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Lazio, quanti problemi sotto porta: in trasferta i numeri peggiori dalla stagione ’88-’89

Lazio, solo 10 gol segnati in 16 gare lontano dall’Olimpico.

Vero che la squadra difficilmente perde lontano dal Foro Italico, ma dieci gol segnati in sedici partite (più due autoreti) sono un bottino così misero che bisogna tornare, riporta Il Messaggero, alla stagione ’88-’89 per trovarne uno peggiore: era la Lazio di Giuseppe Materazzi che chiuse dodicesima in classifica. Nove gol fuori casa in quella stagione.

Il trend è brutto, dà l’idea delle difficoltà offensive, ma c’è da dire che questa squadra comunque crea ma poi sottoporta si perde, non è fredda, manca di lucidità. Se a livello difensivo i meccanismi ormai sono oliati, in questi ultimi giorni sarebbe opportuno trovare le misure corrette e aggiustare la mira lì davanti. Soprattutto a Bergamo, nell’ultimo viaggio del trittico che ha un valore enorme.

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Lazio, troppi pochi tiri in porta. Il peso offensivo è tutto sugli esterni: i numeri

Che la Lazio faccia fatica davanti non è più una novità. E i numeri lo certificano.

La Lazio crea meno di quanto dovrebbe e, soprattutto, finalizza male (per non dire mai) con i suoi attaccanti centrali. Non è un caso, riporta il Corriere dello Sport, se la squadra di Sarri è soltanto 14esima in Serie A per tiri totali: 352 conclusioni, peggio hanno fatto solamente Parma (349), Sassuolo (336), Cagliari (328), Lecce (312), Pisa (311) e Cremonese (289).


Ma il dato più significativo, si legge, riguarda la distribuzione dei tiri. A trascinare la Lazio non sono i centravanti, ma gli esterni. Isaksen è il giocatore che ha concluso di più nello specchio (15), seguito da Zaccagni (13) e Cancellieri (12). Anche Noslin (9) e Pedro (7) contribuiscono, mentre i numeri delle punte centrali restano ridotti: 6 Dia, 3 Maldini, 1 Ratkov. È una fotografia precisa: sono le ali a prendersi responsabilità, a cercare la porta, a costruire pericoli. I centravanti, invece, restano ai margini del sistema offensivo.

Le conseguenze, conclude il quotidiano, sono evidenti soprattutto in trasferta. La Lazio ha segnato appena 10 gol nelle prime 16 partite fuori casa di campionato: un dato mai registrato nell’era dei tre punti (dal 1994-95) e che riporta addirittura alla stagione 1989-90, quando i biancocelesti si fermarono a nove. Ancora più significativa è la statistica sui primi tempi. La Lazio è tra le squadre che hanno chiuso più frazioni iniziali senza segnare nei cinque maggiori campionati europei: 14, al pari della Cremonese in Serie A e del Wolverhampton in Premier League. Sarri ha provato a intervenire provando praticamente tutti gli uomini offensivi a sua disposizione. Ha cambiato totalmente i tridenti, ha cercato di lavorare su Daniel Maldini per trasformarlo in un centravanti, ma finora il risultato finale non è mai cambiato. E senza un centravanti realmente coinvolto e continuo, il suo impianto tattico finisce per appoggiarsi quasi esclusivamente sugli esterni. Di fatto, sono loro che stanno reggendo il peso dell’attacco: Isaksen (4 gol), Noslin, Pedro, Cancellieri e Zaccagni (3), sono i soli insieme a Cataldi e Taylor ad aver segnato almeno 3 volte in questo campionato.

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Muro Lazio, una gara ogni due la porta resta chiusa: il paragone con le big d’Europa

La solidità difensiva della Lazio è confermata anche dai numeri: il dato.

Ieri altro clean sheet per la Lazio. La solidità è ormai certificata: dieci clean sheet, evidenzia il Corriere dello Sport, in venti partite di campionato. Vuol dire che una gara ogni due la porta della Lazio resta chiusa. La squadra di Sarri continua a dare ampie garanzie difensive e lo fa entrando in una dimensione europea. Nessuno, nei top cinque campionati del continente, ha fatto meglio: lo stesso bottino dell’Arsenal, unico club a condividere questo primato.


La lista delle partite chiuse senza subire gol, si legge, è lunga e significativa: Verona all’andata, Genoa, Atalanta, Juventus, Pisa, Cagliari, Lecce, Parma, Cremonese e, ora, di nuovo Verona. Campi diversi, contesti e momenti della stagione differenti, ma sempre la stessa risposta: compattezza, attenzione, spirito di sacrificio. Una soddisfazione enorme per un reparto che ha trovato continuità e certezze, soprattutto nelle gare più sporche, quelle che chiedono pazienza e nervi saldi.

