prestito in caso di qualificazione in una competizione europea. Resta tuttavia ancora in piedi il diritto di riscatto a 14 milioni di euro. Non è da escludere, tuttavia, che i due club trovino un accordoanche al termine della stagione. 24 anni, Maldini con la Lazio ha raccolto 12 presenze, segnando 2 reti.

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APPROFONDIMENTI

Lazio, non solo la coppa: in una notte persa (ancora) l’Europa e soldi per ripartire. E Sarri ora…

Quello che poteva essere un viaggio in paradiso si è trasformato in una discesa all’inferno. La Lazio cade contro l’Inter nella finale di Coppa Italia e vede sgretolarsi in una sola notte tutto ciò che avrebbe potuto rappresentare una ripartenza. 

Poteva essere il punto da cui ripartire: un trofeo, il ritorno in Europa League, nuovi introiti economici e la possibilità di dare continuità al progetto tecnico di Sarri dopo una stagione complicata. Invece, resta soltanto la delusione. Niente coppa, qualificazione in Europa League sfumata e secondo anno consecutivo senza competizioni europee, mai accaduto durante la gestione del presidente Lotito. Un fallimento pesante soprattutto a livello economico. 

La vittoria avrebbe garantito ossigeno alle casse biancocelesti, invece la società deve accontentarsi dei 4,6 milioni destinati alla finalista sconfitta, più i 2,5 milioni del botteghino e quelli legati alla prossima Supercoppa Italiana, ancora contro l’Inter. Troppo poco rispetto a ciò che si sarebbe potuto ottenere con gli introiti derivanti da una qualificazione europea e dalla vittoria della coppa Italia, per una cifra fino a 50 milioni di euro. 

Oltre a questo, la Lazio potrebbe addirittura chiudere il campionato fuori dalle prime otto, iniziando la prossima stagione ad agosto con i turni preliminari della coppa nazionale. Una situazione che alimenta sempre di più la sensazione di un ridimensionamento all’orizzonte. 

L’ unica parentesi dolce della serata è stata Pedro. A fine partita, nonostante la delusione per la sconfitta, il campione spagnolo si è presentato sotto la Curva Nord per salutare i tifosi. Visibilmente emozionato, avrebbe voluto lasciare un ricordo diverso al popolo biancoceleste. E adesso il futuro appare nebuloso, soprattutto per la posizione di Sarri. 

Una vittoria avrebbe potuto rappresentare il collante per ricucire i rapporti tra il tecnico e la società, la sconfitta rischia di segnare la rottura definitiva. Le voci che lo accostano ad Atalanta e Napoli circolano e, sebbene Sarri abbia promesso di parlare prima con la Lazio, ad oggi è difficile immaginare una prosecuzione del rapporto. Sarri chiede calciatori funzionali alla sua idea di calcio. 

Se non arrivano garanzie tecniche ed economiche, l’addio sembra sempre più probabile. E questo spaventa i tifosi biancocelesti, che sui social continuano a chiedere al Comandante di restare: «Ti prego mister rimani, sei il nostro salvatore», scrive qualcuno. «Ripartiamo insieme», rilancia un altro. Perché una Lazio senza Sarri, in un momento in cui il ridimensionamento si fa largo, rischia di far aumentare ancora di più la distanza tra ambiente e società. Forse irrimediabilmente. Repubblica.it

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APPROFONDIMENTI

Fallimento Lazio, dopo 34 anni senza Europa per due anni di fila: Lotito tocca il suo punto più basso

La Lazio perde l’ultimo treno per l’Europa e per il secondo anno consecutivo giocherà solo campionato e Coppa Italia: un fallimento che non si registrava da tantissimi anni.

Fa male la sconfitta in finale di Coppa Italia, non solo per la mancata conquista del trofeo, ma soprattutto perché la Lazio sarà costretta a guardare gli altri giocare in Europa per il secondo anno consecutivo. Non era mai accaduto nei ventidue anni della gestione Lotito.

Bisogna tornare indietro alle stagioni 1990/1991 e 1991/1992 per vedere una Lazio fuori dalle competizioni europee. Nei successivi 34 anni, i biancocelesti erano sempre riusciti almeno ad alternare un’annata in Europa e una no. Poi arrivò Sergio Cragnotti e tutto cambiò, i capitolini toccarono vette mai più raggiunte con Lotito, vincendo anche due competizioni continentali.

C’è da fare una precisazione però. Nel 2005/2006, la Lazio partecipò all’Intertoto, anticamera della Coppa Uefa, fermandosi alle semifinali contro il Marsiglia. Nella stagione successiva non giocò in nessuna competizione europea.