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DICHIARAZIONI

Lazio, Cancellieri: “Squadra sul pezzo ma manca cattiveria sotto porta. E sul ruolo di centravanti…”

L’attaccante biancoceleste ha così commentato a Lazio Style channel il pari casalingo con la Fiorentina:

“Le dinamiche sono sempre queste. Oggi dobbiamo guardare anche le cose buone che abbiamo fatto, ad esempio il grande primo tempo. C’abbiamo avuto diversi spunti, molte occasioni, tra cui quella con Gila, che ha subito una trattenuta. Se proprio devo trovare una critica, dico la cattiveria sotto porta, che ci avrebbe potuto portare in vantaggio già nel primo tempo. Ma ho visto comunque una Lazio sul pezzo.

Come mi sono trovato da centravanti? Quando l’avevo fatto con Sarri ero più piccolo, immaturo sotto il punto di vista tattico. Oggi mi sono trovato bene, devo cercare di sfruttare le mie caratteristiche. Giocare da punta o da esterno non fa differenza, come ho detto devo cercare di sfruttare quelle che sono le mie caratteristiche, dando un contributo maggiore alla squadra.

Se avessimo fatto gol nel primo tempo, non avremmo rubato nulla, abbiamo creato tante occasioni al di là di quelle che non sono andate in porto”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Lazio-Milan, Cardone: “Tocca a Mandas. Staffetta Taty-Dia, occhio a Vecino-Dele” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Pensando ai rigori, loro hanno Maignan che è un grande specialista. Leggendo la formazione del Milan, vedo che è competitiva e logica nell’ambito del 3-5-2 scelto da Allegri. C’è grande curiosità attorno a Jashari, secondo acquisto più costoso della Serie A. Il Milan è molto competitivo.

In casa Lazio ancora dubbi sull’impiego di Castellanos dal 1′, ma sicuramente averlo a disposizione è molto importante per Sarri.

Formazione? Ieri Sarri ha mischiato molto le carte. Giocheranno i titolari, poi c’ un dubbio rispetto a ieri che riguarda Vecino: lunedì ha dovuto smaltire un piccolo affaticamento alla coscia però si è allenato sempre, quindi possibile che il tecnico voglia rischiarlo. Per il resto, stessa formazione titolare di sabato eccezion fatta per Provedel che lascia il posto a Mandas. Probabile poi Castellanos dal 1′: tra lui e Dia la staffetta è certa, bisogna capire chi comincerà.

La gestione del Taty dal punto di vista fisico deve essere perfetta visto che ora Dia andrà a giocare la Coppa d’Africa.”.

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Lazio, problema tiri in porta. Biancocelesti sestultimi: la classifica

Non solo mancano i gol, ma anche i tiri in porta: la situazione.

La Lazio costruisce, ma non punge. I numeri, evidenzia il Corriere dello Sport, lo confermano con chiarezza: servono in media 44,54 passaggi per arrivare a una conclusione. Peggio fa soltanto la Cremonese (46,87), ultima in questa speciale classifica. Un dato che
racconta bene le difficoltà dei biancocelesti nel rendere pericolosa la propria manovra offensiva.

La squadra, si legge, è sestultima per tiri in porta in Serie A, davanti solo a Parma, Cagliari, Lecce, Cremonese, Pisa e Sassuolo. E anche per quanto riguarda le conclusioni dentro l’area di rigore la musica (stonata) è la stessa. Un problema di ritmo e di coraggio, più che di qualità tecnica. Sarri chiede fluidità e verticalità, ma il suo gioco oggi sembra incepparsi proprio al momento decisivo.

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CALCIOMERCATO RASSEGNA STAMPA

Lazio, niente più alternanza in porta: per Mandas possono riaprirsi possibilità in Premier

In una stagione senza coppe è difficile alternare i portieri: Sarri ha scelto Provedel.

Porta non scorrevole a Formello. Provedel dopo la scorsa altalenante stagione si è ripreso il posto a scapito di Mandas che invece aveva trovato la titolarità con Baroni. Ora, stando a quanto riporta il Corriere dello Sport, l’alternanza tra i pali di cui si parlava in estate non è più contemplata da Sarri.

Il Wolverhampton in estate si era detto pronto a investire 20 milioni per il greco e il Torino, si legge, ha pensato di prenderlo in prestito con riscatto dopo l’addio di Milinkovic. In ritiro, anche per consentire alla società di valorizzare il greco, il Sarri ha iniziato a pensare di alternare i portieri. Provedel ad agosto è partito primo per storico apprezzamento del tecnico. Mandas, che Sarri aveva chiesto di tenere come secondo appena acquistato nel gennaio 2023, s’è trovato a inseguire.