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COPPA ITALIA

Spauracchio Lazio per l’Europa delle altre: quasi tutta Italia tifa Inter

Tutti tutti magari no, ma mercoledì sera saranno diversi a tifare Inter, nella finale di Coppa Italia con la Lazio. L’ultimo atto della competizione, in programma mercoledì sera allo stadio
Olimpico di Roma, ha infatti un impatto decisivo sulla classifica: la vincente ottiene la qualificazione all’Europa League (solo la vincente, non la finalista perdente come accadeva diverso tempo fa).
Un obiettivo che l’Inter, ovviamente già sicura di partecipare alla prossima Champions League, non ha, mentre la Lazio decisamente sì.
Se vince l’Inter… Festeggerebbero, più o meno, tutte le squadre attualmente in corsa per la Champions. Con un successo nerazzurro, infatti, Napoli (che stasera potrebbe già staccare il pass Champions e quindi disinteressarsi), Juventus, Milan, Como e Roma sarebbero già certe – vista la distanza di sicurezza dal settimo posto occupato dall’Atalanta – di giocare almeno l’Europa League nella prossima stagione. Non è chiaramente l’obiettivo di nessuna, ma verrebbe meno lo spauracchio Conference League, una competizione che ha poco appeal anche per gli introiti molto bassi e le trasferte dispendiose. Sorriderebbe anche la stessa Dea, dato che a quel punto guadagnerebbe la qualificazione alla terza coppa europea: per altre, come detto, è uno
spauracchio. Per chi non ha possibilità di andare più in alto è sempre meglio di niente.

Se vince la Lazio… Festeggerebbe solo la Lazio. In questo scenario, infatti, l’Atalanta sarebbe aritmeticamente fuori dall’Europa, mentre il sesto posto (attualmente occupato dal Como) varrebbe l’accesso alla Conference League. Con tutto quello che ne deriverebbe, in termini di pressione, sulla corsa alla Champions

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RASSEGNA STAMPA

Lazio trasformata ed un finale insperato: due strade complicate ma possibili per l’Europa

Un finale di stagione del tutto inedito per Maurizio Sarri, con la Lazio che ha di fronte a sé due obiettivi importantissimi: la finale di Coppa Italia con l’Inter e il settimo posto che ora dista appena 4 punti, anche quello varco di accesso alla prossima Europa.

Ci troviamo di fronte a una Lazio trasformata, non più traghettata al termine di una stagione da incubo, ma condotta verso obiettivi importanti che a inizio anno sembravano impensabili. La finale di Coppa Italia contro l’Inter, una finale di Supercoppa Italiana già conquistata e una rimonta in campionato che ora vede i biancocelesti distanti dal settimo posto appena 4 punti. Chi avrebbe mai potuto immaginare un finale così?

Le strade per l’Europa sono riaperte, e sonodue. La prima, quella più rapida e anche prestigiosa, passerebbe dalla vittoria della Coppa Italia e condurrebbe i ragazzi di Sarri il prossimo anno direttamente a giocare in Europa League. Il settimo posto in campionato, invece, vale la Conference, competizione per la quale il presidente Lotito non va granché pazzo, ma che comunque rappresenterebbe un palcoscenico internazionale da non scartare.

Al di là di tutto questo, c’è anche un altro obiettivo molto più concreto in campionato: quello dell’ottavo posto. Può sembrare poca cosa, ma consentirebbe alla Lazio di non giocare i preliminari di Coppa Italia ad agosto, e quindi di non anticipare il prossimo ritiro estivo.

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EUROPA LEAGUE

Lazio, ora sei un fattore anche per l’Europa delle altre: la Roma rischia

Il finale di stagione si intreccia con la Coppa Italia e con la lotta per le posizioni europee, creando scenari potenzialmente decisivi soprattutto per la Lazio e per la Roma. L’eventuale successo della Lazio nella competizione potrebbe infatti modificare profondamente la distribuzione dei posti nelle coppe europee, con effetti a catena sulla classifica finale di Serie A.

Il regolamento prevede che la vincitrice della Coppa Italia acceda di diritto all’Europa League, a meno che non sia già qualificata attraverso il campionato. In quel caso, il posto viene ridistribuito secondo la classifica, innescando una serie di spostamenti tra le posizioni utili all’Europa.

Lo scenario più delicato riguarda proprio la Roma, che potrebbe ritrovarsi coinvolta in un incastro di risultati. Se la Lazio dovesse vincere la coppa piazzandosi fuori dalle prime posizioni del campionato, si aprirebbero diverse combinazioni: alcune potrebbero favorire i giallorossi, mentre altre rischierebbero di penalizzarli, fino al possibile rischio di esclusione dalle competizioni europee in caso di incastri sfavorevoli tra classifica e assegnazione dei posti.

Il meccanismo è complesso e dipende da più variabili: posizione finale delle squadre in Serie A, vincitrice della Coppa Italia e conseguenti riassegnazioni dei posti UEFA. Proprio questa interdipendenza rende il finale di stagione particolarmente incerto e ricco di tensione, con ogni punto in campionato che può risultare decisivo.

In questo contesto, la Lazio diventa un fattore indirettamente determinante per il destino dei rivali cittadini, mentre la Roma dovrà concentrarsi non solo sulla propria classifica ma anche sugli esiti delle competizioni parallele. Un finale di stagione, dunque, che va ben oltre il semplice campo di gioco e si gioca anche tra calcoli, regolamenti e incastri europei.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE …’ – Circolo vizioso Lazio, Cardone: “Senza Europa crollano i ricavi e si indebolisce la rosa per necessità di cessioni e taglio ingaggi” (AUDIO)

GIULIO CARDONE in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“I ricavi sono crollati perché sono diminuiti i diritti televisivi, visto che la Lazio non ha giocato in Europa. Questa è la situazione e cambia tutto per una società come la Lazio che si autofinanzia. Le perdite quindi aumentano perché non vai in Europa e non ci sono quegli introiti.

La Lazio ha fatto una mossa contabile, assolutamente legale, rivalutando Formello. Questo permette al patrimonio netto della Lazio, che era in negativo, di andare in positivo; c’è un incremento di 120 milioni. Ripeto: è una mossa contabile, porta benefici in questo senso, non è che porta soldi.

Tornare in Europa o centrare la Coppa Italia e quindi portare un trofeo, ti darebbe la possibilità di avere dei soldi ed evitare di fare le mosse in uscita fatte a gennaio. Scelte che indeboliscono tecnicamente la rosa.

Io come prima mossa estiva mi aspetto che si taglino gli ingaggi pesanti, come per esempio quelli di Hysaj o Romagnoli, che è fondamentale per Sarri. Mi aspetto un ulteriore ridimensionamento, sotto questo punto di vista. Poi all’area tecnica spetterà il.compito di rimpiazzare chi va via con calciatori sempre di un certo livello.

La linea è chiara: vendere il giocatore da 30 e prenderne uno da 15, ma qui, ripeto, subentra la responsabilità dell’area tecnica. In più serve un allenatore bravo e adatto al ‘laboratorio’ che stai costruendo.

In sintesi: sbagliare Ratkov a 14 milioni, anche se non credo sia un acquisto sbagliato ma facciamo un esempio, Lazio non se lo può permettere. La cosa triste è dover, ogni anno, ridimensionare gli obiettivi”.

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SERIE A

La Lazio gioca, l’Atalanta vince: ora l’Europa è davvero un miraggio

Termina 0-2 Lazio-Atalanta, gara valida per la 25esima giornata di Serie A: segna Ederson (rigore) nel primo tempo, raddoppia Zalewski.

PRIMO TEMPO

Sarri parte con Provedel; dietro Marusic, Gila, Provstgaard e Tavares; in mediana Dele-Bashiru, Cataldi e Taylor con il tridente formato da Isaksen, Maldini e Noslin. La Lazio comincia bene, soprattutto sugli esterni: Isaksen mette in difficoltà Ahanor, che si fa ammonire al 12′ e viene sostituito al 24′. La prima vera chance è però sui piedi dell’Atalanta con Krstovic che spara alto a porta vuota. I padroni di casa continuano a fare bene: Taylor calcia a botta sicura da posizione ravvicinata ma trova Carnesecchi che fa arrivare la sfera sul legno. A 5′ dalla fine l’episodio che decide la prima frazione di gioco: tocco di mano in area di Cataldi mentre era intento a chiudere in scivolata: dal dischetto va Ederson che fa 1-0.

SECONDO TEMPO

Subito dopo l’intervallo Patric prende il posto di un acciaccato Gila. Passano pochi minuti e per la Lazio e c’è un check per il possibile fallo di mano di Zappacosta: il fallo c’è ma prima c’è fuorigioco. Subito dopo provvidenziale Carnesecchi su colpo di testa di Noslin; dopo l’intervento del portiere Marusic spara alto. Al 60′ il raddoppio dell’Atalanta: segna Zalewski dalla distanza. Doppia mossa per Sarri al 67′: fuori Cataldi e Noslin, dentro Rovella e Ratkov. Al 79′ entra Cancellieri per Taylor. Nel finale Isaksen esce per Dia. Allo scadere colpo di testa di Maldini che finisce sul palo. Al 90′ è 2-0 per la Dea. Ora l’Atalanta, sesta della classe, vola a +9. Centrare l’Europa passando dal campionato è più che un miraggio.

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RASSEGNA STAMPA

Muro Lazio, una gara ogni due la porta resta chiusa: il paragone con le big d’Europa

La solidità difensiva della Lazio è confermata anche dai numeri: il dato.

Ieri altro clean sheet per la Lazio. La solidità è ormai certificata: dieci clean sheet, evidenzia il Corriere dello Sport, in venti partite di campionato. Vuol dire che una gara ogni due la porta della Lazio resta chiusa. La squadra di Sarri continua a dare ampie garanzie difensive e lo fa entrando in una dimensione europea. Nessuno, nei top cinque campionati del continente, ha fatto meglio: lo stesso bottino dell’Arsenal, unico club a condividere questo primato.


La lista delle partite chiuse senza subire gol, si legge, è lunga e significativa: Verona all’andata, Genoa, Atalanta, Juventus, Pisa, Cagliari, Lecce, Parma, Cremonese e, ora, di nuovo Verona. Campi diversi, contesti e momenti della stagione differenti, ma sempre la stessa risposta: compattezza, attenzione, spirito di sacrificio. Una soddisfazione enorme per un reparto che ha trovato continuità e certezze, soprattutto nelle gare più sporche, quelle che chiedono pazienza e nervi saldi.