Mandas, conclude il quotidiano, a giugno chiedeva solo di avere continuità. Oggi è chiuso e non ha altra scelta, aspetta gennaio per valutare le offerte che potrebbero arrivare. Ha 24 anni e la carriera
spalancata, freme per giocare e conquistare il posto in nazionale. Non ha mai fatto polemica, da Formello sono sempre rimbalzati attestati di stima anche per il comportamento avuto. Il greco è seguito dalla You First, scuderia di Luis Alberto, raccoglierà eventuali offerte. Possono riaprirsi possibilità in Premier, ma la valutazione del greco non è quella di giugno, quando era titolare e aspirava a restarci. Venti milioni ora è una cifra fuori mercato, questo è il rischio cui va incontro la Lazio, venderlo a prezzi bassi. Il diesse Fabiani l’aveva acquistato per circa un milione, in estate pregustava una plusvalenza record ora il greco può sempre garantire una plusvalenza, ma a cifre inferiori. Il punto, tra agenti e società, arà fatto prima dell’inizio del mercato.

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Lazio, alternanza in porta rimandata: Sarri sceglie Provedel

Il tecnico pensava ad un’alternanza tra i pali ma visto l’avvio di stagione Provedel resta il titolare

Due portieri affidabili, con caratteristiche diverse: Provedel cercava il riscatto dopo la passata stagione altalenante, Mandas puntava a restare titolare. In questo avvio Sarri ha scelto Ivan, con l’idea di alterare i due estremi difensori.

Stando a quanto riporta il Corriere dello Sport, Sarri aveva ragionato su un possibile ballottaggio, su una rotazione tra i pali, con
Christos pronto a giocare contro il Genoa per inaugurare un’alternanza. I pessimi risultati dell’avvio di stagione e l’emergenza numerica della rosa, però, spingono la Lazio a non alterare le poche certezze.


Mandas, conclude il quotidiano, resta un patrimonio della società, è in crescita e con un futuro da protagonista tutto da scrivere.
Non è escluso che il greco possa avere delle occasioni, in campionato o in Coppa Italia, ma sarà importante anche tenere in considerazione il momento generale della squadra. La volontà è quella di lasciare inalterato il pacchetto difensivo, nella speranza che possa diventare la base da cui ripartire per uscire dalla crisi.

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Lazio, piano alternanza in porta: dopo il derby può scoccare l’ora di Mandas

“Lazio, Provedel-Mandas porta girevole. Sarri medita il cambio tra i pali” scrive Il Messaggero in edicola quest’oggi nella sua sezione sportiva. Sarri medita il cambio fra i pali dopo Lazio-Roma: al numero uno friulano subentrerà il greco, bloccato in estate sul mercato e ora seccato per la panchina.

Dopo cinque mesi in naftalina (ultima gara da titolare il 31 marzo col Torino), Ivan Provedel ha ritrovato più fiducia, sicurezza, ma deve comunque fare i conti con la concorrenza. Mandas potrebbe scendere in campo con Genoa e Torino ma gli agenti nel frattempo si guardano attorno. Lotito chiede 20 milioni di euro per la cessione.

In teoria, Provedel giocherà anche a Reggio Emilia col Sassuolo e – salvo imprevisti – il derby contro la Roma. Poi dovrebbe consumarsi lo switch con Mandas a Genova e col Toro in casa. È questo il piano dell’alternanza nella testa di Mau, anche per provare a placare il malumore dell’ex Ofi Creta.

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Lazio, dualismo in porta: Provedel e Mandas partono alla pari, poi a gennaio…

La porta della Lazio è blindata: Provedel e Mandas si sono alternati garantendo ai biancocelesti massima copertura.

Provedel titolare e Mandas pronto a subentrare, soprattutto in coppa, poi le gerarchie sono state stravolte. Quello che è certo è che la Lazio ha due ottimi portieri, entrambi in grado di dare garanzie.

Mister Sarri è stato chiaro: parlarne ora è prematuro, i due si metteranno in competizione e poi se vorranno, faranno le loro scelte a gennaio.

Mandas, sottolinea il Corriere dello Sport, non vorrebbe vivere un’altra stagione da ‘vice’ e il discorso è in parte simile per Provedel che è alla ricerca del riscatto. Il fatto che la Lazio non disputerà le coppe europee metterà il secondo portiere un po’ in disparte e quindi le valutazioni da fare saranno tante. Per il momento tutto è in discussione.